MALATTIA NEMICA O MALATTIA AMICA?

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La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano

Secondo Voltaire l’arte del medico consisterebbe nell’intrattenere e divertire il paziente, nel raccontargli storielle esilaranti a ripetizione, fino al momento in cui la natura lo guarisce.

Oggi, l’opinione del filosofo francese è stata capovolta.

Oggi è invece la medicina moderna a raccontare. E usa storielle deprimenti e da film dell’orrore, facendo credere all’uomo che la natura lo affligge con malattie sempre nuove, che possono essere guarite solo dai medici.

Oggi, le case farmaceutiche e i vari gruppi di interesse che operano in campo sanitario, inventano le malattie, medicalizzano la vita, e la malattia diventa un autentico prodotto industriale.

Farmacisti e medici si sono specializzati a fungere da agenzie terroristiche e spaventa-uomini, a far passare per malate le persone sane. Al punto che, se un povero diavolo di uomo non è già stato dichiarato malandato-infermo e a rischio da qualcuno in camice bianco, ci pensa lui stesso in piena autonomia, a considerarsi malato potenziale e malato immaginario.

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano, ha scritto Aldous Huxley.

 

La storia del medico Knoch che trasforma un paese sano in autentico ospedale

 

All’inizio del XX secolo, un medico francese di nome Knoch incominciò a far perdere la salute alla gente. Creò un mondo in cui non vi erano che pazienti. Il suo principio diceva che Ogni persona sana è un malato che non sa di esserlo.

Knoch era medico di un paese di montagna chiamato Saint Maurice, dove gli abitanti godevano di ottima salute e non venivano mai a farsi visitare nel suo studio. Il vecchio medico condotto dr Parpalaid, che viveva in ristrettezze, gli disse, quando Knoch arrivò in paese,

Qui lei troverà il miglior tipo di clienti che si possa immaginare: la lasceranno in pace.

Ma Knoch non era intenzionato ad accontentarsi di così poco. Ma cosa poteva mai fare il nuovo medico per attirare nel suo studio gli abitanti di un Saint Maurice che scoppiavano di salute? Quali rimedi poteva mai prescrivere a delle persone sane?

 

Il puntuale ricorso ai mostriciattoli di Pasteur

 

Il giovane medico non era poi così sprovveduto. Serbava infatti nel suo bagaglio culturale un’arma micidiale, quella dei mostriciattoli di Pasteur. Eccolo allora blandire il sindaco del paese e convincerlo a tenere qualche conferenza sui presunti pericoli rappresentati dai microrganismi, a invitare gli abitanti a venire al suo studio per una visita gratuita.

Visitando gli ingenui paesani Knoch diagnostica strani sintomi e fa credere loro che essi necessitino della sua continua assistenza. Dopodiché molti di essi, spaventati per bene e al punto giusto, si mettono a letto e cominciano a bere molta acqua. Alla fine, il paese intero sembra essersi trasformato in un ospedale.

Duecentocinquanta persone che si sono dall’oggi al domani dotate di 250 termometri che si misurano la febbre in continuazione. Il farmacista e il medico diventano ricchi, l’oste diventa ricco pure lui, perché adesso la sua locanda è sempre piena. Al dr Knoch viene persino dedicata la strada principale del paese.

Nel 1923, a Parigi, spopola il dramma in 3 atti dal titolo Knoch e il trionfo della medicina. La commedia è verosimile a tal punto che, nell’immaginario collettivo francese, quella del dr Knoch è ritenuta oggi una storia autentica.

 

Una persona sana è una persona che non è stata visitata come si deve

 

I medici di oggi dicono di aver individuato nell’homo sapiens l’esistenza di 40.000 diverse malattie, sindromi e disturbi, e che per ogni malattia hanno preparato specifiche pillole e adeguate soluzioni. In inglese si parla di disease mongering, che significa fare affari d’oro con le malattie.

Tant’è che la spesa mondiale per la salute nel 1992 era di 163,2 miliardi di €, mentre nel 2002 era già passata all’incredibile cifra di 234,2 miliardi di €.

L’industria farmaceutica spende e investe ogni anno da 8000 a 13.000 € per ogni medico del mondo.

La sola GlaxoSmithKline dà lavoro in Europa e USA a un esercito di 17.000 rappresentanti.

Tra il 1996 e il 2001 le vendite di farmaci negli USA sono aumentate del 110%, e si è passati da 42.000 a 88.000 prodotti in vendita.

Le case farmaceutiche inviano regali anche agli studenti di medicina prossimi alla laurea, per abituarli sin dall’esordio a quello che sarà il corteggiamento successivo.

Una persona sana è una persona che non è stata visitata come si deve, dice un antico proverbio medico.

Una persona sana sarebbe anche la rovina per tutto il sistema, quindi necessita assolutamente di diagnosi e di cure.

Oggi, i mercanti della salute vanno letteralmente a caccia di pazienti, come facevano nel Medioevo i medici girovaghi e i ciarlatani.

 

Le statine, ovvero i farmaci miliardari di Big Pharma

 

La presenza nell’organismo delle cosiddette statine impedisce che si formi in esso l’acido mevalonico, necessario per la sintesi del colesterolo LDL.

La statina Lipitor della Pfizer, il prodotto farmaceutico più venduto di tutti i tempi, conta di arrivare a un volume vendite di 10 miliardi di US$/anno.

La statina Zocor della Merck&Co-Usa arriva già a 7,5 miliardi di US$.

In USA, il 5,4% della popolazione adulta assume statine, e nel mondo vi sono 44 milioni di consumatori regolari.

Trattasi dei cosiddetti farmaci miliardari che fanno la fortuna del cartello farmaceutico mondiale.

 

 

Il fallimento totale della Guerra al Cancro e il consolidamento del racket della salute insana.

Sradicare il cancro significa minimizzare gli agenti cancerogeni che stanno nell’aria che respiriamo, nel cibo che mangiamo, nelle crudeltà che infliggiamo e sopportiamo.

 

Tra il 1972 e il 1978, prende forma negli Usa quella che il presidente Richard Nixon lanciò nel 1971 come la Guerra al Cancro.

La spesa del NCI (National Cancer Institute) raggiunge in 6 anni la cifra record di 5 miliardi di US$, il doppio di quanto speso nei 35 anni precedenti a partire dalla fondazione.

Nel medesimo periodo, la fondazione privata ACS (American Cancer Society) è passata da un finanziamento di 75 milioni di US$ nel  1971 a uno di 150 nel 1978.

Ha portato tutto questo a dei risultati?

Naturalmente che no.

Al contrario, i malati di cancro sono nel frattempo addirittura raddoppiati.

Sradicare il cancro non dipende infatti dalla conoscenza dei meccanismi della malattia, ma piuttosto dalla riduzione ai minimi termini delle sostanze che inducono le cellule normali a diventare cancerose, a ridurre cioè gli agenti cancerogeni che stanno nell’aria che respiriamo, nelle crudeltà che infliggiamo agli animali e che colpevolmente tolleriamo, nel cibo inguardabile che mangiamo, nelle acque che beviamo, nei farmaci che prendiamo, nei vaccini che ospitiamo, nei cosmetici che usiamo, nelle sigarette che fumiamo, nei caffé e negli alcolici che trangugiamo.

Chi mai ha in programma degli interventi in quella direzione? Nessuno.

 

La benemerita GlaxoSmithKline, impegnata ad  elevare la qualità della vita e a far vivere la gente meglio e più a lungo (cose da far luccicare e lacrimare gli occhi)

 

In un numero di febbraio della rivista filippina Graphic c’è un articolo apologetico in favore della benemerita GlaxoSmithKline, che ha appena nominato Roberto Taboada nuovo manager GSK per le Filippine, mercato di basilare importanza strategica sullo scacchiere sanitario asiatico e mondiale.

Taboada succede a Rick T. Gain, a sua volta nominato vicepresidente operazioni commerciali per l’Asia Pacific Region.

Il nuovo eroe della GSK ha un perfetto curriculum.

Si è laureato con lode all’Albright College e ha un diploma MBA della Kellogg School of Business.

Ha poi lavorato per 16 anni alla Abbott Laboratories, facendo un ottimo lavoro per l’introduzione supplementi e integratori in America Latina, Canada e poi in Filippine dal 2003.

La GSK-Philippines ha dato grossi contributi nel miglioramento della salute in questo paese, attraverso una vasta gamma di vaccini e di farmaci.

Essendo uno dei maggiori gruppi farmaceutici mondiali, la GSK è impegnata a migliorare la qualità della vita, a mettere la gente in grado di fare di più, a stare meglio e a vivere più a lungo, ha dichiarato alla stampa il dr Taboada, di fronte a un pubblico che applaudiva commosso.

 

Le donne del mondo intero possono  dormire sonni tranquilli. Al loro benessere ci pensa la GSK.

In fatto di terrorismo medico la GSK non è seconda a nessuno, nemmeno ai campioni della Pfizer.

 

Nelle Filippine, paese più vaccinato al mondo, la GSK è market leader negli anti-infettivi, nei farmaci connessi alla respirazione e nei vaccini cosiddetti  innovativi, come il GSK cervical cancer vaccine (HPV 16 e 18), che proteggerebbe le femmine dai 10 anni in su dai due più comuni tipi di cancro settoriali tipo 16 e 18, che è responsabile di oltre il 70% dei cancri cervicali nella regione Asia Pacific.

 

Tale vaccino sarebbe pure efficace contro le persistenti infezioni causate dagli altri 12 tipi di cancro cervicale che minacciano la salute delle donne, l’80% delle quali acquisirà almeno una volta nella vita l’HP, cioè il papilloma virus.

La GSK, maggiore beneficiaria mondiale della farsa planetaria AIDS, ha sviluppato un appetito formidabile per il danaro e, temendo un calo vendite dell’AZT, sotto accusa in ogni parte del mondo, persino dal ricercatore che l’ha inventato, ha già saputo correre ai ripari.

Ha infatti già pronti 30 vaccini approvati per il marketing da parte della FDA, ed altri 20 in fase di sviluppo e sperimentazione sugli scimpanzé.

Per cui, le donne filippine, ma anche quelle del mondo intero, possono davvero  dormire sonni tranquilli.

Al loro benessere totale ci pensa la GSK.

Non a caso, la GlaxoSmithKline, in fatto di terrorismo medico e di medicalizzazione aggressiva e selvaggia, non è seconda a nessuno, e batte persino i campioni della Pfizer.

 

Non una singola parola su troppe cose. La peggiore menzogna è il silenzio, il nascondere la verità.

 

Non una singola parola sul perché di questa malattia cervicale femminile.

Non una singola parola sul fatto che la salute globale e l’assenza di crisi da HPV, e da qualsiasi altro agente virale, è normalità della vita, e non stranezza.

Non una parola sul fatto che si ammalano eventualmente solo le donne che hanno prima avvelenato pesantemente il loro sangue mangiando male e bevendo peggio, fumando e prendendo farmaci, acidificando il proprio sangue e caricandosi di radicali liberi e di acidi urici.

Non una parola sul fatto che ogni infiammazione e crescita tumorale è regredibile normalmente mediante digiuno e purificazione, seguiti da drastica correzione dieta e stili di vita.

Non una singola parola sul fatto che un fenomeno tumorale è in ogni caso situazione assai diversa da cancro conclamato e degenerato in neoplasia.

Non una parola sul fatto che la pretesa protezione di 6 anni è pura finzione, autentica presa in giro commerciale, perché le donne soggette a vaccino non si sarebbero di sicuro automaticamente ammalate in assenza della vaccinazione.

Non una parola sui rischi e sui danni concreti e possibili del vaccino.

Non una parola sul fatto che tutte le cliniche americane sconfiggono regolarmente, senza farmaci e vaccini, tutti i tipi di tumore, incluso quello legato al papilloma virus.

 

La predoneria e il bullismo farmaceutico, l’accanimento vaccinatorio dei corvi, degli untori e dei monatti

 

Insomma, una vera e propria questione di predoneria e di bullismo farmaceutico, di accanimento vaccinatorio senza uguali e senza precedenti, contro una popolazione femminile, filippina e mondiale, che è già preda tradizionale del terrorismo medicale a 360 gradi, col cancro al seno e il cancro alle ovaie in prima linea.

Seguendo il ragionamento della GSK, la vaccinazione contro l’HP 16 e 18 in ogni caso non basta, restando scoperti gli altri 12 tipi possibili di cancro cervicale.

Poco male, donne filippine e donne del mondo. Ci pensano i vaccino-maniaci della GSK a imbottirvi di altri 12 vaccini, uno per ogni mese del calendario.

Più che pensare a respirare, a mangiare e bere, a lavorare e possibilmente a distrarsi e divertirsi, la popolazione mondiale dovrebbe, secondo la filosofia GSK, passare il suo tempo a piangere sulle sue tante nuove disgrazie, e ad imbottirsi di farmaci.

 

Di fronte ai monatti ed agli untori della GSK, Luc Montagnier e Robert Gallo fanno la figura di becchini e beccamorti di seconda fascia.

 

La situazione italiana non è affatto diversa da quella filippina.

La GSK si presenta da noi in perfetta fotocopia, appoggiata da enti sanitari, media e governo.

Dall’HIV all’HPV, lungo il ben sperimentato percorso del contagio sessuale.

 

La situazione in Italia non è affatto diversa.

Basta andare su Internet è leggere i bombardamenti terroristici ministeriali ed extraministeriali sulla necessità assoluta di vaccinare tutte le donne e, già che ci siamo, anche le galline, le capre, le pecore, le puledre, le porcelle, magari chissà anche le mantidi religiose, le api e le zanzare femmina.

Se c’è da un lato un gruppo di scienziati seri che stanno smantellando la più scellerata menzogna della storia umana, quella dell’Aids e dell’Hiv, seguendo il Copernico dei tempi attuali, il coraggioso e tenace professor Peter Duesberg che si sdoppia ormai tra Berkeley e la sua Germania, bisognava pur piantare nel mondo un secondo Aids alternativo al primo.

Tutti stavamo in situazione di allerta, attenti allo spuntare di un nuovo morbo costruito a tavolino, usando altri mediocri attori, giovani ricercatori di belle speranze, in grado di sostituire i derelitti e supersfruttati Gallo e Montagnier.

Ma i monatti e gli untori internazionali si sono fatti furbi, e giocano di sorpresa e di anticipo.

Non serve affatto disegnare un nuovo morbo.

Esso esiste già.

È quello delle comuni verruche che vanno e vengono a seconda del grado di inquinamento che ognuno si porta addosso, e che esiste innocuo dai tempi di Adamo ed Eva.

È quello però che, orchestrato per bene, fa ormai tremare ogni donna e persino ogni bambina.

Si chiama HPV o Papillovirus.

Anche qui gli ingredienti fondamentali ed immancabili, come per l’Aids, sono il sesso e il contagio.

Essi hanno dimostrato, non a caso, di essere l’abbinamento vincente nell’HIV, e lo saranno pure per l’ HPV.

 

All’umanità deve essere tolto il respiro, il piacere di vivere e di amarsi, di divertirsi e distrarsi

 

L’umanità deve essere tenuta sotto pressione, sotto terrore continuo, altrimenti c’è il rischio che il suo sistema immunitario torni a funzionare bene come in passato, e che nessuno si ammali più.

All’umanità deve essere tolto il piacere di vivere e di comunicare, di toccarsi e far l’amore, tutte attività non solo divertenti e costruttive, ma anche salubri.

Gli si deve togliere il respiro e la lucidità mentale.

Dobbiamo espiantargli dalla mente e dalle viscere la stessa voglia di farlo.

Facciamo in modo che, se c’è ancora qualche pazzo che si sogna di fare l’amore senza scafandro, senza maschere e creme protettive, senza vaccinazioni preventive, senza abbondanti risciacqui di collutorio alcolico, senza preventive fumigazioni e sterilizzazion biologiche, diventi almeno pazzo di paura.

Occorre dunque spaventarli a morte dal primo all’ultimo, se vogliamo tenerli in pugno.

Firmato Big Pharma e Fabbriche Profilattici Riuniti.

Sarebbe una disgrazia planetaria, se i giovani smettessero di bere alcolici e di fumare, di andare in discoteca e rovinarsi, e se tentassero di riprendere abitudini bucoliche e goderecce stile anni 60-70. Correrebbero il rischio di riprendersi il mondo, di guarire dai loro mali e dalle loro disperazioni, e a chi potremmo mai vendere più le nostre porcherie?

Spaventiamoli tutti. Vacciniamo intanto tutte le ragazzine dai 10 anni in su.

 

Macché 10 anni, perché non da quando vengono svezzate?   Aggiunge un facinoroso promotore farmaceutico della GSK.

 

Un banale ed innocuo virus trasformato in mostro infame e in distruttore planetario di femmine.

I mostriciattoli dei cartoni giapponesi hanno fatto davvero scuola.

 

Dalle ricerche dei medici italiani Roberto Gava ed Eugenio Serravalle (Vaccinare contro il Papillovirus?)

si viene a sapere che l’HPV (Human Papilloma Virus) è un virus normalissimo che si trova nella microflora cervico-vaginale, ma anche addirittura sulla pelle delle persone.

Il preservativo, tanto per intenderci, non protegge affatto.

Se la mettiamo sul piano della plastica, allora non ci si dovrebbe nemmeno sfiorare, e forse nemmeno stare in un ambiente comune respirando la stessa aria viziata.

La presenza del virus non dipende da chi ce lo passa, ma sempre e solo dallo stato del sistema immunitario di ciascuno di noi.

Si apprende pure che il decorso clinico del HPV presenta regressione spontanea nell’80-90% dei casi, e una persistenza prolungata e asintomatica innocua nel 10-15% dei casi, mentre una progressione verso lesioni precancerose che rimangono tali (innocue) avviene nell’1% dei casi e solo in presenza di media alterazione del sistema immunitario.

 

Un caso su 10.000 soggetti, a condizione che uno indulga nel fumo, nell’alcol, nel farmaco, nel vaccino, nella carne, nel latte e nel caffè, alterando il proprio equilibrio immunitario

 

Una progressione delle lesioni precancerose in lesioni cancerose vere e proprie avviene soltanto nella misura dell’1% della casualistica precancerosa, ed in presenza di un’importante alterazione del sistema

immunitario.

L’1% dell’1% significa dunque che l’incidenza cancerogena dell’HPV è dello 0,1 per mille, ovvero dell’1 caso su 10.000 soggetti.

Siccome poi la situazione di grave alterazione del S.I. riguarda grazie a Dio una minoranza di persone, il concreto rischio di tumore si diluisce ulteriormente, e diventa un caso ogni 100.000 soggetti a condizione che il 10% del campione abbia il S.I. gravemente alterato.

Insomma, torniamo sempre al concetto medievale del contagio a tutti i costi, del sospetto atroce verso il nostro prossimo, una cosa che non ha alcun motivo di esistere.

È il sistema immunitario che può debellare rapidamente un virus, oppure albergarlo in modo asintomatico, e magari, rarissimamente, lasciarlo progredire verso qualche forma tumorale.

L’HPV non compromette in alcun caso una regolarissima gravidanza e non dà alcun rischio al neonato, tanto per intenderci.

 

La natura umana non si disturba e non si sovverte impunemente

 

Chiaro che se uno possiede un fisico perfetto ma fuma, beve, non dorme, prende farmaci, prende caffè.

Se è fruttariano ma mangia carne, pesce e proteine animali, privandosi di quel cibo di elezione (frutta e verdura crude) che serve a mantenergli intatto il sistema immunitario e l’equilibrio generale.

Se ha un animo gentile ma lo va a corrompere con ideologie macellatorie che sconquassano malamente il suo subcosciente e il suo equilibrio spirituale.

Se è disegnato per essere entusiasta ed appassionato, ma viene costretto a diventare abulico e cinico, a mantenere il respiro corto e bloccato, a guardare la vita con disprezzo e schifo.

 

 

Se uno vuole essere buono e gentile verso tutti, persone e animali, ma si accorge di essere circondato da aguzzini venali e senz’anima, da imbroglioni e opportunisti spesso dotati di lauree e riconoscimenti e Nobel, da gente e pastoie che gli impediscono in tutti i modi di esplicare la sua personalità, c’è il rischio concreto che tutto si complichi, che il sistema immunitario impazzisca o scioperi, e che il più innocente ed insignificante dei microrganismi si trasformi davvero in un pericoloso agente infettivo.

E c’è pure il concreto pericolo che anche il più gentile e simpatico ragazzo possa imbracciare in un maledetto raptus il fucile e sparare ai passanti o ai compagni di scuola, oppure trasformarsi in uno stupratore seriale, perché, ricordiamocelo in continuazione, la natura umana non si disturba e non si sovverte impunemente, non si ingabbia in assurdi schemi mentali ed operativi che non offrano vie di uscita alle persone.

 

Per questa gente falsa e ipocrita la regola è vivere col cancro alle calcagna.

Eroi e benefattori dell’umanità, o iene e sciacalli che si ingrassano sull’ignoranza della gente?

 

Cose da chiodi, si devono vedere sotto l’arco celeste. Osannati e premiati i mediocri e i corrotti.

Messi da parte e tagliati dai supporti governativi i ricercatori seri e trasparenti.

Sul trono del mondo, alla cabina di regia, i monatti e gli untori, i corvi e i sotterra-cadaveri, gli sciacalli e i teorizzatori delle pesti bubboniche.

Questa è gente per la quale la regola non è mai quella di stare sani.

Questa è gente per la quale la regola è vivere col cancro alle calcagna, nascosto ad ogni angolo della strada, salvo che non intervengano loro, i salvatori della patria e del pianeta.

Alla fine di questa storia, presa possibilmente in mano la mia tesina  Zona Tumore e Zona Cancro, ognuno può liberamente fare le sue conclusioni e le sue valutazioni, secondo il proprio livello culturale, secondo la propria sensibilità e il proprio discernimento.

Eroi e benefattori dell’umanità, o iene e sciacalli che si ingrassano sulle paure ataviche, sull’ignoranza e le debolezze del genere umano?

Perché, nota bene, non ci sono vie di mezzo. O questo o quello. Eroi o sciacalli loro, e giusti o sbagliati noi.

 

Tutta l’impalcatura medica in fondo al mare per la salvezza dell’umanità e la rovina dei pesci

 

Mendelsohn non avrebbe alcun dubbio in proposito, e nemmeno Peter Duesberg, e nemmeno i tanti medici igienisti naturali che se ne ridono di questi pagliacci che pretendono di imporre all’umanità il vuoto assoluto che hanno nella testa, nel cuore e nella coscienza.

Esseri senza cuore, maschi senza palle, scienziati senza teorie, terapeuti senza soluzioni.

Il dr Oliver Wendell Holmes (1809-1894), celebre professore di anatomia e fisiologia ad Harvard, nonché fondatore della Supreme Court of Justice americana, pronunciò e scrisse le seguenti testuali parole:

I firmly believe that if the whole materia medica could be sunk to the bottom of the sea, it would be all the better for the mankind and all the worse for the poor fishes  (Credo fermamente che, se tutta la medicina potesse venire affogata e depositata sul fondo del mare, sarebbe la salvezza per l’umanità  e la rovina per i pesci).

A quel tempo la medicina che lui voleva affondare e distruggere era mille volte migliore di quella attuale, assai più ingenua e innocua, assai meno presuntuosa ed arrogante.

Rivivesse oggi, dovrebbe cercare sistemi e siti ancora più estremi per i satrapi che stanno al potere medicale.

Li dovrebbe mandare a marcire, con una serie di missili spaziali, sotto la superficie lunare, ma col rischio di rovinare per sempre il nostro bel satellite.

 

Vediamo a questo punto di piazzare le nostre proposte concrete e alternative.

Partiremo dai principi fondamentali di Ippocrate e da un nuovo concetto di malattia.

 

Fatta una panoramica sconcertante ed avvilente su quanto sta succedendo intorno a noi, sarà opportuno anche presentare qualcosa di propositivo e di costruttivo.

Noi naturalisti ed igienisti, vegani e salutisti, guardiamo alla salute ed alla malattia con occhi totalmente diversi da quelli della medicina e della farmacologia.

Partiamo da una prima considerazione basilare, e cioè che  La Natura è Sovrana Medicatrice dei Mali, e che nessun medico, nessun pediatra, nessun vaccinatore, nessun trapiantatore, nessun terapeuta di nessuna scuola potrà sostituirsi alla natura e fare meglio di essa.

Questa frase, abbinata all’altra celebre espressione  Primo non nuocere, ha la bellezza di quasi 2500 anni, portando essa la firma di Ippocrate, sul cui testamento continuano a prestare indecoroso e formale giuramento i nuovi medici del mondo intero.

Chiaro che la divergenza tra Ippocrate medico-naturalista e l’ordine medico internazionale è enorme, visto che la medicina attuale è su posizioni diametralmente opposte al Grande Maestro Medico.

Una seconda considerazione riguarda il concetto di malattia.

Qui le divergenze si misurano non col calibro o il micrometro, ma con la cordella metrica degli agronomi.

Per la medicina moderna, allopatica od omeopatica che sia, la malattia è un’entità esterna ed estranea,

un’individualità ed un centro di potere staccato da noi, qualcosa che per caso, per volere di Dio o del diavolo, ci viene a colpire e ci fa ammalare.

 

Malattia dunque come acerrima nemica da colpire con ogni mezzo

 

Occorre dunque mobilitare tutte le nostre contraeree, tutti i nostri autoblindo, tutti i nostri missili terra-aria, e colpire tali invasori e tali Lanzichenecchi, chiamati microbi, batteri o virus.

A complicare le cose poi il numero spropositato delle malattie, tante quanti sono i diversi virus, batteri, funghi, sintomi, miasmi e influenze, diavoli e spiriti.

La medicina ufficiale ne ha catalogate per ora soltanto 40.000, per ognuna delle quali sono previste precise cure e determinati farmaci.

Per queste malattie non si va ovviamente a cercare le cause, ma ci si concentra su un fatto preciso ed evidente, e persino curabile, che si chiama sintomo.

Le cause sì, ci possono pure essere, ma individuarle e definirle è scomodo, lungo, incerto, complicato.

Non a caso la medicina moderna viene classificata come medicina sintomatica.

Hai male alla testa? Si cura la testa.

Male al piede? Si cura il piede.

Mal di pancia? Si cura la pancia.

Indurimento al seno? Si cura il seno.

 

Nessun interesse per quello che si nasconde dietro il sintomo

 

Apparentemente, tutto questo ha una sua logica.

Dopotutto è proprio quel dolorino specifico che dà fastidio e preoccupa il paziente, non certo quanto c’è dietro al sintomo, non certo le gravi cause a monte.

Quelle solo Dio le sa.

Il paziente magari le conosce pure o sospetta qualcosa su di loro, ma le sottovaluta, e si augura in ogni caso che non vengano nemmeno prese in considerazione.

 

Gli seccherebbe assai pensare di essere coinvolto con la malattia, di essere messo sul banco degli accusati.

I medici veri, i medici condotti dei tempi andati, facevano gli Sherlock Holmes, tempestavano di domande il loro ammalato prima di proporgli una soluzione o una qualsiasi cura.

Ma i medici di oggi vanno tranquilli, essendo assistiti dalle magiche armi farmacologiche.

 

Le differenze fondamentali tra cultura medica e cultura igienistico-naturale

 

Per dirla in sintesi, i pilastri su cui si basa la medicina moderna sono 5:

 

  1. A) Prevenzione malattie, mediante le pratiche vaccinatorie
  2. B) Cura farmacologica del sintomo
  3. C) Rimozione di tessuti compromessi (chirurgia, radiologia, chemioterapia)
  4. D) Cura ormonale delle disfunzioni
  5. E) Ricorso alle stampelle dei supplementi e degli integratori

 

Lottare contro i sintomi non è altro che quella pratica perdente che ho denominato  Gli interventi sulla spia rossa.

Il concetto naturale-igienistico di malattia è totalmente, spesso diametralmente, diverso, e sono pure del

tutto diversi gli atteggiamenti e le soluzioni terapeutiche o cure che si propongono.

 

La malattia come meccanismo logico-regolatorio

 

La malattia non è affatto un ente estraneo staccato dal nostro contesto vitale, un’entità nemica, un invasore casuale che viene da lontano, un diavolo o uno spirito maligno, o un perverso microbo che gioca sadicamente a distruggerci.

La malattia è un meccanismo logico-regolatorio.

La malattia non è che il retro della stessa medaglia che ospita la nostra salute.

Ed è per quello che, ogniqualvolta si sentono frasi pompose del tipo  Sconfitta del cancro entro il 2020, sconfitta del diabete entro il 2015, sconfitta dell’HPV papilloma virus entro il 2025, fanno ridere anche i sassi.

Sarebbe come annunciare la sconfitta del giorno e della notte, come promettere la sconfitta del dolce e dell’amaro, o la cancellazione dello ying e dello yang, ovvero dell’attrazione fisica tra uomo e donna, entro una certa data.

 

Sconfiggere la malattia significherebbe sconfiggere pure la salute, che è l’altra faccia della stessa medaglia

 

La malattia, signori medici, e signori presidenti tipo Obama, non si sconfiggono.

Se sconfiggessimo la malattia sconfiggeremmo pure la salute, che fa parte integrante del medesimo meccanismo.

Avete un cervello? Ma fatelo funzionare e smettetela di giocherellare con le pasticche e le siringhe.

La malattia non è nemica, non è fenomeno strano, illogico e perverso.

Essa indica che ci sono stati degli errori comportamentali, psicologici, spirituali, nutrizionali, e che ci sono comunque delle tossine in via di espulsione.

Essa si manifesta con dei sintomi, dei dolori e dei fastidi che si sentono, con degli accumuli di grasso, e tutto avviene nei punti più deboli del nostro organismo, anche se il vero male non risiede in quei sintomi.

 

I sintomi sono solo segnali, allarmi, spie rosse attivate da qualche problema elettrico alla batteria o alle candele, da una scarsità di carburante a disposizione, da intasamento di filtri, da sgonfiamento pneumatici, da carenza di olio al sistema frenante o al motore, da surriscaldamento per problemi di radiatore.

Scagliarsi contro quelle spie rosse, demolirle col martello del farmaco, col bisturi della chirurgia, con la forza penetrante del laser, non risolve un accidente, ma complica e peggiora spesso le cose, in quanto ci dà l’illusione di aver risolto il problema, di aver sconfitto la malattia, mentre abbiamo solo disattivato l’allarme, lasciando la vera malattia inalterata e pronta a colpirci con maggiore pericolosità.

 

La malattia come medico virtuale interno e come angelo custode che ti dà importanti direttive

 

La malattia dunque intesa come dolore o disagio evidente ed apparente, non è malattia nemica-esterna, ma benettia amica-interna.

Essa è una collaboratrice, una creazione del nosto sistema immunitario.

La medicina è un medico virtuale interno, un angelo custode che ci dice  Stai attento! Stacca la spina e va in riposo fisiologico! Beviti tutta l’acqua distillata che vuoi! Va a rivedere mentalmente i tuoi comportamenti e i tuoi stili di vita!

E, non appena ti sarai riposato, depurato e purificato da tutti i veleni accumulati, cercherai di ripristinare la tua normalità, la tua salute, il tuo equilibrio, la tua omeostasi, adottando sistemi di vita e di nutrizione compatibili ed in armonia col tuo corpo, con le chiarissime indicazioni che il tuo stesso corpo ti offre attraverso centinaia di parametri precisi e indiscutibili.

Non ascoltare nessuno al di fuori di te, al di fuori della tua mente e della tua coscienza.

Non andare a cercare la verità sui libri di nessuno, nemmeno sui miei, tanto per capirci.

La tua Bibbia interna è quella più autentica, a condizione che tu non abbia smarrito del tutto la capacità di saperti leggere e decifrare.

Non farti traviare dalle ideologie esterne.

Se ti capita di sentire diverse campane, ascoltale bene, ma non cercare di fare  la media aritmetica tra una e l’altra perché ti perderesti nel nulla e nella terra di nessuno.

Fa le tue scelte coraggiose e sappi discriminare tra il vero e il falso.

 

Un discorso a parte per le malattie da incidente e per gli interventi straordinari ed indispensabili

 

Quanto alle malattie da incidente, o alle disgrazie grandi e piccole, sulle strade e sul lavoro, quanto alle emergenze da pronto soccorso, quanto agli interventi straordinari di assoluta necessità, occorre fare necessariamente un discorso a parte.

Esistono situazioni in cui i danni subiti sono davvero delle calamità fisiche da riparare, da aggiustare, o danno luogo a pericoli da scongiurare.

In questi casi ben vengano le tecniche più sperimentate, affidabili e sicure.

Ben vengano allora anche il farmaco e l’anestetico, l’antibiotico e le stampelle chimiche.

Si tratta di emergenze da cui è importante saltarne fuori vivi.

In questi casi deve prevalere il principio secondo cui  il fine giustifica il mezzo.

 

L’Anatomia della Cura, un memorabile scritto del dr Alec Burton

 

Una delle migliori voci dell’igienismo naturale è quella di Alec Burton, allievo di Shelton, titolare del Centro Igienistico Arcadia di Sydney, e uno dei massimi esponenti della ANHS, presidente della Ass. Internazionale Medici Igienisti, che ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere personalmente.

 

In un suo memorabile articolo apparso su  Health Science nel giugno 1996, dal titolo  The Anatomy of Cure, Burton si è posto due basilari domande:

1)      Deve essere curata la malattia?

2)      Può essere curata la malattia?

Il  termine cure deriva dal latino  cura, significante attenzione, preoccupazione, assistenza.

Tra il 16° e il 17° secolo, la stessa parola appare anche in contesto religioso, dove si parla di  curate (curato), cioè di un prete che prende in cura una parrocchia.

Nel 18° secolo  to cure (curare) assume il significato di un rimedio che risolve e ha successo.

In questo contesto, guarire o ripristinare la salute a un malato significa  curarlo.

In altre parole, guarire una malattia è curare la malattia stessa.

 

Curare la malattia non è affatto sinonimo di ripristinare la salute

 

Siccome i medici credono a torto che ogni malattia sia diversa dall’altra, sono pure convinti che ogni malattia richieda una diversa cura.

Il concetto di  cura poi è raramente collegato al concetto di  causa.

Questo deriva dal modo tradizionale ed errato di intendere la malattia.

Se pensi davvero che la malattia sia un’entità, qualcosa a cui siamo esposti o suscettibili e a rischio, qualcosa a cui dobbiamo resistere, tutte le nostre attenzioni si dirigeranno verso il combattere, ostacolare, soggiogare, superare, sradicare, ovvero curare tale malattia.

Purtroppo però, curare la malattia non è affatto sinonimo di ripristino della salute.

Tutte le cure hanno due cose in comune: 1) Non rimuovono le cause e 2) Non costituiscono un normale fabbisogno della vita.

Anzi, la maggior parte delle sostanze usate sono tra i veleni più potenti e più pericolosi in circolazione.

Sappiamo infatti che le cure sono spesso più micidiali delle malattie che si vogliono curare.

 

Curare la malattia è una perniciosa e tragica superstizione

 

Quando noi igienisti neghiamo l’esistenza delle cure, non neghiamo l’esistenza degli effetti di droghe-medicine-sieri-vaccini-trattamenti, ma evidenziamo piuttosto che tutte queste sostanze e metodi non possono usurpare gli innati processi naturali dell’organismo.

La guarigione, il ripristino salute, è un processo biologico, un ordinato cammino del corpo.

Un ubriaco non diventa sobrio quando beve un caffè, ma solo quando smette di bere alcol.

Il ripristino salute è una costante tendenza del corpo.

Quella del curare la malattia è una perniciosa superstizione che deve essere vista non solo come dannosa, ma anche come impossibile.

La natura della malattia è difensiva, rimediale, eliminativa ed adattiva.

Essa rappresenta un tentativo naturale del corpo di ripristinare la normalità quando tale normalità è stata disturbata e perturbata da qualche causa innaturale.

Se curare significa recuperare la salute e il benessere, allora ricordiamoci che la malattia è il processo che porta al recupero.

L’errore tragico dei sistemi terapeutici non sta negli svariati metodi che essi usano.

L’errore sta nel tentativo stesso di curare la malattia. Noi siamo alla fine per la cura della non-cura.

Valdo Vaccaro

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