LIMITI, CONTRADDIZIONI E DANNI DELL’EUTIROX NELL’IPOTIROIDISMO

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LETTERA

MADRE CON IPOTIROIDISMO CONTRASTATO CON EUTIROX

Buongiorno, mi chiamo Laura, a settembre compirò 38 anni e sono madre di un bimbo di 2 anni.
Nei primi esami del sangue relativi alla gravidanza è emerso che soffro di ipotiroidismo. I valori risultavano essere tsh 5.030 mcU/ml ho subito fatto una visita dall’endocrinologo della zona il quale, dopo un’ecografia, mi ha subito prescritto una dose da 25 microgrammi al giorno di Eutirox. Successivamente, monitorando il tsh con prelievi del sangue, la dose giornaliera è passata a 50 microgrammi.

STANCHEZZA, DEPRESSIONE E DODICI CHILI IN PIÙ

A mio avviso l’ipotiroidismo non è nato dalla gravidanza. Nei due anni precedenti avevo già accusato questo stato di stanchezza ed una lieve depressione. Soprattutto, in due anni ho preso 12 kg nonostante la mia attività fisica costante, anche se non eccessiva. Dopo il parto l’attività fisica purtroppo è quasi cessata del tutto, sia per mancanza di tempo che per il mio continuo stato di affaticamento.

Mi alzo già di mattina stanca, anche per il fatto che il bimbo si sveglia spesso di notte. Sono arrivata a non tollerare più che la mia tiroide non possa funzionare da sola, a non tollerare di essere schiava di un farmaco, a non tollerare di essere obesa. Specifico che nel 2006 pesavo 55kg e ora 73kg.

Dopo questa premessa, volevo chiederLe come posso ottenere una dieta vegana-crudista su misura per me che possa far tornare a funzionare la mia tiroide, abbandonando l’uso dell’Eutirox. Grazie per la Sua disponibilità e distinti saluti.
Laura

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RISPOSTA

SI DEVE AGIRE SUI FATTORI CAUSANTI L’ALTERAZIONE E NON SUL SINTOMO

Ciao Laura. Come pui verificare da diverse altre mie tesine sull’argomento, non è che il Tsh alto debba essere sempre e comunque contrastato da interferenza medica a base di tiroxina Eutirox L-T4. Il Tsh alto dopotutto è un sintomo, e i sintomi non andrebbero toccati, mentre le cause dei sintomi sì. Il Tsh alto è il sintomo di una situazione interna governata razionalmente e non una malattia da stroncare, come gli endocrinologi pensano. Ho svariate testimonianze di casi nei quali il Tsh alto viene tollerato in modo egregio senza fare ricorso all’Eutirox. Questa non è soltanto l’opinione della Health Science igienista. Tra gli stessi medici esiste un dualismo ideologico su questo specifico tema del prescrivere e del non prescrivere. Vediamo di analizzare il ragionamento più diffuso della medicina convenzionale.

IPOTIROIDISMO E RIDUZIONE FUNZIONALE DEI MAGGIORI SISTEMI

Quando la tiroide produce meno ormoni, ci troviamo di fronte a una situazione di ipotiroidismo, con una riduzione funzionale di quasi tutti i sistemi, in particolare il cardiovascolare, il gastrointestinale, il nervoso e il cutaneo. Nel 99% dei casi, l’ipotiroidismo è di tipo primario. Solo in pochi casi deriva  da deficit ipotalamici ed ipofisari. Le cause principali sono le tiroiditi, la tiroidectomia totale, la terapia con lo iodio radioattivo e farmaci come gli antitiroidei, il Litio e l’Amiodarone e la carenza o l’eccesso di iodio.

SEGNI E SINTOMI

I segni e i sintomi sono molteplici. I più frequenti sono: astenia, intolleranza al freddo, cute secca, capelli fini, unghie fragili, rallentamento dell’eloquio con voce spesso rauca, aumento di peso, stipsi, parestesie, riduzione dei riflessi, depressione, disturbi della memoria, irregolarità del ciclo mestruale, dolori muscolari e articolari, bradicardia, sonnolenza, gozzo, ipertensione arteriosa e, nelle forme più gravi versamento pericardio e dispnea. Spesso l’ipotiroidismo è associato a un aumento dei livelli di colesterolo e di trigliceridi, e anche un quadro anemico-ipocromico, o anche macrobiotico (globuli rossi non maturi per carenze di gruppo B).

DIAGNOSI

Le indagini da praticare nel sospetto di ipotiroidismo sono in una prima fase il dosaggio di Tsh, Ft4, anticorpi anti-Tg e anti TPO, un’ecografia tiroidea e un ECG. In una seconda fase è indicato dosare i livelli di Ft3, il colesterolo, i trigliceridi, la sideremia, l’emocromo, gli anticorpi anti recettore del Tsh, il Cortisolo plasmatico, gli anticorpi anti mucosa gastrica, l’acido folico, la vitamina B12, ed eseguire indagini come captazione e scintigrafia tiroidea, Rx del Torace.

TERAPIA MEDICA STANDARD

La terapia è di tipo sostitutivo, per cui viene assunta quella quota di ormoni tiroidei che la ghiandola non produce più. Poi si fa con la somministrazione della Tiroxina. La posologia ottimale la si raggiunge quando i valori di Tsh sono in un range oscillante tra 0.5 e 2.5, e i valori di Ft4 al terzo superiore dei valori di riferimento. In pratica, la L-T4 o tiroxina libera, o Eutirox, viene indicata nel trattamento sia sostitutivo che soppressivo dei disordini tiroidei. Secondo le linee guida i pazienti vanno trattati solo con Tsh superiore a 10, ma la raccomandazione è spesso disattesa. La tiroxina è uno degli ormoni prodotti dalla tiroide, nonché il farmaco prescritto a chi ha problemi di ipotiroidismo, ovvero a chi presenta un Tsh (thyroid-stimulating hormone) troppo alto e quindi un malfunzionamento della tiroide.

LA TIROXINA L-T4 È UNO DEI FARMACI PIÙ VENDUTI E PIÙ REDDITIZI, E PRODUCE ARITMIE CARDIACHE OLTRE CHE OSTEOPOROSI

Ma non dimentichiamo un fatto rilevante. La tiroxina L-T4 chiamata Eutirox è anche uno dei farmaci più venduti, a fronte delle numerose prescrizioni. Troppe, secondo il professor Alfredo Pontecorvi, primario di endocrinologia al Policlinico Gemelli di Roma. Molto spesso noi endocrinologi interveniamo per sospendere una terapia prescritta inutilmente, spiega. Una tiroide ben funzionante è fondamentale per l’intero organismo, ma l’eccesso di cure può portare altri problemi collaterali ed indesiderati, come l’aumentato rischio di osteoporosi nelle donne e l’incremento di aritmie cardiache in tutti i pazienti.

IMPORTANTE TEST ALLA CARDIFF UNIVERSITY

La conferma di un eccesso di prescrizioni arriva anche da uno studio inglese pubblicato su JAMA Internal Medicine. Un team di ricercatori britannici guidato da Peter Taylor ha analizzato i dati di 52.298 pazienti, inglesi e americani, cui è stata prescritta la Levotiroxina sodica (isomero della tiroxina, un composto di sintesi che funge da ormone tiroideo) tra 2001 e 2009. Secondo gli esperti inglesi, il farmaco è troppo prescritto e nel tempo si è andata erroneamente abbassando la soglia di Tsh oltre la quale si raccomanda il trattamento. Risultato? Il farmaco viene consigliato anche a chi non ne ha bisogno, con pericolosi effetti collaterali non giustificati da un reale beneficio della terapia.

LINEE GUIDA PRESCRIZIONALI

L’ipotiroidismo è un deficit di funzionamento della tiroide. Può verificarsi a causa di una tiroidite autoimmune in cui una reazione immunitaria anomala distrugge parte della ghiandola. L’ipotiroidismo si può misurare osservando con un semplice prelievo di sangue i livelli di Tsh, ormone prodotto dall’ipofisi il cui livello indica la quantità di ormoni tiroidei circolanti. Dosi elevate di Tsh indicano che la tiroide fatica a funzionare. Ma oltre quale soglia va prescritto l’ormone tiroideo? Gli studiosi inglesi hanno confrontato i dati del 2001 e del 2009, prendendo in esame pazienti adulti affetti da tiroidite prima dell’inizio della terapia e dopo 5 anni di cura, e hanno visto che il valore di Tsh prima dell’inizio della terapia è sceso dalla media di 8,7 (2001) alla media di 7,9 (2009). Numeri preoccupanti, spiega il prof Pontecorvi, se pensiamo che le linee guida americane raccomandano il trattamento prevalentemente a chi ha un Tsh superiore a 10. L’eccesso di prescrizioni riguarda particolarmente l’Italia. Fino a pochi anni fa la tiroxina Tsh era il sesto farmaco più venduto.

UNA TERAPIA SI DEVE ATTUARE SOLO QUANDO SERVE

La terapia è fondamentale nei soggetti privi di tiroide a seguito di intervento chirurgico o in coloro che hanno una tiroide totalmente fuori uso, aggiunge Pontecorvi. Diverso è il discorso per tutti quegli adulti che soffrono di ipotiroidismo meno grave o subclinico, ovvero che hanno una tiroide non perfettamente funzionante. Sono tanti, il 10% della popolazione, e il disturbo colpisce più frequentemente le donne. Lo studio inglese ha analizzato proprio questa tipologia di pazienti, affetti da tiroidite di Hashimoto che si ha quando il sistema immunitario aggredisce la tiroide, con una progressiva diminuzione degli ormoni tiroidei. Secondo le suddette linee guida americane, il limite della normalità del Tsh è 4,12 e la terapia è raccomandata con Tsh superiore a 10. Ma anche qui vanno fatte delle distinzioni, spiega Pontecorvi.

Negli ultra 70enni il Tsh superiore a 10 mU/l va trattato solo in caso di presenza di sintomi di ipotiroidismo o con fattori di rischio cardiovascolare. Prima dei 70 anni, invece, il Tsh superiore a 10 va trattato sempre e comunque. In caso di Tsh inferiore a 10 (tra 4 e 10) ma con presenza di sintomi di ipotiroidismo (astenia, aumento di peso, disturbi della memoria recente, depressione) è suggerito di iniziare la terapia con verifica dopo tre-sei mesi. Al contrario, in assenza di sintomi, la terapia non è necessariamente consigliata.

IL TRATTAMENTO EUTIROX VIENE PRESCRITTO A VITA

Un caso particolare è quello della donna in gravidanza, il cui Tsh, nel primo trimestre, non deve superare il valore di 2,5. Questo vale anche per le donne che stanno pianificando di avere un bambino. A volte però ancora oggi si commettono errori grossolani. Per esempio quando vengono trattati pazienti con funzione tiroidea normale solo perché presentano anticorpi anti-tiroidei positivi. Consideriamo che la terapia ormonale tiroidea non è uno scherzo, perché, pur essendo molto economica (allo Stato il trattamento di un paziente per un anno costa meno di 20 euro), essa va in genere effettuata per tutta la vita.

IN DIVERSI CASI LA TERAPIA EUTIROX NON È SOLTANTO INUTILE, MA ANCHE NEGATIVA E DANNOSA

Ma lo studio inglese va oltre. Non solo c’è un eccesso di prescrizioni in soggetti che non necessitano della terapia, ma in diversi casi l’effetto della cura è negativo e dannoso. Nel 5,8% dei casi analizzati, dopo 5 anni di cura con tiroxina, il Tsh era inferiore a 0,1%, ovvero sotto la soglia minima di 0,4, con rischi di osteoporosi e fibrillazione atriale. Una terapia come questa viene definita soppressiva ed è effettuata solo in caso di tumori aggressivi della tiroide, dice Pontecorvi. Una terapia soppressiva che riduca i livelli di Tsh, ma non al di sotto di 0,1, può essere effettuata in caso di noduli tiroidei, per evitare il loro progressivo aumento di volume. Oggi tuttavia, la terapia soppressiva del nodulo tiroideo è molto meno utilizzata e vietata nelle donne dopo la menopausa o nei maschi dopo i 65 anni. Un’ultima nota. Attenzione all’uso degli ormoni tiroidei a scopo dimagrante. Fanno perdere molta massa magra per cui alla sospensione si riprenderanno i chili persi, anche con gli interessi.

OTTIMA DUNQUE L’IDEA DEL DISTACCO DALL’EUTIROX

Tornando a noi e semplificando, ipotiroidismo significa riduzione del metabolismo basale, per cui si ha astenia, sonnolenza, calo memoria, bradicardia o riduzione frequenza cardiaca, ipotermia,  ridotta sudorazione e quindi anche ritenzione idrica, intolleranza al freddo, cute secca e ruvida, stipsi, artralgie e crampi muscolari. Il ricorso a un farmaco come l’Eutirox, lo abbiamo appena visto, non è risolvente, comporta danni seri ed è pure dopante, oltre che da praticarsi a vita.

CIBI VITALI E SISTEMA CUTANEO DA RIATTIVARE

Il vero trattamento dell’alterazione tiroidea sta nel capire prima che i suoi motivi causanti stanno nella vita innaturale e, in particolare, nella precaria alimentazione povera di frutta, di verdura e ortaggi crudi e cotti. Indispensabile pertanto normalizzare la composizione del sangue guasto e grasso, secondo i dettami di Padre Taddeo da Wiesent-Baviera e del dr Claude Bernard, per cui ogni disfunzione va affrontata intervenendo sul milieu interieur, ossia sull’ambiente interno e dunque sul sangue. Questo si realizza mediante buone digestioni, visto che il sangue ce lo fabbrichiamo noi col cibo digerito, assimilato ed evacuato al meglio. E si realizza pure mediante attiva eliminazione cutanea, per cui la pelle va esposta all’aria e al sole e va fatta traspirare mediante regolari camminate e mediante esercizio fisico.

PRINCIPI ALIMENTARI DA ADOTTARE

La dieta comprenderà primariamente prodotti vegetali e vitali seguendo la scala Simoneton, con frutta e verdure crude condite con olio ev di oliva, pochissimo o niente sale, limone o aceto non devitalizzato. Accettabili le uova di galline ruspanti e i formaggi freschi, noci, mandorle, germogli, patate, radici. Ottime le minestre e le zuppe di verdure e cereali integrali. Si eviteranno ovviamente carni e brodi, tutti i grassi animali, condimenti piccanti, cioccolato, the, caffè, cole, alcol e tabacco. Esercizio fisico sì, ma evitando per il resto stress e sprechi improduttivi di energia.

OGNUNO PROVVEDA ALLA PERSONALIZZAZIONE DELLA PROPRIA DIETA

Impossibile formulare diete personali e ognuno deve confezionarsi la propria dieta e le proprie scelte comportamentali secondo le proprie esigenze, rispettando i principi basilari, le leggi della natura, il pacchetto salute e i cicli circadiani, per cui le spremute, i succhi di frutta e la frutta andranno confinati preferibilmente al risveglio e a colazione, mentre pranzo e cena saranno costituiti da un primo piatto abbondante di verdure crude ben masticate, seguito da un secondo di patate e legumi, o da una zuppa, o da pasta alle verdure, o da gnocchi di patate o di zucca, o da risotti, o da purea, o da peperonate, o da polenta e funghi.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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