LIQUIDI, ACQUA, SANGUE E LINFA

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(Conferenza di Peschiera del Garda, del 23 Maggio 2014)

FLUIDITÀ E SCORREVOLEZZA

Essendo l’essere umano formato in prevalenza assoluta di sostanza liquida ed acquosa, appare chiaro che l’aspetto idrologico della questione corpo assuma importanza prioritaria. Una struttura di tipo liquido deve sicuramente poter contare sul fattore fluidità, sulla scorrevolezza, sul rapido ricambio metabolico, sul non ristagno, nonché sull’equilibrio acido-alcalino pH.

MANTENIMENTO DELLA CORRETTA ALCALINITÀ

Il normale rapporto tra alcali e acidi nel corpo è per l’80% circa alcalino e 20% acido. Questa proporzione viene mantenuta grazie alla ruota dell’equilibrio, costituita dai sali-cuscinetto che sono il sodio, il potassio, il calcio e il magnesio. Quando la ruota è in buon ordine funzionale ogni eccesso di acido viene prontamente neutralizzato. Il corpo non tollera nessun acido libero nemmeno per un istante, tranne che nello stomaco durante la digestione. Gli acidi vanno depotenziati e resi innocui, ossia resi non corrosivi. Il corpo fa ricorso a tutte le sue ricorse per conservare la sua alcalinità, dato che le cellule possono svilupparsi e riprodursi solamente in ambiente alcalino.

IMPECCABILE REGIA DELL’IPOTALAMO

Per il sangue, il pH dev’essere leggermente alcalino, oscillante cioè tra 7.35 e 7.45, quota obbligata che ci viene garantita dai meccanismi immunitari. Quando il pH tende ad abbassarsi scattano i regolatori di emergenza innescati dall’ipotalamo. Se il pH è basso e tendente all’acidosi, l’organismo inevitabilmente si demineralizza e perde minerali nel tentativo di ripristinare l’equilibrio biochimico mediante il sistema tampone ammoniacale.

SISTEMA RENALE E SISTEMA URINARIO

I reni producono ammoniaca, sostanza alcalina, mentre l’urina diventa odorosa e dolorosa alla minzione perché il pH alcalino ha effetti caustici, contrastabili mediante pronta assunzione di mirtilli, succo d’arancia o succo di limone freschi. Ovvio che l’organismo può mobilitare altre scorte di minerale tampone alcalinizzante come calcio, sodio e magnesio, ma deve renderli dalle ossa con insorgenza nel tempo di artrosi ed osteoporosi.

AMMONIACA E CREATININA DA TENERE SOTTO CONTROLLO

L’eccessiva produzione di ammoniaca è causa di insufficienza renale comprovata da presenza proteico-ammoniacale e da creatinina alta nelle urine. Se sangue e linfa sono per noi quasi inaccessibili in termini di pH, quello che siamo in grado di influenzare sensibilmente è la matrice extracellulare, ossia i 15-20 litri di acqua che avvolgono e cric ontano le nostre cellule. È proprio lì che giochiamo la nostra partita vitale giornaliera.

MOVIMENTAZIONE DI SANGUE E LINFA

Per sangue e linfatico in realtà possiamo fare molto in termini di movimentazione. Il sangue risponde ai ritmi dettati dalla pompa cardiaca o dal muscolo cardiaco chiamato cuore e dall’apparato respiratorio bronco-polmonare. Il linfatico risponde invece agli stimoli derivanti dal muoverci e dal camminare regolarmente. In quel caso la vera pompa sono i muscoli della pinta e del tallone.

UNO SPORT FONDAMENTALE CHIAMATO CAMMINATA

Più si cammina e meglio si sta. Troppo insidiose le patologie legate alla sedentarietà, per trascurare la camminata quotidiana, definita uniformemente come la migliore in assoluto fra tutte le forme di ginnastica. Cammina e campi 100 anni è il tutolo di una ottima intervista al professor Paolo Maraton Mossa, da parte di Daniela Cipolloni, apparsa nei giorni scorsi sulla rubrica Salute di “Oggi”. Maraton Mossa è titolare della cattedra di Ortopedia all’Università di Lugano. Dirige anche il Centro Pilota di Chirurgia del Piede a Milano.

MIGLIORAMENTI ASSICURATI PER OGNI TIPO DI PATOLOGIA

Camminare 90 minuti la settimana riduce del 50% la mortalità per tumore alla prostata. Tre-cinque ore a settimana aumentano del 45% le chance di sopravvivenza per il tumore al seno. Mezz’ora al giorno 5 volte a settimana abbassano il rischio di demenza senile del 40%. Mezz’ora al giorno di camminata dimezzano il rischio di diabete-2 e di cardiopatie, e abbassa il rischio di demenza Alzheimer del 47%. Conviene a tutti farlo. Chi soffre di qualche limitazione fisica può sempre ricorrere alle racchette o a un paio di bastoncini.

LUNGA LISTA DI VANTAGGI

È sufficiente mezz’ora al giorno, meglio se esteso a un’ora o due, per garantirsi una lunga serie di benefici, tipo 1) Deciso miglioramento dell’umore mediante sprigionamento delle endorfine, che sono molecole anti-stress, 2) Accelerazione del metabolismo, 3) Calo pressione arteriosa, 4) Riattivazione del ritmo e del flusso circolatorio, 5) Stimolo compressione dei cuscinetti venosi sotto pianta-piede, che aiutano il sangue venoso appesantito a risalire verso il cuore evitando ristagni, gonfiori, lividi, flebiti e vene varicose, 6) Abbattimento tumorosità a seno, prostata e colon, 7) Aiuto e prevenzione verso osteoporosi, infarto e ictus.

SCARPE COMODE O PIEDI NUDI

Cercare scarpe comode, preferibilmente di tela cucita e non incollata. Camminare scalzi sulla spiaggia, sull’erba sicura, o sul selciato, rimane la cosa migliore visto che non esister scarpa paragonabile al piede nudo. Vanno bene anche i calzini antiscivolo. Meglio scegliere prato e terreno accidentato, piuttosto che l’asfalto. Cento passi al minuto è un buon ritmo. L’importante è respirare in modo ventrale e diaframmatici senza andare in debito di ossigeno, testa diritta e sguardo in avanti.

TRATTARE I PIEDI DA GRAN SIGNORI

Alla fine della camminata un bel pediluvio con acqua e una manciata di sale, o un mazzetto di rosmarino allevatore di disturbi circolatori. Fare anche qualche esercizio di stretching o allungamenti defaticanti. Tener presente che è facile dire piede e sottovalutarlo, come si trattasse di una mediocre propaggine articolare. Con 26 ossa e oltre 100 legamenti, il piede è un vero e proprio capolavoro di ingegneria meccanica.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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