LITOTRISSIA URETERALE EXTRACORPOREA O AUTOLISI?

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LETTERA

CAMBIAMENTO DA ONNARIANO A VEGANO

Salve Dottore, spero che lei possa aiutarmi a fare la scelta migliore dopo che le avrò esposto il mio problema. Ho 22 anni e 9 mesi fa ho intrapreso una scelta di vita igienistica, modificando quindi anche il mio regime alimentare da onnariano a vegano nel giro di circa 2 mesi.

QUALCHE CRISI ELIMINATIVA E TRACCE DI EMATURIA

Dopo 1 mese di vegan-crudismo tendenziale ho avuto qualche crisi eliminativa, tipo febbre, muco e diarrea. Dopo 2 mesi ho incominciato ad avere fastidi saltuari al rene destro, alla pancia, alla bassa schiena ed episodi saltuari di ematuria. Inizialmente feci esami strumentali, che evidenziarono di anomalo solamente la presenza di proteine nelle urine (che tra l’altro è un valore sbagliato che avevo constatato di avere anche anni fa).

COLICA RENALE E CALCOLO DA 16 MM

Le scrissi di questo mio problema e mi convinse a continuare su questa via igienistica perché avrei risolto pian piano questi miei problemi, derivanti probabilmente dal cambio radicale della mia alimentazione. Una settimana fa ho accusato un fortissimo dolore al ventre e al rene destro e sono stato portato in ospedale, dove, in seguito agli esami strumentali, mi hanno detto che ho avuto una colica renale, causata dalla presenza di un calcolo di 16 mm in corrispondenza dell’uretere nel rene destro.

PROSPETTIVA DI LITOTRISSIA EXTRACORPOREA

Ora vogliono sottopormi ad un trattamento ESWL (litotrissia extracorporea). Vorrei assolutamente evitarlo ma non so come comportarmi. Lei cosa mi consiglia? Cosa ne pensa di questo trattamento, che deve pure essere preceduto da due giorni senza frutta e verdura, gli alimenti fondamentali del mio attuale regime alimentare? Insomma cosa devo fare? Un ulteriore temporaneo miglioramento della dieta (semidigiuno o crudismo) non mi porterebbe ad un ulteriore aggravamento del calcolo renale?Considerando che questo calcolo renale è dovuto probabilmente a veleni del passato espulsi troppi in fretta e con l’ulteriore miglioramento della dieta avrei una detox ulteriore troppo potente? Per favore mi aiuti perché sono veramente in difficoltà.
Luca

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RISPOSTA

CONDIVIDO LE TUE SENSAZIONI

Ciao Luca, Indipendentemente dalle cause di questo calcolo, i dubbi che hai sui metodi naturali e sugli eccessi di scarichi detossificanti non hanno ragione d’essere. Trovo molto più razionali le tue perplessità sulla troppo lodata litotrissia. Dire che il crudismo porti aggravamenti dei calcoli suona assai insensato.

LE ONDE D’URTO

La litotrissia extracorporea è una metodica che consente di frammentare un calcolo mediante onde d’urto evitando il tradizionale intervento chirurgico. In medicina è considerata terapia efficace e viene utilizzata nel mondo da circa 20 anni. La litotrissia ureterale è il trattamento mediante onde d’urto di un calcolo localizzato nell’uretere, cioè nel canale che conduce le urine dal rene alla vescica.

ALIBI PER L’INTERVENTO

L’indicazione alla terapia extracorporea di un calcolo ureterale viene posta dall’urologo quando le dimensioni del calcolo non ne rendono probabile l’espulsione spontanea o quando la presenza del calcolo, per quanto in teoria eliminabile spontaneamente, determina delle complicanze a carico delle vie urinarie, come infezioni ricorrenti, e come ostacolo al transito dell’urina, condizioni che ne rendono consigliabile una pronta risoluzione.

RICORSO A TERAPIE ALTERNATIVE

La presenza di numerosi calcoli nell’uretere può rendere più indicato il ricorso a metodiche alternative. Alcuni calcoli sono particolarmente resistenti alle onde d’urto (ad esempio i calcoli di cistina) o sono radiotrasparenti (calcoli di acido urico). In questi casi, la mancata visualizzazione radiologica e la difficile localizzazione ecografica possono richiedere un trattamento alternativo.
Il calcolo può aderire strettamente alla parete dell’uretere e non essere eliminato anche se frammentato. Una stenosi (restringimento) o anomalie anatomiche che ostacolano il transito d’urina sono controindicazioni alla litotrissia extracorporea. Perché la litotrissia sia efficace e non determini complicanze deve essere garantito il deflusso urinario e l’eliminazione dei frammenti. Anomalie della coagulazione, obesità, gravidanza, severa deformità ossea possono controindicare il ricorso alla litotrissia extracorporea.

VANTAGGI E SVANTAGGI DELL’INTERVENTO

Il vantaggio della metodica è quello di consentire la risoluzione completa della calcolosi ureterale nell’80-90% circa dei casi evitando qualsiasi atto operatorio, endoscopico o chirurgico. Inoltre, con le apparecchiature oggi in uso, è un trattamento ben tollerato che generalmente non richiede anestesia.
Lo svantaggio sta nella possibilità di dover ripetere il trattamento.

EFFETTI COLLATERALI E COMPLICANZE

L’espulsione dei frammenti può determinare dolorose coliche reno-ureterali. L’ematuria è un evento molto frequente. La mancata eliminazione dei frammenti di calcolo e il loro impilamento nell’uretere comportano il rischio della dilatazione del rene e dell’uretere e, soprattutto, una infezione sovrapposta, con relativa terapia antibiotica. Alla fine, di queste premesse di carattere medico, non è poi che la litotrissia extracorporea sia così efficace e priva di controindicazioni come tanti vorrebbero fare credere.

IL MAL DELLA PIETRA SI COMBATTE A TAVOLA E NON DAL FARMACISTA

La calcolosi renale viene anche chiamata nefrolitiasi e mal della pietra. I calcoli sono pietruzze, dalle dimensioni della sabbia polverulenta, che si formano mediante precipitazione delle sostanze solide dell’urina (acido urico e urati, ossalato di calcio, fosfato bicalcico e fosfati vari, carbonati, colesterina, cistina). Un disordine tipicamente metabolico che si contrasta con opportune scelte alimentari.
La parietaria e l’ortica sono piante particolarmente utili contro i calcoli.

I MAGGIORI RESPONSABILI

  • L’acido urico dei crostacei, del pesce, degli Omega-3 ittici, delle frattaglie, del fegato.
  • L’acido urico delle carni e di tutte le proteine animali.
  • L’acido urico del caffè, del the, delle cole, dei red-bull e simili.
  • Salse, sale, zucchero, integratori, farmaci, vaccini.
  • In minor misura, alcuni vegetali ricchi di ossalati tipo funghi, spinaci, piselli, rabarbaro.
  • Scarsità di movimento.
  • Disordini digestivi cronici del paziente e conseguente surriscaldamento gastrointestinale, con anemia della pelle e delle zone periferiche.
  • Inefficiente uso della pelle come strumento detossificante e come secondo rene.
  • Acque minerali dure e cibi cotti (dove i minerali dei vegetali, se cotti, ridiventano inorganici).
  • Vitamine sintetiche e in particolare vitamina-C sintetica.

QUALI I RIMEDI?

  • Chiudere rigorosamente il rubinetto dei veleni in arrivo. Stop rigoroso agli acidi urici citati. Pertanto zero caffè e zero carni.
  • Aprire del tutto il rubinetto scarico dei veleni interni depositati. Mediante digiuni e semidigiuni, mediante cura dell’uva, cura delle ciliegie, cura delle arance (delle clementine e dei pompelmi), cura dei mirtilli, cura dei kaki, cura del centrifugato di carote, sedano e ananas. Mediante insomma aumento intensivo di frutta acquosa e di verdure crude.
  • Incremento delle verdure crude tipo carciofi crudi, finocchi, cicorie, tarassaco, germogli.
  • Utilizzo di zuppa di verdure (a cottura breve di 15 minuti) con cavoli, cardi, ortiche, malva, piantaggine, equiseto.
  • Movimento, esercizi aerobici, respirazione ritmata, e frequenti bagni per stimolare la circolazione.
  • La rigorosità in questi casi è la chiave di volta per la risoluzione del problema. Non esiste metodo migliore per saltarne fuori, se non quello naturale.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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