MADRE SUPERLATIVA E BAMBINO CON ROSOLIA IN INGHILTERRA

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LETTERA

TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA FELICE E DEL SUO BIMBO DI 5 ANNI

Carissimo Valdo, Ti scrivo per aggiornati sulla salute di mio figlio, per dare una testimonianza reale sui benefici che può avere essere vegani e anche per ringraziarti perché i tuoi consigli mi sono stati e mi sono tutt’ora molto utili.

NESSUN VACCINO, NIENTE CARNE E PRECISE IDEE SULL’ANIMALE BIPEDE

Edoardo adesso ha 5 anni, non è stato vaccinato e non ha mai toccato la carne. Per il momento non ne vuol sentir parlare. Proprio oggi al supermercato mi ha indicato dei polli, si è arrabbiato e ha detto che l’essere umano è l’animale peggiore che esista, come dargli torto? Ho seguito i tuoi consigli da subito.

BROCCOLI E CAVOLI COME FOSSERO MERENDINE: UNA MERAVIGLIA

Appena ha cominciato a masticare la sua dieta è sempre stata a base di frutta, verdure, semi, cereali e legumi. I miei parenti all’inizio mi hanno presa per pazza ma si son dovuti ricredere. Avevano paura non fosse forte o resistente, che gli potesse mancare qualcosa, niente di tutto ciò è successo. Ha sempre dormito benissimo e nelle ore giuste, ha sempre avuto appetito e mangiato broccoli o cavoli come se fossero merendine, una meraviglia ! Ho notato solo una cosa diversa dagli altri bambini, la sua spiccata sensibilità che lo rende spesso più sveglio degli altri bambini della sua età, non è un male questo vero?

IN ITALIA SONO STATA PRESA PER PAZZA DALLE MAESTRE IN SARDEGNA

Ti confesso che ho avuto molte difficoltà con l’asilo in Italia, all’inizio venivo presa per pazza anche dalle maestre, pensavano che il bambino fosse il soggetto di turno obbligato a mangiare solo quello che dicono mamma e papà (come succede in realtà con gli altri bambini). Invece si son dovuti rendere conto che già all’età di 2 anni e mezzo mio figlio non voleva saperne di mangiar carne. Per lui le fettine di pollo erano pezzi di amici inermi sul piatto e il prosciutto idem. Abbiamo avuto dei “problemi” col formaggio all’inizio, perché vivevo con mia madre che non era vegana. Perciò, quando lo vedeva voleva assaggiarlo, ma col tempo senza forzarlo ha smesso di piacergli.

MAI NESSUNA MEDICINA E UNA VITALITÀ INCREDIBILE

In tutti questi anni si è ammalato diverse volte, mai prima dei 2 anni e mezzo (anno in cui ha cominciato a mangiare all’asilo) ma non gli abbiamo mai dato medicine. Per fortuna ho trovato un medico a Cagliari, che mi seguiva, contrario ad ogni tipo di antibiotico o altro medicinale. Questo mi ha aiutato nei momenti di paura, e non ho ceduto al terrorismo di parenti e vicini in generale. È un bambino allegro molto amichevole, pieno zeppo di energia, tanto che a volte, per scherzare, col mio compagno diciamo “Mi sa che per farlo stare zitto zitto buono buono, sarebbe meglio dargli un pochino di carne!!” Non si stanca mai e ha sempre tanta voglia di ascoltare e dialogare su tutto.

ALIMENTAZIONE VEGANA E NON-VACCINAZIONE ALLA BASE DELLA SUA SERENITÀ

Credo davvero che l’alimentazione e il non averlo vaccinato, abbia contribuito ad una serie di cose positive, come per esempio il sonno sereno. Tutte cose che l’hanno portato ad essere così arguto e gioioso e sensibile da quando era neonato. Ha avuto il morbillo a due anni e mezzo, poco dopo l’iscrizione all’asilo, la varicella e proprio oggi credo gli sia venuta la rosolia. Ha avuto la febbre a 37,5 ha mal di gola e delle bollicine rosse sopra il labbro e vicino al naso, una aveva un po’ di pus.

QUI IN INGHILTERRA SGANCIANO ANTIBIOTICI COME FOSSERO CILIEGIE

Adesso abitiamo in Inghilterra. Qui per un mal di gola ti sganciato antibiotici come fossero ciliegie. Abbiamo un medico locale dal quale son andata solo una volta in un anno e mezzo per capire se mio figlio avesse la tonsillite, ti lascio immaginare la cura che mi ha detto di fare e che logicamente, non ho ritenuto oppurtuno fare.

FORSE GRADIREI QUALCHE ANNOTAZIONE PER LA ROSOLIA IN CORSO

Non ho particolari domande da farti, leggo spesso il tuo blog, se non chiederti se hai qualche consiglio per questo caso in particolare ma più che altro ti scrivo per ringraziarti davvero per l’aiuto che mi hai dato all’inizio, quando ero ancora timorosa e impaurita. Continuerò ad informarmi sempre, questo è la cosa più importante che mi hai insegnato e che è diventata ormai un arma per me. Grazie grazie ancora!
Carla

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RISPOSTA

AMORE E MAESTRIA MATERNA CON RISULTATI STRAORDINARI

Ciao Carla. Ti esprimo intanto tutta l’ammirazione e tutto il plauso possibile per come hai saputo resistere a tutte le pressioni, portando a buon fine con amore e maestria encomiabili la tua opera di madre. I risultati del resto sono la migliore testimonianza a tuo favore e meritano pertanto di essere resi noti a tutte le mamme d’Italia, d’Inghilterra e del mondo. Un bambino come Edoardo rappresenta non solo una consolazione, ma è anche un grande capitale umano da preservare e sviluppare.

PUNTO DI VISTA MEDICO-INFETTIVO-MONATTO SULLA ROSOLIA

Veniamo alla rosolia. Se uno segue le direttive mediche, si sente dire che la rosolia è una malattia infettiva causata da un virus, frequente nell’infanzia. Normalmente nei bambini, la rosolia è una malattia lieve, caratterizzata da un esantema (manifestazione cutanea), febbre e ingrossamento dei linfonodi. Potrebbe essere più grave negli adulti, specialmente nelle donne durante la gravidanza. La rosolia non necessita di cure specifiche: deve soltanto fare il suo corso e, nel giro di una settimana, il paziente guarisce.

SOLITA SPINTA SANITARIA VERSO LA VACCINAZIONE

Secondo la medicina è possibile prevenire la malattia grazie alla vaccinazione. Detto meglio, cioè in termini igienisti, è possibile dare una stangata vaccinatoria che indebolisce l’organismo, per cui tale indebolimento impedisce al sistema immunitario disturbato di reagire e di mandar fuori i veleni interni accumulati (e non moltiplicati, trattandosi di virus, cioè di detriti cellulari morti e non prontamente espulsi).

IPOTESI DI CONTAGIO E PROSPETTIVE TERRORISTICHE INGIUSTIFICATE, SECONDO IL SOLITO CLICHÉ DELLA PAURA E DEL RISCHIO TEORICO POTENZIALE (CHE SEMPRE ESISTE PER QUALSIASI COSA)

Nelle fantasiose e terroristiche ipotesi mediche è possibile contrarre la rosolia da una persona infetta tramite colpi di tosse o starnuti, o semplicemente parlandoci, mediante il contatto con la saliva di un soggetto infetto. Se l’infezione viene contratta nel corso della gravidanza, da donne non vaccinate o che non abbiano avuto in precedenza la malattia, il virus può superare la barriera placentare, infettare il feto e provocare: aborto spontaneo, morte intrauterina del feto, ritardato sviluppo fisico e psichico o gravissime malformazioni, quali sordità, cardiopatie, cataratta e altre ancora. Per non correre rischi, le donne che intendono intraprendere una gravidanza dovrebbero sottoporsi, prima del concepimento, al Rubeo-test: un esame che permette di verificare la presenza degli anticorpi anti-rosolia nel siero. Se gli anticorpi anti-rosolia mancassero, si consiglia la vaccinazione almeno 3-6 mesi prima di iniziare un’eventuale gravidanza.

SINTOMI DI ROSOLIA

La rosolia comporta febbre lieve, mal di testa e ingrossamento dei linfonodi del collo e della nuca. In quasi la metà delle infezioni appare un esantema, caratterizzato da tante piccole macchioline rilevate al tatto, di colore rosa o rosso pallido. L’esantema nei bambini si diffonde partendo dal viso e dal collo, poi interessa il resto del corpo, prima di scomparire nel giro di 3-4 giorni. Il periodo di contagiosità va da una settimana prima a 4 giorni dopo la comparsa dell’esantema. La rosolia, però, non si presenta sempre con segni o sintomi ben definiti, per cui le infezioni possono passare del tutto inosservate.

L’OPINIONE DEI MEDICI STILE COMILVA, ILLUMINATI SÌ MA NON ABBASTANZA, ESSENDO POCO PROPENSI PURE ESSI A SPIEGARE COSA SONO I VIRUS

“In realtà la rosolia è una malattia infettiva piuttosto innocua (benigna) causata da un virus”, dicono in Comilva. “La maggior parte della popolazione contrae la malattia come un fatto naturale e sviluppa un’immunità permanente per effetto del virus, senza dover ricorrere al paradigma vaccinale dell’immunizzazione sintetica ottenibile mediante l’iniezione di componenti virali. Gli effetti collaterali dovuti al contatto naturale con il virus sono estremamente rari”.

LA HEALTH SCIENCE O SCIENZA-SALUS NON AMMETTE VACCINAZIONI PULITE E NON AMMETTE CARNI COSIDDETTE BIOLOGICHE

Per l’igienismo tali affermazioni non scalfiscono la teoria vaccinale ma le fanno tutto sommato da sponda, anche se con toni e modalità vagamente critiche. Un po’ come l’eccellente e indomito Stefano Montanari che demonizza sì i vaccini attuali per il loro contenuto di nano-particelle sporche, ma fa anche capire che, producendo vaccini puliti e perfetti, si raggiungerebbe il mitico obiettivo di una prevenzione della malattia. Un po’ come chi critica la carne perché contiene ormoni ed altri inquinanti, quasi che una carne non inquinata diventasse in qualche modo pulita, accettabile e salubre per l’organismo umano. Queste posizioni alla fine non portano affatto alla radice del problema. Chi ha il coraggio e la forza scientifica di esprimersi deve farlo fino in fondo e non restare sospeso nel mezzo. Non esistono insomma vaccini puliti ed innocenti, come non esiste carne pulita senza sofferenza e senza versamento di sangue altrui.

LA COMILVA PERALTRO VA AMMIRATA IN QUANTO CITA INFORMAZIONI PREZIOSE CHE I MEDIA MAINSTREAM BEN SI GUARDANO DAL RENDERE NOTE AL PUBBLICO

La contrazione della malattia da parte di una gestante durante i primi tre mesi di gravidanza, con eventuali malformazioni genetiche nel feto è una eventualità estremamente rara ed improbabile, ma bastante come pretesto per giustificare la vaccinazione. Vaccinazione che fu introdotta per la prima volta nel 1969, anche se ci sono delle indicazioni evidenti per cui non tutte le donne in gravidanza ed esposte a contrarre il virus partoriscono poi bambini con difetti congeniti.

MASSICCE VACCINAZIONI IN USA CON RISULTATI FALLIMENTARI

È stato stimato che dal 1980 siano state iniettate negli USA ben 83,000,000 di dosi di vaccino antirosolia, con un numero di casi della malattia segnalati rimasto stabile a circa 30/40 per anno, su una popolazione di circa 250,000,000 di individui. A dispetto dell’uso del vaccino il numero di queste infezioni è rimasto pressoché inalterato, indicando di conseguenza l’anomalia e la distorsione del paradigma vaccinatorio.

TOTALE INUTILITÀ DEL VACCINO ANTI-ROSOLIA E PROLUNGAMENTO DEI RISCHI IN ETÀ MAGGIORE

Le statistiche dimostrano che il vaccino antirosolia è del tutto inutile per l’eradicazione della malattia. La rosolia è ricomparsa più volte in soggetti sottoposti alla vaccinazione stessa. Inoltre, l’uso di questo vaccino ha spostato l’età di comparsa della malattia verso i 15 anni ed oltre, con maggiori problematiche per il suo decorso positivo.

PESANTI SEGNI DI INTOLLERANZA CON DIFFUSI CASI DI ARTRALGIA E ARTRITE REUMATOIDE

I primi segni dell’intolleranza umana al vaccino antirosolia appaiono subito dopo la sua introduzione, nel 1969. Sono state documentate infiammazioni cutanee e disturbi del sistema linfatico, episodi transitori di artriti nei bambini, come pure dolori ai polsi, mani e ginocchia. Nel 1970 il Ministero della Sanità americano rivelava come il 26% dei bambini che avevano ricevuto la vaccinazione antirosolia, durante i programmi sperimentali nazionali, avevano sviluppato artralgia e artriti. Molti di questi dovettero ricorrere a cure mediche ed alcuni furono ricoverati con sospette febbri reumatiche ed artriti reumatoidi.

340.000 BAMBINI AZZOPPATI E STORPIATI NEL NEW JERSEY

Nel New Jersey, lo stesso programma di vaccinazione sperimentale, dimostrò che il 17% dei bambini vaccinati avevano sviluppato artralgia ed artriti. È stato stimato che 340,000 bambini di questo stato furono resi zoppi in seguito alla vaccinazione. Lo stesso Ministero (HEW, Health, Education and Walfare U.S. Department) ammise anche che nel 1969, prima dell’introduzione del vaccino, solo 87 casi di rosolia congenita erano stati riportati in tutti gli USA, di cui 12 nello stato del New Jersey.

PROBLEMI NEUROLOGICI E ALLE GIUNTURE, DOVUTI ALLE COLTURE RENALI DI CANE

Nel 1972 furono riportati 36 casi di bambini con infiammazioni nervose e del midollo spinale in conseguenza di una campagna di vaccinazione di massa contro la rosolia. La più alta incidenza di questi problemi neurologici fu riscontrata nei bambini in età prescolare e i tempi di apparizione delle patologie arrivavano fino ai 42 giorni dopo l’iniezione con qualsiasi tipologia di vaccino antirosolia. Le analisi di laboratorio confermarono la presenza di una anormale velocità di trasmissione nervosa. Problemi ricorrenti alle giunture in bambini di 6/8 mesi comparivano dopo (da due a sette settimane) che questi avevano ricevuto il vaccino antirosolia HPV-77, ottenuto da colture renali di cane, con attacchi ricorrenti di durata variabile da uno a sette giorni e ad intervalli da uno a tre mesi.

EPIDEMIE DI ROSOLIA TRA I VACCINATI ED ULTERIORE DISASTRO PER IL PARADIGMA O LA REGOLA VACCINALE

Come accade per tutti gli altri vaccini, anche in questo caso l’iniezione del vaccino bypassa le naturali barriere difensive dell’organismo e, ancora una volta, il paradigma che la vaccinazione di un gruppo di bambini in età pre-puberale previene la diffusione della malattia (rosolia) non è valido. Nel 1971 ci fu un’epidemia di rosolia che interessò più di 1000 bambini sia in età prescolare che delle classi elementari, nel Casper (Wyoming). Più dell’83% dei bambini delle elementari e del 52% di quelli in età prescolare erano stati vaccinati contro la malattia. Questo è uno dei casi, ben noti, in cui abbiamo la comparsa dell’infezione dopo l’introduzione del vaccino specifico.

CASI CHE NON FANNO NOTIZIA, CHE NON CONVIENE RENDER NOTI, E CHE NON VENGONO TRASMESSI ALLA POPOLAZIONE

Caso che, come tanti altri, non ha mai fatto notizia, semplicemente perché una simile propaganda va contro gli interessi dei cosiddetti poteri forti. Evidentemente non è considerato etico dalla classe medica il riportare casi che potrebbero avere dei riflessi negativi sulla categoria. Stranamente viene considerato etico nascondere dati sintomatologici indicativi dei rischi connessi a questa pratica, dati la cui conoscenza non potrebbe produrre altro che benefici alla popolazione.

SOSPETTA ED INCREDIBILE INSISTENZA MEDICA A VACCINARE LE DONNE IN GRAVIDANZA

Incredibilmente la classe medica insiste nel voler vaccinare persino le donne in gravidanza con il virus della varicella, a dispetto del fatto che tali soggetti siano da sempre visti come un gruppo ad alto rischio qualora ne venissero esposte. Tra il 1979 ed il 1982 ci fu una grande spinta negli USA per la vaccinazione antirosolia delle donne in età da gravidanza. Curiosamente ci fu un contemporaneo incremento dei casi di sindromi da rosolia congenita nelle stesse donne fra il 1981 ed il 1982.

ANNUNCIO DI DECLINO CASI ROSOLIA GRAZIE AL VACCINO, ED AMMISSIONE SIMULTANEA DI RECIDIVA E DI RISCHI

Nel 1975 una prestigiosa rivista del settore pubblicò un articolo riguardo l’esperienza generale con il vaccino antirosolia dal momento della sua introduzione, nel 1969. Vi si rivendicava un declino dei casi di rosolia grazie al vaccino. Ma curiosamente, nello stesso scritto, si ammetteva che i soggetti vaccinati potevano nuovamente ammalarsi di rosolia e che c’era una significativa incidenza di reazioni avverse e un potenziale rischio per le donne vaccinate durante la gravidanza.

CONTRADDIZIONI INSANABILI, PRIVE DI LOGICA E DI INTELLIGENZA

Non lacuna ma evidente baratro di intelligenza! Non capire che stai contraddicendo il tuo stesso paradigma vaccinale è assolutamente incredibile, specialmente sapendo che un’infezione naturale da rosolia è quasi sempre benigna e conferisce una migliore immunizzazione rispetto al vaccino, tantopiù che la vaccinazione non è giustificata nei bambini piccoli in quanto dispongono di un sistema nervoso non ancora sviluppato e che sono estremamente sensibili alle sostanze tossiche presenti in questi preparati.

IGNORANZA TOTALE SULLA NATURA DEL VIRUS E SULLE RISPOSTE IMMUNOLOGICHE AI VACCINI

Il virus della rosolia è stato rilevato nei leucociti periferici del sangue due anni dopo la vaccinazione (iniezione). Molti soggetti sono sieropositivi (al virus della rosolia) anche dopo 8 anni dalla vaccinazione. Uno studio del 1985 che riguardava i meccanismi dell’insuccesso della vaccinazione in Canada, ne concludeva come ci fosse “una generalizzata mancanza di comprensione riguardo alla natura ed al significato di risposte immunologiche alterate causate dai programmi di vaccinazione antirosolia”.

NONOSTANTE TUTTO LA VACCINAZIONE PROSEGUE TUTTORA!

Nel 1983 infatti il National Advisory Committee on Immunization in Canada raccomandava che il vaccino contro la rosolia dovesse essere somministrato in modo routinario a tutti i bambini, di entrambi i sessi, al compimento dei 12 mesi o, in ogni caso, successivamente al più presto possibile, preferibilmente in combinazione con i vaccini contro morbillo e parotite. Doveva inoltre essere somministrato a tutte le ragazze adolescenti e a tutte le donne in età di gravidanza. Non sono noti effetti avversi conseguenti la somministrazione del vaccino a donne immuni. Nello stesso documento il vaccino era controindicato per le donne in gravidanza.

TOTALE DISPREZZO DELLA LOGICA E DELLA SCIENZA

Questi suggerimenti sembrano proprio contenere un pieno disprezzo verso le conoscenze scientifiche. Quando una persona viene iniettata con questi vaccini, caricati con proteine estranee, particelle virali di origine non umana e sostanze cancerogene, e queste sostanze restano in circolazione in modo latente nell’organismo per anni, non è forse a gravissimo rischio, anche nei confronti di una futura procreazione?

INCREDIBILE GERGO PSEUDO-SCIENTIFICO PER UNA POPOLAZIONE MUTA ED IPNOTIZZATA

Queste cose vengono sistematicamente occultate e l’opinione pubblica rimane ferma, muta e ipnotizzata da questo incredibile gergo pseudo-scientifico. Ci chiediamo il perché di tanta enfasi nel voler vaccinare le donne quando, nello stesso momento, si ammette la loro estrema esposizione alle reazioni avverse. A meno che i più elevati gradi della comunità medica, che conoscono gli effetti delle particelle virali latenti contenute nei vaccini eccetera, non stiano deliberatamente cercando di provocare malattie degenerative a lungo termine nelle generazioni future.

VACCINAZIONI NON GIUSTIFICATE DAI DATI, MA UGUALMENTE EFFETTUATE

Nel 1984, in Australia, venne condotto uno studio sull’impatto della vaccinazione contro la rosolia che indicava come dopo 13 anni di trattamento ci fosse un notevole incremento nella proporzione di donne in gravidanza siero-positive verso la rosolia. La vaccinazione antirosolia delle ragazze dai 12 ai 14 anni iniziò nel 1971. È interessante notare come lo studio indica nel 61% la percentuale di ragazze che erano già immuni verso la malattia prima della vaccinazione come pure il 76% dei maschi, fra i 18 e i 23 anni. L’iniezione deliberata di vaccino non era quindi giustificata ma fu fatta lo stesso.

ALTA PERCENTUALE DI OSTRETICHE E DI MEDICI NON VACCINATI, BEN SAPENDO CHE NON CONVIENE FARLO

In un altro studio del 1983, condotto sul personale ospedaliero (medici, infermieri ed altro personale addetto ai servizi sanitari) indicava una media del 53% di non vaccinati contro la rosolia: più del 22% dei medici e più del 9% delle ostetriche scelsero di non vaccinarsi: che fossero a conoscenza di particolari che, in generale, l’opinione pubblica ignora?

PRECISE CORRELAZIONI TRA VIRUS ROSOLIA E AFFATICAMENTO CRONICO CFS, NONCHÉ TRA VACCINO E ARTRITI ACUTE

Nel 1991 si stabilì una chiara correlazione fra il virus della rosolia, contratto per via naturale o tramite vaccinazione, e la sindrome da affaticamento cronico (CFS). Provate a spiegarlo alle centinaia di milioni di persone infettate dal vaccino! Ancora nel 1991, l’Istituto di Medicina americano rilasciò un rapporto sulle reazioni avverse dei vaccini antipertosse e antirosolia, dove si stabiliva una relazione casuale fra il vaccino anti-rosolia e la manifestazione di artriti acute nel 13-15% delle donne in età adulta. Nonostante ciò, il rapporto concludeva con la frase “l’evidenza di questi fenomeni non fornisce delle stime attendibili riguardo ad un rischio eccessivo di artrite cronica conseguente alla vaccinazione antirosolia”.

IL VACCINO TRIVALENTE MMR CONTINUA AD ESSERE DISINVOLTAMENTE SOMMINISTRATO

Rischio eccessivo? Per quale motivo prendersi comunque qualsiasi tipo di rischio? Il vaccino MMR (measles–mumps–rubella, ovvero morbillo–parotite–rosolia) continua ad essere somministrato e continua a creare seri problemi. Nel 1991, la rivista Doctor Weekly, riportava il caso di due bambini con sindrome da rosolia congenita (CRS), nati da madri vaccinate in età giovanile con lo stesso vaccino.

PER SHELTON CI SONO PRECISE PRE-CONDIZIONI PER LO SVILUPPO DI QUALSIASI ERUZIONE

Preso nota di quanto sopra con un grazie alla Comilva, andiamo ora sui testi illuminanti di Herbert Shelton, uno che parla chiaro. “Se il corpo del tuo bambino è già in condizioni di sviluppare una qualsiasi eruzione cutanea (scarlattina-morbillo-rosolia-ecc) lo farà anche se non ci fosse un altro ammalato di tale malattia intorno a sé o anche nel mondo intero. Se invece il bimbo non è predisposto, vulnerabile e suscettibile, non lo farà nemmeno se messo a dormire con altri bambini pieni di eruzioni!”

CAUSE LOGICHE E VIOLAZIONI DELLE LEGGI DI NATURA ALLA BASE DI OGNI PROBLEMA

Questo dimostra che le malattie dei bambini derivano sempre da errori dei genitori, o dei medici, o degli asili, o comunque dell’ambiente che li circonda e non certo da batteri o virus. Questo dimostra che la malattia, o la suscettibilità ad essa, è una condizione anormale che risulta da violazione delle Leggi di Natura. Ogni malattia è evidenza che il corpo sta attuando una pulizia, una purificazione e una riparazione interna, in risposta a condizioni che gli richiedono una azione difensiva. Per mantenersi in ottima salute e in stato di immunità, basta fornire al corpo e alla mente gli ingredienti salubri necessari, evitando quelli insalubri.

LA FEBBRE È UNA INTOCCABILE LIFE-SAVER

Mai ridurre la febbre essendo essa una life-saver. Tutte le malattie eruttive ed esantematiche, inclusa la rosolia, rappresentano dunque sforzi eliminativi che il corpo effettua tramite la pelle, a sostegno di un apparato renale costantemente impegnato ed insufficiente. Pensare che le malattie vengano prese o contratte da altri portatori della stessa malattia non è affatto logica scientifica ma logica vudù da stregonerie e da visuali oscure. La salute non si realizza con rituali magici o accendendo candele, ma offrendo ai bambini la giusta alimentazione, il giusto sole, il giusto movimento, la giusta aria, il giusto gioco, e le giuste condizioni ambientali.

IL BAMBINO GUARISCE DA SOLO

Un bambino in crisi eliminativa va tenuto a letto in riposo al calduccio, in ambiente tranquillo, silenzioso ed arieggiato, senza cibi pesanti ma con succhi di arancia o di pompelmo o di ananas o di mela a volontà nel primo giorno, idem per il secondo giorno ma con aggiunta di frutta di stagione, specie pesche ed albicocche e uva, mentre per il terzo giorno potrà riprendere la sua normale dieta vegetariana andando in sensata progressione con le quantità. Idem per l’attività fisica, il sole, la pulizia, da incrementare passo dopo passo. Il bambino guarisce da sé. Nessuno lo deve toccare e visitare.

CONTESTARE I VACCINI VIENE CONSIDERATA BESTEMMIA CONTRO DIO

I medici vengono istruiti per tenere sempre e comunque le vaccinazioni al di sopra di ogni sospetto e di ogni critica. Toccare i vaccini equivale a bestemmiare dio. Nel 1872 il Giappone approvò una legge draconiana sulla vaccinazione obbligatoria anti-vaiolo. A Tokyo e dintorni non esistevano persone anti-vaccini. Tutti obbedienti.

BAMBINI ROVINATI, AZZOPPATI ED ANCHE MANDATI IN CIMITERO ANTICIPATO DAI VACCINI

Ogni bimbo era vaccinato prima dei 6 mesi, rivaccinato a 6 anni, a 14, al servizio militare e in occasione di “epidemie”. Ma il vaiolo continuò a devastare il paese. Nel 1897 ci furono 49.946 casi di vaiolo (tra i vaccinati ovviamente) di cui 2.276 fatali. Tra il 1889 e il 1908 si ebbero 171.611 casi con 47.919 decessi. Nel solo 1908 ci furono 10.067 casi di cui 5.837 mortali. Questo dimostra una cosa soltanto, ovvero che la vaccinazione non protegge.

GIAPPONE, ITALIA, FILIPPINE MOSTRANO DATI DA BRIVIDO

Il New York Medical Journal del 22/7/1899 riporta un articolo del dr Chas Rauta docente di Igiene e Materia Medica all’università d Perugia. “L’Italia è uno dei paesi meglio vaccinati al mondo, con una vaccinazione del 98,5% nei 20 anni precedenti al 1885. Ma nel 1887 ci sono 16.249 decessi da vaiolo, nel 1888 ce ne sono 18.110 e nel 1989 la cifra resta alta a 13.413. Nell’Esercito Italiano, con vaccinazione 2 volte l’anno, si osserva da molti anni che i soldati non protetti o che hanno rifiutato il vaccino vengono colpiti in modo assai inferiore a quelli vaccinati! I dati di Filippine, Australia, Inghilterra, Scozia e Galles dimostrano che il diminuire della vaccinazione è accompagnato dalla scomparsa quasi totale del vaiolo!”

IL CASO DI RESANA E DEL SINDACO LORIS MAZZORATO

Se vogliamo andare ai tempi nostri, il sindaco di Resana (Treviso), Loris Mazzorato, invia lettere ai neo-genitori avvertendoli di pensarci bene prima di vaccinare i loro bambini, allegando un fascicolo della Corvelva (Comitato Regionale Veneto per la libertà delle vaccinazioni). Pronta come un falco la Beatrice Lorenzin e pronta come un falco il prefetto di Treviso Laura Lega con una missiva di ammonimento: “Le affermazioni del signor sindaco, chiaramente di contro-informazione, assumono una maggiore gravità in considerazione delle sue funzioni di autorità sanitaria locale, col compito di tutelare la sanità della collettività. Mazzorato, che non ha vaccinato la figlia di 4 anni ribadisce che: “Io non dico ai genitori di non immunizzare i bambini. Consiglio solo di informarsi e di pensarci bene. Vogliono farmi paura? Io ho le prove scientifiche degli effetti collaterali e fatali. I siti specializzati riportano migliaia di casi di persone danneggiate o uccise, senza dimenticare la strage di Gruaro nel 1933, dove su 253 piccoli immunizzati contro la difterite ci furono 28 morti! Nessuno mi venga poi a dire che i vaccini di oggi sono migliori di quelli del passato, perché è una falsità.”

MAI SOFFOCARE I SINTOMI

Come affermato da Manuel Lezaeta, tutte le malattie costituiscono crisi eliminative che la Natura realizza in difesa della salute e della vita. Mai dimenticare che il nostro organismo, sorretto da leggi immutabili, agisce sempre a proprio beneficio. Pertanto mai soffocare questi sintomi molesti ma salvatori con prodotti tossici che indeboliscono e paralizzano la loro azione, costringendo l’organismo a trattenere al suo interno le morbosità e i veleni corrosivi. In tutte le malattie cosiddette infettive, l’apparizione del batterio appare non prima ma dopo la manifestazione delle piaghe, come tardivo testimone che compare a dimostrare che la malattia era precedente alla sue presenza.

UN IGNOBILE ABBAIARE A FAVORE DEI VACCINI

Nessuno osi abbaiare furbescamente a favore dei vaccini, solo perché si trova nelle aule dei ministeri, protetto da leggi addomesticate a proprio vantaggio, o solo perché circondato da appoggi e lodi delle multinazionali e delle lobbies di contorno. Serve più conoscenza e meno voracità per il danaro ed il potere. Premier, ministri e sottosegretari ricevono già lauti stipendi ed esagerate pensioni prese dal denaro pubblico. Appare ignobile, spregevole e meschino che questa gente stia sulle sponde degli avvelenatori e non su quelle del popolo che gli dà da mangiare.

L’ERRORE NON STA NEI METODI E NELLE TECNICHE MA NELL’ATTO PSEUDO-RIMEDIALE IN SÉ

L’errore madornale non sta nei metodi impiegati o nei vaccini più o meno inquinati da metalli pesanti, da nano-particelle, da pus e da reni di cane, di scimmiette e di altri poveri animaletti. L’errore sta nel tentativo stesso di bloccare il sintomo, di prevenirlo e di curarlo.

PREVENIRE E CURARE COI VELENI È PERNICIOSA SUPERSTIZIONE

Cures and vaccines are very dangerous being based on the most virulent poisons. Disease is the process of cure. The nature of disease is already defensive, remedial, eliminative and adaptive to the specific person involved. Restoring health is the constant tendency of the body. Preventing and curing disease is therefore a pernicious and dangerous superstition.

Valdo Vaccaro

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