MALATTIA DI CROHN E BRODI OSPEDALIERI

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L’ileite e gli IBD, ovvero le inflamatory bowel diseases (malattie infiammatorie intestinali)

L’ileite o malattia di Crohn si sente nominare sempre più spesso, in una società che ha trasformato il tempio del corpo umano, chiamato colon, in una autentica pattumiera.
L’ileo è la parte dell’intestino tenue compresa tra il digiuno e il cieco.
L’ileite, ovvero l’infiammazione dell’ileo, fa parte delle IBD, ovvero degli Inflamatory Bowel Diseases, traducibile con malattie infiammatorie intestinali, dove si comprendono le coliti, le coliti ulcerose le rettocoliti e le diverticoliti.

Non esistono terapie specifiche

Tutte malattie croniche che i manuali medici continuano a definire idiopatiche, cioè esistenti di per sé, pertanto casuali e non causate da altri fattori patologici.
Quasi una scusa per non andare a fondo della questione.
La frase che colpisce di più nei manuali correnti della medicina è che non esistono terapie specifiche.

Le soluzioni ospedaliere

Come curare dunque l’ileite?
Ecco le contradditorie soluzioni degli ospedali italiani e non italiani, dei primari di gastroenterologia, che vengono alla luce in modo preciso e inequivocabile, non appena una persona si trova coinvolta in questo tipo di problemi e in questo tipo di meccanismi sanitari.
Chiaro che gli ospedali prendono ordini dall’OMS. Non si muove foglia che Dio non voglia.
Cose che tutto sommato si conoscono già, ma che non finiscono mai di stupire.

Cinque comandamenti precisi della medicina moderna

1) L’alimentazione non c’entra gran che, e rappresenta il 5% in fatto di causa, di importanza e di eventuali cure. (Come dire che tutto verte sui farmaci, ma che però questo non esime i medici dal mettere lo zampino in materia nutrizionale).
2) Eliminare in modo rigoroso frutta e verdura, soprattutto se crude (ma non avevano appena detto che la dieta non c’entra più di tanto?).
3) Ricorrere ad alimentazione carnea in modo intenso e sistematico.
4) Fare largo uso dei brodini di spezzatino e dei brodini di pollo.
5) Fare ricorso ad alimenti cotti e devitalizzati.

Questo è il volto genuino della medicina del Terzo Millennio dopo Cristo

Come dire una cura fantozziana, spiattellata senza esitazione e senza alcun pudore dalla classe medica.
Servirebbero le battute e le scenette irresistibili e dissacranti di artisti stile Lino Banfi, per commentare al meglio queste situazioni che rasentano l’assurdo.
Non ce l’abbiamo con gli ospedali nostrani o con quelli dei paesi vicini.
Il problema è semplicemente generalizzato, standardizzato, approvato con beneplacito della Chiesa di Atlanta.

Un’autentica cura per ammalarsi

Questa, più che una cura per guarire, è una cura per ammalarsi.
Il brodo di carne e di pollo, onestamente parlando, pensavo fosse stato depennato del tutto, messo fuori legge in tutti gli ospedali del mondo, dopo essersi dimostrato letale persino per i cani.
Peccato che non si possa ironizzare troppo, perché qui ci va di mezzo un bene prezioso quale la salute delle persone a cui è giusto dare la precedenza, ma anche la salute degli animali, la salute dello spirito e della natura nell’assieme.

Parliamo di cose più concrete

Lasciamo stare le disavventure ospedaliere, e parliamo finalmente di cose concrete.
I manuali medici, soppesati e dosati nelle parole, si muovono con prudenza e circospezione, almeno fin dove possono.
Per loro, la malattia di Crohn è un processo infiammatorio idiopatico che può interessare qualsiasi porzione del tratto alimentare, dalla bocca all’ano.
Ma in un terzo ed anche più dei casi, va a colpire il piccolo intestino, ed in particolare l’ileo terminale, causando la patologia nota col nome di ileite, o ileo-colite, o malattia di Crohn.

Un commento sulle malattie idiopatiche

Quando la medicina usa il termine idiopatico, c’è di che fermarsi e dire qualcosa.
Idiopatico è un termine ancora più sfuggevole e deresponsabilizzante del termine iatrogenico che, per quanto poco conosciuto e poco spiegato, significa causato-dai-medici-e-dai-loro-farmaci, come succede ormai per una marea di malattie inguaribili ed inguardabili.
Idiopatico significa processo patologico privo di motivazioni e di cuse. Arrivato cioè per volontà divina.
Come dire che la legge naturale di causa ed effetto non funziona. Lo stabiliscono i medici, nuovi depositari delle leggi e dei comandamenti. Siamo dunque ancora in zona Fantozzi.

Le fistole e le propagazioni che differenziano l’ileite dalla rettocolite

A differenza delle coliti ulcerose e delle rettocoliti ulcerose, la malattia di Crohn è un processo
transmurale e meno localizzato, per cui può risultare in infiammazione ed ulcerazione della mucosa intestinale, con sviluppo di fistole e ascessi.
Fistole del colon, del piccolo intestino, dello stomaco e della vescica, con ovvie sovracrescite batteriche, richiamate il più delle volte a svolgere il loro giusto lavoro di pulizia.
Le fistole sono canaletti attraverso i quali defluiscono liquidi sierosi o purulenti.
Gli stessi medici ammettono che nella malattia di Crohn si osservano le stesse manifestazioni gastrointestinali della colite ulcerosa e della rettocolite ulcerosa, ed anche quelle della diverticolite con formazione di ascessi.

Una dichiarazione di fallimento anticipato

Per tutte queste malattie, i manuali medici più avanzati dichiarano qualcosa di importante, ovvero che
Le varie terapie mediche sono mirate alla riduzione temporanea dei sintomi e a niente altro che quello, non essendo conosciuta l’eziologia, cioè il fattore causale ed originario della malattia stessa.
Una vera e propria dichiarazione di fallimento e di incapacità terapeutica.
Non a caso la malattia di Crohn è caratterizzata da periodi, anche lunghi, di remissione, intervallati da periodi di riacutizzazione.
La presenza di anemia viene a sua volta interpretata come manifestazione di infiammazione cronica, di perdite sanguigne dalla mucosa, da carenze di ferro, da malassorbimento delle vitamine del gruppo B (B9 e B12), dalla chlamydia (colite ischemica), da situazioni simil-Aids, e via discorrendo.

Alcune tesine da consultare

Andiamo ora alle nostre proposte igienistiche.
Ricordo che ho scritto diverse tesine su questo argomento:

Ileite e dissenteria, o malattia di Crohn, del 23/6/10
Rettocolite ulcerosa e rivoluzione bircheriana, del 15/6/10
Rettocolite guarita, papillomi nei e CDC, del 14/7/10
La salute umana parte dal colon, del 24/6/10

Un grande medico del colon, il dr Max Bircher-Benner, sbugiarda la medicina corrente

I medici non hanno cambiato nulla negli ultimi 200 anni, in accordo con quanto viene loro insegnato nelle accademie e nelle loro vetuste, ammuffite e polverose università.
Continuano a insistere sul fatto che il cibo crudo è indigesto e che nelle malattie gastrointestinali tutto dovrebbe essere sottoposto a cottura, visto che il crudo causerebbe flatulenze e altri disturbi, offrendo in contropartita poco valore nutritivo concentrato.
Nessuna di queste affermazioni è veritiera, ammonisce il grande Max Bircher-Benner, medico personale degli Zar di Russia.

I medici-cialtroni di allora lo ridicolizzavano, mentre Zar e capi di stato si rivolgevano a lui e non certo ai suoi denigratori

Le più spettacolari guarigioni ottenute in Europa in campo gastrointestinale ed enterico sono quelle firmate da questo straordinario medico zurighese, in lotta continua con una massa di medici-cialtroni che lo contrastavano e lo ridicolizzavano, mentre lui guariva non solo gli zar ma altri re e personaggi di spicco del secolo scorso.
Le sue diete erano sempre rigorosamente fruttariane e crudiste, con gli agrumi in primo piano.
I vegetali, i crescioni, i radicchi, i cavoli, le carote, il tarassaco, la valeriana, gli spinaci, giocavano ruoli importanti in queste guarigioni, visto che frutta e vegetali crudi contengono antibiotici naturali privi di effetti collaterali, e sono carichi di elementi rivitalizzanti, tipo vitamine naturali ed enzimi.

Le ricerche del dr Burkitt sulle tribù dei Bantu in Africa

Il dr Bernard Jensen, amico del Dalai Lama, di Sai Baba e di Aurobindo, è anche conosciuto come fondatore del celebre Hidden Valley Health Ranch in USA , dove sono stati curati pazienti col colon disastrato, da tutto il mondo.
Jensen ricorda una ricerca del suo amico dr Burkitt condotta presso le tribù Bantu africane della campagna, dove le coliti non esistono.
Il tempo di permanenza delle feci nel colon determina il livello di putrefazione e la velocità moltiplicativa di batteri indesiderabili (anaerobi). Gli stessi Bantù, quando vanno a vivere nelle città, cambiando alimentazione, diventano come gli inglesi e come gli europei, carichi di letargia intestinale, di pigrizia cronica nella peristalsi e nei movimenti espulsivi.

Il bacillus Coli, re delle malattie enteriche

Non si può avere un colon sano senza un sangue pulito e fluido.
Non si può avere un colon sano se manca la tonalità, l’energia, quella vivacità intestinale capace di spingere verso l’uscita i nostri escrementi.
I colon rovinati denotano preponderanza di batteri anaerobici e pericolosi come il bacillus Coli, considerato il re delle malattie enteriche, quello che causa le più offensive reazioni.
Da notare che questi bacilli diventano patologici non per natura, ma per colpa nostra, essendo costretti a sopravvivere in totale assenza di ossigeno, e a diventare così anaerobici e produttori di sostanze micidiali.

Nel materiale fecale trattenuto letargicamente nel colon si trovano batteri patologici e si trovano sostanze velenose

Le flatulenze sono causate da una gentaglia chiamata colibatteri, che si mescola con i batteri aggregati alle varie cadaverine in circolazione.
Parliamo del bacillus Welchii, del bacillus Putreficus, del bacillus Enteridis, del bacillus Breslau, del bacillus Suipestifer, del bacillus Clostridium, del bacillus Streptococci Bovis, del bacillus Streptococci Fecalis, della Salmonella ed anche del morbo chiamato Mucca Pazza.
Le putrefazioni e le fermentazioni sono all’ordine del giorno in questo tipo di intestini.
I materiali tossici che si trovano in abbondanza includono veleni potentissi e corrosivi tipo l’indolo, lo scatolo, l’ammoniaca, le ptomaine, il pirolo, la cadaverina, l’isoamilina, l’etilamina, eccetera, nonché gas e miasmi micidiali che salgono dal basso intestino e si espandono verso l’alto.

Le preferenze alimentari del bacillus Coli e dei suoi compari

Il bacillus Coli preferisce un ambiente alcalino in sede di colon, e quindi chiede proteine a colazione, a pranzo e a cena.
Ama decisamente le proteine animali.
Il brodo di carne è il suo succo preferito.
Le bistecche al sangue sono in cima alle sue preferenze.
La cadaverina è il suo lecca-lecca.

La formula unica e fondamentale per ripristinare la normalità del colon

Per combattere la spirale malandrina e rimettere in forma il colon non esistono dubbi di sorta, e occorre fare quanto segue:

1) Rimuovere il materiale fecale accumulato e spesso indurito e gommoso al pari di vecchi pneumatici
di camion.
2) Cambiare radicalmente la nutrizione, passando da una dieta intossicante (onnivora) a una dieta eliminativa (vegana-crudista).
3) Ricorrere al digiuno terapeutico (con tanta acqua).
4) Ricorrere alle irrigazioni intestinali (in sede di emergenza e non come cura stabile).
5) Ripulire accuratamente la mente e il cervello da tutta la cultura-spazzatura propinata da una certa medicina.

Un corpo umano perfettamente dotato di protezioni immunitarie

Il corpo umano è molto protetto, avendo la pelle come prima barriera difensiva contro tossine e microrganismi indesiderati. Persino le lacrime degli occhi e il sudore dell’epidermide hanno proprietà battericide. Il muco che riveste le membrane interne cattura veleni ed invasori, mentre ogni offesa batterica viene distrutta dal poco ma efficace acido cloridrico del nostro stomaco.
Il sistema immunitario è composto dal sistema linfatico, che include la milza, le tonsille, l’appendice, la ghiandola timo, le cellule epatiche stellate di Kupffer (Wilhelm Kupffer, anatomista tedesco,
1829-1902) e le placche intestinali di Peyer (Johann Konrad Peyer, medico svizzero, 1653-1712).

Chilometri di vasi linfatici e di nodi purificanti

Il sistema linfatico è composto di migliaia di chilometri paralleli al sistema cardiocircolatorio, ed è costellato lungo il suo percorso di piccoli nodilinfatici che filtrano ogni sostanza indesiderata, producendo cellule come i polimorfoleucociti, i fagociti, le B-cells, le T-cells, le Kupffer-cells e le Peyer-cells del piccolo intestino. Tutti questi anticorpi lavorano con una sostanza chimica chiamata interferone, emessa in relazione alla richiesta di protezione immunitaria.

L’importanza di non tassare il sistema immunitario con digestioni difficili

Quando i canali eliminativi sono sotto-attivi, il materiale tossico entra nel sangue e nel sistema linfatico troppo rapidamente per essere depurato dal fegato e dalle funzioni immunitarie citate, e finisce per depositarsi negli organi e nei tessuti più deboli. Il sistema immunitario diventa progressivamente più debole in un vero e proprio circolo vizioso, per cui subentrano facilmente le malattie autoimmuni e le malattie degenerative.

La difesa naturale del corpo e del colon passa attraverso una dieta virtuosa e un organismo funzionante

Tutto questo discorso per dire che la più forte difesa naturale contro le malattie in generale, e contro le malattie del colon in particolare, è rappresentata da un corpo pulito, riposato, chimicamente bilanciato, e dotato di canali eliminativi salubri, attivi e funzionanti.
Tutte cose ottenibili mediante una dieta coerente ed allineata con il disegno corporale umano, vale a dire con una dieta fruttariana e vegano-crudista, o almeno tendenzialmente crudista.

La significativa storia di Thomas Parr, morto a 152 anni, assassinato dai reali inglesi coi loro cibi sofisticati, cotti ed alto-proteici

Ed è solo a questo che bisogna puntare, con visuale di lungo periodo.
Merita raccontare qui la storia dell’uomo più longevo nella storia del mondo occidentale.
Parliamo di Thomas Parr, della contea di Salopp, in Inghilterra.
Nato nel 1483, sopravvisse ai regni di 10 monarchi britannici come Edoardo IV, Edoardo V, Riccardo III, Enrico VII, Enrico VIII, Edoardo VI, Mary, Elisabetta, Giacomo I, Carlo I.
Venne sepolto il 15 novembre 1635, alla tenera età di 152 anni.
Si era sposato nel 1563 all’età di 80 anni, e rimaritato a 122 anni. A 130 venne accusato di aver prodotto dei figli illegittimi con altre donne. Contadino e giardiniere del re per tutta la vita.

Il segreto di lunga vita di Parr stava tutto nella perfezione del suo colon

Su ordine di re Carlo I, il famoso dr Harvey (scopritore della circolazione del sangue) condusse una accurata autopsia sulla salma, per capire le ragioni della straordinaria vitalità di quest’uomo.
Harvey dichiarò che la morte non fu naturale ma un quasi-omicidio causato dalla dieta lussuriosa che gli era stata propinata a corte, senza la quale avrebbe di sicuro vissuto molti più anni ancora.
Tutti gli organi di Parr erano in condizioni ancora perfette.
In particolare, l’intestino era caratterizzato da una struttura inalterata, e da una congenita flora protettiva che non era andata perduta, nonostante gli anni.

Il segreto della salute sta nel dinamismo del colon, e non nella sua pigrizia

Il colon è fatto di una struttura muscolare che muove il materiale tossico in coordinazione col movimento peristaltico.
Se il colon è pigro o letargico l’operazione non avviene con l’indispensabile dinamismo.
L’azione del colon è la risultante di tutto il processo metabolico che la precede.

Colon sporco significa sangue sporco e organismo intossicato

Pulire, detossificare, eliminare sono parole che ascoltiamo sempre, ma che non colleghiamo mai al colon e alla sostanza fecale che sta in quella zona.
Il processo pulitivo deve riguardare ogni parte e ogni cellula del corpo umano.
Possiamo dire che il sangue umano non può mai avere un tasso di pulizia superiore a quello del suo colon. Dal momento che il sangue circola in ogni cellula, le tossine dovute a un colon difettoso vanno a contaminare l’intero organismo.
Non a caso il colon viene definito il tempio della salute umana, da tenere in ordine maniacale, mentre l’umanità, priva di saggezza e di discernimento, lo ha trasformato in una orribile e indegna cloaca.

La magia del succo di carota

I sistemi depurativi ideati dal dr Jensen includevano succo di carote, di sedano e di mele.
Arrivò a tenere un paziente, poi guarito, per un anno a succo di carote, dato che era in condizioni pessime e non riusciva ad assimilare altro che quello.
Jensen non pensava affatto che il succo di carote avesse chissà quali virtù curative, ma che possedesse semplicemente le doti di permettere un invertimento della situazione, un rafforzamento minimo del sistema immunitario e una lenta ripresa corporale, cosa che in effetti avvenne

Succo di mela, succo di bietola, semi di lino pestellati

Gli altri succhi preferiti erano quelli di mele e di beta vulgaris (o erbette), ottime regolatrici delle funzioni intestinali. L’uso di semi di lino pestellati e di altri semini simili, nonché di germogli tipo l’alfa alfa, e le cure a base di anguria, o di centrifugati di rape, carote, patate, ananas, e di altre verdure crude, erano pure raccomandati nella sua clinica. Chiaro che tutti i semini e tutta la frutta da guscio va inserita nella dieta, con l’attenzione di masticarla in modo accurato.

La vita è un continuo intossicarsi e disintossicarsi

Come ama dire Carmelo Scaffidi, persona in cui non solo l’esperienza, ma anche la saggezza e l’umiltà si fondono al punto giusto, la vita è un continuo intossicarsi e disintossicarsi, tumorizzarsi e stumorizzarsi, ammalarsi e autoguarirsi, un processo che inizia con la nascita e finisce con la dipartita.
Chi si sogna di fare un periodo di disintossicazione, e di garantirsi anni di vita tranquilla e beata, mangiando ogni possibile porcheria, non ha capito ancora niente.
Ogni trasgressione alle leggi naturali e divine si paga. Ogni nodo viene al pettine.

Le raccomandazioni finali per riportare a galla un malato di ileite

Mettere il paziente a riposo totale per un paio di giorni o anche di più se necessario, e farlo rinascere pian piano con una dieta crudista dove non manchino carote, patate, germogli, sedani, bietole, rape, patate dolci e tutta la frutta possibile man mano che l’intestino dà segni di ripresa, incluso l’anguria, i fichi d’India, i fichi, i mirtilli, e l’uva, masticandone con cura anche buccia e semi.

Dare modo alle fistolette interne di disinfiammarsi e rimarginarsi

Nei primi giorni dopo il digiuno, abbondi anche soltanto col succo di carote (o col succo di carote, sedano ed ananas, e niente altro), per dare modo alle ferite interne di rimarginarsi.
Sole e respirazione dovranno accompagnarlo man mano in questo percorso di ripresa.
Tenerlo lontanissimo dalla carne, da tutti i tipi di brodo, dal fumo, dal caffè, dalle varie bevande rovinose.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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