RETTOCOLITE ULCEROSA E RIVOLUZIONE BIRCHERIANA

Mia moglie con rettocolite curata malamente a cortisone e altri farmaci

Gentile dottore, ho appena ordinato il suo libro Alimentazione Naturale perché sono molto interessato a sapere come sfruttare al meglio la mia vita in termini di salute, e capire quando sbaglio anche in modo volontario, magari facendo una tranquilla ed apparentemente innocua cena tra amici.
Ho inoltre mia moglie con problemi di rettocolite ulcerosa che è stata curata per anni in malomodo con cortisone e antinfiammatori tipo Asalex.

Passaggio all’omeopatia e risultati buonissimi

Ora, sta avendo buonissimi risultati con cure omeopatiche.
Ha abbandonato da mesi l’assunzione di cortisone, ma usa ancora Asalex che, anche a detta dell’omeopata, si potrà lasciare ma non da subito.
Mi chiedevo se nel suo libro posso trovare consigli validi per quel problema specifico.
Può eventualmente dare qualche consiglio utile, o suggerire qualche regola che possa aiutare la mia compagna?

Una dieta non perfetta ma quasi

Nel suo blog non ho visto argomenti che trattano la rettocolite ulcerosa.
Premetto che mia moglie non beve alcolici, non fuma e mangia pochissimi derivati di carne e latte.
Le hanno però consigliato il kefir di latte, ritenendo quello di acqua più pericoloso e intossicante.
Grazie e cordiali saluti.
Davide Giannotti

RISPOSTA

Ti ricordo che non sono medico ma igienista naturale, e che per l’igienismo non esistono 40 mila malattie, ma soltanto una ventina

Non ti meravigliare se non c’è la voce rettocolite tra i miei articoli.
Ti ricordo che l’igienismo naturale, ridefinito scienza igienistica e scienza salutistica, non dà molta importanza alle singole malattie specifiche, e ancor meno alle malattie particolari e localizzate.
Uno dei concetti filosofici e terapeutici dell’igienismo è la cura della non cura e della non interferenza, che è un percorso antitetico a quello della medicina.
Noi igienisti non siamo medici, ma tendiamo a essere i periti-contrari dei medici, e soprattutti delle cure spesso invasive che i medici applicano. Andiamo però d’accordo con tutte le forme di medicina olistica e non allopatica o sintomatologica o anche omeopatica, che pure esistono.

L’importante concetto della non interferenza, della cura-della-non-cura

Per capire meglio questo concetto è opportuno che tu legga la mia tesina Autoguarire senza farmaci e senza carbonati, ma con l’igiene vitale, del 30/5, o anche Da Pitagora alle scie chimiche, del 14/3/10.
Non crediamo nelle operazioni chirurgiche e nelle cure farmacologiche, e ancor meno nelle vaccinazioni, tanto per capirci meglio.
Concediamo tutte le ragionevoli eccezioni ai casi di emergenza e di pronto soccorso, dove qualsiasi tecnica rivelatasi valida per mettere fuori pericolo un soggetto, viene ovviamente accettata.

Li homini desiderano sapere, diceva Leonardo. Tu sei uno di questi.

Pertanto, prendi nota che venendo da me, significa guardare alla situazione del meccanismo salute-malattia secondo un angolo visuale assai diverso da quello della medicina.
Ho detto diverso, non migliore o peggiore, anche se ovviamente ognuno tira l’acqua al suo mulino.
Starà al pubblico, ai pazienti, e soprattutto ai fatti evidenti e concreti, stabilire quale è la via migliore.
Ti consiglio in ogni caso di leggerti per bene le mie tesine oltre che il libro, senza cercare solo i titoli che ti paiono più congrui.

Trent’anni di viaggi continui comportandomi sempre in modo diametralmente opposto alle indicazioni del regime sanitario

Le norme sanitarie per chi va nei paesi tropicali, raccomandano ad esempio di astenersi da insalate, frutta e cibi crudi, cosa che ho trovato sempre, e che trovo tuttora, estremamente fuorviante.
Ho un’esperienza di 30 anni di trasferimenti continui in America Latina, Africa, Medioriente e soprattutto Asia.
Giuro davanti a Dio di aver sempre fatto esattamente l’opposto, ingozzandomi di frutta e verdura crude dal primo all’ultimo giorno dei miei 1000 viaggi intercontinentali, e di non aver mai avuto un singolo problema, se non qualche ovvia reazione alla dannosissime vaccinazioni antitetaniche che il regime sanitario imponeva in passato a chi si recava all’estero.
Ho visto altri miei compagni di viaggio, rigorosamente rispettosi di quelle regole e carichi di pillole contro questo e contro quello, passare giorni interi a letto per disturbi di ogni tipo.

L’igienismo combatte la terapia invasiva medica e combatte la terapia omeopatica

Hai detto che con l’omeopatia stai avendo ottimi risultati.
Sarebbe importante sapere che tipo di omeopatia e che tipo di terapie state attuando, e se i risultati buonissimi che sperimentate derivano dalle nuove cure-spintarella, o dalla semplice interruzione di quelle vecchie, o dal semplice effetto placebo.
L’igienismo non dà molto credito all’omeopatia come scuola e come basi ideologiche, ma ammette che tra gli omeopatici ci siano diversi terapeuti alternativi che usano l’etichetta suadente e meno-violenta della omeopatia e che in realtà curano in modi più igienistici che omeopatici in senso stretto.
L’igienismo, lo ribadisco, è contrario alle minidosi di veleno, ai concetti-base dell’omeopatia nata in funzione medico-alternativa, e quindi figlia diretta della medicina interventistica.
L’errore, per l’igienismo, non è il tipo di terapia usata, ma la terapia stessa.

Non lasciamoci imbrogliare dalle parole e dalla terminologia medica

La colite ulcerosa non è altro che uno stato infiammatorio prolungato e cronico del colon, degenerato in ulcerazione. Una colite trascurata e degenerata, punto e basta.
Niente coinvolgimenti virali, motivazioni tropicali, sproloqui infettivi, coinvolgimenti di paesi a basso tenore sanitario.
Guardando i vari commenti medici su internet, si nota come ogni volta che si nomina tale patologia, il termine colite o rettocolite viene scritto in lettere normali, mentre il termine ulcerosa viene sottolineato in neretto, quasi che ulcerosa significasse un’altra malattia diversa dalla colite.

Puntiamo una buona volta a rinormalizzare le nostre funzioni gastroenteriche

Non è così. È la stessa malattia di prima nel suo logico percorso evolutivo.
Concentriamoci sul termine colite, e se vogliamo su quello più particolare rettocolite, e decidiamoci di mettere finalmente le cose a poste al nostro interno (cosa mai fatta prima, perché col cortisone e tutti gli altri farmaci non si fa nulla di buono), normalizzando i processi digestivi, purificando il sangue, e dando pieni poteri al sistema immunitario autoguarente.
Questo significa igienismo naturale.

L’ulcerazione è una logica conseguenza della infiammazione prolungata e cronicizzata

Ogni volta che una infiammazione, in qualsiasi parte del corpo, viene trascurata e cronicizzata, si evolve in logica ulcerazione o perforazione del tessuto nella parte più debole e offesa sottoposta a stress termico.
La mucosa intestinale, scarnifica oggi e scarnifica domani, a un certo punto cede.
Succede la medesima cosa, tanto per intenderci, nella formazione dei tumori benigni riparativi, che si sviluppano spesso come fase evolutiva dell’ulcerazione (vedi mia tesina Zona tumore, zona cancro, del 28/1/09).

Il solito ricorso medico al tunnel delle cure farmacologiche

Le proposte terapeutiche mediche implicano il regolare ricorso a farmaci tipo Cortisone, Mesalazina,
a immunosoppressori (Metotrexate, Azatriopina) e Ciclosporina.
La medicina, per convincere i soggetti alla via rapida ed aggressiva di certi farmaci, ricorre come sua regola ai soliti mezzi persuasivi.
I mezzi di persuasione

Lo fa con la febbre da sfebbrare (persuadendo che l’alta febbre può fare grossi danni, scordando che il sistema immunitario ha le leve per regolarla opportunamente e che il corpo non va mai contro se stesso per legge naturale), e lo fa con l’appendicite (persuadendo che può andare in peritonite), e lo fa con il tumore (persuadendo che può andare in metastasi).
In questo caso, i farmaci vengono giustificati da spettri come il megacolon tossico (potenzialmente mortale se non diagnosticato in tempo) e con l’altra complicanza terribile che si chiama cancro al colon.
Quanto alle diete consigliate, esiste prudenza ma anche confusione, in quanto si sconsigliano le verdure a foglia larga, senza dire quali, senza dire se crude o se cotte, senza dire il percome e il perché.
L’unica cosa sensata e condivisa riguarda il divieto assoluto di latticini, di caffè, di fumo, di fritti e soffritti, di legumi e di cacao, a cui aggiungiamo sali, zuccheri, salse e integratori.

L’esempio illuminante del dr Bircher, sovrano storico indiscusso delle guarigioni gastrointestinali

Uno dei maggiori terapisti mondiali di tutti i tempi nel settore della gastroenterologia è stato senza alcun dubbio il dr zurighese Max Bircher-Benner (1867-1939), ridicolizzato ai suoi tempi dai suoi colleghi per il suo andare controcorrente, ma diventarto poi medico curante degli Zar di Russia e di tutte le maggiori famiglie reali europee.
La clinica Bircher-Benner di Zurigo è tuttora in attività, nelle mani degli eredi che proseguono le grandi tradizioni terapeutiche di famiglia.

Mangiare esclusivamente cibi crudi e non lavorati! Questo è l’ordine perentorio per tutti, ed in particolare per chi si è rovinato l’intestino

Il primo concetto del dr Bircher, da cui ogni altro corollario segue, stava nella frase Life comes from life, ovvero La vita viene dalla vita.
Come tutte le rivoluzioni hanno bisogno di uno slogan, la rivoluzione bircheriana ne prese uno preciso e inequivocabile: Eat living food! che sta per Mangia cibo vivo! cioè cibo fresco, crudo e non lavorato o trattato in alcun modo.
Oggi, 80 anni dopo, le maggiori ricerche scientifiche condotte nei vari paesi del mondo portano tutte alla rivalutazione del cibo crudo nei processi guaritivi del corpo umano.

Gli strafalcioni imbarazzanti della medicina

Eppure, esistono tuttora medici e nutrizionisti che ripetono pedissequamente gli errori marchiani di inizio 900, acculturati come sono in università famose sì, ma afflitte da conservatorismo cronico acuto, ed incapaci di ritoccare e rivedere i propri dogmi obsoleti e assurdi, vecchi di alcuni secoli.
Medici incompetenti che continuano a far girare il loro disco inceppato e gracchiante.
Medici che insistono sulla pericolosità e sulla indigeribilità del cibo crudo, e sulla necessità di cuocere frutta e verdure, o sul fatto che un eccesso di fibre vegetali causerebbe flatulenze, e che in ogni caso tali cibi non avrebbero comunque alcun valore nutritivo.
Nessuna di queste dichiarazioni mediche possiede un minimo di verità.
Si tratta di enormi strafalcioni che qualsiasi scienziato serio è in grado di disintegrare.

I risultati strabilianti del dr Bircher parlano chiaro

Anni di esperienza clinica e di risultati strabilianti, hanno permesso al dr Bircher di assistere alle più spettacolari guarigioni del secolo scorso.
Il libro referenze del dr Bircher non ha infatti eguali in Europa, con dediche di regnanti e capi di stato, artisti e imprenditori, tutti beneficiati dalle sue cure, dai suoi metodi rivoluzionari di affrontare i problemi gastrointestinali.
Persino le più persistenti enteriti e le più intrattabili costipazioni sono state risolte con una dieta rigorosamente e strettamente crudista-vegana.

I magnifici segreti dei cibi crudi ma non crudeli

Esperimento dopo esperimento, guarigione dopo guarigione, il dr Bircher non si limitò a buttare nelle immondizie ogni precedente insegnamento medico. Voleva lui stesso capire in dettaglio il perché preciso di queste guarigioni e di questa magia del crudo.
Capì ben presto che i vegetali crudi contengono antibiotici naturali e ormoni vegetali efficaci e privi di effetti collaterali, accompagnati ovviamente dai minerali organicati, dalle vitamine naturali e dai loro rispettivi coenzimi.
Le cellule vive dei vegetali contengono molti food-enzyme che provocano un’auto-digestione, rendendo il crudo digeribile in metà tempo del cotto.

L’esempio illuminante del cavolo, panacea da crudo e nemico da cotto

Il cavolo, ad esempio (che i gastroenterologi di oggi continuano villanamente a sconsigliare come vegetale a foglia larga) è un esempio eccellente.
Da crudo è estremamente digeribile, con effetti benefici e miracolosi sia nei problemi gastrointestinali che nei reumatismi, nelle artriti e nelle mialgie, mentre da cotto comporta difficoltà digestive e causa pure flatulenze.

I vegetali crudi sono l’essenza della Rivoluzione Bircheriana

Per non dire delle vitamine C ed E che devono essere assunte necessariamente crude e naturali, e la vitamina inositolo che rinforza enormemente i capillari, ed è presente a dosi massicce nei limoni, nelle arance e negli agrumi.
Per non dire della vitamina U, che si trova sempre nelle foglie del cavolo, nel sedano e nelle verdure crude in generale, e che ha specifici effetti anti-ulcera, come dimostrato da importani studi condotti dalla Stanford University, dove le ulcere gastriche e duodenali sono state guarite sistematicamente grazie al cavolo e alla vitamina U (methylmeteoninsulfoniumchlorid).
I vegetali crudi hanno pertanto un valore straordinario, e rappresentano l’essenza della rivoluzione terapeutica del dr Bircher.

Parliamo di apparato digerente, e comprenderemo anche la rettocolite ulcerosa

È inutile affrontare la rettocolite ulcerosa concentrando ogni nostra attenzione e autosuggestionandoci sul termine colite e su quello ulcerosa, che rappresentano solo l’aspetto sintomatologico e finale del problema.
L’igienismo va oltre e punta alla patologia a monte.
Parliamo allora di apparato digerente, e ci avvicineremo meglio al vero problema.
La via digerente, oltre che essere zona di assimilazione delle sostanze nutritive vitali, che si distribuiscono alle regioni più remote dell’organismo, è pure zona di scarico delle impurità che, attratte dal sangue circolante stesso, arrivano a questo condotto eliminativo per essere espulse dal corpo in zona colon-rettale.

Digerire in 1-2 ore anziché in 3-8 ore fa, non una enorme, ma una drammatica differenza

Questo spiega il perché un mal di testa o una febbre spariscano ogniqualvolta si scarica il ventre, o perché un’intossicazione e una affezione renale causate da impurità del sangue, spariscano con l’aiuto di abbondanti diarree.
Con una alimentazione vegano-crudista a base di frutta e verdure crude, più mandorle e pinoli, la digestione si completa in 1 o 2 ore al massimo.
Con il cibo cotto servono invece 3-8 ore a seconda del cotto che immettiamo nel corpo.
Con le carni e le proteine animali i tempi poi si prolungano a decine e decine di ore, per i residui putrefattivi che pervadono ogni area ed ogni anfratto del sistema digestivo, finendo per condizionare ed adulterare ogni pasto successivo.

Liberarsi due volte al giorno e non due per settimana

In fisica, ogni tipo di lavoro genera calore.
Il processo digestivo è determinato dal lavoro che l’organismo compie.
Più lungo e complicato è questo lavoro e maggiore sarà il surriscaldamento prodotto.
Il calore è la vera causa della febbre intensa generata dalle putrefazioni intestinali.
L’ideale, per chi prende 3 pasti al giorno, è liberarsi con regolarità e puntualità al mattino e la sera, cioè 2 volte al giorno, ma senza farmaci.

La stitichezza e la costipazione, madri di tutte le patologie mondiali

La stitichezza è il male endemico, causata da carni, pasta, dolci, pane bianco, latte, formaggio, gelati, caffè, vita sedentaria, aria viziata, water eleganti in cui ci si adagia a riposare e a riflettere sulle proprie disgrazie gastrointestinali, sulla propria stitichezza cronica, madre di tutte le patologie mondiali, di tutti gli innocenti batteri (chiamati a banchettare con gli abbondanti materiali di scarto) e di tutti gli innocentissimi virus (detriti cellulari inerti derivanti dalle nostre morie cellulari interne, ed accumulati per carenza temporanea di efficienza metabolica).

Se metti gasolio al posto della benzina il carburatore non te la fa passare liscia

Tutte le affezioni dell’apparato digerente sono di natura costipativa e infiammatoria, cioè febbrile.
Ed è proprio questo stato febbrile la vera causa di raffreddamento della pelle e delle estremità, col sangue che si trasferisce in zona interna intestinale.
Il classico sintomo degli stati infiammatori e catarrali dell’intestino, conosciuti coi nomi di enterite, gastroenterite ed enterocolite, consiste in una poderosa eliminazione delle sostanze corrotte dal corpo.
La causa tipica è dovuta alla irritazione delle pareti interne dell’intestino per fermentazioni malsane, originate da una alimentazione offensiva e intollerata.
Se l’infiammazione e il catarro si manifestano nell’intestino crasso si ha colite, se si estendono al crasso e al tenue ci ha enterocolite.

Per la rettocolite si consiglia un digiuno di 2-3 giorni, seguito da dieta crudista con introduzione progressiva di tutte le crudità, partendo da quelle meglio tollerate

Di per sé la diarrea è una difesa organica e quindi un fatto positivo.
È consigliato in questi casi un digiuno ad acqua distillata (o acqua leggera di alta montagna) di 2-3 giorni, a seconda della gravità (Manuel Lezaeta consiglia anche l’aggiunta di assenzio, camomilla e salvia).
La dieta successiva è composta da frutta di stagione, specie nespole e mele cotogne non troppo mature, perché rinfrescanti e antiputride.
Utile anche ricorrere ai cataplasmi di fango applicati sul ventre, nonché ai bagni freddi di 20-30 minuti nella regione genitale.

Mangiare semplice, senza cibi salati e zuccherati, e senza fare troppe mescolazioni

La rettocolite ulcerosa deriva da un effemminamento (o assottigliamento) della pelle e da un regime alimentare innaturale, con abuso di alcol, di carne, di alimenti a base di sostanze droganti, di farmaci, di confetti e polveri purgative.
Anche chi è astemio, ma commette sistemici errori di combinazione alimenti, vivendo in costante stato di fermentazione alcolica intestinale, si ritrova con gli stessi problemi di chi beve alcol, pur non mettendo un goccio di vino in bocca. Questo è l’imbroglio sarcastico dei processi ferementativi.
Importante pertanto seguire le norme di una buona digestione, partendo sempre da un piatto di verdure crude, seguito da amidacei crudi (o cotti conservativamente), e quindi da proteine vegetali sottoforma di mandorle o simili, mantenendo i pasti di frutta lontano dai pasti principali.

La congestione e l’infiammazione cronica sono i precursori logici dell’ulcerazione

Perché l’apparato gastrico e quello intestinale siano colpiti da ulcera bisogna che le mucose interne siano state prima congestionate e surriscaldate (affebbrate) cronicamente da nostre continue sviste alimentari e comportamentali.
A parte il ricorso al digiuno, il rimedio proposto in questi casi da Lezaeta consiste nel congestionare e febbricitare esternamente l’epidermide con fasciature umide e fredde, e nel richiamare dunque sangue dalle zone congestionate delle mucose intestinali, decongestionandole e disinfiammandole.
Ma la vera cura rimane sempre quella.
Quella cioè di metterci agli ordini del nostro sistema immunitario, digiunando e poi alimentandoci a crudo, e di passargli il nostro telecomando corporale, ovvero la regia di ogni operazione ripristinante ed autoguarente.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo