MESSAGGIO RIVOLUZIONARIO AI LEUCEMICI E AI GAMMOPATICI DEL MONDO

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LETTERA

ANGOSCIA IN FAMIGLIA

Caro Valdo, ho tanto, tanto bisogno del tuo conforto e consiglio, dato che in famiglia c’è molta angoscia. Mia mamma fu operata di cancro al seno qualche anno fa senza asportazioni totali e fece due cicli di radio e tre di chemio. Poi le rintracciarono quel valore monoclonale di cui mi spiegasti (anche nonno, il padre, ebbe il mieloma multiplo).

MAMMA 81ENNE ATTERRITA DA NUOVE EVENTUALI TERAPIE

Ora le hanno comunicato che quel valore si è alzato e deve fare un prelievo midollare ed iniziare terapie (quali non ce l’hanno detto). Mamma è vedova e ha 81 anni. Ha deciso di non farsi mettere fretta e di prendere un attimo per riflettere, ma è comunque atterrita dall’idea di nuove terapie.

IL TUO PARERE CONTA

Le mie sorelle, che vivono con lei, sono molto provate a causa di problemi sul lavoro. Ma dovremo affiancarla in qualunque decisione prenderà. Però mi ha pregata di chiederti un parere. Di te parlo sempre. Anche mia sorella e mio cugino le hanno parlato bene di te.

VUOLE CAPIRE COSA LE ASPETTA QUALORA NON ACCETTASSE LE TERAPIE MEDICHE

Non è una donna che si lasci convincere. Deciderà sempre da sé, ma ti chiede se puoi aiutarla a capire che sta succedendo e cosa l’aspetta se non accetta le terapie. Ed anche se ci puoi parlare delle terapie, ma sopratutto se puoi leggere le sue analisi. Lei sta ancora benino.
Allego le analisi come da desiderio di mamma: mi chiama da giorni sperando che io ti parli di lei. Un abbraccio.
Jane

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RISPOSTA

PRESENZA DI PROTEINE M NEL SANGUE E NEL MIDOLLO

Ciao Jane. Esprimo ben volentieri e liberamente le mie opinioni, ma non posso prendermi delle responsabilità su cosa deciderete e sull’esito delle vostre scelte. Le analisi sono prive di anormalità e, in ogni caso, non attribuisco grande importanza predittiva ai valori tabellari raccolti in modalità istantanea una tantum. Quando si parla di Gammopatia Monoclonale, ci si riferisce alla presenza di una proteina anormale nel sangue e nel midollo spinale, detta proteina monoclonale o proteina M. La patologia in questione in genere non causa problemi di sorta, anche se in alcuni casi non comuni è associata ad altre patologie che in teoria possono causare esiti gravi e incerti. Su molto siti si citano definizioni tipo tumore benigno delle plasmacellule, suscitando inutili e indebite ansie in chi legge.

I CHECK-UP PERIODICI SUSCITANO ANSIA, APPRENSIONE E STRESS

La gammopatia monoclonale rimane spesso del tutto asintomatica e non richiede di essere trattata in alcun modo. Nessuna sottovalutazione e nessuna ansia pertanto. La medicina ufficiale degli ematologi prevede semplicemente di sottoporsi a check-up periodici. Controlli fastidiosi ed ansiogeni che a nulla servono se non a diagnosticare, nella peggiore delle ipotesi, un incremento di queste proteine M e della condizione MCUS, in vista di eventuali interventi invasivi che, tra l’altro, l’igienismo non raccomanda affatto. Gli stessi controlli suscitano tensioni negative ed ingenerano paure ed insicurezze devastanti, specie in una persona giovane ma con tante primavere sulle spalle.

LE IPOTESI DELLA MEDICINA VANNO PRESE CON LE PINZETTE

La MCUS può a volte essere associata a linfoma, a mieloma multiplo e ad altre forme tumorali considerate dalla medicina maligne o sfavorevoli. Ma si tratta solo di ipotesi. Non tutte e non la maggioranza delle persone con gammopatia monoclonale svilupperanno una neoplasia, e la medicina piazza il solito alibi giustificativo della diagnosi tumorale precoce, per “migliorare le possibilità di sopravvivenza”, il che è tutto da vedersi e da verificarsi.
Sappiamo tutti cosa significa sopravvivere in termini medici e sappiamo pure quanto valore e quanta affidabilità hanno le statistiche sanitarie.

CONSULTARE LE MIE TESINE SULL’ARGOMENTO

Ti consiglio di studiare attentamente tesine come:

MECCANISMO PROLIFERATIVO DEI PLASMOCITI

Sappiamo tutti che il nostro sistema immunitario rappresenta la prima linea di difesa del nostro organismo contro le infezioni e che, per realizzare questo compito, nel nostro organismo sono presenti delle particolari cellule tra le quali linfociti, granulociti, mastociti. Tra le tante cellule immunitarie ci sono pure i plasmociti, situati presso il midollo osseo. Il loro compito è produrre anticorpi tuttavia, in alcuni casi, queste cellule, per motivi che non sono ancora stati pienamente compresi, iniziano a produrre una gran quantità di proteine monoclonali (proteine anticorpali come le immunoglobuline, ma che non svolgono alcuna funzione in tal senso). A questo punto le proteine monoclonali iniziano ad accumularsi presso il midollo osseo (a discapito delle altre cellule sane) e compaiono in gran numero anche nel sangue.

SINTOMI NULLI ED INSIGNIFICANTI FASTIDI GENERICI

I sintomi che possono far sospettare la presenza di MGUS (acronimo inglese Monoclonal Gammopathy of Undetermined Significance) sono praticamente nulli. Ci si accorge della condizione esclusivamente in modo fortuito mentre si fanno i test ematici di routine. Alcune persone possono avere problemi a livello di nervi, come ad esempio formicolio, braccia e gambe che si addormentano o che si intorpidiscono. Ma si tratta di sintomi abbastanza generici che potrebbero essere correlati a un gran numero di disturbi diversi. La stragrande maggioranza dei pazienti non solo non avverte sintomi, ma neanche conseguenze della malattia.

PATOLOGIA TUTTO SOMMATO INCONSISTENTE ED IRRILEVANTE

Si tratta infatti di una malattia completamente irrilevante e dagli esiti praticamente inesistenti, ragione per la quale non ha mai costituito motivo di preoccupazione, tanto per la ricerca medica quanto per i medici trasparenti. Non così per l’Ordine Medico, per i ministeri e per le lobby farmaceutiche che vedono in ogni banale raffreddore ed in ogni febbricola buone occasioni per creare nuove redditizie patologie. Oltre al maggiore controllo delle condizioni di salute, non ci sono pratiche che si possono consigliare a chi soffre di questa patologia, forse una delle più benigne mai registrate dalla scienza medica moderna.

CAUSE DI GAMMOPATIA

I fattori di rischio sono collegati principalmente all’età, con i soggetti che si ammalano nella terza età avanzata. La gammopatia monoclonale viene scatenata quando le cellule del plasma del midollo osseo producono una quantità anormale di proteine monoclonali. Non c’è alcun tipo di causa che sia riconducibile a questo tipo di patologia, se non qualche blanda correlazione di tipo genetico, che sembrerebbe al momento la causa più probabile dello sviluppo di questa patologia. Anche questo dettaglio mette in ridicolo la sicurezza e la scientificità delle teorie mediche.

ASSURDO RICHIAMO AL DNA E ALLA GENETICA

Scaricare il barile sul Dna, quando sappiamo che la genetica è una materia andata a catafascio essendo caduti i suoi dogmi sulla fissità dei geni, soggetti a miglioramenti e peggioramenti legati alle scelte di vita positive o negative del paziente, fa capire quanto incerte, quanto approssimative e quanto in alto mare si trovino le ricerche della cosiddetta scienza medica.
La gammopatia monoclonale non ha bisogno di alcun tipo di terapia, in quanto incapace di produrre reazioni avverse o conseguenze nel soggetto. In genere il paziente viene messo sotto controllo e invitato ad eseguire dei check-up completi ogni 6 mesi. Classico metodo per ingabbiare gli ipocondriaci, quelli che non stanno bene e non stanno tranquilli se non gli viene accollata una determinata malattia.

MECCANISMO PROLIFERATIVO DEI PLASMOCITI

Sappiamo tutti che il nostro sistema immunitario rappresenta la prima linea di difesa del nostro organismo contro le infezioni e che, per realizzare questo compito, nel nostro organismo sono presenti delle particolari cellule tra le quali linfociti, granulociti, mastociti. Tra le tante cellule immunitarie ci sono pure i plasmociti, situati presso il midollo osseo. Il loro compito è produrre anticorpi tuttavia, in alcuni casi, queste cellule, per motivi che non sono ancora stati pienamente compresi, iniziano a produrre una gran quantità di proteine monoclonali (proteine anticorpali come le immunoglobuline, ma che non svolgono alcuna funzione in tal senso). A questo punto le proteine monoclonali iniziano ad accumularsi presso il midollo osseo (a discapito delle altre cellule sane) e compaiono in gran numero anche nel sangue.

DEFINIZIONE MEDICA DI MIELOMA MULTIPLO O PLASMOCITOMA

A questo punto potrei concludere qui la mia risposta. Ma per essere più chiaro e convincente, parliamo anche di mieloma e di leucemia. Affrontiamo cioè l’ipotesi medica peggiore. Il plasmocitoma o mieloma, detto anche mieloma multiplo, perchè colpisce più sedi all’interno dell’organismo, è un tumore che colpisce le plasmacellule ovvero i plasmociti, globuli bianchi che originano dai linfociti B e sono deputati alla produzione degli anticorpi (immunoglobuline). Le plasmacellule si trovano in tutti i tessuti del corpo, ma sopratutto a livello del midollo osseo. Il mieloma multiplo o plasmocitoma è un tumore che colpisce le plasmacellule, cellule del sistema immunitario che secernono grandi quantità di anticorpi.

ANOMALA PROLIFERAZIONE DELLE PLASMACELLULE

Nel mieloma, le plasmacellule o plasmociti assumono caratteristiche di tipo maligno, proliferano in continuazione e gradualmente tolgono spazio alle cellule normali del midollo osseo. Le plasmacellule maligne rilasciano sostanze chimiche o citochine che tendono ad assottigliare il tessuto osseo normale, causando dolori ossei e fratture diffuse. Esse producono una proteina anomala, chiamata immunoglobulina monoclonale. Le immunoglobuline normali, o anticorpi, hanno un ruolo molto importante all’interno del sistema immunitario nella difesa dalle infezioni, poiché riconoscono i microbi che lo invadono e ne permettono l’identificazione e la successiva eliminazione. Al contrario, l’immunoglobulina monoclonale prodotta dalle cellule del mieloma, non è funzionante ed anzi interferisce con la produzione delle immunoglobuline normali, causando una particolare suscettibilità del paziente alle infezioni.

INCIDENZA DEL MIELOMA

Il mieloma è un tumore nettamente più frequente nei soggetti di sesso maschile, che in Europa colpisce circa 5 soggetti ogni 100.000 abitanti. È una patologia molto più frequente negli anziani, e infatti l’80% delle persone affette hanno un’età superiore a 60 anni. Molto raramente si manifesta in età inferiore ai 50 anni.

SINTOMI E SEGNI

Molto spesso il primo sintomo del mieloma muliplo è rappresentato dal dolore osseo, che è generato dall’invasione delle plasmacellule nel midollo osseo. Il dolore osseo viene aggravato dai movimenti, soprattutto a livello delle costole e della colonna vertebrale. I pazienti possono sviluppare anemia, e come diretta conseguenza avvertire stanchezza importante e facile affaticabilità. A livello delle ossa possono verificarsi fratture, più spesso a carico dei segmenti ossei sottoposti a carichi di lavoro continuo (ad esempio le vertebre). Le infezioni ricorrenti (per esempio bronchiali, polmonari, o delle vie urinarie) sono un’altro segno della malattia.

CAUSE SCONOSCIUTE

Le cause del mieloma multiplo sono ancora sconosciute. Alla base della malattia, come in tutte le neoplasie maligne, vi è un’alterazione acquisita del DNA di una singola cellula, da cui origina un clone di cellule tumorali. Nel caso del mieloma questa alterazione si verifica durante la sequenza di sviluppo e maturazione dei linfociti B, e porta alla generazione di plasmacellule patologiche.

DIAGNOSI

La diagnosi di mieloma si fonda su tre elementi clinici: 1) Aumento significativo del numero di plasmacellule maligne all’interno del midollo osseo, rilevabile mediante aspirato midollare e biopsia ossea. 2) Presenza di immunoglobuline monoclonali nel sangue (rilevabile mediante elettroforesi delle proteine del siero) e di proteina di Bence Jones nelle urine. Quest’ ultima è formata da una parte degli anticorpi monoclonali, le cosiddette catene leggere Kappa o Lambda. 3) Assottigliamenti, buchi o fratture nelle ossa, evidenziati con esami radiologici. La diagnosi viene in genere completata con altri esami, che comprendono l’emocromo completo (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), il dosaggio del calcio e dell’acido urico nel sangue, test di funzionalità renale (in particolare attraverso il dosaggio dell’azotemia e della creatinina nel sangue) ed un esame completo delle urine. Nel sangue, inoltre, vengono dosate due particolari proteine, la beta-2 microglobulina e la proteina C-reattiva, che forniscono una misura indiretta della estensione e della velocità di crescita del mieloma.

TERAPIA MEDICA E SOPRAVVIVENZA

Il trattamento standard del mieloma si basa sulla chemio. Lo scopo primario della terapia è quello di rallentare la progressione della malattia. Talora vengono utilizzati più farmaci contemporaneamente, e di recente la talidomide è entrata a far parte delle possibile armi terapeutiche. Il trattamento del mielina prevede l’utilizzo di una chemioterapia intensiva, seguita da un trapianto di cellule staminali emopoietiche che ha lo scopo di permettere il ristabilimento di una normale omopoiesi (produzione delle cellule del sangue da parte del midollo osseo). Più spesso, a tal fine, si utilizzano cellule staminali del paziente stesso (autotrapianto). Dagli anni ’70 in poi, si è registrato un modesto miglioramento della sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di mieloma, che è passata dal 24% all’attuale 30%.

CADUTA DI FUNZIONALITÀ IMMUNITARIA E RENALE

Le complicazioni più frequenti sono rappresentate dalle infezioni. Infatti, in questi pazienti, la possibilità di combattere le malattie infettive è ridotta a causa della mancanza di anticorpi normali. Tale rischio è aggravato dal chemio e radioterapia attuate per contrastare la progressione del mieloma, e dalla conseguente riduzione dei globuli bianchi. Altre possibili complicanze del mieloma possono riguardare la funzionalità renale, alterata per l’elevata quantità di proteina di Bence-Jones nelle urine, e per l’elevata quantità di calcio nel sangue. Nel mieloma, infatti, le ossa si assottigliano per l’azione di particolari citochine prodotte dalle plasmacellule maligne, ed il calcio in esse contenuto viene rilasciato nel sangue. Come conseguenza di questo assottigliamento osseo, altre possibili complicanze del mieloma sono rappresentate dalle fratture (spesso microfratture) dei segmenti scheletrici (vertebre, coste, femori), e dall’importante sintomatologia dolorosa da esse generato.

UN ORGANO BASILARE CHIAMATO MILZA

Passiamo ora a ragionare in termini igienisti. Sebbene classificato come organo produttore di sangue, le funzioni complete della milza rappresentano tuttora una specie di enigma. La milza risulta coinvolta in compiti davvero complessi come 1) Produzione di globuli bianchi e globuli rossi durante la vita fetale, e durante gli stati anemici dell’età adulta, 2) Distruzione di globuli rossi esauriti e di relative piastrine, 3) Regolazione della produzione di cellule del sangue nel midollo, 4) Riserva di cellule del sangue, liberate secondo necessità nei periodi di stress o di emergenza, 5) Difesa del corpo con azione fagocitica nel disporre dei detriti cellulari, ossia dei virus endogeni, che si accumulano nel corpo.

MALATTIE DELLA MILZA

Vero e proprio organo ghiandolare linfoide, la milza è uno dei tanti strumenti di difesa, deputata a distruggere sostanze estranee e sostanze tossiche. Ovvio che essa si irriti e si infiammi in presenza di impurità di origine intestinale e medicamentosa, come spesso avviene. Le malattie della milza sono quindi conseguenza di formule sbagliate, dense ed impure del sangue. L’infiammazione della milza è pure connessa ad anomalie infiammatorie dello stomaco, dei polmoni, del fegato e di altri organi. Ci sono segnali di disidratazione e di forte sete, con difficoltà urinarie e urine di colore scuro. Un paziente con milza infiammata è afflitto pure da stitichezza cronica.

COME RIEQUILIBRARE LA MILZA

La disinfiammazione della milza si ottiene mediante una dieta vegetarian-crudista che migliori la digestione e che tenda ad eliminare le tossine attraverso i pori del sistema cutaneo. Due settimane di crudismo, e qualche sostanza tonica intestinale tipo aloe, tarassaco, carciofo, cavolo, ciliegia, uva, mirtillo, e la milza si riprende.

SANGUE SBALORDITIVA MESCOLA DI SOSTANZE

Il sangue segna la linea vitale del corpo in quanto fornisce le cellule attraverso la linfa e interviene nel metabolismo cellulare portando via gli scarti metabolici. Il sangue è una sbalorditiva mescola di acqua (90%), di cellule e di soluti, o sostanze ivi dissolte, come 1) Sostanze proteiche (albumine, globuline, fibrinogeni), 2) Sostanze nutrienti come glucosio, aminoacidi e grassi, 3) Sostanze metaboliche di scarto come urea, acido urico, creatinina, acido lattico, 4) Sostanze gassose-respiratorie come ossigeno e anidride carbonica, 5) Sostanze regolatrici come ormoni, enzimi e sali minerali, 6) Sostanze protettive come gli anticorpi.

FUNZIONI VITALI DEL SANGUE

Già dai singoli componenti del sangue si comprende la molteplicità delle sue funzioni vitali come A) Massimo trasportatore del sistema circolatorio, B) Alimentatore delle cellule, C) Convogliatore verso polmoni e sistema renale del materiale tossico auto-prodotto, D) Distributore di calore e regolatore della temperatura corporale, E) Controllore del bilancio acido-alcanino pH.

CELLULE DEL SANGUE

Il sangue è composto pure delle proprie cellule fondamentali che sono gli eritrociti o globuli rossi, i leucociti o globuli bianchi e i trombociti o piastrine. I globuli bianchi o leucociti sono strutture minuscole presenti nella misura di 6000-10000 unità per mmc di sangue, quantità fluttuante secondo gli sforzi, le digestioni difficili, lo stress, il dolore e gli stati di gravidanza. Linfociti e monociti sono fabbricati nei tessuti linfoidi dei linfonodi, delle tonsille, della milza, del timo e delle membrane intestinali, mentre i granulociti sono fabbricati nel midollo spinale.

REGOLE D’ORO PER UN SANGUE PURO

Primo passo sta nella eliminazione dei cibi e delle bevande spazzatura come zuccheri raffinati, the, caffè, alcol, bibite gassate e zuccherate. Secondo passo sta nel mantenere l’intestino funzionale e pulito. Terzo passo sta nel seguire giornalmente alcune regole base che sono: 1) Bere qualche bicchiere di acqua leggera, 2) Fare esercizi fisici regolari all’aria aperta secondo le proprie possibilità, 3) Dormire in camera ventilata, 4) Respirare profondamente e correttamente, 5) Adottare dieta fruttariana e dieta vitale-crudista, 6) Ricorrere a erbe salutari e purificanti come peperoncino, angelica, acetosa, tarassaco, borragine, coriandolo, menta, vischio, ortica.

MONOCITI E GRANULOCITI

Monociti e granulociti, prodotti dal midollo osseo, intervengono nei meccanismi di difesa aspecifica o innata, che è la prima linea di difesa dell’organismo contro le aggressioni genericamente riconosciute come pericolose. Hanno la caratteristica di contenere lisosomi ricchi di enzimi in grado di digerire materiale estraneo, come microrganismi, cellule danneggiate e frammenti cellulari. I prodotti di questo processo di disgregazione fungono da sostanze chemiotattiche in grado di richiamare ed attivare altri granulociti e monociti per fronteggiare il problema.

RISPOSTA INFIAMMATORIA

Le principali cellule coinvolte nella risposta infiammatoria sono i granulociti (macrofagi e cellule derivate), i linfociti, le plasmacellule, i mastociti e i fibroblasti. Le vie attraverso le quali arrivano sono il sangue (per granulociti, linfociti e monociti), e gli interstizi (per macrofagi, mastociti e fibroblasti).

NEUTROFILI, EOSINOFILI E BASOFILI

I granulociti si suddividono in neutrofili (95%), deputati a digerire-inglobare-fagocitare mediante i loro enzimi le sostanze estranee. Svolta la loro funzione e migrati nel tessuto infiammato, muoiono e, assieme ai detriti cellulari e al materiale degradato, vanno a costituire il pus. Gli eosinofili (4%) aumentano nelle infezioni parassitarie, nelle malattie allergiche da impregnazione tossica (asma bronchiale, ritine allergica, orticaria), nelle ustioni, nell’uso di cortisone, nel diabete, nell’iperattività splenica. I basofili (1%) secernono istamina ed eparina provocando prurito e irritazioni cutanee contrastate con gli antistaminici. Aumentano con le malattie di Hodgkin e diminuiscono con l’iperattività splenica.

LINFOCITI B E LINFOCITI T

I linfociti sono invece prodotti nei linfonodi, nella milza e nel timo, ed intervengono nei meccanismi di difesa specifici. Sono depositari della memoria immunologica e, attraverso la produzione di anticorpi (immunità umorale legata ai linfociti B) o attraverso l’azione di specifici recettori di membrana (immunità cellulare mediata dai linfociti T), eliminano sostanze e corpi estranei riconosciuti per la presenza di antigeni (sostanze proteiche estranee presenti sulla superficie di un microrganismo o di un allergene). Se stimolati da un antigene, i linfociti B si trasformano in plasmacellule che sintetizzano e liberano anticorpi o immunoglobuline. Questi anticorpi vengono trasportati dal sangue fino all’area di infezione, dove si legano agli invasori etichettandoli come pericolosi agli occhi delle altre componenti del sistema immunitario che interverranno di conseguenza.

LEUCOPENIA

Linfociti e monociti sono fabbricati dicevamo nel tessuto linfoide di linfonodi, tonsille, milza, timo e membrane mucose dell’intestino, mentre i granulociti vengono elaborati nelle ossa rossastre del midollo spinale. Linea Maginot di difesa corporale, i globuli bianchi combattono le infiammazioni, ingolfando batteri in eccesso e detriti cellulari (virus endogeni in accumulazione). La leucopenia è una condizione dove le unità di globuli bianchi stanno sotto la quantità minima di 6000 per mmc di sangue.

LEUCEMIA O MIELOMA

La leucemia non è altro che una sproporzione maligna dei leucociti, dove una eccessiva formazione di globuli bianchi, o una mancata rimozione dei medesimi, interferisce con la produzione dei globuli rossi e delle piastrine, causando anemia ed emorragie.

LINFA ASSORBITRICE DI TOSSINE E SANGUE TRASPORTATORE E SCARICATORE

Uno dei più importanti e trascurati sistemi del corpo umano è il sistema linfatico. Il corpo riceve nutrimento direttamente da esso più che dal sangue. La maggior parte delle nostre cellule non è in contatto diretto col sangue ma vive il suo metabolismo in diretto contatto coi fluidi linfatici. I linfonodi agiscono come raccoglitori di spazzatura corporale. La linfa è un liquido assorbitore, che porta al sangue il materiale raccolto. Il sangue è invece un liquido trasportatore che va a scaricare i rifiuti a polmoni, reni, colon e pelle.

GHIANDOLE LINFATICHE

Quando sono sane le ghiandole linfatiche hanno la dimensione di una mandorla. Se vengono sovraccaricate di tossine diventano gonfie ed ipertrofiche. Le proteine hanno molecole più grosse delle molecole corporali e tendono a bloccare ed ostruire le pareti permeabili del sistema linfatico. La rimozione delle proteine dagli spazi interstiziali è una funzione essenziale senza la quale moriremmo nel giro di 24 ore. La congestione e la sporcizia del sistema linfatico può infatti portare alle malattie peggiori incluso il cancro. Il sistema linfatico richiede una dieta ricca di bevande verdi alla clorofilla naturale, una dieta ricca di frutta e di vegetali crudi, e una vita sana e rilassata.

LA TESTIMONIANZA DI MANUEL LEZAETA DA SANTIAGO DEL CILE

Era il mese di settembre del 1957 quando Alessandro Diaz Vog di 10 anni fu dichiarato spacciato per mielina o leucemia o cancro del sangue alla Harvard University di Boston. Gli diedero un mese di vita al massimo. La diagnosi venne pure confermata dal dr Taylor, docente di Ematologia alla Chicago University. A quel punto, per disperazione, il padre Sergio Diaz condusse il bambino presso il mio studio di Santiago del Cile. Bastarono 15 giorni per far sparire dal fluido vitale le cellule cancerose o immature, come definite dalla tecnica medica. Sette mesi dopo, gli esami praticati presso l’Ospedale Joaquin Aguirre dio Santiago, confermarono la totale scomparsa delle cellule immature. Fu pure riscontrata la decongestione della milza che prima era enormemente deformata ed infiammata. Il bambino, seguendo una dieta vegetarian-crudista, priva di farmaci e di integratori, fu in grado di recuperare e di riacquistare la sua gioia di vivere.

LA TESTIMONIANZA DI PETER MC LARTY DA PERTH

Nel 1980 venni informato dai miei medici che gli esami del sangue indicavano leucemia o mieloma e che, secondo il Royal Perth Hospital, la mia milza era oltremodo ingrossata, per cui, secondo l’ideologia medica, andava rimossa. Con notevole riluttanza accettai il verdetto e l’operazione ebbe luogo nel 1981. A quel punto il conteggio delle piastrine tornò su livelli normali nel sangue, ma rimase alto in zona midollo. Lo specialista ammise che non esistevano rimedi e che avrebbero tentato la chemio, pur sapendo della scarsa efficacia della medesima. Mi sconsigliò l’adozione di una dieta viva e organica in quanto non mi avrebbe apportato alcun risultato. Come pensatore positivo rifiutai di accettare l’attitudine medica. Per me ero stato io a causare la leucemia e dovevo essere io stesso a debellarla. Mi trovavo al Freemantle Hospital del Western Australia e, studiando i testi della libreria, mi documentai sul mio stato leucemico. Leggevo e piangevo, ragionando sui raggelanti dati della mia malattia. La chemio era un fallimento totale e i tempi di sopravvivenza erano espressi in settimane e mesi.

IL CASO ESEMPLARE DEL SUDAFRICANO JOHN MANN

Trovai però anche la storia del sudafricano John Mann, uno che nelle mie stesse condizioni, e con una prognosi medica infausta di soli 2 mesi di vita, era guarito perfettamente adottando una dieta rigorosamente vegetariana. Pure io, per motivi di disperazione, divenni vegetariano con metodo nel febbraio 1981.

STRATEGIA VEGETARIANA IN QUATTRO FASI

Come primo passo e prima fase decisi per la pulizia del corpo e il ripristino di una condizione alcalina. Per una settimana mangiai soltanto uva, con pasti sazianti ogni due ore durante l’intera giornata. Come secondo passo settimanale mi affidai a dei purea vegetali ogni 3 ore. Come terzo passo passai al regime vegetariano consumando insalate fresche, mandorle, e frutta, più qualche centrifugato di radici e di verdure. Come ultima fase della mia strategia anti-mieloma inclusi anche dei vegetali cotti al vapore. Dopo 15 mesi mi sottoposi a test presso l’Anderson Hospital di Houston-Texas, e il mio mieloma se ne era andato completamente, al cento per cento.

MESSAGGIO POSITIVO AI LEUCEMICI DEL MONDO INTERO

Avendo sperimentato su me medesimo l’autoguarigione, e avendo pure parlato con diversi pazienti guariti secondo i metodi naturali, sono in grado di essere d’aiuto ai leucemici operati e non operati, ai leucemici con milza e senza milza, ai leucemici del mondo intero. Posso garantire loro che la dieta corretta è una efficace risposta alla leucemia e a tutte le malattie che la medicina giudica disinvoltamente e dogmaticamente inguaribili.

ADOTTATE UNA DIETA VEGETARIANA E UNO STATO MENTALE SERENO SE VOLETE MASSIMIZZARE LE VOSTRE CHANCES GUARITIVE

Serve la dieta giusta e non la dieta generica e filo-proteica che loro propongono. Serve la dieta giusta combinata con uno stato mentale libero-sereno-rilassato, e non certo lo stato traumatico ed ansiogeno prodotto dalla visuale sanitaria. Troppo semplice e troppo facile? Non aspettate di ammalarvi a livelli disperati. Adottate una dieta vegetariana e guarirete. Funziona. Funziona eccome! Non certo grazie a doti strabilianti del radicchio e dell’arancia, che sono ovviamente privi di intelligenza guaritiva, quanto alla funzionalità del sistema immunitario che, indipendentemente dal tipo di cancro e indipendentemente dalle cause di cancro, ha la capacità di arrestare il fenomeno, di contrastarlo, di farlo recedere e scomparire.

RUOLO FONDAMENTALE DELLA LUCE SOLARE

Altra testimonianza basilare ce la offre il dr Joseph Meites, endocrinologo della Michigan State University, citato da Ross Horne nel suo testo The Health Revolution. Meites sottolinea il ruolo della luce solare e delle radiazioni naturali. La luce che entra negli occhi causa infatti impulsi nervosi che influenzano la parte bassa del cervello e la ghiandola pituitaria, innescando il rilascio di diversi ormoni. Non abbiamo idea di quante anomalie siano legate a carenze ormonali, ma siamo sicuri che diabete, infertilità, cancro e disordini tiroidei derivano da sbilanci ormonali.

MELATONINA E STATI UMORALI

Già nel marzo 1980 la rivista Scientific Australian ha parlato diffusamente della nostra dipendenza dalla luce naturale, evidenziando l’associazione della melatonina con gli stati umorali della gente. Ovvio che il discorso non vale per l’illuminazione artificiale, per le luci al neon, per i raggi-X e per le emissioni elettriche, tutte fonti ammalanti e causatrici di cancro.

BOICOTTAGGIO MEDICO CONTRO OGNI CONCORRENZA SALUTISTICA

La ghiandola pineale è straordinario strumento di equilibrio e di salute, ed è per questo che viene scarsamente considerata dalla medicina. È un po’ come il sistema immunitario. Niente e nessuno deve favorire la salute. Niente e nessuno deve fare concorrenza alla medicina, unica protagonista della scena salutistica mondiale! Tanto più che la melatonina funziona da validissima alternativa ai farmaci anti-ansiogeni e anti-depressivi, agli psicofarmaci per adulti e per bambini, tanto cari a Big Pharma.

RETINA, GHIANDOLA PINEALE E MELATONINA

Gli esperimenti del dr F.R. Seamark della Adelaide University e del prof Maurice King della Newcastle University-Callaghan-NSW-Australia, hanno confermato i legami tra ansietà, stress e cancro, e quindi i legami tra mancanza di luce solare e cancro. Specificamente, lo spettro naturale della luce ultravioletta, coi suoi effetti sulla retina dell’occhio, stimola e attiva la ghiandola pineale a produrre melatonina, ormone del buonumore, ormone anti-stress ad influenza anti-cancerogena. Ne ho parlato pure ieri nella mia tesina “Triptofano, serotonina e pineale contro occhiaie, sottopeso e depressione”.

LIBERIAMOCI DALLA MEDICO-DIPENDENZA

A mio avviso la gente saggia dovrebbe cotrollare i propri valori ogni 20 anni e non ogni 6 mesi. Vi rendete conto che ogni test significa una martellata sullo stomaco, indipendentemente da quanto viene riportato come esito finale? Se poi un valore cambia e va fuori range, partono le ipotesi e le illazioni. Altro panico e altra paura. Altri dubbi e altri controlli. Questo non è vivere ma dissolversi nel peggiore dei modi. Questo non è essere cittadini liberi e sereni, ma schiavi a vita dei camici e degli strumenti di diagnosi.

IL CORPO SCARICA FISIOLOGICAMENTE VELENI SOTTOFORMA DI CRISI ELIMINATIVE

I valori del siero variano sulla base di tanti fattori che sono le proprie condizioni, il clima, le fasi lunari, gli stress subiti e quelli previsti. Quanto poi all’alimentazione implementata, vediamo spesso che essa implica nel tempo breve le famose crisi eliminative, dove alcuni valori sballano e aumentano invece di regolarsi e di calare. Non è certo che la frutta è impazzita, o è stata avvelenata oltre ogni dire, per cui ci fa fare pure le figuracce. Succede piuttosto che, mangiando meglio e mangiando più vivo, abbiamo ridato finalmente al sistema immunitario la capacità di fare il suo lavoro di spazzino interno, per cui il colesterolo circolante cresce temporaneamente anziché calare, le catene kappa aumentano anziché calare, stimolate magari da un maggiore flusso di veleni interni nel periodo critico delle crisi eliminative scatenate dalle nostre ottime scelte alimentari e comportamentali.

LASCIAR DA PARTE TRAUMI EMOZIONALI ED INQUIETUDINI

Se vi piace lo stress e la paura, continuate pure a far visita al centro diagnosi ad ogni cambiamento stagionale. Se volete invece stare sani e contenti, andate al mare e fatevi una bella nuotata. Aumentate i contatti con la sabbia, con gli alberi, col sole, con la natura, e state alla larga da ecografie, mammografie, elettroforesi e prove del sangue. Ammesso e non concesso che dicano qualcosa di valido e di basilare, non servono a niente, se non a spingervi verso soluzioni terapeutiche il più delle volte irrisolventi e peggiorative.

LA SALUTE DEL CORPO E DELL’ANIMA NON DIPENDE CERTO DAL BLASONE DI CHI CI STA CURANDO

Nelle loro interviste televisive i luminari dell’oncologia e del mieloma multiplo parlano senza contradditorio, o rispondono a domande addomesticate di intervistatori ammaliati ed accondiscendenti, privi di verve e di motivazioni critiche. Non è però che la nostra salute risulti necessariamente avvantaggiata in proporzione al nome blasonato di chi ci ha in cura. Sai che sfizio, mi ha operata il professor Tal dei Tali! Quasi che finir male in modo distinto, con tanto di firma e di garanzia sanitaria, rappresenti per il corpo e per l’anima una qualche forma di appagamento consolatorio.

RIVOLGERSI SEMPRE E SOLO AL MEDICO

Fatto sta che in Italia, ma anche nel resto del mondo, qualunque cosa tu pensi e tu dica, devi concludere per amore o per forza con un invito a rivolgersi al medico. Affermare il contrario significa non solo andare controcorrente, ma si trasforma addirittura in un reato contro la legge dello stato.

SQUARCI DI VERITÀ GRAZIE ALLA DR DE PETRIS E AL PROF BERRINO

Qualche eccezione esiste e qualche squarcio di verità trapela, grazie anche alle rubriche televisive più caustiche e graffianti. La dottoressa Michela De Petris, nota nutrizionista e collaboratrice dell’ospedale San Raffaele di Milano, aveva prescritto una dieta vegana ad un suo paziente, con regressione di ogni lesione cerebrale. Secondo gli oncologi del San Raffaele l’effetto è da ricondurre alla radioterapia e non alla dieta vegana. Ma la gente non è tutta scema. All’indomani del servizio tv i centralini del San Raffaele erano stati bombardati da chiamate di pazienti interessati a essere curati con un regime alimentare vegano, e la De Petris è stata sommersa da migliaia di lettere.

LA SALUTE STA NEL PIL E NELLO SPREAD

Lo stesso dr Franco Berrino, autorità nazionale indiscussa in campo oncologico, ha ammesso nel medesimo servizio che la chemio e le radiazioni vengono spesso fatte tanto per essere fatte, tanto per dimostrare che si fa qualcosa. Anche perché la Sanità non è qualcosa che sovrintende e difende la salute umana, ma è l’industria nazionale più produttiva e più redditizia. Più chemio si fanno e più aumenta il PIL. Più chemio si fanno e più si riduce lo spread.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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