MINISTRO DEL LAVORO SENZA LAUREA IN UN PAESE DA RETROCESSIONE

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LETTERA

UNA MAIL CHE FA CAPIRE IL BARATRO TRA IL GOVERNO E LA GIOVENTÙ COSTRETTA AD ANDARSENE

Ciao Valdo, questo è il messaggio inviato al Ministro del Lavoro da una ragazzo barese che sta a Dublino in Irlanda. Non ho niente da aggiungere, la lettera parla da sola.
Un caro abbraccio,
Andrea Tassinari

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TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA AL MINISTRO DEL LAVORO POLETTI  (Titolo e sottotitoli di VV)

COMPLIMENTI MINISTRO PER LA SUA IMPAREGGIABILE BRAVURA

Signor Perito Agrario Poletti, eh sì, la devo chiamare così, non si offenda. In un Paese che richiede la laurea anche per servire caffè in un bar, Lei è l’ennesimo caso di non laureato che raggiunge poltrone d’oro, vertici di rappresentanza delle istituzioni e stipendi pazzeschi.

LEI NON VERREBBE ASSUNTO NEANCHE COME SGUATTERO O CAMERIERE D’ALBERGO QUI IN IRLANDA

Ho dato un’occhiata al suo curriculum e le garantisco che lei non verrebbe assunto neanche all’Arlington Hotel della mia Dublino a servire colazioni come io, giovane avvocato laureatomi in Italia, sto facendo per pagare le spese di sopravvivenza in un Paese straniero che mi ha dato una possibilità di impiego. Una possibilità che il Suo Paese mi ha negato.

ESSERE MINISTRI DEL LAVORO SENZA AVER MAI LAVORATO DURAMENTE È IL MASSIMO DELLA INCONGRUENZA

Lei, ministro del lavoro, non sa nemmeno cosa sia il lavoro. Lei  non ha lavorato neanche un giorno della sua vita (il suo cv parla chiaro). Lei, che si rallegra di non avere tra i piedi gente come me, non ha la più pallida idea di quanto lei sia un miracolato.

DIETRO OGNI EMIGRAZIONE CI SONO DEI DRAMMI PERSONALI E FAMILIARI

Lei non sa, perito agrario Poletti, che dietro ogni ragazzo che si trasferisce all’estero, ci sono una madre e un padre che piangono quotidianamente la mancanza del figlio, c’è una sorella da vedere solo un paio di volte all’anno, degli amici da vedere solo su “facetime” e i cui figli probabilmente non ti riconosceranno mai come zio. Esiste insomma una sofferenza lancinante con la quale ci si abitua a convivere e che diventa poi quasi naturale e parte del tuo malessere quotidiano.

STIPENDI DA FAVOLA E PENSIONI D’ORO MANDANO A FONDO UN PAESE GIÀ ROVINATO, E LA SUA SPOCCHIA APPARE DEL TUTTO FUORI LUOGO

Il Suo, perito agrario Poletti, è un paese morto, finito, senza presente e senza futuro, e lo è anche per colpa sua e di chi l’ha preceduto. Chi è Lei per parlare a noi, figli e fratelli d’Italia residenti all’estero, con arroganza, con spocchia, con offese e mancando del più basilare rispetto che il suo status di persona, oltre al suo status di ministro, richiederebbe?! O forse pensa che le sue pensioni d’oro, i suoi stipendi da favola possano consentirle tutto questo nei confronti di ragazzi, in molti casi più titolati, preparati e competenti di lei?!

HA MAI SOSTENUTO UN ESAME SERIO IN LINGUA INGLESE?

Ha mai provato a sostenere un colloquio in inglese? Ha mai scoperto quanto bello, duro e difficile sia conoscere tre lingue e lavorare in realtà multiculturali? Ha mai avuto la sensazione di sentirsi impotente quando le parlano in una lingua che non è sua e ha difficoltà a comprenderla al 100%? Questo lei, perito agrario Poletti, non lo sa e non lo saprà mai. È per questo che il suo ego le permette di offendere 100.000 ragazze e ragazzi che l’unica cosa che condividono con lei è la cittadinanza italiana.

SIMBOLO NEGATIVO DI UNA CLASSE POLITICA IMBARAZZANTE ED INCOMPETENTE

Lei è l’emblema di una classe politica e partitica totalmente sconnessa con la realtà, totalmente avulsa dal tessuto sociale che le porcate sue e dei suoi amici “compagni” hanno contribuito a generare. Io, e gli altri 99.999 ragazzi che siamo scappati all’estero dovremmo essere un problema che dovrebbe toglierle il sonno, lei dovrebbe fare in modo che questa gente possa tornare a casa, creare condizioni di lavoro e di stabilità economica che possano permettere a 100.000 mamme di non piangere più per la lontananza dei figli.

IL PADRE DEL PRECARIATO ITALIANO SE NE STIA ALMENO ZITTO

Lei, perito agrario Poletti, padre dei voucher e del precariato, è tra i maggiori colpevoli di questo esodo epocale e quasi senza precedenti di questa gente che lei vorrebbe fuori dalle palle. Si sciacqui la bocca, perito agrario Poletti, prima di parlare di gente che parla più lingue di lei, di gente che ha avuto il coraggio di non accontentarsi, e di cercare altrove ciò che uno stato che fa davvero lo stato avrebbe dovuto garantire al proprio interno.

SI FACCIA MAGARI NOMINARE MINISTRO DELLA DISOCCUPAZIONE GALOPPANTE

E si tolga rapidamente dai coglioni per favore. Prima lo farà e prima questo paese, visto dalla fredda e super accogliente Irlanda, sembrerà più bello e gentile. Firmato da uno di quelli che lei vorrebbe fuori dalle palle. Dedicato ai Paraculi, figli di Papà e portaborse della Politica italiana. Non ho alcun timore a firmare la mia lettera, e chiedo anche di farla girare, in moodo che diventi un tormentone estivo.
Domenico Gatti

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COMMENTO

IN ITALIA UNA DELLE POCHE COSE CHE FUNZIONA È IL MECCANISMO INFAME DELLE DENUNCE

Ciao Andrea. Quando vedo il tuo nome nella posta so che c’è qualcosa di particolarmente piccante. Sai sicuramente che per un articolo come “Sporchi affari nel settore vaccini“, dove ho solo pubblicato un ottimo articolo di Gianni Lannes, con breve commento di condivisione, mi è arrivata una denuncia firmata dal Procuratore della Repubblica di Roma?, come segnalato poi nella mia tesina “Repubblica Italiana fondata sui vaccini e nuova denuncia da Roma” del 26/7/2017.

AVERE A CHE FARE CON LA GIUSTIZIA È GIA DI PER SÈ UNA PENALITA ED UNA CONDANNA

Per ora non mi hanno ri-sequestrato nulla. Ma vedermi arrivare la pantera della Polizia, con carte da firmare e convocazione alla Polizia Postale, non è piacevole. Ero solo a casa pacifico e rilassato con William e l’oca (essendo il resto della famiglia in Asia) e ho dovuto prendermi la bicicletta e andare alla Posta Grande di Udine Centro, subendo il dovuto interrogatorio dei dirigenti, persone gentili e comprensive che stimo ma che, ciononostante, finiscono per farti sentire persona insicura e avente a che fare con la giustizia.

VISITA AI LEGALI E COSTI CHE SI GONFIANO

L’oca non sa nulla, beata lei, ma William era decisamente preoccupato. Chiaro che ho dovuto andare pure dai miei legali ad aggiungere questa nuova vicenda legale a quelle precedenti, niente affatto risolte e chiarite, visto che non c’è nulla da chiarire e da risolvere. E intanto i costi si gonfiano perché ogni denuncia è un nuovo caso legale da affrontare. Alla fine mi hanno rovinato l’intera giornata ed anche i giorni successivi, dove ho registrato in me un ulteriore deterioramento del feeling che ho col mio paese.

SONO UNO DI QUEGLI ILLUSI CHE CREDONO ANCORA NELLA FEDINA PENALE PULITA

Se esiste una categoria minoritaria in Italia che abbia un curriculum pulito e carico di impegni svolti con responsabilità e trasparenza, è proprio ad essa che mi sento di appartenere. Il mio blog poi può essere considerato, come sai bene, una specie di agenda giornaliera che evidenzia nero su bianco quanto faccio, quanto dico e persino quanto penso, aiutato e stimolato anche dai fatti che accadono e dalle lettere che voi amici e collaboratori mi inviate. Questo continuo tentativo di dissuadere e di spaventare fa evidente parte della strategia del potere per tappare la bocca al dissenso e alla contestazione. A volte occorre davvero staccare la spina per riacquisire la pace mentale e spirituale. In un breve articolo a parte sulle rogge, intendo raccontarvelo.

LA LETTERA DI DOMENICO GATTI È DI STRAORDINARIO VALORE

Ma torniamo adesso al caso di Domenico Gatti, a cui mando il mio saluto e i miei complimenti. Sono stato a Dublino molti anni fa e mi risulta di avere diversi amici che mi leggono da quelle parti, tanto che mi avevano invitato credo nel 2015 a farvi una conferenza. La prospettiva credo che sia tuttora aperta, per cui rinnovo la mia disponibilità, se qualcuno ci tiene a rivedermi da quelle parti. La lettera di Domenico comporta decisamente qualche rischio aggiuntivo per me, ma è troppo straordinaria per essere ignorata. Come dice lui “fatela girare”. Spero proprio che ciò avvenga. Con questa paginetta, un ragazzo pugliese realizza infatti un’opera straordinaria di disincanto e di pulizia nei riguardi di un certo tipo di politica.

NON È SOLTANTO UNA QUESTIONE DI MINISTRO DEL LAVORO PRIVO DI LAUREA, MA SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO CHE SI ESTENDE ALL’INTERA BARACCA

Lui ha buoni motivi per riferirsi alla persona del signor Poletti, ministro del Lavoro e privo di laurea, ma con questo suo scritto finisce ovviamente per colpire pure la Lorenzin, che fa la ministra della Sanità senza essere medico. Il premier Gentiloni e il segretario del PD Matteo Renzi potrebbero rispondere “Guardate quanto bravi e aperti siamo. Noi mettiamo ai vertici del potere le persone non sulla base dei titoli di laurea che esse hanno, i quali titoli possono essere validi fino a un certo punto ma non danno garanzie, ma bensì sulla base del valore e della competenza reale delle persone. Siamo dunque una vera sinistra che non opera discriminazioni tra chi vanta referenze accademiche e chi no”.

LE ORATORIE GOFFE E DISTORTE HANNO FATTO IL LORO TEMPO

Il fatto è che noi tutti conosciamo benissimo l’oratoria abile, ma al contempo goffa e distorta di Renzi, capace di inventare storielle e facezie con impareggiabile disinvoltura, capace di insabbiare verità meglio di chiunque altro. “Quello lo conosciamo bene”, dice Paolo De Santis di Pandora TV, nella mia tesina “Glaxo, Renzi, Lorenzin e la reale storia delle vaccinazioni“, del 25/5/17. Sia chiaro che non intendo assumere posizioni partitiche a favore o contro qualcuno. Mi interessa solo parlare di fatti concreti e niente altro che quello.

TROPPI ESPONENTI DELLA POLITICA NEL LIBRO PAGA DEI PRODUTTORI DI VACCINI

Nell’Aprile 2016 la Glaxo, che era in procinto di licenziare e ridurre all’osso il personale dello stabilimento di Siena, cambia rapidamente idea e, 4 mesi dopo, decide stranamente di investirvi la cifra paradossale ed astronomica di un miliardo di Euro. Ma, nel Settembre 2016, proprio all’Auditorium GSK di Verona, Matteo Renzi aveva di persona presentato il piano industriale della Glaxo. Il resto della storia lo conosciamo troppo bene, e sfocia nel decreto Lorenzin del maggio 2017.

QUESTA NON È GENTE DA INTERVISTARE MA GENTE DA ARRESTARE

“Questa non è gente da intervistare ma da arrestare”, ha detto Salvini, pur riferendosi a Giorgio Napolitano e al caso Libia. Il fatto è che quella frase va estesa a tutta la baracca governativa e presidenziale e parlamentare di questo Stato Barzelletta chiamato Italia, incapace persino di far fronte con dignità e autorevolezza alle soperchierie insopportabili della Francia e di Macron.

UNA FRANCIA BUONA PER IL BEAUJOLAIS NEUVEAU, PER LA TOURRE EIFFEL, E PER TANTE ALTRE COSE, MA SEMPRE MALATA CRONICA DI GRANDEUR E DI SPOCCHIA

La Francia ipercoloniale che continua a smargiassare, a sfruttare e a impoverire metà Africa con il suo affarismo bancario immorale, la sua moneta CPA e la sua legione straniera. La Francia che controlla Mali, Benin, Cameroun, Costa d’Avorio, Ciad, Niger, Burkina Faso, Repubblica Cetrafricana, Repubblica del Congo, Gabon, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Senegal, Togo e persino le isole Comore nell’Oceano Indiano. La Francia vorace che non si accontenta di fare il buono e il cattivo tempo nelle sue ex-colonie, ma che viene a intervenire nella Libia ex-italiana attratta dalle sue grandi risorse, sventrandone Gheddafi in  barbara e brutale alleanza con gli USA dei Clinton e di Obama, e col coglioncino inglese David Cameron, altro venduto al cartello bancario dei Soros e dei Billy Gates. La Francia che ha chiaramente blindato i due governi riconosciuti in Libia, ridicolizzando ed emarginando l’Italia nell’incontro di Parigi e dandole persino, presa per il culo finale, il contentino indecente di uno stop turistico a Roma per Fayez al-Sarraj (presidente del governo nazionale) e Khalifa Haftar (capo di stato maggiore del governo cirenaico dissidente di Tobruk).

ITALY ARABEK

Tant’è che i due, come da istruzioni parigine ed americane, stanno ora minacciando l’Italia di non permettersi missioni militari di alcun tipo in acque libiche! I francesi nobili e potenti del neo-colonialismo sì, mentre gli italiani paria, e letteralmente scomparsi dalla mappa dei paesi che contano, no. Disco rosso per un paese che non possiede nemmeno uno straccio di autonomia e di personalità, e tanto meno un minimo di legione straniera, ma solo tante basi di occupazione militare americane al suo interno, dotate nota bene di missili con testate nucleari. Italy Arabek! era la frase ricorrente nelle conclusioni politiche di Checo Pigan, un soldato friulano che aveva provato le raffinatezze delle prigioni arabe.

GHEDDAFI TRADITO CON VILE CRUDELTÀ ED EPOCALE MIOPIA POLITICA DAI SUOI FALSI AMICI FRANCESI ED ITALIANI

Sarkozy accoglieva Gheddafi a Parigi, come il fratello leader, un po’ come faceva in Italia Silvio Berlusconi. 50 milioni di euro sborsati da Muammar Gheddafi per la corsa all’Eliseo e la sospetta esecuzione del colonnello sono i cadaveri nell’armadio dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Non a caso la guerra della Nato in Libia è scattata il 19 marzo 2011 con un bombardamento dei caccia francesi sulle forze di Gheddafi, che stavano per travolgere i ribelli a Bengasi. Il primo ad accusare Sarkozy di aver accettato i milioni di Tripoli per farsi eleggere era stato Saif el Islam, figlio ancora vivo del colonnello, tre giorni prima dell’attacco Nato. Il 25 ottobre 2011 l’ex primo ministro libico, Baghdadi Ali al-Mahmoudi, fuggito ed arrestato in Tunisia, ammetteva durante un interrogatorio: “Ho supervisionato personalmente il dossier del finanziamento di Tripoli alla campagna di Sarkozy”.

FERITO, MA VIVO, GHEDDAFI VENNE FATTO FUORI DAI SERVIZI SEGRETI FRANCESI

Gheddafi fu catturato vivo da un primo gruppo di ribelli, ma poi arrivò un secondo gruppo preparato esattamente sul da farsi, e con ordini precisi di eliminare i prigionieri. Una parte dei rivoluzionari voleva portare Gheddafi a Misurata, come testimoniano le urla nei video registrati dai telefonini. Poi qualcuno del secondo gruppo, con l’ordine di uccidere, si avvicinò al colonnello già sanguinante e ferito ma vivo, per il colpo di grazia in mezzo alla confusione. Mesi dopo, Mahmoud Jibril, che è stato primo ministro ad interim, dopo la caduta del regime, confermava alla tv egiziana che un agente straniero mescolato ai rivoluzionari uccise Gheddafi.

A ROMA NON ESISTE UNO STATO MA DEI TEATRANTI SUPER-PAGATI PER SVENDERE LA DIGNITÀ E GLI INTERESSI DELL’ITALIA

La parte tragi-comica non sta tanto nella eventuale voglia dell’Italia di rifarsi autorevole e di ribadire dei diritti o delle opzioni sulla Libia, ma il fatto che le politiche e le sorti dell’Italia servile e schiava degli USA vengano decise alla Casa Bianca e non a Roma. Cosa li paghiamo a fare questi stronzi, incapaci, grotteschi, pagliacci, venduti, scialbi, mosci, privi di personalità e di iniziativa?

SERVIREBBERO DEI LEONI AFFAMATI PER BONIFICARE L’ITALIA DALLA PEDOFILIA E DALLE STORTURE POLITICHE

Parole dure ed offensive? Niente affatto. Il buon Santin di Tavagnacco, prima di lasciare questa terra di falsi profeti e di governanti privi di palle, si rammaricava in pubblico, un giorno sì e un giorno no presso il noto bar al Tram dei mitici e rimpiantissimi Amabile ed Artico, che gli antichi romani non avessero continuato l’arte di allevare leoni e di affamarli. Per far cambiare il mondo di Roma e dintorni e renderlo finalmente sano e depurato, niente di meglio al mondo che rinchiudere tutti i vescovi e cardinali affetti da pedofilia impenitente (la maggioranza di essi per Santin) nella sala lacrimatoria del conclave in compagnia di tali leoni e, per completare l’opera, stesso discorso per il Senato e la Camera. Una decina di leoni per parte e l’Italia troverebbe modo per riprendersi. Questa era la sua ricetta. Non siamo così crudeli da auspicare spettacoli da Colosseo sulla pelle dei mediocri che non meritano nemmeno di finire da eroi. Ma Santin non aveva tutti i torti nelle sue elucubrazioni pubbliche.

SICILIA CAPITALE DELL’UNIONE MEDITERRANEA PER LO SCRITTORE POLITICO ISRAELIANO YEHOSHUA

In un articolo pubblicato sui maggiori quotidiani italiani nel giugno 2015, pochi giorni dopo la tragedia dei 900 immigrati morti nel canale di Sicilia, lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua lanciava in una sua intervista l’idea niente affatto banale di un’Unione Mediterranea guidata dall’Italia. “Vi sentite deboli ma non lo siete. Gli USA non risolveranno mai i vostri problemi, ma anzi li aggraveranno. La Sicilia può essere la capitale e la Bruxelles del Mediterraneo stando essa al centro del Mare Nostrum. Essa contiene  le memorie dei romani, dei musulmani, dei cristiani e degli ebrei, ed è vicina alle coste africane”. Gli avvertimenti di Yehoshua, scrittore saggio e di grande visuale storico-politica, andavano in direzione opposta a quanti ritenevano che un disimpegno dell’Italia potesse risolvere la situazione. “Voi dovete essere l’Italia. Dovete stringere i pugni. Il vostro compito non è quello di raccogliere dei flussi migratori. Voi dovete creare una situazione in cui i migranti non abbiano motivazioni per venire. I problemi vanno risolti nei paesi di origine.

SERVE UN’ITALIA AUDACE PER CREARE UNA NUOVA IDENTITÀ MEDITERRANEA TRA I PAESI LIBERI DEL MARE NOSTRUM

Avete diritti e doveri verso la Libia perché l’avete colonizzata per anni. L’Italia deve essere audace, non esitante e tremebonda. L’Italia è potente in prospettiva. Può e deve creare una Identità Mediterranea ed anche un Mercato Comune Mediterraneo. Dovete fare la voce grossa e dire “Noi siamo il centro del Mediterraneo”. Sotto la leadership italiana potrebbero riunirsi la Grecia e la Turchia, che sta diventando molto forte, il Libano che sta lavorando alla pace coi palestinesi, l’Egitto che ha superato le illusioni delle primavere arabe, la Tunisia e il Marocco, che oggi è un paese molto stabile e ricco, la stessa Algeria che sta superando i guasti della sua lunga guerra civile, e soprattutto la Libia, incapace di gestire da sola le insanabili lotte intestine che la caratterizzano.

FATE VALERE LA VOSTRA DIGNITÀ DI STATO INDIPENDENTE

Gli USA sono un paese incapace di risolvere i problemi. Li sanno solo complicare ed aggravare. Ne hanno data prova in Vietnam, Afghanistan, Iraq. Lasciateli da parte una volta per tutte e fate valere la vostra dignità di stato indipendente. Dovete creare una vostra iniziativa con la vostra esperienza storica e sono sicuro che allo stesso stato di Israele piacerebbe molto seguirvi dopo aver risolto finalmente la questione palestinese dividendosi in due stati sovrani e in piena collaborazione.

NESSUNO HA PRESTATO ASCOLTO ALLA LEZIONE DI QUESTO CERVELLO DELLA POLITICA

Io personalmente, se fossi stato per un attimo soltanto presidente di questo stato malandato di nome Italia, avrei chiamato Yehoshua al Quirinale e gli avrei conferito immediatamente la carica di ministro degli esteri. Pare invece che nessuno lo abbia ascoltato e che si siano fatte scelte totalmente opposte a quelle da lui auspicate. Questa è l’Italia.

LE PICCOLEZZE E LE DEFORMITÀ POLITICHE DELL’ITALIA VACCINATORIA MESSE A NUDO DALLA DR AMERICANA BRANDY VAUGHAN

Prendo un brano della mia tesina pubblicata ieri dal titolo “La barbarie dei vaccini evidenziata da ex-dipendente Merck“. Una madre la Brandy Vaughan e una madre la Lorenzin, ma quale divario di preparazione tecnica e di struttura morale. Con poche e semplici parole questa giovane americana ha messo alle corde e ha denudato le piccolezze e le deformità politiche e morali dei parlamentari del Senato e della Camera, dei senatori a vita, del premier e del presidente, tutti accomunati dalla medesima mediocrità salutistica, tutti affetti da ignoranza nera sul problema vaccini, oltre che da disinteresse scandaloso ed irresponsabile verso la salute delle future generazioni, vale a dire da disinteresse sulla sorte e sul domani dei bambini d’Italia, traditi in modo ignominioso. Come sostiene Fidel Natarella, disinteresse significa mancanza d’amore e mancanza di qualsiasi criterio che faccia rima con la parola umanità.

NASCE PURE IL QUOTIDIANO LA VERITÀ DI MAURIZIO BELPIETRO

Non è un caso che l’ex direttore di Libero Maurizio Belpietro promette che il suo nuovo giornale “La verità” sarà strumento “senza padroni né padrini” e denuncia i tentativi del premier di “mettere al guinzaglio” l’informazione. Il Numero I° si apre con i dettagli sull’amicizia e i rapporti commerciali tra le aziende della famiglia Renzi e una società di Cuneo indagata per bancarotta fraudolenta. Auguriamo lunga vita a tale quotidiano che è in edicola a 1 euro soltanto e che corre il rischio di chiudere come tutte le iniziative che rompono l’anima al potere truffaldino che tutto compra e tutto corrompe.

UN’ITALIA DA SERIE B E DA RETROCESSIONE

Concludendo, la lettera di Domenico Gatti incorporata in questa tesi, va a contrastare le grosse ebollizioni che stanno avvenendo nel calderone politico di un’Italia da serie B e da retrocessione. Essa vale molto di più dei discorsi scontati e insignificanti alla camomilla di chi sta ora al Quirinale. La lettera di Gatti fa capire quanto in basso è caduto questo paese. Com’è scritto sul blog di Beppe Grillo, l’economia italiana è un malato terminale, mentre l’Euro è un morto che cammina, tenuto in piedi con le bombole ad ossigeno.

L’ULTIMA PENSATA INTELLIGENTE DELLA DOPPIA USCITA ALL’ AEROPORTO MARCO POLO

Ne ho avuto conferma persino nell’andare ieri mattina ad attendere il rientro della mia compagna di vita Kathleen. Aereoporto Tessera di Venezia, rinnovato ed ampliato e stracarico di passeggeri in arrivo e partenza. Ma, cosa strana e ridicola, unico aereoporto al mondo con “Double Exit” confusionale agli arrivi, come lamentavano dei cinesi sconvolti ed increduli. Un modo come un altro per rendere la vita difficile alla gente e in particolare ai turisti in arrivo. Ho chiesto come mai questa bestialità aeroportuale a un gruppo di rappresentanti veneziani dei maggiori hotel di prestigio, in attesa dei rispettivi clienti. Ma lei non si è ancora accorto che Tessera sta in un strano paese chiamato Italia? Questa la loro significativa risposta.

Valdo Vaccaro

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2 commenti

  1. Il signor nessuno Poletti, come tutti, ha pienamente raggiunto l’obiettivo di “sistemare” economicamente se stesso e suoi familiari… Altro credo non si fosse proposto, visti i risultati…I coglioni siamo tutti noi che continuiamo a credere che esista un “sistema” che risponde ai nostri interessi collettivi in cambio di un voto ogni x anni…

  2. Stiefanienko Pedross on

    IL SISTEMA C’E’ MA VA DALLA LORO PARTE E BASTA ……….GLI ALTRI ? CARNE DA MACELLO.