OTTO MILIARDI DI FIBROMIALGIE UNA DIVERSA DALL’ALTRA

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LETTERA

Buonasera Valdo Vaccaro, soffro da circa 2 anni di fibromialgia. Nonostante mi curi con farmaci tipo patrol, cymbalta, laroxyl e alprazolam, non riesco ad uscirne fuori. Chiedo a lei come poter trovare una via migliore e sana senza far uso di farmaci. Grazie e a presto.
Anna


RISPOSTA

NON È SOLO UNA QUESTIONE DI INEFFICACIA FARMACOLOGICA, MA ANCHE UN PROBLEMA DI APPESANTIMENTO TOSSIEMICO

Non guarita nonostante i farmaci? Sarebbe più logico dire non guarita e peggiorata per colpa dei farmaci, visto che le sofferenze rimangono tutte al loro posto e visto che i residui velenosi dei farmaci assunti per 2 anni senza sosta non sono stati di certo assimilati dal corpo (il quale assimila solo i nutrienti e non i veleni chimici), e non sono nemmeno stati escreti per via renale, per cui giacciono incrostati e nascosti tra i tessuti del corpo, o tra le sacche di acqua pesante mescolate nel liquido extra-cellulare a causare ritenzione idrica e rallentamento metabolico. Residui che dovranno essere faticosamente rimossi e smaltiti mediante adeguato e indispensabile lavoro depurativo nei mesi a venire.

SI MUORE SEMPRE DI PIÙ A CAUSA DELLE MALATTIE IATROGENE

I fatti dimostrano che il corpo è capace di riportarsi in salute non appena i suoi handicap e i suoi ostacoli interni vengono rimossi, mentre le interferenze mediche servono nel migliore dei casi a ritardare il processo di auto-guarigione. Non si tratta di una battuta malevola e dispettosa nei riguardi della medicina. È quanto sanno bene e confessano sottovoce e con circospezione tra di loro gli stessi medici nei momenti di crisi e di autentica riflessione. È quanto confermano le stesse statistiche mediche ufficiali, dove le malattie iatrogene (medico-causate e farmaco-causate) sono le maggiori cause di mortalità dopo le cardiopatie e il cancro.

RIVEDERE RADICALMENTE LE PROPRIE CONVINZIONI

Per uscire fuori dal tunnel della fibromialgia, come del resto dal tunnel di tutti le altre malattie, occorre accendere la luce e guardarsi intorno, occorre ri-orientarsi e capire il motivo per cui ci si ritrova in una situazione critica.
È basilare guardarsi dentro e ascoltare il proprio organismo. Occorre saper valutare l’intera questione con mente aperta, dandosi una adeguata preparazione indipendente e completa, a integrazione e in contrasto con quanto mutuato e appreso passivamente a memoria dalla medicina.

LE COSE DA DIRE SULLA FIBROMIALGIA STANNO GIÀ SUL BLOG DA TEMPO

Se uno è interessato davvero a saperne di più sulla fibromialgia ci sono due articoli basilari da poter consultare liberamente e gratuitamente, questo e questo. Basilari non perché li ho scritti io stesso, ma perché contengono pure straordinarie testimonianze di persone uscite dal tunnel.

I MOSTRI NON STANNO NELLE MALATTIE MA NEI METODI DI TRATTARE LE MALATTIE STESSE

Detto questo, potrei salutare qui la Anna e augurarle buon lavoro. Ma lo farei col rammarico di non aver completato il discorso. Lei ha scritto queste sue quattro righe che per me dicono e rivelano molto di più di quanto non lascino apparire ed intendere.

Lei parte lancia in resta e si chiede “Come mai questa fibromialgia che ho da due anni e che ho trattato regolarmente con i tipici farmaci del trattamento medico standard non mi hanno ancora guarita?”. Questa sua domanda fa capire che lei aveva delle grosse aspettative, altrimenti non avrebbe accettato con disinvoltura di avvelenare il suo corpo con dei medicinali per sconfiggere un mostro chiamato fibromialgia.

Non sto dicendo che Anna sia stata poco accorta o irresponsabile. Dopotutto si è comportata come una vasta e prevalente moltitudine di donne che hanno un determinato concetto di malattia e che credono nelle cure mediche loro prescritte. Prescritte, nota bene, dalle persone più preparate, affidabili e qualificate in circolazione, che sono a rigor di logica i medici.

I MOSTRI ESISTONO SOLO NELLA VIVIDA IMMAGINAZIONE MEDICA

Il problema di fondo è di tipo mentale. Per Anna la fibromialgia non solo esiste, ma è una entità identificata e personificata. Una entità negativa e mostruosa da eliminare al più presto mediante fucilazione, con tanto di plotone d’esecuzione. Anna la pensa così perché le è stato insegnato esattamente questo a partire dalla scuola materna, dalle elementari e via via fino all’università, dalla famiglia, dal prete, dalle istituzioni, dagli amici, dai media. E alla fine si è messa in testa di avere al suo interno l’orribile orco cattivo.

In realtà, la fibromialgia non esiste affatto nelle forme e nei contorni paurosi disegnati dalla fantasia medica. Inoltre, se esiste ce l’abbiamo tutti. Otto miliardi di fibromialgie, ognuna personale, ognuna variabile giorno dopo giorno, ognuna diversa e sfuggente. Non entità fissa ma processo in continuo movimento-evoluzione-trasformazione, come tutti i cantieri con cartello “lavori in corso”.

TUTTO È IN COSTANTE MOVIMENTO NEL CORPO UMANO

Anche perché nulla è fisso e stabile nel corpo umano. Come diceva gesticolando il grande medico siberiano Sergej Filonov a Imola, i reni non stanno tranquilli e fermi al loro posto, ma avanzano e indietreggiano, si alzano e si abbassano in continuazione. E la stessa cosa vale per tutti gli organi del corpo. E accade persino con gli organi aggiuntivi e definiti patologici come il tumore.

Pure il tumore è uno scarico veleni, una incapsulazione interna e protettiva dei troppi veleni accumulati. Cresce e decresce, peggiora e migliora, si riassorbe con dovute correzioni e va in recidiva se rimosso, per cui i medici ricorrono alla chemio per demolire il corpo e impedirgli irragionevolmente di reagire e di far recidivare il tumore stesso, di impedirgli una continuazione del suo lavoro, del suo committment alla salute, del suo impegno costante a non andare mai contro se stesso.

LE CONTRADDITTORIE DEFINIZIONI SANITARIE

Ma come, si dirà. Se non esiste, cos’altro può essere? La medicina ha la sua opinione, o magari una ridda di opinioni. Non può dire che ci capisce poco, sennò che ci sta a fare, ed è forzata pertanto a dare qualche definizione. Ovvio che le cause non le conosce e non è nemmeno interessata a conoscerle.

Può soltanto tentare una descrizione dei sintomi, e chiama la fibromialgia come patologia reumatica cronica poco nota, multifattoriale, idiopatica (di cause sconosciute), caratterizzata da disfunzioni al sistema nervoso centrale, da dolore, rigidità muscolare e da forte affaticamento. Per maggiore chiarezza, la fibromialgia viene anche chiamata malattia di Atlante, il re-astrologo della Mauritania divenuto gigante della mitologia greca, costretto a reggere il mondo sulle proprie spalle.

OCCORRE DARE AL CORPO MODO E TEMPO PER FARE IL SUO LAVORO

Nella definizione igienista si usa il buonsenso e si usano le leggi della natura, niente altro che quello. Se devo fare un paragone, direi che vivere in quelle condizioni è sicuramente duro e dispendioso, al pari di un’automobile che procede col freno a mano tirato, surriscaldata e sbuffante. Ma non si parla affatto di mostri e di nemici. Anzi si parla di malattia amica, di campanello d’allarme, di malattia come mezzo di scarico veleni e come inevitabile percorso guaritivo, a condizione di essere capita e contrastata-disinnescata nel modo giusto, che è uno soltanto, vale a dire quello di togliere dalla propria vita le abitudini enervanti ed ammalanti.

Nello stesso istante che si fa questo, il corpo da bravo health-oriented organism avvia il suo iter di recupero e di riequilibrio, lento o veloce a seconda della quantità e della corrosività dei veleni accumulati. Tanto che ogni malattia insorge solo quando serve e dura solo finché necessario.

INSORGENZA DI MALATTIA OLTRE IL LIMITE DI TOLLERANZA

Quando è che insorge? Insorge quando alle proprie cattive abitudini di vita hanno portato il corpo a superare il proprio livello massimo personale di tolleranza ai veleni. Ognuno ha chiaramente il suo livello strettamente intimo. Chi è nato bene e non ha subito vaccinazioni e altre interferenze mediche di vario tipo, e ha potuto contare sul latte materno anziché quello Formula, e non gli sono state mozzate-asportate le tonsille o l’appendice, e non gli sono stati appioppati farmaci e integratori, per cui possiede un sangue fluido, un sistema immunitario efficiente, cellule vitali, ossigenate e cariche di potassio, circondate da una matrice extra cellulare leggermente alcalina come da peculiari disegno e progettualità umani, potrà ragionevolmente contare su una buona scorza e una buona resilienza (che è la qualità di chi si piega ma non si spezza), ovvero su un livello di tolleranza del 10%, per cui finché i veleni accumulati non superano tale barriera di sicurezza nulla succede, e serve arrivare all’11% perché scatti la sirena d’allarme sotto forma di sintomo, di dolore, di febbre, di malattia.

Nel caso opposto, il soggetto tartassato diventa chiaramente delicato, fragile, vulnerabile, cagionevole, da trattare coi guanti e con mille riguardi. Giusto o ingiusto che sia, per lui il limite di tolleranza non sarà del 10 ma del 2%, per cui basta poco e niente perché scatti la patologia e il campanello d’allarme, perché contragga ogni tipo di influenza, perché abbia un percorso all’insegna delle difficoltà.

ESISTONO PURE I FALSI SANI, QUELLI CHE NON SI AMMALANO MAI

Occorre però sottolineare che il non ammalarsi mai di alcune persone che trasgrediscono le regole mangiando male, bevendo alcol, fumando, assumendo caffè, facendosi le beffe delle regole e della prudenza, non significa per niente avere un alto livello naturale di tolleranza ai veleni, ma solo un alzare artificiosamente l’asticella di suscettibilità grazie a un continuo ricorso alla stimolazione, al vivere in stato di tachicardia e di accelerazione innaturale che si finisce per dover pagare assai caro nel tempo.

In un organismo iper-stimolato il lavoro di riequilibrio naturale del corpo giostrato da ipotalamo, dal connettivo e dal sistema immunitario non è reattivo e non scatta affatto prontamente, per cui i veleni, anziché venire smaltiti man mano che si vive, continuano ad accumularsi nel sistema ben oltre il livello del 10%. Si tratta di un gioco al massacro che porta a incrostazioni e ritenzioni insostenibili e ai classici nodi che vengono al pettine, con cedimenti clamorosi, improvvisi e inaspettati.

IL NOSTRO È UN LAVORO EMINENTEMENTE EDUCATIVO

Quanto serve che duri la malattia? Ho detto il tempo necessario. Necessario a cosa? Necessario a completare il complesso lavoro di espulsione dei veleni intrapreso con saggezza e senso di responsabilità dal corpo. Noi igienisti riconosciamo che solo Madre Natura, ovvero solo le Forze Vitali e i Processi Vitali del Corpo, possono curare. Quello che noi promulghiamo non sono cure mediche e nemmeno cure alternative o anti-mediche, ma soltanto un formidabile programma di educazione, o se volete di rieducazione su nuove basi.

MAI SCORDARE IL CONTO DELLA SPESA

A questo punto serve pure fare qualche conto della spesa. Quanto ha sborsato Anna per le sue cure, direttamente di tasca sua o con aggravio a carico del Servizio Sanitario Nazionale? O meglio, quanto sono costati e costeranno in termini di salute persa e di danni fisici-morali-economici due anni di cure sbagliate?

Forse, nella ipotesi più prudente, 50 mila euro o anche il doppio, dato che la salute non ha prezzo e che ognuno ha a disposizione un solo corpo e una sola anima. Ecco perché vale più un grammo di buon insegnamento igienistico che una tonnellata di cure mediche ufficiali o di cure non-mediche alternative.

NON SE NE PARLA NEMMENO

A me preme che ogni pensiero, ogni parola e ogni azione vadano nella direzione giusta. Per tutti dovrebbe essere così. Insegno a mangiare leggero, digeribile, vitale, sobrio, innocente, alcalinizzante, sostenibile. Insegno pure ad essere aperti di mente e a divertirsi. A non dare esagerato peso a qualche piccola trasgressione. E poi magari mi hanno visto mangiare un piatto di spaghetti al pomodoro crudo e a bere mezzo bicchiere di vino al ristorante dell’Hotel Olimpia, saltandomi addosso come incoerente o addirittura come persona non abbastanza sana di aspetto.

Mi spiace deluderli. Sto in perfetta forma. Morirò certamente anch’io, ma per ora non se ne parla nemmeno. C’è troppa gente che mi vuole bene e che tifa a mio favore. Mi sto divertendo da matti e quel che più conta mi sento in perfetta armonia col creato. E poi io vivo alla giornata. Un giorno alla volta, magnifico come ieri e più di ieri. Questo equivale a vivere in eterno.

LA PASTA NON È IL MASSIMO, MA HA IL SUO VALORE COME COMPENSATORE CALORICO UNA TANTUM

Se all’Olimpia Hotel di Imola, peraltro ottimo e inappuntabile, mi avessero dato un avocado assieme alle verdure crude assunte prima della pasta, avrei rinunciato di sicuro alla pasta. Non sono incoerente, né sono un consumatore seriale di carboidrati cotti. Il 70-80% dei miei cibi è materiale vitale, crudo e innocente, almeno il 50% frutta acquosa. Prendo spunto dalle mie oche.

Quello che predico lo faccio regolarmente. Insegno a prendere il sole con criterio ma senza paura, senza occhiali e senza creme solari. Insegno a respirare bene e a fare esercizio aerobico. Insegno a rispettare il proprio corpo e la propria anima. Il mio personale buon insegnamento sta sul blog gratuitamente da oltre 10 anni, non perché costi poco e magari valga pure poco. Costa carissimo sia a me che alla mia famiglia.

PIÙ DI QUALCUNO SI DIMENTICA CHE ESISTE UN TASTO DONAZIONI

Siamo in 4 persone operanti in tale direzione, privi di stipendi e di sovvenzioni statali, ed in più soggetti a persecuzione di regime, colpevoli di essere persone sane che vanno controcorrente, che non prendono farmaci e integratori, che non hanno assicurazioni e che non costano un centesimo allo stato italiano. Persone costrette a spese legali continue per difendersi.

Persone decisamente scomode a un sistema che vuole tutti ammalati, tutti spaventati, tutti inquadrati ed obbedienti. Se poi si tratta di fare una semplice donazione a supporto, la gente esita o si dimentica di farlo, come per dire che il tutto arriva giù dal tetto comunque e senza dover muovere un dito, contravvenendo così alle regole più elementari della riconoscenza e del bon ton. Ovvio che non tutti sono così, ed è proprio grazie a questi generosi supporter che il mio messaggio vi continua ad arrivare nonostante tutto.

Valdo Vaccaro

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