ESAME URINE, SBALORDITIVO CALO PROTEINURIA E RECUPERO FUNZIONALITÀ RENALE

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LETTERA

DAL DRAMMA ALLA GRATIFICAZIONE

Egregio Dr Vaccaro, questa volta le scrivo non in cerca di aiuto e consigli ma solo per ringraziarla.
Ringraziarla perché, da una situazione drammatica in cui tutto sembrava poter andare solo peggio, oggi mi ritrovo totalmente dal lato opposto.

L’INCUBO DELLA GLOMERULONEFRITE

Dopo la diagnosi di glomerulonefrite fatta in modo superficiale dal neurologo, mi ero spaventato non poco. Eppure non c’era alcun valore specifico nelle analisi che facesse sospettare una patologia del genere. Esisteva soltanto la presenza di una consistente proteinuria nelle urine.

SBALORDITIVO CALO DELLA PROTEINURIA DI 1000 MG IN DUE MESI DI VEGAN-CRUDISMO

In soli due mesi di attenzioni igienistiche la proteinuria è scesa di 1 grammo senza assumere alcun farmaco, a discapito di quanto sostenevano i medici che continuavano a dirmi che la situazione poteva solo peggiorare.

NESSUNA PROCEDURA INVASIVA DI TIPO MEDICO

La mia funzionalità renale è perfetta e non intendo sottopormi per alcun motivo al mondo a procedure invasive e distruttive richieste dalla medicina ufficiale. Ho deciso di continuare per la strada intrapresa senza alcun timore, tranquillo e con la sicurezza che la proteinuria ancora esistente col tempo scomparirà anch’essa.

L’UNICA CURA POSSIBILE STA DENTRO DI NOI

Auguro a tutti di scoprire e vivere esperienze di questo tipo. L’unica cura è dentro di noi. Non esiste alcuna malattia inguaribile. Auguri a tutti!
Gabriele

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RISPOSTA

LA LOGICA SANITARIA DI SPAVENTARE SANI E MALATI

Ciao Gabriele. Il tuo trasparente messaggio è sicuramente di aiuto e di incoraggiamento ai tanti che vengono spaventati oltre misura, ossia senza necessità e senza criterio. La logica sanitaria è ormai evidente a tutti. Spaventare e tenere sotto pressione sani e malati per spingerli a fare più controlli e più ricoveri. Hanno compreso che la loro migliore alleata è la paura, ingrediente indispensabile a rendere la gente obbediente e disposta alle terapie mediche senza resistenze e senza obiezioni di sorta.

UNA FRASE STRAORDINARIA

“L’unica cura possibile sta dentro di noi”, è una frase di grande valore, ed è correlata non solo allo specifico campo renale ma anche a tutte le patologie del corpo umano. Testimonianza preziosa e carica di significato. Certamente non meno importante dei 1000 milligrammi di calo proteinuria nelle 24 ore.

SIGNIFICATO DI PROTEINURIA

Proteinuria sta per eliminazione di proteine mediante le urine. Di norma il lavoro di filtro svolto dai reni fa sì che le proteine presenti nel sangue, tipo globuline ed albumina, non fuoriescano dall’organismo, sia perché le loro dimensioni sono inadatte a superare la barriera renale, e sia perché esse rivestono importanza per il buon funzionamento del corpo umano.

PERDITA DI CAPACITÀ RITENTRICE DEI GLOMERULI E FILTRAZIONE ALTERATA

In alcune condizioni patologiche che coinvolgono appunto i reni e la loro funzionalità, la filtrazione risulta alterata e le proteine finiscono per essere espulse con le urine. I glomeruli, gomitoli di vasi capillari che a migliaia compongono i reni, perdono la loro capacità di trattenere le proteine, che vengono così concentrate nelle urine assieme alle sostanze tossiche e ai prodotti di scarto dell’organismo per la loro rimozione.

PROTEINURIA TRANSITORIA ED ORTOSTATICA

In base alle cause della perdita proteica e alla sua durata, la proteinuria è classificata come transitoria, ortostatica o persistente. La proteinuria transitoria è la più comune. Trattasi di manifestazione estemporanea che scompare spontaneamente, a volte in concomitanza con situazioni di affaticamento fisico come durante la febbre o intense sessioni di sport. La proteinuria ortostatica, invece, è tipica dell’adolescenza e scompare con l’età. In posizione distesa la perdita di urine è normale, mentre in posizione eretta è alta.

PROTEINURIA PERSISTENTE, CON EMATURIA, PIURIA ED EDEMA

A far sospettare una malattia renale o di altra natura è però solo la proteinuria persistente. Frequente è l’associazione con un’insufficienza cardiaca, con una malattia glomerulare o con una patologia generale sistemica come il diabete mellito. È comunque difficile sospettare una proteinuria perché nella maggior parte dei casi è asintomatica. In altri è accompagnata da ematuria, ovvero di sangue nelle urine, da piuria, cioè pus nelle urine, o da edema, con gonfiore delle gambe e del corpo.

VALORI DELLE PROTEINE NELLE URINE

A provocare fenomeni di proteinuria possono essere anche reazioni allergiche dovute ad intolleranze alimentari oppure a intossicazioni da farmaci o droghe. Il test delle urine per la sua identificazione è basato su una raccolta urinaria delle 24 ore, eventualmente ripetuta. Un’eliminazione inferiore ai 150 mg al giorno di proteine nelle urine è nella norma. Si parla di proteinuria quando la quantità di proteine espulse con le urine in un giorno supera i 150 mg.

REGOLAZIONE DELLE ACQUE E DEGLI ELETTROLITI

Il rene svolge molteplici funzioni fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo. Tra quelle principali ricordiamo la regolazione ed il mantenimento dell’acqua, degli elettroliti, del bilancio osmotico e dell’equilibrio acido-base. Provvede inoltre all’eliminazione dei prodotti finali del metabolismo e delle eventuali sostanze tossiche, oltre a svolgere attività endocrina e metabolica.

FUNZIONE EMUNTORIA DEL SISTEMA RENALE

Il rene svolge la sua funzione emuntoria attraverso la produzione dell’urina. Questo processo prevede tre fasi: A) Filtrazione glomerulare in cui un liquido simile al plasma filtra dai capillari del glomerulo al tubulo renale, B) Riassorbimento tubulare in cui il volume del liquido filtrato si riduce e cambia di composizione, C) Secrezione tubulare in cui diverse sostanze passano dal sangue al fluido tubulare.

ESAME DELLE URINE

L’urina è un liquido di composizione ampiamente variabile, che contiene un numero molto elevato di sostanze, la maggior parte di derivazione ematica. L’esame delle urine riveste notevole importanza per l’elevato numero di informazioni diagnostiche che da esso si possono desumere. Va eseguito su un campione il più possibile fresco,raccolto da non più di 1-2 ore, e può essere suddiviso in tre fasi diverse: esame fisico, esame chimico ed esame microscopico del sedimento urinario.

ESAME FISICO

L’esame fisico valuta una serie di parametri quali colore, aspetto e peso specifico. Il colore delle urine normali è giallo la cui gamma può variare dal paglierino al giallo oro fino al giallo/arancio intenso in caso di urine molto concentrate, mentre colorazioni anomale possono andare dall’incolore nel caso di urine estremamente diluite, al biancastro torbido in presenza di pus, al rosa/rosso in presenza di sangue, emoglobina o mioglobina, al verdastro in presenza di infezioni da pseudomonas, al marsala/marrone in presenza di bilirubina fino al nero in presenza di melanina e suoi derivati. In ogni caso è opportuno tenere presente che diversi farmaci ed alimenti possono conferire delle colorazioni particolari alle urine che in alcuni casi possono mimare colorazioni patologiche.

ESAME CHIMICO

L’esame chimico routinario delle urine è attualmente eseguito con strisce reattive e con l’ausilio di macchinari automatici per la lettura delle strisce, con questi sistemi si ottengono parametri qualitativi o semiquantitativi relativi a pH, glucosio, corpi chetonici, proteine, emoglobina, urobilinogeno, pigmenti biliari, nitriti e leucociti. Il pH delle urine normali è leggermente acido oscillando tra 5.5 e 6.5, potendo però variare entro ambiti più ampi (5.0 – 8.0) a seconda della dieta, rispettivamente carnea o vegetariana o in seguito a condizioni metaboliche fisiologiche o patologiche. Il pH indica la capacità renale di mantenere l’equilibrio acido-base dell’organismo, aumentando l’escrezione di acidi e/o basi a seconda delle necessità.

GLICOSIURIA, SUPERAMENTO DELLA SOGLIA RENALE E TRAVASO NELLE URINE

Il glucosio nelle urine (glicosuria) dovrebbe non essere rilevabile. La causa più frequente di glicosuria rilevabile si osserva quando la glicemia supera il livello della soglia renale, che è circa 180 mg/dl. In questa situazione il glucosio che passa il filtro glomerulare supera la capacità di riassorbimento da parte del tubulo e travasa quindi nelle urine.

ABBASSAMENTO SOGLIA RENALE E INSUFFICIENTE RIASSORBIMENTO TUBULARE DEL GLUCOSIO

Glicosuria rilevabile si può avere anche in soggetti normoglicemici nel caso di abbassamento della soglia renale o in alcuni disordini a livello del tubulo in cui si ha un insufficiente riassorbimento tubulare del glucosio. I corpi chetonici, costituiti da acetoacetato, acido β-idrossibutirrico ed acetone, sono prodotti del metabolismo glucido-lipidico e risultano normalmente assenti nelle urine. La loro presenza urinaria diviene evidente nelle alterazioni del metabolismo glucido-lipidico, come per esempio nel diabete mellito, mentre nei bambini possono comparire in seguito a febbre, digiuno e vomito, così come possono comparire in conseguenza del vomito nelle donne in gravidanza ovvero in presenza di digiuno.

CAUSE FISIOLOGICHE DI PROTEINURIA

1) Gravidanza, 2) Sforzi fisici e psichici, 3) Uso di farmaci tipo FANS, Ace-inibitori, antibiotici, oppiacei, droghe che deteterminasno sovraccarico renale e riduzione capacità di riassorbimento proteine.

CAUSE PATOLOGICHE GRAVI DI PROTEINURIA ALTA

Le proteinurie patologiche, indicano sempre la presenza di alterazioni della funzionalità renale, si hanno per valori superiori a 500 mg/ 24 h, vengono classificate come minime (150-500 mg/24 h), moderate (500-4000 mg/24 h) e gravi (4000 mg/ 24 h) in base alla quantità di proteine presenti e possono essere dovute a varie cause come ad esempio: 1) Sovraccarico renale come avviene ad esempio nella proteinuria di Bence-Jones, con presenza di catene leggere di immunoglobuline presenti in varie patologie come ad esempio nei mielomi, in alcuni linfomi e nel morbo di Waldenstrom. 2) Corpi chetonici, costituiti da acetoacetato, acido β-idrossibutirrico ed acetone, prodotti del metabolismo glucido-lipidico e normalmente assenti nelle urine. La loro presenza urinaria diviene evidente nelle alterazioni del metabolismo glucido-lipidico, come per esempio nel diabete mellito, mentre nei bambini possono comparire in seguito a febbre, digiuno e vomito, così come possono comparire in conseguenza del vomito nelle donne in gravidanza o anche in presenza di digiuno. 3) Perdita glomerulare come ad esempio nella glomerulonefrite acuta o cronica, nella sindrome nefrosica ed in tutte le situazioni in cui si ha danno glomerulare. 4) Diminuito riassorbimento tubulare per lesioni cellule tubulari dovuta per lo più a pielonefrite, a morbo di Fanconi o intossicazione da metalli pesanti in cui si ha presenza di globuline a basso peso molecolare.
5) Ematuria. Anche l’emoglobina deve essere assente nelle urine normali, di contro la sua presenza, definita ematuria è sempre la spia della presenza di processi patologici più o meno gravi a livello del rene. La presenza di ematuria può essere dovuta a globuli rossi intatti o a emoglobina da globuli rossi emolizzati. Le cause più frequenti di ematuria sono patologie renali (glomerulonefrite, neoplasie renali, rene policistico, infarto renale, pielonefrite, calcolosi renale, infezioni acute), patologie vescicali-uretrali (cistiti, uretriti, calcolosi, tubercolosi e neoplasie), patologie extra-renali (ipertrofie e neoplasie prostatiche, neoplasie del colon-retto, emorragie, emopatie). È importante rimarcare che l’ematuria può anche essere conseguenza di fenomeni traumatici a livello renale, vescicale o uretrale.

PRESENZA DI UROBILINOGENO

L’urobilinogeno è normalmente presente in basse concentrazioni (0 – 33 micromoli/L) nelle urine, si origina a partire dal bilinogeno formato a partire dalla bilirubina nell’intestino, che a sua volta viene in parte rielaborato nel fegato ed in parte escreto nell’urina. La sua concentrazione aumenta in presenza di patologie epatiche, nell’ittero emolitico ed in quello epatotossico, mentre si azzera completamente nell’ittero da occlusione delle vie biliari.

PRESENZA DI BILIRUBINA

La bilirubina, assente nelle urine normali, si rileva quando in circolo aumenta la sua frazione coniugata (danno epatico, ittero da stasi ed ittero epatotossico, anemia emolitica). In presenza di bilirubina le urine assumono un colore tendente al marsala più o meno marcato, che con il tempo passa a verdastro per ossidazione all’aria della bilirubina a biliverdina.

PRESENZA DI NITRITI

I nitriti, assenti nelle urine normali, vengono prodotti dal metabolismo di alcuni batteri quando questi ultimi colonizzano le vie urinarie causando un’infezione. La loro positività, quindi, segnala sempre la presenza di un’infezione delle vie urinarie, al contrario, la loro assenza non esclude automaticamente la presenza di infezione, in quanto vi possono essere infezioni causate da batteri che non determinano la loro produzione.

PRESENZA DI LEUCOCITI

La presenza sporadica di leucociti nelle urine non è di per sé indice di particolari patologie, le strisce reattive usate nell’esame chimico rilevano la presenza di quantità anormalmente elevate di granulociti correlabili a fenomeni infiammatori e/o infettivi a livello delle vie urinarie. La presenza di leucociti ammassati e disfatti (piuria) nel sedimento urinario sono indice di fenomeni infiammatori acuti del tratto urinario quali cistiti e pielonefriti. Leucocituria si osserva anche nelle infezioni delle vie genitali (prostatiti, cerviciti e vaginiti), ma anche in eventi non infettivi (glomerulonefrite, stress, febbre e disidratazione, malattia tubercolare e patologie neoplastiche).

PRESENZA DI GLOBULI ROSSI O EMATURIA

I globuli rossi sono assenti nelle urine normali anche se un reperto di rare emazie nel sedimento urinario non riveste un sicuro significato patologico. Una loro eventuale presenza, definita ematuria, può essere dovuta a presenza di globuli rossi intatti o di emoglobina da globuli rossi emolizzati. L’ematuria può dipendere da un anomalo passaggio di emazie attraverso la membrana del glomerulo nelle nefropatie o da un sanguinamento a qualsiasi livello delle vie urinarie, dal glomerulo all’uretra, nel primo caso le emazie sono tipicamente deformate, mentre nel secondo sono generalmente di aspetto normale. Una ematuria rilevante può dipendere da fenomeni a livello delle vie urinarie quali glomerulonefrite, calcolosi renale, uretrale e vescicale, neoplasie, traumi, infezioni ed infiammazioni a livello delle vie urinarie (nefrite, uretrite, cistite, pielite), stenosi uretrale, ma può originare anche da cause extra-renali quali ipertrofia e neoplasia prostatica, neoplasia del colon-retto ed emopatie.

PRESENZA DI ACIDO URICO E DI OSSALATI DI CALCIO

La presenza di cristalli nelle urine è significativa solo per quantità consistenti e per alcuni tipi di cristalli. In urine acide possono ritrovarsi cristalli di acido urico (presenti in grandi quantità nei pazienti affetti da gotta) e di ossalato di calcio (di origine dietetica, vegetali, pomodori, the, cioccolato, bibite gassate), ma anche precipitati di urati amorfi.

PRESENZA DI CRISTALLURIE VARIE, DI CISTINA, DI COLESTEROLO

Alcune cristallurie vengono considerate sempre patologiche, rientrano in questo campo la presenza di cristalli di triplo fosfato (infezioni del tratto genitourinario), di cistina (patologie metaboliche congenite), tirosina e leucina (patologie degenerative, epatiti, leucemie), colesterolo (patologie renali, sindrome nefrosica, deposizione lipidica anomala a livello renale), bilirubina (ittero clinicamente rilevabile), emosiderina (emolisi severa, anemie emolitiche, reazioni trasfusionali). Va tenuto presente che anche alcuni farmaci, in particolare alcune sulfonamidi, possono dare luogo alla presenza di particolari precipitati nelle urine.

PRESENZA DI MUCO, DI MICETI, DI BATTERI

Altri reperti che possono essere osservati nel sedimento urinario sono batteri e miceti lievitiformi; le urine sono di norma sterili, la presenza contemporanea di un numero elevato di batteri e leucociti è indicativa di una infezione delle vie urinarie, mentre la presenza di rari batteri può indicare una contaminazione del campione, di contro la presenza di miceti si può riscontrare nelle infezioni micotiche ed è di frequente riscontro nelle urine dei soggetti diabetici in presenza di glicosuria. Nelle urine si può osservare anche la presenza di spermatozoi, il cui reperto casuale non riveste significato patologico, ma va comunque valutato in base all’età, all’attività sessuale e alla presenza di eventuali alterazioni prostatiche e delle vie genitali, di muco, che può avere significato fisiologico o in alcuni casi essere la spia di un processo infiammatorio e di corpi grassi.

PRESENZA DI AZOTEMIA O UREA SIERICA

L’azotemia è la misura della concentrazione dell’azoto non proteico contenuto nel sangue, quindi in ultima analisi è la misura della concentrazione ematica dell’urea. Valori normali 15-45 mg/dL. L’urea, elemento catabolico di scarto che deriva dalla degradazione delle proteine, è prodotta nel fegato che la riversa nel torrente circolatorio da cui arriva ai reni dove viene filtrata ed eliminata con le urine. L’azotemia viene utilizzata per il monitoraggio della funzionalità renale. Si tratta di un parametro che varia in base all’età ed al sesso, e ad altre cause come la disidratazione ed il digiuno, traumi, alcune malattie infettive, infiammazioni, una dieta iperproteica, un’attività fisica che causi un elevato catabolismo muscolare, alcuni farmaci con effetto catabolico.

AZOTEMIA PARAMETRO IMPERFETTO

Tutto ciò fa si che l’azotemia sia un parametro imperfetto per la valutazione della funzionalità renale ed i suoi valori devono sempre essere interpretati nel contesto clinico del paziente ed in associazione agli altri parametri di funzionalità renale. Valori di azotemia inferiori a quelli di riferimento hanno generalmente un significato diagnostico meno importante e possono essere dovuti principalmente ad iperidratazione, malnutrizione con dieta ipoproteica o gravidanza.

PRESENZA CREATININA

La creatinina è un prodotto di degradazione della creatina, viene prodotta a livello dei muscoli a partire dalla creatina fosfato, e la sua formazione è indispensabile per l’escrezione della creatina stessa. Il vantaggio della determinazione della creatininemia, rispetto all’azotemia, è dato dal fatto che l’escrezione giornaliera con le urine di questo metabolita è una costante dell’organismo e rapportabile in soggetti della stessa età e sesso. La creatinina, una volta formata, viene riversata nel sangue, arriva ai reni e viene completamente filtrata dal glomerulo ed escreta, in quanto non viene assolutamente riassorbita. Di conseguenza, la creatinina urinaria è un indice sensibile e specifico della funzionalità renale e se la sua concentrazione nelle urine diminuisce di riflesso si avrà un aumento della sua concentrazione ematica. La creatininemia è, quindi, un esame utile nei soggetti in cui si sospetti un’alterata funzionalità renale o nei soggetti che hanno già diagnosi di nefropatia e nei dializzati per monitorare l’evoluzione della patologia o i risultati del trattamento dialitico. Valori normali 0,7-1,4 mg/dL.

VALUTAZIONI DI AUMENTI E DIMINUZIONI CREATININA

Un aumento dei livelli di creatinina nel sangue indica una sua inefficiente escrezione renale, conseguenza di diverse patologie quali insufficienza renale, glomerulonefrite, infezioni delle vie urinarie, calcoli renali o della riduzione del flusso sanguigno renale dovuta a scompenso cardiaco, diabete o aterosclerosi. La creatininemia può risultare aumentata anche per cause diverse quali eccessivo esercizio fisico, ingestione eccessiva di creatina o proteine con la dieta, traumi muscolari, sindromi artritiche diffuse ed ipertiroidismo. Al contrario una riduzione dei valori della creatinina si riscontra fisiologicamente durante la gravidanza oltre che in presenza di atrofia muscolare, stati di cachessia, alcuni carcinomi, leucemia, anemie ed ipotiroidismo.

CREATININA CLEARANCE

Per clearance di una sostanza si intende la quantità di sangue che viene depurata da tale sostanza nell’unità di tempo da parte del rene. Per questa misura, quindi, è necessario sia un prelievo di sangue per la valutazione della creatininemia, sia una raccolta delle urine delle 24 ore per la valutazione della cretineria. Da tali parametri viene calcolata la clearance per mezzo di apposite formule matematiche.
La creatinina clearance viene utilizzata, quindi, per valutare velocità ed efficienza della filtrazione renale e di conseguenza della funzionalità renale nel suo complesso. I suoi valori decrescono in presenza di insufficienza renale o cardiaca e sono molto utili anche per monitorare la progressione e la gravità della patologia. I valori normali sono 84-62 ml/minuto nell’uomo e 82-146 nella donna

PRESENZA DI MICROALBUMINURIA

La microalbuminuria indica la presenza di albumina nelle urine in concentrazioni piccole ma comunque significative dal punto vista clinico. Si tratta di un esame che riveste particolare importanza come indicatore precoce di nefropatia, soprattutto per quel che concerne la nefropatia diabetica. Nel diabete, infatti, l’iperglicemia cronica causa con il tempo danni a livello dei capillari del glomerulo renale con conseguente aumento della loro permeabilità che permette a sostanze normalmente trattenute nel sangue di passare nelle urine. in questa situazione l’albumina è una delle prime sostanze a passare, ben prima del conclamarsi della patologia renale, da qui il suo utilizzo come marcatore precoce di danno renale. I valori normali sono 0-20 mg/L. Nelle urine normalmente viene escreta una piccolissima quantità di albumina (< 30 mg/L). Per microalbuminuria si intende una situazione in cui l’eliminazione di albumina varia tra 30 e 300 mg/L, mentre per valori superiori si parla di albuminuria franca, conseguenza, quindi, di una nefropatia conclamata.

PRESENZA PROTEINURIA

La proteinuria è la misura della concentrazione delle proteine presenti nelle urine, parametro che riveste una notevole importanza nella valutazione della funzionalità renale, come già visto ampiamente all’inizio del presente articolo. In sintesi, la proteinuria viene classificata in base alla causa ed alla sua durata, per cui si parla di proteinuria transitoria, ortostatica e persistente. La proteinuria transitoria è piuttosto comune e di scarso significato clinico, si rileva occasionalmente in un campione di urine con sua successiva scomparsa, è causata da stress, febbre, traumi ed attività fisica intensa. La proteinuria ortostatica è anch’essa di scarso significato clinico, è tipica degli adolescenti e dei soggetti magri e con accentuazione della lordosi lombare, la sua eziopatogenesi e di origine ancora incerta; in ogni caso la proteinuria da posizione eretta scompare se i campioni di urina sono raccolti immediatamente dopo il risveglio. La proteinuria persistente è la forma clinicamente rilevante, di norma rappresenta la spia di un processo nefropatico (malattia primaria a livello renale) o sistemico (nefropatia secondaria ad altre patologie quali ad esempio insufficienza cardiaca e diabete mellito). Nelle proteinurie persistenti maggiore è l’entità del danno renale e maggiore sarà il livello di proteine eliminate con le urine, nei casi più severi si osservano proteinurie con più di 3000 mg/die. In queste situazioni il paziente presenta i segni della cosiddetta sindrome nefrosica con edemi sottocutanei diffusi, ipoalbuminemia, dislipidemia ed ipercoagulabilità e spesso presenza di lipidi nelle urine. I valori normali sono 28-141 mg/24h.

PRESENZA ACIDO URICO

L’acido urico deriva dal catabolismo delle purine e la sua eliminazione è quasi del tutto renale e solo in piccola parte avviene attraverso l’apparato digestivo. Le purine, tipo adenina e guaina, sono basi azotate che tramite un legame con molecole pirimidiniche (citosina, timina e uracile) costituiscono gli acidi nucleici Dna e Rna. I valori normali per l’acido urico sono 3,4-7,0 mg/dL nell’uomo e 2,5-6,0 mg/dL nella donna.

ACIDO URICO ENDOGENO ED ESOGENO

Oltre all’acido urico di derivazione endogena c’è anche quello di derivazione esogena quindi alimentare. I cibi che contengono più purine e che quindi tendono ad elevare i livelli di acido urico sono la selvaggina, le interiora ed il fegato, il cervello ed il pesce azzurro. Alte quantità di purine sono anche contenute nelle carni in genere, nei salumi, nei crostacei ma anche in alcune verdure come i legumi, gli asparagi ed i funghi.

GOTTA E PRECIPITAZIONE CRISTALLI URICI

L’elevazione dei valori di acido urico può dipendere o da una ridotta eliminazione renale o da una eccessiva introduzione alimentare di purine. In soggetti iperuricemici è opportuno rivalutare i livelli di acido urico dopo una settimana di dieta priva di purine. La patologia conseguente agli alti livelli di acido urico è la gotta in cui, per il precipitare dei cristalli di acido urico, si hanno acuti episodi di artralgia estremamente dolorosa localizzata di solito all’alluce, al pollice o alle grandi articolazioni delle gambe. In un kg di carne o di pesce c’è un quantitativo medio di purine che varia dai 28 ai 30 grammi.

ASPIRINE E DIURETICI MOLTIPLICATORI DI ACIDO URICO

Gli episodi artralgici possono essere accompagnati da febbre e malessere generale. Oltre alla gotta acuta è descritta la gotta cronica in cui si ha la formazione di depositi di acido urico a livello dei tessuti molli, tendini ed osso ma soprattutto la formazione di calcoli di acido urico nel rene e nefropatia. Normalmente l’aumento dell’acido urico nella gotta deriva da ridotta eliminazione renale ma può anche essere conseguente ad aumento della sintesi dell’assunzione di purine. Da ricordare che alcuni farmaci come l’acido acetilsalicilico ed i diuretici aumentano i livelli di acido urico.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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