REFLUSSO URETERO-VESCICALE, STENOSI E STRATEGIE DI RECUPERO

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LETTERA

REFLUSSO URETERO-VESCICALE E GRAVISSIMI DISTURBI NELL’URINARE

Buon pomeriggio Valdo, mi chiamo Amanda e ho 44 anni. Soffro, oramai da una vita, oltre che di reflusso uretero-vescicale grave, di restringimento dell’uretra, con gravissimi disturbi nell’urinare. Da quest’estate la situazione è peggiorata, facendomi passare le notti in bianco. Spesso mi sono addormentata alle 7 del mattino, sfasando del tutto i cicli circadiani. Durante il giorno le cose non vanno meglio.

VENE VARICOSE, GONFIORI ALLE GAMBE E VARICOCELE PELVICO

Questo problema poi ha finito per aggravare altri disturbi che ho, come le vene varicose e il gonfiore alle gambe, e ha finito per farmene insorgere di nuovi, come il varicocele pelvico. Non posso mai sedermi e sono costretta, per attenuare la sofferenza, a mangiare sempre in piedi.

DOLORI INVALIDANTI E IMPOSSIBILITÀ DI MOVIMENTO AUTONOMO

Io non ce la faccio più. Non vivo più. Sono prigioniera in casa mia. Quando mi azzardo ad uscire anche solo per un’ora mi vengono dei dolori ancora più grandi, che poi, una volta tornata a casa, pago con gli interessi. Non riesco più a lavorare! Dovrei muovermi per la mia salute, dovrei uscire al sole, all’aria, con gli amici, per delle commissioni, compiere le normali mansioni casalinghe. Dovrei farlo per il mio equilibrio fisico e mentale. Ma questo disturbo me lo impedisce, mi impedisce tutto.

ESAURIMENTO E DEPRESSIONE

Non riesco più a prendere cura di me stessa in tutti i sensi. Se non fosse per i miei genitori che mi assistono in continuazione non so dove andrei a finire. Mi sento sfibrata, snervata, esaurita nel corpo e nello spirito. La depressione mi porta a piangere 2 giorni sì e uno no.

ESISTE LA POSSIBILITÀ DI USCIRE DAL TUNNEL MEDIANTE L’IGIENISMO?

Può l’igienismo guarirmi e farmi uscire completamente sana da questo tunnel di tormenti? Io non ho più pace nelle 24 ore. Nemmeno a letto. La malattia mi ha rovinato pure il sonno. Qual’è il miglior detergente per lavarsi le parti intime? L’acqua e basta, l’acqua con il bicarbonato o qualche detergente da prendersi in farmacia?

SONO UNA DELLE TANTE DANNEGGIATE E DELUSE DALLE CURE MEDICHE

Sono nelle sue mani, Valdo. Non voglio più affidarmi, se possibile, a quelle dei dottori, che mi hanno fatto perdere tempo, deludendomi e indebolendomi ancor di più! Grazie di cuore per quanto ha fatto, per quanto sta facendo e farà ancora, per me e per gli altri. Con stima e affetto.
Amanda

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RISPOSTA

NON DISPERDIAMO ENERGIE INUTILMENTE

Ciao Amanda. Prima cosa basilare smetti di piangere e di lamentarti. Lacrime e rammarichi sono pesanti dispersioni di energia nervina e ti mantengono in un vortice patologico senza fine. Adopera quella energia per studiare la materia igienistica, per capirti meglio, per impostare seriamente un piano progressivo e coerente di recupero. La vitalità del corpo è paragonabile alla carica magnetica di una batteria. Abbiamo l’obbligo di preservarci e mantenerci al meglio, e di non permettere l’esaurimento dei nostri preziosi elementi ricaricabili.

NIENTE CURE E NIENTE DANZE RITUALI

Non cercare l’uscita dal tunnel in zone esterne e lontane. Le hai cercate nei farmaci, nella medicina e nell’omeopatia, restando del tutto delusa. L’igiene naturale, o scienza della salute naturale, non è la corte dei miracoli e ancor meno è una danza voodoo intorno al fuoco con il guru che ti regala nuove speranze e nuove prospettive di guarigione. Addirittura niente cure, intendendo con questo niente cure sul sintomo ma sui fattori causanti.

VIETATO DELEGARE ALL’ESTERNO IL TUO RECUPERO

L’uscita dal tunnel sta a un millimetro di distanza da te. Sta anzi dentro te stessa, visto che il tuo corpo, per quanto malfunzionante e massacrato, possiede i germi del riequilibrio. Esistono in te la voglia e gli strumenti interni per autoguarire, a patto che tu li sappia identificare, riconoscere ed adoperare, dando spazio operativo e fiducia al tuo sistema immunitario. Pertanto rimboccarsi le maniche e cambiare radicalmente atteggiamento, passando dai pensieri negativi e disperanti a pensieri positivi e carichi di entusiasmo.

REFLUSSO VESCICO-URETERALE

Il reflusso vescico-ureterale rappresenta una delle maggiori cause di insufficienza renale terminale in bambini e giovani adulti ed è causato da una malformazione del giunto che collega gli ureteri alla vescica, per cui ne viene meno il meccanismo di valvola. Di conseguenza, durante la minzione le urine refluiscono all’indietro dalla vescica negli ureteri, raggiungendo i reni. Normalmente, l’urina scorre solo giù dai reni alla vescica. Qui siamo invece di fronte a flusso anomalo di urina dalla vescica che torna su agli ureteri, ovvero ai tubicini di collegamento tra reni e vescica.

VISUALE MEDICA E VISUALE IGIENISTICA

Il trattamento medico parla di anomalie genetiche e di problemi infettivi, cioè batterico-virali, cose notoriamente estranee alla visuale igienistica. L’igiene crede nel rapporto causa-effetto e mette sotto accusa gli interventi preventivi e curativi di tipo iatrogeno. Ovvio che se si devia e si sballa nella fase eziologica, la patologia diventa un enigma di difficile soluzione. Tant’è che la medicina si muove per dogmi e per false sicurezze, prescrivendo farmaci o interventi chirurgici mirati a sintomi dalle sconosciute origini.

INFIAMMAZIONE E INFEZIONE SONO COSE DIVERSE

Un’infiammazione del tratto urinario (UTI) è l’indicazione più comune del reflusso vescico-ureterale. Il fatto fondamentale è che la presenza di ostruzioni virali ossia di detriti cellulari inespulsi, e quindi di batteri pronti a cibarsene, non è per niente sinonimo di causa patologica, ma al contrario sta a significare operatività fisiologica dei meccanismi rimediali.

SINTOMI DEL REFLUSSO

Il reflusso vescica-ureterale produce i seguenti sintomi: 1) Forte e persistente desiderio di urinare, 2) Bruciore durante la minzione, 3) Frequenti espulsioni di piccole quantità di urina, 4) Sangue nelle urine (ematuria), 5) Forte odore delle urine, 6) Febbre inspiegabile, 7) Dolore addominale o al fianco, 8) Timore ed esitazione nell’urinare, 9) Diarrea, 10) Vomito, 11) Inappetenza, 12) Irritabilità, 13) Cambiamenti umorali, 14) Enuresi notturna, 15) Alta pressione, 16) Proteinuria, 17) Insufficienza renale.

SISTEMA URINARIO

Il sistema urinario include i reni, ureteri, vescica e uretra. Tutti hanno un ruolo nella rimozione dei rifiuti prodotti dal corpo. I reni, un paio di organi a forma di fagiolo sul retro dell’addome superiore, filtrano i rifiuti, l’acqua e gli elettroliti minerali come sodio, calcio e potassio, che aiutano a mantenere l’equilibrio dei liquidi nel corpo. Tubi chiamati ureteri trasportano l’urina dai reni verso il basso nella vescica, in cui è depositata fino a quando non esce dal corpo attraverso un altro tubo (l’uretra) durante la minzione.

REFLUSSO PRIMARIO

Il reflusso vescico-ureterale può svilupparsi in due forme, primaria e secondaria. La causa del reflusso primario è congenita, presente prima della nascita. Il difetto sta nella valvola funzionale tra la vescica e l’uretere che si chiude normalmente per evitare che l’urina rifluisca. Quando il bambino cresce, gli ureteri si allungano, questo può migliorare la funzione della valvola ed eventualmente risolvere il reflusso. Questo tipo di reflusso vescico-ureterale tende a tramandarsi nelle famiglie, il che indica che può essere genetico, ma l’esatta causa del difetto è sconosciuta, per ammissione delle stesse istituzioni mediche.

REFLUSSO SECONDARIO

La causa della forma secondaria è un blocco o un malfunzionamento del sistema urinario. Il blocco più comunemente è il risultato di ricorrenti infiammazioni del tratto urinario, che possono provocare il gonfiore di un uretere. Il danno renale è il protagonista principale del reflusso vescico-ureterale. Le complicazioni includono 1) Cicatrici note come nefropatie da reflusso, 2) Ipertensione o pressione alta. Dato che i reni rimuovono i rifiuti dalla circolazione sanguigna, i danni ai reni e il conseguente accumulo di rifiuti possono aumentare la pressione sanguigna. 3) Insufficienza renale e ricorso alla dialisi.

ANTIBIOTICI DAI PESANTI EFFETTI COLLATERALI

I bambini affetti da moderato o grave reflusso vescico-ureterale primario hanno due opzioni di trattamento: farmaci e chirurgia. L’utilizzo di farmaci è più comune, l’intervento chirurgico di solito è riservato a quei bambini per i quali gli antibiotici non hanno successo. Antibiotici comunemente usati per la prevenzione comprendono la combinazione di trimetoprim-sulfametossazolo (Bactrim, Septra), trimetoprim (Primsol) e nitrofurantoina (Furadantin, Macrobid, Macrodantin). Pesantissimi gli effetti collaterali. Non solo nausea, vomito e dolori addominali, ma soprattutto devastanti dissesti alla flora intestinale e resistenza agli antibiotici, una condizione in cui l’infezione non risponde più agli antibiotici e diventa più difficile da trattare.

TRATTAMENTI CHIRURGICI

Chirurgia tradizionale oppure chirurgia endoscopica. L’intervento tradizionale richiede un’incisione nel basso addome attraverso il quale il chirurgo ripara il malformazione che causa il problema. Questo tipo di chirurgia richiede di solito soggiornare qualche giorno in ospedale, durante il quale un catetere viene mantenuto in sede per drenare la vescica. Nella procedura endoscopica, il medico inserisce un tubo luminoso (cistoscopio) attraverso l’uretra per vedere all’interno della vescica del bambino, inietta poi un agente intorno all’apertura dell’uretere colpito per cercare di rafforzare la capacità della valvola di chiudersi correttamente. Questo metodo è minimamente invasivo rispetto alla chirurgia normale e presenta meno rischi, anche se potrebbe non essere così efficace.

MODIFICA STILI DI VITA SECONDO LA MEDICINA CONVENZIONALE

Le infezioni delle vie urinarie (IVU), che sono comuni nel reflusso vescico-ureterale, possono essere dolorose. Ma si può prendere provvedimenti per alleviare il disagio del paziente fino a quando gli antibiotici eliminano l’infezione. Bere liquidi, soprattutto acqua. “L’acqua potabile diluisce le urine e può aiutare a espellere i batteri. Evitare succhi di frutta e bibite contenenti caffeina. Gli agrumi possono irritare la vescica e tendono ad aggravare la frequente necessità di urinare”. Notare la scarsa chiarezza delle dritte mediche. Espellere i batteri è ridicolo. Espellere i batteri fatti fuori dagli antibiotici può andare. Espellere i virus endogeni ostruenti, che i batteri scioccamente eliminati non hanno potuto divorare, può andare pure. Evitare succhi di frutta è ridicolo. Ci sono succhi devitalizzati in confezioni e bottigliette, giustamente demonizzabili, e ci sono succhi freschi ottimi e indispensabili sotto ogni aspetto. Gli agrumi irritanti per la vescica? Ennesima cartonata. Invito a studiare a memoria 3 fondamentali tesine “Emorroidi sanguinanti, ristagno venoso e cura del limone“, del 20/8/13 e “Guarigione totale da flebite e vene varicose“, del 24/2/11.

STENOSI URETRALE

L’uretra è l’ultimo tratto delle vie urinarie. Unisce la vescica con l’esterno (meato uretrale esterno). L’uretra femminile è un canale lungo circa 4 cm e dal diametro di mezzo centimetro. L’uretra maschile è considerevolmente più lunga (18-20 cm). La stenosi uretrale è un restringimento del lume dell’uretra causato da una cicatrice che si sviluppa nella parete uretrale a partire da una lesione. Fra le cause possibili una uretrite (IVU infiammazione vie urinarie) ma anche qualche alterazione tissutale di tipo non infiammatorio. Si tratta comunque di una patologia il cui trattamento è complesso e dibattuto in campo urologico.

SINTOMI DI STENOSI

La persona che soffre di stenosi uretrale presenta difficoltà al momento di urinare, accompagnata da un certo dolore. Inoltre, ha poca forza per espellere l’urina. Dopo la minzione, sente di avere ancora la vescica piena. Come curare la stenosi uretrale? Ci sono dei suggerimenti di tipo logico e non lontano dal naturale.

STRATEGIE NATURALI PER CONTRASTARE STENOSI E URETRITI

1) Due semicupi freddi prima dei pasti, sedendosi in una bacinella o nel bidet per 4 minuti. Tecnica che provoca forte miglioramento di tono e circolazione. Tecnica preziosa negli edemi di stomaco, colon, retto, genitali, nonché nelle infiammazioni del circolo venoso di pelvi e arti inferiori, nelle patologie epatiche, nelle enuresi notturne e nell’evacuazione precoce.rivitalizzanti di 15 minuti (uno a digiuno e uno prima di cena). 2) Due semicupi come i precedenti, ma caldi e da 10-15 minuti, terminanti con leggera frizione mediante panno impregnato di acqua fredda, utilissimi nelle infiammazioni ginecologiche, proctiti, cistiti, ragadi, prostatiti e uretriti. 3) Evitare alimenti troppo piccanti e troppo speziali. 4) Tutti i giorni bere almeno un litro d’acqua con il succo di due limoni freschi. Bere inoltre, in aggiunta, succo misto di mela e di arancia con limone.

IGIENE INTIMA FEMMINILE

L’abitudine ad una corretta igiene intima è una pratica molto salutare, che andrebbe inculcata sin dall’infanzia. Non si tratta di stabilire semplicemente le modalità di lavaggio e pulizia, ma anche e soprattutto di adottare una serie di comportamenti utili per prevenire disturbi genitali di vario tipo (perdite, irritazioni, infiammazioni, cistiti). La vagina è un’area del corpo capace di pulirsi da sé. Per questo è sufficiente detergere i genitali esterni (grandi e piccole labbra, meato urinario, clitoride e vestibolo della vagina) con acqua e un po’ di sapone delicato. Sconsigliate le lavande vaginali, che potrebbero alterare la microflora locale esponendo la vagina ad un aumentato rischio di infezione.
L’uso di spray e di deodoranti nella regione intima è controindicato, potendo determinare irritazioni o reazioni allergiche. Limitare l’utilizzo di collants e pantaloni stretti, preferendo biancheria intima di cotone ed evitando materiali sintetici come il nylon.

VARICOCELE PELVICO E TRATTAMENTI INVASIVI CON RECIDIVE ASSICURATE

A differenza di quanto si è soliti pensare, il varicocele è una patologia che colpisce sia uomini che donne. il varicocele maschile generalmente si scopre studiando l’infertilità del soggetto o l’insufficienza venosa in sede di attività sportiva.  Il varicocele pelvico femminile è causa di dolori cronici che si accentuano durante il ciclo mestruale, durante i rapporti sessuali e in ortognatismo prolungato (stando in piedi). L’igiene non è particolarmente interessata a commentare i vari tipi di interventi chirurgici proposti dalla medicina, non fosse che per i vari cateteri applicati e per le recidive che sono non l’eccezione ma la regola.

DANNI IATROGENI O MEDICO-CAUSATI

Per concludere, vescica e cistite, nonché tutte le patologie renali derivate, implicano la presenza di sostanze estranee nell’orina. Problemi di stitichezza o di insufficienza epatica o di calcolosi biliare si ripercuotono nel sistema urinario. Somministrazioni di farmaci irritanti fanno altrettanto e anche di più. Lavaggi caustici, chelazioni, cateteri, stent (micro-strutture ad espansione introdotte negli organi a lume per ridurre un restringimento stenosi) o per escludere una dilatazione (aneurisma dal greco aneurynein=dilatare, aneurysma=dilatazione), producono altre complicazioni ancora. Tener presente che l’urina viene normalmente trattenuta nella vescica sino a quando non si è raggiunta una quantità apprezzabile, in genere 100 grammi, ossia la quantità necessaria per provocare lo stimolo della minzione.

STRATEGIE ALIMENTARI E DIGIUNISTICHE

Per quanto riguarda l’alimentazione, particolare cura deve essere posta posta nel consumare adeguate quantità di frutta e verdura, per evitare la stipsi. Valgono dunque le solite regole del mio pacchetto salutistico igienista, che si traducono in una sana e corretta alimentazione. Per curare tutta la gamma di malattie urinarie è conveniente il digiuno, oppure anche una alimentazione a base di frutta e di insalate crude condite con olio extravergine e limone, oltre che poco aceto da sidro di mele e poco sale. Assumere semi di zucca, noci, ortiche, aglio, cipolla e porri, contro eventuali parassiti intestinali. Inserire aloe, cavolo, crescione, cicoria, lampone, lattuga, orzo, ribes, tarassaco, equiseto, uva, patata e zucca. Bere limonate senza zucchero a piccoli sorsi, utili a dissolvere le impurità e ad espellere le sostanze tossiche. Ricordarsi infine che la malva rimane una delle migliori piante per il sistema renale, da inserire nelle insalate e da bere abbondante nelle tisane.

IL MENU DELLA RIPRESA

Una volta superato lo stato acuto delle cistiti e delle uretriti, la prima colazione sarà a base di spremute e di frutta varia a piacere e a volontà. Il pranzo inizierà con terrina di insalata e di avocado, con decina di noci o mandorle. Ammesse, per i non vegani-rigidi e per i vegetariani sottopeso, alcune uova sode e qualche formaggio tenero di malga, ad accompagnare tarassaco amaro e asparagi ultra-diuretici. Se c’è ancora appetito un minestrone vegetale, una zuppa di verdure-patate-cipolle, non guasterà affatto. La cena includerà un piatto di insalata come a pranzo, seguito da patate e legumi. Se non c’è appetito, limitarsi alla frutta fresca.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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