SCHEMA ALIMENTARE PER UNA PULSANTE VITALITÀ FISICA E SPIRITUALE

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(Conferenza di Padova del 23 marzo 2014)

DIPENDIAMO TUTTI DAL REGNO VEGETALE

Il regno minerale alimenta quello vegetale, e il regno vegetale alimenta quello animale, compreso l’uomo, è una legge naturale. Tutto il regno animale, incluso tigri e leoni, dipende dalle piante. È dal mondo vegetale e non dalla carne che gli animali più forti, più resistenti, e più prolifici della terra traggono gli aminoacidi essenziali per costruire le loro possenti masse muscolari.

OGNI DIVERSO MOTORE ESIGE IL SUO APPROPRIATO CARBURANTE

Per stabilire cosa sia l’uomo non serve scomodare la preistoria e la storia, né serve ricorrere a troppe considerazioni filosofiche. L’uomo è vegetariano totale, vegano, soprattutto fruttariano e crudista, nel corpo, nello spirito e nella mente, indipendentemente da cosa mangia poi nella sua realtà quotidiana. L’uomo, re dei primati, ha un motore che funziona magnificamente a zuccheri vivi naturali, accompagnati dai loro enzimi-vitamine-minerali e acidi grassi polinsaturi crudi.

FATTEZZE UMANE INEQUIVOCABILMENTE SPECIALI

La verità chiara, lampante, inequivocabile, sta tutta scritta e marchiata nelle sue fattezze, nel suo disegno, nelle sue caratteristiche bio-chimiche interne che differiscono profondamente dagli animali onnivori.

  • Occhi che guardano avanti e non ai lati.
  • Mani prensili, delicate e non aggressive.
  • Pollice della mano opponibile e concepito per raccogliere e trattenere nocciole e pomi,
  • Dentatura adatta a masticare vegetali, semi e frutta.
  • Conformazione intestinale oblunga (12 volte la lunghezza del tronco).
  • Sangue e saliva umana, di tipo alcalino e non acido,
  • Totale assenza nell’uomo dell’enzima uricasi, che serve a disintegrare e disattivare il micidiale acido urico delle carni, mentre detto enzima è abbondante negli animali carnivori-onnivori.
  • Scarsezza di acido cloridrico nello stomaco umano, e quindi difficoltà di disgregare le proteine animali eventualmente assunte.

MANTENIMENTO DELLE CARATTERISTICHE

Ci sono stati nella preistoria e nella storia dell’uomo periodi di totale vegetarianismo e altri di onnivorismo, dovuti a variate condizioni ambientali e ad altre emergenze. Ma il corpo umano è rimasto sempre il medesimo, indipendentemente da eventuali ed episodiche trasgressioni carnofile. Il corpo umano è e rimane in altre parole un corpo crudista-fruttariano-vegetariano.

NIENTE ARANCE, NIENTE BANANE E NIENTE RADICCHIO SOTTO GLI IGLOO

Se vogliamo metterla sul piano storico-ambientale, dovremmo dire ad esempio che è piuttosto il tempo invernale a non essere adatto alla vita umana, costringendoci a stare in penuria di sole e di alimenti freschissimi per metà anno o quasi. Chi va avanti coi pregiudizi del cibo di stagione, o del cibo a chilometro zero, ha ben poco di che gioire. Se si ritrova ad abitare in un igloo della Lapponia, non dovrebbe toccare nessun frutto, ma limitarsi ai muschi e ai licheni, a corredo delle foche e dei pesci che è costretto ad arpionare.

PER L’UOMO È MEGLIO ANDARE VERSO L’EQUATORE CHE VERSO I POLI

In effetti, nel Paese dalle Ombre Lunghe succede proprio questo, e la vita media di chi ci abita scende a 30 anni, mentre il grado di intelligenza precipita a livelli infimi. Molto meglio scegliersi una capanna a ridosso di un’oasi del Sahara, o un riparo di fortuna in qualsiasi area tropicale, visto che l’uomo proviene dalla fascia equatoriale-tropicale e non certo dalle zone fredde del mondo.

CRITERIO SELETTIVO E NON IMITATIVO

Le sostanze proposte e diffuse dalle industrie alimentari sono innumerevoli. Possiamo comunque dotarci di una chiave valutativa ed interpretativa sempre valida. La chiave ha un nome preciso. Si chiama Buoni Principi, ovvero Buonsenso. Possedere un criterio selettivo è importantissimo nella vita quotidiana, perché è da lì che parte tutto. Ovvio che tale criterio deve avere delle caratteristiche qualitative particolari. Il criterio selettivo della gente comune è spesso quello bonario e imitativo della pecorella che segue il gregge. “Se una cosa la prendono in tanti, vuol dire che va bene”, “Se un consiglio lo dà il medico, vuol dire che è verità garantita”, “Se una cosa arriva dallo schermo televisivo, vuol dire che è credibile”.

CI VUOLE IL SETACCIO A MAGLIE SOTTILI

Selezione significa scelta con la esse maiuscola, usando non il setaccio a maglie larghe, ma quello microscopico che cattura e scarta ogni sassolino, ogni impurità, ogni errore. Un comportamento, un pensiero, una sostanza, per poter essere accettate devono rispondere a norme di buona salute nel breve e nel lungo periodo, a norme di eco-compatibilità con l’ambiente, col rispetto per il prossimo umano ed animale e con criteri accessibilità economica.

È NATURALE? È SANO? È INNOCENTE? È NON-DOPANTE? È ECOLOGICO? VIENE DA UN ALBERO O DA UN MATTATOIO?

“Quanto vicino alla natura, al buon senso, alla salute, alla semplicità, alla schiettezza, alla economicità, è l’uso di questo prodotto?”, ecco la domanda concreta che mi pongo di fronte a qualunque cosa che mi si presenti davanti. Anche perché poi il nostro corpo è ancor più selettivo, e classifica tutte le sostanze come nutrienti (assimilate) o come veleni (rifiutate, espulse con luce verde renale, o depositate internamente con luce rossa renale).

ANCHE NEL MONDO VEGETALE CI SONO DEI VELENI

Anche le piante non sono qualcosa di sempre innocente e valido per la nostra alimentazione. Sappiamo benissimo della velenosità estrema della cicuta, dei cianuri che stanno in determinati semi amari (vedi tesina “Commestibilità dei semi nei meloni e nella frutta”, dell’8/7/13), delle tossine che si racchiudono in una cinquantina di funghi mortali come l’amanita phalloides.

AMARE LA NATURA SIGNIFICA STUDIARLA E CONOSCERLA

Prima di andare a funghi per i boschi, ricordo che, da studente, ad ogni nuovo fungo che incontravo sul mio cammino, mi sobbarcavo 10 km andata e 10 di ritorno con la mia Vespa e lo portavo ad esaminare e a discutere presso l’ufficio micologico di Udine. Anche perché, da ragazzino, avevo subito un avvelenamento fungino in zona Mattuglie (Croazia) e non avrei mai voluto rifare tale esperienza.

NON ESISTONO ALTERNATIVE AL NOSTRO CIBO DI ELEZIONE

Inoltre ha senso ancora elogiare frutta e verdura nonostante i prodotti tossici usati nelle campagne? Sicuramente che ha senso. Esistono forse delle alternative migliori? Certi negozi bio sono forse sempre e comunque migliori dei normali mercati a disposizione? Non direi. Mortadella, prosciutto e grana, richiesti ampiamente dal mercato, hanno forse addosso meno materiale inquinante?

SPECIALE IMPORTANZA NUTRITIVA DELL’ENERGIA SOLARE

Ho detto e ripetuto che ogni pianta, indipendentemente dal terreno su cui cresce, è dotata di radici intelligenti capaci di selezionare al meglio quanto le serve, ed è inoltre dotata di recettori capaci di catturare dallo spazio luce solare e energia elettromagnetica e di incapsularla nei suoi frutti.

PRANA, BIOPLASMA, O ANCHE AURA ETERICA

Il prana (o il ki per gli orientali) è l’energia che crea e che costituisce l’intero universo. Esso è presente in tutte le cose che si muovono, e persino in quelle che non si muovono. Ma è straordinariamente forte e attivo nelle creature viventi, piante, insetti, animali e uomini. I chiaroveggenti, i sensitivi, i radiestesisti, riescono a percepire il prana come un gioco dinamico di colori e di energie che si diffondono intorno ai corpi, e lo chiamano aura. Gli scienziati preferiscono chiamarlo bioplasma e ne misurano la sfera di influenza come si trattasse di un campo di forza, un’area magnetica.

LE RICERCHE AMERICANE ALLA YALE UNIVERSITY SUI CAMPI VITALI

Negli USA, i ricercatori Burr e Northrop della Yale University hanno mappato e misurato le emanazioni elettromagnetiche dei corpi viventi, mediante l’uso di voltametri ad alta sensibilità.
Uno degli esperimenti più classici fu quello di connettere i voltametri a due alberi e registrare le fluttuazioni dei loro L-fields (campi vitali) nel corso degli anni.

IL CONTATTO RIVITALIZZANTE CON LE PIANTE

Le piante non sono soltanto veri centri di emissione di prana, ma sono capaci di interagire con gli altri esseri viventi, inclusi noi umani, sempre a livello pranico. Il contatto fisico con le piante ci fa bene e ci rinforza. Gli yogin lo chiamano “pranamaya kosha”, ed è una tecnica, un modo efficace per rivitalizzare il corpo fisico.

LA VITA PULSA SOLO DAI CIBI NATURALI, NON DAL MATERIALE COTTO, SINTETICO, AMMAZZATO, SALATO E ZUCCHERATO

Pfeiffer dimostrò come la forza vitale pulsa dai cibi naturali, ma niente affatto dai minerali inorganici e dalle vitamine sintetiche, materiale devitalizzato e morto, o quantomeno caratterizzato da un valore biologico estremamente insignificante.

ESTREMA IMPORTANZA DELL’ACQUA

Tutti i corpi contenenti acqua accumulano le correnti telluriche e magnetiche del pianeta, e poi le irradiano lentamente. Ed è per questo che il corpo umano, come tutti gli alimenti acquosi offerti dalla natura, agisce come un condensatore variabile, agisce da rilevatore, selettore e amplificatore di onde corte e ultra-corte. Il russo G. Lakhowsky, da parte sua, affermava che “la vita nasce dalle radiazioni e viene pure mantenuta dalle radiazioni”.

FINALMENTE LE PRECISE MISURAZIONI DELL’INGEGNER SIMONETON

Grazie a queste ricerche, l’ingegnere francese André Simoneton fu in grado di stabilire e misurare con precisione le forze vibrazionali emesse dall’uomo sano (6500-7200 Angstrom e oltre, corrispondenti al colore rosso) e dall’uomo malato (sotto i 6500 e corrispondenti al colore grigio), dagli alimenti vivi e da quelli devitalizzati. Per le sue misurazioni usò un contatore geiger, una camera ionizzante di Wilson, il dosimetro e biometro di Bovis graduato in Angstrom, capace di misurare al decimilionesimo di millimetro.

ANTONIO GRASSI DA UDINE AVEVA PROFONDA CONOSCENZA DI QUESTI ARGOMENTI

Il rimpianto ricercatore udinese Antonio Grassi, quello che negli anni ’70 vendeva nelle farmacie italiane le solette terapeutiche Grassi contro l’emicrania, diceva le stesse cose, a completamento del cerchio. Diventammo amici dopo che lo intervistai e gli dedicai un lungo articolo sul quotidiano friulano Messaggero Veneto.

COME GLI STRUMENTI MISURAVANO LE ONDE VIBRAZIONALI IN ANGSTROM E I COLORI ALL’INFRAROSSO, COSÌ GRASSI PERCEPIVA L’AURA UMANA

Lo incontravo spesso nel suo negozio, al numero 60 di Piazzale Chiavris. Faceva il calzolaio di giorno per vivere, e concentrava i suoi lavori di ricerca nel suo avanzatissimo laboratorio ricavato nel retrobottega, dove arrivavano clienti nelle ore notturne, dalla Germania e dalla Svezia, a curare la sclerosi multipla. Non sempre, ma soltanto quando era in perfetta forma psicofisica, Grassi era in grado di chiudere gli occhi e concentrarsi profondamente sulla persona che gli stava a fianco, percependone forze eteriche, energie sottili e vibrazioni, definendo la sua aura rossa e sana o grigia e malata, a seconda dei casi.

LA SALUTE COME FATTORE BIOELETTRICO E COME EQUILIBRIO FUNZIONALE

Nel 1960 il dr A. George Wilson aveva sviluppato uno strumentino elettronico chiamato neuro-micrometro, adatto a misurare valori basilari come il rapporto acido-basico del corpo, l’energia nervina, l’energia funzionale, l’ossidazione cellulare, la riserva energetica organica, la tensione emotiva e la tossicità dell’organismo. Già allora appariva chiaro come la salute fosse un equilibrio funzionale, una condizione di bioelettricità bilanciata sui massimi livelli. Una condizione che non poteva in alcun modo essere fornita da alimenti cotti, da alimenti surgelati, sintetizzati o provenienti da animali morti.

L’IMPORTANZA FONDAMENTALE DEGLI ALIMENTI VIVI, ELETTRIZZATI ED ENZIMIZZATI

Dal momento in cui l’ossigeno e gli elementi nutritivi giungono al nucleo della cellula e ne divengono parte integrante, viene a crearsi una corrente elettrica di circa un 50-milionesimo di Volt, un’onda leggera di elettroni costretti a muoversi di atomo in atomo. Siccome sono gli alimenti che assumiamo a permettere la generazione e il mantenimento dell’energia nel corpo umano, spetta agli stessi il compito di preservare l’integrità termica, chimica, strutturale e funzionale dell’organismo.

DIETE SCORRETTE CHE SBALLANO IL NUTRIMENTO CELLULARE

Wilson elencava 4 modi nei quali una dieta scorretta può interferire sul buon funzionamento cellulare:

  • Incapacità nutritiva, ovvero incapacità di provvedere il giusto mantenimento alle cellule, sia per i processi ossidativi che per quelli di rigenerazione delle cellule stesse,
  • Acidificazione del corpo, in quanto interferisce coi processi ossidativi,
  • Insufficiente acidificazione, dove viene a mancare la differenza di potenziale elettrico per il flusso di energia lungo i nervi,
  • Eccesso di alimenti, dove il troppo stroppia ed ostacola la circolazione dei liquidi, impedendo ai nutrienti di giungere alle cellule.

CALORIA LORDA E INDICE GLICEMICO, CONCETTI SVIANTI E PRIVI DI SIGNIFICATO

In questa nuova visuale non più statica ma dinamica e vitalistica, vibrazionale ed elettromagnetica, il concetto di caloria usato dal vetero-nutrizionismo medico odierno, viene automaticamente spazzato via, e con esso anche gli indici glicemici fanno pressappoco la stessa ingloriosa fine. Le calorie vengono misurate facendo bruciare gli alimenti in laboratorio. Ma questa misura non prende affatto in considerazione l’energia che il corpo deve spendere per digerire, assimilare ed evacuare gli alimenti, nonché le spese caloriche per liberarsi delle tossine derivanti da tale processo.

UN AGGANCIO TRA IL CONCETTO VIBRAZIONALE, IL PRANA E LO YIN-YANG

Le ricerche di Wilson trovano sponda semmai nel concetto yoga del prana, quell’energia che sta in tutte le cose, ci attraversa tutti e costituisce l’intero universo. Proprio in quegli anni, due ricercatori della Yale University, il dr Burr e il dr Northrop, misurarono e mapparono questa energia usando voltametri particolarmente sensitivi. La vitalità e l’intelligenza delle piante ci insegna molte cose.

FLUTTUAZIONE DEI CAMPI VITALI E INTERAZIONI PIANTA-UOMO-ANIMALE

Un classico esperimento fu di collegare elettricamente due alberi vicini e registrare le fluttuazioni degli L-fields o life-fields, ossia dei campi vitali. Si scoperse così che tutte le piante vibrano di energia e di prana, al punto di interagire con l’uomo e gli animali a livello bioelettrico, al punto di sentire quanto accade nei paraggi e di emozionarsi per la sofferenza causata da qualcuno a una creatura vivente, animale o pianta.

ALIMENTI SUPERIORI, ALIMENTI DI SUPPORTO CALORICO E ALIMENTI INFERIORI

Il citato ingegnere francese Andrè Simoneton ha dato una svolta decisiva al modo di valutare e considerare gli alimenti e la salute in generale. Stabilito che ogni persona sana emette vibrazioni comprese tra 6200 e 7000 Angstrom, e che i cibi disponibili possiedono una bioenergia che va dal livello minimo zero a 11000 Angstrom, Simoneton suddivise i cibi in:

  • A) alimenti superiori (da 6500 a 11000),
  • B) Alimenti di supporto calorico (3000-6500) e
  • C) Alimenti inferiori o morti e biostatici (0-3000).

Le qualità nutrizionali dei cibi appaiono chiare osservando la tabella nelle vibrazioni e dei colori: 1) Infrarosso 7601-11000, 2) Rosso 6201-7600, 3) Arancio 5901-6200, 4) Giallo 5801-5900, 5) Verde 5201-5800, 6) Blu 4501-5200, 7) Indaco 4301-4500, 8) Violetto 3901-4300, 9) Ultravioletto 3001-3900, 10) Raggi-X 0000-3000.

ESTREMA IMPORTANZA DELLA FRESCHEZZA, DEL CRUDO E DELLA VITALITÀ

Appare chiaro in questo contesto come la freschezza, la crudità, la vitalità, l’innocenza degli alimenti sia di capitale importanza, e di come i cibi ad alta vibrazione siano quelli adatti a mantenerci in salute ai massimi livelli, mentre quelli al di sotto dei 6200 A, siano da considerare utili sotto l’aspetto calorico netto (calorie sviluppate dedotte della spesa energetica necessaria a sfruttarle).

I CRITERI CONCILIANTI DI SIMONETON, QUASI SPAVENTATO DALLE SUE STESSE SCOPERTE

Tener presente che lo stesso Simoneton, forse timoroso delle sue stesse strabilianti scoperte, pecca di conservatorismo, di spirito conciliativo e di difesa dell’industria francese dei vini e dei formaggi, nel classificare come bioattivi certi alimenti e certe bevande, in quanto le colloca sulla sua scala col criterio della caloria lorda, e non netta, lorda e non sottratta delle spese organiche (caloriche e nutritive) necessarie a digerire e smaltire totalmente i residui dei prodotti stessi. Carni e formaggi che per lui, vegano educato e non troppo graffiante, starebbero tra l’indaco e il verde, vanno in realtà a finire tra i cibi ladri ed ammalanti in fondo-scala, nella visuale di Wilson. Il criterio delle onde vibrazionali pone angoscianti domande sui cibi che la popolazione mondiale sta consumando, e sulla stessa esistenza delle industrie alimentari e petrolchimico-farmaceutiche.

I CIBI INDIGESTI DIVENTANO CIBI LADRI

La frutta matura allo stato naturale genera onde vibrazionali alte al rosso e all’infrarosso, apportando salute e vitalità. Le verdure crude stanno a cavallo tra l’arancio e il rosso. Le patate e i cereali integrali, con una cottura minima e intelligente, aumentano addirittura la loro biodisponibilità, trasformandosi in alimenti superiori. Le proteine animali nelle valutazioni di Simoneton stanno tra gli alimenti insufficienti ma comunque utili (latte e uova), solo perché non utilizza, come sopra accennato, il concetto di caloria netta di Wilson. Considerando gli alti costi assimilativi-evacuativi e i costi di smaltimento residui, le carni, il pesce, i latticini e le uova, si collocano nei bassifondi della scala addirittura al livello dei raggi X, al pari di dolciumi e marmellate. Al livello dei cibi ladri che, anziché apportare dei valori, tendono a rubarli.

PASTORIZZARE E CUOCERE SIGNIFICA DISTRUGGERE

I cibi che causano più strascichi sono le proteine. Ma anche amidi, zuccheri e grassi non scherzano per niente in fatto di dannosità, soprattutto quando vengono privati dei loro food-enzyme (vitalie, catalizzatori), dei loro ormoni, delle loro vitamine naturali e dei loro minerali organicati, tramite cotture intense e prolungate, tramite cotture al micro-onde, tramite cotture con pentola a pressione, tramite pastorizzazioni e vari processi di lavorazione industriale.

CRUDISMO PER GRADI

L’impatto iniziale col crudismo, per una persona rovinata da anni di cibi cotti e sbagliati, può essere duro sia dal punto di vista biochimico che da quello mentale. Qualcuno riesce a farlo e la cosa sta benissimo. Chi ha difficoltà può arrivarci per gradi. Un primo obiettivo per dei crudisti esordienti può essere il 30% di crudo, per poi andare via via al 50 e al 75% degli avanzati, o al 90% dei quasi perfetti. Nella fase iniziale va bevuta più acqua (1 litro al giorno) al fine di aiutare la fase eliminativa. Man mano che aumenta la percentuale di crudità la sete scompare, e l’acqua minerale viene progressivamente soppiantata dall’acqua biologica della frutta e dalla clorofilla delle verdure.
Se uno lavora e trasuda, o fa sport implicante intensa dispersione idrica, il caso è diverso.

ENORMI DIFFERENZE TRA UN CIBO VIVO E UN CIBO MORTO, TRA UN CIBO NON CRUDELE E UN CIBO IMPREGNATO DI SOFFERENZA E DI SANGUE

Non appartengo, però, alla schiera di chi crede ciecamente nei cibi. Non accetto persino la frase ippocratica “Il cibo sia il tuo farmaco”. Nemmeno il miglior cibo possibile ha poteri guaritivi. Questo non significa però che non esistano determinanti differenze di qualità tra cibi che tassano pesantemente l’apparato digerente e che fanno da ostacolo alla preziosa reattività immunitaria, come maiale, bovino, pollo, e cibi che invece collaborano coi meccanismi immunitari autodigerendosi e costando zero in termini di dispersioni digestive-assimilative-evacuative.

I VANTAGGI DEL CRUDO

Nel crudo tutti i nutrienti rimangono intatti. Il crudo favorisce l’abbassamento della pressione e la perdita del sovrappeso. La dieta cruda inverte il corso delle malattie, energizza il corpo, ritarda l’invecchiamento. Frutta e verdure vengono utilizzate ed assimilate 2-3 volte più efficacemente e velocemente nella versione cruda rispetto a quella cotta. Migliorando la dieta si ha sempre effetto eliminativo. È come quando uno smette di fumare e di bere caffè, dove le tossine nicotiniche e caffeiniche vengono rimosse dai tessuti e dai depositi, con transito verso l’esterno mediante la corrente sanguigna. Ed è per questo che per ridurre le reazioni (mal di testa e sintomi fastidiosi da eliminazione tossine), si raccomanda di gradualizzare la transizione dal cotto al crudo. Chi ha problemi con gli agrumi, deve ricorrere alla reintroduzione prudente e progressiva. Un buon succo d’arancia mattiniero regala in ogni caso una freschezza mentale che dura per diverse ore.

DIGERIBILITÀ DEI CIBI

Molta gente è pronta a demonizzare la frutta. Non si rende conto di essere vittima di un circolo vizioso dove il suo sangue denso e rallentato, dove il suo sistema linfatico impigrito, vanno ormai d’accordo col cibo lento, morto ed inquinato. Motore inquinato che richiama carburante inquinato, in coerente andazzo verso il peggio e verso la malattia. La frutta è alimento vivo, vivace e vivificante. Cibo che fa sobbalzare il sistema e che mette in crisi una macchina piena di crepe e difetti funzionali. Demonizzare la frutta è ridicolo. I problemi digestivi vengono sempre provocati dai cibi proteici e concentrati, parcheggiatori abusivi di un lungo tubo gastrointestinale di marca vegana. Cibi proteici e acidificanti significa cibi creatori di radicali liberi. Al contrario, la frutta alcalinizza e quindi contrasta i radicali liberi.

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SCHEMA ALIMENTARE QUOTIDIANO SEMPLIFICATO

ALGHE E GERME DI GRANO TRA I MIGLIORI ALIMENTI DI SOSTEGNO

Buona norma, al giorno d’oggi, è integrare una sana alimentazione, con prodotti naturali come le alghe, verdi o brune o scure. Esse contengono oltre a tutto anche la Niacina (vitamina B3, o PP pellagra preventive), derivante dall’aminoacido triptofano, che scioglie i grassi dai tessuti. Le alghe aiutano l’eliminazione delle scorie in quanto equilibrano la flora intestinale, disinfiammano la mucosa gastrointestinale ed aiutano la normalizzazione dell’equilibrio acido-basico o del pH. Qualche altro aiuto speciale lo otteniamo dal germe di grano, dai germogli, dalle ortiche, dal tarassaco e dalle varie erbe selvatiche.

LA QUESTIONE DEGLI SCHEMI

Molta gente continua a chiedere degli schemi precisi, definitivi, aggiornati, integrati, coinvolgenti in simultanea non solo le quote proteiche, non solo le quote caloriche riequilibranti, non solo le vibrazioni Angstrom e le radiazioni positive dell’Aura Rossa, ma anche i 5000 ORAC giornalieri, anche i flavonoidi della vitamina P penetrativa, anche rutina, quercitina, antociani, licopene, resveratrolo, catechine, carotenoidi, citocromi P450 (maggiori molecole detossificanti del corpo). Anche la NAC o N-acetilcisteina, anche il glutatione, antiruggine delle cellule. Non perdere le tesine tipo “Magia del glutatione e del resveratrolo“, del 16/7/13, e “Radicali liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere“, dell’11/2/13.

LA CHIAVE DEL PARADISO E DEL BENESSERE

In pratica mi si chiede la chiave del Paradiso, la quadratura del cerchio, il segreto di non sbagliare quantità, lo stratagemma per catturare il massimo di energia disponibile col minimo dispendio di fatica. Vorrei poterlo fare, ma tale richiesta sconfina purtroppo nel territorio delle cose impossibili. Ognuno è talmente unico e diverso nei dettagli, nelle circostanze del momento, nelle esigenze corporali, emotive e gustative, che qualsiasi schema porterebbe fuori percorso. La soluzione logica rimane quella della personalizzazione degli schemi, e non quella della pappa pronta, standardizzata e valida per tutti.

PER LA SPIRITUALITÀ NON SERVONO APERITIVI E NEMMENO DIGESTIVI

Se per lo schema nutrizionale vegano tendenzialmente crudista del 16/4/11 ci sono spesso alcune difficoltà interpretative, figurarsi qui, dove vengono sì inseriti ingredienti pesabili e misurabili come gli ORAC, ma anche valori radianti e vibrazioni impossibili da quantificare. A maggior ragione invito ciascuno di voi a non inseguire mitici e utopistici schemi fissi, ma a prediligere una navigazione a vista, anche se assistita da bussola e da strumenti di bordo. Sempre ricordandoci che la fame spirituale è la più importante e che cibarsi di spiritualità non comporta alcun problema digestivo.

PICCOLO ESEMPIO APPLICATIVO

Un contentino ve lo voglio comunque dare, a solo titolo di esempio. Usando le quote ORAC sopra elencate possiamo considerare un succo d’arancia da due tazze come apportatore di 1142 ORAC, 2 tazze di cavolfiori 800, 1 banana 301, 1 patata arrostita 575, una tazza di mirtilli 3480, totale 6298, e quindi superata abbondantemente la quota minima di 5000. Per radiazioni e vibrazioni la scelta è tutta qualitativa e, con la frutta, si va a occhi chiusi sopra i 6500 Angstrom. Per le proteine sappiamo che è bene tenerle d’occhio evitando esondazioni e rotture del tetto proteico, con relative acidificazioni.

SAZIAMOCI DUNQUE DI CIBO SANO, GUSTOSO ED INNOCENTE, SENZA PERDERCI TROPPO IN CALCOLI E MISURAZIONI

Tetto fissato giustamente a quota 24 grammi/giorno e non a 240 come preteso per decenni dalla irresponsabile FDA Food and Drug Admistration americana. Per le calorie va fatto il computo entrate-uscite sulla base dei nostri effettivi consumi energetici. Alla fine, il miglior criterio per valutare i nostri pasti, evitando carenze ed eccessi, non sta nelle misurazioni teoriche sempre più complesse ed articolate, ma piuttosto nel prestare ascolto ai nostri sensori di appetito e di sazietà.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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