SINDROME DI KLIPPEL O SINDROME ANGIO-OSTEOIPERTROFICA

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LETTERA

Salve, mi chiamo Fausta e sono affetta dalla Sindrome della Klippel -Trenaunay. Volevo chiederle dove posso trovare un documento, una notizia che parli dello stato emotivo di un paziente affetto da malattia rara? Se possiede una relazione del genere, puo’ inviarmela? Nell’attesa le porgo i miei saluti.
Fausta

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RISPOSTA

SPIEGAZIONI CHE NON SPIEGANO

Ciao Fausta. La sindrome di Klippel-Trenaunay, o KTS per gli amanti delle sigle, prende il nome dai medici francesi Maurice Klippel e Paul Trenaunay che la descrissero ancora nel 1900. Trattasi di patologia molto rara e di difficile spiegazione eziologica, per cui i medici non possono fare altro che ricorrere alle solite spiegazioni di tipo genetico, idiopatico ed autoimmune, che tutto dicono e niente dicono.

I DOGMI DELLA GENETICA NON CONVINCONO PIU’ NESSUNO

Parliamo di un disordine che colpisce ed altera la normale crescita dei vasi sanguigni, determinato pare, sempre secondo versione medica, da mutazione genetica della proteina responsabile dell’angio-genesi. Per chiarezza, angeion in greco significa vaso. La versione genetica non convince più nessuno, visto che i geni e le proteine coinvolte non rappresentano condizioni fisse ed inalterabili ma risentono fortemente dei nostri comportamenti.

EMANGIOMI DI COLORE VINACEO E IPERTROFIA OSSEA

L’anomalia di cui si parla è a carico dei capillari e comporta a volte formazione di emangiomi di colore vinaceo, e a volte ipertrofia ossea. I medici sono per la cura del sintomo in tutto il vasto caleidoscopio di malattie a catalogo. Ovvio che a maggior ragione puntino solo a quello anche in questi casi dove, pure volendolo, non esisterebbero alternative terapeutiche extra-sintomatologiche, stante l’assenza di punti di riferimento causale. Parlano pertanto di farmaci specifici e prospettano pure di interventi di artroplastica, tutti non guarenti e non risolventi, ma solo rimediali, in via parziale e temporanea. Un fare tanto per fare, per non restare con le mani in mano.

FREQUENTI CASI DI REMISSIONE SPONTANEA

Si sa soltanto che la KTS è caratterizzata da malformazioni capillari-cutanee, da ipertrofia dei tessuti molli, da ipertrofia ossea (ad esempio una gamba oblunga rispetto all’altra), da vene varicose. E si sa anche che questi fenomeni, quando si presentano in tenera età, tendono a scomparire spontaneamente, almeno nei casi in cui non si vanno ad intaccare ed a compromettere i meccanismi immunitari.

COMBATTERE CONTRO UN FANTASMA SCONOSCIUTO MOLTIPLICA LE INSIDIE DELLA MALATTIA

Per quanto concerne lo stato emotivo dei pazienti affetti da malattie rare, o comunque definite intrattabili o inguaribili dalla medicina, nel senso che mancano cure efficaci e risolventi, non possiedo alcun documento speciale e penso che non esistano nemmeno degli studi efficaci ed affidabili in tale direzione. Posso tentare qui, in un commento ad hoc, di immaginare le sensazioni di impotenza e di frustrazione che si provano di fronte a un male sconosciuto, arrivato chissà come, chissà da dove e chissà perché.

PIU’ CHE LA RARITA’ E’ L’IGNORANZA A CREARE PAURA

Direi che non è nemmeno questione di malattie rare e non rare, ma semmai di malattie chiarite e non chiarite. Chi è affetto da un tumore, cosa per niente rara purtroppo, non vive certo in uno stato emotivo migliore rispetto a chi soffre della sindrome KTS, almeno fino a quando si sottopone a cure mediche asportative e chemioterapiche, prive di logica e totalmente avulse dai fattori causanti.

CHI SPAVENTA UN PAZIENTE NON E’ DEGNO DI ESSERE CHIAMATO TERAPEUTA

Se la patologia, qualunque essa sia, proviene dal niente, o dal caso, o dallo spirito maligno, fa sempre enorme paura e causa sempre uno stato di inevitabile agitazione. Quello stato d’ansia che diventa poi temibile moltiplicatore patologico in ogni sorta di malattia. Primo non nuocere. Ossia primo non spaventare. Non lo ha detto un Pinco Pallino qualsiasi, con laurea o senza laurea in medicina, ma qualcuno che si chiama Ippocrate.

COSA FARE IN CONCRETO?

Ma restiamo nel caso specifico della KTS. Che fare di positivo e di concreto? Come affrontare tale patologia? Ha la scienza igienistica delle risposte migliori rispetto alla medicina? Chiaro che, da igienista, sono portato a dare una risposta partigiana. Anche perché la scienza igienistico-naturale sta costantemente su un livello assai superiore alla medicina, che non è scienza ma soltanto tecnica riparatoria e correttiva appoggiata ad altre scienze tipo la biologia, la chimica e l’anatomia.

L’IGIENE NATURALE NON SI PERDE IN FRONZOLI

La scienza igienistica è basata su solide leggi naturali, per cui le casistiche specifiche delle malattie rare e non-spiegate finiscono per essere rese chiare e trasparenti. Noi crediamo nel principio di causa ed effetto. Se c’è la sindrome KTS, evidenziata da un effetto KTS, ci deve per forza essere anche un fattore causante KTS. Se non siamo in grado di individuarlo pazienza. Sappiamo che esiste e che comunque il nostro corpo ha i mezzi immunitari interni per contrastarlo. Sappiamo inoltre con certezza che tutte e malattie sono malattie tossiche e mai batterico-virali, tossiche e mai genetiche, tossiche e mai allergeniche, per cui non ci smarriamo in ipotesi fantasiose e perdi-tempo.

LA RICETTA DI AUTO-GUARIGIONE ESISTE ANCHE PER LE SINDROMI PIU’ STRANE

Niente cure specifiche, niente trattamenti liquidatori del sintomo e della ipertrofia, ma ricorso a tutte le nostre risorse psichiche, etiche e culturali per ripristinare la normalità. Respirazione profonda e ritmata, sole quando c’è, alimentazione leggera e allineata con le caratteristiche somatiche e biologiche del corpo umano, inequivocabilmente crudista e vegano, movimento e non sedentarietà, lotta alla acidosi, alla pigrizia linfatica, al metabolismo rallentato, al sangue denso. Autostima e non disprezzo di se stessi. Amore per la vita e forza morale per saltarne fuori. Nessun bisogno di ricorrere a psicoterapie e a strizza-cervelli pronti a darti un ennesimo carico di medicine chiamate psico-farmaci. La guarigione non sta nelle sostanze esterne e nelle persone a cui intendiamo delegare i nostri problemi. La guarigione proviene sempre e solo dal nostro interno.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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