STOP A SOVRACCARICO RENALE E DIALISI PERITONEALE

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LETTERA

UN RIMEDIO ALLA TORTURA QUOTIDIANA DELLA DIALISI PERITONEALE

Salve sono una donna di 48 anni e da un anno sono in dialisi peritoneale. Vorrei prendere un appuntamento con lei per capire se c’è un’alternativa a questa tortura quotidiana. Le lascio anche un mio recapito telefonico. La ringrazio e spero sinceramente lei abbia un minuto per me. Cordiali saluti.

Giovanna

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RISPOSTA

L’ALTERNATIVA ESISTE E CI SONO LE PROVE

Ciao Giovanna. Capisco perfettamente il tuo messaggio. Pur avendo pubblicato 3 giorni fa un dettagliato articolo su creatinina alta e dialisi, spendo ben volentieri altro tempo su questo argomento che interessa non solo te ma il pubblico mondiale su vasta scala. Esiste in concreto l’alternativa alle vie tormentose prescelte e raccomandate dalla medicina, a tutte le forme di dialisi e soprattutto al trapianto renale. L’ho affermato in una lunga serie di scritti e lo voglio qui ribadire. Prima di indicare il percorso alternativo, diamo uno sguardo a cosa sono e come funzionano le attuali tecniche dialitiche.

DIALISI, EMODIALISI E DIALISI PERITONEALE

La dialisi è un trattamento che riproduce artificialmente alcune funzioni del rene, ripulendo il sangue dall’eccesso di prodotti di rifiuto e dall’acqua in eccesso. La dialisi viene utilizzata principalmente in pazienti con IRC o insufficienza renale cronica, patologia che comporta la perdita progressiva ed irreversibile della funzione renale. Negli stadi finali, la medicina spinge verso il trapianto di rene. In tali circostanze, la dialisi rappresenta l’unica soluzione per mantenere in vita il paziente.

LA MACCHINA RIPRODUCE LE NORMALI FUNZIONI DEI RENI

La dialisi rispetta i principi di diffusione passiva dei soluti e di ultra-filtrazione dei fluidi, consentendo di riprodurre la filtrazione che avviene a livello renale. Il sangue del paziente scorre attraverso una membrana dialitica dotata di pori di varie dimensioni, sufficientemente larghi da permettere il passaggio di piccoli ioni e soluti tra due compartimenti di liquidi, ma non abbastanza da lasciarsi sfuggire anche componenti più grandi, come globuli rossi e proteine plasmatiche.

LA DIALISI NON È UNA TERAPIA GUARITIVA O RISOLUTIVA

Nonostante la dialisi non rappresenti una cura, e tantomeno una cura risolutiva, essa viene concepita come mezzo per prolungare la durata di vita del paziente, in attesa che sia disponibile un donatore per un trapianto di rene. Così almeno ragiona la medicina, senza alcun accenno ad altre vie alternative meno invasive e meno drammatiche, che pure esistono, come vedremo più avanti.

FILTRAZIONE RENALE E DIALISI

Ogni giorno i reni filtrano il sangue, eliminando i prodotti di scarto e gli eccessi di acqua ed ioni che nell’insieme costituiscono l’urina. Quando sono sani, i reni regolano la concentrazione di ioni (Na+, K+, H+, HCO3-), di altri soluti come glucosio e aminoacidi, e di acqua nel sangue, rimuovendo i prodotti di rifiuto del metabolismo. Tuttavia, se i nefroni, le unità funzionali del rene, sono danneggiati, i normali processi che avvengono al loro interno (filtrazione, secrezione, riassorbimento ed escrezione) possono essere compromessi. Di conseguenza, la quantità di prodotti di scarto nel sangue si accumula a livelli pericolosi e può rivelarsi fatale.

ESPULSIONE TOSSINE, RIEQUILIBRIO ELETTROLITICO E RIMOZIONE ACQUE STAGNANTI

La dialisi è un trattamento che compensa la scarsa efficienza di alcune funzioni renali alterate dalla malattia, come 1) Espulsione delle sostanze tossiche tipo urea, acido urico, creatinina ed altre molecole ancora, 2) Riequilibrio elettrolitico e acido-base, mantenendo alcune sostanze, come potassio, sodio e bicarbonato ad un livello di sicurezza nel sangue, 3) Rimozione dei liquidi assunti attraverso l’alimentazione e non eliminati con la diuresi.

PERDITA FUNZIONI RENALI, ACCUMULAZIONE TOSSICA NEL SANGUE, SINTOMI CONSEGUENTI E RICORSO ALLA DIALISI

La perdita della funzione renale può essere la conseguenza comune di una grande varietà di alterazioni che colpiscono direttamente il paziente, tipo glomerulonefrite e malattia renale cronica, o che lo colpiscono indirettamente, come il diabete e l’ipertensione. Se i reni smettono di funzionare correttamente, i prodotti di rifiuto si accumulano nel sangue e provocano manifestazioni quali:

  • Vomito,
  • Prurito della pelle ed orticaria,
  • Affaticamento e stanchezza estrema,
  • Sangue nelle urine o ematuria,
  • Gonfiore a piedi, caviglie e mani.

VELOCITÀ DI FILTRAZIONE GLOMERULARE

La VFG misura quanti millilitri di sangue i reni sono in grado di filtrare in un dato tempo. Una VFG o velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 15 ml/min rappresenta un’indicazione valida per iniziare il trattamento dialitico. I due tipi principali di dialisi, emodialisi e dialisi peritoneale, rimuovono dal sangue sostanze di scarto e liquidi in eccesso in modi diversi.

EMODIALISI MEDIANTE RENE ARTIFICIALE

L’emodialisi comporta il passaggio del sangue del paziente attraverso un sistema chiamato rene artificiale. Il dispositivo per la dialisi contiene una membrana semipermeabile che suddivide lo spazio interno in più compartimenti: uno contiene il liquido per la dialisi, l’altro il sangue inviato alla macchina da un catetere arterioso. Man mano che il sangue procede all’interno dell’apparecchio, si verificano, attraverso la membrana, scambi di soluti tra il sangue ed il fluido dialitico. Questa membrana, essendo semipermeabile, permette il passaggio delle molecole per diffusione passiva secondo il loro gradiente elettrochimico, impedendo il passaggio degli elementi corpuscolati del sangue e delle proteine. La maggior parte dei pazienti necessita di tre sedute a settimana, ciascuna della durata di quattro ore.

DIALISI PERITONEALE MEDIANTE CATETERE INSERITO NELLA CAVITÀ ADDOMINALE

La dialisi peritoneale sfrutta una membrana presente all’interno del corpo, il peritoneo, allo stesso modo in cui viene usata la membrana semipermeabile nell’emodialisi. Il peritoneo è una sottile membrana che riveste l’interno dell’addome e circonda e supporta gli organi addominali, come lo stomaco e il fegato. Similmente ai reni, il peritoneo contiene migliaia di piccoli vasi sanguigni, caratteristica che lo rende utile come dispositivo di filtraggio. Durante questo tipo di dialisi, il fluido dialitico viene introdotto grazie ad un catetere all’interno della cavità peritoneale. In questo modo, si verifica uno scambio di soluti tra il sangue che percorre i capillari del peritoneo e il liquido di dialisi contenuto nella cavità peritoneale. Trascorso un determinato periodo di tempo di circa 4-6 ore, il liquido dializzato viene rimosso dalla cavità addominale.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEI DIVERSI TIPI DI DIALISI

In molti casi, la scelta del tipo di dialisi da adottare dipende dal paziente, in quanto sia l’emodialisi che la dialisi peritoneale consentono di ottenere risultati simili. Tuttavia, alcuni problemi di salute possono rendere un metodo più consigliabile di un altro. L’emodialisi è di solito raccomandata per le persone che non possono sottoporsi a dialisi peritoneale, come ad esempio i pazienti più anziani, che non godono di un buono stato di salute complessivo. La decisione su quale metodo di trattamento intraprendere non è definitiva ed è possibile passare da un tipo di dialisi ad un altro.

EFFETTI COLLATERALI

La dialisi può provocare alcuni effetti collaterali tipo:

  • Stanchezza persistente,
  • Anemia per la ridotta secrezione di eritropoietina e la perdita di ferro e vitamine attraverso l’emodialisi,
  • Indebolimento ossa, visto che i reni danneggiati  non elaborano la vitamina D,
  • Disturbi nel metabolismo del calcio,
  • Prurito per accumulo di potassio nel corpo,
  • Bassa pressione,
  • Nausea e vomito,
  • Crampi addominali,
  • Crampi muscolari nella parte inferiore alle gambe,
  • Mancanza di respiro,
  • Sovraccarico di liquidi per eccesso di assunzione di acqua,
  • Insufficienza cardiaca,
  • Edema polmonare con ritenzione idrica ed accumulo di acqua nei polmoni,
  • Pressione alta perché si assume troppo sale e si bevono troppi liquidi,
  • Iper-alcalinemia o livelli troppo elevati di potassio,
  • Amiloidosi con depositi proteici su tendini e articolazioni,
  • Sepsi o infezione opportunistica da Staphylococcus Aureus,
  • Peritonite o infezione batterica del peritoneo.

RISULTATI DEL TRATTAMENTO DIALITICO

La dialisi rappresenta un trattamento impegnativo, che richiede una notevole collaborazione da parte del paziente, ma rappresenta anche una potenziale misura salva-vita. Il successo che la dialisi rivela nel trattamento dell’insufficienza renale dipende da una serie di fattori, tra cui l’età del paziente ed eventuali malattie croniche concomitanti, tipo malattie cardiache o diabete. Sfortunatamente, la dialisi può compensare la perdita della funzione renale solo in una certa misura e non rappresenta una cura definitiva. Molte persone rimangono in dialisi per un lungo periodo di tempo. I pazienti che non sono idonei per un trapianto di rene, dovranno essere sottoposti a dialisi per il resto della loro vita. Non tutto il male finisce comunque per nuocere. Spesso, la dialisi a vita rappresenta un’opzione più sicura rispetto al trapianto stesso.

DIALISI PERITONEALE

La dialisi peritoneale sfrutta una membrana presente all’interno del corpo, il peritoneo, allo stesso modo in cui viene usata la membrana semipermeabile nell’emodialisi. Il peritoneo è una sottile membrana che riveste l’interno dell’addome e circonda e supporta gli organi addominali, come lo stomaco e il fegato. Similmente ai reni, il peritoneo contiene migliaia di piccoli vasi sanguigni, caratteristica che lo rende utile come dispositivo di filtraggio. Durante questo tipo di dialisi, il fluido dialitico viene introdotto grazie ad un catetere inserito chirurgicamente all’interno della cavità peritoneale. In questo modo, si verifica uno scambio di soluti tra il sangue che percorre i capillari del peritoneo e il liquido di dialisi contenuto nella cavità peritoneale. Trascorso un determinato periodo di tempo di circa 4-6 ore, il liquido dializzato viene rimosso dalla cavità addominale.

RIMOZIONE DEI LIQUIDI TRAMITE OSMOSI

Le tossine uremiche e i soluti attraversano la membrana per diffusione. Questo può avvenire dal flusso ematico al liquido di dialisi o viceversa, in base al gradiente di concentrazione. La rimozione dei liquidi avviene tramite osmosi, grazie all’aggiunta di un agente osmotico tipo glucosio al liquido di dialisi. Dopo un determinato periodo di tempo, il liquido viene drenato e sostituito da nuovo liquido fresco.

TRATTAMENTO AUTOGESTITO

La dialisi peritoneale, di natura continua, è più simile al funzionamento del rene rispetto all’emodialisi, che è generalmente intermittente. Questo significa maggiore stabilità per il paziente, e assenza di variazioni notevoli dei livelli di tossine nel sangue o di liquidi nel corpo. La dialisi peritoneale è principalmente un trattamento auto-gestito, generalmente effettuato dal paziente a casa o sul posto di lavoro. La dialisi peritoneale può essere eseguita in modo manuale o tramite una macchina.

TRE FASI DELLA DIALISI PERITONEALE

La dialisi peritoneale è simile alla dialisi svolta dai reni e funziona 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
Il processo è composto da tre fasi principali:

  1. Fase di carico: il liquido viene inserito nella cavità addominale,
  2. Fase di attesa: il liquido viene lasciato nella cavità addominale per un determinato periodo di tempo,
  3. Fase di scarico: il fluido viene scaricato come prodotto di scarto.

INFUSO DI MALVA, NONCHÉ ANGURIA E MELONE COME STRATEGIA RISOLUTIVA

Essendo uno dei maggiori organi eliminativi dell’organismo, i reni in ottimo stato funzionale sono basilari per un rilascio costante di tossine e di sali inorganici corporali e per usufruire di una buona salute. L’alternativa alla dialisi esiste certamente. Cito spesso il caso di un giovane americano malato di reni al punto da essere portato di peso alla sala-dialisi. Decise di intraprendere una dieta ferrea inclusiva di un litro al giorno di the di malva, di succhi freschi di tuberi, nonché di anguria e melone liberamente assunti avendo essi un posto di primo piano come depuratori renali. Oltre alla dieta, massimizzò l’attività fisica e l’esposizione al sole. Alla fine, dopo 3 mesi, si ritrovò con una situazione renale rivitalizzata e funzionante al 75%. La sua storia viene citata dal celebre dr Stan Malstrom, nel suo best-seller Own your own body.

ARIA VIZIATA, CARNE COTTA, PELLE INATTIVA E STITICHEZZA CAUSE PRIME DI SOVRACCARICO RENALE

Le malattie dei reni hanno come causa comune l’irritazione provocata da sostanze estranee introdotte nel corpo mediante  nutrizione inadeguata per via orale, nasale e cutanea. Respirando aria viziata e corrotta aumentiamo la fatica renale. Ingerendo prodotti animali e prodotti tossici tipo farmaci e integratori, urea ed acido urico, cloruri e sali minerali inorganici, appesantiamo e forziamo la funzione renale. Ostacolando l’attività traspiratoria e la ventilazione della pelle aggraviamo i reni e li costringiamo ad un maggiore lavoro. Alimentandosi con carne cotta, il peggior cibo sulla crosta terrestre, provochiamo stitichezza e costipazione, causative di sovraccarico renale, visto che le tossine assorbite dal colon devono essere espulse per via renale.

SANGUE GUASTO, ECCESSO PROTEICO ED ECCESSO ERITROCITICO, FATTORI DI FALLIMENTO RENALE

“Nessuno al mondo muore di cardiopatie, di diabete, di epatiti e di malattie renali, ma tutti muoiono di sangue guasto”, usava dire Padre Taddeo, frate bavarese di Wiesent. Nei suoi studi sulla viscosità del sangue, il dr Dintenfas demonizzava giustamente l’aumento di rigidità da eccessivi globuli rossi, l’incrementata concentrazione di globuli rossi e di proteine, come fattori che portano dritto dritto al fallimento renale. A sua volta, il dr Mackenzie Walser sviluppò una terapia renale dove tutte le proteine vengono eliminate e sono sostituite da vegetali e da frutta, col risultato che a partire da una funzionalità minima del 2% in su, riusciva a evitare l’uso della dialisi ai suoi pazienti.

BAGNI GIORNALIERI AI GENITALI, CATAPLASMA NOTTURNO DI FANGO, CAMMINATE ALL’ARIA FRESCA E DIETA VEGAN-CRUDISTA TENDENZIALE

Altri rimedi naturali decisivi secondo Manuel Lezaeta?

  • Tre bagni giornalieri ai genitali tipo semicupi di 20 minuti caduno,
  • Cataplasma notturno di fango termale sul ventre e sui reni per una settimana,
  • Dieta a base di frutta e di insalate miste crude,
  • Camminate all’aria fresca a tutte le ore anziché poltrire a letto o sul sofà.

RENI E FEGATO SOTTO PRESSIONE NELL’ERA DELLA ADULTERAZIONE ALIMENTARE

Viviamo nell’era della adulterazione alimentare, nell’era della dipendenza da cibi innaturali, salati e dolcificati, da cibi carichi di conservanti e di  innumerevoli sostanze rischiose. Con la inevitabile costipazione associata a queste diete sballate, i fluidi biliari trasportano veleni e tossine rastrellati nel colon. Veleni che devono essere neutralizzati dal fegato per una successiva eliminazione per via renale. I reni e il fegato sono sempre chiamati in causa e meritano dunque tutte le nostre attenzioni.

ALTRE RISORSE STRAORDINARIE PER DEPURARE ED ALLEGGERIRE IL LAVORO RENALE

Inserire nella dieta vegetariana e crudista, compatibilmente con la stagione, asparagi, carote, fagioli, mele, pere, pesche, more, noci, fagiolini, barbabietole, bietole, cavolo, ravizzone o colza, cime di rapa, crescione, tarassaco, aglio ursino, peperoncino, maggiorana, salvia, silene, germogli di pungitopo, carciofo, finocchio, cipolla, mango, mirtillo, uva, zucca, fico, lampone, ribes, peperoncino, ortiche in abbondanza e senza semi data la loro azione neutralizzante nei riguardi dell’acido urico. Succhi di limone e succhi di mirtillo vanno sempre bene. Miele grezzo, aceto di sidro, infusi alle fragole, al tarassaco, alle carote selvatiche foglie e frutti, alla camomilla, agli steli e radici di mirtillo.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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2 commenti

  1. Massimo Faggiani on

    La medicina non è fatta di aneddoti! La migliore soluzione è affidarsi alla medicina ufficiale e non essere incoscienti! Io sono in dialisi peritoneale ed è un impegno quotidiano certo, ma basta organizzarsi e guardare i benefici che dà! La dialisi si chiama trattamento sostitutivo, ovvio che non può guarire i reni ormai inutilizzabili! La prego di finirla con questo blog disinformativo, grazie. Biotecnologo medico

  2. Ma in effetti come si fa a pubblicare queste scemenze, chi fa dialisi soffre gia di suo , e chi non e’ informato rischia di cadere ….. chi fa dialisi ha i reni che non funzionano piu’, quindi che cosa sono queste cazzate sull’anguria e altro……bisognerebbe solamente vergognarsi