VI PARLO DI CIBO, DI SALUTE, MA SOPRATTUTTO DI LIBERTÀ

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(Conferenza di Bologna del  22 Marzo 2015)UN SALUTO SPECIALE A BOLOGNA

Ciao a tutti voi Amiche e Amici di Bologna e dintorni. Bologna è città davvero super-speciale sia in reputazione che nei fatti concreti. Bologna la Dotta e Bologna la Grassa. Bologna capitale mondiale del cibo sostanzioso, nonché dei bolidi a due e a quattro ruote. Nella straordinaria regione Emilia-Romagna c’è Maranello, c’è Imola e c’è pure Forlimpopoli, col suo illustre Pellegrino Artusi (1820-1911), scrittore e critico letterario, ma soprattutto padre riconosciuto della gastronomia italiana, nonché autore di “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”.

PIATTI CLASSICI REALIZZATI AD OPERA D’ARTE

“Tutte le ricette dell’Artusi”, è un famoso libro di cucina che ormai da anni è un vero must delle donne e degli uomini che amano sperimentare piatti classici ma anche innovativi. Prende spunto dagli  scritti del Maestro. Vi si trovano tanti spunti tradizionali e classici ma anche delle rivisitazioni in chiave moderna dei piatti più amati. Un libro che insegna a creare delle pietanze deliziose e sane, realizzate a regola d’arte, utilizzando ingredienti tipici della cucina italiana e di tutte le regioni d’Italia.

RICETTE NON SEMPRE VEGETARIANE MA RICCHE DI FANTASIA E DI PREZIOSISMI CULINARI

Ovvio che non possiamo pretendere e cercare in Artusi una militanza vegetariana o vegana o vegancrudista che striderebbero con le tradizioni bolognesi ed emiliane, marcatamente grasse, dolci ed iperproteiche. Ciò non toglie che molte ricette siano compatibili con le nostre esigenze etiche e salutistiche, e siano pure di facile realizzazione, dettaglio niente affatto indifferente. Non manca persino una sezione dedicata espressamente al vegetarianismo, ricca di piatti originali e magnifici.

UNA SERIE FORMIDABILE DI PIETANZE DA ASSUMERE DOPO LA PRIMA PORTATA DI VERDURE CRUDE

Zuppa di zucca gialla, cavolfiore alla romagnola, sformato di spinaci, sformato di finocchi, risotto ai carciofi e zafferano, patate ripiene ai funghi, dolci di patata per Carnevale, orecchiette con pesto di ortiche e burrata, erbazzone emiliano, verze rosse in padella, crespelle di patate con crema di funghi e tartufi, frittelle di fiori di sambuco, pizzoccheri con le coste di bietola, cipolle al forno con besciamella, torta salata di fagiolini, frittelle golose di verdure, zuppa di pomodoro e porro, maccheroni con lenticchie, cotolette vegetali, melanzane in tutte le versioni possibili, tagliatelle ai porcini, strudel di pesche e more, tagliatelle al pomodoro e champignons, patate al forno, patate alla brace, pizza ortolana ai broccoli, marmellata veloce di fichi senza zucchero da utilizzare per tutto l’inverno, castagne, castagnaccio, kaki, tartufi, torte alla sultana e altre delizie ancora. Questo e altro troviamo nell’opera di Artusi e dei suoi continuatori. Il fatto che presenti anche lo stoccafisso in umido con polenta, non scandalizza nessuno, né svaluta la sua opera.

L’ARTE DEL MANGIARE BENE DI ARTUSI È ARMONIZZABILE CON L’ARTE DEL VIVERE A LUNGO DI LUIGI ALVISE CORNARO

Ovvio che insegnare alimentazione ai grandi maestri è un compito tutt’altro che semplice, un’impresa ardua e ai limiti della presunzione. Vengo pertanto a Bologna in tutta umiltà, più a imparare che a insegnare. Vero è che, tentati da un personaggio come l’Artusi, c’è il rischio di scordare il nostro compito e la nostra particolare missione salutistica. Saper mangiare non significa ingozzarsi di prelibatezze ma piuttosto alimentarsi con scienza e con misura. Nessuno scontro pertanto tra il mangiare sobrio di Luigi Alvise Cornaro e il mangiare raffinato e sublime del cuoco-filosofo di Forlimpopoli.

RISPETTO E ONORI PER CHI CONOSCEVA E RACCOGLIEVA LE ERBE SELVATICHE

Da documenti antichissimi sappiamo che gli Assiro-Babilonesi onoravano ed esaltavano chi sapeva trarre sostentamento dai campi non coltivati. Stessa cosa avveniva tra i persiani e gli egiziani. Il Papiro di Ebers, ritrovato tra le rovine di Tebe nel 1880 elenca 800 erbe e droghe sulle quali si basava l’antica medicina egiziana. Alcuni scritti della Cina di 5000 anni orsono vanno nella stessa direzione e offrono importanti suggerimenti sul mondo vegetale, sui segreti della buona cucina e sull’utilizzo delle piante a scopo terapeutico.

GLI ANTICHI ROMANI NON ERANO DA MENO

Nell’era cristiana, gli antichi romani si cibavano abbondantemente di erbe selvatiche. Orazio prediligeva una alimentazione ricca di olive, di tenere malve e di cicorie dal retrogusto amarognolo.
Marcus Apicius, definito l’Artusi della romanità, fu il primo a creare ricette infarcite con aromi mediterranei tipo origano, maggiorana, basilico e ruchetta, da alternare al cavolo crudo e alle succose bietole.

L’UMILE FARINACCIO, TIPICA ERBA SELVATICA, SI CONSUMAVA NELLA DANIMARCA DI 2000 ANNI FA

Nel 1952 si rinvenne a Tollund nello Jutland, ossia nel cuore della Danimarca, il corpo di un uomo vissuto nel 310 d.C., morto per un fendente al collo. Nel suo stomaco si analizzarono i resti del suo ultimo pasto. Erano composti da farinaccio ed altre erbe spontanee dei campi.

L’ANTROPOLOGIA DOVREBBE DARCI MOLTE RISPOSTE

Indipendentemente da chi discendiamo, esiste una scienza che ci viene incontro e si chiama antropologia, da antropos=uomo e logos=studio, parola. L’antropologia, nata come disciplina interna alla biologia, studia l’essere umano sotto diversi punti di vista, sociale, culturale, morfologico, psicoevolutivo, artistico-espressivo, filosofico-religioso.

DIVERSITÀ TRA UOMO E ANIMALE NELLA FILOSOFIA DI MAX SCHELER

Nel suo testo “La posizione dell’uomo nel cosmo” del 1927, il filosofo tedesco Max Scheler (1874-1928) considera l’uomo come un essere diverso da tutti gli altri animali per la sua capacità di uscire dalla chiusura mentale. Capacità che gli permette di dire di no alla realtà sensibile per aprirsi al mondo sovrasensibile. A paragone degli animali, che dicono sempre di sì alla realtà, l’uomo è colui-che-può-dire-di-no, l’asceta della vita, l’eterno protestante nei confronti della semplice realtà.

DOVREMMO ESSERE SUPERIORI AGLI ANIMALI

In teoria, seguendo Max Scheler, dovremmo dunque essere superiori agli animali, ai gorilla, all’asinello, all’oca, al bue, ai cavalli. Ma purtroppo le cose non vanno sempre in questa direzione. Succede troppo spesso che l’uomo si distingua per caratteristiche negative di cinismo, di indifferenza, di crudeltà verso gli altri esseri del creato, finendo per precipitare nella scala evolutiva, anziché piazzarsi nei punti alti che gli competono.

BASTA ENTRARE IN UN QUALSIASI MACELLO PER CAPIRE CHE NON È COSÌ

La superiorità umana sugli animali si infrange e si disintegra nelle stalle e nei macelli, oltre che nelle tonnare, nella orribile persecuzione attuata nei riguardi di otarie, foche, trichechi e balene, oltre che in tutte le circostanze di caccia all’indifesa selvaggina.

L’UOMO APPARTIENE ALL’ORDINE DEI PRIMATI

Nessun dubbio invece sul fatto che l’uomo appartenga all’ordine dei Primati, che comprende 400 specie diverse. I membri della tribù degli ominidi sono strettamente imparentati. Uomo e scimpanzè hanno in comune il 98% delle sequenze nucleotidiche del DNA mitocondriale, cioè un metabolismo molto simile. Nella moderna accezione della genetica e della biologia molecolare il termine genoma indica la totalità del materiale genetico di un organismo composto dal Dna e dal Rna. Il genoma umano è più vicino a quello del bonobo ed a quello dello scimpanzé di quanto non siano vicini tra loro i genomi delle due scimmie. Nessun dubbio che il cibo elettivo del primate uomo sia essenzialmente la frutta e non la carne di altre creature.

SERENITÀ, AUTOSTIMA E ARMONIA COL CREATO

L’integrità che si acquisisce rispettando gli animali più tartassati è una emozione interna difficile da descrivere. Il senso di pulizia interna è di per sé un valore intrinseco, fonte di serenità, di autostima, di armonia con la Natura, col Divino chiunque Egli sia e con le tante sue creature. La contaminazione da sangue altrui in sofferenza non va per niente sottovalutata. Né si può sottacere il pessimo esempio che diamo, ogniqualvolta facciamo delle scelte sbagliate, ogniqualvolta commettiamo atti di sopraffazione, di prevaricazione, di vigliaccheria e di violenza verso il più debole e il più indifeso. Occorre dunque tracciare dei confini e mettere dei paletti tra le cose accettabili e quelle da evitare.

SANGUE PULITO E ANIMA PULITA PER UN BENESSERE GARANTITO

La rigorosità comunque paga. Se uno punta a farsi un sangue pulito, garantendosi una salute stabile ed eccellente, ripristinando il più alto grado di forma psico-fisica possibile, farà bene a puntare verso la perfezione del vegan-crudismo rigoroso, arrivandoci anche per gradi, a piccoli passi. Star bene significa soprattutto migliorare la formula del nostro sangue e rimettere in condizioni di massima funzionalità organi-base come fegato, milza, pancreas, reni, intestino.

FORSE OFFRO QUALCHE GARANZIA SUPPLEMENTARE

Lungi da me il pensare che io possegga l’intera e integra verità, e quindi il modo definitivo per risolvere i vostri problemi e magari quelli del mondo intero. Commetterei un imperdonabile errore di arroganza e di vanità. Quanto sto facendo è soltanto un tentativo di scoperchiare le pentole e verificare cosa ci sta realmente dentro. Un tentativo serio e trasparente nel senso che non ci sono dietrologie, non ci sono collusioni e non ci sono scopi secondari e speculativi. Mi servo di buoni principi e di leggi universali di Madre Natura, e questo dà probabilmente maggiori garanzie rispetto ad altri di centrare l’obiettivo o di andargli sistematicamente vicino.

PENSARE DI MENO E AGIRE DI PIÙ

Gli esseri umani non sono scomponibili nei vari aspetti fisico, mentale e spirituale. Vi è piuttosto una unità e un inglobamento integrale tra i vari corpi interni. Ci si alimenta non solo di cibi ma soprattutto di sensazioni e di pensieri positivi. Questo fatto non va mai sottovalutato. Per dirla in termini concreti, il modo migliore per superare, ad esempio, le crisi di panico e di ansia rimane quello di muoversi di più nel mondo esteriore ed evitare un eccesso di pensieri e di analisi interiori. Vivere con maggiore relax e disinvoltura come insegnato dallo yoga. L’attività fisica e sportiva è di grande aiuto. Camminare, respirare, esporsi al sole, trovare insomma in continuazione il giusto equilibrio, recuperando forze, energia, autostima.

STOMACO PUNTO DEBOLE E SOMATIZZAZIONI

Lo stomaco è il punto debole di molti di noi ed è legatissimo ai conflitti spirituali, ai traumi emotivi, allo stress del vivere, per cui si parla spesso di somatizzazione e di scarico dei problemi sull’organo più delicato e vulnerabile. Ovvio che le responsabilità gastriche derivano pure dall’abuso di vaccini, di farmaci e di integratori, nonché dalla errata alimentazione che altera il pH digestivo, la flora batterica e l’equilibrio enzimatico. C’entra anche il fattore stagionale. Le variazioni di clima, di pressione e di umidità condizionano sia il lavoro del fegato, del sistema nervoso e del sistema ghiandolare, rendendo più laboriose le funzioni digestive. Oltre ai citati fattori di irritazione, esistono molteplici cofattori scatenanti come il cibo eccessivo e inadeguato, l’ansia, il fumo, l’alcol, il caffè, le amalgame dentali capaci di alterare i processi digestivi.

NON GIOCHIAMO ALLO SCARICABARILE

È troppo comodo attribuire al sistema, alla pubblicità e a terzi la colpa dei propri fallimenti sul fronte della salute. Ognuno di noi è in realtà pressoché libero di prendere le redini della propria vita. Nessuno ci obbliga ad andare al fast-food o a riempire il carrello spesa con dolci, carboidrati raffinati e bottiglioni di cole e di bibite spesso orribili.

I BUONI INSEGNAMENTI NON MANCANO

“Ricordati che il miglior medico è sempre la Natura”, affermava 2 millenni orsono Claudio Galeno, medico personale dell’Imperatore Marco Aurelio. “Esiste solo una causa di malattia, anche se si manifesta in decine di diverse anomalie fastidiose chiamate sintomi”, diceva Luis Kuhne (1835-1901). “Nessuno muore di mal di cuore ma tutti muoiono di sangue guasto”, ammoniva magistralmente Padre Taddeo di Wiesent (1858-1926). “La causa risiede sempre lontano dal punto dell’effetto”, ci ricordava Francoise Mézières (1909-1991). “La malattia esiste solo quando è necessaria e dura soltanto fino a quando ce n’è bisogno” concludeva Herbert Shelton (1895-1985).
In queste perle di saggezza è compresa tutta la verità, tutto quello che serve per vincere le nostre debolezze.

DIETA VITALE, ACQUOSA, RICCA DI SUCCHI ZUCCHERINI NATURALI E DI VERDE CLOROFILLA MINERALIZZANTE

L’apparato gastrointestinale, e in particolare l’intestino, è considerato giustamente il laboratorio elettrochimico principe del corpo umano. È da esso che si diramano le sostanze nutrizionali per i 100 trilioni di cellule del corpo umano. Una dieta a base di frutta stagionale preferibilmente acquosa, da collocarsi nella mattinata in 2-3 fasi e nel tardo pomeriggio, e a base di verdure crude a pranzo e cena come piatto di esordio, seguito da un secondo piatto vegano a piacere, con cottura limitata e intelligente, aiuterà a formare sangue puro e fluido. Questa sarà la base di ogni miglioramento fisiologico.

CURE MEDICHE INEFFICACI

Le cure mediche, sia che si tratti di cortisone, che di supposte, che di altri farmaci, non portano ad alcun risultato utile, a parte lo stop temporaneo ai sintomi. Non esistono alternative alla cura vera della malattia, che è una cura mentale, filosofica e culturale.

NIENTE ACCANIMENTI DI ALCUN GENERE

La distanza tra il continuare ad esistere qui in Terra e il cosiddetto exit è di una sottigliezza estrema. Noi siamo decisamente per la vita, ma non ad ogni costo. Siamo per la vita quando essa è ancora accompagnata da un sorriso. Finché esiste una chance occorre sfruttarla, come faceva Max Gerson, capace di rimettere in piedi pazienti scartati e finiti ai reparti terminali. Ma non bisogna nel modo più assoluto farne un dramma, o temere il transito oltre le nuvole. La serenità vale per il ventenne e vale il centenario. Vale per chi è in perfetta forma è per chi si ritrova devastato dalla chemio.

IL VERO MEDICO È IN REALTÀ IL FILOSOFO

Il vero medico insomma, è proprio il filosofo che ti insegna come non ammalarti, come mantenerti sano e come ripristinare la salute senza bisturi e senza farmaci. Solo che non esiste un Ordine agguerrito dei filosofi e non esiste una legge-truffa dello stato che ne prenda le difese, e dichiari il diritto esclusivo della filosofia comportamentale ed alimentare, di porsi alla direzione del mondo, al posto degli attuali massacratori di regime, alleati con il potere sanitario e la mafia internazionale del farmaco, del vaccino, dell’integratore, dello zucchero, del caffè, oltre che con la agguerrita confraternita degli accoppatori, votata alla persecuzione degli innocenti.

VIVIAMO MEGLIO E SMETTIAMOLA DI INQUINARCI

Vita all’aria aperta, vita serena e non traumatica, vita armoniosa, positiva, rilassante, divertente, appagante, con le preoccupazioni regolarmente disattivate ed accantonate. Eliminare gli zuccheri industriali e cotti, i dolcetti e i salatini, i cibi fermentati, le bevande nervine, le bevande dolcificate, aspartamizzate e gassate. Sarà alla fine il corpo stesso a premiarci per averlo messo in condizioni di funzionare e di autoguarire.

DARE AL CORPO LA POSSIBILITÀ DI DISINTOSSICARSI TUTTI I GIORNI E NON SOLO UNA-TANTUM

L’ho affermato in diverse occasioni che è fondamentale cominciare la giornata nel modo migliore, offrendo al corpo un buon contenuto di vitalità e di acqua biologica, e dandogli la possibilità di allinearsi col ciclo circadiano ripulitivo che parte dalle 4 antimeridiane e va sino alle 12, seguito dal ciclo appropriativo o mangiatorio, dalle 12 alle 20, e dal ciclo assimilativo dalle 20 alle 4 del mattino.
La scelta fruttariana con spremuta di agrumi o con meloni e uva e mirtilli di buon mattino è determinante e strategica. È concesso anche inserire l’eventuale centrifuga di carote, sedano e ananas, o quella di bietole e di patate dolci. Cominciare la giornata alla grande significa essere già a metà dell’opera.

A VOLTE È DIFFICILE RISPETTARE LE REGOLE

Cicli circadiani difficili da rispettare? Può succedere. Sei in vacanza negli hotel prestigiosi e ti offrono un breakfast buffet stracarico di opzioni da non perdere, e inteso come pasto riempiente e liberatorio per l’intera giornata? In quelle occasioni si può anche trasgredire adeguandosi alla situazione. Non sempre è possibile fare i bravi e gli eroi optando per la sobrietà e per le esigenze reali del proprio apparato digestivo. Non bisogna sempre vivere inchiodati ai cicli. È bene sapere che esistono come principio. È bene sperimentarli e seguirli, se e quando riusciamo a farlo. Ma non dobbiamo farne un totem o un ulteriore strumento di persecuzione. Vivere con più relax e fuori dagli ingessamenti. Prendere semmai nota che, nel ciclo assimilativo notturno, il comando di tutte le operazioni va nelle sagge ed infallibili mani del nostro dio interno, cioè dell’ipotalamo che, avvalendosi del sistema ghiandolare e del sistema immunitario, ci compensa, ci depura e ci riequilibra mirabilmente nelle ore del primo mattino.

LA DIGESTIONE È UNA COSA SERIA

Ottimizzare la propria digestione, o ripristinare la funzionalità digestiva e quindi la forma psicofisica, non sono cose da niente. Ci vuole grande dedizione e pazienza. Le uniche cose che si digeriscono senza problemi sono l’aria, l’acqua, il sole e le tante radiazioni positive emanate dalle piante, dalla gente felice, dagli animali rispettati. Possiamo farne anche il pieno. Con stomaco e intestino invece non si scherza. Non basta essere vegani e non basta essere crudisti. Serve sempre qualcosa di più che non si trova esposto in negozio con cartellino del prezzo e della provenienza. Serve qualcosa che non viene insegnato nelle scuole. E mi riferisco alla saggezza, al buon senso e all’apertura mentale. Sono questi i valori da privilegiare e non gli schemi.

DISFUNZIONI INTESTINALI E VITA DIFFICILE

Non ho alcun timore ad affermare che la salute e l’equilibrio del corpo non stanno tanto nei cibi che assumiamo ma primariamente nei meccanismi interni del corpo. Meccanismi preposti a ricevere il carburante e a farne buon uso. Meccanismi ai quali occorre ridare funzionalità, nel caso l’abbiano persa, in quanto sono loro i veri protagonisti nel bene e nel male. Uno stomaco malmesso, un sistema immunitario che non disgrega le incrostazioni, un intestino che non assimila o un colon che non espelle regolarmente la massa fecale, rendono davvero la vita difficile.

BARCAMENARSI TRA CRUDO E COTTO, TRA DOLCE E SALATO

Rimettere a posto un sistema gastrointestinale compromesso è davvero un lavoraccio. A quel punto occorre provare, sperimentare, senza fretta e con tanta pazienza certosina. Occorre barcamenarsi tra crudo e cotto, tra dolce e salato. Ci salvano i centrifugati di carote e i the di ortiche e di malva. Se entri nel vortice della perversione gustativa, dove i sapori risultano alterati ed irriconoscibili, dove l’appetito diventa un fantasma e una chimera, c’è davvero di che rimboccarsi le maniche.

L’INSOFFERENZA AI SAPORI DOLCI

Può succedere che uno non tolleri lo zucchero e trovi insopportabile tutta la frutta. Capisco bene l’insofferenza ai sapori dolci, che coinvolge non solo gli zuccheri evidenti e nascosti di tipo raffinato, ma persino ogni tipo di frutto. La capisco perché è successo anche a me lo scorso anno. Il tutto si trasforma in un desiderio di sostanze neutre o al limite salate. Ovvio che viene da pensare a una qualche degenerazione delle cellule gustative. Ovvio che occorre darsi una spiegazione del fenomeno.

MATRICE EXTRACELLULARE E REAZIONI INFIAMMATORIE

La matrice extracellulare, 30 litri di liquido e di tessuto connettivo, svolge un ruolo fondamentale. Ogni volta che si altera l’equilibrio chiamato omeostasi o salute, ogni volta che c’è una impregnazione tossica o una moltiplicazione batterica, ogni volta che c’è una accumulazione virale di detriti cellulari morti ed inespulsi, l’organismo attiva a scopo difensivo una reazione infiammatoria mirata a isolare la sede dell’aggressione.

INNESCO DI FENOMENI DEGENERATIVI

Se interviene un blocco funzionale delle vie linfatiche, si ha un eccessivo aumento della pressione nei liquidi interstiziali che sono la parte liquida della matrice extracellulare su cui flottano i nostri 100 trilioni di cellule. L’aumento pressorio produce ristagno. Il blocco emuntoriale del drenaggio tossiemico che ne deriva, cioè la perdita di funzione disintossicante della matrice, rappresenta il primus movens, l’innesco di una catena di eventi che può portare a malattie infiammatorie croniche, a malattie degenerative e tumorali.

ABBASSAMENTO DEL PH E INCREMENTO MORIA CELLULARE

Succede infatti che il pH si abbassa e il corpo si acidifica. Si crea ischemia e si riduce drasticamente l’arrivo di ossigeno alle cellule, per cui si ha danneggiamento cellulare con cellule morte in sovrannumero, ossia con i detriti cellulari-virali che liberano molecole cariche di potassio e di acido urico.

VIETATO PERDERSI D’ANIMO

Si punta al recupero e a tempi migliori. Ma intanto uno deve pure alimentarsi sul piano calorico per non subire abbassamenti di peso e di forze. Ecco allora l’importanza del sole, dell’aria, dell’acqua, delle radiazioni positive, del riposo restauratore, della cattura energetica dovunque possibile a costo digestivo zero.

CELLULE INESPULSE EQUIVALENTI A BOMBE DOLCIASTRE AL POTASSIO

Il potassio ha una concentrazione cellulare 40 volte superiore rispetto all’ambiente extracellulare. Questo significa che una cellula morente o morta diventa una sorta di bomba dolciastra al potassio. Una iperpotassiemia eccessiva, in seguito a danno cellulare, comporta dunque superliberazione di ione potassio e carenza di ione sodio, con tutto quanto ne consegue in termini di pervertimento gustativo. Ovvio che si tratta di ipotesi e non di certezze. Tuttavia, nel caso mio personale, il cambio dieta con sconfinamento parziale e temporaneo dai vincoli vegan-crudisti, ha funzionato magnificamente rimettendomi in carreggiata, ridandomi nel giro di 2-3 settimane un rinnovato interesse per le verdure crude o saltate in padella, nonché per ogni tipo di frutta.

CONDIAMO IL TUTTO CON UN PIZZICO DI SANA LIBERTÀ E DI INDISPENSABILE BUONUMORE

Vorrei concludere qui il mio intervento ma, se lo facessi, ne uscirei con un po’ di amaro in bocca, non avendo soddisfatto appieno il titolo promettente e impegnativo della conferenza. Vi ho infatti parlato di cibo e di salute. Ma troppo poco di libertà e di buonumore, valori che meritano sempre la massima considerazione, soprattutto se intesi nel modo giusto. Libertà non certo di fare ciò che vogliamo senza alcun limite. La libertà che intendiamo è quella di saper trarre dalla vita il massimo, con meno regole e più spensieratezza, senza ledere però i diritti sacrosanti del prossimo, ossia delle creature umane e non. Senza ledere i diritti di chi è destinato a condividere con noi aria, acqua, sole, cielo e risorse naturali.

PIÙ SPASSO E MENO SEVERITÀ

Lo spirito giusto me lo offre Jorge Luis Borge Acevedo (1899-1926), celebre poeta e saggista argentino. “Se potessi vivere un’altra volta la mia vita, nella prossima cercherei di fare più errori. Non cercherei di sfiorare la perfezione. Mi negherei di più. Sarei meno serio ed accigliato di quanto sono stato. Prenderei pochissime cose sul serioso. Sarei meno igienico e più trasgressivo. Correrei più rischi. Farei più viaggi e più avventure. Guarderei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi, andrei in posti dove non sono mai andato. Mangerei più gelato di qualità e meno fave. Avrei più problemi reali e meno problemi immaginari. Io sono stato una di quelle persone che hanno vissuto in modo sensato, preciso e responsabile ogni minuto ed ogni attimo della propria vita”.

COGLIERE I BUONI MOMENTI

“Se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti, perché la vita è fatta solo di quello. Non ti perdere l’oggi che maledettamente sfugge in continuazione senza che tu possa fermarlo per una riflessione in comune. Non ti perdere l’adesso e il reale. Io ero uno di quelli che non vanno in alcun posto senza un termometro per la febbre, senza una borsa d’acqua calda per la buona digestione, senza un ombrello per la pioggia e senza un paracadute per l’emergenza. Se potessi vivere di nuovo, andrei scalzo da inizio primavera ad autunno avanzato, guarderei più albe e giocherei di più coi bambini. Ma ho già 85 anni e sto morendo!”

VASCO ROSSI CE L’AVEVA DETTO

In verità, per sentire qualcosa di molto simile non occorre attraversare l’Atlantico. Basta andare a Zocca sull’Appennino Modenese, dove esiste un certo Rossi Vasco, classe 1952, autore di un best seller che gli ha aperto le porte e i cancelli dei maggiori stadi italiani. “Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte così. Voglio una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto sì. Voglio una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormi mai. Voglio una vita di quelle che non si sa mai. E poi ci troveremo come le star a bere del whisky al Roxy Bar, o forse non c’incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso e ognuno in fondo perso dentro i cazzi suoi. Voglio una vita spericolata, voglio una vita come quelle dei film. Voglio una vita esagerata, voglio una vita come Steve McQueen”.

IL DALAI LAMA CE L’HA CONFERMATO CON DUE PAROLE TANTO EFFICACI QUANTO INDIMENTICABILI

All’ultimo grande party di Luciano Pavarotti, venne chiesto al Dalai Lama di inviare un breve messaggio televisivo ai milioni di telespettatori incollati al video. Il leader spirituale tibetano, seguito da 400 milioni di buddisti cinesi, non si è fatto pregare. Ha preso in mano il microfono e ha pronunciato con enfasi due parole soltanto: “Italiani, divertitevi!

SAGGEZZA POLITICA

Pure in questi ultimi tempi di crisi, di sbarchi, di guerre e di preoccupante disoccupazione giovanile, il Dalai Lama ha saputo dare la sua dimostrazione di saggezza nei riguardi dell’Italia. “Il buon cuore non basta. Bisogna avere il coraggio di dire stop, quando gli immigrati sono troppi, e di intervenire nei loro paesi. Gli interventi d’emergenza, come l’operazione Mare Nostrum, sono un fallimento. Gli arrivi sono continui e le strutture di accoglienza sono al collasso”. I fatti tragici, dolorosi e drammatici di questi ultimi giorni purtroppo lo confermano.

PACIFISMO, AMORE E POESIA

“Tutti parlano di pace, cosa impossibile da realizzare fino a quando si coltivano nel proprio animo la collera e l’odio”. “Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere”.

STATO D’ANIMO LIBERO E GIOCOSO

Il Capo Spirituale del Buddismo sta già preparando la successione. “Una donna Dalai Lama potrebbe essere più che mai utile. Ma, se accadrà, questa donna dovrà essere molto attraente davvero, con un viso particolarmente gradevole. Una femmina dall’aspetto comune non servirebbe a molto”. Niente male per un leader religioso di portata mondiale! Un vero esempio di stato d’animo gioioso, sereno e libero.

BOLOGNA LA SANA E BOLOGNA LA SAGGIA

Siamo agli sgoccioli di questa chiacchierata. Ma vorrei concludere con qualcosa di concreto. Mi sta benissimo la Bologna gaudente e godereccia, la Bologna della buona musica, del canto e del divertimento, la Bologna dei motori rombanti e dello stile, la Bologna dell’ingegno e del lavoro, la Bologna Dotta. Tutte ottime ed invidiabili qualità da mantenere ed affinare. Assai meno mi convince la nomea di Bologna la Grassa. Con un minimo di saggezza e di sobrietà in più, con un minimo di amore per la natura in più, Bologna potrebbe puntare anche alla reputazione più importante di tutte, che è quella di Bologna la Sana e di Bologna la Saggia.

IL RIMEDIO È DI UNA SEMPLICITÀ SCONCERTANTE

I cibi più insidiosi sono i grassi e gli zuccheri raffinati, nonché tutte le sostanze prive dei loro enzimi, della loro acqua biologica, dei loro ormoni, delle loro vitamine naturali, dei loro minerali organicati e della loro energia elettromagnetica. Il rimedio esiste per tutti:

  • Ridurre al minimo il cibo lavorato, concentrato, stracotto e devitalizzato
  • Portare ai massimi livelli frutta e verdure crude, o anche cotte con modalità intelligenti, evitando micro-onde e pentole a pressione, catturando le forze Angstrom delle radiazioni vibrazioni espresse sulla scala Bovis-Simoneton, dove occorre stare sopra il livello dei 6500 A°.

UN ALIMENTO SOLARE AD ALTI LIVELLI VIBRAZIONALI

Solo le piante, dotate di apparati fogliari ricettivi sono in grado i catturare la luce e la forza elettromagnetica del sole, depositandola ed incapsulandola nei germogli, nei tuberi, nelle radici, nei fiori e nei frutti. Frutta e verdura crude rappresentano un alimento solare ed atomico, straordinariamente energetico e rivitalizzante. Il cibo vivo e innocente è facile da assimilare, aiuta la peristalsi e la digestione, alcalinità e vivifica non solo gli organi fondamentali interni ma anche la rete dei nostri capillari formata da un incredibile percorso di 100-150 mila km tra arteriole e venule. Col cibo vivo l’obesità, la più pericolosa di tutte le alterazioni, diventa una cosa rara. Un mmc di sangue normale contiene in media 6000 leucociti, ma quando consumiamo cibi morti e lavorati tipo carni, dolciumi, piadine alla mortadella, i leucociti si moltiplicano per 3 e diventano 20 mila per mmc, come dimostrato dal grande Paul Kouchakoff a Parigi ancora nel 1930, al I° Congresso Mondiale di Microbiologia.

LE MERAVIGLIE DEI VEGETALI

I vegetali crudi, specie ravanelli, rafano, sedano, prezzemolo, cavolo, topinambur, contengono pure ormoni tipo inulina e insulina, per cui risolvono il diabete. Il carciofo crudo, grazie alla sua preziosa cinarina, risolve in un colpo solo la funzionalità del fegato, del sistema biliare, dei reni e del colesterolo, sgrassando il sangue al pari dell’ortica e del tarassaco. Due carciofi spinosi sardi crudi a pranzo e due a cena, in aggiunta alla normale dieta vegan-crudista tendenziale e per 2-3 settimane di seguito, ti rimettono a nuovo l’intero organismo. Il porro rafforza il sistema immunitario e  contrasta i gonfiori addominali, similmente al finocchio, risolvendo pure le crisi emorroidali. Il radicchio rosso e quello variegato, grazie alla loro carica di triptofano, prevengono le malattie cardiocircolatorie, contrastano l’insonnia, l’artrite, i reumatismi e rafforzano il sistema nervoso, oltre che abbattere la tumorosità intestinale ed apportare benefici al sistema renale e cutaneo. Potrei continuare per ore.

CELLULE BIPOLARI E DETRITI OSTRUTTIVI

Al pari dei pianeti, le nostre cellule hanno la caratteristica di essere bipolari, per cui lavorano in base al principio di attrazione e repulsione. Il fluido elettromagnetico cerebro-spinale non deve pertanto subire ostruzione sotto forma di materiale tossico. La parte destra del corpo e della testa rappresenta il polo positivo, mentre quella sinistra il polo negativo. Entrambe irradiano energia ed assorbono energia di polo opposto. Vale qui più che mai la formula di Ehret V=P-O (Vitalità=Potenza meno Ostruzione).

PIÙ FIDUCIA NELLA FRUTTA

La frutta è tampone anti-ostruttivo, anti-acido, anti-tossico, antiscorie, anti-parassitario grazie a peperoncini, zenzero, curcuma e semi di zucca. Grave errore in campo sportivo è usare le proteine in funzione energetica e muscolare, tipica e blasfema attitudine dei medici sportivi e degli sprovveduti nutrizionisti da palestra. Muoviti e cammina! Questo era il mantra di Sergio De Gregorio, nobile igienista ligure. Abbuffati di sole, di azoto e di aria pura. Muoviti e suda! Respira e traspira. Il tuo cibo sia pure divertente ma anche sobrio e frugale perché la vera forza, la vera gioia di esistere proviene da polmoni sani e da un intestino libero, pulito ed efficiente, sorretto da fegato e reni in piena forma.

MOTIVAZIONI ED AUTOSTIMA

Qualcuno tra di voi mi ha chiesto dove io trovi l’entusiasmo per portare avanti la mia missione carica di rischi e di insidie di vario genere. Pur non frequentando alcuna chiesa ed alcun credo religioso, sono convinto che il Dio Creatore degli animali e della meraviglie umane, naturali, artistiche e culturali, stia evidentemente dalla mia parte. In più sono circondato da una famiglia grande e stupenda oltre che internazionale ed inter-razziale, nonché da tanti cari amici che mi seguono con affetto e che organizzano questi eventi dove la gente, io spero almeno che sia così, fa il pieno di informazioni e di valori che da altre parti non si trovano facilmente, fa il pieno di scienza della salute, di rispetto a 360 gradi nei riguardi del prossimo, ma anche il pieno di serenità, di sorriso, di armonia interna e di appagamento emozionale.

LA VITA È FATTA DI PICCOLE COSE

Esiste dietro le quinte gente che mi sorregge e gente per la quale vale la pena di sacrificarsi. Gente come voi che venite a queste conferenze, che come successo oggi mi portate non solo ottime testimonianze di guarigione, ma anche un calendario dedicato con le foto dei vostri bambini, come nel caso di Andrea, oppure dei kaki secchi, come nel caso di Sonia. La vita è fatta di piccole cose che vengono dal cuore, diceva il grande ed indimenticato Ugo Tognazzi.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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