DISTURBI DELLA TIROIDE IN GRAVIDANZA

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LETTERA

Egregio Valdo, mia moglie è incinta al quarto mese. Da circa 20 giorni vomita ogni cosa che mangia. I dottori consigliano di prendere il Biochetasi 3 volte al giorno ma, dato che vomita anche quello e che non siamo di mentalità “medicalizzata”, stiamo cercando altri rimedi.

TIROIDITE DI HASHIMOTO E CURA EUTIROX IN CORSO

Ma il tempo passa. Lei continua a non mangiare niente o poco, e quel poco che mangia viene espulso per bocca. È di buona salute, salvo avere la tiroidite di Hashimoto e quindi sta prendendo l’Eutirox a dose più elevate, come prescritto dall’endocrinolgo. Nella speranza di una sua cortese e rapida risposta, la saluto caldamente.

Matteo

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RISPOSTA

EFFETTI DELLA GRAVIDANZA SULLA TIROIDE

Ciao Matteo. Mi avvalgo di alcuni dati presi dall’ottimo sito del dr Vincenzo Piazza.

La gravidanza comporta aumentato carico funzionale tiroideo, con aumentata rischiesta di iodio e di sodio, che vanno forniti privilegiando frutta, verdura cruda, cavoli e crucifere, ravanelli e rucola, crescione e sedani, alghe marine.

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La gravidanza è una condizione ipermetabolica che mima le sindromi da ipertiroidismo e pertanto può mitigare un ipotiroidismo gravidico, o anche rendere difficile le diagnosi da tireotossicosi gravidiche all’esordio.

Le cosiddette malattie auto-immuni della tiroide in gravidanza possono modificare il loro corso clinico, peggiorando nel primo trimestre e migliorando nel secondo e nel terzo.

AUMENTO DEL CARICO FUNZIONALE MEDIANTE LA TBG

La principale modifica tiroidea in gravidanza, che contribuisce ad aumentare il carico funzionale globale, è l’aumento della TBG (thyroxine binding globulin), dovuto all’azione degli estrogeni placentari che ne stimolano la produzione epatica e ne rallentano la degradazione catabolica.

La TBG aumenta gradualmente dalla terza settimana di gravidanza sino a raddoppiare le sue concentrazioni nel terzo trimestre, per poi restare costante e tornare su livelli normali un mese dopo il parto.

AUMENTO DEL FLUSSO EMATICO RENALE, DELLA CLEARANCE DI IODIO E DELLA RICHIESTA DI SODIO

Sempre per l’aumentata azione estrogenica vi è aumento del flusso ematico renale e aumento della clearance renale di iodio, con conseguente ioduria. Quindi vi è aumentato fabbisogno di iodio, che si aggira sui 250 mcg/die.

L’altra modifica che comporta ulteriore stress funzionale tiroideo è l’aumentata attività desiodasica placentare. Ne deriva che, nelle gravide ipotiroidee, è necessario incrementare le dosi di levo-tiroxina del 30-40%, e quindi di sale sodico (vedi sedano, prezzemolo, rucola, rape e ravanelli, verdure piccanti amare).

ANDAMENTO ALTERNANTE DELLA CONDIZIONE DI HASHIMOTO

In gravidanza tutte le tireopatiti su base cosiddetta autoimmune subiscono miglioramento spontaneo durante la gestazione e un peggioramento compensativo dopo il parto. Le tiroiditi post-partum non sono altro che l’espressione della riesacerbazione immunologica. La tiroidite di Hashimoto migliora infatti nel primo trimestre e si mantiene stabile nel secondo e nel terzo.

Del resto, l’ipotiroidismo è l’endocrinopatia più frequente riscontrata in gravidanza, assieme all’altra condizione che è il diabete. I sintomi lamentati sono la freddolosità, la secchezza e la caduta dei capelli, la scarsa capacità di concentrazione, le parestesie, il rallentamento dei riflessi osteo-tendinei, la voce rauca.

ALTRI CAMBIAMENTI DOVUTI ALLA GRAVIDANZA

Altre modifiche ormonali, immunologiche, cardiovascolari, metaboliche e respiratorie, che avvengono durante la gravidanza sono:

  • Aumento progressivo della gonadotropina corionica (Beta-HCG), che stimola il corpo luteo e blocca il ciclo ovarico materno segnando l’inizio della gravidanza, con calo verso la 20° settimana e rialzo alla 35°.
  • Aumento del sistema renina-angiotensina-aldosterone con effetto vasodilatatorio.
  • Espansione del volume plasmatico e ad aumento della frequenza e della gittata cardiaca.
  • Condizione di insulino-resistenza utile ad assicurare al feto disponibilità di glucosio.
  • Notevole aumento dei lipidi, per sopperire alla spesa energetica che la gravidanza comporta (una donna perde circa 90000 calorie nell’intero ciclo).
  • Modifiche nel metabolismo calcio-fosforico onde garantire sufficiente apporto minerale al feto (iperparatiroidismo per aumentare il paratormone PTH e limitare la calcitonina).
  • Aumento della prolattina a partire dalla 13° settimana onde preparare le mammelle all’alattamento.
  • Aumento di ACTH e cortisolo.

CONSIDERAZIONI FINALI

Quanto appena detto può apparire troppo tecnico e aulico, ma offre uno spaccato sulla complessità del fenomeno gravidanza e sui rischi che si corrono a interferire con essa, come pretendono di fare certi endocrinologi.

A livello pratico e concreto, mi chiedo se le crisi di vomito lamentate nel caso in questione non siano concomitanti con la cura di Eutirox prescritta con la solita disinvoltura dal medico curante.

LE REGOLE DEL MAL DI STOMACO VANNO RISPETTATE

La regola per chiunque abbia dei problemi gastro-intestinali è quella di non assumere alcuna sostanza, di mettersi a riposo e di bere acqua leggera a piccoli sorsi [leggi: Qual è la migliore acqua da bere], fino a quando non si espellono i veleni e non ritorna l’appetito, fino a quando non si rinormalizza la situazione. Questo vale per tutti. La donna gravida subisce sì tante trasformazioni, questo è vero. Ma rimane in tutto e per tutto un essere umano e non una extraterrestre.

ALCUNE STRATEGIE POSSIBILI SUL DA FARSI

Pertanto è ovvio che vanno sospesi tutti i farmaci immediatamente. Onde evitare situazioni di prolungata carenza calorica, si può anticipare il tentativo di ripristino normalità con stratto fresco di carote, sedano, cavolo e ananas. In logica successione, il passato di verdure, il purè di patate, il riso precotto e fritto in padella con diverse verdure amarotiche, possono rappresentare ottime soluzioni, nella misura in cui l’apparato le accetta e non le respinge.

PER RISOLVERE AL MEGLIO LE PROPRIE MALATTIE SERVE SEMPRE UN MINIMO DI PREPARAZIONE IGIENISTICA

Dovesse esserci altro vomito, occorre ripetere con pazienza lo stop al cibo e il ricorso all’acqua. Se invece lo stomaco si rimette a lavorare, sarà opportuno continuare con il mio schema nutrizionale vegano e tendenziale-crudista.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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