ADENOCARCINOMA POLMONARE E INTERVENTO A TUTTI I COSTI

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LETTERA

CASO DI ADENOCARCINOMA POLMONARE CON MUTAZIONE GENETICA EGRF

Gentile dr Vaccaro. Leggo spesso e con piacere i suoi interventi nel forum e ho letto con molto interesse alcune delle sue tesine. Oggi mi sono decisa a scriverle in seguito a una discussione aperta sul gruppo chiuso di fruttariani di Face Book “Amici Fruttariani” dove, discutendo su un caso di neoplasia di tipo Adenocarcinoma polmonare con mutazione genetica EGFR che ha colpito una persona frequentante il sito, sono sorte un paio di domande che sono sicura lei è in grado di delucidare adeguatamente.

RICERCA DI MEDICO TOSTO E VICINO ALL’IGIENE

Chiedo se esiste in Italia un medico naturopata molto ferrato nelle terapie e negli scritti di Gerson, Ehret, Shelton e Walker che applichi il metodo dei succhi vivi di frutta e verdura per la cura delle neoplasie che lei si senta di raccomandare, se è possibile vicino a Genova ma anche nelle regioni limitrofe? Cosa pensa della Paladini di Salzano e la sua equipe medica? Sono in grado di seguire una persona in questo percorso?

CONTATTO FACEBOOK

Nel caso sia interessato a seguire la discussione che ha generato questa mia interrogazione e capire di più il contesto di questo problema, le incollo qui il link:
https://www.facebook.com/groups/amicifruttariani/10152598519182729/?comment_id=10152599867417729&notif_t=like
La ringrazio infinitamente per ogni informazione possa darmi. Le migliori cordialità e la mia più sentita ammirazione per il lavoro che svolge e la forza che trasmette alle persone.
Fedra Fo

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RISPOSTA

SCARSE POSSIBILITÀ TERAPEUTICHE

Ciao Fedra. Al punto primo rispondo negativamente, senza voler mancare di rispetto a chi qualcosa sta pur facendo, tra Vanoli, Cocca, Bricchi, Oliviero e qualche altro. Tra l’altro non è il caso di mescolare Gerson con Shelton, con Walker e con Ehret. Ognuno di essi merita un discorso a parte. Carmelo Scaffidi è sicuramente importante ed attivo con la Abin, Associazione Bergamasca di Igiene Naturale di Bergamo, e segue una via tra Lezaeta (naturopatia tedesca) e Shelton. Dal 1972 esiste a Genova l’Associazione Igienista Italiana, Movimento di Igiene Naturale, fondata da Michele Manca, divenuto uno dei primissimi igienisti italiani dopo aver ottenuto grossi benefici dagli scritti di Herbert Shelton. Puoi sicuramente contattarli. Non conosco invece i Paladini di Salzano.

DEFINIZIONE E FUNZIONI DEI POLMONI

I polmoni sono due organi simmetrici, spugnosi, posti nel torace. La loro funzione è quella di trasferire l’ossigeno respirato al circolo sanguigno e depurarlo dell’anidride carbonica prodotta dall’organismo. Il tumore del polmone compromette questa funzione in quanto provoca una crescita incontrollata di determinate cellule polmonari, ai bronchi, ai bronchioli e agli alveoli. Cellule in sovracrescita che possono costituire un massa ostruente per il corretto flusso dell’aria, oppure provocare emorragie polmonari o bronchiali.

CARCINOMA BRONCOGENO ALL’EPITELIO

Bronchi, bronchioli e alveoli polmonari sono ricoperti da un sottile strato di tessuto detto epiteliale. Il 95 per cento dei cancri al polmone origina proprio dall’epitelio e viene chiamato carcinoma broncogeno. Nel restante 5 per cento dei casi l’origine può essere a livello di tessuti diversi che compongono il polmone, per esempio i tessuti nervoso ed endocrino (in questo caso si parla di carcinoide polmonare di origine neuroendocrina) o linfatico (in questo caso si tratta di un linfoma polmonare).

CARCINOMA SPINOCELLULARE E MICROCITOMA

Il carcinoma spinocellulare rappresenta il 25-30 per cento dei tumori broncogeni e nasce nelle vie aeree di medio-grosso calibro. È dovuto alla trasformazione dell’epitelio bronchiale provocata dal fumo di sigaretta. È questo il tumore polmonare con la miglior prognosi. Al pari del precedente, anche il microcitoma (o tumore a piccole cellule), che si osserva nel 20 per cento circa dei casi, insorge nei bronchi che hanno diametro più grande, e anch’esso è correlato con il fumo di sigaretta. Questo tumore è costituito da cellule di piccole dimensioni, ha un’origine di tipo neuroendocrina e può esistere in forma pura oppure coesistere con altri tipi. La sua prognosi è in genere peggiore del precedente.

ADENOCARCINOMA

L’adenocarcinoma si presenta in circa il 30 per cento dei casi e si localizza, al contrario dei precedenti, in sede più periferica e cioè a livello dei bronchi di calibro minore. È il tumore polmonare più frequente tra chi non ha mai fumato e talvolta è dovuto alla presenza di cicatrici polmonari (per esempio per vecchie infezioni tubercolari o per pleuriti). Un sottotipo è rappresentato dall’adenocarcinoma bronchiolo-alveolare che deriva dalle cellule che tappezzano gli alveoli e che tende a diffondersi lungo le vie aeree.

IL MICIDIALE FUMO DI SIGARETTA

Il più importante fattore di rischio nel tumore del polmone è rappresentato dal fumo di sigaretta. Esiste infatti un chiaro rapporto dose-effetto tra questa nefasta abitudine e la neoplasia, e questo vale anche per il fumo passivo. Ciò significa che più si è fumato maggiore è la probabilità di ammalarsi.
Il fumo di sigaretta contiene numerose sostanze che agiscono direttamente a livello dei bronchi. Per fare un esempio, sono cancerogeni diretti gli idrocarburi aromatici policiclici (cioè i prodotti della combustione, tra cui il ben noto benzopirene) e le nitrosamine (derivati dell’ammoniaca usati nella lavorazione delle sigarette). Esistono numerosi studi che dimostrano che i cancerogeni contenuti nel fumo di sigaretta inducono specifiche alterazioni molecolari in due geni, p53 e FHIT, comportandone una perdita di funzione che promuove lo sviluppo di cancro polmonare.

DATI STATISTICI SUL TABAGISMO

Il fumo di sigaretta è oggi ritenuto il fattore causale più importante del tumore polmonare. È stato dimostrato che un uomo dell’età di 35 anni, che fuma 25 o più sigarette al giorno, ha un rischio di morire di cancro del polmone prima dei 75 anni pari al 13 per cento. Il rischio aumenta in relazione a 1) Numero di sigarette fumate, 2) Età di inizio, 3) Assenza di filtro. Nei soggetti che smettono di fumare il rischio si riduce nel corso dei 10-15 anni successivi, fino a eguagliare quello di chi non ha mai fumato, se si riesce a smettere per tempo. Anche il fumo passivo aumenta il rischio di sviluppare il carcinoma polmonare.

ALTRE SOSTANZE CANCEROGENE

Esistono poi altri cancerogeni chimici come l’amianto (asbesto), il radon, i metalli pesanti, il catrame e gli oli minerali, che provocano il tumore del polmone soprattutto in quella parte di popolazione che viene a contatto con queste sostanze per motivi di lavoro. Si parla in questo caso di esposizione professionale.

DIFFUSIONE DEL TUMORE POLMONARE

Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Questa malattia da sola rappresenta il 20 per cento di tutti i tumori maligni nelle persone di sesso maschile. In questi ultimi anni, però, si sta registrando un progressivo aumento anche tra le donne, visto che l donne fumano sempre di più e il fumo è la prima causa di cancro al polmone.

SITUAZIONE IN ITALIA

In Italia si stimano circa 34.000 nuovi casi di tumore ogni anno nelle persone fino agli 84 anni di età . Pur tenendo conto dell’aumento dei casi dovuto all’invecchiamento della popolazione, in media un uomo ogni tre e una donna ogni quattro ha la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita media (0-74 anni). In Italia muoiono per tumore del polmone circa 27.500 persone all’anno (circa 22.000 uomini e 5.500 donne), rappresentando la prima causa di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne.

VELOCITÀ DI FILTRAZIONE RENALE

La sigla FGR sta per Glomelural filtration rate, ossia capacità del rene di eliminare i prodotti tossici dal corpo, con valori normali oscillanti tra 90 e 100 mL/minuto. Per ogni dimezzamento del GFR c’è  tra l’altro un raddoppio di creatinina serica nel sangue. Patologie correlate sono l’insufficienza renale, la glomerulonefrite, l’amiloidosi l’insufficienza cardiaca, la disidratazione. Il GFR è considerato fattore di crescita tumorale.

SINTOMI DI ADENOCARCINOMA

Quali sono i sintomi dell’adenocarcinoma polmonare? Il tumore al polmone può non dare segni fino a quando non arriva ad uno stadio troppo avanzato, anche se campanelli d’allarme possono essere la tosse cronica, la tosse insistente, difficoltà respiratorie, dolore al torace, tracce di sangue dell’espettorato, emissione di sangue dalla bocca. Altri sintomi che a volta si associano al tumore al polmone sono febbre, debolezza, perdita di peso corporeo, dolore alla spalla, dolore all’arto superiore, polmoniti, disfonia e disfagia.

CHEMIO, ASPORTAZIONI E ASPETTATIVE

Come si cura? In caso di tumore a piccole cellule di solito si eseguono cicli di chemioterapia e radioterapia, mentre se vengono colpite grandi cellule l’intervento chirurgico è l’unica via possibile. Se il tumore non fosse asportabile, si procede con la chemio e con la radio, oltre che con l’assunzione di farmaci particolari utilizzati nella lotta a questo tipo di cancro. Risultati e aspettative non paiono affatto tali da giustificare le pene e le sofferenze imposte ai pazienti. Vale forse la pena di farsi operare, di farsi togliere un polmone per sopravvivere un paio d’anni o nemmeno quelli? Non è invece il caso di capire meglio i meccanismi causativi del fenomeno? Non è forse il caso di comprendere il percorso del tumore e di smontarne le basi costitutive? Si dimentica forse che il tasso di sopravvivenza media è più alto in chi non si sottopone ad alcun tipo di cura invasiva, come confermato dalle statistiche americane? O si vuole imporre alla gente il dogma del bisturi e della chemio a tutti i costi?

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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