TUMORE POLMONARE, COINVOLGIMENTO OSSEO E FARMACO DELLA SERENITÀ

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LETTERA

POSSIBILITÀ MIGLIORATIVE IN SITUAZIONE DI METASTASI

Ho mia sorella con tumore al polmone, passato ad interessare le ossa. Posso sperare che seguendo con rigore l’igienismo naturale con digiuno possa, in qualche modo, migliorare la sua condizione?
È anche tormentata da dolori molto intensi. Grazie.
Bruna De Pascali da Roma

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RISPOSTA

I POLMONI SONO IL NOSTRO MANTICE VITALE

Ciao Bruna. I polmoni sono due organi simmetrici e spugnosi, posti all’interno della gabbia toracica. La loro funzione è quella di trasferire l’ossigeno respirato al circolo sanguigno, e di depurarlo dell’anidride carbonica prodotta dall’organismo. Il tumore al polmone compromette questa funzione in quanto provoca una crescita incontrollata di determinate cellule polmonari, costituenti bronchi, bronchioli e alveoli. Questa massa finisce poi per ostruire il corretto flusso sanguigno. Bronchi, bronchioli e alveoli polmonari sono ricoperti da un sottile strato di tessuto epiteliale. Il 95% dei casi di tumore polmonare si origina proprio nel tessuto epiteliale. Il tumore al polmone si manifesta con tosse secca e con catarro misto spesso ad emottisi, difficoltà respiratorie, dolori al torace e perdita di peso.

LA MIGLIORE MEDICINA RIMANE LA SERENITÀ

Il tumore polmonare a volte si risolve, nel senso che si blocca e si attenua. Spesso si rivela pure patologia senza scampo. Ma occorre dire che le statistiche pendono verso il negativo più per le reazioni scomposte e ansiogene di medici e pazienti, che per le caratteristiche ingenerose della patologia. I polmoni sono un organo ad intensissima utilizzazione, per cui ogni eventuale anomalia comporta forti ripercussioni.

LE CONTE NUMERICHE SONO RIDICOLE E PRIVE DI BUON GUSTO

Il principio generale del non abbattersi mai e del non demordere mai vale per tutti, sani e meno sani. Lo iato che ci separa tra esseri che respirano e mangiano, ed esseri che non lo fanno più, è assai più precario e vulnerabile di quanto possiamo pensare. Una miserevole manciata di minuti senz’aria e finiamo tutti dall’altra parte senza se e senza ma. A rigore, dovrei dire che le speranze sono poche. Trovo molto antipatica la quantificazione delle aspettative di vita nelle varie patologie. Ho voluto dare un’occhiata su internet. Un vero e proprio toto-vita e toto-morte. Sei mesi, dodici mesi, 2 anni, 5 anni, 20 settimane, nelle mani di Dio. Ovvio che, qualsiasi cosa dicessi non aggiungerei nulla di interessante, in quella direzione.

RIBELLARSI AL CLIMA DI RASSEGNAZIONE

Non so niente poi sul tipo di tumore specifico e sulle cure che sono state applicate. Ci sono almeno cento variabili che giocano un ruoto determinante. Prima tra esse la voglia di vivere e di fare qualcosa di concreto, di voler contare ancora, di potersi rendere utile a qualcosa, di non abbattersi e di non rassegnarsi, di comportarsi come persona normale, sorridente, speranzosa e serena. La voglia della paziente di mandare al diavolo l’etichetta di morente o di senza-speranza appiccicatele addosso dalla medicina e confermate dagli sguardi troppo misericordiosi di chi le sta intorno.

VIVERE ALLA GIORNATA

È il famoso discorso del vivere nel presente e alla giornata. Vediamo di restare vivi e in forma oggi. Vediamo di trovare un momento di positività e di costruzione oggi, trovando qualcosa da leggere, da scrivere, da osservare. Vediamo, nonostante tutto, di massimizzare la qualità della vita oggi, senza usare il pallottoliere o il calendario, alla ricerca del giorno fatale, sia esso un mercoledì o un sabato. Se la mettessimo tutti sotto questo aspetto, si fermerebbe il mondo.

BANDIERINE DI ENTRATA E BANDIERINE DI USCITA

D’accordo che i piani a lunga gittata si fanno preferibilmente da giovani. Poi, man mano che si va avanti, ci sono più porte che si chiudono che nuove prospettive e nuovi orizzonti. Tuttavia, ventenne o centenario, ogni uomo ha una bandierina di uscita davanti a sé. La morte va intesa come meccanismo di vita e non come condanna cosmica. Sono le motivazioni che sorreggono ed aiutano a procedere. Max Gerson era famoso per invertire e rinviare le sentenze di morte dei pazienti terminali. Lo faceva con sistemi estremamente rudimentali, tipo una autentica ubriacatura continua del succo zuccherino di frutta.

RECUPERO ALLA GERSON O ACCORCIAMENTO DELLA SOFFERENZA

Il digiuno igienista, secondo le esperienze delle cliniche post-sheltoniane, può portare rapidamente in due direzioni che sono A) Quella di un recupero alla Gerson, oppure B) Quella di un accorciamento dei tempi di exitus, col vantaggio di un notevole risparmio dolorifico stile eutanasia-dolce, visto che col digiuno si va nelle mani di un sistema immunitario che dà la sua inappellabile sentenza, rendendosi conto delle risorse residue a disposizione. La cosa migliore, a mio avviso, è quella di fare intenso uso di spremute e di centrifugati.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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14 commenti

  1. Caro Task,
    mi spiace per te ma come ti hanno già detto in tanti Valdo non risponde alle domande poste in questa sezione. Se vuoi risposte da lui devi scrivergli alla mail indicata in alto a destra. Vedo però che poni domande molto specifiche, sulla fibrosi cistica, sulla guaina mielitica e via dicendo.
    Io concordo però con Valdo quando dice "Dicendo questo non vogliamo dire che l'igiene la sappia più lunga [della medicina ufficiale]. Ignoranti noi, ignoranti loro [i medici]. La vera differenza però sta nel fatto che l'igiene opera con in testa le leggi della natura per cui è portata a interpretare correttamente i fenomeni, mentre la medicina odierna ama dominare, intervenire e modificare, con ovvi rischi e pericoli, e purtroppo per lei e per tutti, con pessimi risultati." – tesina del 26 gennaio 2012 – ARTRITE, EPATITE, SJOGREN E LINFOCITI UBRIACHI.
    L'uomo, inteso sia nel senso biologico che emozionale, è un complesso di meccanismi molto complessi, pretendere di conoscerli sarebbe arrogante. L'igienismo propone da millenni una visione semplice ma non semplicistica, ossia quella di seguire le leggi naturali. Le evidenze sperimentali sono a favore di questo tipo di approccio, come opinione mia; vedere numerosi malati che hanno risolto i loro problemi.
    Quindi non è che il succo di limone abbia proprietà miracolose, ma è tutto l'insieme di comportamenti naturali (e quindi umani, cioé adatti all'uomo) che contribuiscono al buon funzionamento, partendo dal primo passo che é "non nuocere", come diceva Ippocrate e come spesso ricordato sempre da Valdo.
    In secondo luogo, noto una certa insofferenza e insistenza polemica nei tuoi commenti.
    Sempre sulla scorta evidente delle tante persone recuperate con gli insegnamenti igienisti e per rispetto a loro, ti invito eventualmente a provarne di persona i princìpi attuativi, o comunque di avere un approccio meno scorretto e più di dialogo con gli altri utenti del blog.
    Io per esempio fino a 3 anni fa scherzavo chi non mangiava carne, ora che anch'io non ne mangio mi sento molto meglio. Come non credere che l'igienismo non abbia dei caratteri vincenti?
    Ciao
    Riccardo

  2. Ciao Task Force Butler.
    Fai bene a porre dei legittimi quesiti, e finalmente li poni senza insultare!
    Ecco qui ciò che ti serve per trovare una risposta a quel che chiedi:
    http://www.fibrosicisticaricerca.it/Fibrosi-Cistica/Progressi-di-ricerca/Bicarbonato-per-correggere-il-difetto-CFTR-causato-dalla-mutazione-DF508

    http://www.lescienze.it/news/2001/03/02/news/fibrosi_cistica_e_bicarbonato-591602/

    Bastava fare una semplice ricerca su google digitanto "fibrosi cistica, alcalinizzazione" e aprire il primo risultato.

  3. Tubler hai la testa dura. Ma quante volte bisogna ripeterti che qui Valdo non risponde?
    Scrivigli (magari sotto falso nome)e leggiti la risposta.
    Hai forse problemi con la lingua italiana?

  4. "queste sperimentazioni servono a migliorare il trasporto dello ione non certo a GUARIRE"
    certo, e che effetto ha il miglioramento dello ione non te lo chiedi (o non hai letto bene)?
    Tu chiedevi: come fa l'alcalinizzazione a rimediare a una mutazione genetica a carico del gene CFTCR ecc ecc…?
    L'articolo che ti ho linkato spiega cosa succede:
    "…si è visto che, correggendo artificialmente la normale lieve acidità dell'apparato cellulare che presiede al controllo della proteina CFTR, si otteneva una sufficiente espressione di proteina CFTR a livello di membrana e si ripristinava la funzione di trasporto del cloro. […] L'azione del bicarbonato era appunto quella di ridurre l'acidità dell'ambiente interno cellulare, con questo rendendo meno efficiente il sistema di controllo (che è attivo normalmente in ambiente acido) e quindi la rimozione della proteina CFTR difettosa."

    La fibrosi cistica è causata appunto da questa proteina CFTR difettosa, e la sua rimozione attraverso l'alcalinizzazione sembra risolvere il problema.
    Quindi vaccaro non mi pare si sia sbagliato nell'affermare che l'alcalinizzazione è la soluzione.
    Se non mi ricordo male qui c'era un utente guarito dalla fibrosi cistica grazie all'igienismo… non ricordo come si chiamasse e in che tesina fosse, speriamo che venga a leggere così potrà risponderti di persona (no, non è un topo).

  5. Cosa vuoi che ti dica… dagli studi effettuati risulta che "correggendo artificialmente la normale lieve acidità dell'apparato cellulare che presiede al controllo della proteina CFTR, si otteneva una sufficiente espressione di proteina CFTR a livello di membrana e si ripristinava la funzione di trasporto del cloro."
    Quindi se viene ripristinata la funzione di trasporto del cloro, cioè quella cosa necessaria affinchè non si manifesti la fibrosi, almeno teoricamente si dovrebbe raggiungere la risoluzione di questa patologia, visto che si riesce ad eliminare ciò che la scatena.

    "la proteina prodotta continuerà ad essere difettosa"
    No: lo studio dice chiaramente il contrario, ossia che la proteina difettosa viene rimossa:
    "L'azione del bicarbonato era appunto quella di ridurre l'acidità dell'ambiente interno cellulare, con questo rendendo meno efficiente il sistema di controllo (che è attivo normalmente in ambiente acido) e quindi la rimozione della proteina CFTR difettosa."
    Quindi, rimossa la causa scatenante si dovrebbe raggiungere la guarigione, se 2+2 fa 4.

  6. Dimenticavo: sono diverse le patologie dalle quali, secondo l'ottica della medicina ufficiale, non si può guarire.
    Così come sempre nell'ottica della medicina ufficiale senza il ferro eme della carne si diventa anemici o carenti di chissachè, senza latte e latticini si va incontro all'osteoporosi, e via dicendo altre balle.
    Ma i fatti dimostrano che così non è, e che quindi la medicina ufficiale spesso si sbaglia (in buona o mala fede?)
    Non mi stupirei per niente che si sbagliasse anche sulla fibrosi cistica o su altre patologie.

  7. Se vado dal mio medico e gli dico che soffro di insonnia,lui mi prescrive tranquillanti e sonniferi. Io invece ho risolto tutto col vegan crudismo….e senza che mi aspettassi niente del genere (visto che avevo tutt'altri obiettivi)Il medico in questo caso, non solo ti racconta balle, ma ti danneggia per ignoranza. L'unica cosa della quale sono dispiaciuto è che la erborista, dalla quale ogni tanto andavo,attende invano il mio ritorno…un pò come i rondinini di Giovanni Pascoli ["e il suo nido è nell'ombra che attende, che pigola sempre più piano"]…povera ragazza,penserà che ho cambiato fornitore…

  8. Enzo Spataro on

    TFB te lo spiego io come si guarisce dalla fibrosi cistica in quanto ne sono personalmente uscito fuori, ma se te lo spiego tu mi prometti che apri il cervellino e non mi fai perdere tempo? anche perche è stato un percorso piuttosto lungo e complesso ed io non ho nemmeno molta dimestichezza con la tastiera.

  9. Alberto Pastorino on

    Task Force Butler ha detto…

    @Gianlo
    Scusa se insisto, ma l'alcalinizzazione potrà anche servire a rimuovere la proteina difettosa, non significa certo che riparerà il danno genetico. Quello continuerà ad esserci, e la proteina prodotta continuerà ad essere difettosa; possiamo parlare di CONTROLLO della malattia, non di GUARIGIONE.
    Il Vaccaro sostiene, invece, che l'alcalinizzazione conduce alla GUARIGIONE, quindi secondo lui è in grado di intervenire a livello GENETICO.

    TFB, innazitutto potresti firmarti con nome e cognome, saresti piú considerato e non preso per il sedere.
    In secondo luogo, oltre ad avere in dotazione un "sacco di patate" fin dalla nascita, abbiamo una mente e soprattutto siamo degli spiriti (scusami se gli scenziati, con le loro rozze tecnologie non sono ancora riusciti a misurarlo ma sappi che é dura misurare con mezzi fisici "qualcosa" che trascende la materia)
    La mente puó essere misurata in qualche modo perché é materia (molto "sottile ma pur sempre materia)
    Dunque se il "sacco di patate" conserva un residuo di vitalitá, grazie alla fiducia che la persona metterá nel processo guaritivo, avverra il "miracolo". É per questo che alcuni guariscono nonostante le cure.
    Come ció avvenga non interessa "fatti non parole"
    Se qualcuno ha una spiegazione piú razionale avrei piacere di ascoltarlo.

  10. Enzo Spataro on

    Task Force Butler ha detto…

    @Gianlo
    Scusa se insisto, ma l'alcalinizzazione potrà anche servire a rimuovere la proteina difettosa, non significa certo che riparerà il danno genetico. Quello continuerà ad esserci, e la proteina prodotta continuerà ad essere difettosa; possiamo parlare di CONTROLLO della malattia, non di GUARIGIONE.
    Il Vaccaro sostiene, invece, che l'alcalinizzazione conduce alla GUARIGIONE, quindi secondo lui è in grado di intervenire a livello GENETICO.
    In effetti ero in attesa del nostro "eroe" proprio su questa sua ultima affermazione dove si è fatto un clamoroso autogol. Ha detto che l'alcalinizzazione porta al controllo della malattia non della guarigione, e allora? il contrllo della malattia non è guarigione? Io stesso, mantenendo il sangue alcalino, dopo 10 mesi di strenua battaglia ho debellato la fibrosi cistica, rischiavo la morte nell'affrontare una rampa di scale mentre oggi scalo le montagne. Logico supporre che se tornassi alla aberrante alimentazione che adottavo 2 anni fà acidificherei nuovamente il mio sangue e tornerei ad annaspare come prima nel giro una settimana al massimo, anzi credo che il mio sistema immunitario non me lo perdonerebbe e mi stronchi all' istante. Tutto in perfetta coerenza con quanto va propagando il nostro incommensurabile Valdo. Bene, dopo questo, ritengo, schiacciante ragionamento e dopo aver redento persino antuan, se non si è redento anche taskino allora è proprio il caso che se ne vada a "farinculo"….e senza TOM-TOM.

  11. Enzo Spataro on

    No, se il sangue del diabetico è acidificato l' insulina gli serve solo da tampone perchè il suo pancreas non riesce a produrla." Gene CFTCR (gene che codifica una proteina di 1480 aminoacidi) provocante la perdita dell’aminoacido fenilanilina codificato dal codone 508" queste sono farneticazioni di una mente affetta da curomania indelebile, l'unica soluzione a tutto è l'alcalinizzazione del sangue se si é ancora in tempo per la guarigione altrimenti resta comunque la migliore panacea possibile,l'alcalinizazione è ottenibile solo ed unicamente tramite la disciplina igienistica, parola di ex fibrosi cistico agli sgoccioli della sua esistenza e letteralmente risorto grazie ad essa e ai preziosi preziosi consigli di coloro che la caldeggianno (sai già a chi mi riferisco).