ANGIO-OSTEOIPERTROFIA O SINDROME DI KLIPPEL-TRENAUNAY

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LETTERA

PARERE SU UNA PATOLOGIA RARA

Salve Valdo, abbiamo avuto modo di interagire già altre volte tramite email e ti ringrazio per le tesine pubblicate sul blog (due rispondenti a mie domande). Vorrei chiederti un parere riguardo ad una patologia al quanto rara, trattasi della Sindrome di Klippel Trenaunay.

NON INVALIDANTE MA ASPETTO ESTETICO COMPROMESSO

Inizialmente, nell’infanzia, il problema si manifestava solamente con macchie rosse su tutto l’arto e il gluteo sinistro. Crescendo, la macchia si è spostata nella parte inferiore della gamba partendo da sopra il ginocchio sino al piede. Per fortuna non è cosi invalidante come in alcuni casi estremi, ma l’aspetto estetico è compromesso. Allego una visita specialistica fatta nel maggio 2010.

VISITA SPECIALISTICA ECODOPPLER VENOSO MAGGIO 2010

Insufficienza venosa congenita dell’arto inferiore sinistro da Sindrome di Klippel Trenaunay. Paziente operata di flebectomia accessoria anteriore nel 1994. L’Es. Ecodoppler Venoso evidenzia continenza valvolare delle vene profonde e degli assi safenici. Assenza di segnali di fistole artero-venose. Si programma terapia sclerosante a partire dall’autunno. Nel frattempo consiglio applicazione locale di NEDEMA crema gel, 1 applicazione a freddo, alla sera nelle aree sintomatiche (prurito senso di calore locale), e CUMADTREN Crono 1 cpr al dì, per bocca, nei mesi più caldi.

LA PAZIENTE DI 48 ANNI NON HA SEGUITO LA CITATA CURA

C’è da dire che i consigli dello specialista non sono stati presi in considerazione perché non vi è stata necessità. La paziente (48 anni compiuti quest’anno) ha attuato da circa un mese un’alimentazione tendenzialmente crudista per via delle mie costanti spinte (grazie ovviamente alle informazioni che tu promuovi), non certo per guarire da questa sindrome (sempre che si possa guarire) ma per migliorare in generale la qualità di vita.

C’È LA POSSIBILITÀ DI FARLE REGREDIRE IL PROBLEMA?

Chiedo se, in presenza di sindrome congenita, la questione potrebbe risolversi. Possono avvenire miglioramenti grazie ad una modifica alimentare? Ti ringrazio per il tempo che dedicherai.
PS: Sei un grande!
Danilo

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RISPOSTA

PROBLEMI VASCOLARI, DISFUNZIONI CAPILLARI, OSSEE E CUTANEE

Ciao Danilo, La sindrome in questione è un raro disordine che colpisce e altera la normale crescita dei vasi sanguigni. Una forma di vasculite insomma, caratterizzata da malfunzioni capillari e cutanee, da varici, da ipertrofia o sovra-crescita ossea e dei tessuti molli.

DUE BREVI CENNI STORICI

Agli studi originari di Maurice Klippel e Paul Trénaunay nel 1900, che avevano preso spunto dal lavoro pionieristico condotto nel 1832 da Isidore Saint-Hilaire, è seguita poi la ricerca di Paul-Weber che aggiunse alla sintomatologia originaria la presenza di fistole arteriovenose.

IPOTESI GENETICA E FLEBECTOMIA

Per le motivazioni, o l’eziologia della sindrome, la medicina accampa regolarmente e di routine una causa di tipo genetico che non convince più nessuno, e nel suo armamentario terapeutico non sa trovare di meglio che l’intervento chirurgico, come se asportare significasse guarire. La flebectomia, ovvero l’asportazione delle vene infiammate subita nel 1994, è un esempio probante di questo intervenire sperimentalmente senza capo né coda, tanto per fare qualcosa e giustificare l’esistenza di una sala operatoria.

INSUFFICIENZA EPATICO-RENALE E STITICHEZZA

Il problema va inquadrato piuttosto in una insufficienza epatico-renale, legata a un sangue decisamente denso e quindi produttore di infiammazioni corporali. In altre parole un fenomeno legato a intossicazione permanente e senza scampo di carattere digestivo, epatico, idraulico ed evacuativo. Uno dei tanti casi di forte pigrizia linfatica. Ecco allora che possiamo lavorare su qualcosa di concreto, riandando alla stitichezza e alla formula del sangue le quali, se non vengono risolte alla radice, producono nel corpo tutti i guai possibili ed immaginabili. Pertanto, la risposta alla tua domanda è positiva.

LA VIA IGIENISTICA È UNA PANACEA PER TUTTI, ANCHE PER I MEDICI CHE LA CONTRASTANO

La paziente in questione fa bene ad adottare uno stile di vita diverso e virtuoso per la salute in generale, ma anche per la sua sindrome. Fa bene dunque a incrementare il cibo crudo e vivo di stagione, fa bene a stimolare la circolazione con cure di tipo idrotermale, o comunque con bagni caldi e freddi, fa bene ad allungare ed affinare la respirazione, e fa bene pure a catturare tutta l’energia solare possibile, esponendosi al sole, e ricorrendo a tutti i ricettacoli solari che la terra ci offre in termini di bacche, frutti, germogli, verdure, semi e radici.

TESINE DA CONSULTARE

C’è gente che ha beneficiato enormemente da queste strategie comportamentali ed alimentari, e ti allego qualche illuminante caso inquadrabile nei dintorni della angio-osteoipertrofia:

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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