LA VASCULITE, OSSIA LA POLIARTERITE MICROSCOPICA PAM

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LETTERA

UN RICOVERO IMPROVVISO E UNA DIAGNOSI INQUIETANTE

Egredio dottor Valdo Vaccaro, le scrivo perché sono preoccupata per le sorti di mia sorella. È stata a lungo ricoverata all’ospedale della mia città per esami e accertamenti e le hanno diagnosticato una Vasculite PAM. Gli organi compromessi, nel suo caso, sono i vasi sanguigni, la cute e soprattutto i nervi. Nulla è a carico di altri organi.

CURE A BASE DI CORTICOSTEROIDI E DI CICLOFOSFAMIDE. È POSSIBILE UNA REMISSIONE DELLA MALATTIA?

La cura prescritta è basata su corticosteroidi associati a ciclofosfamide. Le chiedo se la malattia potrebbe avere un peggioramento, interessando anche reni, cuore, cervello, stomaco e intestino, nonostante le cure?È possibile una remissione della malattia, considerato lo stadio suo di coinvolgimento?

E GLI EFFETTI COLLATERALI? E I CAPELLI? E L’OSTEOPOROSI? E GLI ARTI BLOCCATI?

Gli effetti collaterali più comuni quali potrebbero essere? La caduta dei capelli e l’osteoporosi come si possono efficacemente contrastare? Il suo grande timore è quello di rimanere con gli arti bloccati. Potrebbe capitare, vista la compromissione dei nervi?

ALLA RICERCA DI UN CONSULTO

La ringrazio se vorrà darmi una gentile risposta. Siamo inoltre disponibili a un consulto e visita presso di lei, nel caso ci desse la sua disponibilità per una visita. Allego inoltre la cartella clinica per darle ulteriori indicazioni del caso. Grazie in anticipo per il suo interessamento.

Silvia B.

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RISPOSTA

SONO UN DIVULGATORE DI SCIENZA IGIENISTICA, NON UN MEDICO ALTERNATIVO O UN GUARITORE

Ciao Silvia, premetto innanzitutto che non sono un medico ma un igienista, e che, pur non sottraendomi in casi particolari all’incontro con chi ci tiene, preferisco offrire delle informazioni culturali adatte a entrare nello spirito dell’igienismo naturale, una scienza che si pone spesso in duro contrasto con le teorie e i metodi della medicina. La mia cura se vuoi, che già ti sto offrendo, sta in queste 4 pagine, che vanno lette in contemporanea agli ultimi miei articoli. Pertanto è indispensabile, qualora intendiate seguire l’igienismo, dotarvi del mio testo-base  e leggere le tesine più importanti, visto che tutte le malattie si riducono alla fine a una manciata di reali cause patologiche.

DEFINIZIONE DI PANARTERITE NODOSA PAM

La poliartrite nodosa PAN è una vasculite necrotizzante delle arterie di medio e piccolo calibro, così come definita da Kussmaul e Maier nel 1966. La PAM o poliangioite microscopica, o panarterite nodosa PAM, rappresenta la variante microscopica della poliartrite nodosa PAN. Le vasculiti sono un gruppo molto eterogeneo e complesso di condizioni morbose caratterizzate da flogosi (o infiammazioni) delle pareti vasali, con restringimento fino all’occlusione del vaso, e conseguenti alterazioni ischemiche (circolatorie) del tessuto irritato.

VASCULITI PRIMARIE E SECONDARIE

Più per curiosità che per altro, menzioniamo come la medicina abbondi in classificazioni e sottoclassificazioni che moltiplicano quantitativamente le patologie ampliando così le specializzazioni, le cure eventuali e i farmaci relativi. Si parla allora di vasculiti primarie, dove c’è soltanto l’infiammazione dei vasi, e di vasculiti secondarie, dove le flogosi sono associate ad altre malattie tipo il lupus eritematoso e l’artrite reumatoide, o a infezioni batterico-virali, o a patologie di rigetto, successive a trapianto di organi, o a patologie iatrogeniche collegate ad assunzioni di farmaci.

VASCULITI DEI GRANDI, MEDI E PICCOLI VASI

Si parla di vasculiti dei piccoli vasi, come la granulomatosi di Wegener, la sindrome di Churg-Strauss, la vasculite crioglobulinemica, la vasculite cutanea lacocitoplastica, e la poliangioite o poliarterite microscopica PAM di cui stiamo parlando. Si va poi alle vasculiti dei vasi medi come la poliarterite nodosa PAN e la malattia di Kawasaki, e alle vasculiti dei grandi vasi, come l’arterite a cellule giganti e l’arterite di Takayasu.

FACCIAMO UN DISCORSO A RITROSO IN CERCA DEI PRECURSORI DELLA VASCULITE PAM

Immaginiamo un corpo umano dotato di sangue che va in continuazione in ogni zona del corpo a rifornire e ripulire ognuno dei trilioni di cellule che lo compongono. Immaginiamo di aver sviluppato una irritazione ed un enervamento generale con prolungati e ripetuti attacchi al nostro sistema immunitario sottoforma di cibi sbagliati e di digestioni problematiche. Immaginiamo che tali irritazioni abbiano portato al solito problema di una infiammazione-madre dell’intestino e del colon, che spesso non dà segnali e sintomi immediati, vista la scarsità di reti nervose all’interno di tali organi (leggere la mia tesina La salute umana parte dal colon).

OCCORRE RAGIONARE IN TERMINI DI CAUSA-EFFETTO, IN TERMINI CIOÈ IGIENISTICI E NON VUDUISTICI

A quel punto, il flusso di sangue che caratterizza e gonfia le mucose infiammate e nel contempo rende anemica e inattiva l’epidermide esterna, ed impacciati e difficoltosi i movimenti degli arti, rappresenta un processo di febbre globale dell’organismo. Una specie di virtuale tumore calorico di base che, di per sé, è un maxi-sintomo di uno stato di squilibrio inevitabile venutosi a creare al nostro interno. La cronicizzazione di tale stato porta a quel punto alla diffusione o alla metastasi del problema (per usare un concetto simile preso a prestito dall’oncologia). Il persistere della condizioni patologiche nella dieta e nel comportamento fa sì che il surriscaldamento, provocato dal colon infiammato, si propaghi lungo le pareti dei vasi grandi, piccoli e medi. Questo si chiama ragionare in termini igienistici.

NON CINQUANTA PATOLOGIE MA UNA SOLA

Non 50 malattie vascolari PAM, PAN, focaccia e focaccina, ma una singola malattia di tipo tossicologico, prolungata nel tempo senza apportare modifiche ai propri stili di vita, che degenera e coinvolge ogni area e ogni tubicino dell’intricatissimo e multichilometrico percorso cardiovascolare. Non è affatto casuale che in tutte queste vasculiti, si parli di situazioni associate tipo uremia terminale, ipertensione arteriosa, insufficienza renale cronica, interessamento del sistema genito-urinario, ulcerazioni alle mucose, diarrea sanguinolenta, cefalea, crisi epilettiche, iperazotemia, ipergammaglobulinemia, ecc.

NON UNA SINDROME DA CURARE MA UNA CAUSA DA BLOCCARE

Non dunque una malattia da curare sui vasi e sulle arterie, ma la solita sindrome sintomatologica a valle contro la quale si scagliano i dardi e le frecce della medicina. L’igienismo sostiene al contrario che non si devono toccare le arterie infiammate, e che non bisogna nemmeno disinfiammarle coi farmaci, decapitando i meccanismi interni del sistema immunitario. Quella sarebbe la solita martellata, dell’incompetente e del superficiale, sulla spia rossa del cruscotto. L’igienismo insegna a risalire alla causa, andando a monte, e a bloccare immediatamente ogni ulteriore causa di irritazione, di snervamento e di infiammazione. Insegna poi a mettersi a totale riposo fisiologico (digiuno ad acqua distillata o comunque leggera, senza cibi, senza integratori, senza farmaci, vietatissimi in fase di digiuno e anche in fase di diete virtuose di tipo vegano-fruttariano). Insegna cioè a fidarsi del proprio sistema immunitario e a non fidarsi delle trovate mediche.

È TUTTA UNA QUESTIONE DI CARRELLO-SPESA

L’igienismo insegna che la vera malattia non è faccenda ospedaliera, ma questione di carrello spesa e di cucina. Basta aprile la porta del frigorifero, per fare una accurata diagnosi su chi abita in quella casa. L’igienismo insegna che la vera malattia si chiama disordine culturale, disordine mentale, disordine alimentare. Ed è proprio lì che si devono concentrare tutte le cure e le attenzioni.

OGNI ATTENTATO ALLA TUA SALUTE HA IL SUO PREZZO DA PAGARE

Vai dal salumiere e dal casaro? Vai da McDonald’s e dal pescivendolo? Ami l’aroma del caffè che più lo mandi giù e più ti tira su? Sei padronissimo di farlo. Ma sappi che ogni attentato al tuo corpo fruttariano, che brama in continuazione succo zuccherino naturale, succo di melone e di anguria, succo d’arancia e di pompelmo, succo di carota e sedano, per ricevere invece cadaverina e caffeina a getto continuo, lo paghi carissimo e con tanto di interessi passivi.

LA MEDICINA NON HA ALCUNA MOTIVAZIONE A SPIEGARE, A CHIARIRE, A GUARIRE. LE INTERESSA SOLO CURARE FARMACOLOGICAMENTE O CHIRURGICAMENTE.

La medicina non è affatto interessata a ragionare e ad andare a fondo con ipotesi e con spiegazioni eziologiche concrete e leggibili. Molto meglio lasciare il tutto avvolto sinistramente nella nebbia e nel mistero. Se lasci trapelare che c’è una motivazione precisa di tipo tossicologico, c’è il rischio che la gente impari finalmente qualcosa sui meccanismi di ammalamento e su quelli di riequilibrio. Sarebbe un guaio gravissimo. Sarebbe un attentato agli interessi medico-farmaceutici. Se l’autore di tale baggianata fosse poi un medico gli salterebbero addosso l’Ordine Medico Internazionale, la CDC, la FDA, l’ OMS, Big Pharma, la Pfizer e i servizi segreti.

L’ORIGINE DELLA MALATTIA È SCONOSCIUTA

Ecco allora che i manuali medici stampigliano accanto a queste patologie una frase standard che appare sempre più spesso in questi casi: l’origine della malattia è sconosciuta. Come a dire che arriva dal Ghana o dal Perù, o da Urano e Plutone, o magari dalle maledizioni di Tutanchamon (1350 a.C), incazzato nero per la profanazione della sua tomba. Tanto per non compromettere mai la via di comodo che porta alle graditissime guerre batterico-virali, si aggiunge sempre l’altro spauracchio della motivazione microbica, citando l’EBV (il virus Epstein-Barr, buono per tutte le salse, l’HBV (virus dell’epatite B) e l’HCV (virus dell’epatite C).

NEL LABIRINTO SENZA USCITA DELLO SCHEMA MEDICO-FARMACOLOGICO. MAI LA PAROLA SALUTE, MAI LA PAROLA SOLE, MAI LA PAROLA SEDANO.

Pagine e pagine per dire che sei in un labirinto medico-farmaceutico da cui non salterai mai fuori se non drogato dai farmaci. Mille parole e mille concetti astrusi. Mille farmaci e mille controfarmaci. Mille batteri e mille virus. Mai la parola salute, mai la parola sole, mai la parola aria, mai la parola frutta, mai la parola sedano. Siamo in pieno presidio medico-farmaceutico-chirurgico, in quella rete inestricabile di patologie che paralizzano la mente e lo spirito, e che ti consegnano immancabilmente bello ed impacchettato alle loro cure. Se uno prende la medicina troppo sul serio è finita e non c’è modo di saltarne fuori, sia egli medico o sia egli paziente.

LA GRANULOMATOSI DELL’HAMBURGER, LA SINDROME DEL FORMAGGIO E IL MORBO DELLA BALENA

Ti figuri se la granulomatosi di Wegener si chiamasse granulomatosi dell’hamburger? E se la sindrome di Chrug-Strauss si ridefinisse sindrome del formaggio piccante? E se la malattia di Ebstein-Barr fosse ridenominata la malattia della mortadella e del prosciutto? E se le malattie di Kawasaki e di Takayasu si chiamassero morbo della balena e del delfino? Succederebbe il finimondo. Lo abbiamo già visto in occasione del morbo dell’encefalite spongiforme bovina, a cui non hanno accoppiato alcun nome per fortuna, chiamandolo semplicemente morbo della mucca pazza, qualcosa che ha rischiato di scatenare una nuova guerra di Korea un paio di anni fa (vedi mia tesina La guerra della bistecca e il sottomarino rosso, del 15/8/08).

GUARDARE ALLE RISORSE INTERNE

Venendo Silvia al caso specifico di tua sorella, occorre armarsi di coraggio e determinazione. Per l’igienismo, lei può sicuramente guarire, ma non cercando soluzioni in visite specialistiche presso Caio o Sempronio, o in soluzioni miracolistiche di una scuola medica o di una scuola igienistica, ma ricorrendo alle cure del proprio sistema immunitario, puntando al solo e unico riequilibrio possibile, che si chiama autoguarigione. La vis guarente, se esiste ancora, sta tutta dentro di lei.

TUA SORELLA DEVE FARE LA SUA PERSONALE RIVOLUZIONE, SE SI VUOLE SALVARE

Tua sorella deve fare quello che nella sua vita non ha mai fatto. Deve amare e rispettare il suo meraviglioso corpo rovinato dalla propria incuria. Deve impegnarsi a studiarsi e a conoscersi meglio. Deve darsi urgentemente una cultura igienistica, perché senza tale cultura rimane preda vulnerabile della marpioneria medico-farmaceutica, o se preferisci della macchina burocratica sanitaria, diventando un numero, un caso passivo etichettato, una paziente affetta da un male oscuro trattato a corticosteroidi e ciclofosfamide.

DA IGIENISTA E DIVULGATORE DI SALUTE, HO LA CERTEZZA DI INDIRIZZARVI NELLA GIUSTA DIREZIONE, MA NON MI POSSO PRENDERE ALCUNA RESPONSABILITÀ LEGALE

Io non sono nessuno per propormi come alternativa al sistema medico. Non gioco a fare il medico alternativo o il guaritore. Non posso nemmeno prendermi delle responsabilità legali. Fossi medico poi, e volessi salvarla, indirizzandola su cure diverse da quelle che le sono state prospettate, metterei a repentaglio il mio status e rischierei la radiazione dall’albo. Posso però suggerirle alcune dritte dietologiche e comportamentali inquadrabili in un eventuale piano alternativo di recupero e di riequilibrio.

IL COINVOLGIMENTO RENALE NON MANCA MAI

Ti posso aggiungere che in tutte le vasculiti esiste un coinvolgimento intestinale, epatico e renale. La nefrite non manca mai. E sappiamo che nella nefrite i farmaci sono tutti rigorosamente proibiti (lo sono in verità sempre, ma particolarmente in questi casi), in quanto irritano i delicati tessuti renali. Via assolutamente il sale e gli integratori. Via il cioccolato, il the e il caffè (pesanti fonti di acido urico), via le bevande alcoliche, nervine, e le bevande dolcificate, gasate, fermentate.

STRENUA LOTTA ALL’ACIDO URICO E ALLE SUE FONTI

Via i latticini e tutte le carni e tutte le uova. Via il pesce e i crostacei (fonte pesantissima di acido urico). Astenersi in particolare dai formaggi stagionati e piccanti, ma anche da tutti i formaggi, sempre salati e sempre acidificanti ed intasanti. Leggiti attentamente la mia tesina del 25/6, Acido urico, gotta, artrite e macrobiotica, visto che nel caso di tua sorella l’acido urico gioca una parte rilevantissima.

FRASI TERRORISTICHE ED IRRESPONSABILI, BASATE SU STATISTICHE MIRATE E TAROCCATE

Ho letto quando scrivono i medici sui manuali e su internet, e quanto scrivono sui loro reperti, con tutte le soluzioni chimiche o antivirali, senza le quali, nella loro ottica, vai direttamente a Patrasso. Ho trovato frasi sibilline, terroristiche e irresponsabili, del tipo Il 13% dei pazienti non trattati arriva al 5° anno (mentre col trattamento si arriverebbe al 75% della sopravvivenza). Ci sono però altre fonti mediche che la vedono in modo assai diverso. Queste cose sono immondezza mercantilistica umana, e non certo scienza affidabile e sopraffina.

È FACILE METTERE IL PEPE DELLA FRASE TERRORISTICA

Io direi ancora di più. Un paziente disastrato che non si rimette velocemente in carreggiata, può anche non superare i 5 mesi, altro che i 5 anni. Primo non siamo eterni, secondo basta bloccare naso e bocca per tre minuti per finire all’altro mondo. Se uno si produce infiammazioni in ogni angolo del corpo, e non corregge all’istante le fonti di infiammazione, significa che è talmente ottuso ed autolesionista da meritarsi davvero come premio un viaggio extraterrestre.

SI IMPONE UNA SCELTA DI CAMPO DRASTICA E RIGOROSA

I casi sono due, cara Silvia. Stai con la natura o stai con la medicina. Più che mai si impone una coerente scelta di campo. Se ti fidi della medicina e del farmaco, è giusto che tu segua quella via senza farti altri problemi. Se non ti fidi, e se ti tormentano dei dubbi di tipo igienistico, cerca di chiarirli a tempo di record. E a quel punto occorre davvero un cambiamento radicale, drastico, immediato. Occorre un ribaltone generale nei riguardi di quello che si trova in tavola, nella dispensa, nel frigo, nei pensieri e nei desideri di tua sorella.

DOMANDE A CUI NON È FACILE RISPONDERE

Mi chiedi dettagli a cui non posso rispondere con precisione. Si corre il rischio A, B e C? Certamente che la situazione è grave, e che tutti gli scenari siano a questo punto possibili. Quali gli effetti collaterali? Anche l’osteoporosi? Anche la caduta dei capelli? Anche gli arti bloccati? Nessuno al mondo può dirti in dettaglio queste cose. Ogni soggetto ha i suoi punti deboli, e le patologie agiscono principalmente su quelli. Dietro l’angolo, ci può essere di tutto, se non si adottano dei correttivi immediati.

UNA RAPIDISSIMA COMPROMISSIONE DEGLI ORGANI VITALI

Ti cito quanto scrive sui manuali la cosiddetta scienza medica. Se non ci si sottopone alle loro cure (ovvio che si intendono quelle farmacologiche, o al limite quelle chirurgiche, perché esistono pure le cliniche svizzere che fanno questo), c’è una rapidissima compromissione degli organi vitali. Come dire uomo avvisato uomo salvato.

L’EXITUS INTERVIENE PER INSUFFICIENZA RENALE, CARDIACA, CEREBRALE

L’exitus è il termine sofisticato ed elegante usato per evitare la rozza parola fine o l’inquietante parola morte, usata preferibilmente dai preti. L’exitus interviene per insufficienza renale, per infarto acuto del miocardio, o per ictus cerebrale. Mi pare logico prendere cura del sistema epatico e renale, del cuore e del cervello. Il che significa prendere cura maniacale del colon e del sistema immunitario.

Valdo Vaccaro

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