LETTERA

SU INTERNET SI GIOCA A FARE FUMO E A DISORIENTARE

Ciao carissimo Valdo, gradirei avere da te, tempo permettendo, un TUO prezioso commento sull’articolo e di questo sito: http://medbunker.blogspot.it/2012/06/dieta-alcalina-alla-base-della-bufala.html Grazie di cuore per tutte le cose di inestimabile valore che stai donando alla comunità. Cari saluti.
Fabrizio

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DOCUMENTO ALLEGATO (PRESO DA MEDBUNKER – sottotitoli di VV)

PRIMA PARTE – CONDIVISIBILE

TANTE LEGGENDE SUL TEMA DELL’ACIDO E DELL’ALCALINO

Dieta alcalina (o basica) per stare bene ed evitare le malattie. Deacidificazione, disintossicazione dagli acidi, acque alcaline che migliorerebbero la salute guarendo anche le malattie più gravi. Negli ultimi anni soprattutto in “ambienti alternativi” spopolano le affermazioni che darebbero alla dieta (ed alle terapie) “deacidificanti” o “alcalinizzanti” dei poteri curativi innumerevoli, addirittura per curare il cancro. Cosa significa? E’ vero che “alcalinizzando l’organismo” si vive meglio? Bisogna partire dall’inizio ed essendo l’argomento molto tecnico proverò a semplificarlo. Intanto è proprio questo il motivo di tante leggende sul tema, la soluzione di tutti i mali è una conclusione banale che semplifica qualcosa che di banale non ha nulla e quindi, come spesso capita, è una sciocchezza.

SPIEGAZIONE ELEMENTARE DELLA SCALA ACIDO-ALCALINA

Partiamo da un dato. Il nostro sangue è lievemente alcalino. Cos’è “l’alcalinità”? Ogni soluzione ha un suo pH. Si tratta della scala di misura dell’acidità o della basicità di un composto. Questa scala va da 0 a 14. Se una soluzione ha pH 0 (zero) è un acido forte (si tratta cioè di una sostanza molto acida), se ha pH 14 è una base forte (è cioè molto basica, alcalina), una soluzione con pH 7 si dice neutra(non è cioè né acida né alcalina), un esempio di quest’ultimo caso può essere l’acqua pura. L’acidità e la basicità di una soluzione si misurano con appositi strumenti (anche molto semplici, come le cosiddette “cartine tornasole”, delle striscette di carta che reagiscono colorandosi in maniera differente secondo il pH riscontrato).

IL NOSTRO VALORE DEL SANGUE STA SUL 7,4 E NON GLI È CONCESSO DI VARIARE

Questa differenza è dovuta alla concentrazione di ioni idrogeno (H+) presenti nella sostanza che esaminiamo. Si tratta di temi strettamente tecnici, chimica e fisica che però possiamo provare ogni giorno perchè presenti in moltissimi fenomeni che ci circondano. Il succo del limone è acido (definiamo così anche il suo sapore), il bicarbonato è basico, alcalino (ma l’alcalinità ha un sapore amarognolo). Siamo circondati da sostanze acide, da altre basiche ed ognuna ha queste caratteristiche espresse in grado diverso. Fin qui qualche ricordo di chimica può aiutarci. Il nostro sangue ha un pH lievemente alcalino: 7,4. Se questo valore diminuisce (quindi va verso lo 0) o aumenta (verso il 14) anche di poco non potremmo sopravvivere perchè la maggioranza dei meccanismi che ci consentono la vita non funzionerebbero e verrebbero danneggiati in pochissimo tempo (pochi minuti!). In realtà il nostro pH non è un valore fisso, varia di pochissimo (per esempio un pH di 7,3 o di 7,5 per pochi minuti, potrebbe non provocare danni particolari) ma viene subito riportato alla norma da una serie di meccanismi che tutti noi mettiamo in atto apposta, involontariamente ma in maniera addirittura visibile.

POLMONI E RENI STRUMENTI REGOLATIVI DEL PH

Quando per qualsiasi motivo il pH del nostro sangue vira verso l’acidità o la basicità, riusciamo a riportarlo alla norma principalmente mediante due mezzi: i reni e la respirazione. Il mezzo più imponente è la respirazione: espirando (quindi emettendo aria) eliminiamo delle sostanze in modo da riportare il pH nella norma, quando serve i nostri polmoni riescono a riportare il pH alla normalità in tempi brevissimi (si pensi all’apnea, il respiro affannoso che segue ha questo scopo, i recettori che regolano la respirazione reagiscono ad un aumento della CO2). I reni hanno un ruolo meno importante ma molto più raffinato: eliminano con l’urina le sostanze che condizionano il pH, la quantità di sostanze espulse è minore di quella emessa dai polmoni ma si tratta di sostanze organiche non volatili e che quindi non evaporano, queste ultime le espelliamo dai polmoni. Troppo difficile?

SFORANDO I MARGINI ESTREMI 6.8 E 7.8 C’È COLLASSO CARDIACO ASSICURATO

Allora facciamola ancora più complicata. Se per qualsiasi motivo il pH del nostro organismo non è stabile (quindi va “oltre” la normalità del 7,4, verso l’acidità o la basicità) si entra in uno stato patologico. Se si va invece verso l’acidità si parlerà di acidosi metabolica. Al contrario si parlerà di alcalosi metabolica quando il pH va verso l’alcalinità o la basicità. Sono due condizioni che, se non rapidamente risolte, possono portare alla morte in breve tempo (per valori di pH inferiori a 6,8 e superiori a 7,8).

ESISTONO SOSTANZE CORROSIVE E PERICOLOSE

Perchè è tutto così complicato? Semplice: se così non fosse basterebbe mangiare un limone per rendere acido il plasma sanguigno e morire o assumere un cucchiaio di bicarbonato di sodio per avvelenarsi. E’ chiaro che l’organismo ha i mezzi per correggere piccole variazioni di pH (che avvengono quotidianamente) ma se queste variazioni fossero improvvise e violente, il rischio di un’impossibilità di riequilibrio sarebbe altissimo. Una base forte (come l’ammoniaca) o un acido forte (come l’acido cloridrico) hanno la capacità di danneggiare direttamente le strutture dell’organismo (ed in generale ogni struttura organica), per questo si tratta di sostanze corrosive e pericolose.

IL CORPO LAVORA COSTANTEMENTE PER RISTABILIZZARE E RINORMALIZZARE (NON VA MAI CONTRO SE STESSO!)

Il nostro organismo quindi lavora continuamente per mantenere il pH ai valori fisiologici. Quando assumiamo una sostanza acida, i recettori presenti in tutto l’organismo avvertono la novità ed il corpo mette in moto i meccanismi che permettono al pH di rimanere stabile. Tutto il giorno, anche mentre dormiamo, polmoni e reni (ed altri organi per altri aspetti) operano in silenzio per mantenere il pH attorno al valore di 7,4.

LA DIETA ALCALINA DI UN FURBASTRO COME ROBERT YOUNG

Ma allora cosa vuol dire dieta alcalina o alcalinizzare il corpo? A cosa serve? Sarebbe davvero un beneficio per la salute? Sono tanti i siti pseudoscientifici ed i naturopati che consigliano una dieta ricca di alcali per migliorare la condizione del nostro organismo o per evitare spiacevoli disturbi, molti fanno risalire l’origine di questa bizzarra teoria alle idee di un certo Robert Young, presunto medico (ha ottenuto una laurea on line da una università non riconosciuta chiusa per aver truffato i propri allievi) che ha scritto un libro sull’argomento. Mangiando soprattutto frutta (non tutti i tipi), alcuni legumi, ma soprattutto evitando cibi “acidi” quali la carne, i grassi, i fritti, il nostro corpo ne risulterebbe alcalinizzato con un risultato eccezionale sulla salute. Qualcuno afferma anche che questa dieta prevenga e curi (!) alcune malattie, anche gravi.

MADORNALI ERRORI ALIMENTARI, CON INVENZIONI, STRAFALCIONI ED ASSURDITÀ

In realtà è una bugia, non serve a nulla, è semplicemente una truffa inutile: una bufala. Il libro di Young è un insieme di madornali errori alimentari, ricco di invenzioni, veri e propri strafalcioni ed assurdità, basti pensare che il limone ed il pomodoro sono inseriti tra gli alimenti alcalini quando sappiamo che sono fortemente acidi. Non solo. Young consiglia di evitare alimenti fermentati, yogurth, vino, in quanto produrrebbero batteri, dimenticando che se il nostro organismo fosse privo di certi batteri, avremmo pochissime armi contro le infezioni più comuni. In realtà l’eventuale acidità o basicità di un alimento che introduciamo con la dieta non ha alcuna rilevanza né influenza sul pH del nostro sangue.

C’È ANCHE IL SOLITO EFFETTO PLACEBO

Insomma, una vera e propria sciocchezza. Qualcuno che ha seguito questa dieta riferisce miglioramenti evidenti ed un migliore stato di salute. Probabilmente non pensa al fatto che non è la bizzarra dieta alcalina a farlo stare meglio ma la maggiore attenzione a ciò che si mangia evitando inoltre alimenti grassi e pesanti.

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SECONDA PARTE – TUTTA DA BOCCIARE (LO SPIEGO NELLA

RISPOSTA

IN FONDO)

IMPOSSIBILITÀ DEL CIBO ALCALINO DI MANTENERE LA SUA POTENZA ALCALINA

Esistono almeno tre motivi per i quali nutrirsi di alimenti alcalini non serve a nulla in termini di salute:

1) Un alimento alcalino, subito dopo l’ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco che, come tanti sanno, sono fortemente acidi. Questo incontro neutralizza l’alcalinità dell’alimento che al momento di venire assimilato è praticamente neutro (o addirittura acidificato).

2) Anche se esistesse un alimento che riuscisse a mantenere la sua basicità dopo il passaggio dallo stomaco, fino a riuscire a far variare il pH del sangue, si metterebbero in moto tutti i meccanismi spiegati prima che rimedierebbero come abbiamo visto, riportando immediatamente il pH ai valori consueti.

3) Anche se esistesse (ma non esiste) un alimento commestibile che dopo aver sorpassato indenne l’acidità gastrica e non aver scatenato i meccanismi di regolazione del pH, riesca a rendere “basico” il nostro sangue, basterebbero pochi minuti di questa condizione per andare in alcalosi metabolica. Se esistesse questo tipo di alimento, sarebbe un veleno e mangiarlo significherebbe morire, altro che salute. Naturalmente questo accade anche in caso di alimentazione acida. Normalmente, assimilare sostanze acide non cambia in maniera rilevante il pH del nostro sangue ma, anche se lo facesse, interverrebbero meccanismi specifici a correggere la situazione, che sarebbe patologica. Se un individuo decidesse di nutrirsi con una dieta pesantemente alcalina potrebbe spostare il pH del suo sangue (di poco) verso l’alcalinità ma questo succederebbe per pochissimo tempo (qualche ora al massimo) e quindi non si avrebbe alcun beneficio in nessun contesto. Se in qualche modo riuscisse a mantenere un’alcalinità elevata per un prolungato periodo di tempo si suiciderebbe senza scampo. Se usasse alcali forti, si procurerebbe gravissime lesioni (la soda caustica, per esempio, ha pH 14).

NON VI È MODO DI ALCALINIZZARE IL SANGUE

Per questi motivi è chiaro che non esiste dieta alcalina, non vi è modo e non sarebbe nemmeno salutare alcalinizzare il sangue e, se il nostro pH ha un valore ben preciso, un motivo ci sarà. Non solo: i seguaci di questa inutile pratica, non si rendono conto che nulla, nel nostro corpo, succede per caso. L’eliminazione renale delle sostanze acide rende le urine a pH lievemente basso (quindi lievemente acido) e questo ha uno scopo ben preciso: sfavorire la crescita batterica. Una dieta alcalina quindi, non solo non ha alcun significato ma potrebbe esporre a problemi di salute. Una delle stupidaggini a cui credono i seguaci di queste pseudo-diete è quella che si possa controllare lo stato di salute del corpo controllando il pH urinario, se acido, bisognerebbe correggerlo. In realtà il pH urinario è necessariamente lievemente acido (anche se il suo pH varia durante il giorno e secondo la dieta e le condizioni di salute) per il semplice motivo che sta eliminando, attraverso i reni, i residui che il nostro corpo non trattiene. Come si vede, nulla nel nostro corpo è un caso e forse non tutti sanno che persino la pelle ha un pH lievemente acido che sfavorisce lo sviluppo batterico.

SONO I MINERALI CHE MIGLIORANO LE PRESTAZIONI E NON LA FRUTTA

Qualche studioso ha notato come una dieta alcalina potesse apportare dei benefici di vario tipo alla salute, il problema di questo tipo di analisi è che non si analizzano gli ostacoli (che ho descritto) che rendono questo tipo di alimentazione inutile e che si confonde l’azione della sostanza alcalina con quella delle sostanze che gli questi alimenti alcalini contengono. In una ricerca ad esempio si nota come una dieta ricca di frutta e verdura alcaline migliori le prestazioni muscolari per aumentata concentrazione di potassio e magnesio. Il problema è che sono questi minerali che migliorano le prestazioni muscolari (ed è noto da tempo) e non certo l’alcalinità degli alimenti, un po’ come se sostenessi che l’assunzione di un alimento acido come il caffè stimola il sistema nervoso: è la caffeina che ha questa azione, non certo l’acidità della sostanza.

GLI INTEGRATORI NON FANNO NULLA O SONO MOLTO PERICOLOSI

Esistono anche alcuni integratori in vendita che avrebbero lo scopo di alcalinizzare l’organismo e visto quello che sappiamo a proposito del pH sono due le cose: o questi integratori non fanno nulla o sono molto pericolosi per la salute. Io propendo per la prima ipotesi con il danno al portafoglio in aggiunta, che sempre danno è.

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RISPOSTA

TROPPO IMPORTANTE IL PH PER NON CAPIRLO A FONDO

Hai fatto benissimo, Fabrizio, ad inviarmi questa informazione. Mi aiuti così a spiegare ancora meglio un problema mal-digerito e mal-compreso dal 99% della popolazione mondiale. Questo articolo non è buono, ma addirittura eccellente. Peccato che lo sia solo nella parte iniziale, e che a un certo punto venga a mancare del tutto la logica e la chiarezza, quasi che l’articolo fosse stato scritto da due diversi autori, ricercatore scrupoloso e trasparente il primo, maldestro-incompetente-superficiale, disposto a conclusioni affrettate e cervellotiche il secondo.

QUI C’È LO ZAMPINO DEI MANIPOLATORI

Ho la netta impressione che l’articolo sia stato davvero manipolato e che la seconda parte, quella critica e sbilenca, abbia subito pressioni medicali per sostenere in qualche modo le teorie mediche sull’indifferenza e sull’irrilevanza del cibo nei riguardi delle varie patologie. Anche una teoria qualunquistica e banale, come quella del poco-ma-di-tutto intriso in diversi litri di acqua al giorno, ha evidentemente bisogno di qualche sostegno ideologico.

IL NOSTRO SANGUE ALCALINO NON È SPOSTABILE E RESTIAMO ESSERI FRUTTARIANI CHE CI PIACCIA O NO

D’accordissimo sul fatto che non sia possibile spostare di molto il pH alcalino del sangue, ma è dimostrato che lo spostamento ancorché minimo del pH comporti provvedimenti tampone e richiami di osseina dalle ossa, con conseguente osteoporosi. Ed è proprio lì che fallisce il preteso apporto di calcio da parte dei latticini!

ROBERT YOUNG È DA SEMPRE SULLA MIA LISTA NERA

Non me ne voglia il suo autore, mi sono permesso di mettergli pure i sottotitoli onde renderlo più leggibile e scorrevole. Per quanto mi concerne, ho sempre pensato che Robert Young non la raccontasse giusta. Uno che scrive un testo come “Il miracolo del pH alcalino”, impostandolo su basi prese e copiate a piene mani dall’igiene naturale, per poi finire in conclusioni mercantilistiche di tipo ortomolecolare, alla Linus Pauling e alla Kousmine tanto per capirci, non se la può passare liscia con me.

HIROMI SHINYA BIDONISTA ECCELLENTE

Ho sempre criticato Tullio Simoncini, per l’idea del bicarbonato e del cancro equivalente al fungo. Ho sempre bollato di eresia gli esaltatori del cloruro di magnesio, o quelli dei sali colorati dell’Himalaya. Per non dire il dr Ray Strand, entusiasta diffusore di pasticche, o i deprecabili mercanti stile lo giapponese Hiromi Shinya con la sua bidonistica acqua Kangen. O anche Jeffrey Noah, presidente della Nezyme Inc e della EFI (Enzyme Formulation Inc), multinazionali importanti quanto e più della Coca-Cola, grazie alla immonda speculazione sugli enzimi e sulla stupidità alimentare umana.

NORMAN WALKER E CLAUDIO CAPOZZA TRA I NOMI AFFIDABILI DI IERI E DI OGGI

Non ho esitato a contestare colleghi conferenzieri come il dr Francesco Oliviero, per lo stesso motivo. Ho evidenziato pure i limiti del dr Fereydoon Batmanghelidj e del suo testo “Il tuo corpo implora acqua”, preferendogli per molti aspetti il classico “Water can undermine your health” (L’acqua può minare la tua salute” del dr Norman Walker (1886-1995), o anche l’ottimo dr Claudio Capozza, medico italiano operante in Australia. Le mie tesine sull’acqua e sugli integratori parlano chiaro e testimoniano la mia linea coerente ed inalterata su questi argomenti.

CON LA DIURESI E IL SISTEMA RENALE NON SI SCHERZA

Che il mondo strabocchi di millantatori, di furbastri e di sperticati mercanti non è una novità. Troppo importate la diuresi per lasciarla nelle mani degli speculatori. Diuresi significa espulsione di acque reflue, stanche e stagnanti dal corpo. Diuresi significa attivazione del ricambio idrico. Diuresi significa salute acido-alcalina e funzionalità renale.

LE BEVANDE DISIDRATANTI E I CIBI RITENTORI

Caffè, the, cole, Redbull, Gatorade, alcol e bevande gassate sono dei disidratanti innaturali ed invasivi, per la lor forte azione corrosiva ed acidificante, micidiale davvero sul sistema renale e sull’ormone ipofisario vasopressina, regolatore e distributore di acqua nel corpo. Farmaci, vaccini, integratori, fumo, cadaverina, acidi urico, ammoniaca, sale, zucchero sono invece ritentori, trattenitori e ritardatori del ricambio. E, non dimentichiamolo, troppa acqua nei tessuti e nelle cellule significa cancro.

DUE SOLTANTO I FATTORI DI CANCRO PER IL GRANDE WARBURG

Non a caso il grande medico tedesco Otto Heinrich Warburg, Nobel della medicina nel 1931, quando il Nobel aveva ancora del valore, identificò nell’acidificazione alimentare e nella inattività fisica (e conseguente precaria ossigenazione cellulare) i due maggiori fattori di cancro.

UN CONTO È ASSORBIRE SUCCO ZUCCHERINO E CLOROFILLA, E UN ALTRO È INGOZZARSI DI SANGUE E GRASSI ANIMALI

Tarassaco, cicoria, ciliegie, equiseto, malva, pesca, asparagi, acetosa, anguria, meloni, uva sono invece diuretici naturali e non causano alcuna disidratazione per il sostanzioso apporto di micronutrienti e di acqua biologica. Questi sono fatti incontestabili e non opinioni. Personalmente sono d’accordo sul fatto che l’agente vero di cambiamento e di guarigione rimanga sempre il sistema immunitario. Ma è innegabile che i frutti della natura offrano le basi fondamentali per un buon funzionamento delle difese e per una digestione priva di costi. Non è affatto indifferente alimentarsi bene e alimentarsi male, questo intendo dire.

L’AUTORE HA IL PREGIO DI METTERE A NUDO GLI IMBROGLI DELLE INTEGRAZIONI

L’autore dell’articolo mette a nudo magnificamente le incongruenze e gli imbrogli che si nascondono dietro il discorso acido-alcanino commerciale, tipo di tutti i fabbricanti di pasticche integratrici, di acque minerali e di cibi vitaminizzati e rinforzati, autentiche bombe patologiche sponsorizzate e suggerite quotidianamente da medici e pediatri.

PURTROPPO INCIAMPA NEI SUOI PRECONCETTI E NEI SUOI VUOTI DI LOGICA

Dove sbaglia, e la cosa non è da poco conto, è nel non differenziare con chiarezza gli alimenti alcalini in partenza e acidificanti in arrivo come carne e latticini (che acidificano davvero il sistema) ed elementi acidi in partenza e alcalinizzanti in arrivo come limoni, agrumi o e melograni (che alcalinizzano il sistema, nella parte suscettibile del corpo e in quello strettissimo margine operativo in cui si muove il pH del sangue intorno al pH 7.4,vale a dire da 7.35 a 7.55).

IL FATTORE PH-DETERMINANTE STA NELLE CENERI RILASCIATE DAL CIBO, OLTRE CHE NEI RESIDUI PUTREFATTIVI

Non ci arriva perché non ha capito una cosa fondamentale. Ed è che il fattore acidificante o alcalinizzante va misurato non nelle condizioni di partenza o in quelle intermedie del bolo, ma nelle ceneri rilasciate in zona duodenale. La sua chiarezza iniziale si stempera all’improvviso e diventa ragionamento sconnesso, fumoso e contraddittorio, quando afferma che sono i minerali della frutta e non la frutta ad alcalinizzare. Non è con le amnesie mentali e col buio fitto che uno può pretendere di smentire i fatti o concreti e la logica multicentenaria della scienza igienistica. Lo sanno anche le formiche che il limone alcalinizza e che la carne acidifica. Lo sperimentiamo noi stessi nella pratica di ogni giorno. Non vorrà l’autore di tale articolo smentire la rotazione terrestre e l’alternarsi del giorno e della notte.

LA CONCLUSIONE FINALE È VERA, MA IL MODO DI ARRIVARE AD ESSA È ABERRANTE

Tanta è la sua confusione mentale che la sua tesi vorrebbe contraddire i venditori di pillole integratrici ma alla fine finisce per approvarne i principi. Sono essi i primi a sostenere che non è il frutto o quello che sta nel frutto, ma il minerale chimico in sé ad essere utilizzato, senza diversificazioni tipo inorganicità e organizzazione clorofilliana. Paradossalmente, l’ultimissima frase, dove dice che gli integratori non fanno nulla o sono molto pericolosi, è quanto mai veritiera e condivisibile, ma questo non fa che evidenziare ancor di più le incongruenze dei due precedenti paragrafi.

TESINE DA LEGGERE

Acqua alcalina o alimentazione alcalinizzante? del 17/10/11
Acque distillate, acque leggere e acquavendoli, del 12/10/11
L’acqua alcalina dei miracoli, del 3/10/11
La controversia infinita sull’acqua, del 24/6/10
Il buco nell’acqua, del 31/1/10
Integratori velenosi e fonti attendibili, del 13/5/11
Pauling e il bidone ortomolecolare, del 7/7/11
Non esistono sostanze magiche, del 15/1/12
Cancro senza veli, dell’8/11/12
Radicali liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere dell’11/2/13

Valdo Vaccaro