CERVICALGIA DA INCIDENTE E LATTE PER IL BIMBO

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LETTERA

Un nuovo mondo alimentare e salutistico

Caro Valdo, mi chiamo Fabio e ho 34 anni.
Da circa 3 mesi, grazie ad una collega di lavoro che ti conosce, si è aperto anche a me un mondo nuovo in merito all’alimentazione me alla salute.
Grazie a Patrizia ho prima conosciuto Arnold Ehret tramite i suoi 3 bellissimi libri, e poi mi ha girato anche tuoi diversi articoli che ho trovato di grande interesse.
Ho già modificato notevolmente la mia alimentazione, riscontrando quanto difficile sia staccarsi del tutto da quei cibi-veleno ai quali siamo assuefatti.

Due problemi distinti: la mia cervicalgia e l’alimentazione lattea di mio figlio

Ti volevo chiedere un consiglio in merito alla mia cervicalgia che mi perseguita da alcuni anni, ed è sorta pare in seguito a tre tamponamenti stradali che ho subito.
Un secondo problema riguarda chiarimenti sul latte.
Ho infatti un bimbo di 5 anni che ne beve almeno un litro al giorno.
Ho provato a dire a sua madre (sono divorziato) che forse è troppo.
Ma lei riferisce che è la stessa pediatra a sostenere che il latte gli fa molto bene.
Grazie ancora per l’attenzione.
Spero di venire a Milano il 14 marzo per incontrarti. Saluti.
Fabio S.

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RISPOSTA

Corpo umano poco adatto a stare dentro un angusto abitacolo mobile

Ciao Fabio,
Il corpo umano ha una struttura elastica e resistente, ma non è certamente fatto per entrare in un abitacolo di metallo e di materiale plastico che si muove ad alta velocità su cordoli d’asfalto chiamati strade.
La nostra civiltà si è però evoluta in quella direzione e non c’è altro da fare che prenderne atto.
Quando poi su queste strade circola gente tesa e nevrotica, esausta o esagitata, alterata dalle droghe, dalle medicine e dall’alcol, gli incidenti fioccano ben oltre i livelli minimi che è lecito attendersi.
C’è di che fare il segno di croce ogni volta che si entra in una vettura per immettersi nel traffico.
Tre tamponamenti ed altrettante micidiali sferzate alla colonna

Nel caso tuo, parli di tre tamponamenti. Possiamo immaginare le sferzate micidiali che ha ricevuto la tua colonna vertebrale in ognuno di questi sinistri.
Soprattutto in quel punto critico che si chiama cervice e che coinvolge le prime 7 vertebre cervicali (libere e non saldate) e 8 paia di nervi cervicali (che appartengono al sistema spinale fatto di 31 paia di nervi in tutto), nonché i muscoli cervicali (steroideo, sternocleiodomastoideo, splenio, scaleno medio e scaleno anteriore, trapezio, angolare della scapola).
Il midollo spinale invia attraverso ciascun interstizio tra vertebra e vertebra quattro rametti nervosi (2 a destra e due a sinistra) i quali, appena fuori si riuniscono per poi dividersi in tre rametti.
In parallelo alla nervatura spinale, scorre quella del gran simpatico, composta dai gangli cervicali (inferiore, medio e superiore), con relative fibre e plessi nervosi.

Estrema vulnerabilità della regione cervicale

Con tale enumerazione non intendo sostituirmi al tuo medico ortopedico.
Voglio solo mettere in evidenza l’estrema complessità, ma anche la debolezza e la vulnerablità del medesimo, quando lo si sottopone ai temibili traumi degli incidenti stradali.
C’è chi riceve il colpo mortale o le ferite irreparabili, e chi si porta dietro gli strascichi per anni.
Se il torace, in fase di tamponamento e di contraccolpo malandrino è in qualche modo protetto dallo schienale e dalla cintura, il punto critico esposto è proprio la parte posteriore del collo, quella che riceve la sollecitazione peggiore.

La verticalizzazione del rachide

I reparti di ortopedia sono invasi da gente che subisce quel tipo di offesa alla regione cervicale.
Pazienti ai quali viene diagnosticata una verticalizzazione del rachide cervicale, ovvero della colonna stessa, che in quel delicato tratto è leggermente curva, e che la violenta e repentina scossa dell’urto ha malamente raddrizzato.
Gli applicano un collare rieducativo, associato a diverse applicazioni terapeutiche di vario genere, allo scopo di alleviare i fastidiosi dolori che quella condizione comporta. Spesso si tratta di stati infiammatori derivanti da fasce muscolari-nervine non ancora tornate perfettamente alla normalità.
Il collo è poi una zona di continuo movimento, e dunque più difficile da riaggiustare.

Le terapie adiuvanti di Lezaeta e di Messeguet

Manuel Lezaeta propone a livello topico delle fasciature intorno a cataplasmi di fango, da rimuovere e ricambiare ogni 3 ore giorno e notte.
Gli erboristi, stile Maurice Messeguet, danno molta fiducia a diversi strati di foglie di cavolo, applicate nella stessa maniera sulla parte dolente.
L’esposizione al sole, ed anche un programma di regolare ginnastica rilassante e ricostruttiva, dolce e specifica, coinvolgente testa, collo e spalle, possono essere d’aiuto.
Lo stato generale di salute non è poi ininfluente.
Una buona digestione e un regime alimentare a base di frutta e insalate crude, più il ricorso a bagni caldi e freddi alternati, e l’applicazione di cataplasmi freddi ai genitali, permettono di raggiungere una condizione di massima salute, caratterizzata da fluidità e circolabilità del sangue, tutte cose che hanno un effetto-a-pioggia su ogni tipo di affezione locale, e sono sicuramente di aiuto per un ripristino delle parti offese.
L’efficienza a 360 gradi della terapia naturale associata a dieta vegana

Manuel Lezaeta (1881-1959), pubblicava, a tal proposito, una lettera inviatagli da Carlo M. Quijano dalla città colombiana di Ibadue:
Mettendo in pratica i consigli del suo libro “La medicina naturale alla portata di tutti”, con applicazione di acqua fredda, cataplasmi di fango ed alimentazione vegetariana, sono scomparsi dal mio corpo il reumatismo, la cui causa fu attribuita a una infezione da gonococco, le varici, la enterocolite cronica, la sordità prodottasi per un tumore nel lato destro del cranio, che andò formandosi per un colpo ricevuto 10 anni prima, due ernie (una inguinale ed una crurale), ed infine mi sparì un’affezione cardiaca ereditata.
Dio Nostro Signore, devi concedere una lunga esistenza al savio apostolo della Medicina Naturale, e far sì che la sua opera ed i suoi insegnamenti si propaghino nel mondo, per il bene dell’umanità.

Lo stretto legame tra Lezaeta, Costacurta e Scaffidi

Ricordo a tale proposito che Carmelo Scaffidi da Bergamo, oltre che maestro di terapeutica igienistico-naturale, è uno dei maggiori continuatori della scuola Lezaeta in Italia, avendo lavorato per anni a fianco di Luigi Costacurta.
Se ti serve regolare assistenza, anche a livello telefonico, puoi metterti in contatto diretto.

Quando i bimbi vengono rovinati dall’accoppiata mamma-pediatra

Quanto al tuo bimbo, e al litro di latte che gli viene propinato, c’è davvero di che scandalizzarsi.
E c’è pure di che inorridire, pensando che gli autori di questo schema diabolico, di questa abominevole e continua villanata sono un’amorevole mamma ed una rispettabile pediatra, le quali hanno confuso il tuo bambino con un vitellino degenerato, da ingozzarsi col latte non di sua madre (che a 5 anni sarebbe comunque sbagliato) ma di un’altra madre a quattro zampe di nome mucca.
Tuo figlio avrà purtroppo molte conseguenze negative da questo attentato giornaliero alla sua salute.

Tre problemi specifici causati da un non-cibo e non-bevanda chiamati latte

Primo problema, quel litro di latte sta togliendo spazio vitale al litro di acqua biologica naturalmente vitaminizzata-magnetizzata-enzimizzata-mineralizzata della frutta che dovrebbe mangiare.
Secondo problema, quel latte sta acidificando il suo sangue, e sta costringendo il suo sistema immunitario a un lavoro di tamponatura antiacida continua, ricorrendo all’osseina, cioè al calcio delle sue ossa, con l’osteoporosi in agguato dietro l’angolo.
Terzo problema, il calcio di quel latte non servirà certamente alla crescita sana del ragazzo, ma solo a un gonfiamento del medesimo, e a uno svuotamento delle sue ossa.
Gli servirebbe calcio organicato dai cavoli e dai broccoli, dal tarassaco e dal crescione, dai semi di sesamo e dal girasole, e non certo calcio inorganico, colloso e incaseinato, buono solo per stressare il sistema ghiandolare, intasare il sistema renale-urinario, favorire calcoli, infiammare tonsille-adenoidi-appendice, caricare organi e tessuti di muco e di catarro.

Se tutto questo si chiama salute

Costipazione, sovrappeso, diabete, asma, raffreddori e influenze, caratterizzeranno la sua vita da adulto, e dovrà ricorrere alle cure del caso, smoccolando per gli errori marchiani dei suoi genitori e dei suoi medici pro-latte ed anti-cavolo.
Se tutto questo si chiama salute, complimenti alla pediatra che lo sta seguendo e alla mamma che si fida delle aberrazioni insite nelle idee pediatriche correnti.
Il bello è che non ci sono scuse. Non valgono il Non sapevo e il Chi lo poteva mai immaginare.
Basta dare una guardata alle statistiche mondiali.
I paesi a più alto consumo di latte sono quelli che hanno i picchi più alti nelle affezioni sopra citate.

L’esempio educativo di John Robbins

Hai letto Ehret, ti invito a cercare qualche scritto di John Robbins, tipo Diet for a New America, dove ci sono tutti i diagrammi e le prove statistiche dei danni provocati dal latte a grandi e piccoli in America e nel mondo.
John Robbins non è un tipo qualsiasi.
È il figlio unico dell’imperatore americano del gelato (Basin Robbins), e del maggior produttore di latte e di carne degli Stati Uniti, dal quale si è separato, rinunciando spontaneamente e clamorosamente a una delle eredità più grosse degli Stati Uniti.
Ti allego la mia raccolta di scritti specifici sull’argomento, dal titolo Oro nero, oro bianco, oro rosso.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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