CONTROMISURE PER MORBO DI COOLEY O THALASSEMIA MEDITERRANEA

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LETTERA

MORBO DI COOLEY CON TRASFUSIONI CONTINUE

Salve Dottore, mi scuso per il disturbo. Ho ricevuto il suo indirizzo mail dalla funpage di facebook. Sono un ragazzo di trent’un anni che è affetto dal morbo di Cooley, più conosciuto come Thalassemia Mayor. Sono in cura da tutta la vita con trasfusioni di sangue ogni 10/12 giorni e farmaci di ogni tipo per debellare il ferro in eccesso ormai accumulatosi eccessivamente su cuore e fegato.

Da tempo cerco di documentari sull’esistenza di qualcosa di naturale per aiutarmi a eliminare la ferritina in eccesso ma ahimé non son venuto a capo di nulla. Ho diversi conoscenti che, grazie ai suoi consigli, oggi si sono liberati del diabete o altri disturbi e speravo ci potesse essere qualche via alternativa anche per me. Rimango in attesa di un suo responso sperando ne esista uno. La ringrazio per il suo impegno.
Cristian

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DEL MORBO DI COOLEY

Ciao Cristian. Il morbo di Cooley, o Thalassemia Mayor o Anemia Mediterranea, prende il nome dal medico statunitense Thomas Benton Cooley (1871-1945). Per la medicina convenzionale si tratta di una anemia presente in particolare nel bacino Mediterraneo, trasmessa per via ereditaria dai geni del padre e della madre e caratterizzata da eccessiva persistenza di emoglobina nei globuli rossi già allo stadio fetale. Il termine talassemia viene dal greco thalassa che significa mare. Thalassemia mayor quando i geni arrivano da entrambi i genitori e thalassemia minor quando arriva da un solo genitore.

SVILUPPO DAI PRIMI ANNI

Il morbo di Cooley si manifesta essenzialmente nell’età infantile, i primi sintomi compaiono lentamente nei primi 2 o 3 anni dalla nascita, con malessere vago e qualche linea di febbre ciclica, o anche modesti episodi influenzale come anche disturbi della dentizione. In un secondo momento nel bambino si presenta un certo pallore e la pelle assume una colorazione giallina, l’appetito diminuisce e la crescita stenta. Ad un esame medico si rileva fegato ipertrofico e splenomegalia, ossia milza ingrossata. Pure l’addome risulta alterato nella sua funzionalità.

INDEBOLIMENTO E DISTRUZIONE DEI GLOBULI ROSSI

La Thalassemia è una condizione anomala implicante riduzione e distruzione degli eritrociti. Geni varianti e geni mancanti provocherebbero modifiche alle modalità produttive dell’emoglobina, ovvero di quella proteina deputata a trasportare ossigeno alle cellule. Il thalassemico produce meno emoglobina del normale e meno globuli rossi del normale, per cui finisce per soffrire di anemia e di altre complicazioni tipo deformazioni ossee e facciali, malattie cardiovascolari, itterizia, respiro corto, polmoniti e sovraccarichi di ferro dovuti alle frequenti trasfusioni.

DIFFUSIONE DELLA MALATTIA

Si stima che ci siano 150 milioni di persone al mondo affette di Thalassemia, con una quota di 60-100 mila nuovi casi ogni anno. La terapia medica del Morbo di Cooley è di tipo tampone e non certo risolutiva. Si basa sulla trasfusione periodica e ripetuta di globuli rossi e sulla successiva terapia chelante del ferro. Nei casi estremi si punta persino al trapianto del midollo osseo.

GENETICA E QUASI-RAZZISMO

La microcitemia costituzionale o eterozigosi, comporta l’uso antipatico e quasi-razzista di termini genetici, adatti decisamente più alle piante che agli esseri umani. Si parla di caratteri omozigoti dominanti e recessivi e di caratteri eterozigoti o ibridi, caratterizzati questi ultimi da beta-talassemia e da scarsità di contenuto emoglobinico. Basta un semplice esame per capire se due genitori sono portatori sani del gene e se c’è il rischio di generare figli con questa patologia. Dare eccessiva importanza al fattore genetico, discriminando le persone sulla semplice base di alcune caratteristiche emoglobiniche, non è privo di aspetti discriminatori e razzisti. Va anche messa in conto la clamorosa caduta scientifica della genetica coi suoi dogmi insostenibili sulla fissità dei geni.

CONTROMISURE E RIMEDI PER VINCERE L’ANEMIA

Quali sono dunque le contromisure per vincere tutti i tipi di anemie? Ne ho parlato anche nella tesina “Beta-talassemia, anemia mediterranea e dolori mestruali”. Occorre come prima cosa regolare la digestione, rinfrescando l’intestino mediante cibi crudi e con qualche applicazione aggiuntiva di cataplasmi di fango notturni sul ventre. Occorre adottare in altre parole una dieta di tipo vitale e purificante, con insalate crude tenere di esordio a pranzo e cena, con semini e frutta da guscio, con pane scuro multi-cereale, crema di verdure e cereali integrali, tipo saraceno, miglio, quinoa, risonero. Tra i vegetali crudi preferire gli spinaci, le lattughe, le cicorie, la misticanza, i finocchi, i carciofi frutto e gambi, i cardi, le cime di rapa, il tarassaco, l’acetosa, le ortiche, il selene, il crescione, i germogli, la valeriana o dolcetta.

ESTRATTI E FRUTTA

Ricorrere pure ai estratti di carote, bietole, rape, ravanelli, topinambur, patate, patate dolci, zenzero, sedano, sedano-rapa, zenzero, mele, ananas, non più di 3-5 varietà per mix. Fare largo uso di frutta, specie prugne, fichi, ciliegie, uva, kaki, melograni, mele, pere, datteri, mirtilli, uva ribes, uva spina, lamponi, more di rovo, more di gelso. Non manchino le mandorle, i pinoli, le noci, le nocciole, i semi di girasole, le arachidi, il germe di grano, le pannocchie dolci, il pop-corn.

Non sempre e non tutti trovano facile e scontata la crudità in linea generale e la crudità a inizio pasto in particolare. Dipende molto non solo dalle abitudini ma soprattutto da come ci si sente. Se ci si trova meglio con delle minestre di verdure cotte al minimo o con delle verdure saltate in padella, non farselo dire due volte.

EVITARE GLI SCHEMATISMI E ASCOLTARE LE ESIGENZE CALORICHE DEL PROPRIO ORGANISMO

L’applicazione del nostro pacchetto salute, abbinata a saggezza e buon senso, vale per tutti, ma in particolari modo per chi sta soffrendo. Intestardirsi negli schemi fissi è insensato. Molto meglio personalizzare e adattare le proprie strategie alimentari alle condizioni reali del proprio organismo. Non confondere poi le condizioni di emergenza alimentare e i periodi purificativi, necessariamente limitati e temporanei, con le necessità obiettive e normali del mangiare quotidiano, dove è d’obbligo realizzare un bilanciamento calorico tra entrata ed uscita.

POSIZIONI DIVERSE E REALISMO ALIMENTARE

Per chi ambisce al veganismo senza compromessi, e lo regge a lungo senza problemi, tanto di cappello. Per qualcuno andrà invece benissimo attestarsi su posizioni vegetariane, con uso personalizzato di uova e formaggi. L’inclusione del pesce azzurro di piccola pezzatura, tipo alici, aguglie, sardine e sgombri, nonché del merluzzo seccabile dei mari polari, può rendere maggiormente realistica la nostra proposta alimentare, mantenendo i nostri principi del sacrificio minimale e dello stare lontano non solo dai macelli, ma anche dalle brutture marine chiamate tonnare e baleniere.

IL PESCE AZZURRO RISORSA SFRUTTABILE

Il pesce azzurro di piccole dimensioni vive in grossi gruppi aggregati e rappresenta una via di accettabile compromesso. Nessuno mi accusi di eccessiva tolleranza. Questa inclusione può rappresentare una risorsa per le tante popolazioni che vivono sulle coste, ed anche per gli sbalzi termici stagionali delle catene alpine-appenniniche-balcaniche-himalayane, che stressano a volte non meno di quanto il freddo polare faccia con i lapponi degli igloo. Ricordo che anche nel testo Alimentazione Naturale ho citato il menu giornaliero di mio nonno Markin che partiva allegro al lavoro nei boschi, con in tasca il suo sardellone cotto sulle braci della sua cucina nordica a legna, avvolto nella carta stagnola con le sue brave fette di polenta. Non provava alcuna simpatia per i macellai.

RESPIRAZIONE, SOLE, BAGNI DI MARE

Niente farmaci, aspirine e vaccini. Niente sigarette, the, caffè, cole, alcol, zuccheri industriali e sali.
Eventuali integratori biologici tipo clorella, spirulina, alghe, possono essere utili nei momenti difficili dell’anno. Importantissimo poi respirare aria pura di giorno e di notte mediante finestre socchiuse, camminare, nuotare, pedalare, ma sempre con gradualità. I bagni d’aria, di sole e di acqua, specie acqua marina, sono di basilare importanza.

LA TECNICA CURATIVA ANSAR MEDIANTE HYDREA

Nel settembre 2012, l’ematologo pakistano Saquib Hussain Ansari ha annunciato la scoperta di un trattamento risolutivo capace di liberare i talassemici dalle trasfusioni. Ha riportato che, grazie all’uso terapeutico della hydrea o hydroxyurea:

  • Il 41% del suo gruppo sperimentale si è liberato del tutto dalle trasfusioni.
  • Il 39% si è liberato a metà.
  • Il 20% non ha reagito al trattamento.

Il dr Ansari dirige l’Omair Sana Foundation per bambini talassici a Karachi. Dieci anni di studio hanno confermato che il suo metodo minimizza la necessità di dipendenza dal sangue altrui nella totalità dei casi, senza effetti collaterali e senza ingrossamento di fegato e milza. Ottimi risultati sono stati riscontrati pure in Iran e in India. Ogni anno arrivano 5000-8000 bambini talassemici in Pakistan e ci sono 10 milioni di ammalati nel paese, a conferma che non è solo questione di tipo Mediterraneo. Il pieno impiego della tecnica Ansar richiede l’approvazione delle autorità sanitarie internazionali.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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