CORONAROPATIA MONOVASALE, STENOSI E SOVRAPRESCRIZIONI

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LETTERA

RICERCA DI UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA PIÙ VICINA ALLA NATURA

Buongiorno Dr Vaccaro, innanzitutto vorrei farle i miei complimenti per il blog e la sua professionalità nonché per i suoi libri. Sto completando la lettura del primo. Approfittando della sua competenza e della comune repulsione al sistema farmaceutico, mi farebbe piacere esporle il mio problema, certo del fatto che possa aiutarmi con una cura alternativa, naturale e piú salutare.

CONTRARIETÀ ALLE MEDICINE E FRUSTRAZIONE PSICOLOGICA

Ho 44 anni e sono stato, sin da piccolo, contrario alle medicine. Evidentemente nell’inconscio ne ho sempre intuito la dannosità e i suoi circoli viziosi. È per me quindi anche una gran frustrazione psicologica ritrovarmi a doverne usare.

DOCUMENTO OSPEDALIERO

Il documento dell’Azienda Ospedaliera “S. Maria degli Angeli” di Pordenone parla di controllo del
18/07/2013 in DE (asintomatico) per episodio di dolore retrosternale e agli arti superiori di tipo oppressivo, con sudorazione algida e nausea, durato circa 30 minuti, a regressione spontanea. All’ECG scarsa crescita dell’onda R nelle precordiali, con aspetto ST lievemente sopraslivellato ed onda T isodifasica in V1-V2. Eseguita coronarografia urgente con riscontro di coronaropatia monovasale: stenosi critica di IVA prossimale, occlusione di IVA al tratto medio riabilitata da circolocollaterale omo ed eterocoronarico (verosimilmente cronica). Eseguito tentativo inefficace di riapertura del vaso. Il giorno seguente eseguita PTCA+impianto di stent a rilascio di farmaco sul tratto prossimale della discendente anteriore, con buon risultato finale. Decorso clinico non complicato. Per tendenza ad ipotensione non é stata avviata terapia con ACE-i né con betabloccanti. All’ecocardiogramma: FE 56%, acinesia a spessore conservato dell’apice settale, lieve dilatazione del bulbo aortico. Quadro invariato rispetto al controllo eco del 20/07. Eco-color-Doppler TSA: Aterosclerosi carotidea di grado lieve. Alla dimissione asintomatico e in compenso. PA 100/60 mmHg. Tra gli esami ematochimici: Tnl max 0.83 ng/ml, Hgb 15.3 g/dl, creatinina 0.9 mg/dl, colesterolo totale 196 mg/dl, LDL 123 mg/dl, trigliceridi 231 mg/dl. Ecg: Ritmo sinusale 70 bpm.

TERAPIA CONSIGLIATA

Cardicor 2.5 mg 1 cp ore 8-20, Cardioaspirin 100 mg 1 cp dopo pranzo, Brilique 90 mg 1 cp ore 8-20 per 12 mesi, Torvast 80 mg 1 cp ore 20, Peptazol 20 mg 1 cp mezz’ora prima di colazione, Triatec 2.5 mg 1 cp ore 20. Si raccomanda astensione dal fumo. Visita cardiologica tra 6 mesi.

RAFFRONTO VIRTUALE CON UN IPOTETICO OSPEDALE OLANDESE

Sono convinto che in Olanda (ci ho vissuto per 11 anni) me ne avrebbero prescritte meno della metá.
Capisco che non potrei eliminarle tutte, ma mi consigli lei quali potrei sostituire con rimedi naturali.
La ringrazio molto per la cortese attenzione e per i suggerimenti che mi darà. E le rinnovo la mia stima per quello che fa per gli altri. Le auguro una splendida giornata !
Andrea Dimitri

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RISPOSTA

SOVRAPRESCRIZIONE DI FARMACI, SECONDO IL SOLITO CRITERIO DEL MELIUS ABUNDARE QUAM DEFICERE

Ciao Andrea. L’impressione generale che ci sia una over-prescription di farmaci ce l’ho pure io. Del resto non mi puoi chiedere le cose che mi sono vietate rigorosamente di dire e di fare. Sei in cura presso un determinato ospedale e dovrei dirti questo sì e questo no, mettendo a soqquadro una determinata cura. Questo è pretendere una cura medica diversa. Un vero caso di abuso di pratica medica, per me che medico non sono. Un mettere il naso nelle disposizioni altrui, e quindi una maleducazione nei riguardi dei miei colleghi, se fossi medico.

SCELTA DI CAMPO

Ho spesso ribadito la necessità di fare una netta scelta di campo e di non ballonzolare tra medicina e igienismo, scuole estremamente diverse, onde evitare attriti e strappi inutili ed improduttivi. Quello che posso fare di valido è citare in sintesi e per chiarezza i concetti e le procedure mediche, e darti nel contempo delle indicazioni generali su come la scienza igienistica affronterebbe le tue problematiche.

DEFINIZIONE DI CORONARIE

Le coronarie sono arterie deputate all’irrorazione e al nutrimento del cuore, a cui forniscono una quantità di sangue adeguata alle richieste metaboliche. Il nome di questi vasi di medio e piccolo calibro (3-5 mm di diametro) deriva dalla loro particolare distribuzione intorno al muscolo cardiaco, che circondano componendo una sorta di corona arteriosa. Le arterie coronarie sono due e prendono il nome di arteria coronaria sinistra ed arteria coronaria destra.

LE CORONAROPATIE RAPPRESENTANO LA PRINCIPALE CAUSA DI MORTE AL MONDO

Le patologie delle coronarie, dette anche coronaropatie, rappresentano una condizione in cui le arterie del cuore vengono ostruite da depositi di colesterolo e coaguli di sangue. Tali malattie rientrano nel più ampio gruppo delle patologie cardiovascolari e contribuiscono a renderle la principale causa di morte al mondo. È importante conoscere l’anatomia delle coronarie ed il loro stato di salute ai fini della prevenzione e della cura, ciabatta angioplastica o trattamento dell’infarto.

CORONAROPATIA, CARDIOPATIA ISCHEMICA E INFARTO MIOCARDICO

Si parla in questi casi di coronaropatia, o generica malattia delle arterie coronarie, di cardiopatia ischemica, cioè la patologia che consegue al restringimento delle coronarie, che provoca un insufficiente apporto di sangue al cuore, e di infarto miocardico, ovvero danno del tessuto contrattile del cuore, a cui consegue la morte di un’area del tessuto cardiaco per interruzione prolungata dell’apporto sanguigno.

CORONARIE SIGNIFICA VASI SANGUIGNI CHE TRASPORTANO SANGUE OSSIGENATO VERSO IL CUORE

Il termine coronaropatia viene utilizzato per indicare le patologie delle arterie coronarie, vasi sanguigni che trasportano il sangue ricco di ossigeno verso il cuore. La coronaropatia acuta è associata ad altre condizioni che derivano direttamente dal mancato afflusso di sangue, dovuto a patologie del sistema cardiocircolatorio, all’ostruzione delle arterie coronarie.

SINTOMI DELLA CORONAROPATIA

Principale sintomo della coronaropatia è il dolore toracico, che può manifestarsi come una sensazione di disagio, di pesantezza, di bruciore, di intorpidimento del torace. Questa sensazione di dolore può essere avvertita non solo al torace, ma anche alla spalla, alle braccia, al collo, alla schiena o alla mascella. Altri sintomi accompagnatori sono la mancanza di fiato, le palpitazioni, ovvero il battito cardiaco irregolare, in genere più veloce rispetto alla norma, la sensazione di debolezza, le vertigini, la nausea, l’aumento della sudorazione.

NON SEMPRE I SINTOMI INDICANO PATOLOGIA CARDIACA

Non bisogna sempre preoccuparsi se si ha una sensazione di debolezza, in quanto questa, ad esempio, potrebbe derivare da uno sforzo eccessivo, o da altri motivi. Idem per gli altri sintomi. Occorre piuttosto saper discriminare e sapersi ascoltare. Se si ritiene che i sintomi avvertiti siano riconducibili ad una coronaropatia, è di fondamentale importanza chiedere immediatamente il soccorso di un medico.

DIAGNOSI DI CORONAROPATIA

La diagnosi della coronaropatia si basa, inizialmente, sui sintomi che vengono riportati dal paziente. Infatti se il paziente riferisce sintomi insoliti del dolore toracico accompagnato da battito cardiaco accelerato, il medico può avanzare una ipotesi circa la coronaropatia. Può anche capire dal paziente l’eventuale esistenza dei cosiddetti fattori di rischio. Nella maggior parte dei casi, imporrà al paziente di non fumare, in quanto il fumo è uno dei maggiori fattori causanti. Spesso vengono apportate anche delle modifiche nella dieta, in quanto alcuni alimenti, possono risultare nocivi per la salute ed aggravare la condizione della coronaropatia.

LE PLACCHE CORONARICHE PROVOCANO ISCHEMIA CARDIACA

Durante il corso della vita le coronarie possono sviluppare dei restringimenti (o stenosi) per la crescita di placche ateromasiche, ossia depositi costituiti essenzialmente da lipidi, piastrine, cellule muscolari lisce e globuli bianchi, che si formano nel lume interno delle arterie di medio e grande calibro. Quando l’entità del restringimento coronarico supera il 70%, l’apporto di sangue al cuore in condizioni di lavoro diventa insufficiente. Si parla in questi casi di ischemia cardiaca.

COMPROMISSIONE DELLA GITTATA CARDIACA

Il circolo arterioso coronarico, al quale è destinato circa il 5% della gittata cardiaca (flusso coronarico = 225 ml/min), è rappresentato dalle due arterie coronariche, destra e sinistra. Entrambe le arterie coronariche prendono origine dall’aorta ascendente. L’arteria coronarica destra e l’arteria coronarica sinistra originano a livello del bulbo aortico, rispettivamente dai seni aortici destro e sinistro del Valsalva, sopra l’inserzione della valvola semilunare.

CASO DI CORONAROPATIA OSTRUTTIVA MONOVASALE PRESO DA UN FORUM

Ho eseguito una coronarografia e la discendente anteriore di buon calibro presenta una stenosi calcifica del 75% eccentrica nel tratto medio. Intervento: angioplastica coronarica con impianto di uno stent medicato su arteria discendente anteriore tratto medio. Vorrei sapere quale è il decorso post operatorio oltre alla terapia medica con 1 cp cardioaspirina, 1 cp coaprovel 150mg, 1 cp norvasc, 1 cp pantorc da 20mg, 1 cp plavix 75 mg per 12 mesi. Mi può spiegare in che cosa consiste l’intervento, quali controlli dovrò fare in seguito, la dieta da seguire e le attività che posso fare? Tutte domande tipiche dei cardiopatici in fase di convalescenza.

PROCEDURA DI ANGIOPLASTICA

La procedura di angioplastica consiste nell’inserire all’interno della coronaria ostruita un tubicino chiamato catetere alla cui estremità c’è un palloncino che viene gonfiato all’interno del vaso nel tratto in cui c’è il restringimento, in modo tale da schiacciare la placca che causa la stenosi. Per evitare che il vaso si restringa di nuovo, viene applicato all’interno della coronaria stessa una specie di retina, uno stent, un cilindro metallico che viene espanso.

ALTRE REGOLE DA SEGUIRE

Il paziente dovrà seguire alcune regole generali quali una riduzione dei grassi nella dieta, un controllo periodico dei valori di pressione arteriosa e del peso corporeo, tenere sotto controllo il colesterolo, smettere eventuale fumo, seguire scrupolosamente la terapia. I controlli da effettuare sono ECG e visita cardiologica sulla base della quale verranno stabiliti eventuali ulteriori accertamenti.

CONVERSIONE DEI CARDIOLOGI VERSO IL VEGETARIANISMO

L’attività fisica ideale è camminare a passo svelto tutti i giorni per almeno 45 minuti, in assenza di disturbi motori. Il grado di attività fisica ritenuta sicura viene stabilita talvolta sulla base dei risultati di un test da sforzo. Moderazione in tutto, cercare di evitare il più possibile i grassi animali, ridurre il sale ed i cibi salati, prediligere un’alimentazione a base di vegetali. Ormai i cardiologi si sono accodati per amore o per forza, o meglio per esperienza e per logica, al vegetarianismo.

IL FATTORE CHIAVE RIMANE LA FORMULA DEL SANGUE

Fatto sta che valgono più che mai le chiare direttive di Manuel Lezaeta. Se la pompa cardiaca lavora con un sangue libero da impurità non si ammala mai. La causa di ogni cardiopatia non sta nel cuore ma nel materiale pompato dal cuore, ossia nel sangue impuro e melmoso originato da cronici disturbi digestivi, da deficitaria eliminazione cutanea, da farmaci, vaccini e integratori.

70 PULSAZIONI AL MINUTO E TUTTO PROCEDE AL MEGLIO

Per le malattie del cuore non esiste alcun rimedio medico essendo esse conseguenza della impurità del sangue. Il sangue non si può purificare coi prodotti di farmacia e tanto meno con la chirurgia. Quello che più stanca, indebolisce e congestiona il cuore è l’eccessiva fatica operazionale, con aumento delle pulsazioni e stress polmonare. Dai polmoni dipende la normale circolazione del sangue in tutto il corpo. Con 70 pulsazioni al minuto, il sangue scorre normalmente dalla testa ai piedi, mentre con 120-140 il sangue tende ad arrestarsi restando più a lungo in zona ventrale. La pelle perde calore e le estremità si gonfiano. Pelle cadaverica, estremità fredde, gambe e piedi freddi sono sintomi di anomalie cardiache.

CONTRASTARE LA STITICHEZZA È FONDAMENTALE

Arriva pure la mancanza di elasticità di arterie e vene, indurite e sclerotiche per l’accumulazione di sostanze estranee nei loro tessuti. I disordini digestivi, ed in particolar modo la stitichezza, si ripercuotono sul cuore. La pressione dei gas stomacali soffoca l’attività cardiaca. Essendo il sangue guasto causa di tutte le malattie cardiache, è indispensabile purificare e fluidificare il sangue, attivando nel contempo le eliminazioni cutanee, renali ed intestinali.

DECOTTI E PIANTE AMICHE

Un ottimo decotto purificante del sangue si ottiene con gramigna 25 grammi, fiori borragine 20, fiori violetta 20, fiori lavanda 15, equiseto 20, tiglio 15. Far bollire per 5 minuti 10 grammi di tale mistura in 250 grammi d’acqua. Berne 3 tazzine al giorno prima di ciascun pasto. Piante amiche del cuore sono il cavolo e le crocifere, mela, segale, fagiolini, asparago, lattuga, melanzane, mandorle. malva, ortica, luppolo, tarassaco, biancospino.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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