SCIENZA MEDICA, CIARLATANISMO E BARONERIE

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LETTERA

Mancanza di evidenze scientifiche

Ciao Valdo! Complimenti per il tuo blog indipendente e scevro di interessi commerciali!
Ho trovato diverse cose interessanti, ma anche alcune, diciamo, pericolose per persone che affidano a te la loro salute, vista la mancanza di evidenze scientifiche (vedi B12, sintomi di carenza B12, siano stati rilevati anche con livelli fino a 350 pg/mL (Tucker KL, Rich S, Rosenberg I, Jacques P, Dallal G, Wilson PW, Selhub J, in Plasma vitamin B12 concentrations related to intake source in the Framingham study, Am J Clin Nutr 2000, citato da www.scienzavegetariana.it).

Nessuno ha la certezza di niente

Anch’io sono come te un pensatore libero, sempre pronto a scovare le contraddizioni e le falsità che ci vengono rifilate da questo sistema malato, ma penso che, come dici te in certi scritti, nessuno abbia la certezza assoluta di niente, e che quindi bisogna andare sempre con i piedi di piombo!
Un conto è la propria esperienza personale, per definizione soggettiva e non oggettiva, che si può raccontare, consigliare ma non somministrare come unica cura a persone che richiedono il tuo aiuto.

Utopistico e qualunquista discorso sulla esistenza di batteri e virus patogeni

Purtroppo, pur condividendo la maggior parte delle cose che dici (a parte per esempio il discorso sull’inesistenza dei batteri patogeni che è troppo utopistico e qualunquista), anch’io credo che il concentrarsi solo sulla patogenicità dei batteri sia non solo riduttivo ma addirittura fuorviante, visto che si svia dall’importanza fondamentale del potere di autoguarigione del sistema immunitario, per nascondere tutti i retroscena scomodi della smobilitazione psico-fisica che il sistema di vita attuale (impostoci dal potere e dal potere medico-farmaceutico) ci sta causando.

Ci sono batteri e virus che ci infettano con estrema facilità

Però non si possono dichiarare tutti i batteri uguali e fare un grosso calderone.
Il discorso è molto più complesso. Ci sono batteri e virus che ci infettano con estrema facilità. Non tutti i batteri sono saprofiti o amichevoli soci.
Certo, sempre per debolezze del sistema immunitario, ma gli aspetti genetici e di predisposizione dove li mettiamo? E le immunodeficienze congenite?
Ci sono farmaci estremamente efficaci e specifici per alcune forme che, chiaramente, devono essere utilizzate nell’emergenza.

Se si ammorbidissero i toni verremmo accettati meglio, e saremmo presi più in seria considerazione

Penso che sia questo il problema limitante dell’igienismo naturale, e cioè quello di guardare solo al negativo.
In quel modo, un punto di vista equilibrato non potrà essere mai raggiunto.
La critica a spada tratta non è la soluzione.
Fa solo il gioco delle persone a cui ci opponiamo.
È un alibi del potere per farci definire estremisti e per non prenderci in considerazione.
Ci vuole una critica costruttiva!

A meno che vogliamo svolgere uno sterile ruolo di opposizione estremistica

Se si assumono linee troppo dure, molte cose giuste dell’igienismo vengono vanificate, e non arrivano alle orecchie del grande pubblico.
E così non si cambiano le cose e ci si ritrova a svolgere ruoli sterili di opposizione.
E si corre pure il rischio di causare danni alle persone deboli che ricercano qualcosa di diverso dalle logorate vie dell’ufficialità.
Questo sarebbe un peccato. L’igienismo potrebbe fare del bene a molte più persone, e si potrebbe far qualcosa per modificare un po’ le tendenze negative in atto.

Non ti voglio insegnare niente, ma chiedo un confronto leale e costruttivo

Detto questo, spero che tu prenda quanto sopra non nel modo sbagliato, ma come un possibile arricchimento personale.
Poi ognuno sbaglia a modo suo, e l’umiltà è la prima fonte di conoscenza e consapevolezza.
Quindi non mi permetto assolutamente di venirti a insegnare niente, ma chiedo a te soltanto un confronto leale e costruttivo, vista la tua esperienza ampiamente più lunga della mia (ho solo 26 anni) e le tue capacità di ascolto. Andiamo ora ai miei problemi concreti.

Sono laureando in medicina e ammalato di rettocolite ulcerosa

Sono all’ultimo anno di medicina. Ho finito gli esami e sto facendo una tesi di critica sulla diagnosi che viene fatta dalla psichiatria occidentale in contesti umanitari, e non solo in contesti di disturbo post-traumatico da stress.
Mi hanno diagnosticato 15 giorni fa una rettocolite ulcerosa, dopo che avevo avuto 5 giorni di diarrea e dolori addominali, con febbre oltre i 39.

Remissione sintomatologica fulminea di 2-3 giorni, grazie alla mesalazina

Ho fatto terapia antibiotica, perché non si sapeva ancora la diagnosi poi supportata da eco intestinale (pancolite), colonscopia e prelievo bioptico.
Cure a base di mesalazina per os 3 (800 mg) e clisteri, sospesi dopo una settimana.
Ho risposto bene alla terapia, con remissione sintomatologica fulminea di 2-3 giorni.

Nessun effetto collaterale e sto in forma perfetta

Da allora sono in forma e sto molto bene, nessun effetto collaterale per la terapia di mesalazina che tuttora proseguo da 15 grammi a dosaggio invariato, in attesa del controllo ambulatoriale del 16 luglio.
Da 10 giorni ho deciso di sospendere il fumo (3-4 sigarette al giorno), cannabis, caffè, the, cioccolato, alcol, e di intraprendere un’alimentazione sana, naturale e vegana.
Mi trovo già molto bene, l’alvo è molto regolare 2-3 volte al dì, solido e senza odori.

Dermatite atopica in fase di peggioramento

In più ho una dermatite atopica dalla nascita che negli ultimi due anni si è esacerbata, con un prurito che non mi dà tregua.
Mi sento anche estenuato dalla solita terapia topica cortisonica che non apporta benefici nel lungo termine. L’ho anzi sospesa da 5 mesi, senza notare grandi cambiamenti, a parte uno stabilirsi dei cicli di
esacerbazione sintomatologica, al ritmo di una settimana sì ed una no.
La pelle continua a darmi qualche problemino. Ma con una crema autoprodotta, a base di cera e olio d’iperico, più propoli e foglie di aloe arborensces frullate, ho notato grossi miglioramenti, specie per la secchezza.

Una scarica di domande

Le faccio qualche domanda, sperando che riesca a rispondere alla mia pignoleria.
Ha dei riscontri che una dieta vegana aiuti nella retto colite ulcerosa?
Consiglia l’aloe ai suoi pazienti? È esperto di aloe o conosce qualcuno esperto? Cosa ne pensa della rettocolite ulcerosa?
Non è che l’aloe causi irritazioni al colon? Ho iniziato con una piccola dose (un cucchiaio x 3) per vedere se causa o meno effetti collaterali (diarrea). Meglio l’aloe vera o la arborensces? C’è molta differenza tra quella commerciale (tipo la Forever) e quella autoprodotta?

Altre domande ancora

Ci sono forti correlazioni tra rettocolite e dermatite atopica? Ho visto qualcosa su sublime, tipo la presenza in entrambe le patologie dei T helper 2 ipereccitati!
Cosa pensa dei test di intolleranza alimentare?
Io ho fatto quello con prelievo di sangue, e sono risultato intollerante ad una serie di alimenti che dovrò sospendere per un tot di mesi a seconda della reattività.
La liquirizia fa male nel mio caso?
Tuberi e germogli che proprietà hanno?
Mi può mandare indicazione delle ricerche di Cambridge 2000 di cui parla?

E altre ancora

L’acqua del rubinetto va bene? O meglio andare a prendere quella di montagna?
Rifiuto lo spreco ecologico dell’acqua confezionata. La scelta dell’acqua distillata mi sa di estremista.
Se faccio 5 pasti sazianti di frutta non serve più bere? O quanto devo bere in quel caso?
La pasta fa male, essendo un carboidrato raffinato?
Cosa ne pensa delle farine varie di castagne, avena, grano saraceno, riso integrale? Sono prodotti raffinati? Come posso inserirle nella dieta?
E le saponine? Sembra che innalzino le difese immunitarie. Cosa ne dice? Quali nel mio caso andrebbero bene?
Ha scritto Mai proteine e amidi assieme. Quindi pasta con seitan e verdure è da evitare?

Cosa ne pensa della Luciana Baroni che l’ha criticato aspramente dandole del ciarlatano?

Cosa ne pensa del sito di SSNV e di Luciana Baroni che, lo riporto per correttezza, l’ha criticato aspramente dandole del ciarlatano?
Io avrei intenzione di iniziare a ridurre la terapia di mesalazina, dopo il controllo del 16 luglio, integrando la mia dieta con l’aloe e passando a uno stile di vita salutare. Cosa ne pensa?
Grazie per la sua pazienza e la comprensione.
Spero che pubblicherà integralmente la mia mail nel suo blog! A presto.
Michele Poli

*****

RISPOSTA

Si può essere rimbambiti sia a 18 che a 95 anni, sotto spoglie maschili e femminili.
Il mondo è pieno di esperti in esperienze sbagliate e in teorie squinternate.

Ciao Michele, complimenti per il modo preciso ed equilibrato con cui ti esprimi e per la tua carriera scolastica giunta al termine.
Mi hai chiesto espressamente di pubblicare il tuo messaggio e ti accontento.
Ma ti avverto subito che ci saranno anche dei lampi e dei tuoni, più che delle semplici scintille.
Non perché tu hai 26 anni e io più del doppio.
Si può essere rimbambiti ed imbecilli sia a 18 anni che a 95, e l’esperienza conta ma non troppo.
E si può essere rimbambiti sia nella sponda maschile che in quella femminile, come i fatti stanno dimostrando.
Il mondo è pieno di esperti in cose sbagliate e in teorie squinternate.

Ti avverto che sto disintegrando il contenuto ideologico della tua lettera, senza alcun sentimento negativo di arroganza o di inimicizia

Perché mai lampi e tuoni?
Perché il tuo messaggio, pur carico di osservazioni accettabili e condivisibili, è a tratti inficiato da critiche durissime, che cercherò di esplicitare meglio e di contro-criticare, facendoti magari fare qualche smorfia di disappunto.
Tieni presente che io sono per la chiarezza e non per le smancerie che camuffano gocce di veleno ideologico.

Man mano che il mio blog cresce di popolarità e che il mio libro viene letto dalla gente, aumentano le attività belliche, le minacce di oscuramento e gli insulti gratuiti

Nella prima riga parli di complimenti per il blog indipendente e scevro di interessi commerciali.
Se tu avessi speso due altre righe in proposito, aggiungendo che è l’unico, non solo in Italia, in fatto di alimentazione e di salutistica, ad avere tali caratteristiche, ne avremmo guadagnato in chiarezza.
Poi aggiungi che stai dalla mia parte. Cosa che non risulta affatto nel prosieguo del testo.
Già al secondo capoverso dici di trovarci cose interessanti ma pericolose per la mancanza di evidenze scientifiche, e prosegui citando diversi autori americani che parlano in favore di supplementazioni B12 (in coerenza, beninteso, col sito della Baroni che ha pubblicato tali ricerche, perché le facevano molto comodo).

Trovo molta più scienza nei maiali e nelle anatre

L’elenco di quei ricercatori, tutta gente appartenente all’establishment scientifico vicino alla NDC
(la potente lobby casara americana) e ad Atlanta, non mi dice un fico secco in termini di scienza, come non mi dice nulla in termini di scienza il Nobel alla Montalcini e quello a Luc Montagnier.
Trovo più scienza nelle anatre e nei maiali che in questi autori quotati in vetta e coccolati dal sistema. Come diceva il grande Paracelso, ho imparato più dai barbieri e dai mendicanti che dai presuntuosi professoroni delle aule universitarie.

Troppa riverenza per l’aulicità e l’ufficialità e troppa mancanza di rispetto per il mio lavoro

Io ti capisco. Sei in fase di intensivo accumulo nozionionistico.
Dimostri anche spirito di ribellione.
Ma, alla resa dei conti, dai l’idea di uno che, quando sfoglia un testo di medicina, o quando sfoglia un sito denominato Luciana Baroni o scienza vegetariana, si fa il segno della croce, apprestandosi a bere scienza pura e cristallina, supportata da citazioni e da evidenze inequivocabili.
Di uno che poi, passato al mio blog, sfoglia distrattamente qualche tesina, scorre lungo i titoli, legge un punto qua e uno là, e si fa una sintesi veloce, piazzando magari qualche incredula sghignazzata su qualche punto controverso.

Non hai tempo di leggermi in modo approfondito, ma cogli solo qualche frammento critico

Stai studiando e sei oberato da materiale cartaceo, ed in più hai anche qualche non indifferente problema di salute. Sarei cinico a pretendere che tu ti sfianchi a leggere con la dovuta attenzione le mie tesine o il mio testo Alimentazione Naturale.
Ma non puoi pretendere che mi metta di punto in bianco a smontare le tue critiche.
Ne verrebbe fuori un romanzo, e già il tuo messaggio non è breve e sintetico come richiedo, ma mi inchioda al computer per alcune ore, facendo ritardare le risposte a molta gente che ha dei messaggi pendenti. Devo per forza risponderti in modo stringato.

Per te la scienza sta nel testo, sullo schermo, nel titolo, nella cattedra

Tu Michele hai un concetto di scienza abbastanza normale e comune, che però io non condivido affatto.
Per te la scienza è quella che si coagula ufficialmente dentro il testo, dentro lo schermo, dentro il titolo e dentro la cattedra.
La scienza è per te nomenclatura. Se non fosse così, correggimi. Ma è quanto deduco dal tuo messaggio.

La relatività dei titoli, dei voti e dei fallaci giudizi umani

Ho la fortuna di sapere cosa significhi studiare di notte, e anche dalle quattro di mattina in avanti.
Ho la fortuna di sapere quali sono i sacrifici che si fanno per laurearsi in qualcosa senza comprare il titolo al mercato del tarocco.
Ma, nel contempo, so anche i limiti banali dei voti, degli esami e degli attestati, avendo preso spesso dei 30 immeritati e dei 25 che meritavano 30. Avendo visto uscire degli asini-secchioni con 110 e lode, e dei geni disordinati tartassati dai voti o addirittura scaricati dagli atenei.
Per me, come la religione non è mai stata fatta di preghiere, di bibbie e di chiese, così la scienza non è fatta necessariamente di libri e di esperimenti, ma di osservazioni precise, dirette e congrue fatte sotto la luce del sole.
Questo vale soprattutto oggi, dove dietro ogni iniziativa scientifica c’è una targa ben precisa, un marchio di fabbrica ben determinato.

In passato esisteva l’esperimento scientifico finalizzato al sapere

Gli esperimenti scientifici li pianifica, li sovvenziona, li conduce e li realizza il potere e niente altro che il potere. Non esistono nel mondo attuale veri esperimenti scientifici, cioè indipendenti e trasparenti, fatti in nome della conoscenza umana, nei settori della biologia, della medicina, della fisiologia, della chimica e dell’alimentazione.
Nel passato sì, quando esisteva pure il corrotto, ma era l’eccezione. Il mondo dei tempi andati aveva tanti difetti, ma non era un mondo asservito e colonizzato dalle multinazionali. Leonardo, Marconi, Volta, Meucci, Fermi, Einstein, non erano certo dei corrotti al soldo di qualcuno.

La corruzione e l’addomesticamento delle ricerche, oggi sono la regola fissa

Il corrotto oggi è diventata la regola. Prima di sentire la campana Vaccaro, devi andare a verificare chi e cosa c’è alle sue spalle.
Prima di sentire la campana Baroni, devi andare a verificare chi e cosa c’è alle sue spalle.
Chi appoggia, chi condivide, chi sovvenziona, chi tollera, chi raccomanda, chi sostiene l’uno e l’altra.
Ho anch’io degli sponsor e dei sostenitori? Certamente che sì. È il pubblico che mi segue. Niente altro che quello.

C’è chi ha la lingua che parla chiaro e chi ha la lingua biforcuta

Chi è libero parla in modo libero, si spera in modo anche responsabile e scientifico, ma libero da certi schemi e da certe finalità. Chi è legato all’establishment, si esprime secondo altre modalità.
I laboratori scientifici oggi si trovano all’interno delle aziende produttrici e, se sono statali e teoricamente indipendenti, sopravvivono soltanto grazie al lavoro che gli viene commissionato dalle aziende esterne.

Fare esperimenti costa molto denaro contante

Quando mi trovavo in Cina negli anni dello scandalo del latte alla melamina, ho appreso diverse cose sui costi degli esperimenti.
Se devo provare che nel latte c’è una determinata sostanza inquinante, è facilissimo ed agevole farlo, e costa solo 300 €. Ma se invece devo cercare sostanze sconosciute o indeterminate, il costo può andare a 5000.

Il valore relativo degli esperimenti scientifici, e l’insabbiamento dei risultati scomodi

Ecco chiariti i motivi per cui non esistono esperimenti condotti dai piccoli produttori di pomodori, di arance e di uva, ma solo esperimenti promossi e pianificati dalla Kraft e dalla Nestlé, dalla Unilever e dalla Danone, da Parmalat e Cremonini, da laboratori posseduti o comunque sovvenzionati dalle grosse aziende alimentari e farmaceutiche.
Quando poi qualche esperimento importante produce risultati troppo scomodi, arriva prontamente l’insabbiamento e il sequestro dei risultati, come nel clamoroso esperimento di Cambridge 2000.

Sostengo a spada tratta una alimentazione vitaminica naturale, ripeto naturale

Non ho mai detto che una carenza vitaminica non comporti effetti indesiderati anche gravi e anche mortali. Gli esempi dello scorbuto (carenza di vitamina C), della pellagra (carenza di vitamina B3) e beri-beri (carenza di vitamina B1), nonché certi tipi di anemie perniciose (carenza di B12, ma anche del restante gruppo B), sono troppo evidenti per sostenere il contrario.
Da bravo fruttariano sono un sostenitore dell’importanza enorme delle vitamine (naturali, incluso la B12 delle piante, esistente nelle imponderabili quantità della natura), dei sali minerali (organicati), degli enzimi, degli ormoni (naturali, tipo anulina ed insulina delle foglie e dei tuberi), dei grassi polinsaturi vegetali (Omega-3 da prostaglandine facili ed assimilabili, quelle delle mandorle, dei pinoli, delle noci, delle olive e dell’avocado, e non Omega-3 da prostaglandine acidificanti e disastranti dei crostacei, delle povere balene, dei tonni e dei delfini).

Stare con la B12 a 100, in compresenza di equilibrio dei valori e di buoni folati, è una condizione salutistica non solo auspicabile, ma addirittura spettacolare, caratterizzata da sangue fluido e perfetto

Continuo invece a denunciare l’uso strumentale e ideologico della vitamina B12, a vantaggio del carnelattismo dei macellai e del lattismo dei falsi vegetariani (che fanno danno e remano contro la verità e la salute più ancora di quanto non facciano i petrolieri, i vaccinatori e i macellai).
Scienza significa guardare alla realtà delle cose.
Vegani con la B12 a livello 100 ce n’è in ultra-abbondanza.
Vegani anemici con la B12 a 100 una rarità assoluta.
Il problema è che molta gente si auto-definisce vegana senza esserlo veramente.
Gente carnivora ed anemica con la B12 alta?
Tantissima.
Se si facessero delle tabelle comparative serie ne verrebbero fuori delle belle.

Nessuno ha la certezza di niente? È assolutamente falso. Le cose si sanno anche troppo bene!

Secondo te avrei scritto da qualche parte che nessuno ha la certezza di niente?
Non mi risulta di averlo scritto o di averlo pensato. Non condivido affatto tale idea.
Se permetti le certezze esistono e sono chiare, lampanti, anche se non corroborate da Selhub, Rosenberg e colleghi.
E non parlo di certezze soggettive, ma oggettive. I miei sogni personali, le mie percezioni extrasensoriali, i miei utopismi me li tengo gelosamente nel cassetto.
Non sono scrittore di fantascienza, di oroscopi o di ufologia (senza offesa per i diversi ufologi che mi seguono, sperando forse che confessi un giorno o l’altro la mia provenienza da un’astronave nascosta nelle viscere terrestri).
Somministratore utopistico e qualunquista? Spero che tu lo abbia letto sul sito della Baroni, così almeno so a chi dover dire grazie.

Sei arrivato, caro Michele, a descrivermi non come un raccontatore o un consigliere, ma addirittura come somministratore utopistico e qualunquista, e qui avrei il diritto di arrabbiarmi pure.
Se permetti sto facendo il libero ricercatore e sto diffondendo le mie ricerche.
Non somministro un bel niente, non racconto frottole e non faccio il cattivo consigliere di nessuno.
Do per scontato che chi mi legge capisca il mio messaggio e ne faccia buon uso.

Penso di avere un buon rapporto di scambio col pubblico

Siccome ho anche un contatto amichevole e costante coi miei lettori, ne percepisco gli umori e i valori, e non mi risulta affatto di avere di fronte a me una platea di scalcinati e di incompetenti, ma al contrario un amalgama di gente ammirevole, disposta ad aprirsi e a rimettersi in discussione.
Gente che ha voglia di guarire, di non ammalarsi stupidamente, e che è soprattutto motivata dal desiderio di evolversi e di non fossilizzarsi sulla scarica di balle e di imbrogli che il sistema le sta rovesciando addosso a getto continuo.
Gente, comunque, dalla quale sto imparando tantissimo.

I batteri sono dei piccoli camaleonti, ma la colpa delle malattie non sta mai nei batteri

Il discorso sui batteri patogeni è un’altra delle tue perle.
Non stai facendo lavoro di critica specifica, ma spari sul mucchio alla rinfusa.
Ti ricordo che i batteri normali e utili che stazionano nel nostro colon per il riciclaggio del 70% del nostro materiale fecale in normali condizioni di salute, si trasformano in batteri anaerobici e potenzialmente cancerogeni quando il soggetto diventa costipato a causa dei propri errori alimentari.
Questo camaleontismo dei batteri avviene anche grazie a certe vaccinazioni.
Ma la colpa delle malattie non sta nei batteri, che vengono sempre in soccorso o in compresenza opportunistica. Essi sono guidati dalla loro eterna fame di sporcizia organica. Finita la sporcizia se ne vanno insalutati ospiti.

Quanto sostengo non ha bisogno di miserabili referenze altrui

Quando uno è carico di cibo ingerito e di polvere autoctona cellulare (strumentalmente chiama virus), i batteri si moltiplicano a banchettare, e insorge pure della febbre ed altri inconvenienti.
Ma la colpa non è dei batteri. È piuttosto dell’imbecillità alimentare di chi li ospita.
I batteri sono sempre innocenti rispetto alla malattia in corso.
La loro compresenza non significa causa, ma soltanto conseguenza di una causa a monte.
Questo è quanto sostengo esattamente con sicurezza scientifica, non con utopismo, non con qualunquismo e non con spocchia, ma con prove scientifiche inconfutabili che non hanno bisogno di miserabili cazzate altrui a supporto, chiamate referenze.
Le leggi della natura non hanno bisogno di referenze.

I batteri e i virus sono totalmente innocenti

La patogenicità non sta nei batteri, caro Michele, ma sta al 100% nei comportamenti.
Se si tratta di un nascituro occorre sicuramente mettere in conto i comportamenti del padre e della
madre.
Che i batteri e i virus siano totalmente innocenti non è ideologia vaccariana, se è questo che vuoi dire.
La pensa pressocchè in quel modo pure il massimo microbiologo mondiale, il professor Peter Duesberg della Berkeley University of California.
Se uno cerca la verità essa esiste, ma sta ad anni-luce dai tuoi libri di testo arcaichi e presuntuosi, anche se stampati nel Terzo Millennio dopo Cristo.

La stupidità e la corruzione, quelle sì che sono altamente infettive

Un conto è parlare di scienza, e un conto è parlare di tecniche macellaie, chirurgiche e farmacologiche.
Io sto se permetti dalla parte della scienza.
Mi accusi di fare un calderone e quindi di essere arruffone e semplicista.
Il discorso, dici, è molto più complesso. È complesso per chi ama renderlo complesso, ti rispondo.
Ci sono batteri e virus che ci infettano con estrema facilità, aggiungi.
Il calderone lo stai facendo tu che mescoli abusivamente compresenza e contagio, come se il mal di denti, e il mal di schiena, cose che quasi tutti hanno, fossero malattie contagiose.
La stupidità e la corruzione, quelle sì che sono altamente infettive!

Tiri via batteri e virus al medico, e quello va in catalessi professionale

Sei già arrivato al concetto critico di contagio e infezione.
E già fa capolino la parola magica virus. Senza quella parola e senza la parola batterio, il medico sta male, va professionalmente in catalessi. Gli tiri via quello e precipita nel vuoto.
Se io parlo di radicchio trevigiano, spiego cos’è, chi lo semina, come nasce, come cresce, come si mangia, e quali sostanze ci apporta. Questo significa, a casa mia, essere scientifici.
Scienza significa chiarezza, non certo citazioni di fonti a supporto, firmate da altri testoni che non conosco di persona, che non mi danno le loro coordinate sociali, politiche, bancarie e culturali, e che nel 95% dei casi sono venduti clamorosamente a qualcuno e a qualcosa.

Spiegare in dettaglio batteri e virus? Meglio di no. Sarebbe come spiegare gli spiriti maligni.

Tu parli di batteri e virus che ci influenzano con estrema facilità.
E la cosa mi fa già scientificamente ridere.
Non solo non dici mai cosa sono i batteri e cosa sono i virus, ma non spieghi nemmeno perché e per come ci infettano.
Anche perché se ti avventuri a dirlo in modo comprensibile e logico, come tenta di fare ogni tanto il ministro Fazio, vai in imbarazzo e le spari grosse.

I virus e lo sporco virale

I virus, l’ho evidenziato molte volte in tesine che mai hai seriamente letto, è materiale disidratato, disintegrato, smembrato e innocente più più di una farfalla o di una lucciola, e proviene a flusso continuo dal rubinetto del sistema cellulare che si ricambia.
Non possiede alcun valore attivo o modificativo, e tanto meno alcun effetto contagiante.
Può soltanto rappresentare extra-sporcizia ed extra-intasamento in occasione di situazioni patologiche in corso che stanno rallentando il ritmo metabolico (anabolismo, per la fase nutritiva di apporto, e catabolismo per quella distruttiva ed eliminativa dei detriti cellulari-virali).
Lo sporco virale, non prontamente riciclato e ripulito dal corpo, attira i soliti batteri che si moltiplicano a ritmo esponenziale, e che vanno a ripulire il tutto in men che non si dica.

Non esiste battero-virus-patogenicità, ma cibo-patogenicità e farmaco-patogenicità

Il contagio, la infezione, la patogenicità non stanno nei virus e non stanno nei batteri, ma stanno nei comportamenti a monte. Non è una battero-patogenicità o una virus-patogenicità, ma il più delle volte
una cibo-patogenicità, una farmaco-patogenicità e una vaccino-patogenicità.
È una patogenicità basata su mancanza di ideali, su mancanza di scienza, su mancanza di indipendenza intellettuale, su mancanza di ossigeno, di sole, di movimento, di acqua biologica e di energia elettromagnetica incapsulata, prese dai cari arberelli e dalla loro frutta.

L’adorazione del Sole, del Melo e del Fico

Dovremmo tutti, la prima cosa che facciamo all’alba, fare un piccolo rito propiziatorio e di ringraziamento al Sole (l’adorazione del Sole si faceva quotidianamente nelle scuole di Pitagora), e poi dovremmo inginocchiarci di fronte al primo Melo, Fico o Susino che incontriamo.
Dovremmo diventare adoratori della Natura.
Allo stesso modo di quando ci accingiamo a fare l’amore con una partner che ci incanta e ci stimola, che ci invita e ci desidera, e non con una prostituta che pretende il gettone anticipato per aprire i suoi gangli, o con una moglie poco motivata e poco interessata, e quindi anche poco interessante.

L’incredibile presa per i fondelli del contagio e dell’infezione

Il contagio e l’infezione sono tutte un incredibile bluff, e meritano una sghignazzata o un commento indecifrabile e demenziale stile Dario Fo.
Vuoi la prova del nove?
Te la do, ben volentieri. Ma non chiedermela più, se no mi arrabbio davvero.
Herbert Shelton e migliaia di medici igienisti americani lo hanno provato e dimostrato in continuazione per decine di anni, anzi per oltre un secolo.
E i loro successori igienisti lo stanno provando tutti i santi giorni.
L’ho provato io su me stesso, lo puoi provare tu e chiunque altro.

Per l’ignoranza e per il monattismo umano non esistono confini

Per fare queste prove non servono gli eroismi del grande fisiologo e igienista professor Max Pettenkofer (1818-1901), che di fronte ai suoi allievi dell’Università di Munchen trangugiava spesso bicchierozzi carichi di colera, per dimostrare come ciò non causasse mai alcuna malattia.
Fatta la prova-digiuno appenderai al chiodo del gabinetto tutte le pagine dei magnifici tomi medici che hai sull’argomento virus e batteri, ed anche le puttanate varie che trovi su certi siti internet, perché, come per l’ignoranza, anche per il monattismo non ci sono confini.

Una persona carica di virus messa a digiuno senza antivirali, dovrebbe essere smembrata e divorata dai virus in un baleno (se avessero ragione i monatti al potere)

Tu prendi una persona carica di virus e di batteri, carica se vuoi di fenomeni aggiuntivi tipo febbre e tosse o altro, carica dunque di contagio e di infettività.
La metti a digiuno con acqua leggera o acqua distillata per 4 giorni al massimo, senza prendere alcun farmaco, alcun vaccino, alcuna altra porcheria.
Per la tua scienza monatta, quella persona dovrebbe essere fulminata rapidamente dai batteri e dai virus che nessuno ha mai contrastato in alcun modo nell’operazione di digiuno.

Non voglio coglionazzi o coglionazze ma pretendo scienza con la S maiuscola

Fai l’esperimento 100 volte, con persone diverse ma pressocchè nelle stesse condizioni, e 100 volte ti ritrovi con un paziente guarito, privo di eccessi virali e di eccessi batterici.
Che fine hanno fatto i piccoli mostri distruttivi?
Dammi una risposta intelligente e credibile, non portarmi nomi altisonanti di coglionazzi venduti al primo baracchino del mercato. Portami una risposta scientifica, intelligente, tua e di nessun altro.
Noi igienisti le risposte le abbiamo tutte, chiare, complete, mai contradditorie. La medicina no, nessuna.
Ciarlataneria e mistero, questa è la medicina moderna.

Gli errori dei genitori si ripercuotono sicuramente sui figli. E con ciò?

E i batteri non saprofiti? E gli aspetti genetici? E la predisposizione?
E le immunodeficienze congenite? Dove mettiamo tutto questo?
Gli aspetti genetici e le predisposizioni, le debolezze e le suscettibilità, esistono di sicuro, ma sono spiegabilissime e non inficiano affatto quanto sostengo.
Chi fuma rovina se stesso e rovina i figli che avrà.
Il vegano fruttariano (tutti gli uomini sono così) che si alimenta di proteine animali (la maggioranza lo fa) rovina se stesso e i figli che avrà.
Ma ogni bimbo, pur caricato di tali problemi ereditati, avrebbe modo di sconfiggerli e di delimitarli, se assistito con scienza e non con fallimentare ciarlataneria pediatrica.

Chi svezza i bambini a omogeneizzati, a latte sbagliato e B12, li condanna all’insulina e tutto il resto

Non scordarti che io ho Pitagora nella mente e nel cuore.
Pitagora è stato maestro eclettico in tanti settori, inclusa l’eugenetica, ammonendo donne e uomini a comportarsi bene in favore di un obiettivo nobile e responsabile quale il miglioramento e l’evoluzione in positivo della specie umana.
Chi svezza i bambini a latte bovino e a latte in formula, a omogeneizzati e a integrazioni di B12,
a farmaci e vaccinazioni infantili, crea le premesse per immunodeficienze e allergie a raffica, per il diabete 1, e per altre patologie giudicate sempre col punto di domanda.
Non ci sono punti di domanda. C’è sempre una causa umana e un effetto sintomatologico, e mai banale casualità.

Non esiste nulla di più avanzato e veritiero al mondo dell’igienismo in fatto di scienza comportamentale e di salute, questo lo percepiscono tutti, anche gli oppositori

Poi, caro Michele, alzi il tiro e passi dal mio modesto obiettivo personale, al bastione dell’igienismo naturale, quasi si trattasse non di una corvetta perfetta ed inaffondabile, ma di un barcone pieno di falle e di difetti.
Ci vuole una critica costruttiva, dici, se vogliamo arrivare al grande pubblico.
E questa frase la scrivi enfaticamente in stampatello e con tre punti esclamativi.
Ti rispondo ricordandoti che non esiste nulla di più avanzato al mondo dell’igienismo in fatto di scienza comportamentale e di salute.

Non puoi chiedere all’igienismo naturale di riformare la sua rigorosità per rendersi più palatabile e bene-accetto al grande pubblico, lo spersonalizzeresti

È la gente che ha bisogno di igienismo naturale come l’aria e come il suo amato pane.
È la gente che deve andargli incontro, che lo deve cercare, studiare ed assimilare, non il contrario.
Non sento di avere di fronte a me un lettore vero di quanto scrivo, sia per il mio testo-base che per le mie tesine, ma piuttosto un osservatore distratto. Spero però che troverai almeno il tempo di leggere con attenzione il nuovo volume La storia dell’igienismo naturale (da Pitagora alle scie chimiche), che uscirà a ottobre col Gruppo Editoriale Anima.

La parte marcia della medicina rasenta il 90 percento

Ti faccio presente che le mie posizioni e il mio operare sono in perfetta linea con Ippocrate e Galeno, con la Scuola Medica Salernitana (radicalmente Pitagorica), con Paracelso e Louis Kuhne, con Antoine Béchamp e Pettenkofer, con Arnold Ehret e Max Bircher-Benner, con Graham, Tilden e Shelton.
La tua cara medicina contemporanea non è riformabile. C’è in essa ben poco da salvare.
Tu pensi magari che si possa in qualche modo tagliare il marcio della mela bacata, ovvero un 40%, e non ti rendi conto che la parte marcia sfiora probabilmente il 90%, o forse lo supera.
La condanna più grossa viene sentenziata non da me ma da qualcuno che dovresti conoscere, e sul cui testamento porrai presto il tuo giuramento di nuovo medico.
La natura (e non la medicina) è sovrana medicatrice dei mali!

Nessuna difesa ottusa delle proprie posizioni, ma solo indispensabile chiarezza

Spero di non aver urtato la tua suscettibilità, ma qualche piccola bacchettata dovevo pur fartela.
Veniamo alle cose concrete, troppe in una volta sola, che mi hai elencato.
Rettocolite ulcerosa a 26 anni, con terapie antibiotiche, colonscopie, ecografie intestinali, prelievi bioptici, clisteri, mesalazina, e buona risposta finale alla terapia, con remissione sintomatologica fulminante.

La tua rettocolite guarita?
Te lo auguro, ma purtroppo ho seri motivi per dubitarne.

Rettocolite ulcerosa a 26 anni, con terapie antibiotiche, colonscopie, ecografie intestinali, prelievi bioptici, clisteri, mesalazina, e buona risposta finale alla terapia, con remissione sintomatologica fulminante.
Mancava solo che alla fine tu dicessi Viva il farmaco e viva le fantastiche cure mediche!
Vorrei sbagliarmi, perché io non auguro a nessuno di non essere guarito e di non essere in perfetta forma, quali che siano le cure che ha fatto. Non amo fare il guastafeste, o peggio ancora l’uccello del malaugurio o lo sciacallo di turno. Preferisco avere torto.

Ragioni e ti comporti da perfetto medico inquadrato

Ma tu ti stai laureando, e non puoi banalizzare questo momento facendo dei ragionamenti vudu.
Tu dici pimpante Nessun sintomo e dunque sono guarito!
Per te, nessun sintomo significa guarigione, per me significa addirittura peggioramento.
Cosa vuoi che ti dica. Ragioni e ti comporti già da perfetto medico inquadrato, da paladino inappuntabile della medicina classica che io ho nel mirino.
Lode in medicina sintomatologica e bocciatura totale in igienismo. Leggiti le mie tesine!

Non hai capito un acca del concetto di malattia autentica e di guarigione autentica.
Fossi io un docente, ti darei 110 e lode in medicina sintomatologica e in tecniche farmaceutiche, e zero in igienismo. Non dico altro per non infierire. Ti ricordo soltanto che ho ultimamente scritto diverse tesine su questo specifico argomento, e forse è il caso che tu le legga Rettocolite ulcerosa e rivoluzione bircheriana.

Potevi svegliarti un po’ prima

Da 10 giorni hai deciso di troncare con le boiate del passato, con le 4 sigarette al giorno, con la cannabis, il caffè, il the, l’alcol e il cioccolato.
Ovvio che su questo trovi il mio plauso e la mia approvazione, anche se potevi svegliarti un po’ prima, senza metterti nelle attuali condizioni.

Dermatite come continuazione adiacente della rettocolite

La dermatite atopica non è affatto una patologia diversa della rettocolite, ma è semmai la continuazione adiacente e logica della stessa.
Sei pesantemente intossicato e, in questa fase di miglioramento dieta (nella misura in cui riuscirai a resistere e a proseguire coerentemente con l’ambizioso e giusto programma di recupero), la tua pelle, che funge anche da secondo apparato renale per l’emergenza, farà ancora di più le bizze, e cercherà di eliminare atteraverso i suoi canali eliminativi quel surplus tossico che possiedi nel sangue (sangue viscoso, lipotossico e poco fluido), nell’adipe e nelle arterie (vari depositi di nicotina, caffeina, cadaverina, acidi urici).

Le dermatiti, come poi tutte le malattie, vanno capite e interpretate, non certo stroncate nei rispettivi sintomi

Le dermatiti, come del resto tutte le malattie, vanno capite e interpretate nelle loro cause e non nei loro sintomi. Non vanno dunque stroncate ma solo coadiuvate. Non servono farmaci e non servono creme, e ancor meno utili sono i tatuaggi sempre più di moda.
Occorre più respirazione, più movimento, più traspirazione, più nudismo.

Non spaventarsi per le eruzioni cutanee ma dal loro il benvenuto, ripromettendoci di cambiare rotta e di ripulire al più presto il nostro sangue viscoso, malato, bidodicizzato

Occorre ripristinare alla grande l’uso e le funzioni della pelle, e non spaventarsi per delle eruzioni che, per quanto fastidiose, sono un tentativo disperato del sistema immunitario di mandar fuori il surplus tossico che i reni si rifiutano di filtrar fuori (anche perché manca adeguato apporto di acqua biologica, ovvero di frutta).

Meglio un asino vivo che un dottore morto

Ti invito a fidarti un po’ più di me e a scartabellare tra le mie tesine scientifiche.
Fa meno critiche a ruota libera e pensa un po’ di più alla tua salute.
D’accordo, stai coronando quello che è il sogno più alto dell’italiano medio: laurearsi in medicina!
Ma ricordati che, dalle mie parti, si dice Miòr un mus vif che un dotòr muàrt (meglio un asino vivo che un dottore morto).

Meraviglie i farmaci? Niente di tutto questo. Solo armi a doppio taglio. Solo velenoso fumo perturbatore a danno del sistema immunitario.

La presenza di T helper tranquilli o iper-eccitati, sia nella rettocolte che nella dermatite atopica, è un dettaglio tecnico in più.
Il problema terra-terra è che tu contoinui a esaltare la mesalazina, che ti fa stare meglio sintomatologicamente da una parte e ti rovina nel contempo dall’altra, come succede con tutte le porcherie prodotte da Big Pharma.

Non farmi domande sciocche

Hai dei riscontri che una dieta vegana aiuti nella rettocolite ulcerosa?
Più che riscontri ho una certezza straordinaria che supera il 100%.
Ma chiariamo una cosa. Non esiste in realtà una dieta vegana, come non esiste della gente vegana o non vegana. Esiste una umanità disegnata in tutto e per tutto in un certo qual modo, nelle forme, nei meccanismi biologici e persino nello spirito. Esiste l’uomo.
Ed è un essere vegano, indipendentemente da come si comporta e dalle porcherie che mangia.
E tu vieni a chiedermi se una dieta vegana ti aiuta in questo o in quello?

Soltanto concetti chiari di vita, di comportamento e di alimentazione

Il sistema igienistico estremista, utopistico, squilibrato di cui parli, non ha diete da proporre, piante strane, cure magiche, o altri trucchetti da proporre, ma soltanto concetti chiari di vita, di pensiero, di comportamento, di azione e di alimentazione.
Se proprio vuoi una risposta al tuo quesito, essa è positiva.
Il veganismo crudista non solo ti fa bene, ma è l’unica strada percorribile per un recupero ottimale e privo di controindicazioni, e ti dico anche il perché.
Il veganismo è l’unica strada perché è il solo a rispettare il sistema immunitario e a risparmiare al medesimo gli stress e le dispersioni energetico-enzimatiche dell’acidificazione e della leucocitosi.

Allergologo per me significa azzeccagarbugliologo, senza offesa per nessuno

Cosa penso delle intolleranze?
Sono tutte perturbazioni biochimiche interne a catena, causate da disobbedienza alle leggi naturali.
Metti del Diesel nella tua Ferrari e vedrai cosa succede.
Test di intolleranza alimentare? Servono alla gente che ama continuare a comportarsi da zozzona contro il proprio corpo. Sono tecniche funzionali a gente tutto sommato sbagliata ed autolesionista.
L’allergologia e i suoi strumenti esistono solo in funzione di quello. Per me dire allergolo e dire azzeccagarbugliologo è esattamente la stessa cosa. Senza voler offendere nessuno.

Mettiti in regola col sangue e con l’intestino, e tutte le allergie scompaiono come per incanto

Se uno smette di dare di testa, e fa al contrario un periodo di seria detossificazione, seguito magari a settembre da una bella cura dell’uva (due intere settimane mangiando uva a volontà e niente altro che quello), adottando poi per la vita una dieta vegana tendenzialmente crudista, che è la sola dieta possibile, per chi vuole tirarsi fuori dalla melma escrementizia nella quale è precipitato, e vedrai che se ne andranno via tutte le allergie e tutte le intolleranze, oltre che tutte le malattie.
Allergie ed intolleranze sono paragonabili ai virus, ai batteri e alla B12, proprio per la loro sfuggevolezza e il loro vasto margine di interpretabilità.

Ottimi i germogli e i tuberi, no alla liquirizia nera e a tutti i tipi di mentine e similia

La liquirizia nera fa male come tutti i prodotti cotti e confezionati, come tutte le caramelle, i confetti, le chewing-gum, le mentine e le pastigliette.
Masticare invece radici naturali di liquirizia può essere considerato innocuo e divertente, anche in funzione anti-fumo.
I germogli? Ottimi, se crudi. Pieni di forza vitale elettromagnetica, oltre che nutrientissimi.
I tuberi? Ottimi grattugiati o anche centrifugati. Cottura accettata soltanto ai minimi termini (in modo conservativo), sempre senza sbucciare e sempre minimizzando intesità della fiamma e tempo di cottura.

La grandezza di un esperimento epocale sequestrato dai servizi segreti di Sua Maestà Britannica

L’esperimento di Cambridge 2000, il più massiccio e significativo nella storia della nutrizione, è stato segretato, manipolato ed insabbiato. Troppo imbarazzante e rivoluzionario il suo contenuto.
Un sonoro schiaffo, per non dire un calcio nel deretano, a tutti i testi di nutrizionismo, di medicina, a tutte le diete, a tutte le università, a tutte le industrie del cibo e delle bevande in lattina o bottiglia, a tutti i ristoranti tradizionali, a tutti i supermarket, a tutti gli chef e i sommelier delle scuole alberghiere.

Ci sono rubinetti e rubinetti, acquedotti ed acquedotti

L’acqua del rubinetto? Dipende da quale acquedotto proviene.
Se ho sete e non c’è una buona spremuta d’arancia o di pompelmo al bar, non ci penso due volte a bere dal rubinetto della stazione ferroviaria.
Due piccoli sorsi non ti mandano al creatore anzitempo. Per un discorso completo sull’acqua leggi: Qual è l’acqua migliore da bere?

Pasta, pane e pizze? Sì, ma senza esagerare, e sempre preceduti da una bella insalatina.

La pasta? È un carboidrato raffinato, cotto e ricotto. Non può essere il massimo.
Pane, pasta, pizza, farine raffinate e trasformate in qualcosa di altro.
Trattasi di cibi spesso comodi, a scarsa masticazione, piacevoli e socialmente coinvolgenti, ma non esattamente salutari.
Fanno meno male se preceduti da un piatto di insalata cruda in funzione enzimatica, che faciliterà loro il complesso percorso attraverso l’intestino.

Farine integrali, farine di castagne e di manioca, promosse sul campo. No alle saponine.

Farine varie? Ottime le farine integrali da usare con misura e senza esagerazione, e con cotture minimali.
Super-ottima la farina di castagne e quella di manioca (manihoc utilissima), o tapioca, definita come farina alimentare di facile digestione. Trattasi di farine ad alto contenuto di amido, e ottenute con molatura a freddo.
Le saponine? Lasciamo perdere. Tra le piante ricche di saponine c’è pure il digitale, che è velenoso.
Non andiamo alla vana ricerca di cose strane e di rimedi strampalati e sofisticati, che è tipica di una certa medicina che non crede nella estrema semplicità della natura, anche in termini di esigenze corporali umane.

Vuoi la mia prescrizione specifica nei tuoi riguardi? Eccotela servita.

Nel caso tuo, caro Michele, hai bisogno di un bel riposo fisiologico in un monastero di frati tranquilli, con meditazione e vuoto mentale, ed una damigiana di acqua leggera a fianco del comodino.
E poi una settimana di pesche e fichi e meloni a raffica.
A settembre due settimane di cura dell’uva.
Senza dimenticare però tanta più cultura igienistica e tanta meno cultura medica.

Eresie su eresie

Mai proteine e amidi assieme. Meglio evitare la pasta e il seitan assieme.
Mi chiedo poi perché voler arricchire una pasta che crea già di per sé le sue brave difficoltà.
E poi perché mai il tofu e il seitan. Per sotituire la carne e i formaggi? Per sostituire le proteine?
Altre eresie dunque. Carni, formaggi e proteine non vanno sosituite con un bel niente, essendo sostanze sbagliate completamente per il corpo umano.

Il corpo umano non è un lego smontabile a pezzi, ma un trasformatore di sostanze.
Prendiamo gli spocchiosi nutrizionisti di regime e portiamoli a lezione sul prato, dalla docente più qualificata e titolata, la signora mucca.

Il corpo umano non è un lego che perde un pezzo di proteina e che richiede un pezzo in sostituzione.
Il corpo è un trasformatore di sostanze.
Latte non fa latte, sangue non fa sangue, proteina non fa proteina.
Imparare dalla mucca, che si fa muscoli e latte brucando umili steli di erba verde.

Non facciamo dell’aloe una religione

L’aloe è pianta grassa utile. Ma non ne farei una religione.
Se ce l’hai nell’orto o se la trovi sul mercato a buon prezzo, la puoi sicuramente centrifugare con le carote, l’ananas e il sedano.
Spendere soldi per l’aloe in bottiglia o in vasetto o in altre forme, va benissimo per i produttori di cose care e perfettamente inutili, di cui è strapieno il pianeta.
Hai soldi da investire a titolo salute? Spendili in pesche, albicocche, meloni e cavoli!

Chi ricorre all’insulto gratuito vuol dire che, al di là delle apparenze, è messo molto male, anche con la salute psicofisica e spirituale (auguriamo però a tutti di guarire, sia ben chiaro)

Veniamo all’ultimo punto.
La Luciana Baroni che nemmeno ho il piacere di conoscere personalmente mi sta dando del ciarlatano nel suo sito scienza vegetariana?
Non ho tempo per distrarmi sui siti degli altri. Rispondo a tutti, e anche a lei, se hanno la buona educazione e lo spirito costruttivo di rivolgersi a me in diretta.
Siccome mi riporti questo problema e mi chiedi di pubblicare integralmente la tua lettera, non posso non fare un breve commento anche su questo.
Però non ho capito bene se tu stai con me o la Baroni. Avresrti fatto meglio a dirlo con maggiore chiarezza.

A più di qualcuno stanno andando in storto le mie ultra-chiare tesine sulla B12

Una persona che insulta, soprattutto se è una donna, e soprattutto se pretende di chiamarsi pure scienziata, e scienziata vegetariana, fa davvero una brutta impressione, sia come donna, che come pretesa scienziata, che come pretesa vegetariana.
Evidentemente le sono andate per storto le mie tesine sull’imbroglio indegno ed insopportabile della B12, che la trova schierata in prima linea, assieme al pediatra Luigi Proietti.
Nella vita c’è gente che ha determinati ruoli.

Sono la diga di emergenza all’insanabile falla del carnelattismo, o del lattismo che fa da Cavallo di Troia al carnelattismo

La mia impressione è che certa gente stia fungendo da diga di emergenza alla grande falla del carnelattismo.
Agenti consci o inconsci del Salviamo il salvabile, predicato da determinate industrie e da quelle fondamentali casse di risonanza che sono le solite riviste femminili.

Le vegetariane ciambelle di salvataggio lanciate a un regime politicamente e militarmente forte, ma scientificamente e ideologicamente corrotto, in coma profondo, in totale confusione mentale

All’ombra della Madonnina non ci sono soltanto eroiche dottoresse che praticano arti salutistiche e che comprano decine del mio libro Alimentazione Naturale per regalarle alle rispettive clienti.
C’è anche gente che fa comodo al Codex, al nutrizionismo di regime stile Bocconi, alla Monsanto, alla Buitoni, alla Motta, all’Alemagna e alla Invernizzi, nonchè alle decine di riviste dedicate alla madre, alla donna, alla bellezza femminile, incentrate tutte sugli integratori e sulla B12.
Su cose che nulla a che fare hanno con la salute, ma che rappresentano il business del momento e il business del secolo, oltre che una gentile ciambella vegetariana di salvataggio per la dieta Mediterranea e l’agroalimentare governativo.

Un insulto che si trasforma in diploma di onoreficenza

Essere insultati da questa poco gentile signora, te lo confesso, è un grande onore, soprattutto per un misero ciarlatano come me.
Se pensi poi che quasi telepaticamente le ho confezionato un regalino speciale, quale la tesina
Il ricatto bidodicista e la prova-somaro, dell’8/7, spero che trovi qualche altra etichetta nobile da appicciarmi, essendo il termine ciarlatano oramai troppo inflazionato.

Valdo Vaccaro

*****

LETTERA

Sono anticonformista nei riguardi della medicina, e dunque non mi hai capito

Caro Valdo, prima cosa ti ringrazio molto per la risposta rapida e super esaustiva, non è davvero da tutti!
Adesso cercherò di essere più stringato, per non sovraccaricarti di lavoro.
Dalla tua risposta vedo con rammarico che non hai compreso con che tipo di persona stai comunicando, e forse sono stato io a esprimermi male o in modo confuso.
Sono una persona che ha sempre cercato di sperare gli schemi imposti. In particolare da quando sono entrato nel mondo della medicina, pagando spesso sulla mia pelle questo atteggiamento anticonformista.
Non ho nessuna reverenza verso la medicina ufficiale e piuttosto la critico aspramente, altrimenti non mi sarei trovato a leggere il tuo sito e a porti tutte quelle domande.

Sono critico a 360 gradi nei riguardi di tutti, e quindi anche verso di te

Infatti non esalto la mesalazina, e voglio anzi tendere a sospenderla il prima possibile, nella consapevolezza che un farmaco antinfiammatorio riduce il sintomo ma non cura la malattia (dalla quale non penso assolutamente di essere guarito)!
L’atteggiamento critico lo riverso su tutti, quindi pure su di te.

Non sto con te e non sto con la Baroni, ma sto dalla mia parte, piena di insicurezze.
Neanche un dio (se esistesse) potrebbe parlare di certezze in modo assoluto.

Mi chiedi da che parte sto tra te e la Baroni.
Ti rispondo che sto dalla mia parte, ovvero da una parte piena di insicurezze.
Una parte che mi spinge ad andare in profondità e cercare un’obiettività nella consapevolezza di non poter trovare una verità assoluta.
Qui infatti non la pensiamo allo stesso modo.
Tu parli di certezze in modo assoluto e io penso che neanche un dio potrebbe farlo (se esistesse).

Ti ho letto molto di più di quanto pensi

Comunque avevo letto tutti e tre gli articoli sulla retto colite, più molti altri (tra cui quelli della dermatite e della B12), e ho dedicato più tempo a te che alla Baroni, più a te che ai riscontri scientifici e alla medicina ufficiale.
Ciò non toglie che io abbia dubbi per tutti.

Non è detto che essere indipendenti significhi esserlo veramente

Ti faccio un esempio per assurdo.
Pure tu potresti avere i tuoi piccoli interessi, se non pecuniari, psicologici.
Potresti essere motivato ad alimentare un ego ipertrofico con tutte queste certezze e questa supposta superiorità nutrita dall’aumento delle persone che seguono (non dico che lo penso ma non è una possibilità da scartare, perché nessuno è consapevole di niente e nessuno conosce le conseguenze e le motivazioni inconscie del suo agire).

Somministratore utopistico e qualunquista è farina del mio sacco e la riconfermo

Somministratore utopistico e qualunquista l’ho pensato io, e lo riconfermo in modo accentuato dopo la tua mail.
Questo perché, nonostante tutti i tuoi discorsi naturalistici mi trovino pienamente d’accordo, credo comunque che debbano essere applicati nel contesto della realtà di ciascun individuo iscritto nella storia dell’evoluzione e della cultura umana.
Dici tu stesso che la genetica è determinata dalle scelte che sono state fatte da chi è venuto prima di noi.
Quindi siamo in un punto dato della storia.
Questo può compromettere l’applicabilità anche del metodo più nobile.

Proponi scelte elitarie, costosissime e inadatte all’operaio in cassa integrazione

Proponi scelte elitarie che un operaio in cassa integrazione non potrà mai permettersi.
La frutta buona è costosissima di questi tempi. Il cambiamento dello stile di vita è una scelta faticosissima che richiede una predisposizione psicofisica e materiale non da tutti.
È giustissimo comunque promulgarla, ma non come scienza assoluta.
Invece la tua radicalizzazione non la mette alla portata del maggior numero di persone.

Non si può semplificare tutto

Non puoi dare per scontato che chi ti legge capisca tutto e ne faccia buon uso.
Questo è un errore macroscopico.
Per esempio, con me non hai capito assolutamente che persona hai di fronte, almeno nel mio caso.
Le tue tesine su virus e batteri toccano solo una parte del problema.
È un discorso lungo.
Neanche io mi fido ciecamente di ciò che c’è scritto sui libri, ma la vita è una complessità infinita e non si può semplificare tutto.

Ciò che detesto nei medici è la loro supponenza e la loro sicurezza, e tu mi stai dimostrando di non essere molto diverso da loro

La complessità non la leggo sui libri di medicina, ma nella vita di tutti i giorni, guardando le persone e le loro iterazioni, o anche solo, a livello microscopico, pensando alla singola cellula che ha in sé un universo con potenzialità infinite (vedi cellule staminali).
Ciò che detesto maggiormente nei medici è la loro estrema supponenza e sicurezza.
Purtroppo, dal nostro scambio, non posso dire che tu sia diverso da loro in questa caratteristica.
Spero che nel futuro mi farai cambiare idea!
Ultima cosa (te lo richiedo): non hai un documento su queste ricerche di Cambridge 2000?
Mi interesserebbe molto!

Comunque ti stimo e penso che tu stia facendo un lavoro nobile

Per concludere, ti ringrazio molto dei tuoi consigli che cercherò di applicare nei limiti delle mie possibilità.
Comunque ti stimo e penso che tu stia facendo un lavoro sicuramente nobile nei contenuti.
Il modo però in cui lo fai, e le certezze che esprimi possono essere molto pericolose.
Io cercherò come sempre di prendere il meglio dalla tua esperienza, e spero che tu possa fare lo stesso con me. Con affetto.
Michele

*****

RISPOSTA

Se non ti ho capito è perché tu non mi hai aiutato a capirti

Ciao Michele, ti lamenti che io non ti abbia assolutamente capito, e puoi aver anche ragione.
Ti chiedo però cosa tu abbia fatto di utile per aiutarmi a capire le tue intime convinzioni sulla medicina.
Sei stato tu a piazzarmi in testa al tuo messaggio di ieri i nomi di Rosenberg, Selhub e compagni, o no?
Sei stato tu a tirare in ballo la Baroni. O no?

Non odio nessuno, tanto meno i medici. Li critico fortemente, questo sì.

Tieni presente poi che io non detesto affatto i medici, e che ho anche degli ottimi rapporti con molti di essi! Questo non mi impedisce di contrapporre frontalmente i contenuti dell’igienismo, che sono oggettivamente in insanabile contrasto con i punti salienti della medicina moderna.
Nei miei messaggi non c’è odio per nessuno, anche se a volte mi scappa qualche parolaccia, più per motivi di colore che per intenzionalità. Non torcerei un singolo capello al peggiore nemico. Sono un pacifista.
Le cose peggiori che mi succede di dire sui medici, le prendo quasi sempre dalla bocca di altri medici, tanto per farti un esempio.

Se tu trovi linearità e coerenza nei tuoi messaggi, beato te

Io non ti ho capito, dici.
Per essere capiti occorre avere una certa linearità, una coerenza.
Ma nei tuoi messaggi, va pure a rivederteli se non mi credi, parti sempre con complimenti ed elogi nelle prime due righe del testo, e chiudi pure alla fine con apprezzamenti e gentilezze, mentre nella parte centrale succede di tutto, in senso critico e scarnificante intendo.
Non pretendo da te condivisioni e complimenti, mi va benissimo che tu dubiti di tutto e di tutti, ed anche che tu piazzi i tuoi strali.

Io sto per la frase Conosci te stesso, tu per Io solo so di non sapere, ma non sono necessariamente in contraddizione, stimo Socrate quasi quanto Pitagora

Ora sono io a fare la stessa domanda a te. Pensi forse di avermi capito?
Non mi risulta.
Hai intitolato questa mail con Io solo so di non sapere, una frase di Socrate, che condivido tra l’altro al 100%. Mi ritengo ignorantissimo, se proprio vuoi saperlo.
Leggo cose strane su internet sia nel bene che nel male.

Misuriamoci sugli argomenti e non sulla persona

Qualcuno che mi dipinge mona del tutto, e forse ha tutte le buone ragioni. Qualcuno che mi trasforma demenzialmente in un grande scienziato, e qualcun altro, ancor più follemente in un santo con l’aureola. Altri mi danno del fondamentalista e dell’estremista, altri ancora mi prendono per scrittore di fantascienza. Questo dignifica debordare e metterla in continuazione sul piano della persona.
Cosa che è già di per sé sbagliata.
Preferirei si parlasse degli argomenti che tratto. È lì che ci si deve misurare.

Ti devo dire grazie per la gentile etichetta affibbiatami?

Tu, nel giro di due giorni, stai facendo la tua bella parte disinformativa su me medesimo, dipingendomi
come somministratore utopistico e qualunquista, nonché pericoloso, che è la peggiore offesa, al limite della diffamazione, e la inserisci in una lettera che comincia con un complimento per una risposta rapida e super-esaustiva che non è da tutti, e che si conclude con la stima per un lavoro nobile nei contenuti (ma non nelle forme) e con una espressione di affetto.
Io non sono un santo e nemmeno un insensibile robot, e reagisco alle offese.
Non puoi pretendere che ti offra pure l’altra guancia.

Nemmeno Cremonini o Illy si sognerebbero di insultare un igienista in quel modo!

Se mi scrivessero un messaggio Mr Cremonini, o Mr Illy, spesso bersagli non personali ma oggettivi delle mie più graffianti tesine, stai pure certo che non si sognerebbero di insultare a quel modo.
Quando poi si usano parole così gravi, occorre circostanziare, dicendo che sei pericoloso in questo e in quello, o che sei qualunquista in quewsto e in quello, e allora sì che potrei rispondere per le rime.

Non sarà che a tratti ti piace sprizzare veleni, tanto per il gusto di farlo?

Tra le diverse migliaia di messaggi arrivatimi, detieni il record di avermi indirizzato le peggiori offese nel giro di 3 pagine.
Le critiche precise e documentate, o almeno dettagliate, le accetto e le discuto.
Ma quando si spara nel mucchio, senza elaborare, non posso fare altro che respingere il tutto al mittente.

Dove stanno mai le semplificazioni?

Continui a parlare di complessità della vita e di odio per le semplificazioni, senza mai dire dove stanno le semplificazioni.
Dì la verità, ti rompe l’idea che qualcuno sia venuto fuori con 500 e passa tesine su internet.
Deve trattarsi secondo te di un megalomane o di un pallone gonfiato dai suoi lettori.
Questa sembra essere l’idea che tu hai di me.

Nel risponderti in modo esaustivo, ancorché sbagliato sulla faccenda del tuo rapporto con la medicina, ho dimostrato di prenderti sul serio, per cui non ti dovevi per niente offendere

Un bel modo di ringraziarmi, tra l’altro, per i due giorni completi che ti ho dedicato stando al computer e rispondendo in dettaglio al tuo manifesto ideologico e alle tue complesse problematiche.
D’accordo c’era pure della polemica, derivante da quanto avevi scritto.
Sei un tipo pugnace e reattivo?
Lo sono anch’io.
Può essere benissimo che abbiamo problemi a coesistere pacificamente.

Le sento persino dal gatto

Mica pretendo di risultare simpatico a tutti.
Le sento in continuazione da mia moglie, dai miei figli e persino dal gatto, perché negli ultimi tempi sto troppo al computer e non riesco nemmeno a zappare il giardino.
Figurati se covo dentro di me smanie di grandezza.
Ma, secondo te, la gente non si rende conto delle sue miserie egoistiche inconfessate, ed io in particolare potrei, pur essendo libero da condizionamenti pecuniari, nascondere segrete voglie di alimentare un ego ipertrofico che si culla tra certezze e supponenze.

Fare soldi non è necessariamente qualcosa di negativo. Getting rich is glorious! Non è una frase di Berlusconi, ma di Deng Hsiao Ping, presidente del maggior partito comunista mondiale.

Ti dirò che, anche se riuscissi ad autofinanziarmi coi miei libri e le mie tesine, o anche se guadagnassi cifre da capogiro e andassi a fare le mie conferenze non in treno seconda classe, come faccio attualmente, ma in Ferrari o Lamborghini, non cambierebbe di una virgola il valore di quanto faccio, nel bene o nel male.
La corruzione non sta nel fare o non fare il soldo, ma nel fare il bene o il male, nel dire il vero o il falso, o nel dirli sotto la spinta di interessi non esplicitati e non chiariti al tuo pubblico.

Sarà idea ambiziosa e vanitosa, ma cerco di rappresentare un punto di orientamento

Cosa vuoi che ti dica, caro Michele, non pretendo di essere un nuovo Oracolo di Delfi.
Credo molto nell’umiltà e nel volare basso, anche se forse il mio stesso tipo di ruolo non mi permette di evidenziarlo.
Sembra quasi, a leggerti, che io sia in corsa per vincere il campionato mondiale degli sbruffoni.
Non hai ancora capito una cosa fondamentale, e cioè che il mondo di oggi è carico di ideologie e di informazioni confusionanti e disorientanti per cui c’è grandissimo bisogno di verità, di saggezza, di onestà intellettuale, di freschezza culturale, di rigore scientifico, di equilibrio e di salute.
Tutte cose che si intrecciano magnificamente con la scienza igienistica.
Non ti va il mio stile semplificativo e divulgativo? Non posso farci niente.

Non ti piace il mio stile franco e diretto.
Non ti piace il mio sforzo continuo di chiarezza e di semplicità, per cui ricevo tra l’altro approvazioni da più parti.
Questo l’ho capito, ma non posso farci niente.
Ti garantisco comunque che essere semplici e diretti non significa affatto essere semplicisti.

L’igienismo ha i suoi toni, prendere o lasciare

L’igienismo però è questo. Prendere o lasciare.
Trattasi di una scuola battagliera e pungente.
Questi sono i suoi toni tipici.
Shelton è molto più supponente e mordace di me, tanto per fare un esempio.
L’igienismo non usa condizionali ma preferisce l’indicativo o al limite l’imperativo.

Mi sento un microbo operante in un tracciato di eccellenza

I principi dell’igienismo sono molto chiari.
Si muovono lungo un percorso che definire illuminato è riduttivo.
Da Pitagora a Ippocrate, da Marco Aurelio a Galeno, da Dante a Leonardo, da Voltaire ad Ehret.
Mi sento chiaramente un microbo, ma sto in quel tracciato, non per elezione o per nomina divina, ma per semplice scelta personale.

Stai coltivando il dogma del dubbio

Fosse per te, mi cancelleresti addirittura, per non meglio specificati vizi di forma.
Sei padrone delle tue opinioni.
Sei pure padrone dei tuoi dogmi sull’insicurezza e sul dubbio, che stai coltivando con la stessa supponenza con cui io difenderei le idee igienistiche.
Tiri fuori il fattore ereditario per dire che esso inficia il credo igieni stico, mentre non inficia un bel niente.

L’igienismo è fatto di entusiasmo e positivismo, di principi e leggi della Natura

Vorresti posizioni tremule e dubbiose, timide e tremebonde?
No, l’igienismo è fatto di entusiasmo e positivismo.
È materia che richiede basi sicure, non supponenze o grandezze, non presunzioni e megalomanie, e ancor meno superficialità.
L’igienismo è basato su principi e leggi chiarissime della Natura, non certo su vuduismi ed esorcismi.
Ed è proprio su queste basi che ho creato questa iniziativa.
Non esistono in me ambizioni stratosferiche:
Mi ritengo ultra-appagato con quanto sta avvenendo.

Ricevo delle lettere molto belle, che mi ripagano del lavoro fatto

Lettere come quelle citate nelle tesine di ieri mi rendono abbondantemente felice e realizzato.
Mi danno la sensazione di fare qualcosa di utile, che serve a qualcuno e che è capito da qualcuno.
Non mi sono mai auto-divinizzato, esprimendo sicurezze che nemmeno Dio avrebbe (se esistesse, hai aggiunto). Se ti ho davvero dato queste impressioni, e non te le sei invece create spontaneamente, non so per quali motivi, peggio per me, vedrò di riflettere e di migliorare nei miei tanti punti deboli e limitanti.
Ricevo telefonate in continuazione, forse anche troppe, a dire il vero, e ti garantisco che la gente mi esprime apprezzamenti sinceri, senza trovare quella prosopopea e quel dogmatismo che tu trovi.

A volte non capisco se fai sottile ironia e se davvero credi in quanto stai dicendo

Quanto infine al fatto che io proponga scelte elitarie e da club dei pochi ma buoni, proponendo frutta costosissima e stili di vita che nessun operaio in cassa integrazione mai potrebbe adottare, spero davvero che tu stia scherzando.
Ti ricordo pure che vengo spesso criticato perché invito la gente a comprare cassette di frutta al mercato, e non piccoli striminziti sacchetti nelle care boutique del biologico, pur restando chiaramente a favore del bio come regola generale.

Passiamo a cose più concrete

Tante polemiche che ritengo piuttosto inutili ed improduttive, con pagine e pagine che costano care, a scriverle e a leggerle.
Passiamo a qualcosa di più serio, e che mi hai chiesto espressamente due volte, come qualche dato in più sull’esperimento epocale Cambridge 2000.
Anche qui mi sono impegnato, a dimostrazione che, nonostante le cose poco simpatiche che stai pensando su di me, so anche non serbare rancore.

Vado a pescare nei miei Quaderni di Higea

Sono andato a riprendere il mio primo libro, mai pubblicato, e che è circolato negli anni scorsi come pubblicazione ciclostilata e quasi-undergroud, dal titolo I quaderni di Higea.
Dal capitolo V (La salute e la malattia da Ippocrate ai giorni nostri), riscrivo fedelmente quanto ci sta sull’argomento in questione.

L’importanza fondamentale della vitamina C naturale

La vitamina C nel sangue è capace di uccidere batteri e di espellere particelle virali o detriti cellulari che dir si voglia.
Le reali esigenze di vitamina C variano ampiamente in periodi di stress, infezioni, gravidanza, e in relazione all’uso di droghe tipo tabacco, alcol e simili.
L’individuo medio, assediato com’è da inquinamento dell’aria e dell’acqua, determinato da fattori tosici nuovi come i metalli pesanti tipo il piombo, e coinvolto com’è in abitudini alimentari innaturali a base di cibi super-raffinati, impoveriti, arricchiti, ma sempre devitalizzati, ha necessità di almeno 600 milligrammi al giorno di vitamina C naturale. da frutta e verdure al naturale (non cotte).

Le ricerche della dr Kay-Tee Khaw (Cambridge University, March 2001)

Ma a queste regole igienistiche basilari, che stanno entrando con estrema lentezza e difficoltà negli ambienti medici e pediatrici, vengono ad aggiungersi nuove ricerche scientifiche che non solo confermano l’essenza di quanto detto sulla vitamina C, ma che mettono sotto grave accusa le tabelle ufficiali della FDA, e che rappresentano un ribaltamento delle convinzioni più radicate, una vera rivoluzione che sarà presumibilmente durissima da digerire e da mandare giù per troppa gente.
Tant’è vero che le ricerche della dr Khaw e del suo team di nutrizionisti inglesi, sono già state bloccate e inattivate con grande tempismo dagli scaltri manipolatori di regime.
Troppo scomodi davvero i dati riscontrati a Cambridge. Nessuno ci guadagna. Niente di quella ricerca va a favore del cibo fabbricato e confezionato o della bevanda imbottigliata o messa in lattina.
Una gran bella fregatura. Non solo inglese, ma interplanetaria.

L’accantonamento della verità.

Una delle peggiori bugie non è quella di raccontare il falso, ma quella di non dire, ossia di sottacere una verità che si conosce.
Ma le bugie hanno spesso le gambe corte.
E la verità, per quanto snobbata ed imbavagliata, tende a filtrare e a venire a galla.
È anche per questo che la ricerca della dr Khaw viene qui ripetuta ed evidenziata, nel caso qualcuno per distrazione l’avesse persa di vista.

Non parliamo di un esperimento da quattro soldi

L’esperimento di Cambridge non è una ricerca da quattro soldi, da quattro gatti, da quattro mesi.
Trattasi di una ricerca seria e complessa condotta a Norfolk, nell’Inghilterra orientale, con un campione di ben 20 mila uomini e donne dai 45 ai 79 anni, testato a intervalli regolari per 4 anni continuati sui contenuti di vitamina C nel sangue.

Più vitamina C naturale e meno morti

I risultati hanno dimostrato in modo chiaro e incontrovertibile che le malattie e le morti di tutti i tipi, e in particolare quelle da disturbi cardiocircolatori e da cancro, erano e sono inversamente proporzionali ai quantitativi di vitamina C nel sangue dei soggetti testati.
Detto in soldoni, tanta vitamina C naturale nel sangue uguale meno malatti e meno morti, poca vitamina C naturale nel sangue uguale più malattie e più morti.

Massimizzare frutta e verdura cruda se vogliamo schivare cancro e cardiopatie

La conclusione di questa ricerca, condotta nota bene non da gruppi vegetariani o igienisti ma da ricercatori inglesi di ceppo medico ufficiale, è che, se vogliamo ridurre i rischi di morire anzitempo di malattie, di infarto e cancro, i due maggiori killer mondiali, dobbiamo mangiare non molta, ma moltissima più frutta e più verdura cruda di quanta consumiamo attualmente.
In aggiunta all’esercizio fisico, a una dieta salubre e leggera, a uno stop drastico-totale-immediato alle sigarette per chi fuma e alla massima moderazione negli alcolici, un incremento di frutta e verdura crude (tutte ottime fonti di vitamina C attiva) può dare un contributo decisivo al nostro benessere.

Cambridge è stato oscurato, ma il five per day è diventato simbolo mondiale di salute

La vitamina C, o acido ascorbico, è comunemente usata per rafforzare il sistema immunitario e combattere (nel linguaggio medico) raffreddori e influenze, ma è anche un antiossidante capace di distruggere le sostanze nocive del corpo. In particolare, la vitamina C naturale è capace di contrastare efficacemente i radicali liberi che portano pure al cancro.
La dr Khaw, direttrice dell’esperimento, ha elencato inoltre altre prove circa i benefici derivanti dal mangiare frutta e verdura crude in netta prevalenza su tutto il resto.
Ha raccomandato in concreto di consumare almeno 5 pasti sazianti di sola frutta al giorno.

La vitamina C apporta benefici notevoli solo nella versione naturale (non in quella sintetica)

La dr Aisla Welch, nutrizionista inglese e assistente della dr Khaw, ha sottolineato l’importanza che la vitamina C provenga da frutta e verdura allo stato naturale.
Non solo per una questione di assimilabilità totale.
È accertato infatti che, a parte la vitamina C, frutta e verdure contengono molti altri fattori protettivi tuttora sconosciuti, capaci anche di coadiuvare l’assorbimento integrale delle vitamine assunte.

L’articolo era di provenienza Reuter e fu pubblicato sul China Post di Taiwan il 3/3/01

Le ricerche di Cambridge hanno dimostrato come un aumento giornaliero di 50 mg al giorno di frutta e verdura cruda, produce già un 20% di diminuzione del rischio di morte da collasso cardiocircolatorio.
L’articolo, edito dall’agenzia Reuter di Londra, è stato pubblicato a quattro colonne sul quotidiano
The China Post di Taiwan in data 3 marzo 2001, e sul Taiwan Times il giorno dopo.
In Italia non mi rsulta che la notizia sia mai apparsa sui media, fino al 2009, quando un articolo del professor Umberto Veronesi è stato pubblicato sul Corriere della Sera.

Auguri per la rettoclite ulcerosa

Non mi resta che salutarti e non posso stavolta darti modo di replicare, dovendo dare spazio alle troppe lettere che attendono da tempo risposta.
Ci risentiremo più avanti, se ti interessa.
Chissà che la tua rettocolite ulcerosa e la tua dermatite atopica non subiscano un brusco ridimensionamento o addirittura una totale scomparsa, grazie alle indicazioni spocchiose e sicure di un igienista che ti va spesso di traverso?

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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