DIGIUNO SECCO ANTI-FIBROMA: STRAORDINARIA LEZIONE DAL VIVO

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LETTERA

Buongiorno Pregiatissimo Dr Vaccaro, Eccomi qui a raccontarle del mio Digiuno Secco di quasi due giorni (ho fatto 45 ore). Non appena ho avuto il tempo utile per farlo l’ho fatto, l’ho iniziato il mercoledì 31/7 verso sera nel senso che ho finito di mangiare verso le 20:45 e non ho toccato più cibo né bevuto nulla fino alle 18 del venerdì 2/8.

Ovviamente l’inizio è stato quello del digiuno fisiologico che facciamo tutti ovvero quello imposto dal riposo notturno. Il digiuno vero e proprio è iniziato (almeno credo) il giorno dopo 1/8 e devo dire che incredibile ma vero il fibroma, che solitamente da quando ho cambiato alimentazione era stato sempre tranquillo, era qui attivo (contratto) già dal mattino del primo giorno del digiuno (manco sapesse) ed è rimasto così per tutto il giorno fino a circa le 12:00 del giorno dopo 2/8.

Era contratto e sentivo dei movimenti e qualche impercettibile doloretto al basso ventre. Niente di grave. Era come se la zona avesse il cartello “Lavori in corso”. Questo fatto mi ha lasciato molto perplessa perché ripeto era come se il fibroma “sapesse” che quel digiuno era per lui, dedicato a lui. Era attivo e sentivo movimenti che sono durati fino al giorno dopo.

Quando ha smesso di essere contratto e sono cessati i movimenti, è arrivata la fame, verso circa le 12/13 del 2/8 agosto. Ho tenuto duro fino alle 18:00 dove avevo raggiunto le 45 ore di digiuno e capivo che tenere ancora duro per arrivare alle 48 ore lo avrei fatto a discapito del mio organismo che mi stava urlando che aveva fame!

La Mia Analisi del digiuno:

Primo giorno: Non ho sentito né fame né sete (avevo paura della sete vista la stagione estiva e invece per niente, a dire il vero è arrivata prima la fame). Mi accorgevo che il corpo era soggetto a lavori in corso principalmente in zona ventrale, quindi ho cercato di non fare nulla per conservare le energie tutte per il sistema immunologico che era ai lavori, non sono uscita, ho preso poco sole, faceva caldo e non volevo rischiare la sete e di interrompere il digiuno visto che stava procedendo bene. Ho allontanato il cellulare, ho letto solo alcune sue tesine che oramai sono un rito giornaliero per me. Sono arrivata al mio primo giorno di digiuno con successo.

Secondo giorno: La sera ho dormito bene fino alle 2:00 ma poi sono rimasta sveglia fino alle 6, quindi al mattino dopo ero nervosa e irritabile. Non ho avuto grandi crisi eliminative, qualche accenno al mal di testa il secondo giorno, l’irritabilità del mattino è scomparsa quasi subito, sentivo che il digiuno stava facendo il suo lavoro quindi ero tranquilla. Mi sono preparata sia fisicamente mangiando in prevalenza crudo e riducendo le dosi prima di iniziarlo, sia psicologicamente: parlavo al mio corpo avvertendolo che avrei fatto il digiuno e che quindi non doveva preoccuparsi per la mancanza di cibo e liquidi. Non ho fatto il clistere raccomandato da Filonov, dato che non ne sentivo il bisogno. Non voglio sembrare pazza, ma credo fermamente nel parlare al proprio corpo, perché le nostre cellule e le nostre acque ci ascoltano (Masaru Emoto ha lasciato dei meravigliosi lavoro a riguardo).

Le mie aspettative sul digiuno:

In verità credevo che il fibrotto si sarebbe ridotto ulteriormente, questo non è avvenuto (almeno credo) la circonferenza dell’addome da 75 cm è passata a 73cm. Ora è di nuovo a 75cm. Il peso da 51,7 adesso è di 50,7 fisso da diversi giorni, il giorno dopo della diagnosi la circonferenza era di 78/79! Certo che ci sono delle riduzioni, solo che io volevo una drastica riduzione e la cosa mi ha lasciata un po’ delusa (noi umani facciamo caos e poi vogliamo che in 48 ore il caos si risolva!). Capisco che comunque il corpo sa quello che fa, infatti le mestruazioni post-digiuno sono state come una volta, abbondanti ma senza macchiare tutto (come le ultime con il fibroma: 1 giorno di mestruazione flusso abbondantissimo macchiavo tutto, secondo giorno flusso quasi dimezzato, terzo giorno quasi più niente, sangue scuro, seguivano giorni con perdita di muco). Stavolta il flusso è durato di più e il sangue era rosso chiaro vivo seguito da perdite di muco ma molto meno rispetto a prima.

Per due giorni dopo il digiuno istintivamente camminavo a mo’ di papera, come se avessi subito un intervento al basso ventre, l’ultima volta che ho camminato così è stato dopo che con parto naturale è nato mio figlio, quindi veramente c’è stato un intervento chirurgico fatto dal Supremo Medico Interiore? Mi sono accorta che camminavo in maniera strana mentre facevo una passeggiata, quindi era una situazione del tutto inconscia che però mi ha fatto notare che qualcosa era successa a livello fisico.

A distanza di una settimana dal digiuno ho sentito una forza e vitalità mai provate, le paure innescate dal radiologo scomparse. A due settimane ho avuto un calo emotivo non per paura di malattie ma perché stavo elaborando situazioni di vecchia data. Che sia pure questo un lavoro che fa il digiuno? In questa settimana ho fatto un piccolo sgarro perché ero ad una festa e ho mangiato volutamente il dolcetto (due piccole fette) per vedere cosa mi faceva dopo tanti giorni, ovviamente quasi subito starnuti e raffreddore.

Oggi sono a tre settimane e un giorno di aver fatto il digiuno e il fibrotto è contratto forse perché sono due giorni che mangio di più (dopo il digiuno ho sentito e sento ancora tanta fame). Ho mangiato le mie arepitas: piadine fatte con la farina di mais accompagnate da fagioli neri, quindi forse mi si è gonfiato l’addome che spinge il fibrotto, oppure semplicemente il digiuno continua a lavorare anche a distanza di giorni. Ho letto che proprio 21 giorni dopo si sentono ancora di più gli effetti del digiuno. È così? E perché si parla sempre di 21 giorni?

Ho visto che il mio organismo sta trovando il suo equilibrio nel cibo. Sto mangiando prevalentemente crudo e ogni tanto le arepitas, oppure patate, lenticchie, ceci, fagioli neri, peperonate, ecc. Cerco di non esagerare con le quantità ma a volte ho proprio fame e quindi mi concedo un piatto cotto un po’ più ricco. Mi sto già preparando psicologicamente per un altro digiuno secco, stavolta di 24 ore o 36 vediamo cosa mi chiederà il corpo in sede di digiuno.

A volte ho alcune perplessità sul cibo da acquistare perché sembra che in ogni alimento ci sia una qualche sorta di macchinazione. Frutta e verdura esotica vengono gassate per farle maturare. Alimenti come ceci lenticchie ecc si vendono in lattine (anche quelli biologici), ma le lattine hanno alluminio. Qualcuno mi ha detto poi che la frutta zuccherina fa crescere i fibromi, si finisce per non mangiare nulla se si sta a controllare tutto e a credere a tutto. Che fare in questi casi?

Io ho deciso di seguire solo Lei, mi trovo in totale sintonia con i suoi scritti che dovrebbero essere ritenuti Patrimonio dell’Umanità per il valore che hanno e per il contributo a salvare l’umanità appunto. Cerco di ascoltare il mio corpo e di seguire il buon senso. Certamente non sono perfetta e qualche sbaglio lo starò anche facendo mentre aggiusto il tiro, ma le cose non accadono da un giorno all’altro.

Sto imparando ad essere paziente con me stessa e con il mio corpo e sto cercando di capire la lezione che il fibroma è venuto a darmi. Dopo il digiuno e tuttora i messaggi che ricevo dal mio corpo sono di continuo benessere. È la mente che ancora ogni tanto fa le sue comparse paranoiche ma cerco di non permetterle di guastarmi la festa visto che mi sento in forze e con tanta energia.

Come sempre Dr Vaccaro la mia più profonda gratitudine a lei, spero di non annoiarla con i miei resoconti, ma ritengo che sia doveroso viste le sue impeccabili risposte raccontarle come proseguono i lavori in corso.
Un Caro saluto.
Valentina


RISPOSTA

UN AUTENTICO DIARIO DI BORDO

Ricordo che la tesina precedente di riferimento è “Venezuelana esultante e incredula per fibroma in regressione”, del 22/7/19. Non è cosa di tutti i giorni che una giovane si apra al pubblico e racconti in dettaglio il suo percorso depurativo in vista di un obiettivo importante come la guarigione. Le testimonianze di guarigione non mancano in questo blog, ma vengono formulate a guarigione avvenuta. In questo caso invece la descrizione avviene in corso d’opera, con notevoli aspettative ma senza alcuna certezza assoluta.

Ed è proprio qui che sta il particolare valore di questa esperienza. Si descrivono i lavori in corso, con tutti i dubbi del caso, con tutti i rischi annessi e connessi. Un autentico diario di bordo, raccontato dal vero in prima persona da una protagonista coraggiosa e straordinaria, capace di ascoltarsi, di leggersi internamente e di interpretarsi con una sensibilità fuori del comune, e quel che più conta desiderosa di mettere la sua straordinaria esperienza a disposizione del pubblico femminile che segue il blog.

DETERMINAZIONE E FIDUCIA NON DEVONO MANCARE

Per quanto concerne la questione degli effetti del digiuno che si sentono di più dopo 21 giorni non so rispondere, bisognerebbe girare la domanda a Sergej Filonov. Ricordiamoci comunque che ogni persona è diversa e ogni digiuno è parimenti diverso. L’importante è che i segnali positivi continuino a verificarsi. La frase “Dopo il digiuno e tuttora i messaggi che ricevo dal mio corpo sono di continuo benessere”, è un segnale decisamente positivo e incoraggiante.

LA CHEMIO È TROPPO LUCROSA PER CEDERE IL PASSO AI BANALI SUCCHI DI FRUTTA

Per quanto concerne le battute anti-fruttariane tipo “la frutta dolce fa aumentare i fibromi” o “il fruttosio è l’alimento di elezione dei tumori”, ricordo che Max Gerson riportò in vita una moltitudine di malati terminali scartati dalla medicina proprio grazie ai succhi di frutta che ridavano alcalinità al sistema e ripristinavano l’efficienza degli enzimi proteolitici del pancreas.

I fautori della chemioterapia, abnorme affare planetario, adulterano e sofisticano dati di fatto e concezioni avanzate e risolventi al fine di bloccarle e di mantenere lo status-quo. Fanno di tutto per svalutare e smentire le guarigioni naturali propiziate da strumenti gratuiti e non brevettabili, come il cambio dieta e il cambio stile di vita.

SAPPIAMO BENISSIMO A CHI GIOVA SVALUTARE LA FRUTTA

Troppo dure da mandar giù le verità rilevate dal nobel Otto Heinrich Warburg sul fatto che mancanza di ossigeno cellulare e acidificazione del sangue (e soprattutto della matrice extra-cellulare) sono due facce della stessa medaglia. Troppo scomodi i successi documentati che il metodo Gerson ottiene da oltre 80 anni nella prevenzione e nell’inversione di rotta di malattie croniche e “inguaribili” inclusi tumori.

Cui prodest? Era una frase basilare degli antichi romani, abituati già allora alle manovre diversive ed alle manipolazioni della parte avversa. A chi giova parlar male della frutta, del potassio in essa contenuto, del suo insostituibile effetto alcalinizzante (più delle verdure crude) e della sua alta carica Angstrom sulla scala vibrazionale-radiante all’infrarosso?

A chi giova sparlare del sangue fluido e sgrassato che porta veloce l’Ossigeno alle cellule? A chi giova ribaltare la verità infamando il magnifico succo zuccherino che, assieme all’ossigeno è il carburante di elezione per il corpo umano ed in particolare per il nostro cervello?

SONO ORMAI UN ESPERTO DI DIGIUNO SECCO BREVE E INTERMITTENTE

Ma torniamo a noi. Personalmente ho fatto in un anno una dozzina di digiuni secchi brevi di 1 e 2 giorni, quasi tutti in concomitanza di viaggi in treno e delle lezioni HSU a Imola, o di qualche conferenza in altre parti. L’ho fatto solo per sperimentare, per capirne di più il funzionamento. Tutti positivi e apportatori di calma, tranquillità, buonumore. Nessuna sofferenza in termini di fame e di sete. E sempre con la rassicurante impressione di poterli prolungare senza problemi.

Non l’ho fatto (non sono andato oltre i due giorni) perché solleticato dalle verdure e dai buffet prevalentemente vegani del ristorante Olimpia, ed anche perché continuo a pensare che la cosa migliore da farsi normalmente sia l’adozione di una dieta e di uno stile di vita consono alla depurazione e alla salute, e che quindi il digiuno rappresenti uno strumento validissimo ma di emergenza per dare una accelerazione depurativa all’organismo, oppure un mezzo intermittente da inserire ogniqualvolta c’è un calo di appetito o qualche altra disfunzione metabolica.

QUELLO DELLA VALENTINA È UN VERO E PROPRIO SPACCATO SUL DIGIUNO

In questo caso, la Valentina non si è limitata a fare un digiuno breve e motivato da un preciso obiettivo chiamato fibroma, o scherzosamente fibrotto, ma lo ha sezionato e sviscerato pezzo per pezzo, momento per momento, offrendo un importante contributo di conoscenza. Non una semplice testimonianza di digiuno ma qualcosa che va ben oltre. Lo chiamerei lezione dal vivo da parte di una persona preparata e fiduciosa, condizioni basilari perché un programma migliorativo si posso concludere con successo.

GRAZIE PER LA NOBILE VALUTAZIONE A RISULTATO NON ANCORA RAGGIUNTO

Il fatto che la gentile protagonista di questo evento, tuttora in fase di svolgimento, esprima delle valutazioni positive nei miei riguardi mi fa ovviamente piacere, tuttavia mi carica pure di grosse responsabilità e rischi. Vi immaginate se il fibroma facesse i capricci e decidesse di non calare rapidamente o di non scomparire affatto. In quel caso non sarei più un Patrimonio dell’Umanità ma qualcuno costretto a sconfessarsi in diretta, con non poco imbarazzo. Rimando tutto alla prossima puntata.

Valdo Vaccaro

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