EPILESSIA CHIARITA UGUALE EPILESSIA GUARITA

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LETTERA

DIAGNOSI DI EPILESSIA IDIOPATICA

Salve, sono Marina.
A seguito della telefonata odierna desiderei ricevere la tesina inerente al mio problema.
Circa tre anni fa ho avuto una prima convulsione e, fatti i debiti controlli, mi è stata diagnosticata una forma di epilessia idiopatica.

UN MANCAMENTO DOPO LO STOP AL FARMACO

Dopo tre anni di trattamento con Depakin, il neurologo ha deciso per la sospensione della cura in quanto l’elettroencefalogramma era a posto.
È successo però che, con la riduzione del farmaco, mentre facevo la doccia, ho avuto un mancamento privo di irrigidimento.
Sentito il neurologo, mi è stata ripristinata la cura.
Gradirei dunque il suo parere in merito. Grazie.
Marina

*****

RISPOSTA

IL VIZIETTO MEDICO DI DEFINIRE LE MALATTIE TRASCURANDONE LE ORIGINI

Ciao Marina, chiamare una qualsiasi malattia come idiopatica (cioè esistente di per sé, ovvero priva di cause) è un ottimo metodo per dire che non se ne capisce un accidente, che non si sa quali pesci pigliare e che si va dritti dritti a un farmaco da prendersi tanto per farlo, oppure tanto per ridurre temporaneamente i sintomi.
La medicina ricorre spesso a questi stratagemmi, e lo ha fatto anche nel caso tuo.

COS’È L’EPILESSIA

In linea generale comunque, l’epilessia è per la medicina una sindrome caratterizzata da ricorrenti attacchi nervosi, da malfunzionamenti sensori o psichici, dovuti all’iperattività di alcune cellule cerebrali chiamate neuroni.
Tali crisi comprendono brevi episodi di perdite di coscienza (assenze o mancamenti) e da alterazioni sensitive, psichiche o motorie, accompagnate da spasmi o da contrazioni della muscolatura scheletrica.
Gli attacchi epilettici muscolari possono essere di lieve entità (mioclonici) o violenti (tonici-clonici), dove l’alternanza di questi due stati è responsabile delle tipiche scosse muscolari ritmiche dette convulsioni. Esistono oltre 150 tipi diversi di epilessia.

LA BASSA SOGLIA DI CONVULSIVITÀ DEGLI EPILETTICI

L’epilessia deriva dall’abnorme alterazione dell’attività elettrica di alcuni neuroni, localizzati a livello della corteccia cerebrale, che è lo strato più esterno dell’encefalo.
I punti in cui si originano gli attacchi epilettici si chiamano foci epilettogeni, dove i neuroni sani tendono a neutralizzare le scariche anomale dei neuroni iperattivi, e tendono ad esserne sopraffatti quando la soglia di convulsività è superata.
La soglia riguarda tutti e varia da individuo in individuo.
Negli epilettici essa risulta particolarmente bassa e superabile.

FATTORI CAUSATIVI IN LINEA GENERALE

Le principali cause, sempre per il sistema medico, sono le alterazioni congenite (alcol, fumo, farmaci e droghe durante la gravidanza), traumi cranici (vedi uso disattento del forcipe ed eccessive compressioni subite dal cranio fetale durante i parti prolungati), anossia alla nascita (difficoltà respiratorie durante il travaglio), ischemia dei vasi cerebrali (ridotto apporto di sangue e quindi di ossigeno al cervello), alterazioni indotte da malattie esantematiche della prima infanzia e da relative vaccinazioni (morbillo, varicella, rosolia).

LE SOLUZIONI PROPOSTE DALLA MEDICINA

Per le cure, i medici ricorrono a sostanze inibitrici dei segnali elettrici neuronali tipo glutammato e acido glutammico, e si tratta in genere di sostanze che creano dipendenza e che devono essere prese per tutta la vita.
In determinati casi è previsto pure un intervento chirurgico, dove si asporta la zona del cervello da cui prende inizio la crisi epilettica.

LE REALI CAUSE ORGANICHE SCATENANTI

Per l’igienismo le descrizioni di cui sopra quadrano, mentre le reali cause organiche scatenanti dei fenomeni epilettici non sono affatto condivise, o meglio non sono nemmeno affrontate dai medici.
Già un semplice esame iridologico del malato di epilessia comporta una costante assai esplicativa che si chiama emoviscosità, a prescindere dai fattori causativi sopra menzionati.
Non c’è epilettico che non presenti una grande e cronica impurità del sangue, dovuta a sistemiche putrefazioni intestinali e a infiammazioni gastriche, con febbre interna che causa pelle inattiva-anemica-cadaverica e fredda come il marmo.

SOLO ANDANDO ALLE VERE ORIGINI SI RIESCE A SMONTARE UNA PATOLOGIA

Conoscendo le cause organiche, diventa assai più semplice venirne a capo e smontare pezzo per pezzo il puzzle dell’epilessia.
L’afflizione non ha altra origine vera che il ricarico morboso, ereditato o acquisito, di croniche indigestioni, ed è dunque perfettamente curabile nella misura in cui andiamo alle vere origini della patologia.

GLI STADI DELLA GUARIGIONE

1) Combattere la febbre intestinale e la congestione sanguigna al basso ventre, troncando l’afflusso di veleni da alimentazioni sbagliate e producendo un sangue sempre più puro e fluido, capace di rinfrescare gli intestini.
2) Riattivare le funzioni della pelle attraverso i milioni di pori anemizzati e disattivati, che tornano a svolgere il loro lavoro di eliminazione delle sostanze morbose interne.
3) Ristabilire progressivamente la salute e l’equilibrio del sistema nervoso grazie ai punti 1 e 2.

FARMACI E OPERAZIONI TENDONO AD AGGRAVARE E CRONICIZZARE IL MALE

Coi trattamenti medici a base di droghe orali ed iniezioni, o sconfinanti a livello di intervento chirurgico, l’epilettico ottiene solo una leggera e temporanea soppressione dei sintomi nel breve periodo, e un aggravamento del male nel lungo periodo, che è poi l’effetto perverso, irrisolvente e ben noto, di tutti i farmaci cosiddetti curativi.

IN CONCRETO ED IN SINTESI SERVONO I SEGUENTI INGREDIENTI GUARITIVI

A) Dieta vegana tendenzialmente crudista, con abbondanza di centrifugati di carote e radici varie.
B) Aria pura giorno e notte.
C) Rieducazione respiratoria.
D) Moderato ma costante esercizio fisico.
E) Frequenti bagni di aria, di sole, di acqua,
F) Evacuazioni regolari.
G) Camminate a piedi scalzi, sia pur per pochi minuti sulla rugiada, o sulla terra umida o sulla pietra bagnata (pratica utile a tutti i malati di nervi).
H) Dormire con cataplasma di fango freddo sul ventre nei periodi critici.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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