FIBRILLAZIONE ATRIALE IN SOGGETTO REDUCE DA ASPORTAZIONE VESCICA

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LETTERA

EPISODIO DI FIBRILLAZIONE ATRIALE TRATTATO CON FARMACI

Gentile Valdo, La seguo da un po’ trovandola illuminante, in questa giungla di dottori poco umani e spacciatori di chimica. Le scrivo per mio papà che si trova in difficoltà. Due giorni fa ha avuto un episodio di FA o fibrillazione attirare, trattato in pronto soccorso per 24 ore con Amiodarone e anticoagulante.

TENTATIVO DI CAPIRE LE CAUSE

Adesso abbiamo paura e non vogliamo entrare nella spirale della malattia che prevede, secondo questi medici, di prendere Amiodarone ed eparina poi da sostituire con Coumadin o altri farmaci più avanzati, dicono loro. E poi Tao e controlli. Noi abbiamo deciso di cercare la causa. Forse la tiroide? Qualche problema al cuore? Tensione? Intervento appena subito? E cerchiamo anche di stare sereni.

MIO PADRE HA SUBITO UNA CISTECTOMIA RADICALE

Lui non mangia carne, non beve, è un ex-fumatore ma è un depresso con l’anima ferita e in subbuglio. A maggio è stato operato per tumore vescicale, ha subito una cistectomia radicale, ha rifiutato la chemioterapia. Adesso deve fare la riabilitazione del pavimento pelvico per ritornare continente. È difficile. Ci dia un consiglio, cosa può fare con questo cuore? Cosa sta dicendo tutta questa storia?
Un caro saluto e grazie.
Cristina

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI FIBRILLAZIONE ATRIALE

Ciao Cristina, in condizioni normali, a riposo, il ritmo cardiaco è solitamente di 60-80 pulsazioni al minuto. In caso di FA, la frequenza degli impulsi atriali può variare tra 300 e 600 battiti al minuto. Fortunatamente, il nodo atrio ventricolare limita il numero di segnali che raggiungono effettivamente le camere ventricolari, in modo tale che il cuore si contrae solitamente ad una frequenza compresa mediamente fra i 100 e 200 bpm.

MEZZO MILIONE DI PERSONE COLPITE IN ITALIA

La FA accelerando la funzionalità cardiaca, riduce l’efficienza della pompa cardiaca. Come in altre forme di aritmia, la FA impedisce al cuore di inviare la quantità di sangue e di ossigeno sufficiente a soddisfare i bisogni dell’organismo. La FA è una patologia diffusa. In Italia ne soffrono circa mezzo milione di persone, in prevalenza ultrasettantenni. A differenza della fibrillazione ventricolare, la fibrillazione atriale non è considerata letale. Tuttavia, se la FA si protrae per un certo periodo di tempo, può provocare un ictus o danni al muscolo cardiaco. Le probabilità di insorgenza di ictus nelle persone con FA è circa cinque volte superiore rispetto alla popolazione normale.

SINTOMI

Solitamente chi è colpito da fibrillazione atriale riferisce l’improvvisa insorgenza di battiti irregolari, accelerati, palpitazioni, cardiopalmo aritmico, talvolta alternati a battiti più rallentati. Il cuore diviene così incapace di adattarsi, come di solito accade, alle diverse e fisiologiche situazioni quotidiane in cui si trova. Il normale rallentamento del battito del cuore durante il sonno, le sue accelerazioni durante gli sforzi fisici, le emozioni, possono venire meno e questo si traduce in sensazione di debolezza, di mancanza di respiro, di cuore in gola, di vertigine.

CAUSE

L’eziologia è solitamente da ricondurre all’invecchiamento del cuore e al progressivo ingrandimento dell’atrio sinistro, dal momento che la regione interessata dal disturbo contiene anche il centro del ritmo, il segnapassi, che genera il battito cardiaco. La fibrillazione atriale è pertanto comune nei soggetti anziani, perché le modificazioni del cuore che avvengono con l’invecchiamento ne facilitano l’insorgenza. Difatti le cause più frequenti di fibrillazione atriale sono le malattie delle valvole cardiache, lo scompenso cardiaco, la cardiopatia ischemica, l’ipertensione arteriosa, le malattie polmonari, le malattie della tiroide.

L’INTERVENTO ALLA VESCICA MI PARE DETERMINANTE

Nel caso specifico di tuo padre l’operazione alla vescica riveste di sicuro un ruolo di primo piano.
Le soluzioni da voi adottate mi sembrano logiche almeno nelle intenzioni, e mi riferisco soprattutto al non piegarsi passivamente alle prescrizioni farmacologiche. Entrare in quel vortice significa non saltarne fuori più.

MIGLIORARE LA FORMULA DEL SANGUE CON MODALITÀ NATURALI

Del resto non è facile trovare una formula ideale di sopravvivenza al meglio e valida per tutti. Ognuno deve trovare la propria via con modalità personalizzate e sostenibili. Questo è particolarmente vero quando si proviene da una situazione post-operatoria piuttosto seria, con tutti i suoi traumi e le sue complicazioni. Di sicuro vale più che mai il precetto di Padre Taddeo, per il quale “Nessuno al mondo muore di cardiopatie ma tutti muoiono di sangue guasto”.

PUNTARE A UNA DIETA VITALE E COMPATIBILE

Stiamo pertanto su una dieta vitale, radiante e ad alto valore vibrazionale, cercando di massimizzare le funzioni epatiche ed immunitarie. Tanta vitamina C rigorosamente naturale e non sintetica, e tanta clorofilla verde sotto forma di estratti o centrifugati freschi, compatibilmente con i postumi e le limitazioni derivanti dall’intervento subìto.

CAMMINATE E RESPIRAZIONE RITMATA

Avrà valore affiancare alla dieta un programma di camminate assistite e di respirazione ritmata e sbuffante in fase esplorativa, ma senza forzare troppo. Ovvio che la serenità e il pensiero positivo rimangono il condimento vincente. La lettura delle tesine darà una mano per la ripresa. La consapevolezza delle proprie condizioni e delle leggi della natura aiuterà tuo padre a ritrovare punti di riferimento e a non deviare dalla rotta migliore, a ritrovare passo dopo passo il miglior riequilibrio possibile.

RISORSE NATURALI AMICHE

Gli alimenti amici del cuore rimangono l’avocado, alghe, ananas, carciofi, cavolo, fagiolini, fragole, lupini, mela, pera, pomodoro, pompelmo, pinoli, porro, ravanello, ribes, uva nera. Quelli amici delle vie urinarie l’asparago, cavolo, cicoria, crescione, fico, lampone, mirtillo, orzo, portulaca, rapa, ravanelli, tarassaco, uva, zucca.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

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