FRUTTA, DIMAGRANTE NUMERO UNO

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LETTERA

Grazie Valdo per la risposta così tempestiva e per le tesine che mi invii giorno dopo giorno, un vero regalo. Credo che tu abbia centrato perfettamente il problema.

Resta il fatto che a me il sapore dolce non piace proprio. Se sento un gusto dolciastro in bocca devo andare paradossalmente a cercare il sale, che per la cronaca non c’è più in casa mia, avendogli dato lo sfratto totale.

Ho comunque una gran confusione che ha lasciato il segno nel subconscio, come tu mi fai notare. Un medico nutrizionista da cui sono stata in cura, demonizzava ogni tipo di zucchero, giustificandolo con proiezioni e diagrammi sul cortisolo.

Ci capivo poco, ma so che mi tolse tutta la frutta, incluso l’avocado che adoravo, giudicato troppo grasso, e i piselli, giudicati troppo dolci, che ero disposta a mangiare.

Un secondo medico, anche lui col piglio del profeta, esortava a dimenticare la frutta, salvando solo kiwi e noci a colazione, e frutta secca a merenda.

Un terzo medico, nell’ambito di una ricerca sulla alimentazione antitumorale ed antinfiammatoria, predicava frutta moderata e stagionale, evitando ogni frutto tropicale, mentre l’ananas lo avrei mangiato volentieri.

Se a tutto questo aggiungi la mia paura di ingrassare e di avere la pancia gonfia, capisci quale guazzabuglio io abbia in testa.

Di conseguenza io leggo e leggo, mi documento e provo, ma poi alla fine faccio dei pasticci e passo dalle quaresime ai carnevali! Ti ringrazio tanto per il tuo lavoro.

Ho scoperto che a forza di leggerti mi ritrovo a fare delle scelte che scavalcano la sfera della mia volontà. Poi mi accorgo che sono le tue scelte che ho evidentemente metabolizzato dentro di me.

Vorrei tanto poterti parlare e spero tu tenga una conferenza a Milano nel prossimo futuro. Intanto continuo il mio percorso, quando riesco a inserire giornate alimentari consone coi tuoi schemi.

Per il momento, la frutta si limita alle fragole, alle more, ai lamponi e ai mirtilli. Dopodichè devo dire che mi sento un leone, piena di energia, tando da stupire me stessa.
Un caro saluto e un sorriso.
Donata, da Milano


RISPOSTA

Ciao Donata, La tua esperienza è ben lungi dall’essere strana e marginale, e hai fatto benissimo a evidenziarla in ogni dettaglio.

La demonizzazione della frutta è una piaga distribuita a piene mani dai massimi ammalatori del pianeta Terra, chiamati medici nutrizionisti.

Gente priva di saggezza e di scienza. Gente abituata alla città e al cemento, al laboratorio e alla provetta. Gente poco avvezza all’aria, al sole e alla campagna. Gente che, sfigata e meschina, non ha mai avuto la ventura di arrampicarsi su un albero da frutta e farsi una vera scorpacciata di pesche, di prugne, di ciligie, di fichi o di kaki.

Al bene come al male, occorre introduzione ed esperienza. È una questione di imprinting. Se un ragazzino viene portato regolarmente in macelleria e mai in un frutteto, si svilupperà nel suo cranio la convinzione che quella è la via maestra, che il coltellaccio del macellaio e le scene sconvolgenti del fuori e del dentro-macello sono una cosa fastidiosa sì, ma dopotutto necessaria ed indispensabile, e dunque giusta.

Si svilupperà in lui la convinzione che il vero albero da frutta è la macelleria, dove dai suoi sinistri rami pendono salsicce e prosciutti, hamburger, bresaole e soppresse.

Si svilupperà in lui l’idea strampalata che il calcio arriva da una magica bevanda alcalina chiamata latte, e che la ferritina arriva da una magica bevanda rossa chiamata sangue.

LE MIE ESPERIENZE PERSONALI DIRETTE

Ho la fortuna di aver vissuto tra orti, frutteti e boschi, verificando senza mediazioni e in prima persona la differenza tra mangiare un grappolo d’uva e mangiarne dieci, tra un fico e 10 fichi, tra una pesca e 10 pesche, tra una noce e 10 noci.

Nessuna pazzia e nessuna demenza culturale hanno mai disturbato, condizionato, distratto e alterato la mia adolescenza.

E ho anche ahimè sperimentato in diretta, nel contempo, le orribili scene dei mattatoi di campagna, dove la sopraffazione, la violenza e la crudeltà più estreme non venivano di certo attenuate dalla scarsa intensità quantitativa, e dalla scarsa ripetitività dei fatti.

La scena di un maialino innocente e disorientato, che si guarda in giro e caracolla avanti e indietro alla disperata ricerca di un amico o di un difensore estremo, ma è circondato da sordo cinismo e indifferenza totale, e viene sgozzato e straziato da un insensibile porcaro killer-seriale, non è meno drammatica di quella di dieci o venti maiali uccisi in contemporanea.
Non serve andare a scuola dal prete o dal filosofo, non serve la dottrina o il manuale delle buone maniere.

In quei frangenti capisci nel più profondo che stai vivendo in una comunità di pazzi e di malvagi che si atteggiano a presentarsi come uomini, che pretendono pure di avere un’anima gentile e di andare a pregare per i loro morti in un luogo di culto chiamato chiesa, quando la morte sta stampigliata nelle loro mani insanguinate, nel loro olezzo di cadavere vivente e persino dentro le loro viscere piene di materiale morboso, asfittico ed allucinante.

L’ERESIA DIFFUSA CHE LA FRUTTA INGRASSA

Siamo di fronte, cara Donata, a un’eresia molto diffusa, che si è estesa come un’epidemia anche nelle zone più verdi ed insospettabili.

Ho un amico obeso che ha un orto pieno di fichi, albicocche, ciliegie, kaki e noci. Mi chiama spesso a ripulirgliele, perché, a parte qualche timido assaggio, teme che lo facciano ingrassare ulteriormente.

Farei bene a dargli ragione, assicurandomi così una fornitura gratis e assicurata di frutta biologica ad ogni stagione. Gli dico invece in continuazione che sta sbagliando clamorosamente, visto che non esiste al mondo cibo più dimagrante della frutta, purchè si sappia mangiarla, tenendosi alla larga dalla varia monnezza cibaria in circolazione, e dai farmaci necessari a smaltire tale monnezza.

Non si guarda al contenuto della parola, ma alla sua provenienza

Ma la gente ascolta il verbo incompetente o corrotto dei medici. Medici che, pur tra mille critiche e mille accuse, rimangono nell’immaginario collettivo come depositari divini delle formule che portano alla salute.

Nessuno bada al contenuto della parola, se giusto o sbagliato, se vero o falso. Si basa solo e sempre alla provenienza della parola. Parola di medico, parola di Dio.

E questa è la zizzania e la disinformazione che circola nel mondo degli umani. Questo è quello che offre il convento mondiale, sancito e regolamentato dal Codex Alimentarius. Tutto è basato su una serie di equazioni sibilline, farsesche e manicomiali:

  • zucchero saccarosio = zucchero della frutta
  • vitamina sintetica = vitamina naturale
  • sale inorganico = sale organicato della frutta e delle verdure crude
  • cibo cotto = cibo crudo migliorato ed arricchito, e non cibo devitalizzato
  • latte = dispensatore di buon calcio, e non di stalattiti e di artriti
  • carne = dispensatrice di proteine, e non di pus
  • farmaco = stop alla malattia, e non ai sintomi soltanto
  • vaccino = prevenzione male, e non decapitazione reattività immunitaria
  • viagra e cialis = potenza sessuale, e non impotenza garantita e dipendenza a vita

SERVE UNA STRATEGIA DIROMPENTE

Tu stessa Donata, continui a sottolineare l’idiosincrasia verso ogni tipo di zucchero, ma accetti i frutti di bosco che tutto sommato, pur avendo una vena acidognola, sono pure dolcissimi, e ti accorgi che ti trasformano in una leonessa.

Tu stessa mangeresti volentieri i piselli ed anche l’ananas. Non penso che l’ananas sia lontano dalle pesche e da tutto il resto in termini di dolcezza. Non c’è altro modo per te che dare un calcio al pregiudizio psichico che ti blocca, e buttarti su una bella cura di pesche, di ciliegie o di uva.

Quanto poi all’ingrassare, dò la garanzia a chiunque che non esiste al mondo qualcosa di più dimagrante della frutta, dotata come nessuna altro cibo di tutti i micronutrienti bilanciati per nutrire e, nel contempo, di tutta l’acqua biologica per ripulire e purificare le cellule.

Il medico autore della ricerca sulla alimentazione antitumorale ed antinfiammatoria è un nalfabeta patentato più che un incompetente, e non sa nemmeno che il più celebre oncologo del mondo, il tedesco Max Gerson oggi venerato negli Stati Uniti d’America, basava tutte le sue cure, anche quelle di recupero dei cancri terminali, su una dieta rigorosamente fruttariana.

L’unica cosa che batte la frutta, in termini di dimagrimento rapido, sono le bistecche a colazione-pranzo-cena, stile Atkins, stile Zona, stile Montignac, e stile Lemme.

Ma quello è un dimagrimento con tentativo di suicidio connesso, in quanto le proteine animali non vengono notoriamente assimilate dai corpi fruttariani, e si va avanti in pratica senza carboidrato e senza benzina (tali diete si chiamano non a caso low-carb, o basso-carboniche, o basso-zuccherine).

Il sistema cellulare, affamato di brutto, cannibalizza il grasso ma non i veleni che restano dentro il corpo più corrosivi ed assetanti che mai.

La gente cala di peso rapidamente e si avvelena nel contempo in modo stratosferico. Nulla a che vedere col digiuno igienista, che è sicuro, definitivo e stabile, dove il calo di peso e la cannibalizzazione del grasso sono accompagnate da espulsione contemporanea di tutti i veleni interni, grazie all’acqua distillata e al vero digiuno totale in corso d’opera.
Non siamo poi dei ridicoli manichini

Attenzione poi a non esagerare con la storia del ventre piatto da rivista body-building. Non siamo dei modelli da piazzare sulle copertine. Non siamo dei manichini ad uso sfilate, con la pancia vuota ma mezzi pasticcati e con le arterie cariche di sangue denso e melmoso.

LA FRUTTA NON INGRASSA E NON GONFIA

Siamo degli esseri viventi, per cui un peletto di pancetta (ho detto un peletto e non una accennata gravidanza), soprattutto in fase digestiva, non dà fastidio a nessuno, ed è anzi testimonianza di vitalità e salute. La frutta in ogni caso non gonfia. Sono i residui carnei mal digeriti che provocano i fenomeni degenerativi della putro-fermentazione.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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