IL RHEUMA, IL DOLORE E IL CAVOLO

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LETTERA

Sto già ottenendo ottimi risultati

Caro Valdo ciao. Abuso ancora della tua pazienza, passione ed estrema umanità.
Prima cosa positiva per dirti grazie.
Il mio seguire (anche se non drasticamente e subito) la tua filosofia sta già dando i suoi frutti.
Sono riuscita a togliere il caffè quasi del tutto, e per una persona afflitta dal mal di testa da una vita come me, questo è tanto! In fase di astinenza da caffè non ho più alcun mal di testa.

Più frutta, più crudo e più integrale, questa la mia nuova filosofia

La decisione, oltre che per merito delle tue tesine che trovo sempre più interessanti, è venuta naturalmente, assecondando la nausea che mi stava provocando il caffè.
Molta più frutta, molto più crudo, molto più integrale, ed anche abbondante frutta secca, da me sempre amata, ma considerata con sospetto per la solita cecità culturale di chi mi consigliava.

Un urlo contro i medici del brodo e del pane bianco

Di conseguenza, cominciano a diminuire gli alimenti out, gli alimenti vietati.
Ho cominciato ad apprezzare il sedano, le centrifughe e tante altre belle cose. Grazie a te Valdo.
A me che era stata sempre proibita l’insalata, i pomodori, i legumi.
Vivere di questi mi pare oggi di recuperare un sogno perduto!
Colite? No. Nooo! Vorrei urlare a quei medici incompetenti che per anni mi hanno costretta a pane bianco e brodo, a zucchine ben bollite, al divorzio totale dai legumi.

Spremute d’arancia e di limone a fiumi

Dolci non ne sento il bisogno, tranne forse che la voglia di cioccolata, che però non prendo.
Le cose pronte e precotte cominciano ad essere un ricordo.
Cucino benissimo e tutte cose fresche, cercando sempre di anticipare la pasta con l’insalata cruda.
Faccio il pieno di spremute d’arancia e di limone, di cui sento un bisogno irresistibile.

L’unico grosso problema che mi resta è l’artrosi cervicale con dolori lancinanti

Il mio grave problema a questo punto non è l’alimentazione, che col tuo aiuto ho già risolto.
Soffro di una emicrania lancinante che proviene dalla parte alta della schiena.
In passato diagnosticata con risonanza come inizio artrosi cervicale ed ernia, come classica lombare che dovrebbe portare lombosciatalgie (ma a me quasi mai) e protusioni discali cervicali.

Inefficacia totale di farmaci ed antinfiammatori

Gli analgesici e gli altri antinfiammatori mi fanno un baffo! Non li prendo proprio per questa loro inefficacia ed anche per motivi ginecologici.
Quando posso faccio ginnastica posturale, cammino molto, e a volte nuoto (manca il tempo e, dopo, sto anche peggio).
Ma, quando parte il processo infiammatorio, dura giorni e giorni, dura settimane, e mi impedisce di fare qualsiasi cosa, incluso il mio bellissimo lavoro fatto di studio, letture e computer.

Dovrei essere allenata, ma al dolore non ci si abitua

Sono disperata. Pur avendomi il dolore accompagnata dai 20 anni ai miei attuali over 40, non mi ci sono affatto abituata.
Il dolore mi fiacca e mi uccide.
Ieri, per 10 minuti di assenza di dolore grazie a un lungo bagno caldo, mi sono sentita la donna più grata e felice del mondo.

Tanti palliativi che non servono a niente

Devo forse rivolgermi a un neurologo?
Sono già stata da un fisioterapista, da un agopunturista che mi ha terrorizzato, dall’omeopata, dall’osteopata.
Ho provato il metodo miracoloso di Saidbegov, neurologo russo che lavora qui a Roma, molto famoso e costoso.
Tutti palliativi che non servono a niente.
Ci vorrebbe che le protusioni discali-cervicali scomparissero miracolosamente.

Il sole mi crea dermatiti

Il sole, di cui parli molto bene, mi crea dermatiti per cui, se non mi proteggo al massimo, mi carbonizzo e la pelle impazzisce, procurandomi mal di testa vascolare.
Grazie come sempre al tuo tempo, al tuo cuore e alla tua voglia, con immensa riconoscenza per tutte le attenzioni che riservi a tutte e a tutti noi.
Paola, da Roma

*****

RISPOSTA

Vent’anni di rovina medica continuata, ma la via d’uscita esiste.
Come hai vinto la battaglia contro il caffè, vincerai quella contro le stalattiti interne.

Ciao Paola, Fai bene a urlare contro un certo tipo di impostazione nutrizionale medica.
Essendo tu dolorante da quando avevi 20 anni, i loro cattivi consigli ti hanno letteralmente impedito di saltar fuori alla svelta dai tuoi drammi, aggravandoteli e cronicizzandoteli.
Resta il fatto che la via d’uscita esiste e richiede un piano serio e coerente di espulsione di tutto il materiale acidificante che ti ritrovi incrostato addosso in zona cervicale.
La tua vittoria sulla dipendenza dal caffè ha valore eccezionale.
Hai azzerato una micidiale fonte di acido urico, che è, non dimenticarlo, il tuo nemico numero uno.

Sgretolare le calcificazioni improprie create da 20 anni di brodini, tostini prosciuttini e latticini

Occorre sgretolare e poi espellere tutte le calcificazioni improprie che si trasformano in protusioni e fonti di terribili dolori. Acido urico e altre porcherie stanno sicuramente dentro di te.
Il sole, che tu demonizzi per gli effetti che comporta, non fa altro che stimolare delle eruzioni cutanne tanto fastidiose nell’immediato quanto positive nel lungo, trattandosi di espulsione di tossine acidificanti. Lui non crea le eruzioni, ma le facilita. Trattasi di importanti sbrocchi guaritivi.

Alternare qualche fase di digiuno a diete fruttariane per intensificare la detossificazione

Non ricordo come stai a peso, ma un modo per sconfiggere il dolore e per mandar fuori materiale non appartenente al tuo corpo ma alle calcificazioni interne del tuo corpo è proprio il digiuno ad acqua distillata e succo di limone.
Potrai alternare un paio di giorni in quel modo, stando a riposo, e seguire con dei semidigiuni a base di frutta. L’unica dieta che ti può far bene è quella crudista, per cui da lì non puoi muoverti.

Le formidabili cure delle ciliegie, dei frutti di bosco e dell’uva

La cura della ciliegie, e anche la cura dei frutti di bosco, dei mirtilli, delle more, dell’uva spina e del ribes che sta maturando in questi giorni, ed anche la cura dell’uva a settembre, sono formidabili per contrastare i dolori reumatici ed artritici.
Una bella cassetta di frutta e buttare via tutto il resto. Provalo a fare e non te ne pentirai.
Non vorrei negarti alcun prodotto del regno vegetale, ma occorre andare con prudenza con le piante contenenti troppi ossalati, tipo gli spinaci. Non mi spingo però ai pomodori, visto che sono carichi di acqua biologica e quindi non provocano mai effetti indesiderati di lungo termine, avendo in sé le contromisure all’ossalato che portano addosso.

Ho un piano di recupero per te, ma mi serve non una soldatessa arrabbiata e furibonda, non una paziente rassegnata e demotivata

Ci tengo a vederti guarita da quei tormenti che hai. Non è possibile vivere in quel modo.
Devi diventare una soldatessa della salute, indossare una divisa verde, fatta di foglie di cavolo più che di cotone, e partire lancia in resta contro i tuoi problemi reumatico-cervicali.
Ho per te un piano di recupero realistico e concreto, ma serve che tu ci creda e che ti dia da fare in modo meticoloso, quasi furibondo.

Un diario da incollare sulla porta della camera da letto e da rispettare militarmente

Sveglia presto di mattina: ore 6. Camminata ed esercizio respiratorio per 30-60 minuti, con bella doccia finale o bagno caldo, dove verserai erbe aromatiche tipo salvia, rosmarino, menta, origano, timo.
A colazione spremute di agrumi (ora è tempo di pompelmi) alternate a centrifugati di carote, rape, cavolo, sedano e ananas, oppurre carote, patate dolci, topinambur, cavolo e ananas.
Poi un’oretta di esposizione al sole mattiniero e mezz’oretta di stretching.

Qualcuno sostiene che il Reiki può apportare dei benefici

Dicono che il Reiki giapponese funzioni nei malanni articolari, ma è sempre una questione di trovare un terapeuta capace davvero di scardinare con la sua forza pranoterapica le pesanti calcificazioni che ti penalizzano attualmente.
Potrebbe trattarsi di un buon coadiuvante, in ogni caso.
Il mio piano funzionerà comunque anche senza tali coadiuvanti, a patto che la mia soldatessa non deponga mai le armi.

Pranzo e cena semplici e leggeri

Pranzo con insalata di radicchio, crescione, tarassaco, rucola e ravanelli, più mezzo avocado, il tutto seguito da patate cotte con la buccia e cavolini di Bruxelles scottati, e manciata finale di mandorle e pinoli.
Merenda con una bella scodella di kiwi, uva ribes, di uva spina e mirtilli o more, seguita da camminata di un’ora con relativa respirazione ritmata e traspirazione, più doccia finale.
Cena: idem come a pranzo, alternando qualche componente.

Infiammazioni fredde e infiammazioni calde, da contrastarsi con l’erboristica e i cataplasmi

Lezaeta, il maestro cileno che impersona comunque la scuola tedesca, sottolinea come tutte le forme artritiche rivelano essenzialmente una infiammazione generale del sangue prolungata nel tempo, e contrastabile con un regime crudista. Sangue denso e sangue tossico, questo è il problema.
Se la regione dolorante è fredda si applicano sacchettini di fieno con ortiche, sambuco, cavolo, ed altre erbe antireumatiche.
Se invece la parte è calda, ai cataplasmi di fango freddo da applicare contemporaneamente sul ventre (per ridistribuire la circolazione e la temperatura corporea interna) e sulla parte dolente, sia di giorno che di notte.

I gottosi dovrebbero fare cose che non fanno, e non fare cose che fanno

Il grande erborista francese Maurice Mességué mette in un calderone reumatismi, gotta e artritismo, e chiama i sofferenti di queste patologie col termine gottosi.
La prima necessità per essi è di rivedere drasticamente l’alimentazione, passando a un regime molto severo e molto crudista, evitando aceto, alcol, sottoaceti, dolci, bevande gasate, the e caffè, sale e integratori.
Dovrebbero inoltre fare sport e ginnastica per bruciare le tossine che si accumulano nel loro corpo e per impedire alle articolazioni di arrugginirsi ulteriormente, e non impigrirsi in attività troppo sedentarie.
Il rimedio è stare lontano dal freddo e dall’umidità, e pertanto sfruttare al massimo l’azione sempre benefica e risolvente dei raggi solari.

Il cavolo come rimedio fondamentale. Una pianta da adottare come propria mascotte.

Non c’è malattia al mondo che abba ispirato più rimedi, unguenti, balsami e cataplasmi, dei reumatismi.
Ma se c’è qualcosa che può davvero diventare straordinaria per contrastarli, essa è il cavolo e il crescione, sia nell’alimentazione (a crudo) che nelle applicazioni esterne (a crudo e anche a cotto).
Il cavolo è una delle piante più facili da trovare.
Il suo cugino crescione cresce selvatico e gratuito in tutti i rigagnoli del Lazio.
Roma poi è non solo Caput Mundi, ma è anche la capitale dei cavoli.
Tra tutti i vegetali il cavolo è quello più dotato di potere estrattivo e disinfiammante, e quindi anche lenitivo del dolore.

È venuto il momento di incavolarsi, cioè di far entrare il cavolo nella propria vita

Il suggerimento di Mességuet è di ricorrere sistematicamente a una autentica panacea contro il dolore infiammatorio. Ma non solo Mességué. Te lo conferma Shelton e te lo conferma Scaffidi.
Tutti gli igienisti del mondo conoscono il valore eccezionale di questa pianta, carica di zolfo e di altri minerali.
Catone ricordava come i romani fossero sopravvissuti al meglio per 600 anni, senza la presenza di un singolo medico in Roma, grazie soprattutto al cavolo crudo!
Tritare foglie di cavolo e di crescione e aggiungerci dei bianchi d’uovo montati a neve, e farne un cataplasma, cioè un impiastro da applicarsi esternamente.

Il letto notturno diventi un letto non solo riposante ma anche terapeutico

Vuoi un consiglio cara Paola?
Fatti un lettino ad uso terapeutico, dove non ti devi preoccupare troppo di macchie indelebili colore verde scuro e, al posto di tante lenzuola ci metti una base di foglie di cavolo su cui dormire.
Va al mercato e prenditi almeno 3 o 4 cavoli al giorno.
Il tuo materasso ideale potrebbe essere, anche d’inverno, non tanto di cotone, gommapiuma o molle metalliche rivestite, ma di felci essicate e di foglie di sambuco e ortica essicate, più foglie fresche di cavoli e crucifere (verze, broccoli, ecc) in gran quantità.
Il succo di cavolo lo assumerai per uso interno, ovviamente.
Tra qualche settimana mi farai sapere. Scommettiamo che alla fine vincerai?

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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