GLAUCOMA TERMINALE LADRO SILENZIOSO DELLA VISTA

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LETTERA

Gentile dottor Vaccaro, Mi chiamo Ivan Giancotti, ho 65 anni, sono di Bergamo e da 3 anni mi sono accorto dopo una visita dall’oculista di essere affetto da glaucoma allo stadio terminale a entrambi gli occhi. Per quanto riguarda l’alimentazione ho fatto per anni macrobiotica, sono stato vegetariano e ora mangio un po’ di tutto perché penso che tutti i problemi nascano dalla mente. Per anni infatti ero una persona sempre piena di rabbia, ora ho imparato la lezione. Tra l’altro anche il mio fegato ne è stato colpito. Ho infatti l’epatite B ma con una carica virale molto bassa, per cui non faccio nessuna cura. So che lei appoggia il veganesimo. La mia domanda è se nel mio caso è possibile una simile dieta senza incorrere in carenze. Ascolto volentieri i suoi consigli. Grazie e cordiali saluti.
Ivan Giancotti


RISPOSTA

SIAMO DI FRONTE A UN GRAVE DANNEGGIAMENTO DEL NERVO OTTICO

Il termine glaucoma indica un insieme di malattie in grado di danneggiare in modo permanente il nervo ottico. Come del resto tutte le malattie, le malattie dell’occhio incluso il glaucoma sono malattie multifattoriali. È una delle principali cause di cecità nei Paesi industrializzati e in genere si verifica quando la pressione del fluido presente all’interno dell’occhio (humor acqueo) aumenta in modo eccessivo causando una perdita progressiva di visione periferica o laterale. Nel glaucoma di tipo terminale si ha una atrofia del nervo ottico, ovvero la morte dei tessuti dei nervi che portano le informazioni visive dagli occhi al cervello. In conseguenza dell’atrofia si ha una distruzione delle cellule CGR o cellule gangliari retiniche, con perdita progressiva del campo visivo. Si verifica in altre parole una anormale diminuzione della papilla ottica, che rappresenta il punto in cui il nervo ottico emerge dal bulbo oculare raccogliendo gli assoni che originano dai fotorecettori della retina.

CAUSE DI GLAUCOMA

L’occhio è lo specchio della vita, si usava dire in passato. C’erano e ci sono tutte le buone ragioni per tale affermazione. In effetti un buon oculista non può non essere anche un medico di ottimo livello. La causa più comune di glaucoma è uno scarso flusso di sangue, chiamato anche neuropatia ottica ischemica, che più spesso colpisce gli anziani. Ci sono anche cause concomitanti o secondarie che in alcuni casi diventano determinanti, cause emotive e mentali, o malattie pregresse come stress ossidativo, diabete, ipertensione complessiva del corpo che incrementa pure la pressione oculare. I fattori causanti possono risiedere anche lontano dall’occhio e includono fenomeni come diminuita motilità intestimale, ostruzione vie urinarie e renali, disturbi alla minzione per ipertrofia prostatica. La tensione oculare o pressione occupare interna all’occhio si verifica a causa di impedimenti di drenaggio dell’umore acqueo, per cui tale liquido rimane intrappolato e non trova via di uscita, accumulandosi e creando pressione nella parte posteriore dell’occhio. Tale tensione, in questa zona delicata e sensibile, genera danni al nervo ottico, con perdita progressiva della vista, della capacità visiva.

QUESTA È LA PEGGIORE DELLE MALATTIE FUNZIONALI IN CAMPO OCULISTICO

Per alcuni ricercatori esiste un parallelismo tra le varie malattie degenerative dell’età avanzata. Nell’Alzheimer il processo degenerativo è legato all’accumulo di beta-amiloide e alla mancanza di acetilcolina. Nel Parkinson si manifesta una carenza di dopamina. Nella sclerosi multipla si ha un processo di demielizzazione. Nel caso specifico di Ivan, se la diagnosi è stata corretta, ed in genere tali diagnosi vengono fatte in base a dati oggettivi e precisi, la situazione non è affatto entusiasmante. Ho voluto consultare uno dei migliori docenti mondiali di oculistica, per il quale il glaucoma terminale, allo stato attuale delle conoscenze e delle esperienze, è la peggiore delle patologie oftalmiche che un oculista si trovi a dover affrontare, nel senso che non offre alcuna speranza di recupero, portando il paziente progressivamente verso la cecità. Possiamo in altre parole chiacchierare e girare intorno al problema, ma la franchezza, il dirlo chiaramente alla persona interessata, è la via migliore per non illudere con falsa diplomazia e false speranze. Il peggiore problema che si può presentare a un oculista, è proprio il glaucoma in fase terminale. Questa è la sentenza dura che probabilmente la maggior parte degli oculisti sono pronti a sottoscrivere nel caso di glaucoma terminale.

MAI DARSI PER VINTI

Non sono autorizzato a travalicare o a disgiungermi, dai pareri illustri espressi in totale trasparenza da autorevoli specialisti del settore. Tuttavia, da esponente della Health Science, continuo a credere che ci sia sempre un minimo margine di luce e di recupero, a patto di mettercela davvero tutta e di non piegarsi mai passivamente a nessun tipo di evenienza. Alla peggio si può sempre riuscire a rendere la progressività degenerativa meno rapida e più contenuta, rimandandone l’esito. Non diamo nulla per scontato, non cediamo nemmeno ai pareri più qualificati ma ribelliamoci, facendo ricorso alle formidabili energie interne che non siamo riusciti finora a movimentare ed esprimere ma che pur esistono dentro di ciascuno di noi. Se tra le Leggi Universali ed Eterne della Natura sussiste il principio per cui siamo health oriented, ed esso vale per tutti, sempre e comunque, in ogni circostanza.

È IL MODO DI AFFRONTARE GLI EVENTI CHE LI RENDE PLASMABILI E MODIFICABILI

Dopotutto, i singoli fattori patogeni delle persone variano da persona a persona. Ogni paziente è un caso unico, Per quanto la medicina oculistica faccia delle rigide classificazioni, non si possono sempre standardizzare i casi. La storia e la stessa struttura del paziente, la sua scorza fisica, la sua resilienza, la sua reattività alle sue stesse anomalie funzionali, varia notevolmente da persona a persona. Ci sono poi dei ricercatori che classificano addirittura i glaucomi come problematica cerebrale prima ancora che oftalmica, per cui conta moltissimo il modo come si affronta la patologia, la fiducia in se stessi, l’intensità, la coerenza e la convinzione con cui si applicano le strategie rimediali prescelte, l’effetto placebo.

PURE LA MEDICINA LE STA TENTANDO TUTTE

Pare che ci sia mezzo milione di persone affette da glaucoma nel mondo e che un numero probabilmente doppio o triplo sia in condizioni di pre-glaucoma senza nemmeno sospettarlo. Non mancano tentativi americani di questi ultimi tempi di risolvere il glaucoma terminale mediante cure sperimentali a base di Idebenone o raxone, che sono ovviamente dei farmaci di emergenza, ai quali io, personalmente non credo del tutto, in quanto mirati sempre e solo alla soppressione dei sintomi e in quanto causatori inevitabili di effetti collaterali più o meno gravi.

VALE SOPRA OGNI COSA LA PREVALENZA DI MADRE NATURA, SOVRANA MEDICATRICE DI TUTTI I MALI, A PATTO CHE LE DIAMO UNA MANO

Resto assai più favorevole alle strategie naturali. Una buona vista, come del resto tutte le altre funzioni corporali in genere, si basa su una regolare fornitura di sangue ossigenato, oltre che su una istantanea circolazione dei neurotrasmettitori la quale si ha soltanto in presenza di sangue e liquidi con pH alcalino. Diamo pertanto al nostro corpo la possibilità di mantenersi alcalino assicurandogli le sostanze che lo alcalinizzano, ovvero quelle che non infrangono il tetto proteico massimo giornaliero, ed abbinandole a comportamenti che alcalinizzano. La cattura delle energie elettromagnetiche e cosmiche, la fede in se stessi e nella Natura, l’autostima, lo stesso darsi da fare per spezzare le proprie catene, sono altrettanti esempi di comportamenti alcalinizzanti a cui troppa gente rinuncia.

RESPONSABILITÀ EVIDENTE DELLE DIETE ALTO-GRASSE ED ALTO-PROTEICHE

Con le diete alto-proteiche occidentali, con tutte le diete commerciali provenienti dall’America e scopiazzate in Francia e Italia, tipo Atkins, Gruppi Sanguigni, Zona, ridenominate Dukan, Paleozoica, Tisanoreica, Lemme, Montignac, Mediterranea Moderna, e altri nomi ancora la capacità visiva della gente tende a deteriorare a causa della scarsa circolazione determinata da ipertensione, aterosclerosi e sangue grasso. Non è una questione di età avanzata, ma piuttosto di scelte auto-lesioniste.

PROVE SCIENTIFICHE ED ESPERIENZE SUL CAMPO CONFERMANO CHE UN CORPO DEPURATO MIGLIORA FORTEMENTE LE FUNZIONI VISIVE

Il campo visivo di una persona giovane e sana si può ridurre sensibilmente in condizioni di scarsità di ossigeno nel giro di 10 minuti. I fumatori, con il loro ossigeno costantemente compromesso dal monossido di carbonio, dopo due sole settimane di stop al fumo, possono incrementare la loro funzione visiva del 36 percento, esperimenti citati da Ross Horne su The Health Revolution. Dopo un anno o due di dieta regressiva-depurativa vegana, tutte le funzioni sensitive tipo vista, udito e olfatto vengono migliorate man mano che i vasi sanguigni si ripuliscono. Viene citato il caso del dr Nathan Pritikin che aveva ritrovato, dopo 20 anni di vista e udito carente, la capacità visiva-auditiva di quando era ragazzino. Per la cronaca, Pritikin fu per anni l’oppositore più accanito di Robert Atkins e il nemico giurato di tutti i grassi animali. La sua opera viene continuata brillantemente oggi dalle due cliniche di maggior successo in America, chiamate Longevity Centers a Miami-Florida e Santa Monica-California, dirette dal figlio dr Robert Pritikin.

I MECCANISMI DEL GLAUCOMA

Il glaucoma, come dicevamo all’inizio, è causato da incrementata e anormale pressione dei fluidi all’interno dell’occhio. Una pressione normale viene fornita per drenare l’umore acqueo dal sangue che porta ossigeno e nutrimenti all’occhio. Con una pressione regolare l’occhio mantiene una forma corretta. La pressione si mantiene regolare grazie al drenaggio dell’umore acqueo tramite le minuscole aperture esistenti. Se si fa ricorso a una dieta alto-proteica e alto-grassa, tali aperture tendono a intasarsi e a bloccarsi. La pressione dei minuscoli vasi interni all’occhio equivale a un terzo della pressione diastolica esterna all’occhio stesso, e così ogniqualvolta la pressione oculare interna causa una gonfiatura agli occhi ed applica pertanto una forza restrittiva sui capillari visivi, la fornitura di sangue da quel capillare si blocca e questo provoca parziale cecità la quale tende a diventare cecità totale in assenza di valide e pronte contromisure, finché si è in tempo. Più alta la pressione diastolica e più duramente il bulbo oculare deve premere per restringere il micro-vaso o il capillare prima che la fornitura sanguina sia ridotta.

SISTOLE E DIASTOLE

Ricordo che durante la diastole, le cavità cardiache – cioè gli atri e i ventricoli – si allargano e si riempiono di sangue. Durante la sistole, invece, le stesse cavità si contraggono e si svuotano di sangue. Questo è il ciclo cardiaco sintetizzato in modo semplice. A seconda della pressione complessiva del sangue, il glaucoma si sviluppa non appena la pressione nel bulbo visivo sale oltre i 21 mmHg, pur variando la quota da soggetto a soggetto. Il glaucoma non è costante e varia in proporzione alla immissione di acidi grassi tramite l’alimentazione. Ecco dunque l’importanza assoluta di tenere di regola la pressione su valoro bassi.

GLAUCOMA LADRO SILENZIOSO DELLA VISTA

Gli inglesi lo chiamano il “ladro silenzioso della vista“. E in questa definizione è racchiusa la natura insidiosa di questa patologia e la sfida dei medici che cercano di prevenirla e curarla. L’occhio ha una sua pressione, autonoma e non strettamente e direttamente legata alla pressione del sangue, mentre per noi igienisti tale autonomia non è per niente assoluta. Negli individui predisposti al glaucoma la pressione intraoculare sale, compromettendo la funzionalità del nervo ottico e minacciando la visione. Questo avviene senza che il paziente avverta alcun sintomo. Occorrono anni di pressione elevata perché i danni al nervo ottico, dapprima iniziali, diventino sempre più severi.

STRATEGIE DI RECUPERO E NIENTE DOGMI NEGATIVI

Veniamo dunque ai consigli alimentari e comportamentali per tentare in extremis una strategia valida almeno a rallentare la fase degenerativa in atto. La parola glaucoma terminale non la accetto per principio, e non mi piace neppure, per come essa è intrisa di paura, di angoscia e di rassegnazione. Le parole hanno una fottuta importanza e occorre pensare almeno 10 volte prima di emettere sentenze tipo maligno, contagiato, terminale, inguaribile.

IMPORTANZA DI METILARE IL CORPO CON ALIMENTI RICCHI DI ZOLFO ORGANICO

Sul piano alimentare serve più frutta lontano dai pasti, più vitamina C naturale, più acqua biologica zuccherina da frutta acquosa e da verde clorofilla. Ho citato all’inizio la necessità di acetilcolina. La colina, come la vitamina B12, l’S-adenosilmetionina o SAM e l’acido folico, agisce nell’organismo umano da “donatore di metili” ed è essenziale per una corretta funzionalità del fegato. Produce un effetto lipotropico, ovvero favorisce la mobilizzazione dei grassi dal fegato. Il SAM si ritrova nei prodotti vegetali ricchi di zolfo, come rucola, patate, bietole, spinaci, ravanelli, crucifere ed allucini. L’acetilcolina è un’importante sostanza chimica che partecipa a molti processi cerebrali, memoria compresa. Vi sono alcune prove poi che l’aumento del contenuto di acetilcolina nel cervello possa migliorare la memoria, soprattutto nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer.

ACETILCOLINA SÌ MA NON DA INTEGRATORI

Parliamo spesso dell’importanza fondamentale dei neurotrtasmettitori come la melatonina, la serotonina, la dopamina, ma spesso ci dimentichiamo di citare l’acetilcolina, che è poi il neurotrasmettitore più abbondante del corpo umano, essendo il carburante dei neuroni colinergici che rendono possibile il trasporto dei messaggi inter-cerebrali. L’acetilcolina si trova sia nelle sostanze animali che in quelle vegetali, per cui molti nutrizionisti suggeriscono carne, pesce, uova e simili poiché contengono più acetilcolina concentrata rispetto alle risorse vegetali. Fanno così il solito medesimo errore di sempre, valutando le quantità ponderali e non il punto-focale che è l’assimilabilità e l’assenza di effetti collaterali. Lo stesso clamoroso errore del ferro-eme da carni e del ferro non-eme da vegetali ritenuto per anni inferiore, e dimostratosi alla fine di gran lunga più efficace e quindi la sola via possibile per evitare stabilmente l’anemia. Non basta infatti un alto contenuto di acetilcolina se nel contempo rendo il sangue più grasso e più acido, mettendo in difficoltà ed inibendo i nostri oltre 500 enzimi e quindi rallentando e compromettendo la funzionalità dei neurotrasmettitori.

DOVE TROVARE ACETILCOLINA E SAM TRA LE RISORSE VEGETALI

L’acetilcolina vegetale, parallelamente al SAM vegetale sopra citato, abbonda in cavoli, crescione, cavolfiori, cavolini Bruxelles, lattuga, radicchio, finocchio, banana, pomodori, patate, patate dolci, zucche, fagiolini, avocado, germe grano, frutta secca, mandorle, grano saraceno, germogli alfa-alfa, portulaca, semini vari, riso integrale, mais, spinaci, bietole, ravanelli. La quota minima giornaliera è di 550 mg e si raggiunge senza difficoltà consumando una qualsiasi ragionevole e sostenibile dieta vegan-crudista tendenziale, in quantitativo saziante.

CAMOMILLA, FINOCCHIO E VISCHIO

Per ridurre la pressione intraoculare il decotto di camomilla è rimedio specifico e va applicata sugli occhi ogni qualvolta si gonfiano. Ottimi da ingerire per lo stesso motivo le tisane di finocchio con 10 grammi in 250 ml di acqua bollita per 5 minuti. Stesso discorso col vischio e con le ortiche. Consigliato inoltre tutti i giorni una tazza di succo di carote fresco.
Evitare invece le sostanze nemici della acetilcolina che sono birra, vino oltre 1 bicchiere e non tutti i giorni, caffè, tè, cole, bibite, fumo, zuccheri lavorati e cibi junk (spazzatura).

MANTENERE LA PRESSIONE IN REGOLA NON È MAI SBAGLIATO

Per ridurre la pressione generale del corpo non servono miracoli. Basta eliminare l’eccesso di peso, la pessima dieta, sigarette, alcol e caffè e la pressione si regolarizza spontaneamente, essendo niente altro che un problema di stile di vita. Se poi inseriamo quasi tutti i giorni del riso integrale con funghi secchi o con piselli e verdure, alghe, fragole, uva, biancospino, fagiolini con aglio, lupini, patate con cipolla, peperonata, pomodori, lenticchie, ceci, succo di sedano, anguria, melone, mango, papaia, ananas, litchi, uva passa, kaki, datteri, la pressione va a posto nel giro di 3 settimane. Se poi ci esponiamo spesso ai raggi solari, scopriremo che il sole ha delle qualità straordinarie in quanto abbassa la pressione e il colesterolo, stabilizza gli zuccheri, aumenta l’energia e la forza muscolare, attiva la vitamina D.

I CICLI CIRCADIANI RIMANGONO UN OTTIMO PUNTO DI ORIENTAMENTO

Ho insegnato a tutti i piccoli segreti dei 3 cicli circadiani, e lo ripropongo pure in questo caso, trattandosi di una cosa importante che va ripetuta all’infinito. Abbiamo a disposizione un ciclo ripulitivo al mattino dalle 4 alle 12, adattissimo alla frutta acquosa, ai succhi, alle spremute e alle banane, con ciclo alimentare solido tra le 12 e le 20, adatto al verdurismo crudo a inizio pasti principali di pranzo e cena seguito da un secondo piatto di cibi vegetariani cotti e con ciclo assimilativo notturno tra le 20 e le 4 del mattino.

IL CORPO USA LA NOTTE PER RITOCCARE LE DISFUNZIONI E RIMETTERSI IN CARREGGIATA

Se uno si comporta bene durante il giorno facendo una camminata giornaliera di almeno un’ora, o una corsa in bici o una bella nuotata, respirando in modo profondo e addominale, guardando il sole all’alba o al tramonto a occhi socchiusi e senza troppi timori, si realizza una serie di reazioni positive tra la zona visiva, cioè la retina, e le ghiandole cerebrali chiamate pineale e ipofisi. In pratica la retina si carica di energia solare, la pineale si carica di melatonina da buon sonno e da rimboccamenti di serotonina proveniente dall’intestino tenue, e l’ipofisi si carica di azoto, per cui alla fine il corpo ha a disposizione una proteina aerea e un ormone della crescita a costo zero, chiamato somatotropina naturale.

GLI ESERCIZI OCULARI DEL DR BATES RIMANGONO UN PUNTO FERMO

Se infine, oltre a quanto sopra, si esercitano gli occhi muovendoli in tutte le direzioni dx-sx, alto-basso, senso orario ed antiorario, mettendo a fuoco vicino-lontano secondo le celebri tecniche del dr Bates, c’è il rischio persino di smentire le sentenze di cecità assoluta che si fanno per i glaucomi terminali.

Valdo Vaccaro

[Leggi qui la testimonianza di Ivan dopo 3 mesi di alimentazione tendenzialmente vegan-crudista]

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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