LE GRAVI INSIDIE DEL FERRO INORGANICO E DEL FERRO-EME DA CARNE

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LETTERA

TROPPO FERRO IN GRAVIDANZA

Buongiorno dottore, sono alla 19 settimana di gravidanza e dalle ultime analisi effettuate è risultato un valore del ferro un po’ più alto del normale, oltre alla mia solita microcitemia. Le allego per chiarezza i risultati per avere gentilmente una Sua risposta. A cosa può essere dovuto questo eccesso di ferro? Ringraziandola anticipatamente, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Angelica

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RISPOSTA

SI PARLA TROPPO POCO DELLA TOSSICITÀ DEL FERRO

Ciao Angelica, È da anni che vado affermando i pericoli del ferro, un minerale che staziona nel corpo umano in abbondanza anche nelle persone anemiche e nelle donne soggette alle perdite del ciclo. Ci sono le mancanze e ci sono gli eccessi. Questo vale anche per il ferro nel nostro organismo. Così se la carenza di ferro provoca anemia, l’esagerata presenza di questo ione metallico nelle cellule può rivelarsi addirittura tossica. Lo sanno bene i pazienti che soffrono di emocromatosi, una malattia genetica che provoca un accumulo di ferro in alcuni organi, soprattutto fegato, pancreas e ghiandole che producono ormoni, oppure i pazienti che si sottopongono a frequenti trasfusioni di sangue perché ammalati di tumore o per combattere malattie del sangue come la talassemia.

ARMA SUBDOLA E A DOPPIO TAGLIO

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro colorettale, malattie cardiache, infezioni, malattie neurodegenerative e stati infiammatori. Anche altre patologie sono state associate ad un’elevata assunzione di ferro, tra le quali l’Alzheimer, la Malattia di Parkinsons, l’artrite e il diabete.
La malattia dà segno di sé solo negli stati avanzati e i sintomi sono aspecifici. Il ferro svolge la sua azione tossica lentamente e in modo subdolo fino a provocare la comparsa di gravi danni quali cirrosi epatica. Cirrosi che può poi evolvere verso l’epatocarcinoma, diabete, impotenza nell’uomo, amenorrea nella donna e sterilità in entrambi, scompenso cardiaco e aritmie, artropatie e osteoporosi.

MECCANISMI ASSORBITIVI DI REGOLAZIONE VALIDI SOLO PER IL FERRO NON-EME VEGETALE

Molte persone ignorano quindi il loro stato e i rischi correlati allo sviluppo di un sovraccarico di ferro. Dal momento che il nostro organismo non è in grado di eliminare l’eccesso di ferro, abbiamo sviluppato un meccanismo rigido per regolarne l’assimilazione. Se le nostre scorte di ferro sono scarse, il nostro intestino ne stimola l’assorbimento, mentre se le nostre riserve sono al loro massimo, il nostro intestino blocca l’assorbimento di ferro per mantenerci ad un livello ottimale. Questo meccanismo però funziona soltanto con le fonti di ferro primarie della dieta dell’uomo, ovvero il ferro che si trova nei cibi di origine vegetale.

IL FERRO-EME NON È SOTTOPOSTO A FILTRI E CONTROLLI

Il nostro apparato digerente invece non ha un sistema per regolare il ferro ingerito con il sangue, il ferro-eme. Il ferro che si trova nel cibo di origine animale passa direttamente attraverso la barriera intestinale e anche se nel nostro organismo già ne abbiamo più che a sufficienza, non possiamo in alcun modo controllare l’assimilazione di questo tipo di ferro.

CONSUMO CARNE, SOVRACCARICO DI FERRO E CANCRO AL SENO

Proprio per questo, alcuni studiosi ipotizzano che il sovraccarico di ferro potrebbe essere la ragione che lega il consumo di carne al rischio di tumore al seno. Il ferro è un pro-ossidante e può provocare stress ossidativo e danni al Dna. Nei paesi industrializzati, un’eccessiva assunzione di ferro potrebbe portare con il tempo ad un condizione fisiologica da sovraccarico di ferro nelle donne in menopausa, che non hanno più perdite di sangue mensili.

SOVRACCARICO DA FERRO DI TRASFUSIONE

Il test della ferritina sierica è un semplice esame del sangue che misura la quantità di ferro nel sangue. È il metodo più veloce e più semplice per individuare il sovraccarico di ferro. Chi ha ricevuto 10 o più trasfusioni, farebbe bene a sottoporsi al test della ferritina. Se il livello di ferritina sierica è superiore a 1.000 μg /L, potreste avere un sovraccarico di ferro. Discutete con il vostro medico in merito ai trattamenti disponibili, così da definire il più indicato per voi.

STRESS OSSIDATIVO DA INTEGRAZIONI DI FERRO

Il sovraccarico di ferro favorisce la produzione di radicali liberi, l’ossidazione dei grassi, i danni al Dna e potrebbe anche contribuire allo sviluppo del tumore al seno ed alla carcinogenesi, in maniera del tutto indipendente o potenziando gli effetti di altri carcinogeni. Uno studio recente ha messo in evidenza che nell’organismo delle donne che prendono integratori di ferro si verifica un notevole aumento dello stress ossidativo. Dunque, prima di assumere un integratore di ferro, meglio pensare non due ma tre volte almeno.

IL FERRO BUONO STA NEI SEMINI E NEI VEGETALI VERDE-SCURO

Se cerchiamo del ferro buono e privo di effetti collaterali, lo troveremo nei cibi che Madre Natura ci offre, come ceci e semi di zucca, facendo attenzione a consumare nello stesso pasto cibi ricchi in vitamina C, come limone, frutti tropicali, broccoli e peperoni, che migliorano l’assorbimento del ferro di provenienza vegetale, e stando attenti a non bere the e caffè e cole durante i pasti, poiché essi possono mettere a rischio l’assorbimento di ferro.

FATTORI CHE REGOLANO LA FERRITINA NEL SANGUE

In primo luogo il contenuto di ferro nelle cellule. Se aumenta il ferro, aumenta anche la produzione di ferritina, se diminuisce il ferro diminuisce anche la ferritina. Questa è la ragione per cui il dosaggio della ferritina nel sangue è comunemente utilizzato per identificare gli stati di sovraccarico o di carenza di ferro. In secondo luogo la presenza di uno stato infiammatorio (con questo termine intendiamo infezioni più o meno severe, malattie infiammatorie acute e croniche, neoplasie), ma anche una serie di svariate situazioni cliniche (ad esempio alterazioni del metabolismo lipidico e glucidico, ipertiroidismo). In questi casi aumenta la produzione di ferritina nei tessuti e nel sangue, indipendentemente dal contenuto di ferro.

AUMENTO SIDEREMIA O FERRO CIRCOLANTE NEL SANGUE

Negli stati di sovraccarico di ferro qualunque ne sia la causa. In questi casi l’incremento di ferritina è spesso preceduto dall’aumento della sideremia (ferro circolante nel sangue) e, soprattutto, della percentuale di saturazione della trasferrina. Nei casi iniziali di sovraccarico di ferro è anche possibile osservare valori di ferritina ancora nei limiti di normalità in presenza di una percentuale di saturazione elevata. Esistono alcune eccezioni a questa regola, cioè stati di sovraccarico di ferro caratterizzati da valori di ferritina elevati con una percentuale di saturazione della trasferrina normale o bassa.

SINTOMI DA ECCESSI DI FERRO

In genere i sintomi di un’eccessiva quantità di ferro nell’organismo includono:

  • Affaticamento cronico,
  • Sbalzi d’umore,
  • Problemi alle ghiandole surrenali,
  • Patologie neurodegenerative in giovane età,
  • Glucosio alto,
  • Enzimi epatici alti,
  • Dolori articolari,
  • Dolori addominali,
  • Diabete mellito,
  • Aritmia,
  • Modifiche colore pelle (color bronzo, grigio cenere, verdastro),
  • Amenorrea, ossia ciclo mestruale irregolare o assente,
  • Rigonfiamento fegato e milza,
  • Impotenza,
  • Sterilità,
  • Ipogonadismo,
  • Ipotiroidismo,
  • Apatia e calo del desiderio,
  • Osteoporosi,
  • Osteoartrite,
  • Caduta capelli,
  • Depressione.

ALIMENTI CON POCO FERRO

Acqua del rubinetto, acqua in bottiglia, pompelmo bianco, pompelmo rosso, uovo, succo di limone, succo d’arancia.

PERICOLOSITÀ DEGLI ACCUMULI DI FERRO NEL FEGATO

Sappiamo che l’accumulo di ferro nel fegato può portare, negli anni, a morte cellulare, fibrosi, cirrosi e alla fine la comparsa di epatocarcinomi, ha detto Clara Camaschella, responsabile dell’Unità Regolazione Metabolismo del Ferro all’Ospedale San Raffaele di Milano che ha tenuto una lecture su questo argomento all’ultimo congresso dell’American Society of Hematology tenutosi a New Orleans.

FABBRICANDO MENO GLOBULI ROSSI SI RICHIEDE MENO FERRO

Il metabolismo del ferro nell’organismo, continua Camaschella, è regolato da un ormone, l’epcidina, prodotto dal fegato e scoperto nel 2000, che ne condiziona l’assorbimento nel duodeno e il rilascio da parte del fegato. Potrebbe succedere che questi sistemi di regolazione si alterino con l’età, determinando un accumulo. Non solo, gli anziani fabbricano anche meno globuli rossi e utilizzano, quindi, meno ferro.

PIÙ ECCESSI DI FERRO CHE CARENZE NELLE PERSONE ANZIANE

Ma esistono altre condizioni in cui si è identificato un aumento del minerale nell’organismo. Secondo il Framingham Heart Study, una ricerca cominciata negli anni Cinquanta che tiene sotto controllo la salute del cuore degli abitanti di questa cittadina americana del Massachussets, nelle persone di età compresa fra 67 e 96 anni, solo il 3 per cento ha problemi di carenza, mentre il 13 per cento presenta livelli di ferro superiore alla norma.

ACCUMULI NEL CERVELLO E DEMENZA SENILE ALZHEIMER

Forse la forma più diffusa di demenza senile, l’Alzheimer, destinata a divenire pandemica nei prossimi decenni soprattutto a causa dell’invecchiamento inarrestabile della popolazione globale, è causata da eccesso di ferro nel cervello. Due studi distinti dimostrano il coinvolgimento di ferro e rame nell’erosione della memoria e nei danni cerebrali tipici della malattia. Accumuli di ferro in eccesso sono stati, infatti, rinvenuti nel cervello dei pazienti, mentre il rame, ingerito da topolini attraverso l’acqua, rallenta delle speciali molecole spazzino che tengono puliti i neuroni.

CARNI ROSSE, IPERCOTTURA VERDURE E INTEGRATORI I PRIMI RESPONSABILI

Un team californiano guidato da George Bartzokis, della University of California, Los Angeles, ha dimostrato per la prima volta come un eccesso di ferro nel cervello potrebbe essere la causa della forma più comune di demenza senile. E quali fattori contribuiscono all’accumulo di ferro nel cervello? I principali colpevoli sono le carni rosse e gli integratori alimentari di ferro. La cottura delle verdure a foglia e delle verdure non amidacee (patate, radici, tuberi, cavolini) ritrasforma i minerali organicati in minerali disorganici, non facilmente assimilabili e pertanto tossici. Sebbene una piccola quantità di ferro sia necessaria al corpo per garantire la corretta funzionalità delle cellule, molti ricercatori ritengono che in quantità elevate esso possa essere pericoloso.

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Valdo Vaccaro

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