LETTERA

DISAGI ADDOMINALI E CUTANEI

Ciao Valdo, ti scrivo per dei chiarimenti che non ho trovato nelle tesine che ho letto. Ultima quella sul paradosso digestivo della frutta. Il mio percorso vegano crudista è giunto al quarto anno. Ma i problemi principali rimangono. Gonfiore e dolore addominale, nonché dermatite seborroica che di sicuro è collegata alla situazione dell’intestino.

PROBLEMI CON LO SCHEMA TENDENZIALMENTE VEGAN-CRUDISTA

La mia alimentazione negli ultimi due anni si alterna tra vegana tendenzialmente crudista e alimentazione fruttariana che comprende tutta la frutta fresca, mandorle e nocciole. Con lo schema tendenzialmente crudista ho dei problemi in quanto il cibo cotto mi attrae troppo e spesso cado in tentazione esagerando con legumi pasta e patate.

CON TUTTE LE SOLUZIONI IL VENTRE RIMANE GONFIO

Nel momento in cui ti scrivo sono due settimane che sto seguendo alimentazione fruttariana e mangio prevalentemente pere, cachi, banane e in minore quantità kiwi, arance e ananas. Proprio in concomitanza col cambio alimentazione la mia pancia è lievitata ancor più di prima. Con tutti gli schemi vegani provati finora dal crudismo al tendenzialmente crudo, al senza glutine, la pancia è sempre gonfia e mi fa molto male, mentre la dermatite aumenta.

GLI SCHEMI PROVATI MI HANNO DELUSO E NON LI HO NEMMENO POTUTI SEGUIRE

Ora ho capito che la frutta è il nostro cibo elettivo, e che ciononostante in un intestino infiammato può far male. Ma quello che non capisco è cosa fare allora? Io ho provato a seguire ogni schema, ho provato a diminuire la frutta e aumentare le verdure anche frullate o estratte-centrifugate, ho provato a inserire diminuire e poi togliere legumi e cereali, ho provato a mangiare solo minestroni e ortaggi. I risultati sul piano gonfiore e dermatite sempre deludenti. Tra l’altro questi schemi non riesco a seguirli e mi inducono spesso allo sgarro e alle abbuffate.

TROVO MAGGIORE EQUILIBRIO CON FRUTTA ACQUOSA E POCA FRUTTA SECCA

L’unico modo di mangiare che mi fa stare in equilibrio e che mi soddisfa senza lasciarmi affamato e attratto dal cibo è quello che seguo ora, frutta acquosa e poca frutta secca. Quello che ti chiedo è se, a tuo avviso, dovrei continuare così finché un giorno tutto questo con pazienza scomparirà, o cambiare perché un intestino in disordine mangiando chili di frutta al giorno non si rimetterà mai in sesto? In quest’ultimo caso che alternativa avrei?

SCARSA PROPENSIONE VERSO IL DIGIUNO

Ho provato a fare un digiuno ma senza convinzione e pochi risultati. È una esperienza che non intendo rifare. Non potrei portarlo a termine per motivi familiari e lavorativi. Spesso faccio anche prolungamento del digiuno notturno saltando la colazione o ritardandola di qualche ora. Grazie sempre per il prezioso supporto. Mai avuto un ripensamento sull’igienismo, ma solo dubbi sul percorso da intraprendere per raggiungere l’obiettivo. Ti stimo come sempre. Tante buone cose.

Emanuele

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RISPOSTA

IL PROBLEMA NON STA NELLA FRUTTA

Ciao Emanuele. Ribadisco che la frutta, se assunta in modo corretto, cioè nelle giuste quantità e combinazioni, non rappresenta un problema sul piano digestivo e sul piano metabolico. Tuttavia, nella stagione invernale e alle nostre latitudini, varietà, quantitativi e vitalità risultano insufficienti a coprire al meglio le nostre esigenze gustative e caloriche. Non si risolve affatto una penuria calorica riempiendosi di chili e chili di frutta.

CI VUOLE CONOSCENZA, ABILITÀ, BUONSENSO E ARTE ALIMENTARE

Ed è proprio qui che si mette alla prova la nostra abilità e il nostro buonsenso alimentare, la nostra capacità di ascoltare le esigenze del nostro organismo, la nostra padronanza dell’arte del mangiare bene e del digerire bene, la nostra conoscenza dei cibi giusti e delle opportune combinazioni con i cibi diversi dalla frutta che si vanno ad assumere. La nostra bravura sta nello sperimentare e nell’inserire in modo armonioso quei cibi che mancano alla integrazione di un menu incompleto e precario.

INNOCENZA, DIGERIBILITÀ, SOSTENIBILITÀ, ENERGIA

Le parole da sottolineare sono cibo vegetariano ed innocente nel modo più assoluto, cibo tendenzialmente crudista in rapporto alle nostre esigenze e gusti e abitudini, cibo sostenibile ovvero accettatile nella concretezza e nella continuità quotidiana, cibo personalizzato vale a dire commisurato alle necessità specifiche di ognuno di noi ben sapendo che siamo soggetti unici, con necessità-appetiti-preferenze che variano rispetto agli altri e persino rispetto a noi stessi in quanto le nostre stesse caratteristiche si differenziano e mutano in base al clima, all’attività fisica, ai vari cicli corporali, alle congiunzioni astrali e ai vari accadimenti fisici e psichici ed emozionali che ci riguardano.

NIENTE SCHEMI FISSI E NIENTE SOLUZIONI TEORICHE

Hai parlato di schema tendenzialmente vegan-crudista, e di schemi similari rivelatisi nel tuo caso inefficaci. Intanto la stessa parola tendenziale non si presta ad essere uno schema fisso ma indica semmai progressione. C’è chi si trova bene con un 50% di crudo e chi sa portarsi su quote più alte, come il 70 o l’80% del totale. Tieni presente in ogni caso che ho sempre affermato, e qui lo riconfermo, che gli schemi rigidi non funzionano e che le nostre indicazioni vanno intese in modo aperto e flessibile.

Quanto alla dermatite seborroica è spesso la conseguenza di ostruzione e atrofia dei capillari che, non portando nutrimento e ossigeno sufficienti ai tessuti, provocano una morte cellulare progressiva chiamata apoptosi (dal greco apò=da e ptòsis=caduta). Questo accade per inadeguatezze alimentari, ma anche come risposta a condizioni di vita stressante, con formazione di ormoni catabolici surrenali come adrenalina e cortisone.

DISAGI ALIMENTARI E STRESS ALLA BASE DELLE DERMATITI

La tua incapacità di affrontare in modo stabile e continuativo una determinata scelta alimentare, o anche un semplice digiuno, rafforza l’idea che ci sia questo tipo di problema alla base del tuo disagio. Per il resto rimani pure sul crudo prevalente fruttariano, visto che ti trovi bene, ma vedi pure di introdurre delle verdure crude ben masticate in modo sensato e progressivo, ricorrendo anche ad avocado e alghe, a cavoli e radicchi, rape e carote. Almeno un pasto al giorno di patate, patate dolci, datteri, zucca, riso integrale alle verdure. Mantenere ovviamente un buon apporto di noci, mandorle, pinoli, carrube.

DIALOGARE COL PROPRIO CORPO, RISERVARGLI PIÙ ATTENZIONI E TROVARE UN VALIDO EQUILIBRIO

Ovvio che servono bagni di sole, movimento fisico, traspirazione, bagni di mare, vita a contatto con la natura, rilassatezza e buon sonno notturno. Dovrai anche inserire via via legumi e funghi e qualche altro piatto di alimenti cotti in modo intelligente, tipo gnocchi, pizza alle verdure, spinaci in padella e simili. Direi che non ti farebbe male studiare a fondo tesine di riequilibrio generale come “Fine del diabete, fine del cancro, fine della paura”, più che limitarti a cercare il rimedio specifico al mal di pancia e alla dermatite.

Valdo Vaccaro