HERPES OFTALMICO ZOSTER E MANIPOLAZIONI MONATTE

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LETTERA

HERPES OCULARE CON DISTRUZIONE PROGRESSIVA DELLA CORNEA

Buonasera, leggo con interesse le sue risposte sul blog. Mi permetto di disturbarla direttamente per una domanda che vorrei farle dato che, sfogliando in tutte le sue risposte, non trovo corrispondenze al nostro problema. Mia moglie soffre di Herpes Oculare e, purtroppo, con le varie recidive gli stanno distruggendo la cornea.

DATI COMPORTAMENTALI ED ALIMENTARI

Ha 62 anni e non ha mai sofferto neanche di banali raffreddori. Ma da 2 anni il suo problema periodicamente si ripresenta, ed ogni volta con violenza. Farmaci per diverso tempo, sia antivirali che colliri e gel. Lei è obesa, in particolare tra pancia e addome. Va in palestra tutti i giorni. Mangia in maniera moderata ma di tutto, senza troppa selettività. Non è crudista e assume saltuariamente carne e pesce, oltre che un bicchiere di latte alla mattina.

QUALI CONSIGLI CI PUÒ DARE?

Da una settimana, leggendo che il latte fa male, è stato eliminato dalla sua dieta, come del resto tutti i tipi di dolci, di carne e di pesce. Cosa può consigliarci? Non sappiamo più come venirne a capo.
La ringrazio anticipatamente.
Antonia e Raffaele

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RISPOSTA

DEFINIZIONE MEDICA DI VIRUS VARICELLA-ZOSTER

Ciao Antonia e Raffaele. Il virus varicella-zoster o VZV viene definito dalla medicina oftalmica ufficiale come agente di manifestazioni patologiche che sono la varicella e l’Herpes Zoster. Dopo la fase acuta il VZV per via assonale retrograda raggiungerebbe i gangli nervosi spinali o cranici divenendovi latente praticamente per sempre. La riattivazione del VZV, favorita da stress psicofisici e da stati di immunodepressione, darebbe luogo alla malattia secondaria cioè all’Herpes Zoster. La riattivazione del VZV a livello della prima branca del trigemino darebbe infine luogo all’herpes zoster oftalmico (HZO).

LA SCIENZA IGIENISTICA HA IDEE TOTALMENTE DIVERSE SUI VIRUS E SULLE MALATTIE CORRELATE

Perché usiamo la forma condizionale o dubitativa? Ovviamente perché, da esponenti della Scienza Igienistica, condividiamo poco o niente di quanto afferma la medicina ufficiale sui virus, sui fenomeni virali e ancor meno sulla diffusione dei virus e sulla loro latenza.

SINTOMI DA RIATTIVAZIONE DEL VIRUS VARICELLA-ZOSTER

Ma completiamo pure il discorso in termini medici, anche per capire dove le teorie monatte ci conducono. Dal ganglio sede di riattivazione il virus si diffonde lungo gli assoni dei nervi sensitivi fino a raggiungere il dermatomero corrispondente e, dopo un periodo variabile da pochi giorni fino a due settimane, compare la tipica eruzione cutanea eritemato-vescicolo-crostosa. Distribuita lungo il decorso delle terminazioni di branca è di entità molto variabile. Si parla di solo dolore, poche vescicole, devastante ulcerazione massiva per confluenza di un gran numero di lesioni.

IMPORTANZA DIAGNOSTICA DEL SEGNO DI HUTCHINSON, CON VESCICOLE NASALI E COMPLICAZIONI OCULARI

Questa forma provoca lesioni oculari, in assenza di terapia, nel 50-72% dei pazienti. La più grave è la distribuzione nasociliare. Questo ramo interessa palpebre, ala del naso, congiuntiva, sclera, cornea ed uvea. Da ciò l’importanza diagnostico-prognostica del segno di Hutchinson, cioè della comparsa di vescicole sulla punta e sull’ala del naso che si accompagnano nell’80% dei casi a complicanze oculari.

COMPROMISSIONE DELLA TRASPARENZA CORNEALE

Le manifestazioni al bulbo oculare iniziano dopo un periodo variabile dall’esordio dei sintomi generali, di solito 2-3 giorni, ma possono anche precedere o seguire di molto. Le più variabili sono quelle corneali che possono interessare tutti gli strati ed in tutte le fasi della malattia. Sono determinate da diversi meccanismi, tipo azione diretta del virus, reazione infiammatoria immune, alterazione della sensibilità. Cheratite puntata superficiale, cheratite pseudo dendritica, cheratite nummulare, cheratite disciforme, sclero-cheratite provocano arrossamento, dolore, calo visivo e possono portare al più grave esito dell’interessamento oculare nello zoster, ovvero alla compromissione della trasparenza corneale.

INTERESSAMENTO DELL’UVEA

Chiamasi uvea la tonaca vascolare-mediana dell’occhio, situata sotto la sclera e comprendente 1) La coroide, ossia lo strato pigmentato interposto tra tonaca fibrosa  e tonaca nervosa o retina, 2) l’iride, 3) Il corpo ciliare. L’interessamento dell’uvea, uveite o iridociclite, si manifesta con intensa iperemia, dolore, miosi, depositi endoteliali, sinechie, ipertono. Residua una caratteristica atrofia iridea. Non vi è relazione tra severità dell’eruzione cutanea e gravità dell’interessamento oculare. Tra le complicanze si segnalano la cheratite neurotrofica, l’alterazione della trasparenza corneale, il glaucoma, la nevralgia posterpetica con dolore continuo, urente, a morsa o episodico, parossistico, lancinante. La diagnosi differenziale è da porre con l’erisipela, la reazione allergica da contatto, le cherato-uveiti da herpes simplex, la ciclite eterocromica di Fuchs, la sindrome glauco-ciclitica di Posner-Schlossman, i glaucomi neovascolari.

RICORSO ALLA TERAPIA ANTIVIRALE SISTEMICA PER BLOCCARE IL CICLO DI REPLICAZIONE DEL VIRUS

La terapia antivirale sistemica deve essere prescritta in ogni caso di Herpes Zoster oftalmico HZO. Ha lo scopo di agire sul virus in replicazione bloccandone il ciclo. Ogni fase di replicazione dura circa 18-20 ore perciò è fondamentale che il trattamento sia iniziato il più presto possibile, alla comparsa dei sintomi o al massimo entro 72 ore. Diminuendo la disseminazione virale riduce la frequenza e la gravità della complicanze sia precoci che tardive, limita la sintomatologia dolorosa acuta favorisce la normale cicatrizzazione cutanea. La terapia va effettuata per 7-14 gg, in condizioni di decorso favorevole. Va proseguita se compaiono complicanze oculari, soprattutto se queste richiedono l’impiego di steroidi.

OVVIO CHE NON MANCANO GLI EFFETTI INDESIDERATI

Gli antivirali sistemici sono Aciclovir, Valaciclovir e Famciclovir. Provocano effetti indesiderati tra cui nausea, vomito, cefalea, insonnia, anemia, iperbilirubinemia. Il paziente che si presenta con HZO in fase attiva va sempre messo in terapia sistemica con Aciclovir cpr 800 mg x 5/dì o preferibilmente Valaciclovir cpr 1000 mg x 3/dì o Famciclovir cpr 500 mg x 3/dì. Oltre alla maggiore efficacia, i farmaci a somministrazione ogni 8 ore favoriscono la corretta esecuzione della terapia.

IL RUOLO DELLA TERAPIA ANTIVIRALE TOPICA È SOLO DI SUPPORTO

L’uveite va trattata con desametazone o betametazone preferibilmente in collirio monodose 5-6 volte al dì, anche più frequentemente secondo la gravità del quadro, fino a risoluzione della flogosi. Si deve poi scalare il dosaggio di 1 somministrazione al dì ogni 5-7 gg per poi proseguire con una somministrazione ogni 2-3 gg anche per lunghi periodi, soprattutto nelle forme che sono state difficilmente controllabili o che tendono a recidivare. È consigliabile mantenere in tal caso l’antivirale sistemico anche a dosaggio ridotto. Va sempre effettuato uno stretto controllo per la possibilità di forme di glaucoma steroide indotto e di assottigliamento dello spessore del parenchima corneale.

TRATTAMENTO PRECOCE DELLA REAZIONE CILIARE

Gli steroidi se da un lato sono molto utili nel determinare od accelerare la risoluzione di manifestazioni quali la cheratite disciforme o l’uveite, dall’altro sicuramente allungano il tempo di gestione della malattia, necessitano di un controllo molto accurato da parte di oculisti esperti per il lungo periodo in cui vanno scalati e per la praticamente inevitabile reintroduzione in caso di recidiva.
In caso di chirurgia oculare programmata (ad esempio intervento di cataratta) è opportuno sottoporre il paziente che ha avuto un HZO a profilassi con dosaggio ridotto di aciclovir (400 mg x 2/dì) o valaciclovir (500 mg/dì) da 7 gg prima dell’intervento fino a quando verrà mantenuta una terapia topica steroidea che, in questi casi, è bene sia più prolungata. In caso di nevralgia posterpetica, l’affiancamento di competenze neurologiche ed internistiche diviene indispensabile.

CONTESTAZIONE RIGOROSA E INTRANSIGENTE DELLA MEDICINA ALLOPATICA E DEI SUOI METODI DA PARTE DELLA HEALTH SCIENCE

Il trattamento di qualsiasi malattia coi farmaci, qualunque sia il travestimento o il nome sotto cui  praticato, consiste nell’usare come rimedio per il malato tutto quanto produrrebbe malattia e malessere nel sano. La materia medica è semplicemente una lista di droghe, di prodotti chimici, di tinture e di veleni. Tutti i farmaci esistenti sono in effetti sostanze anti-vitali ed anti-biotiche, ovvero sostanze distruttrici di vita, sostanze incompatibili e antagoniste della materia vivente. Causano infatti irritazioni e scompensi allo stomaco, all’intestino, al fegato e ai reni. Ad esempio, parlando del ferro, solo i sali organici di ferro possono essere considerati come alimenti. Qualsiasi altra sostanza di ferro è veleno. I farmaci squilibrano l’armonia funzionale dell’organismo 1) Per la loro incompatibilità biochimica coi tessuti e coi fluidi vitali, 2) Per la loro inutilità che diventa ragione urgente dell’organismo per liberarsene senza indugio, 3) Per il fatto che essi rappresentano sempre e comunque avvelenamento ed ostruzione.

STORIA DELLE ULTIME PESTILENZE CHIAMATE HV OSSIA HERPES VIRUS, E HPV OSSIA HUMAN PAPILLOMA VIRUS

I microbiologi cominciarono a studiare il cancro della cervice ancora nel XIX secolo, quando un anonimo medico italiano riscontrò che questo tipo di tumore colpiva più facilmente le donne sposate che le monache. Una varietà di microbi fu ritenuta responsabile della malattia, compresi i batteri della sifilide e della gonorrea, i micoplasmi, le clamidie e il triconomas che è un protozoo.

L’ENTRATA IN CAMPO DEI VIROLOGI E DEI NEO-MONATTI

I virologi entrarono in campo negli anni 60, subito dopo che il virus di Epstein-Barr era stato isolato e ritenuto (a torto) responsabile del linfoma di Burkitt (che in realtà si rivelò essere, come al solito, malattia tossicologica e non virale-infettiva). Nel 1966 i virologi giocarono di nuovo sporco, rispolverando l’asserzione che le pazienti con cancro della cervice tendevano ad aver avuto più rapporti sessuali rispetto a quelle meno attive sessualmente. In più, un laboratorio gettò ad arte benzina nel fuoco, riferendo che le pazienti cancerogene avevano avuto in precedenza un’infezione da herpes. Questo era un boccone troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire.

LA CARTA STRATEGICA DELL’HERPES TIPO II

In due anni riuscirono a distinguere due tipi di herpes, il tipo I (più comune, intorno alla bocca) e il tipo II (infezione ai genitali, cervice compresa). E quest’ultimo diventò per anni il bersaglio preferito, come presunto responsabile del cancro. Ma anche qui si dovettero fabbricare nuove ipotesi assurde e fantasmagoriche. Secondo questa teoria, il virus prima infettava e uccideva milioni di cellule, ma ogni tanto faceva cilecca e si mescolava con delle cellule diventando impotente.

L’85 PER CENTO DEGLI AMERICANI È PORTATORE DI HERPES

Le balle e le bufale vennero ben presto a galla. L’85% degli americani adulti sono infettati dal virus herpes II in modo spesso asintomatico, compreso donne prive di alcun segno di cancro al collo dell’utero. Molte donne poi, affette dal tumore alla cervice, non erano addirittura mai state infettate dal virus herpes II. Cose da chiodi davvero.

CON LE LORO IPOTESI DEMENZIALI I VIROLOGI-INFETTOLOGHI DIVENTARONO LO ZIMBELLO DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA

Nel 1983, i virologi-infettologi disperati ma mai disposti a mollare l’osso, proposero una nuova trovata da Carnevale. Sostennero l’ipotesi di toccata e fuga, per cui l’herpes virus infetterebbe brevemente le cellule della cervice delle donne ignare, provocando qualche misterioso cambiamento. Questa idea peregrina minacciava di rendere i virologi lo zimbello della comunità scientifica. Come si potevano mai fare delle sperimentazioni e delle teorie per dimostrare un evento ipotetico che non lasciava traccia? Eppure questa schizofrenica ipotesi sopravvisse in medicina fino agli anni ’90.

L’ULTIMA BRILLANTE TROVATA DEL PAPILLOMA VIRUS

Nel 1977, un virologo tedesco, Harald zur Hausen, che lavorava al centro di ricerche sul cancro di Heidelberg, propose un altro virus come agente responsabile del cancro alla cervice. Si trattava dell’Hpv (human papilloma virus), un virus non aggressivo che causa delle innocue verruche.
Tant’è vero che le prove a favore di questa ipotesi Hpv sono tutte regolarmente fallite e naufragate.
Infatti, non appena Harold zur Hausen e i suoi colleghi si accorsero che: A) Metà delle donne americane era regolarmente portatrice del virus Hpv, B) Solo l’1% della popolazione femminile portatrice Hpv sviluppava poi il cancro, C) Un terzo di quell’1% non era comunque mai stato infettato dal virus Hpv, conclusero giustamente di aver seguito una pista sbagliata e, da scienziati onesti, cestinarono il tutto.

C’È ANCHE CHI È BRAVO A PESCARE NEI RIFIUTI E A RILANCIARLO IN GRANDE STILE

Ma il mondo è fatto di persone per bene ed anche di filibustieri. Perché mai buttare via tutte quelle ricerche, quelle ipotesi, quelle buone occasioni per fare denaro sulle spalle della povera gente, sulle spalle delle donne, sulle costole di Eva? Abbiamo perseguitato i maschi, e raggranellato enormi capitali sull’Aids maschile, perché non fare lo stesso tiro mancino alle donne, e trasformare l’Hpv in un nuovo planetario Aids femminile? Questo si devono essere dette certe industrie farmaceutiche.

PICCOLE ESCRESCENZE CHE TENDONO A SCOMPARIRE SPONTANEAMENTE

Il virus Hpv provoca papillomi o verruche, ovvero piccole escrescenze anomale e non maligne di cellule che possono comparire e scomparire spontaneamente nel giro di una settimana. A patto che non venga messo in crisi dal fumo e dal caffè, dai cibi sbagliati e da stili di vita assurdi, da pensieri e atteggiamenti negativi, il sistema immunitario riconosce le proteine virali e fa piazza pulita con estrema facilità sia delle verruche che dei virus che le hanno provocate.

IL CANCRO DELLA CERVICE NON È CONTAGIOSO ED HA MOTIVAZIONI TOSSICHE

Le spiegazioni più plausibili dei rari casi di cancro della cervice rimangono quelle del cattivo invecchiamento (cibi e stili sbagliati prolungati nel tempo), del fumo, dell’uso continuo di contraccettivi. In ogni caso, il cancro della cervice non è contagioso per nessuno, essendo una situazione personale e irripetibile riguardante esclusivamente la paziente che se lo è fabbricato.
Chiaro poi che i cacciatori di virus, al soldo di ben specificate industrie del farmaco e del vaccino, continuano a propagandare l’ipotesi virale.

ZERO PIÙ ZERO FA ANCORA ZERO

Per cercare di risolvere i tanti paradossi e i tanti vuoti logici, i virologi, quanto mai corrotti e in malafede, hanno persino riportato in auge il virus herpes Simplex II, come cofattore Hpv, fingendo di ignorare che in matematica zero più zero fa ancora zero, per cui due cofattori assurdi non producono un fattore concreto. Eppure, la Diogene Diagnostics, una ditta di biotecnologie del Maryland, ha ottenuto l’appoggio e i fondi del governo federale per il suo test del papilloma virus. Molti altri laboratori di ricerca, sulla scia di questo fatto, hanno bussato ai finanziamenti del Nhi, per cui la frode prosegue e va avanti in tutto il mondo.

TERRORISMO ANTI-DONNA E LINGUAGGIO DA LAZZARETTO

Gli scagnozzi delle industrie farmaceutiche stanno convertendo mezzo mondo alla loro beffarda teoria Papillovirus. Hanno oliato per bene governi, stati e sanità. Si sono comprati giornali, riviste e canali televisivi. Tutti parlano ormai la loro lingua, la lingua della pestilenza e del lazzaretto.
Terrorismo puro al servizio della donna. Stanno arringando la popolazione femminile, invitandola a fare sonni tranquilli, a non aver paura di niente. Basterà solo far vaccinare bambine e adolescenti, per ora dai 10 anni in poi, ma più avanti forse già dalla culla.

DECINE DI VACCINI PRONTI E ALTRE CENTINAIA IN CANTIERE

Loro hanno già pronti 20-30 vaccini per i diversi tipi di Hpv appena individuati, ma ne stanno già preparando un altro centinaio. Anche perché il virus Hpv consta di un’infinità di varianti, per cui la copertura totale, la protezione globale dalle infezioni, si realizzerà mediante non una o due vaccinazioni/anno, ma con qualche decina di esse. Fuori e dentro gli ambulatori, con grande soddisfazione dei Nuovi Monatti, i quali, udite udite, amano spacciarsi per benefattori dell’umanità e, sulle orme di Luc Montagnier, sono pure in corsa per il Nobel. La motivazione ufficiale sarà “Per i loro grandi meriti e le loro benemerenze, per la difesa dell’amore e della vita, della serenità di bambine, donne e controparti maschili”.

COME DIFENDERSI DAI MONATTI E DAGLI UNTORI DEL TERZO MILLENNIO

I test diagnostici e le vaccinazioni non sono solo interventi inutili, superflui, assurdi e seccanti, ma possono pure avere drammatiche conseguenze, a meno qualcuna non ami stare più negli ambulatori che a casa o disteso sull’arenile a prendersi il sole. Come difendersi dunque dai monatti e dagli untori del Terzo Millennio? Molto semplice. State tutte felici, pimpanti e tranquille, verruche o non verruche, e migliorate le vostre conoscenze sulla salute, studiando di più, andando più di frequente a spasso per campi e i boschi, a respirare aria pura e a raccogliere erbe selvatiche.

RISCOPRIRE LA GRANDEZZA DI FLORENCE NIGHTINGALE E RIBELLARSI ALLA MACCHINAZIONE PERSECUTORIA

Non date retta alla coalizione del maschilismo farmaco-vaccino-terrorista. Riscoprite il maggior medico della storia, la magnifica dottoressa inglese Florence Nightingale, ed imparate a memoria il suo prezioso insegnamento. Non fatevi condizionare ed accalappiare da chi vuole trasformarvi da sexy e procaci creature, o comunque da simpatiche compagne e controparti del maschio, in orribili esche rivoltanti, in trappole infernali, in esseri dai seni tagliati e siliconati, in depositi viventi di verruche, di herpes e di papillomi. Non siate arrendevoli. Ribellatevi a questa colossale ed epocale macchinazione persecutoria nei vostri confronti.

DISPONIBILITÀ POPOLARE A FARSI MASSACRARE

Quanta gente si fa togliere le tonsille e l’appendice, quando è vietato toccare gli strumenti del sistema immunitario, e quando un semplice, innocente, e migliorativo digiuno ad aria ed acqua, privo di effetti collaterali, risolverebbe la questione in pochi giorni? Quanta gente si lascia irretire in cure farmacologiche contro gli sbalzi della tiroide, quando lo stesso rimedio ora accennato, più un miglioramento della dieta, risolverebbero il tutto senza alcun dramma? Quanta gente si fa spaventare per un indurimento, una ciste, un costruttivo tumore benigno, dovunque esso si trovi? Quanta gente accetta rimozioni e menomazioni allucinanti di ghiandole basilari, di timo, di tiroide, di ipofisi, di pancreas, di cistifellea, di prostata, di vescica, di seno e di testicoli, mentre ogni ciste ed ogni tumore benigno si sgrovigliano, si sciolgono e si autolidono con una serie di 3 digiuni ad aria ed acqua, e con l’adozione di una dieta virtuosa, cioè uomo-compatibile?

I PAZIENTI NON SONO ESENTI DA COLPE

Non tutti i medici, non tutti i pediatri, non tutti i dermatologi sono ovviamente dei somari. Quelli che curano e quelli che prescrivono porcherie chimiche, possono anche essere persone valide, ma nell’atto specifico di tale prescrizione, e dunque anche nell’ideologia specifica che frulla nella loro testa a proposito dei virus, sono somari con la esse maiuscola. E somari, perdoni la gente che ricorre alla curomania, sono anche coloro che ci credono in modo acritico, pensando di trovarsi di fronte non a persone umane limitate che conoscono sì e no il 5% del conoscibile, ma a delle divinità onniscienti ed infallibili della guarigione.

USO IMPROPRIO DI UN ESPONENTE IGIENISTA

È improduttivo tenere i piedi in due staffe diverse. Ed è anche inappropriato che chi scrive venga usato come una specie di integratore di emergenza, dove prima si contatta la medicina e si sperimenta la nobile soluzione A poi, a fallimento verificato, si ricorre al salvataggio in corner, alla soluzione plebea di tipo B. Le abbiamo provate tutte, sentiamo anche quello. Sentiamo anche l’estremista, il fondamentalista della natura, l’apodittico, l’inconfutabile, il fantascientifico, il non-medico che si permette di parlare di salute. Così, alle ridicole etichette che tutti si sentono di appiccicarmi addosso, mi verrà pure appioppata quella di herpes-guaritore.

L’ALTERNATIVA ALIMENTARE IN SINTESI

Nulla di meglio che un digiuno ad aria e acqua di 3 giorni, magari preceduto da una settimana preparatoria a base di frutta, per attutire gli effetti eliminativi, preziosi sì ma spesso incompresi. Al termine di esso, si riparte mangiando normalissimo, cioè tutta la frutta che si vuole, fuori dai 2 pasti principali, riservando per pranzo e cena il piatto di verdure crude e di ravanelli, seguito da un piatto di amido (che è la vera proteina dei vegani) il più naturale possibile. Se si sceglie il gazpacho, in tempo di estate, sarà molto meglio del minestrone di verdure cotto per soli 15 minuti. Se optiamo per patate e zucche cotte conservativamente, cioè in modo limitato e protetto, sarà meglio rispetto alla pizza e alla pasta integrale alle verdure. In ogni caso, a fine pranzo e cena inserisci la manciata di mandorle e noci. Pane integrale ammesso, avocado raccomandato, crema di avena con semini pestati raccomandata, popcorn con banane o fichi o datteri, raccomandato. Panini con spesso strato di foglie e germogli, con noci o pinoli, carciofini e crema di olive, in alternativa al pranzo, promossi a pieni voti.

A PRIMAVERA INOLTRATA LE COSE ANDRANNO MOLTO MEGLIO

Che il vero carburante capace di rivitalizzare arrivi solo a Primavera inoltrata è cosa risaputa.
Fin quando non arrivano i frutti freschi di stagione tipo le ciliegie, i lamponi, le more di rovo e di gelso, le fragole, le pesche e le albicocche, le mele novelle e l’uva precoce, inonda pure il tuo intestino con centrifugati di carote, sedano e ananas, con centrifugati di rape, patate e patate dolci, con centrifugati di topinambur, zenzero e carote, sempre da prendere all’istante, a piccoli sorsi e a stomaco vuoto.

FANTASIOSA DEFINIZIONE MEDICA DEGLI HERPES VIRUS

Secondo la teoria ufficiale, presentata con dovizia di disegni e fantastiche proiezioni immaginarie, L’Epstein-Barr Virus (EBV) è un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Herpes Virus, che è la stessa della varicella, dello Zoster, del Fuoco di San Antonio, dell’Herpes Labiale e dell’Herpes Vaginale. Tieni presente che l’intera faccenda Epstein-Barr, collegata al lavoro di Denis Burkitt, rappresenta un ennesimo caso di quella ricerca-spazzatura che fa della medicina moderna un sistema vuduistico e monatto per eccellenza.

LA PREVENZIONE SI FA CARICANDOSI DI VITALITÀ E DI ACQUA BIOLOGICA, E NON ANDANDO A CACCIA DI FANTOMATICI MOSTRI VIRALI

l’EBV è per la medicina un virus causatore della mononucleosi infettiva chiamata anche febbre monoghiandolare. L’infezione, o più correttamente l’infiammazione EBV, è caratterizzata da stanchezza cronica e da malessere generale. Come tutte le condizioni patologiche, diventa insidiosa in presenza di un sistema immunitario decapitato da trascuratezza salutistica e da interventi iatrogeni. Per l’igiene naturale la questione batterico-virale è un falso problema, e tutto va ricondotto ai fattori che hanno originato l’anomalia. Fattori che stanno a monte e che si chiamano auto-intossicazione alimentare, vita emotivamente traumatica, improprietà comportamentali e storture ideologiche. Nel caso tuo era basilare risolvere la disfunzione gastrointestinale e la grave carenza di acqua biologica. Ma nessuno ti ha dato i giusti insegnamenti. Il partire con lancia in resta a caccia del virus EPV è stata ed è tuttora la tua rovina.

TUTTA LA FACCENDA EBV È FRUTTO DI MANIPOLAZIONI TRUFFALDINE

Quello che più stride e stona in tutta la faccenda virale non è tanto la materia in sé, carica all’inverosimile di lacune, vuoti, invenzioni, fervide immaginazioni, deficienze esplicative, quanto l’arroganza, la presunzione, la sicumera offensiva e il dogmatismo aulico con cui si presenta e si promulga il tutto, barattandolo non come ipotesi di lavoro ma come verità accertata e degna di apparire sui libri di testo scolastici ed universitari. Nulla di strano che l’Epstein-Barr, virus manipolato e male-interpretato, faccia coppia fissa con l’Hiv, virus immaginario e mai isolato, e con l’Aids, malattia-farsa inventata dalla CDC americana per risolvere la pazzesca crisi finanziaria della Sanità Americana, vorace assorbitrice di danaro pubblico ed improvvisa orfana dei fondi statali per l cancro, dopo il fallimento clamoroso della massiccia “Guerra al cancro” lanciata negli anni 70 da Richard Nixon. “Aids non malattia ma programma di governo” è uno dei miei articoli di punta, pubblicato anche sulla rivista internazionale Nexus, oltre che sul blog.

LA MIA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO STA NEI LIBRI E NELLE TESINE

La soluzione ai tuoi problemi esiste. Zero farmaci, zero visite, zero analisi di immunoglobuline e di transaminasi. Mangiare meglio, muoversi di più e liberarsi dei fardelli mentali. Leggere regolarmente le tesine del blog, anche partendo dall’ultima.

LUOGHI DI PERDIZIONE CHE PROPINANO BOIATE PAZZESCHE

Ma veniamo alle boiate pazzesche che vengono propinate nei tomi e nei luoghi di perdizione chiamati Università di Medicina. L’Epstein-Barr virus, come qualsiasi altro virus, ha bisogno delle strutture interne di una cellula (eucariote o procariote) per riprodursi. Le cellule che l’EBV colpisce (cellule bersaglio) tipo i linfociti B con trasmissione orofaringea e quelle che vanno a formare i tessuti epiteliali orofaringei. L’EBV presenta sulla sua membrana esterna delle glicoproteine specifiche (gp350 e gp220), che sono in grado di legare un recettore, utile per “attaccare” i linfociti. Questi ultimi presentano sulla loro membrana il recettore che serve al virus. In questo modo l’Epstein-Barr è in grado di aggirare le difese dell’organismo da lui attaccato. Una volta che il virus si lega a tale recettore, penetra all’interno del linfocita e il suo DNA rimane all’interno dell’anticorpo attaccato attraverso due forme: A) Episomiale (dove il DNA del virus resta con una forma circolare e non si collega con il materiale genomico dell’ospite) e B) Integrata (dove il DNA del virus si unisce con il genoma dell’ospite).

AGGRESSIONI, ATTACCHI, AGGIRAMENTI, TRASCRIZIONI, REPLICAZIONI LATENZE E CHIAVAMENTI MOLTIPLICATIVI

Se il DNA si trova in forma integrata allora si avrà un inizio del ciclo replicativo del virus con una conseguente morte della cellula infetta per lisi (rottura della membrana cellulare), poichè quest’ultima “impazzisce” a causa di un sovvertimento di tutto il suo programma e disperderà i virus neoformati nell’ambiente circostante. Successivamente, attraverso i pori nucleari della cellula infetta, il genoma virale (separato dalle proteine capsidiche) viene a contatto con il DNA della cellula, e hanno inizio la trascrizione genica e la replicazione del DNA. Se invece il DNA si trova in forma episomiale allora ne seguirà uno stato di latenza nel quale il virus non si moltiplica all’interno della cellula. Questo periodo può durare per moltissimo tempo e di conseguenza l’individuo colpito dall’EBV può presentare per tutta la vita una serie di cellule infette. Inoltre sono distinguibili tre tipi di latenza del virus: latenza I, latenza II e latenza III.

UNA TEORIA SUI VIRUS RABBERCIATA ALLA CARLONA

Latenza come verità divina, e non invece come artifizio mentale dell’estremista pasteuriano francese André Lwoff, a cui senza tale barcollante concetto non quadravano i conti sul virus. Nella latenza I l’EBV rimane per tutta la vita del portatore sano all’interno delle cellule B della memoria (ovvero quelle cellule che, nel caso in cui si ripresentasse una malattia già contratta, sono in grado di riconoscerla e di dare una risposta difensiva). La latenza II è stata anche ritrovata in diverse malattie o tumori, come la malattia di Hodgkin, il carcinoma (tumore) del rinofaringe e in diversi linfomi. La latenza III è stata anch’essa riscontrata in diversi linfomi.

I GIOCHINI DI PRESTIGIO TRA MICHAEL EBSTEIN, LA SUA MOROSA YVONNE BARR E IL CHIRURGO DENIS BURKITT, SOTTO LA BENEDIZIONE DELLA GLAXO

L’EBV oltre a causare la mononucleosi infettiva, viene associato alla sindrome della fatica cronica e a diversi tumori come ad esempio il linfoma di Burkitt. Quest’ultimo venne analizzato dal chirurgo Denis Burkitt, che stava studiando in Uganda le possibili cause di questo tumore riscontrato nei bambini africani. Fu proprio Burkitt che, ritenendo necessari altri studi sul linfoma, mandò delle cellule prelevate dai pazienti ammalati in Inghilterra. Epstein e Barr furono coloro che esaminarono tali campioni, e si divertirono a diventare famosi in modo facile e quasi gratuito.

UN VIRUS DAVVERO MULTIUSO

Recenti ricerche, inoltre, avrebbero dimostrato (cioè ipotizzato) che l’EBV può provocare la sclerosi multipla. Il virus, essendo trasportato dai linfociti B, riuscirebbe a penetrare nel sistema nervoso. Le cellule infette, espandendosi, aumenterebbero la quantità di virus, comportando così una risposta infiammatoria cronica, generata dallo stesso sistema nervoso che tenterebbe in questo modo di eliminare l’EBV. Questa risposta provocherebbe il danno cerebrale associato alla malattia.

LA MALATTIA DEL BACIO

Più del 90% della popolazione è portatrice sana dell’EBV e la mononucleosi si manifesta prevalentemente in una fascia di età che va dai 15 ai 25 anni. Risulta facile contrarre tale malattia, perché la trasmissione dell’Epstein-Barr virus avviene attraverso i contatti intimi e proprio per questo motivo la malattia viene anche chiamata “malattia del bacio”, in inglese Kissing Disease (il virus è contenuto nella saliva e nelle urine).

SINTOMI DELLA MONONUCLEOSI

La sintomatologia è caratterizzata da febbre, malessere generale, forte mal di gola, linfonodi abbastanza ingrossati e ben distinti tra loro, possibile formazione di placche maleodoranti, stanchezza (astenia) e perdita di energie, perdita di peso e dolori muscolari. In circa metà dei casi si riscontra anche una splenomegalia, ovvero un ingrossamento della milza che provoca dolore; inoltre possono anche verificarsi eruzioni cutanee di tipo maculare. Un’altra manifestazione comune è l’epatite con ittero ed epatomegalia. Infine possono essere coinvolti anche l’apparato respiratorio (con presenza di dolore toracico, tosse e dispnea), il miocardio (aritmia e tachicardia) e il sistema nervoso (polineurite e cefalea).

MALATTIA CHE PUZZA DI BRUCIATO TRA GLI STESSI MEDICI

A tutt’oggi non sono stati trovati dei farmaci in grado di distruggere l’EBV e si cerca ovviamente di evitaste trattamenti antibiotici ben sapendo della loro inefficacia e della loro pericolosità, per cui gli stessi medici dimostrano un filo di prudenza, evitando di dare troppa enfasi e troppo credito a questa faccenda dell’EPV che puzza troppo di bruciato.La mortalità legata alla mononucleosi cosiddetta infettiva è molto bassa, e si limita a casi-limite per rottura della milza o per miocardite o per epatite fulminante.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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