INFIAMMAZIONE PARETI ARTERIOSE DA CARTA VETRATA ZUCCHERINA

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LETTERA

Ciao caro Valdo! mi sono imbattuta in questo articolo dal titolo: Un cardiochirurgo americano: non sono i grassi saturi e il colesterolo a causare l’infarto!
Cosa ne pensi tu? Con immensa stima e ammirazione.
Vanna

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IL TESTAMENTO DEL NUOVO BARNARD AMERICANO

DWIGHT LUNDELL, 5000 INTERVENTI A CUORE APERTO

Il Dr Dwight Lundell è un cardiochirurgo americano di fama mondiale. In 25 anni di pratica chirurgica ha eseguito 5.000 interventi a cuore aperto. È stato Primario Chirurgo al Banner Heart Hospital (Mesa, Arizona). Contrariamente alla maggioranza dei suoi colleghi specialisti ha avuto il coraggio di prendere le distanze dalle vedute ufficiali che considerano i grassi animali (colesterolo e grassi saturi) come fattore di rischio cardiovascolare. Sentiamo cosa dice.

LA VERA CAUSA DI INFARTO NON È IL COLERSTEROLO MA L’INFIAMMAZIONE CRONICA ALLE PARETI ARTERIOSE

La scoperta qualche anno fa che la causa delle malattie cardiovascolari è in verità l’infiammazione delle pareti arteriose porterà un cambiamento paradigmatico nella cura e prevenzione di queste malattie. Detto in modo semplice, se non ci fosse uno stato di infiammazione nel corpo il colesterolo non avrebbe la possibilità di accumularsi nelle arterie e poi causare l’infarto e l’ictus. Senza infiammazione, il colesterolo se ne andrebbe in giro per il corpo senza far danni, così come è previsto dalla natura. E’ l’infiammazione che intrappola il colesterolo. Il processo dell’infiammazione non è complesso, è semplicemente il sistema attraverso il quale il vostro organismo si difende da vari tipi di aggressioni, come batteri, tossine o virus. Per liberarvi da questi invasori l’infiammazione è perfetta. Tuttavia, se noi ci esponiamo in modo cronico a tossine o ad alimenti che il nostro organismo non è in grado di processare, si instaura una pericolosa condizione di infiammazione cronica. Quali sono le cause dell’infiammazione cronica?

ARTERIE SPAZZOLATE ED IRRITATE AL PUNTO DI INFIAMMARSI

Sono un sovraccarico di zuccheri, carboidrati raffinati e un consumo eccessivo di oli vegetali ricchi di omega-6 come soia, mais e girasole, presenti in tutti i cibi processati dall’industria alimentare. Ho guardato dentro migliaia e migliaia di arterie. Un’ arteria danneggiata appare proprio come se qualcuno l’avesse ripetutamente spazzolata. Diverse volte al giorno, ogni giorno, il cibo che mangiamo crea piccole ferite che poi aumentano e forzano il corpo a rispondere continuamente con l’infiammazione.

ECCESSO DI ZUCCHERI RAFFINATI ED IPER-INSULINISMO

Quando consumate continuamente cibi a base di zuccheri semplici, la glicemia si alza rapidamente. Di conseguenza il pancreas secerne insulina la cui funzione primaria è quella di allontanare lo zucchero da torrente sanguigno e portarlo in ogni singola cellula dove viene immagazzinato per scopi energetici. Se la cellula è già piena, lo zucchero si accumula nel sangue e questo causa una continua produzione di insulina che trasforma lo zucchero in grasso. Inoltre, l’eccesso di zucchero si lega a diversi tipi di proteine che a loro volta danneggiano le pareti dei vasi. Questi ripetuti insulti danno il via ad un processo di infiammazione cronica.

TROPPI OMEGA-3 DA OLI VEGETALI COTTI SVILUPPANO MEDIATORI CHIMICI INFIAMMATORI COME LE CITOCHINE

Consumare zucchero e cibi dolci diverse volte al giorno è come buttare nel sangue della carta vetrata. E’ così, anche se voi non ve ne rendete conto e non riuscite a vedere nulla di quello che succede. Io l’ho potuto verificare in oltre 5000 pazienti, in 25 anni di interventi chirurgici, e tutti avevano un comune denominatore: l’infiammazione nelle loro arterie. I cibi dolci non solo contengono zuccheri, ma anche grassi vegetali ricchi di Omega-6, come quelli ricavati dalla soia. Anche le patatine e altri cibi fritti sono zeppi di olio di soia o altri oli ricchi di Omega-6. Questi acidi grassi dovrebbero stare in un rapporto preciso con gli Omega-3. Se consumiamo troppi omega-6, come facciamo oggi, le membrane cellulari iniziano a produrre dei mediatori chimici, come le citochine, e questo porta all’infiammazione.

TORNARE AI CIBI NATURALI E ALL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA OTTENUTO A CRUDO

C’è solo un modo per ridurre l’infiammazione ed è quello di ritornare a consumare alimenti nel loro stato naturale o che comunque hanno subito poche manipolazioni da parte dell’uomo. Per aumentare il tessuto muscolare, mangiate più proteine. Mangiate fonti di carboidrati complessi, come frutta e ortaggi. Eliminate oli ricchi di omega-6, come quelli di mais e soia, e tutti i cibi che li contengono. Un cucchiaio di olio di mais contiene 7,280 mg di Omega-6 e uno di olio di soia ne contiene 6,940 mg. Al loro posto, usate olio extravergine e burro biologici.

ELOGIO (ALQUANTO SCONCLUSIONATO) AI GRASSI ANIMALI

I grassi animali contengono pochi Omega-6, danno meno infiammazione e sono più sani degli oli polinsaturi. Dimenticatevi delle informazioni scientifiche che vi sono state strombazzate nelle orecchie per decenni. Non c’è nulla di scientifico quando vi dicono che i grassi saturi sono la causa delle malattie cardiovascolari. Il colesterolo non è la causa dell’infarto, né lo sono i grassi saturi. La teoria che lega il colesterolo alle malattie cardiovascolari ha portato a raccomandare diete povere di grassi e alla produzione di un mucchio di cibi che oggi stanno causando un’epidemia di infiammazione. La medicina moderna ha fatto un terribile errore quando ha cominciato a consigliare alla gente di evitare i grassi saturi a favore di oli ricchi di omega-6. Adesso abbiamo un’epidemia di infiammazione delle arterie che causa malattie cardiovascolari ed altre subdole patologie.
Dwight Lundell

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COMMENTO

ASCOLTIAMO PURE COSA CI RACCONTA LUNDELL

Essendo l’unico italiano a cui Chris Barnard concesse una intervista gratuita di oltre mezz’ora a Città del Capo, non mi fa né caldo né freddo che Dwight Lundell sia un bravo cardiochirurgo. 50, o 5000 o 50.000 operazioni a cuore aperto, non mi dicono nulla. È solo un freddo dato statistico. Se il bisturi è il simbolo del fallimento della medicina, come affermato dal super-medico Oliver Wendell-Holmes, Lundell è un classico rappresentante di quel tipo di medicina. Tecnicamente perfetto ma ideologicamente bacato. Possiamo pertanto dargli credito e prestargli ascolto, ma solo fino a un certo limite.

D’ACCORDO SUI PROCESSI INFIAMMATORI E SULLA PERICOLOSITÀ DELLA DOLCIFICAZIONE INNATURALE

Alcune delle cose che dice non sono sbagliate. Condivisibile ad esempio la questione delle lacerazioni alle pareti arteriose. Condivisibile la critica durissima agli zuccheri raffinati, che comporta tra l’altro non solo i picchi cronici di glicemia, ma anche una devastazione della preziosa vitamina B1 e del gruppo-B (zuccheri raffinati, alcol, dolciumi, fumo, caffeina, cole, diarrea, stress, che mi permetto di aggiungere, visto che non li cita espressamente). Non dice però con chiarezza una cosa basilare, e cioè che la popolazione è portata a integrare la sua dieta con zuccheri raffinati e dolciumi, a causa della penuria di zuccheri veri, che sono quelli della frutta. Frutta che è un cibo naturale in totale incompatibilità con le carni e i grassi animali che lui vorrebbe alla fine raccomandare.

CARTA VETRATA ALL’INTERNO DEL CORPO

Ottima l’idea di vedere cibi dolcificati, zuccheri sintetici e cotti, bevande gassate e tutto il resto come carta vetrata all’interno del corpo. Ma se per dire una cosa brillante ed intelligente, deve anche aggiungere un paio di grandi calzate, non lo seguo più e rafforzo l’idea (non dunque un preconcetto) che dai cardiochirurgi sia difficile ed alquanto improbabile imparare qualcosa di buono a livello di nutrizione.

GRAVI OMISSIS TRA OMEGA-3 VEGETALI E OMEGA-3 ANIMALI

Posso accettare che il colesterolo da solo non basti a causare l’infarto, e che serve pure un’omocisteina alta, e degli alti trigliceridi nel sangue (dettagli che non ha pure citato). Ma dire che il colesterolo potrebbe andarsene in giro tranquillo e beato per il sangue senza fare danni è un grossolano errore. Molte condizioni di diabete, di alti zuccheri e di iper-insulinismo, derivano proprio dal sangue denso e lipotossico. Ammesso e non concesso che i grassi animali siano privi di Omega-6, occorre dire che i loro Omega-3 derivano da prostaglandine negative e da cibo necessariamente cotto. Il contenuto record di Omega-3 spetta ai semi di lino crudi (75 calorie e 132,9% di acidi grassi polinsaturi), seguiti dalle noci e dalle mandorle crude (164 calorie e 94% di Omega-3), quando il salmone ha 245 calorie e 61,2% Omega-3, e la carne di manzo 175 calorie e 45,8% di Omega-3).

TOTALE SILENZIO SU TETTO PROTEICO, RADICALI E FORZA VIBRANTE

Chiaro che Lundell ignora poi del tutto questioni basilari tipo il tetto proteico dei 24 grammi/giorno, oltre i quali si va in acidosi, ignora il minimo dei 5000 ORAC/giorno (Oxygen Radical Absorbance Capacity) necessari a contrastare lo stresso ossidativo, ignora le necessità di forza vitale-radioattiva-vibrazionale superiore ai 6500 Angstrom (le carni tosse-bianche-terrene-acquatiche) viaggiano sui 4000, ben sotto la quota-salute).

L’ULTIMO PARAGRAFO È UN MOSAICO ADULTERATO

Non so poi se l’ultimo paragrafo sull’elogio sconclusionato ai grassi animali sia davvero farina del sacco di Lundell, o una specie di correzione finale imposta o manipolata con o senza il suo assenso in terra d’America o in sede di traduzione italiana. Non trovo per niente logico e lineare, nemmeno da parte di un bravo chirurgo, precario in nutrizione, un paradosso conclusivo di tale portata. Non pretendo affatto che Lundell sia un fautore della dieta vegan-crudista. Non puoi tuttavia invitare la gente a un ritorno alla natura, a frutta e ortaggi, e poi issare nelle ultime righe la ridicola bandiera dei grassi animali saturi Omega-3 che diventerebbero all’improvviso fattori di salute e di riequilibrio. Troppo evidente la stonatura per non destare i nostri sospetti.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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