LA BUONA DIGESTIONE VEGETARIANA È TUTTO MENTRE IL VIRUS È NIENTE

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UN SUPER-BESTIARIO DI FANDONIE E DI DISEDUCAZIONE

Un grande giornalista come Giampaolo Pansa (1935-2020), da poco scomparso, è giustamente considerato tra le firme più autorevoli del giornalismo italiano, e ci ha pure lascito un libro straordinario chiamato “Il bestiario d’Italia”.

Quello che abbiamo affrontato e che stiamo vivendo in questi giorni mi pare il prototipo di un vero e proprio Bestiario, ma elevato alla massima potenza. Non ho mai sentito in vita mia un campionario di cose assurde e di bestialità anti-salute quante quelle eruttate dalle reti televisive italiane nelle ultime settimane. Come dire che piove sul bagnato.

La gente terrorizzata e costretta a starsene a casa non si può certamente dire che stia nelle migliori condizioni possibili. Lo strumento televisivo continua però a entrare in tutte le abitazioni e potrebbe almeno prendersi carico di offrire qualche istruzione genuinamente mirata a dare un po’ di sollievo reale, a dare qualche istruzione utile al 100 percento e non legata a intenti speculativi e ai soliti schemi commerciali. Guai fare questo errore.

PENSIERO UNIFICATO E CIBO UNIFICATO

Lo schermo televisivo è intasato da prima mattina a notte profonda di appelli governativi demenziali sul virus, da cifre ossessive su nuovi appestati, da macabra contabilità sui morti, figurati se nel poco tempo che rimane si trova la voglia, il modo e lo spazio per inserire qualcosa di valido e di virtuoso.

Anche quel tempo residuo deve servire coerentemente la buona causa di sempre, che è quella di istupidire, diseducare e ipnotizzare la gente, portarla a condividere il pensiero unico e portarla a consumare il cibo unico di sempre, quello che la fa ammalare e diventare cliente fissa del medico e della farmacia.

NON CONOSCERE IL PROPRIO CORPO È UN CRIMINE CONTRO SE STESSI

Scrivo quattro righe per ricordare a tutti che il modo migliore per mantenersi in condizioni superlative di forma e per ridersene di ogni malattia digestiva e respiratoria, fregandosi altamente di ogni virus corona o non corona, occorre conoscere com’è concepito e fatto il nostro corpo, e occorre dargli il giusto carburante. Tutto lì, niente altro che questo.

RIVEDIAMO ATTENTAMENTE LA NOSTRA STRUTTURA FISICA

Troppe volte la gente ignara o dimentica com’è fatta. Conosce a memoria la propria auto, frizione, freno, acceleratore, volante, cruscotto, segnali direzionali, luci, clacson, serbatoio, motore diesel o benzina o elettrico, ma non si preoccupa di conoscere il proprio organismo. Si tratta di una pazzia autentica che finisce per costare carissima.

Sarà bene allora che parliamo di com’è fatto il nostro corpo, conoscerne alcune caratteristiche basilari. Caratteristiche che portano a scegliere cibi armonizzati e adatti ad esse, se vogliamo che l’organismo riprenda a funzionare al meglio senza lasciare residui putrefattivi e senza presentare effetti collaterali gravi e cronici.

UNA ANALISI DEL NOSTRO INTESTINO RISOLVE OGNI REBUS

Rispettare il nostro intestino è di grande importanza. Il nostro sistema digestivo non lascia adito a dubbi di sorta. Non è stato disegnato per il carburante carne e per le proteine animali e lo dimostra coi fatti in continuazione. Le carni oltre che acidificare il corpo (che già basterebbe ampiamente per toglierle totalmente di circolazione) non hanno fibre e pertanto non trattengono preziosa acqua. Hanno poi il grave svantaggio di muoversi in modo indolente, pigro, e difficoltoso, 4 volte più lento dei cibi vegetali. Decine di dettagli ci differenziano dagli animali carnivori. Ma vediamo di elencare i punti salienti di tale diversità.

1 – RISPETTARE IL NOSTRO PH ALCALINO

Abbiamo un sangue decisamente alcalino (7.35-7.55) come tutti i mangiatori di frutta (la frutta infatti alcalinizza, e lo fa pure la verdura cruda), mentre gli animali hanno un sangue acido (6.00-7.00) (la carne e le proteine animali infatti acidificano).

Da rilevare che in un corpo acidificato l’attività enzimatica viene letteralmente compromessa, rallentando il metabolismo e creando le basi per tutte le peggiori disfunzioni e malattie. Sappiamo che con una quota proteica di oltre 24 grammi di proteine al giorno il corpo va in tilt, cioè in acidificazione. L’acido cloridrico stomacale dei carnivori è 10 volte più potente e concentrato di quello umano.

2 – RISPETTARE LA NOSTRA VITALITÀ ELETTROMAGNETICA

Vitalità e vibrazioni alte sono un po’ la stessa cosa. La quota discriminante oltre la quale il corpo non deve scendere è 6500 Angstrom (A°), dove 1 A° equivale a 1 decimilionesimo di Volt. Stessa cosa riguarda i cibi che assumiamo.

Per mantenerci in forma e in gran spolvero gli alimenti umani devono proiettarsi in alto oltre i 6500 A*, possibilmente fino ai 10.000 circa che corrispondono poi sullo spettro cromatico ai colori dell’infrarosso e, a scendere, rosso e arancione e giallo per arrivare poi in fondo alla scala Simoneton con i colori grigi, neri e raggi X delle zone precarie ed ammalanti. Tant’è che un malato di cancro sta in genere tra i 2000 e i 3000 A°.

Carni e proteine animali, cibi stracotti-devitalizzati-conservati, cibo e bevande spazzatura, caffè-tè-alcol-cole-bibite, marmellate, confetture, dolciumi, farine e paste bianche stracotte stanno tutti nei bassifondi della classifica cioè nell’area patologica a bassa vibrazione e vitalità, e quindi da evitare.

Questi cibi causano diverse malattie e avvolgono nel contempo il corpo di aura radiante grigio-nera che fa da buco nero e da cattura-energia a spese di chi si avvicina.

RISPETTIAMO LE REGOLE E UTILIZZIAMO IL CARBURANTE ELETTIVO

Chi si alimenta invece del suo CIBO DI ELEZIONE, vale a dire di frutta, verdura soprattutto cruda (o anche cotta al vapore o anche saltata in padella), di semini, germogli, radici, cereali integrali, farina di castagne, farine di tapioca, farine di carruba e simili, avocado, frutta secca, è in grado di sfoderare costantemente una aurea rossastra ricaricante che irrora e trasmette energia a chiunque per un diametro di circa 12 metri, ma che in alcuni casi può arrivare a 10 volte tanto.

Nella maggioranza dei casi il contatto umano è prezioso in quanto implica uno scambio di energie sottili. Chiunque pratichi e promulghi il distacco, il distanziamento tra le persone per timori infettivi e virali fa un grave lavoro di disinformazione e di distorsione dei fatti.

3 – LA LUNGHEZZA INTESTINALE UMANA CHIARISCE TUTTO

La lunghezza degli intestini negli animali carnivori è cortissima, e non supera di 3 volte la lunghezza del corpo. Questo per favorire una rapida espulsione dei residui carnei putrefattivi che avvelenano il sangue. Tant’è che tali intestini sono anche tozzi-lisci-corti, sempre mirati ad accorciare i tempi di transito.

Nel caso degli umani l’intestino è spugnoso (non liscio), convoluto e a gomiti e non diritto, lungo ben 12 volte la lunghezza del corpo, questo per favorire un progressivo-lento-elaborato assorbimento del cibo vegetariano nella parte alta dell’intestino (duodeno-digiuno-ileo, dove stanno schierate ben 160 stazioni depurative linfonodali e dove operano i nostri batteri simbiotici-aerobi-saprofiti, con produzione giornaliera del 90% della serotonina corporale, ormoni neuro-trasmettitori della calma, della serenità e del benessere).

L’intestino si avvale pure del movimento peristaltico che a piccole onde muscolari esercita contrazioni compressioni sulle pareti, per cui la defecazione è risultato della peristalsi intestinale (vedi tesina “Cibi anti-stipsi, cibi anti-diarrea e guarigioni dal dolico-sigma”.

Con una dieta vegetariana si parla di 24-30 ore di transito dalla bocca all’ano, ovvero un giorno e mezzo, quando invece nelle diete onnivore-carnivore ci vogliono a volte 5 giorni per una espulsione totale, causando putrefazione e una lunga serie di patologie correlate.

4 – SALIVA ALCALINA E ANTIVIRALE

La saliva del corpo umano è alcalina e contiene ptialina, enzima che serve a predigerire i cibi amidacei di origine vegetale. Inoltre essa è dotata di preziose sostanze protettive (antiveleni e antivirus), come del resto pure le lacrime e le secrezioni spermatiche.

5 – PELLE TRASPIRANTE E ANTIVIRALE

La pelle degli umani, a differenza dei carnivori che ne sono totalmente privi, è dotata di oltre 5 milioni di pori adatti alla traspirazione, alla purificazione di emergenza per via cutanea in aiuto a eventuali insufficienze renali. La pelle, e particolarmente la pelle delle mani è pure rivestita di una flora batterica e di sostanze protettive appartenenti al sistema immunitario.

6 – L’ASPETTO SPIRITUALE

Quanto sopra vale solo il 10% del tutto. L’altro 90% è l’aspetto mentale e spirituale che rappresenta il fulcro centrale dell’intera questione. Se ci dimentichiamo chi siamo veramente, di quale potenziale superlativo siamo dotati e di quali progetti siamo chiamati a svolgere, perdiamo di vista tutto l’assieme e scadiamo nel banale e nel mediocre, svalutando le nostre peculiari caratteristiche.

La responsabilità di rispettare tutte le creature che ci attorniano, e di favorire una armoniosa interconnessione universale col creato è tutta nostra. Non possiamo sottrarci a questi compiti e a queste responsabilità. Sono proprio essi che danno un senso alla nostra presenza sulla terra e alla nostra vita.

Chiaro che in questo articolo mi limito a parlare del 10%, ovvero del lato materiale e alimentare, perché anche qui ci si scontra in continuazione, per cui è necessario fare chiarezza.

7 – LE MENTI PIÙ AVANZATE DELLA STORIA UMANA HANNO TRATTATO CON GRANDE DISPREZZO IL CONSUMO UMANO DELLA CARNE

Tutta la vasta letteratura classica a nostra disposizione, inclusa quella Greca, Egizia e Romana (per non dire quella indiana-veda e quella cinese) descrive l’uomo come mangiatore di frutta, cioè prevalentemente fruttariano.

I saggi e i preti dell’antico Egitto non mangiavano mai carne. I saggi della Grecia come Platone, Socrate, Aristotele, Pitagora e Talete, difesero sempre a spada tratta la dieta vegetariana. Gli intelletti più brillanti della storia umana successiva si sono mossi nella stessa direzione, e qui cito soltanto Leonardo da Vinci e Voltaire.

DANNI EVIDENTI PER CHI TRADISCE LE PROPRIE CARATTERISTICHE DIGESTIVE

Accorciamento della vita

Superfluo dire che in ogni parte del mondo e in ogni epoca storica i vegetariani risultano essere molto più sani dei consumatori di carne. Una delle prime ed evidenti dimostrazioni sta nel fatto che i carnivori invecchiano prima e se ne vanno prima del tempo. Vivendo in stato di acidificazione e di stimolazione continuata questo non sorprende affatto.

Gli Eschimesi che si nutrono di grassi animali soltanto hanno una vita media di 27 anni. I Kirkisi, nomadi siberiani carnivori vivono in media 40 anni. I Pima dell’Arizona stanno sui 50.

Le tribù vegetariane come gli Hunzas del Pakistan e le tribù Otomi del Messico, i Pima della Val Pimeira messicana, i nativi dell’America Latina (Vilcabamba) hanno tutti vita lunga e sana, e sono attivi spesso a 115 anni e anche oltre. Non sanno nemmeno cosa siano colite, appendicite, cancro, diabete, crisi respiratorie, cardiopatie.

Cancro al colon e cancro al polmone

Le carni sono apportatrici di acido urico e di rifiuti tossici, di sangue tossico, di ormoni adrenalinici. I Mormoni della California e gli Avventisti del 7° giorno della California hanno casi di cancro inferiori al 50% rispetto alla media nazionale.

I batteri intestinali del colon giocano una importanza fondamentale e sono proprio essi a causare il cancro al colon, seconda causa di morte mondiale dopo il cancro al polmone che sta al primo posto. Intestino e polmoni strettamente collegati anche in questa tragica statistica. Ennesima prova che digestione e crisi respiratorie-alveolari vanno in parallelo.

Eppure nessuno ne parla. Troppo imbarazzo signori medici confessare le vostre colpe di sempre, il trascurare l’alimentazione? il favorire le diete carnee e alto-proteiche? lo spingere la gente verso il macello e verso le vitamine sintetiche e i minerali organicati?

Troppo imbarazzo Rai 1-2-3 e Mediaset 4-5-6 confessare il vostro martellamento a favore di cibi carnei, di cibi spazzatura e di farmaci? Troppo imbarazzo arrendersi all’evidenza e ammettere che il virus corona è una grande cialtronata, che tamponi, terapie intensive e morti portano la firma di qualcuno e qualcosa che ha molto a che fare con le malattie iatrogene e gli strafalcioni alimentari?

Malattie cardiovascolari e malattie renali

Correlazione tra alimentazione carnea e malattie cardiache, ovvero malattie trombotiche e occlusioni alle coronarie. The Journal of the American Medical Association riportava ancora nel 1961 (con ripetute conferme negli anni successivi fino a oggi) che una dieta vegetariana previene il 90-97% tutte le malattie cardiache che sono il killer numero uno in America e nel mondo.

Stesso discorso per le insufficienze epatiche-renali che mietono vittime a ripetizione. Ma tutti questi ammonimenti non vengono mai citati. Non sarà che esiste davvero una coalizione di interessi mirati a ridurre la popolazione di 2 terzi nel giro di pochi anni? Non si vorrebbe mai pensare male, ma ogni vostro messaggio, ogni vostro spot, ogni vostra informazione pare votata a far star male la gente.

TRIPLO LAVORO PER ORGANI RENALI GIÀ ENORMEMENTE OBERATI

I mangiatori di carne rivelano nei loro residui forti percentuali di urea, di ammoniaca, di acido urico, tutti composti nitrici. Ogni tipo di carne contiene una media di 28 grammi di acido urico per 1 kg. Pure caffè e tè sono carichi di acido urico.

I reni di un mangiatore di carne vengono sottoposti a un triplo lavoro di filtraggio renale rispetto ai vegetariani. Stesso discorso per fegato, pancreas e milza, con ipertrofia dei vari organi coinvolti. Risultato di tutto questo? Gotta, artrite, reumatismi, sciatica e problemi polmonari.

C’è da chiedersi se e quando la medicina diventerà una cosa seria. C’è da chiedersi se e quando le televisioni la smetteranno di vomitare disinformazione e diseducazione a getto continuo.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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