L’ALZHEIMER-PERUSINI, LA CARNE, L’ALLUMINIO E IL MERCURIO

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LETTERA

UNA PERSONA SOFFERENTE E ROVINATA DAI FARMACI

Caro Valdo, spero che tutto vada al meglio in questo inizio di autunno.
Calcisticamente parlando immagino come ti senti, da primo della classe.
Sono appena tornato dal visitare una mia amica catalana a Barcellona, e da una puntata sulla Costa Brava a fare l’ultimo carico di energia solare e marina (per me che vivo in Austria ha la sua importanza).
Là ho conosciuto la zia di questa mia amica che ha il morbo di Alzheimer.
Dopo aver preso farmaci in quantità industriali e tali da farla stare chiaramente molto male, ha deciso di sua spontanea volontà di non prenderne più e di alimentarsi in modo vegetariano.
Visto il mezzo cambio, mi piacerebbe aiutarla a fare l’altro mezzo passo in qualche modo, ovvero di spingerla a conoscere l’igiene naturale, se da lei ritenuto opportuno. A proposito ho due domande da porti.

RICHIEDESI TRADUTTORE IN LINGUA SPAGNOLA

La prima è se esiste una tua tesina specifica sull’Alzheimer. Con la funzione di ricerca ho trovato questa come più pertinente.
La seconda è se tu conosci persone del tuo campo che vivono e lavorano in Catalunya, o in Spagna, o anche in altri posti, ma che parlino spagnolo, in modo che la zia della mia amica possa rivolgersi in caso di dubbi o domande specifiche.
Come tu ben dici, diventare vegani tendenzialmente crudisti richiede, per chi ancora non ha raggiunto certi livelli, un’opera di lento ma costante convincimento.
Grazie infinite in anticipo e lunga vita a te. Un grande abbraccio.
Simone

*****

RISPOSTA

NO TEMEMOS PROBLEMAS POR L’ESPANOL

Ciao Simone, ho dei cari amici in Spagna che mi seguono regolarmente ed ai quali faccio appello. Sicuramente leggeranno questa tesina e si faranno vivi.
Ho pure delle amiche traduttrici qui in Italia. Potranno inviarmi la loro mail e la loro disponibilità, e a quel punto girerò il loro indirizzo mail a te medesimo.
Non ho realizzato ancora una tesina specifica, anche se ne ho parlato spesso sotto altri titoli.
Intendo dunque colmare immediatamente questa lacuna.

L’UDINESE MERITA SPONSOR MIGLIORI

Grazie per il tuo gradito complimento all’Udinese Calcio che sta con merito ai vertici della classifica di serie A, un motivo in più per spingere l’ottima presidenza Pozzo a scegliersi finalmente degli sponsor all’altezza, rispettosi dell’ambiente, dell’ecologia e dell’universo animale, non coinvolti con le pellicce, la carne, il latte e il cuoio.
Approfitto per dire che le ricerche sull’Alzheimer passano in qualche modo per la città di Udine, dove è nato un certo Perusini, dettaglio che gli stessi friulani paiono ignorare.
Noi italiani siamo bravissimi a creare, a scoprire e ad inventare, ma pessimi nel far valere i nostri nomi e i nostri diritti d’autore.
È successo col telefono di Meucci, attribuito erroneamente a Bell, e in tanti altri casi ancora, non esclusa la stessa teoria della relatività.

IL NEUROLOGO FRIULANO E LA MALATTIA DI ALZHEIMER-PERUSINI

Nel caso della demenza, lo psichiatra tedesco Alois Alzheimer (1864-1915) fu molto bravo e scaltro a pubblicare col suo nome le ricerche e i preziosi disegni-scarabocchi del neurologo udinese Gaetano Perusini (1879-1915) che lavorava a suo fianco, dopo essere emigrato in Germania.
Da rilevare che le idee di Perusini sulle origini della demenza, e sulle terapie più adatte a contrastarla, non collimavano affatto con quelle di Alzheimer.
Tant’è che per diversi anni si parlò correttamente di malattia di Alzheimer-Perusini.
Quando poi la patologia ebbe maggiori riscontri e diffusione, invalse la moda di chiamarla semplicemente Alzheimer, lasciando il ricercatore udinese nel dimenticatoio. Ingiustizie della storia.

COS’È LA DEMENZA SENILE PRECOCE

La demenza senile precoce consiste in una degenerazione cerebrale, senza presenza evidente o decisiva di aterosclerosi, che porta in campo cognitivo e motorio a fenomeni tipo la perdita di memoria, il disorientamento rispetto a luoghi-tempi-persone, l’insonnia, l’agitazione, l’aggressività, le allucinazioni.
In alcuni casi c’è coesistenza di atrofia cerebrale o di aterosclerosi, patologie che producono i medesimi sintomi e che si aggiungono le une alle altre.

L’INQUIETANTE RUOLO DELL’ALLUMINIO

I ricercatori hanno sospettato per anni che l’alluminio immesso nel corpo mediante cibi e utensili di alluminio (pentole, padelle, posate, contenitori, fogli per avvolgimento cibi) possano essere tra le cause di demenza, e sono state infatti raccolte diverse prove a supporto.
Un test all’Università di Toronto ha chiarito come particelle invisibili di alluminio, emesse dai condizionatori d’aria, siano sufficienti a uccidere cellule umane in cultura di laboratorio.
Pure il dr Daniel Perl dell’Università del Vermont ha dimostrato come alti livelli di alluminio, e bassi livelli di calcio e di magnesio, nel suolo e nelle acque, a Guam e in certe zone della Nuova Guinea, causassero squilibri minerali nel cervello degli aborigeni morti spesso per questo tipo di malattie.

LE ODIOSE SPERIMENTAZIONI SUGLI ANIMALETTI E SUI BAMBINI

Nel 1980, uno studio compiuto alla Yale University dimostrò come gli anziani con alti livelli di alluminio nel sangue dessero evidenziassero maggiore incidenza di malattie nervose, di perdita mnemonica e di disturbata coordinazione visuale e motoria.
Stessa cosa è successa in prove di laboratorio su innocenti ed ignari animaletti ai quali sono state iniettate delle polveri di alluminio.
Stessa cosa succede ai poveri bambini umani, ai quali vengono inflitte vaccinazioni su cui essi non hanno alcun modo di opporsi o ribellarsi.
Non v’è dubbio alcuno che l’alluminio sia metallo tossico, come del resto il mercurio, il rame, il cadmio, l’arsenico, il bario, il nickel e il piombo.

ALLUMINIO NEI SOTTACETI, NEI COSMETICI, NEI VACCINI E NELLE ASPIRINE

Da rilevare che l’alluminio è usato anche come ingrediente in vari additivi alimentari nelle torte, nei condimenti per le insalate, nei sottaceti, negli additivi in polvere per pasticceria e panetteria, nei formaggi lavorati e stagionati, nelle medicine antiacide, nell’aspirina, negli amalgami dentari assieme all’altrettanto micidiale mercurio, e in tutti i vaccini per l’infanzia, sempre in compagnia del mercurio.
Rossetti, fondo tinta, creme per la pelle, abbronzanti, shampoo, lozioni, deodoranti, detersivi e simili, contengono spesso la pericolosa sostanza.

L’ESTREMA PERICOLOSITÀ DELL’ALLUMINIO È PROVATA E VIENE SUBITO DOPO QUELLA DEL MERCURIO

Dal testo “The Health Revolution” del grande igienista australiano Ross Horne, si apprende come il
dr Arthur Forman, alla Health Conference del 1984, tenutasi allo Sheraton Hotel di Washington, descrisse un suo esperimento presso l’Università del Maryland, dove dimostrò l’alta tossicità dell’alluminio piazzando di fronte ai suoi allievi incuriositi 2 pesci rossi dello stesso tipo in due identici contenitori, il primo con acqua bollita in recipiente pyrex e il secondo con acqua bollita in pentola di alluminio.
Alla fine dell’ora di lezione, il pesce del secondo contenitore era già morto.
I medici Richard Casdorph di Long Beach-California, e Donald Mc Lachlan dell’Università di Toronto, hanno entrambi usato terapie di chelazione con pazienti affetti da Alzheimer-Perusini, ottenendo risultati estremamente positivi.

LE PUTREFAZIONI IN ZONA COLON RIMANGONO CAUSA PRIMARIA DI ALZHEIMER-PERUSINI

I disturbi mentali, le affezioni cerebrali in genere, i casi di pazzia, di isterismo e di nevrastenia, non sono sempre e solo determinati dagli inquinamenti metallici, ma anche da altri fattori.
In particolare da ricorrenti problemi intestinali a livello di colon.
Mentre la pazzia è un processo acuto con presenza di surriscaldamento e febbre cerebrale, la demenza è un processo cronico caratterizzato da anemia o cattiva circolazione del sangue nel cerebro, come rilevato puntualmente dall’iridologia.
Il demente soffre di frastorni cerebrali originati dalle gravi e permanenti putrefazioni intestinali che si trasformano in vapori e miasmi irritanti risalenti internamente e terminanti il loro percorso nella parte alta del corpo, causando infiammazioni e anomali agli organi visivi, uditivi, olfattivi e cerebrali.

LE PROTEINE ANIMALI DEVONO SPARIRE DALLE DISPENSE, DAI FRIGORIFERI E DALLA MENTE, SE VOGLIAMO RINSAVIRE

Mantenere il cervello in stato di eccitazione, significa irritarlo e renderlo man mano devitalizzato fino a farlo diventare insensibile. L’insensibilità cerebrale è lo stato caratteristico della demenza e dell’Alzheimer-Perusini.
Il trattamento più efficace per la demenza è praticamente lo stesso che si applica per i casi di epilessia.
Occorre in tutti questi casi normalizzare i processi digestivi, adottando una dieta a base di frutta e di insalate crude.
Chiaro che le proteine animali devono sparire dalla dispensa, dal frigorifero, dal tavolo e dalla mente. Ricorrere anche a frequenti bagni caldi e freddi alternati alla zona genitale, allo scopo di migliorare la circolazione. I cataplasmi notturni sulla zona ventrale saranno pure d’aiuto nei periodi critici.

L’ACETILCOLINA, UN NEUROTRASMETTITORE CHE SCARSEGGIA NEL CERVELLO DEI NEUROLABILI

Occorre inoltre rilevare che i malati di patologie cerebrali sono vulnerabilissimi allo stress, ai cambiamenti delle regole, alle tensioni, ai traumi emotivi, per cui richiedono doppie e triple attenzioni.
Nel cervello dei malati di demenza si nota una costante carenza di acetilcolina, neurotrasmettitore coinvolto nelle connessioni tra le varie cellule nervose. L’acetilcolina deriva dalla serotonina e viene prodotta normalmente dall’organismo. Si trova anche a livello naturale nelle radici del ginseng, e probabilmente in diversi altri tuberi e radici.
Ma la farmacologia è poco interessata a un buon equilibrio organico, ed ancor meno è attratta dai vegetali e dalle radici, prodotti che non portano soldi in tasca a nessuno, per cui punta tutto sul prodotto di sintesi. Questo è poco ma sicuro, oltre che scontato.

L’ACETILCOLINA E I SUOI RECETTORI

Un gran numero di farmaci basa i suoi effetti sui recettori colinergici. Il blocco di questi recettori è associato ad effetti anti-colinergici o parasimpatici o vagotonici, e quindi limitatori della vitalità, della pressione, del battito cardiaco.
L’acetilcolina è un neurotrasmettitore chiave che attua un gran numero di collegamenti e di processi fisiologici attraverso i suoi recettori muscarinici-nicotinici, localizzati nel sistema nervoso centrale, e i suoi recettori muscarinici, tipici del sistema vegetativo (i muscarinici possono legare sia l’acetilcolina che la muscarina, che si trova concentrata in particolari tipi di funghi velenosi come l’amanita muscaria).

L’INDISCUSSA SUPERIORITÀ DEI METODI NATURALI

La via maestra per recuperare la salute non sta nelle soluzioni rapide della chimica, ma nella saggezza della guarigione totale di lungo periodo, senza l’uso di scorciatoie, senza l’uso di farmaci.
L’equilibrio va raggiunto in modo progressivo e razionale, in modo stabile e definitivo.
Anche perché i metodi naturali non comportano effetti collaterali.
Il regime alimentare, basato sul crudismo e su cibi vitali di pronta digeribilità, è fondamentale.
Manuel Lezaeta cita diversi casi di guarigioni dettagliate, in 3 mesi di tempo ma anche addirittura in 8 giorni soltanto.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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