PERICOLOSITÀ ACCERTATA DELL’ALLUMINIO NEL CORPO UMANO

A seguito di alcuni commenti all’articolo “Immunità di gregge smentita dai fatti”, dove il documento veniva screditato sulla sola base del fatto che non era stata fatta la dovuta distinzione tra alluminio e idrossido di alluminio, voglio fare chiarezza sull’argomento. Giusto o sbagliato che sia, non ho mai prestato troppa attenzione ai commenti. Non per mancanza di rispetto verso i lettori che ne fanno uso corretto, quanto perché mi sono reso conto fino dagli esordi di 10 anni fa che esiste una costante intromissione di soggetti estranei che mi tallonano con chiari intenti disgregativi, di soggetti che puntano non tanto a fare critiche costruttive ma piuttosto a rompere l’armonia amichevole e positiva che si è creata intorno al blog. Persone specializzate a svalutare, a disprezzare, a togliere spazio, a sviare l’attenzione con pretesti, con osservazioni dispersive e non attinenti, usando a volte termini offensivi.

Nel caso in questione il lettore dice di chiamarsi Loris e mi accusa di essere un analfabeta oppure un truffatore, in quanto avrei fatto confusione tra alluminio e idrossido di alluminio. Non mi atteggio a sapientone. Essere analfabeta potrebbe anzi rappresentare un vantaggio. Sarebbe come partire da zero e rimboccarsi le maniche davanti ai fatti della vita. Ma almeno non ci sarebbero pesanti immondizie culturali da smaltire, come quella di atteggiarsi a genio della chimica e fare le giuste distinzioni tra l’alluminio e i suoi componenti.

Quanto all’essere truffatore, chi mi segue sa che nel mio portafoglio non ci sono mai state 1) Tessere di alcun partito e di alcun sindacato, 2) Santini di alcuna religione, 3) Gettoni di presenza sui libri paga delle multinazionali o di altre aziende, 4) Banconote facili provenienti dalle lobbies che ronzano attorno ai centri decisionali, ai governi e ai parlamenti. Aggiungo che non ho mai portato al polso un Rolex, e tanto meno un Rolex o equivalente regalatomi dalla Glaxo o dalla Merck o da altre generose aziende BigPharma. Non so chi sia Loris, cosa faccia nella vita e quali propositi si ponga nel dedicarmi tante attenzioni. Spero e gli auguro che possa esibire un curriculum altrettanto trasparente del mio.

L’argomento della mia tesina era incentrato sul tema-chiave Immunità di Gregge, ed è su questo che si dovrebbe parlare a fondo. Avrei gradito ad esempio che qualcuno mi avesse obiettato che noi umani non siamo affatto un gregge di pecorelle, visto che abbiamo accentuate individualità differenzianti e che siamo inoltre consapevoli di questo, senza nulla togliere alle pecore stesse. Avrei pure apprezzato sentirmi dire che l’immunità non esiste affatto e che non va confusa con le difese del corpo che invece ci sono. Pertanto entrambi i termini risultano essere una invenzione medica che non sta nemmeno in piedi, e che pretendere di creare una rete “immunitaria” mediante un vaccino standard e uguale per tutti, sarebbe comunque uno sproposito.

Ma, sempre per restare sul tema che più preme al fantomatico Loris, affrontiamo pure di petto la pericolosità e l’innocenza eventuale dell’Alluminio. Personalmente ricordo che ai vecchi tempi si usava diffusamente il pentolame d’alluminio o in lega di alluminio e che, nel mondo intero, ci si accorse che questa era una pratica proibita e pericolosa, per cui si passò alla terracotta, alla ceramica ed ad altri materiali. So anche che usare minerali contenenti alluminio negli alimenti o ancor peggio nei vaccini viene giudicata pratica deleteria e carica di rischi. Nessuna intenzione di demonizzare la bauxite, l’alluminio e chi lavora nelle relative industrie.

Prendo dal sito Comilva un paio di articoli che chiunque può leggere e li abbrevio per comodità senza cambiarne il contenuto, rilevando comunque che anche qui si usa indifferentemente il termine alluminio e il termine idrossido.

VELENOSITÀ DELL’ALLUMINIO E DEI SUOI COMPOSTI

L’alluminio, e si intende l’alluminio nei suoi composti, è annoverato tra i metalli tossici essendo dannoso a tutte le forme di vita. Danneggia tutti i tipi di tessuto. Il sintomo di avvelenamento è la perdita della funzione intellettuale fino alla demenza e all’Alzheimer. Negli ultimi trenta anni si è visto un aumento costante di alluminio nella nostra dieta ed anche nell’ambiente. Molti cibi spazzatura, come caramelle colorate, agenti lievitanti, aspirina tamponata contengono additivi a base di alluminio. È di uso comune, in qualità di additivo alimentare, in alimenti come formaggio fuso, sale da cucina, sottaceti, farina bianca, preparati per pasta, miscele di torte, panna, besciamella, vaniglia in polvere, ciambelle, cialde, croissant, latte per neonati, integratori vari. Per non dire poi dei prodotti usati come detergenti e in cosmesi.

Si parla di alluminio come veleno protoplasmatico e come neurotossina perniciosa e persistente. Nessun sistema vivente utilizza l’alluminio per i processi biochimici. Ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e ossa. In condizioni normali è molto meno tossico di mercurio, arsenico, piombo o cadmio, ma è molto più diffuso e comune nel nostro ambiente, e sembra anche essere più persistente rispetto alla maggior parte degli altri veleni metallici. Essere consapevoli delle fonti è il primo passo per l’eliminazione. È quindi prudente evitarne il consumo. Le donne in gravidanza e in allattamento, i giovani e gli anziani sono a particolare rischio. Il modo più efficace per preservare la nostra acutezza mentale negli anni sembra essere quello di eliminare le fonti di alluminio dalla dieta.

DISTINZIONE TRA ALLUMINIO E IDROSSIDO DI ALLUMINIO

Conoscere quello che viene iniettato al momento di una vaccinazione non è cosa semplice. Per uno stesso vaccino le note informative destinate al consumatore e i rapporti scientifici a disposizione dei professionisti possono essere differenti, più o meno esaurienti. Oltretutto le note al consumatore e i rapporti scientifici possono essere diversi a seconda del paese al quale sono destinati. Per quel che riguarda l’alluminio, il dosaggio viene segnalato sia col peso dei sali di alluminio, sia col peso del metallo (Al+++ ).
Riguardo al vaccino INFANRIX HEXA la maggior parte delle note informative indica cifre che si rapportano ai Sali, mentre il compendio svizzero dei medicinali indica per lo stesso vaccino delle cifre che si rapportano al metallo (Al+++).
Per il vaccino HEXAVAC, alcune note informative segnalano la presenza di alluminio come eccipiente ma senza dosaggio. Altre note invece segnalano la presenza di alluminio come coadiuvante ma col relativo dosaggio.

Ci verrebbe da pensare che si tratti della quantità di Sali di alluminio. Ci siamo informati direttamente alla fonte, nei due diversi paesi, per sapere se il dosaggio indicato riguardasse il peso dei Sali o il peso del metallo. Non abbiamo avuto risposta alle nostre domande. Ci è stato comunque certificato in entrambi i paesi che il dosaggio in alluminio dell’HEXAVAC era identico a quello del PENTAVAC. Siccome alcune note informative indicano la quantità di alluminio in Al+++, abbiamo dedotto che il dosaggio di alluminio nell’HEXAVAC era proprio un dosaggio in Al+++, anche se la nota non lo menzionava (Allegato 3).
Riguardo al vaccino TICOVAC, il sito francese della casa farmaceutica BAXTER segnala la presenza di una soluzione di idrossido di allumino al 2%, mentre l’informativa su un sito danese indica un “residuo su idrossido di alluminio di 0,5 mg” per il TICOVAC junior e un “residuo su alluminio di ossido idratato di 0,35 mg Al+++” per il TICOVAC adulti.

Per il vaccino TETRACOQ, i siti francesi non fanno menzione del dosaggio di idrossido di alluminio. Un documento proveniente da una succursale di Tallin in Estonia della casa farmaceutica AVENTIS PASTEUR ci ha permesso di conoscere che il dosaggio di questo vaccino in Al+++ è di 650mcg.
Riguardo al PENTACOQ, prodotto dall’AVENTIS PASTEUR come il TETRACOQ, supponiamo che si tratti dello stesso dosaggio del TETRACOQ, ma non abbiamo avuto alcuna conferma malgrado numerose ricerche.
Per il DIFTAVAX adulti, un sito italiano riporta una cifra di 1250 microgrammi di Al+++ mentre un sito inglese, per lo stesso vaccino, cita una cifra da 450 a 850 microgrammi di Al+++.

SINTOMI DI INTOSSICAZIONE DA ALLUMINIO E RIMEDI NATURALI

Il sintomo principale di avvelenamento è la perdita della funzione intellettuale, smemoratezza, mancanza di concentrazione e, in casi estremi, la demenza conclamata. È anche noto per provocare rammollimento osseo e perdita di massa ossea, danneggiamento del rene e altri danni ai tessuti molli. In dosi elevate può causare arresto cardiaco. Assumendo diete a basso contenuto di alluminio si sono registrate conseguenze positive come riduzione di irritabilità e di mal di testa, incrementi nella memoria e nella capacità di concentrazione, miglioramenti nei bambini affetti da problemi comportamentali. Un buon metodo per contrastare ogni avvelenamento da metalli pesanti e da alluminio consiste nell’assumere alimenti naturali chelanti, alimenti capaci di prelevare e di eliminare i minerali incrostati nel corpo umano, e ci riferiamo a frutta acquosa, a succhi freschi, a verdure crude di tipo depurativo e drenante come tarassaco, crescione, asparago, mirtilli, frutti di bosco, ravanelli, rape, zucchine, pomodori, angurie, meloni, pesche, agrumi.

FONTI E ADDITIVI DA EVITARE

Il succo d’arancia in contenitori di alluminio trattato non è consigliato. I composti di alluminio possono essere tossici come il piombo in determinate condizioni. Le fibre nervose aggrovigliate nel cervello di persone affette dal morbo di Alzheimer contengono una quantità insolitamente elevate di alluminio. L’ebollizione dell’acqua in pentole di alluminio produce idro-ossidi tossici, la pancetta fritta nella padella rilascia nitrati e la carne bollita cloruri. Questi sono solo alcuni degli additivi usati nei prodotti alimentari, tutti da evitare: E173, E520, E521, E523 E541, E544, E545, E546, E554, E555 E556, E559.

Dal 1975, l’alluminio è stato considerato sicuro da parte della FDA-Food and Drug Administration, in linea con l’uso comune dell’alluminio in vari prodotti. Purtroppo, non solo stiamo basandoci su una scienza pre-1975 nel valutare la tossicità dell’alluminio nel corpo, ma stiamo ignorando l’impatto della tossicità cronica di basse dosi, e oggi siamo bombardati con molto più alluminio nel nostro ambiente rispetto al passato.

LIMITE DI SICUREZZA NOAEL

Negli studi tossicologici il metodo per la ricerca di un limite di sicurezza è quello di determinare sperimentalmente l’assenza di eventi avversi osservabili (NOAEL= No Observed Adverse Effect Level) derivanti da una dose acuta (breve termine/una tantum) e cronica (dosi basse a lungo termine) per una data sostanza. Un composto di alluminio viene somministrato a un soggetto di prova (es. topi di laboratorio), e i ricercatori valutano il rischio sanitario, osservando eventuali effetti rispetto al gruppo di controllo. La dose a questo punto viene ridotta fino a che effetti avversi non vengono più osservati. Usando tale livello di esposizione, un margine di sicurezza viene poi applicato riducendo la dose di un fattore 10, 100 o 1000. Ciò contribuirebbe a tenere conto delle differenze interspecie di cambiamento (da ratti agli esseri umani, per esempio), e fornirebbe anche extra-protezione per la maggior parte delle persone sensibili, i neonati e le donne in gravidanza. Questa è una spiegazione semplificata del processo.

Il limite risultante e l’esposizione ritenuta “sicura” sarebbero così molto più ristretti rispetto alla dose più alta in cui non sono stati osservati gli eventi avversi. Quando si tratta di iniettare nel corpo dell’idrossido di alluminio, niente di tutto questo è mai stato fatto. Nessuno studio sperimentale è mai stato fatto per determinare un NOAEL, e quindi nessun limite sicuro o livello di dose massima consentita (MADL) è stato chiarito. Che evidenze scientifiche abbiamo per applicare un limite ritenuto “sicuro” ?

BASTANO 5 MICROGRAMMI PER CHILO AL GIORNO PER PROVOCARE EFFETTI AVVERSI

Nel Codice FDA dei Regolamenti Federali per la terapia TPN (Nutrizione Parenterale Totale – alimentazione di una persona per via endovenosa), si afferma:
“i prematuri [neonati]che ricevono livelli parenterale di alluminio superiore a 4-5 [micro]g / kg / die accumulano alluminio a livelli associati a tossicità per il sistema nervoso centrale e le ossa.” “Il carico nei tessuti può verificarsi anche a tassi più bassi di somministrazione.” Sulla base di quanto sopra, si può ritenere che il livello di esposizione di anche solo 5 microgrammi di alluminio (per chilogrammo di peso corporeo al giorno) è una dose che provocherebbe effetti avversi osservabili nei bambini.

Il neonato medio pesa circa 3.5kg-7,5. Limite di sicurezza= 5 microgrammi/kg per die. Moltiplicare il peso del neonato (5 mcg/ kg/ die) x (3,5 kg) = 17,5 microgrammi / giorno. Quantità di alluminio nel vaccino contro l’epatite B dato il primo giorno di vita = 250 microgrammi. Si dimostra quindi che la quantità di alluminio in un solo vaccino contro l’epatite B è 14 volte il “limite di sicurezza”.

ESEMPI DI VACCINI SOMMINISTRATI AI 2 MESI CON 48 VOLTE IL LIMITE DI SICUREZZA

In media a 2 mesi il bimbo pesa circa 5kg. Limite di sicurezza= (5 mcg/kg/die) x (5 kg) = 25 microgrammi/giorno. Ci sono diversi vaccini somministrati a 2 mesi di età, secondo la pianificazione CDC. Difterite, tetano, pertosse. (DTaP) / Polio (IPV) / Haemophilus b (Hib) / Epatite B / pneumococcico (PCV) / Rotavirus. I vaccini contenenti alluminio che possono essere somministrati ad una seduta a due mesi includono: Pediarix: DTaP, IPV, HepB (850 mcg) PCV (125mcg) PedvaxHIB (225 mcg) 850 mcg + 125 mcg + 225 mcg = 1200 mcg alluminio. Il limite di sicurezza per due mesi in un solo giorno, è secondo la FDA = 25mcg. Quantità iniettata tramite i vaccini raccomandati dal CDC = 1200 mcg. Pertanto, la quantità di alluminio che può essere somministrato ad un infante di 2 mesi in un solo giorno, supera il limite di sicurezza stabilito dalla FDA di 48 volte.

COLLEGAMENTI TRA ADIUVANTI DI ALLUMINIO E DIVERSE MALATTIE DEFINITE AUTOIMMUNI

Mentre non v’è alcuna ricerca scientifica o dati sperimentali su quale sia veramente un limite di sicurezza di alluminio da iniettare tramite vaccino, ci sono un bel po’ di ricerche sugli effetti negativi sulla salute derivanti dall’iniezione dell’alluminio. Nella letteratura scientifica, adiuvanti di alluminio nei vaccini sono stati collegati allo sviluppo di diverse malattie autoimmuni, come artrite reumatoide, lupus, malattie della tiroide o di tiroidite autoimmune, fibromialgia, stanchezza cronica, sclerosi multipla, miocardite, sindrome da anticorpi antifosfolipidi / trombosi (rischio di coaguli di sangue), la sindrome di Sjögren (secchezza degli occhi, secchezza delle fauci), e altro ancora. È ben studiato e riconosciuto che i vaccini contenenti alluminio innescano condizioni come “sindrome autoimmune (auto-infiammatoria) indotta da adiuvanti” (Asia), e “miofascite macrofagica” (MMF), che possono manifestarsi come disfunzione cognitiva oltre a infiammazione cronica e in aggiunta a dolore localizzato nei muscoli e nelle articolazioni.

LE RICERCHE DEL DR ROMAIN GHERARDI

Il Dr. Romain Gherardi, uno specialista di malattie neuromuscolari, ha effettuato ricerche sulla miofascite macrofagica trattandola nella sua clinica ospedaliera in Francia per diversi anni. Le sue scoperte continuano ad essere sostenute attraverso nuove prove e dalla ricerca. Questo è un estratto da uno dei suoi studi, pubblicato nel 2012:

“L’idrossido di alluminio (allume), un composto nanocristallino che forma agglomerati, è stato utilizzato nei vaccini come adiuvante per il suo effetto immunologico dal 1927. L’allume è l’adiuvante più comunemente usato nei vaccini umani e veterinari, ma i meccanismi tramite i quali stimola le risposte immunitarie non sono completamente compresi. Anche se generalmente ben tollerato, l’allume può occasionalmente cause invalidanti e problemi di salute in persone presumibilmente suscettibili. Una piccola percentuale di persone vaccinate si presenta con un ritardato inizio di mialgia diffusa, stanchezza cronica e disfunzione cognitiva, e mostrano una persistenza a lungo termine di macrofagi carichi di alluminio sul sito della precedente immunizzazione intramuscolare (im), formando una lesione granulomatosa chiamata miofascite macrofagica (MMF). I sintomi clinici associati alla MMF sono paradigmatici della recentemente delineata ‘sindrome autoimmune/infiammatoria indotta da adiuvanti (ASIA). La disfunzione cognitiva stereotipata ricorda i deficit cognitivi descritti fra i lavoratori di fonderia esposti a particelle inalate di alluminio. Le preoccupazioni sulla sicurezza dell’alluminio dipendono in gran parte dal fatto se il composto rimane localizzato al sito di iniezione o dal fatto che si diffonda e si accumuli in organi distanti. Gli esperimenti sugli animali indicano la persistenza di nanomateriali biopersistenti captati da cellule di linea monocita nei tessuti, sotto forma di surrogati fluorescenti dell’alluminio, che possono prima traslocare verso linfonodi drenanti, e poi circolare nel sangue all’interno dei fagociti e raggiungere la milza, e, infine, accumularsi lentamente nel cervello. Macrophagic myofasciitis: characterization and pathophysiology. Gherardi RK, et al. Lupus. 2012.

NEUROTOSSICITÀ, BIOPERSISTENZA E DANNI SIMILI ALLA SLA

Un altro aspetto della tossicità dell’idrossido di alluminio è che può rimanere nel sito di iniezione per diversi anni. Non solo questo può causare persistente prurito e allergia da contatto, ma il cervello può accumulare a poco a poco l’alluminio iniettato. Come risultato di questa biopersistenza di lungo termine, si sono manifestate condizioni autoimmuni e neurologiche anche dieci anni dopo la vaccinazione. È documentato che gli adiuvanti di alluminio provochino danni neurologici di tipo differito e cronico. L’alluminio distrugge i neuroni motori nel cervello e provoca lentamente una sempre maggiore di neuroinfiammazione.
In uno studio, i danni assomigliano da vicino a quelli della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Il danno neurologico osservato suggerisce inoltre che gli adiuvanti di alluminio possono svolgere un ruolo significativo nel crescente tasso di autismo. Il Dr. Russell Blaylock, un neuroscienziato che ha trascorso anni a studiare la questione, ha effettivamente proposto un meccanismo per lo sviluppo di autismo causato da quella che viene definita immunoexcitotoxicity.

L’ALLUMINIO NEI VACCINI NON È ASSOLUTAMENTE SICURO

L’alluminio nei vaccini non è sicuro. Non c’è mai stato un motivo valido per dichiararlo sicuro. Anche a livello di microgrammi iniettati, queste quantità sono dannose e non c’è modo di sapere se voi o il vostro bambino sarà significativamente colpito settimane, mesi o anche anni più tardi. Con l’aumento della quantità di vaccini contenenti alluminio che ci si aspetta di ricevere, l’incidenza di malattie autoimmuni e neurologiche è in aumento con essi. Sempre più bambini stanno sviluppando condizioni croniche debilitanti. La ricerca scientifica indipendente su autoimmunità e neurotossicità che l’adiuvante all’alluminio sta causando è “solamente in crescita” e ci sono sempre meno dubbi sul fatto che i vaccini contenenti alluminio abbiano causato malattia cronica in una porzione significativa della popolazione.

È una tragedia che la scienza continui a convalidare il fatto che l’alluminio causi la malattia di Alzheimer, e tuttavia i medici e gli infermieri continuino a sollecitare gli anziani a vaccinarsi ogni anno contro la polmonite con un vaccino adiuvato all’alluminio. Ogni giorno ci sono più prove del fatto che esiste una stretta connessione tra gli adiuvanti a base di alluminio e manifestazioni cliniche non specifiche, costituzionali, muscolo-scheletriche o neurologiche.

Valdo Vaccaro

Fonti: