LAVORARE IN SALA OPERATORIA AIUTA AD APRIRE GLI OCCHI

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  • Eccezionali confessioni di una Infermiera Professionale sui problemi di digestione e sui miti dell’abito bianco dottorale
  • L’impoverimento morale e materiale di un popolo non è mai un fatto casuale

QUALCHE DUBBIO INIZIALE

Buon giorno Valdo, Sono un’infermiera e ho 51 anni. Mi sono iscritta al 1° anno 2021/22 della sua scuola HSU. Ho abbracciato la consapevolezza vegana a Ottobre 2014 grazie al mio continuo star male e ad un mio amico. Mentre mi descriveva il nuovo piano alimentare, gli ho chiesto se era cosciente di ciò che mi stava consigliando: abbondante frutta e verdura. Non che io fossi una mangiona e che quindi mi deprimeva lasciare certi cibi. Con il mio problema all’apparato digerente da quando avevo 13 anni ne ho lasciato di cibo per strada. Ma il fatto era che, a detta degli esami ematici, ero perennemente anemica: 6-6,6 g/dl di emoglobina, come avrei potuto con una simile dieta recuperare?

RISCHIO DI ARRESTO CARDIACO SECONDO LA MEDICINA UFFICIALE

Io lavoro da anni al tavolo operatorio, e si può comprendere che tra interventi d’elezione e quelli d’urgenza, il lavoro è veramente impegnativo, sia fisicamente che mentalmente. Una volta ho avuto la brillante idea di mostrare il mio emocromo a un medico con cui lavoro e si è spaventato. Mi ha minacciata di ricoverarmi e di sottopormi ad emo-trasfusione perché, in quelle condizioni, senza contare che a me piace camminare in montagna e andar per rifugi, ero molto a rischio di andare incontro ad un arresto cardiaco.

NIENTE TRASFUSIONE MA RICORSO A TERAPIA ENDOVENOSA A BASE DI FERRO

Rifiutai la trasfusione ma, mio malgrado, accettai la terapia endovenosa a base di ferro 1-2 volte per settimana con conseguente aumento di gastralgia, stipsi e coliche addominali. Ricordo che rincasavo dal lavoro con l’ago-cannula venflon ancora in sede perché, se avessi avuto dolori avrei potuto auto-somministrarmi una flebo di fisiologica corretta con antiemetico, antispastico, inibitore di pompa protonica. Quest’ultimo farmaco mi ha tra l’altro accompagnata da quando avevo 24 anni fino ai 47, direi un botto di vita !!!

GUAI LASCIARE I FARMACI CHE VANNO ASSUNTI VITA NATURAL DURANTE

Vorrei sottolineare a tal proposito che, quando ho comunicato al gastro-enterologo da cui ero seguita al centro ospedaliero che ero diventata vegana, quello mi disse con tono perentorio che avrei potuto scegliere l’alimentazione che meglio ritenevo giusta per me, ma guai lasciare i farmaci, quelli erano SEMPRE da assumere, e si riferiva a esomeprazolo, gaviscon advance, riopan, antiemetici, e ovviamente farmaci e integratori pro-evacuazione, perché con tutto questo materiale speravo di avere incontri sereni con i servizi, che erano nel frattempo diventati sempre più rari e sofferenti.

DURISSIME CRITICHE MEDICHE ALLA ALIMENTAZIONE VEGANA

Tornando alla alimentazione vegana, come avrei potuto bere la spremuta d’arancia al mattino a digiuno? Erano almeno 15-20 anni che non toccavo più un agrume. E poi tutta quella frutta e verdura? Rischiavo di intasarmi. Durante una visita effettuata in un grosso ospedale della Lombardia, mi era stato detto che non avrei dovuto mangiare vegetali, se non una mela ogni tanto, perché il rischio di occludermi era notevole. Anzi, in quel periodo era uscito un nuovo integratore di cui mi si consigliava fortemente l’assunzione per aiutare la peristalsi. Peccato che il costo, mi disse il medico, fosse molto salato e quindi non mutuabile, né tantomeno ottenibile con l’esenzione.

VIVEVO NELL’INCUBO E NEL VORTICE DEI FARMACI

Il medico che mi seguiva un giorno mi chiese: “ma lei perché paga tutte le terapie e le indagini diagnostiche? Un caso come il suo merita di non pagare nulla.” Wow, questa sì che è felicità, così decretarono i miei colleghi. Da parte mia avevo le lacrime in tasca. Nemmeno 40enne e già con un fisico non proprio al top, mi sembrava di vivere un incubo, era già l’inizio della fine: un lasciapassare per ospedali e farmacie.

ATTRAZIONE PER LE VERDURE MA PERENNE ANEMIA

Eppure a me frutta e verdura sono sempre piaciute, ma era pur altrettanto vero che il mio corpo mal le gestiva. E poi, se i vegetali erano più consigliati di altri cibi, perché me ne dovevo privare? Altra domanda, come avrei potuto con la mia perenne anemia eliminare la carne? Così, seppur a fatica, perché non sono mai stata amante di tali alimenti, fin da piccola mangiavo bresaola, arrosto, carne equina, carne rossa e hamburger. Poi seguivano giorni di digiuno perché questi impiastri mi intasavano stomaco e intestino, oltre che abbattermi l’umore, causarmi vertigini, emicranie violente con perdita del campo-visivo. Quindi farmaci a gogo ed effetti collaterali che portavano ad altri farmaci e, alla fine, a non poterne più.

NONOSTANTE LE PROTEINE ANIMALI ASSUNTE, L’EMOGLOBINA RIMANEVA BASSA

Spesso arrivavo in servizio alla mattina devastata, ma incontravo colleghi, medici compresi, che mi dicevano che, se i farmaci li hanno inventati, era giusto farne uso. Anche loro, dopo pasti luculliani, facevano incetta di bottigliette di gaviscon advance sciroppo, innaffiato da fernet o caffè corretto. Nonostante tutta la mia buona volontà di ingurgitare proteine animali e carne in prevalenza, la mia emoglobina era salita appena a 7g per dl (il range per le donne va dai 12,3 ai 15,3 per decilitro di sangue).

IMPARAI A LASCIAR SFOGARE EMICRANIA E CEFALEA SENZA L’USO DI FARMACI

La cefalea ho iniziato ad averla fin da bambina, e di conseguenza mi si diceva che era uno star male genetico da parte di mamma. Pian piano ho imparato, nonostante fossi ancora lontana dall’Igienismo, a lasciar sfogare l’emicrania spontaneamente perché notavo che, nonostante i farmaci, essa non mi lasciava se non quando lo riteneva opportuno lei, così almeno non avevo ripercussioni sullo stomaco.

NIENTE INSEGNAMENTI E NIENTE BUONSENSO DA PARTE DELLA MEDICINA UFFICIALE

Seppur avessi provato ad assumere l’esomepral per un mese consecutivo, quando bruciore e dolore dovevano arrivare, arrivavano forti e chiari. Il medico mi rispose che era assolutamente impossibile, anzi mi prescrisse l’assunzione del farmaco medesimo per un anno senza interruzioni, fino alla visita successiva. Ovvio che non mi attenni a tale imposizione. Preciso che, durante la visita, a fatica mi rivolse lo sguardo perché stava indottrinando un laureando. Prima di lasciare l’ambulatorio sottolineai il fatto, se il mio intestino era vuoto, lo stomaco mi creava un po’ meno problemi, per cui riuscivo a gestire il tutto un poco di più, ragion per cui gli chiesi consiglio. La risposta fu che il suo non era un ambulatorio per l’intestino e che quindi avrei dovuto rivolgermi altrove. Insistetti, perché stomaco, esofago e intestino, fino a prova contraria, appartengono al medesimo apparato digerente, ma dovetti uscirne con un paio di mosche in mano.

RISPOSTE EVASIVE E INCREDIBILI AMMISSIONI DI IGNORANZA

Diverse volte mentre ero al tavolo operatorio ho posto la domanda ai medici, sia inerenti la mia personale situazione gastrica che problematiche riguardanti i pazienti in genere. Le risposte furono sempre “non si sa, non si conoscono ancora le cause, le linee-guida sono ancora allo studio” e quant’altro. All’epoca accettavo tali risposte evasive perché, avendo fatto il corso di infermiera professionale erano risposte già sentite. Tuttavia, con il trascorrere degli anni tante cose non mi tornavano più. Ho via via cominciato a guardare la medicina ufficiale con altri occhi, soprattutto sulla base di eventi non proprio piacevoli capitatimi in famiglia.

IL FASCINO DEL CAMICE BIANCO CONTINUA A IPNOPTIZZARE LE MASSE

Avvertivo alcune risposte lacunose, mentre se li osservavo parlare con il paziente, spesso li sentivo parlare con un lessico universitario dove si nascondevano dietro tale lessico perché, se avessero parlato terra-terra sarebbero stati ovviamente smentiti. Mi sono insomma resa conto quanto importante sia il camice bianco che ancora tanto affascina. Credo che tale abbigliamento soggioghi le menti poiché i miti del medico, del curato e del sindaco, sebbene il periodo dell’Albero degli Zoccoli di Ermanno Olmi sia passato, è tutt’ora bene ancorato in buona parte nelle masse.

QUANDO ENTRANO DI MEZZO I SOLDI CADE IL RISPETTO PER LA SALUTE

Lavorare in sala operatoria aiuta ad aprire gli occhi. Inizialmente amavo questo ambiente, ma negli anni ho visto cambiare tante cose. In primo luogo ho notato che è venuto meno il rispetto per il malato, e che si è rafforzato l’interesse per il dio soldo. E già questo fatto serve a prendere netta distanza su diagnosi, farmaci e tutto ciò che gira intorno alla Sanità. E poi appare chiara la necessità di dare molto più rispetto al proprio corpo prima di delegare agli altri.

MANCA L’EDUCAZIONE AL POTERE AUTO-GUARENTE DEL CORPO UMANO

Ma torniamo a me. Mia madre mi ha sottoposto ad una marea di esami per capire che cosa avessi, ma mai nessuno ha compreso un bel niente. Arrivai così ad avere una diagnosi a 24 anni. Mi volevano operare ma, percependo io una sorta di tecnica interventistica particolarmente rischiosa agli esordi, declinai l’invito. Con questo non voglio mettere all’indice l’intera Sanità, perché esistono situazioni di emergenza che richiedono pure l’intervento. Ma per la maggioranza dei casi sarebbe molto meglio investire sull’educazione del popolo, sul portarlo a conoscenza del potere auto-guarente del meraviglioso corpo nel quale abitiamo dalla nascita alla morte.

LA RICCHEZZA NELLA MITOLOGIA GRECA

I medici hanno fatto il loro giuramento a Ippocrate o forse invece al dio Danaro? Ho voluto cercare su internet per scoprire se sia mai esistito un mito simile. Ecco ciò che ho trovato. Chi è il Dio della Ricchezza tra i greci? Non ne ha uno. La mitologia greca antica impressiona per la sua versatilità. Combina la moralità, i principi etici e la cultura di molti popoli europei. La mitologia si distingue per il pensiero speciale studiando il mondo e il posto dell’uomo in esso. Per essere aiutati in tutte le loro imprese, gli antichi greci si sono rivolti a divinità potenti capaci di indirizzarli sulla retta via e di apportar loro fortuna in tutto e per tutto. Nell’antica Grecia si era scettici riguardo la ricchezza, si credeva che fare soldi fosse assai più facile che meritare un buon nome e meritare la gloria.

A PARTIRE DAL BUSINESS COMMERCIALE SI HA LA PROGRESSIVA DECADENZA DEI VALORI MORALI

Nell’antica mitologia greca ci sono spesso casi in cui un povero uomo del popolo prevaleva su una ricca aristocrazia che non godeva di autorità e rispetto tra i greci. Prima che la Grecia diventasse uno stato economicamente sviluppato, la priorità era data alle sfere non materiali, vale a dire alla medicina, alla filosofia, alla scienza e allo sport. Più tardi, la rurale economia, l’artigianato e il commercio si svilupparono. Fu allora che ricchezza e fertilità vennero alla ribalta del Pantheon. Ed ha inizio proprio da qui la progressiva decadenza dell’uomo moderno.

FINALMENTE DECISI DI FARE I PRIMI PASSI NELLA GIUSTA DIREZIONE

Ritorno al mio incontro con un ragazzo divenuto nel frattempo mio amico. Davanti alla domanda su come potevo rinunciare alla mia alimentazione con tutte le sue problematiche, mi disse che non aveva nulla da perdere perché già c’erano giornate in cui soffrivo e digiunavo. Deduzione logica fu che non mi sarebbe costato provare per un po’ i suoi suggerimenti. Avrei sempre potuto ritornare sui miei passi. Non faceva una piega.

INCONTRO FORTUNATO COL BLOG DI VALDO VACCARO E FARMACI TUTTI NEL CESTINO

Cominciai allora a leggere le tesine di Valdo Vaccaro e, quando rimasi a casa qualche giorno dal lavoro causa influenza, diedi inizio al cambiamento. Mi sono chiesta se l’influenza fosse davvero una amica e un detox. E detox sia. Ho buttato via tutti i farmaci. A tal proposito tengo a precisare che i farmaci vanno smaltiti in appositi contenitori riposti nelle farmacie e negli androni degli ospedali, mentre il nostro corpo, beh quello è un altro contenitore. Buttato integratori, allontanato cibi non consoni ad alimentazione umana, e via alla nuova avventura. Ammetto che non sono stati giorni proprio felici, ma li ho affrontati comunque con una carica diversa rispetto ad altre volte dove ebbi la febbre. Ora la situazione era cambiata. Più leggevo il blog di Valdo e più comprendevo che cosa stava succedendo al mio corpo, e con serenità accettavo l’evento.

PARETE GASTRICA RAFFORZATA E GUARIGIONE AGGIUNTIVA DA UNA CONGIUNTIVITE

Da lì l’escalation. L’intestino, seppur ancora non completamente a posto, ha ripreso il suo regime. Del resto non si può pretendere che con 47 anni di impoverimento cellulare siano sufficienti pochi giorni di attenzioni. Ciò che è entrato di inquinante deve uscire, e bisogna certamente avere pazienza. Farmaci, vaccini, stress quotidiano, ambiente lavorativo, mancanza di luce solare, e altre cose del genere lasciano il segno. Il detox spesso è doloroso. Va pertanto gestito a piccoli passi. La parete gastrica ha modificato in meglio la sua struttura, per cui ho tempo e ho fede. Mi è pure venuta una forte congiuntivite, sempre guarita con pazienza e traendo spunto dalle tesine.

PER IL MEDICO NON ESISTE MAI CORRELAZIONE COL CIBO

La mia anemia? L’emoglobina era passata a 13 g/dl. Il medico a cui avevo sottoposto il progresso e l’esito mi disse tuttavia che ciò non era da correlarsi con l’alimentazione… Chiaro che nel frattempo non ho mai abbandonato i miei estratti verdi. Ma dove lasciamo la responsabilità decisiva della pompa protonica ? Se l’ambiente gastrico è iper-acido e io lo sopprimo, come fa il povero intestino a digerire ed assimilare? Ma se lasciamo ai medici la facoltà di prescrivere, loro seguono le famose linee-guida che li tutelano. Arriva poi il tempo in cui il tuo corpo è saturo e loro, di rimando, aumentano le dosi. E se persisti nel sostenere che la sintomatologia per la quale tu assumi il farmaco non è soppressa, va a finire che non sanno più come gestire il tutto. E a quel punto ti ritrovi fra le mani una richiesta di visita psichiatrica e conseguenti pastigliette. Cambi solo specialista, aumenta il numero di farmaci da assumere in un giorno, finché il tuo corpo scollegato dalla realtà a causa di tutta la chimica che gli impongo di metabolizzare va completamente in tilt.

LA FIDUCIA ARRIVA DALLA FREQUENTAZIONE DI UN BLOG VERITIERO E CONVINCENTE

Ricordo, e non esagero, che per un corpo così acidificato, il prossimo specialista al quale rivolgersi tranquillamente è il becchino. Comunque ora la mia colazione invernale consta di spremuta d’arancia e mandarini, sempre mantenendo la frutta acquosa stagionale d’estate. In queste tesine ho sempre trovato e trovo tuttora illuminanti risposte. È sufficiente inserire un vocabolo nel motore di ricerca sulla sua pagina www.valdovaccaro.com e si scopre un mondo. Io queste risposte le ho messe in pratica su di me e sto tuttora sperimentandone la validità.

NON SI PUÒ IGNORARE IL NOSTRO FORMIDABILE PATRIMONIO

Non intendo penalizzare a 360° i medici. È evidente che hanno subito un pesante condizionamento e che pertanto sono ignavi o ignari sulle caratteristiche del nostro straordinario patrimonio fisico, mentale e spirituale con cui veniamo al mondo, ma mi chiedo anche se fa loro comodo mantenere il nostro patrimonio nelle giuste condizioni operative o se fa ancora più comodo renderlo precario. Se prima del 2020 qualcuno aveva ancora dei veli sugli occhi, con la narrativa fantascientifica in atto spero che la gente veda finalmente chiaro e si dia la possibilità di prendersi cura di se stessa senza delegare le sue sorti ad altri.

UN MEDICO HA CERCATO DI SCREDITARE IL MIO BLOG PREFERITO

Durante una seduta operatoria ho provato a raccontare il mio percorso alimentare vegano. Un medico dell’equipe mi ha aggredito durante l’esposizione dei danni da latticini e da caseina, perché fervente sostenitore di tali cibi. Ho esposto pure ciò che avevo letto di “The China Study” di Colin Campbell, ma niente da fare. L’altro medico dell’equipe mi ha chiesto più e più volte chi fosse il mio mentore. All’udire il nome di Valdo Vaccaro la sua risposta è stata che era già noto nella cerchia medica lo scredito che aveva ricevuto. Va bene, ognuno segua chi gli è più consono e chi gli suona meglio. Io sto portando a casa la mia pelle. Ti pare forse poco ?

ATTRAZIONE INFANTILE PER IL POLLO ALLO SPIEDO

Mi piacerebbe ora sfiorare un altro aspetto della patologia. In noi c’è qualcosa che pulsa da quando siamo bambini, ma non lo vediamo finché non ci mette letteralmente i bastoni fra le ruote. Perché scrivo questo? Perché come ho già citato, non siamo solo corpo fisico, mentale e spirituale. La mia famiglia è onnivora. Da bimba adoravo il pollo allo spiedo. Attendevo con gioia settimanalmente tale menù.

ENTRARE IN UN POLLAIO DIVENTA UNA PREZIOSA SCUOLA

Una volta, proprio il giorno prima del mio fatidico pollo, incappai in un pollaio. Rimasi parecchio tempo ad osservare quella famigliola di galli, galline e pulcini e la notte mi addormentai con quella immagine nella mente, mentre mi risuonava quel loro cantare nelle orecchie. L’indomani non vedevo l’ora di mettere le mie manine sul mio pollo, ma non ci fu verso. Rivedevo la famiglia giocosa e canterina del giorno prima. È poi passato del tempo prima che mi riapprociassi a tale alimento. Sicuro che c’è stato lo zampino dei miei, ed anche lo schiaffo per indurmi a rimangiarlo.

LA COMMOVENTE STORIA DELL’OCA NASCOSTA

Un altro episodio che ricordo dal mio passato di bambina, fu quando gli zii fecero dono di un’oca ai miei genitori. In macchina, nel tragitto per rincasare, la povera anima bianca restò con la testa avvolta in un sacchetto, altrimenti ci avrebbe beccato a dire dei miei. Ricordo che litigai tutto il percorso perché ritenevo logico e normale l’urlare e le rimostranze che quella creatura produceva. Le mancava l’aria, le mancava la mamma, le mancavano papà e i suoi fratellini con cui stava giocando prima di essere intrappolata da dei bruti, e aveva una paura folle. Una volta in casa l’hanno legata al calorifero. Io l’ho salutata da lontano perché i miei insistettero per non farmici avvicinare, e le dissi che ci saremmo riviste l’indomani per giocare sul balcone guardandoci finalmente in viso da vicino. La immaginavo come la sorellina che non avevo. La mattina seguente di buon’ora mi sono alzata, l’ho cercata ovunque ma non c’era più. Chiesi a mia mamma dove l’avesse nascosta. Mi rispose con un sorriso mentre mescolava qualcosa in pentola. Provai uno sconforto e un sentimento nei confronti dei miei genitori che proprio perché tali non voglio qui riportare, ma credo si capisca quale possa essere stato. Sinceramente, mentre descrivo tutto questo, rivivo tutto come stesse succedendo ora.

ANCHE MADRE NATURA PUÒ PERDERE LA PAZIENZA

Si dice che chi preda finisce per essere predato. Forse fra le tante motivazioni che girano intorno a ciò che sta succedendo all’intero pianeta dallo scorso anno, ci sta pure che la Grande Madre, dopo il tanto amore che ci ha donato, dopo tanta pazienza, dopo tanti avvertimenti, si sia stancata di noi tutti. E come darle torto?

ALCUNE DOMANDE SI SUSSEGUONO

Perché il mio stomaco ha iniziato ad avere problemi a 13 anni? Perché solo a 24 anni si è evidenziata la mancanza di nervi lungo il tratto esofageo e mai prima? Che fine hanno fatto i miei nervi? Cosa ha infastidito tanto le mie cellule? Cosa è successo a livello spirituale, mentale e fisico da provocare un tale sconvolgimento interiore?

I BAMBINI MANGIANO LA FRAGOLA, NON CERTO IL PULCINO

Nel libro di Marco Mularoni “L’altra parte della mente” c’è scritto che si dovrebbe fare un esperimento con i bambini, ossia dare loro una fragola e un pulcino, ed osservare con chi giocano e chi mangiano. Il profumo della fragola stimola l’acquolina, il pulcino invita ad essere coccolato e magari a fare la nanna insieme, e sempre insieme a compiere il viaggio onirico e tornare più arricchiti nell’anima.

SONO GRATA A VALDO VACCARO

Sono quasi giunta al termine. Ma prima voglio ringraziare Valdo Vaccaro che con passione riempie il suo blog di conoscenza per aiutare chiunque voglia realizzare il proprio “Star Bene”, senza nulla chiedere, anzi pagando pure lo scotto di una perquisizione in seguito a un’intervista giornalistica, manco fosse il peggior delinquente. Ha saputo rialzare il capo, forte dell’innocenza e della sua forza di voler trasmettere a chiunque voglia capire le sue conoscenze, le sue percezioni, il succo della scienza igienista.

MOTIVI DELLA MIA ISCRIZIONE ALLA SCUOLA HSU-HEALTH SCIENCE UNIVERSITY

Mi sono iscritta alla sua Scuola HSU perché sogno di poter aiutare anch’io le persone con un credo diverso da ciò che impone il dogma di stato. Grazie a questo uscire dalla mia gabbia mentale inculcatami, per cui non è lecito e privo di insidie lasciare la strada vecchia per quella nuova. Quella nuova, per quanto più tortuosa, mi sta dando più soddisfazioni e mi permette di abbandonare le sbarre limitanti della vergogna e del non essere all’altezza delle mie aspettative. Magari assieme ad altri colleghi e medici, stanchi di questo mondo giunto al termine tanto è imbruttito e, perché no, anche da chi non è del settore, ognuno con un’idea geniale, ritrovarci a costruire un altro mondo. Questo è il sogno che mi ha portato alla decisione di iscrivermi a questa Scuola.

UN GRAZIE PURE A CARMELO SCAFFIDI

Un grazie va anche a Carmelo Scaffidi che sovente raccoglie i miei cocci e mi aiuta a ritornare in carreggiata. Entrambi professionisti che con umiltà indicano la via sapendo che tutti abbiamo un limite già stabilito al momento della nascita, ma che quel limite lo possiamo raggiungere serenamente senza fare la spola dall’ospedale alla farmacia, lo possiamo raggiungere felici di aver vissuto amando e rispettando il nostro corpo nella sua interezza. Probabilmente per questa nostra avventura terrena è un po’ tardi, ma possiamo sempre impegnarci per lasciare ai posteri un mondo migliore.

Maria, studente del corso HSU anno 2021-2022


COMMENTO DI VV

IL PIÙ GRANDE PATRIMONIO DELLA NOSTRA SCUOLA STA NELL’ALTO LIVELLO DI OGNI SUO COMPONENTE

Questa, prima ancora che essere una studentessa HSU è una autentica Maestra di Scienza del Pensiero e di Scienza Comportamentale, e fa parte pure di un nutrito gruppo di Infermiere Professionali che abbiamo tra le nostre file e che stanno di diversi gradini più in alto degli stessi medici con i quali convivono la professione e le sorti. Pubblico con grande piacere questa sua preziosa testimonianza che sarà apprezzata dai 70 studenti che la scorsa domenica 14 novembre ci hanno seguiti di persona o su Zoom nella nostra 2° lezione HSU a Fano, nella splendida cornice offertaci dalla Villa San Biagio.

APERTURA TOTALE A CHI VUOLE ACCEDERE

Comprendo che qualche medico impreparato e scocciato dalla sua esistenza grama e poco prodiga di soddisfazioni autentiche esprima il suo disappunto, ma noi naturalisti ed igienisti viviamo su un piano decisamente diverso in termini di entusiasmo e di purezza. Non mancano tra le nostre file degli ottimi medici. Se qualche medico immaturo soffre di complessi e di qualche disagio psicologico, può sempre compiere il proprio salto di qualità ed entrare nel nostro apertissimo e popolare club.

L’AMORE PER GLI ANIMALI È UN BANCO DI PROVA

Un triplo grazie alla Maria. Mi ha commosso la storia del suo amore per quell’oca che lei stava cercando, e che sua madre continuava a far girare nella pentola. L’amore e il rispetto per le creature innocenti non è diverso dall’amore che proviamo per i nostri stessi bambini. Chi non si emoziona e chi non ama gli animali non ha capito niente di niente della vita, della creazione e delle Leggi Universali di Madre Natura.

L’IMPOVERIMENTO DEL POPOLO NON È MAI UN FATTO CASUALE

Prendo a questo punto uno stralcio dal Tao Te Ching (Il Libro della Via e della Virtù).

“Quanto più ci sono divieti e proibizioni nell’impero, tanto più il popolo degenera e si impoverisce nel fisico, nel benessere e nel morale. Quanto più si pubblicano leggi e decreti, tanto più si moltiplicano ladri, briganti e draghi”.

Sembra scritto appositamente per i nostri governanti e per i nostri giorni.

Valdes Sepich Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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