ANGIOMA CAVERNOSO CEREBRALE, SCOORDINAZIONI E PROBLEMI DIGESTIVI

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LETTERA

UVEITE E MACULOPATIA DECISAMENTE MIGLIORATE NEL CASO DI MIA SORELLA

Salve prof Vaccaro, Mi chiamo Letizia, ho 30 anni, ho una figlia di 10 anni. Mi ha parlato di lei mia sorella affetta da uveite e maculopatia e che ha trovato giovamento dopo averle scritto e seguito rigorosamente i suoi preziosissimi consigli alimentari.

ANGIOMA CAVERNOSO CON EMORRAGIE E INTERVENTO AL PONTE MESENCEFALICO

Io le scrivo perché sono stata operata al ponte mesencefalico dopo 4 emorragie cerebrali. La prima emorragia è stata all’ottavo mese di gravidanza, causata da un angioma cavernoso situato al ponte mesencefalico. Sono stata operata 3 anni fa, ovvero 6 anni dopo la prima emorragia. Purtroppo l’intervento e le emorragie mi hanno lasciato grossi problemi con l’equilibrio, per cui riesco a camminare solo con ausili. Oltre alla scordinazione c’è perdita di sensibilità alla parte destra del corpo, nonché perenne e fastidiosa presenza di parestesie sempre nella parte destra. C’è pure una emiparesi facciale che si nota soprattutto quando rido e quando piango. Infine i miei occhi non riescono più a guardare lateralmente.

GASTRITE E TERRIBILI BRUCIORI DI STOMACO PER LE MEDICINE ASSUNTE

Credo che risolvere questi problemi sia improbabile ma, oltre a questo, l’intervento e le medicine assunte mi hanno lasciato una gastrite e quindi un bruciore di stomaco terribile, oltre che numerosissime e dolorose afte nel cavo orale che impiegano anche mesi per guarire. Infine, dato che mi muovo pochissimo, tendo a prendere peso velocemente. Mi affido a Lei, riponendo tanta speranza.
Grazie per il suo tempo.
Letizia

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RISPOSTA

MALFORMAZIONI CAVERNOSE CEREBRALI O ANGIOMI CAVERNOSI

Ciao Letizia. Le Malformazioni Cavernose Cerebrali (CCM), dette anche angiomi cavernosi o cavernomi, sono lesioni vascolari caratterizzate da agglomerati di capillari sanguigni, da gomitoli vascolari abnormemente dilatati e fragili. Si possono trovare nel cervello, nel midollo spinale e, più raramente, in altre regioni del corpo tra cui la pelle e la retina. Hanno un aspetto simile ai lamponi, a causa della presenza di strutture multiple a forma di bolle chiamate caverne. Ciascuna caverna è piena di sangue e delimitata da uno strato di cellule specializzato chiamato endotelio. Le cellule endoteliali costituiscono gli elementi di base che interagendo con altri tipi cellulari formano i vasi sanguigni.

QUANTITÀ E DIMENSIONI VARIABILI

Le caverne sono vasi sanguigni dilatati che possono perdere sangue a causa della loro fragilità dovuta a difetti nelle cellule endoteliali ed alla perdita di altre componenti strutturali che sono essenziali per le normali pareti dei vasi. Il numero di angiomi cavernosi presenti in un dato paziente può variare da uno a diverse decine. Anche le loro dimensioni possono variare in un intervallo compreso tra pochi millimetri ad alcuni centimetri di diametro.

GLI ANGIOMI PIÙ GROSSI POSSONO CAUSARE PRESSIONI SUI TESSUTI NERVOSI CIRCOSTANTI, MA NON È RARO CHE VENGANO TOLLERATI

In funzione delle loro dimensioni, gli angiomi cavernosi possono esercitare pressioni notevoli sui tessuti nervosi circostanti, causando un ampio spettro di sintomi clinici che comprende mal di testa ricorrenti, difetti uditivi e visivi, gravi deficit neurologici, attacchi epilettici, emorragia cerebrale ed ictus. Tuttavia accade non di rado che tali malformazioni non causino alcun tipo di problema, rimanendo asintomatiche per tutta la vita.

RIMOZIONE PARZIALE O TOTALE  DELL’OSSO VERTEBRALE O LAMINA

Gli angiomi cavernosi cerebrali vengono di regola rimossi attraverso una craniotomia o l’apertura del cranio. Questo viene eseguito in anestesia generale. Gli angiomi cavernosi del midollo spinale vengono rimossi mediante laminectomia delle vertebre. Laminectomia è un tipo di intervento chirurgico in cui un medico rimuove parte o tutto l’osso vertebrale o lamina, per alleviare la compressione al midollo spinale o alle radici nervose. Viene considerato solo dopo i trattamenti medici hanno dimostrato di essere inefficaci.

INTERVENTO RESO SICURO DALLA NAVIGAZIONE MICROCHIRURGICA

Tecnicamente parlando, l’intervento chirurgico per gli angiomi cavernosi è stato reso più sicuro dalla microchirurgia basata sull’uso del microscopio operatorio e sulla navigazione chirurgica guidata da immagini, atta a raggiungere l’angioma cavernoso con il minor danneggiamento possibile del tessuto normale del cervello o del midollo spinale.

I RISCHI DI OGNI INTERVENTO NEUROCHIRURGICO RIMANGONO ALTI

I rischi di qualsiasi intervento neurochirurgico, tra cui quello per l’asportazione di angiomi cavernosi, comprendono ictus, paralisi, coma o morte, anche se queste complicazioni sono rare con la chirurgia moderna eseguita da neurochirurghi esperti. L’asportazione chirurgica di angiomi cavernosi localizzati nel tronco cerebrale e nel midollo spinale è più problematica, ma il rischio legato alla presenza di angiomi cavernosi in queste sedi è ancora maggiore. I tempi di guarigione sono variabili da persona a persona. Alcuni pazienti lasciano l’ospedale entro pochi giorni e riprendono la vita normale entro un paio di settimane dall’intervento chirurgico, mentre altri, spesso aggravati da deficit neurologici, possono richiedere un prolungato periodo di riabilitazione.

LA MEDICINA CONFESSA CANDIDAMENTE DI ESSERE IGNORANTE SULLE MALFORMAZIONI CAVERNOSE CEREBRALI

Sebbene i ricercatori continuino a fare scoperte sugli angiomi cavernosi ogni giorno, molte questioni rimangono ancora irrisolte. I genetisti e un numero crescente di altri ricercatori stanno lavorando per determinare le cause della malattia e i meccanismi attraverso i quali si formano i vasi sanguigni difettosi. Non conosciamo la maggior parte dei fattori che determinano il sanguinamento e risanguinamento degli angiomi. Gli sforzi mirati a scoprire che cosa provoca il sanguinamento di un particolare angioma cavernoso ci aiuteranno ad essere in grado di ridurre il rischio di emorragie.

SI SA MOLTO POCO SUGLI ANGIOMI, EPPURE SI CONTINUA A INTERVENIRE, A RIMUOVERE E A RICUCIRE IN ATTESA DELLA PROSSIMA RECIDIVA

“Non sappiamo come rimuovere un angioma cavernoso senza chirurgia cerebrale o come evitare che diventi sintomatico. Metodi di trattamento meno invasivi potrebbero consentire il controllo di più angiomi per impedire che diventino un problema”. Queste dichiarazioni franche e candide dei chirurghi, fanno intendere la disinvoltura e il senso avventuristico e sperimentale con cui la medicina asportativa conduce inevitabilmente i suoi interventi. “Non sappiamo, non conosciamo, non siamo sicuri, eppure operiamo e rimuoviamo”! Questo è il succo della questione.

TUTTO SPINGE VERSO IL BISTURI E LA CHEMIO

Il perché di questa tendenza ad operare in assenza di dati sicuri sull’eziologia e persino sulle conseguenze dell’operazione, cariche di rischi a non finire, meriterebbe di essere approfondita. Ti direbbero che i rischi del non intervenire sarebbero maggiori, anche se manca la controprova. E non ti direbbero mai delle pressioni a operare che arrivano dal sistema, dal protocollo, dalla abitudine, dagli interessi ospedalieri, dalla logica professionale che porta il chirurgo a fare il chirurgo e non il filosofo.

LA PAROLA FINALE SULLE NOSTRE SORTI SPETTA SEMPRE ALL’ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-SISTEMA IMMUNITARIO, OSSIA AGLI STRUMENTI DI MADRE NATURA

Quando mai, c’è da chiedersi, si corrono più rischi fidandosi dei residui poteri riequilibranti di una sia pure avara-indebolita-alterata-immunodepressa Madre Natura, rispetto al fidarsi del migliore chirurgo possibile che rimane oggettivamente un essere umano carico di ignoranza, di limiti e di difetti? Alla fine, operati o non operati,  è sempre e solo la forza guaritiva della Natura in caso positivo, o l’inerzia rassegnata ed impotente della stessa in caso negativo, a dire l’ultima parola sulle nostre sorti.

UNANIMITÀ QUANTOMENO SOSPETTA A FAVORE DEL BISTURI

A leggere i forum, paiono tutti d’accordo nel consigliare la via chirurgica per l’angioma cavernoso, giudicata indispensabile e priva di effetti collaterali. Peccato che il più delle volte si parli di operazioni appena eseguite con soddisfazione e successo, quando invece bisognerebbe sempre fare valutazioni a distanza di tempo, e quando non mancano frequenti situazioni post-operatorie decisamente critiche. Dire poi che le emorragie cerebrali sono comunque mortali non è esatto. Accade non di rado che le malformazioni cerebrali non causino alcun tipo di problema e rimangano asintomatiche per tutta la vita. Lo riconoscono gli stessi chirurghi.

COMBATTERE LA TUMOROSITÀ DEL SISTEMA E NIENTE ALTRO

Come dice Herbert Shelton, la formazione di un tumore, qualunque sia la sua localizzazione e la sua denominazione, è sempre e soltanto rimediale e prolunga la vita in presenza di cause che, altrimenti, procurerebbero la morte con notevole anticipo. I tumori non vengono per niente a caso. Derivano da avvelenamenti chimici, ma soprattutto da eccessi e pervertimenti nutritivi. Cominciano con l’indurimento e l’ispessimento dei tessuti come mezzo di difesa in un punto sottoposto a particolare irritazione-infiammazione continuata e cronicizzata. Una battaglia e una barriera contro le tossine, fino a quando il tumore stesso non diventa grosso al punto da costituire, esso stesso, una fonte di pericolo, una occlusione e una ostruzione. Se poi il tumore appare davvero grave per dimensioni o per le emorragie che sta causando, l’operazione può addirittura diventare un accanimento terapeutico.

IL VEGAN-CRUDISMO RIMANE STRATEGIA VALIDA SIA COME PREVENZIONE CHE NELLE SITUAZIONI DI RECUPERO IN FASE POST-INTERVENTO

Per quanto concerne l’alimentazione vegan-crudista tendenziale, e soprattutto l’alimentazione fruttariana, offrono sicuramente un sostanzioso aiuto, soprattutto se accompagnate da una coerente applicazione dell’intero pacchetto-salute, comprendente atteggiamento mentale e pensiero positivo. Gli incredibili recuperi di Max Gerson tra i malati terminali, usando l’arma anti-cancro della frutta dovrebbero far riflettere.

IL CASO DI LETIZIA DOVREBBE FAR RIFLETTERE PAZIENTI E MEDICI

Fatte queste considerazioni generali, il caso concreto della Letizia parla chiaro. Trasformare una giovane madre di 30 anni in una persona scoordinata e carica di parestesie non è cosa simpatica.
Per non dire poi delle gravi conseguenze sul piano digestivo. Gli strascichi delle operazioni e dei farmaci che le accompagnano dovrebbero far riflettere seriamente sia i pazienti che i medici. Un conto è ricorrervi nei rari casi di assoluta emergenza e un altro è adottare tale soluzione in modo sistematico, come pratica di routine.

ACIDITÀ E BRUCIORI DI STOMACO

Quanto ai problemi digestivi, alla acidità e al bruciore di stomaco, bisogna intanto eliminare gli alimenti e le situazioni incompatibili con un processo digestivo efficace. L’acidità viene anche definita dispepsia acida. Lo stress, la mancanza respirazione e di aria pura, la mancanza di regolari camminate, anche assistite da racchette o stampelle, la mancanza di esposizione solare, non aiutano a digerire bene. Quanto ai cibi, stiamo lontano dagli alimenti indigesti tipo carni, pesce, crostacei, formaggi soprattutto se stagionati, alcol, caffè, aceto pastorizzato, dolciumi, gelati, cibi troppo caldi, cibi poco masticati.

RIMEDI NATURALI PER RINORMALIZZARE IL SISTEMA GASTROINTESTINALE

Sopprimendo le cause sopra accennate e adottando una vita  il più possibile armoniosa e tranquilla nonostante tutto, si effettuerà il primo passo verso la normalizzazione. Frutta e spremute, verdura cruda ben masticata, mandorle e pinoli, sono gli alimenti più indicati per chi deve riprendersi. Se la gastrite è ai limiti, si deve partire con qualche giorno di digiuno o anche con della frutta e verdura leggermente cotta, con purea di patate e minestrine di verdure cotte 15 minuti. Vegetali amici sono carota, cavolo, finocchio, mela, patata, patata dolce, more di rovo, lamponi, fragole, porro, e lattuga. Il ricorso a succo di limone, acqua di cocco, succhi di cavolo, succhi di carote-sedano-ananas con pizzico di peperoncino o cannella o zenzero, infusi di camomilla, di melissa, di malva, di salvia o di ortica, apporteranno ulteriore beneficio.

RIMEDI NATURALI ALLE AFTE

Quanto alle afte, sono vescicole che compaiono sulle mucose orali evolvendo in piccole ulcerazioni e lesioni dai contorni giallastri. A volte comportano anche cheratiti e riniti, in linea con la malattia di Behcet o anche col morbo celiaco, che è sindrome da alterazione e malassorbimento, da atrofia dell’intestino tenue causata da intolleranza al glutine di frumento-orzo-segale. Il rimedio anche qui sta nelle carote, nel gelso nero, nei frutti di bosco, nei mirtilli e nei flavonoidi che Madre Natura mette a nostra disposizione. La difficoltà delle afte a cicatrizzarsi e guarire deriva da immunodepressione causata dai farmaci assunti e da debolezza organica. Non essendo da escludersi presenza parassitaria, è il caso di inserire nei centrifugati sostanze come aglio, zenzero, peperoncino, semi di zucca, utili anche in funzione cicatrizzante.

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Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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3 commenti

  1. LETIZIA MUSSONI on

    Io non so davvero come ringraziarla e inizierò fin da subito a mettere in pratica quello che Lei mi ha consigliato, effettivamente la mia vita è cambiata molto e in molto peggio. … vorrei solo che la qualitàdella mia vita migliori. Grazie di cuore.

  2. LETIZIA MUSSONI on

    Io non so davvero come ringraziarla e inizierò fin da subito a mettere in pratica quello che Lei mi ha consigliato, effettivamente la mia vita è cambiata molto e in molto peggio. … vorrei solo che la qualitàdella mia vita migliori. Grazie di cuore.

  3. dopo aver letto le sue esaurienti spiegazioni credo non mi farò operare ma seguiro:. il più possibile i Suoi consigli GRAZIE prof. VACCARO

    Hilde Schussler
    ero molto indecisa se farmi rimuovere un angioma cavernoso ,dopo aver letto i Suoi consigli prof. VACCARO cercherò di seguirli convinta che prima di un intervento alla testa valga la pena di provare a cambiare un po lo stile di vita poi si vedrà GRAZIE