MALATTIA DI WILSON E ALTERATO METABOLISMO DEL RAME

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LETTERA

Buongiorno Valdo, Chiedo scusa se la disturbo ancora, la scorsa settimana le ho inviato l’email qui sotto, con le mie analisi del sangue, chiedendole cortesemente una opinione. Seguo una alimentazione vegana da più di 3 anni, mangio prevalentemente crudo, a parte le cene del weekend quando quando devo uscire per molte ore. Allora mangio cotto, sempre cibi integrali e il più naturali possibili, così mi saziano a lungo. Unico sgarro, mi concedo qualche birretta di troppo nel weekend. Dalle analisi risulta una carenza di vitamina B12 e di rame.

So che è molto impegnato, tra il blog, conferenze e viaggi in giro per l’Italia, ma le chiedo gentilmente di dirmi cosa ne pensa e come dovrei agire. Non ho un medico vegano, né uno che approvi o conosca questo tipo di alimentazione. Non saprei a chi rivolgermi se non a lei, che ammiro molto. Ho letto tutti i suoi libri e la seguo sul blog e su youtube. La ringrazio per il suo tempo e la saluto.
Devis

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DELLA MALATTIA DI WILSON

Ciao Devis. Il morbo di Wilson, definito come malattia genetica, presenta un alterato metabolismo del rame che, trovandosi in eccesso nell’organismo, si accumula soprattutto nel fegato e nel cervello, per cui scarseggia nel sangue e scarseggia nelle urine.

Il rame è un metallo essenziale che viene assunto mediante la dieta. Funge da cofattore a vari enzimi, svolgendo un ruolo importante nel metabolismo del ferro, nella formazione del tessuto connettivo, nella produzione di energia a livello cellulare, nella produzione di melanina, nel funzionamento del cervello e del sistema nervoso centrale.

Il rame viene assorbito a livello intestinale, viene legato a una proteina trasportatrice, che lo veicola al fegato, dove verrà accumulato o utilizzato. L’eccesso viene secreto con la bile ed eliminato con le feci. Normalmente il 95% di questo metallo si trova complessato alla ceruloplasmina nel sangue, proteina implicata nel metabolismo del ferro.

SINTOMI

Nella malattia di Wilson i sintomi sono principalmente a carico di fegato e cervello. Si parla in genere di:

  • encefalopatia epatica (stanchezza, confusione, emorragia),
  • ipertensione della vena porta,
  • varici esofagee,
  • aumento del volume della milza,
  • accumulo di liquido nell’addome,
  • cirrosi epatica,
  • anemia emolitica,
  • difetti del metabolismo del fegato.

La malattia di Wilson provoca anche problemi neurologici e psichiatrici:

  • deficit delle capacità cognitive,
  • cambiamenti di comportamento,
  • ansia,
  • depressione,
  • psicosi,
  • movimenti rallentati,
  • aumento della rigidità,
  • tremori alle mani,
  • espressioni facciali mascherate,
  • difetti nell’articolare il linguaggio,
  • mancanza di coordinazione,
  • movimenti improvvisi e incontrollati,
  • convulsioni,
  • emicrania.

TERAPIE MEDICHE PER LA MALATTIA DI WILSON

La terapia farmacologica consiste nell’uso di alcuni chelanti, che agiscono favorendo l’eliminazione del metallo dal fegato e da altri tessuti attraverso le urine. I chelanti come la penicellamina o in caso di scarsa tollerabilità la trientine, vengono utilizzati, verosimilmente, per il trattamento di pazienti con sintomatologia avanzata.

In soggetti asintomatici o in terapia di mantenimento, può essere utilizzato lo zinco che agendo a livello intestinale, stimola la produzione di metallotioneina, che lega il rame e ne favorisce l’eliminazione attraverso le feci. È buona regola evitare tutti quei quegli alimenti ad alto contenuto di rame (fegato, frattaglie, ostriche, cioccolato, acqua di rubinetto).

VENIAMO AL CASO SPECIFICO

La prima cosa che osservo è che la carenza di rame nel sangue, e quindi il presumibile accumulo o intrappolamento chimico di rame nel fegato e nel cervello, non è molto spinta. Parliamo infatti di 56,9 mcg/dL a fronte di un range normale 70-140. Dal momento poi che il rame ha precise funzioni nel metabolismo del ferro e nel trasporto del ferro, e che i tuoi valori di ferro e ferritina sono ottimali, significa che tutto sommato non esistono gravi alterazioni.

SE TI SENTI BENE NON FARTI ALCUN PROBLEMA E NON LASCIARTI CONDIZIONARE DALLE TABELLE

Non mi risulta poi, se ben ricordo, che tu soffra veramente dei sintomi sopra citati. Stiamo attenti pertanto a non dare troppa rilevanza ai test del sangue che sono in generale poco predittivi per una serie di motivi. Un controllo fatto una volta tanto non offre una visuale continua ed affidabile con tanto di curva di andamento dei valori, ma solo una foto istantanea della situazione, per cui se uno crede nei test e nelle tabelle dovrebbe farne diversi onde verificare la situazione in senso dinamico e non statico.

TERAPIE NATURALI A BASE DI ZINCO, DI SOLE E DI TRASPIRAZIONE

Il discorso sulla genetica non sta letteralmente in piedi, nel senso che i geni vengono decisamente modificati, migliorati o peggiorati, in base a quanto pensiamo, mangiamo e facciamo. Si può invece puntare all’azione calibratrice dello zinco, che si trova in mandorle, anacardi, pinoli, fagioli, ceci, lenticchie, miglio, quinoa, semi di zucca, di girasole, di sesamo.

Consigliabile anche una dieta depurativa nei riguardi di fegato e cervello, e pertanto ricca di ananas, papaia, mango, anguria, agrumi, melone, cetriolo, tarassaco, carciofo crudo, asparagi, radicchio, cicoria, crescione, cavolo, ravanelli, aglio.

[Leggi: Le straordinarie proprietà del carciofo]

IL SEGRETO STA NELLA DEPURAZIONE

In linea generale, l’organismo si depura mediante una alimentazione dove abbonda il cibo crudo, con tanta acqua biologica (succo zuccherino della frutta acquosa e clorofilla dai vegetali verdi), dove si prende il sole, si fa movimento, si respira a ritmo e a fondo, e si trasuda in abbondanza, favorendo il lavoro dei reni e della pelle.

Con l’arrivo della stagione calda ci saranno forti miglioramenti comunque, per il tanto più sole e per l’allargamento della frutta a ciliegie, pesche e frutti di bosco. Adottare una strategia alimentare basata sulla sobrietà, sulla digeribilità, sulla funzionalità epatica-biliare-renale ed intestinale.

LA B12 SUI LIVELLI MINIMI È UNA QUALITÀ E NON UN DIFETTO

Per la B12 ai livelli bassi (87 pg/mL), vedo che puoi contare su una solida presenza di folati B9 (16,2 pg/mL che fanno da vicarianti per la B12). Puoi sempre inserire nella dieta spirulina e alghe, oltre che alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, evitando ogni tipo di dolciumi e anche le birrette di cui stai facendo uso. Potrai adottare come menu primaverile asparagi bianchi in abbondanza con tanto di uova alla polacca.

Vale il discorso che la B12 sta su bassi livelli quando il sangue è fluido e ricco di vitamina C. Il minimo autentico e non manipolato verso l’alto dalla FDA venne fissato correttamente nel dopoguerra dalla stessa WHO World Health Organization con 80 pg/mL per cui risulti in regola. Se fai come tanti e non ci dormi sopra temendo cose turche, meglio che ti prendi qualche integratore, contravvenendo ai miei suggerimenti.

Valdo Vaccaro

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2 commenti

  1. Bigotto Manuela on

    Caro Valdo, sono piena di TENSIONE NERVOSA…Dicono che l’Intestino è un secondo cervello perciò capirai le conseguenze….mal di stomaco, diverticolosi, gastrite, dolori ai piedi e alle ginocchia
    Ho avuto varie operazioni nella mia vita, che non sto qui a elencare…
    Vorrei solo poter essere tranquilla…. Che dieta posso seguire?

    • Arianna Canzachi on

      ciao Manuela soffro anche io di tensione nervosa da molti anni e una dottoressa mi ha consigliato il Qi Gong medico (Bha Duan Jin). Vai in centro specializzato e poi praticalo a casa il più spesso possibile. E’ un toccasana! Ciao!