ITALIA NEMICA DELLE TERAPIE NATURALI E PAESE DOVE SI STA PEGGIO PER ECCESSO DI MEDICINA SBAGLIATA

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Di questo argomento ne abbiamo parlato più volte in tutte le salse. Tuttavia l’interesse si rinnova ogni qualvolta l’Ordine dei Medici fa la voce grossa e va a colpire i medici cosiddetti alternativi o eretici, quelli che disobbediscono in qualche modo alle regole e che danno maggiore fastidio al potere politico e sanitario. In questi ultimi mesi le vittime non sono mancate. Basti pensare a Tullio Simoncini, Dario Miedico, Paolo Rossaro, Gabriella Mereu, Paolo Rege-Gianas e diversi altri ancora. L’ultima radiazione è quella della dr Gabriella Lesmo (vedi “Radiazione Lesmo e regressione verso l’Homo Sapiens, l’animale più stupido del pianeta”), rea del massimo crimine umano che è quello di parlar male dei vaccini in uno stato italiano obbediente ai colonizzatori d’oltre Atlantico, invischiato e condizionato dagli interessi delle solite Aziende Farmaceutiche.

BELLIGERANZA MEDICA NELLA VISUALE DI PAOLO FRANCESCHETTI

Mi viene segnalato da Piero Deola un eccellente articolo di Paolo Franceschetti che traccia un profilo storico di questa belligeranza, e del quale cercherò di fare una sintesi prendendo gli spunti più salienti.

In realtà questa lotta tra medicina ufficiale e medicina naturale esiste da secoli e secoli. Negli anni prima di Cristo, per essere medici occorreva prima di tutto essere degli iniziati e aver fatto un percorso spirituale. Solo per fare due esempi, Galeno era un iniziato formato anche alla scuola Platonica, e pure Ippocrate era iniziato ai misteri egizi.

I PRIMI GRANDI MEDICI ERANO RICCHI DI SPIRITUALITÀ E DI MAGIA

Spiritualità, magia, e medicina, infatti, andavano di pari passo non perché a quel tempo fossero dei primitivi, ma perché era ben chiaro che per fare il medico dovevi prima aver curato te stesso, essere in grado di percepire le aure, e intervenire sui corpi sottili e sull’anima del paziente. Ecco dunque la fondamentale importanza della alimentazione sia per riportare in equilibrio il corpo sia per poter operare i trattamenti energetici. Risale infatti ad Ippocrate la famosa frase: “Noi siamo quello che mangiamo. Fate che il cibo sia la vostra medicina”.

PER LE MEDICINE TRADIZIONALI IL CORPO È UN TUTT’UNO E MAI UNA COMPOSIZIONE DI PARTI

Il medico cioè era un mago, ma soprattutto una persona spirituale. E occorre ricordare che la magia rientra appieno nella conoscenza delle leggi naturali. Questo assunto era chiaro anche in Oriente, e non è stato mai messo in discussione, tant’è vero che anche oggi in Cina esiste una Medicina tradizionale cinese contrapposta a quella non tradizionale che è importata dall’Occidente, e che esiste in Tibet la medicina tradizionale tibetana e in India la medicina Ayurvedica. Un medico tradizionale cinese è in grado di diagnosticare qualunque malattia ad un solo colpo d’occhio. Queste tre medicine originarie sono accomunate, pur nella loro diversità, dal principio di base che il corpo è un tutto unico e va curato nel suo complesso, essendo errato accentrarsi solo su una parte del corpo, e peggio ancora operando sul sintomo anziché sulla causa reale, contravvenendo alla Legge Naturale di Causa ed Effetto.

IL PERCORSO SPIRITUALE DEL PAZIENTE-DISCEPOLO

In Oriente poi non esiste il concetto di magia, perché lo studio della natura e delle sue leggi sono un presupposto naturale dello studio di qualsiasi altra cosa. Ai tempi di Cristo esistevano gli Esseni, detti anche Terapeuti, perché possedevano particolari doti curative. Cristo, che veniva dalla tradizione essena, curava i malati, come li curavano i suoi discepoli. Ma la cura della persona veniva dopo che il discepolo aveva fatto un percorso spirituale. È solo la tradizione cattolica che ha trasformato queste cure in miracoli riservati ai soli cristiani, e poi la scienza, successivamente, ha trasformato questi miracoli in una materia da ciarlatani. In realtà i miracoli operati dagli apostoli erano nient’altro che il riflesso della loro conoscenza delle leggi naturali.

IN PASSATO CHIUNQUE OTTENESSE BUONI RISULTATI SUL CAMPO ERA UN BRAVO MEDICO

Non esistevano leggi che imponessero percorsi obbligati per i medici e, in teoria, chiunque poteva curare i malati. Anche perché, dal punto di vista teorico, il problema della professione medica era semplice: chi riusciva a guarire gli altri era un bravo medico, mentre chi non ci riusciva non poteva dirsi tale. Da sempre però sono esistiti medici ciarlatani, che non guarivano le persone ma somministravano farmaci dannosi senza discernimento, solo per soldi.

LA DIFFUSA REGOLA DEL PRIMO NON NUOCERE

Non per niente nel giuramento di Ippocrate, che in teoria i medici dovrebbero onorare ancora oggi, c’è scritto: “Non darò, chiunque me lo chieda, un farmaco dannoso, né prenderò iniziativa di simile suggerimento”. In un passo degli atti degli apostoli, invece, si narra che Simon Mago chiese a Pietro e agli altri apostoli che gli venisse spiegato il loro segreto per curare i malati, ma Pietro rifiutò, perché il suo era un dono di Dio (acquisito cioè grazie a un percorso spirituale) e non poteva essere venduto per denaro. In altre parole, in questo periodo era netta l’identificazione del medico con l’iniziato alla spiritualità. I ciarlatani esistevano, ma erano tenuti ben distinti dai veri medici, ed era facile effettuare tale distinzione: era sufficiente vedere chi era in grado di curare e chi no.

FLUSSO DI MEDICI DALLA GRECIA

Negli anni immediatamente successivi alla nascita del Cristianesimo, a Roma, come in Oriente, la medicina non è regolamentata e in teoria chiunque può professarsi medico. Roma era però carente di bravi medici e in genere li faceva venire dalla Grecia. Il motivo era che, in Grecia, ancora si praticavano i cosiddetti misteri ed esistevano veri iniziati, che a Roma erano sempre meno a causa della scarsa spiritualità da parte del potere romano.

IL RUOLO NEGATIVO DELLA CHIESA CATTOLICA

La Chiesa cattolica, nel tentativo di imporsi come unica via spirituale per la salvezza dell’individuo, inizia ad imporre le sue regole anche nel settore medico. Le guarigioni vennero chiamate miracoli, e i miracoli potevano essere fatti solo da Cristiani. Se qualcuno guariva senza essere cristiano, le guarigioni erano opera del diavolo. Da questo momento si pongono le basi per distruggere la medicina e impedirne il progresso, anziché favorirlo. Il potere, cioè, inizia a dettare le sue regole anche nella cura dei malati e tali leggi possono essere imposte pure da chi di medicina non sa nulla, non avendo fatto alcun percorso spirituale.

LA MEDICINA MEDIEVALE E L’ORRENDO STERMINIO DEI CATARI

Nei secoli immediatamente successivi al Cristianesimo, in Occidente la guerra alla spiritualità trova il suo culmine nello sterminio dei Catari e nello scioglimento dei Templari, con la messa al rogo di alcuni di essi. I percorsi spirituali quindi possono essere svolti a partire dal 1300 solo da iniziati, nel segreto delle confraternite. Inizia allora a dividersi sempre di più la spiritualità dalla medicina.

LA NASCITA DELLE PRIME UNIVERSITÀ DI MEDICINA

È in questo periodo che nascono le prima università di medicina e che prende avvio l’idea che la medicina dovesse essere appannaggio solo di chi l’aveva studiata seriamente. L’idea di fondo era buona, e lo rimane ancora oggi: per essere medico bisogna studiare. Il problema però di questa impostazione è duplice. Innanzitutto per studio, non si intende più il percorso spirituale e l’iniziazione ai misteri, ma si intende l’apprendimento, spesso mnemonico, dei testi di medicina. In secondo luogo non è più necessario fare un percorso spirituale al fine di curare i malati. Si spezza quindi il legame tra mente e medicina, tra spirito e guarigione, e quello tra anima e corpo, nonché quello tra corpo e natura: in definitiva, viene definitivamente espulsa la spiritualità dalla guarigione.

PER ESSERE OTTIMI MEDICI NON BASTA STUDIARE A MEMORIA IPPOCRATE E GALENO

Nel 1300 circa viene istituita la facoltà di medicina a Roma ad opera di Bonifacio VIII. A Bologna, a quanto pare, esistevano dei corsi di medicina già fin dall’anno 1000, ma è solo nella metà del 1500 che viene istituito un vero e proprio corso di laurea. Nelle università lo studio mnemonico delle opere di Galeno e di Ippocrate valeva molto più delle capacità spirituali della persona, come quella di vedere l’aura e di operare sui corpi sottili, o di sperimentare nuovi farmaci estratti da piante sconosciute all’epoca. Ma studiare Galeno e Ippocrate, avulsi dal percorso spirituale che veniva fatto, equivale a non capire nulla dell’essenza del loro insegnamento. Un po’ come se uno volesse fare un percorso spirituale solo leggendo i libri di Yogananda, seduto sulla poltrona di casa.

STREGHE GUARITRICI MESSE AL ROGO DALLA SANTA INQUISIZIONE

Coloro che curavano le persone, senza essere medici, venivano spesso guardati con sospetto e, se avevano poteri di guarigione ed erano sfortunatamente anche donne, venivano messe al rogo come streghe (le streghe spesso non erano altro che donne esperte in erboristica e nel curare i corpi sottili). Basti pensare che una delle accuse che si muoveva ad alcune streghe era quella di aver aiutato delle partorienti, contravvenendo al comandamento divino secondo cui la donna avrebbe dovuto partorire con dolore. In altre parole, inizia a essere sempre più diffuso l’atteggiamento per cui una laurea in medicina prevale sulla effettiva capacità di curare. Mentre, parallelamente, coloro che curavano davvero i malati erano guardati con sospetto perché andavano a interferire con gli interessi di chi, sulla medicina, lucrava.

LE LEZIONI DI PARACELSO ERANO SEMPRE AFFOLLATE

In generale i migliori medici e chirurghi erano degli iniziati, tanto è vero che le cronache narrano di come le lezioni di Paracelso all’università fossero affollate di studenti, che disertavano quelle degli altri medici, con sommo dispiacere di questi ultimi. A partire dal 1500, con la sempre maggiore diffusione delle università, queste iniziano a rivendicare a se stesse il primato nella cura delle malattie. Gli studi si settorializzano sempre più, nascono le varie specializzazioni, e si perde di vista l’unità complessiva del paziente. Anche se molti professori famosi erano davvero iniziati, in realtà la frequentazione di una facoltà di medicina non garantiva affatto, da parte dei frequentanti, una reale preparazione alla cura delle malattie.

LE CONDANNE DI PARACELSO IN CLIMA CORROTTO

La situazione, se prima del Medioevo non era affatto felice, inizia addirittura a peggiorare anche perché iniziano le prime commistioni tra la medicina e il denaro. Molti medici infatti guadagnavano nel vendere erbe e pozioni, e iniziano a nascere le prime botteghe che fabbricano prodotti curativi in base alle erbe. Paracelso prese ad esempio posizione contro alcuni medici ciarlatani dell’epoca e che propose di istituire dei controlli da parte dell’autorità sugli speziali e i farmacisti e sui preparati da loro venduti. Subì in tale occasione un processo in cui il medico che doveva giudicare la questione era anche legato ad un grosso produttore di medicinali. Ora come allora, cioè, interessi economici, questioni di prestigio personale, ottusità e ignoranza, si intrecciavano in modo profondo, e finì che Paracelso fu condannato, i sui scritti vietati e gli fu impedito di esercitare a Norimberga. Il medico che doveva valutare le opere di Paracelso si chiamava Stromer ed era professore di medicina all’università di Lipsia, ma anche azionista di una società di proprietà della famiglia Fugger, una potente famiglia di banchieri che aveva interessi anche nella produzione di medicinali. Una commistione banche – case farmaceutiche, cioè, valida ancora oggi.

I ROSACROCE CURAVANO SENZA COMPENSO

I più grandi medici dei secoli successivi, quindi, sono tutti iniziati, esoteristi e maghi, generalmente appartenenti al leggendario ed ermetico Ordine Segreto Cristiano. Rosacroce. Non a caso, i Rosacroce hanno, tra le dieci regole del loro statuto, quello di curare gli ammalati senza compenso. In altre parole, mentre la medicina ufficiale persegue interessi economici e personali, i Rosacroce continuano a perseguire obiettivi spirituali, curando senza compenso.

INIZIAZIONE TRA I NATUROPATI

Ildegarda di Bingen, che viene ricordata principalmente come una mistica, era in realtà anche una vera e propria naturopata esperta in erbe curative, ed era una Rosacroce. Paracelso era un iniziato e un mago, oltre che un medico, e aveva una profonda spiritualità testimoniata nelle sue opere. Jacob Böhme, uno dei precursori dei Rosacroce, non era un medico, bensì un mistico, ma aveva il dono della guarigione facile. Leonardo da Vinci e Michelangelo, anche essi Rosacroce, erano esperti di anatomia. Robert Fludd era un medico famoso e un Rosacroce, oltre che massone. Più di recente, anche Luis Pasteur, l’inventore dei vaccini, era un massone, dunque un iniziato. Questi sono solo alcuni dei nomi. Ma se si fa una ricerca sui nomi di medici famosi, risulta che quasi sempre erano anche maghi ed esoteristi.

IL MEDICO SECONDO RUDOLF STEINER

Non a caso.Tra tutti i personaggi famosi possiamo poi citare Rudolf Steiner, che fonda la medicina antroposofica, gettando le basi per una branca della medicina che tutt’oggi annovera tra le sue fila molti medici. Steiner non era né un medico, né un mago in senso stretto, ma un Rosacroce, molto evoluto spiritualmente, il quale, non a caso, insisteva molto sul fatto che il medico dovesse essere anche esperto di energie sottili ed essere capace di vedere l’aura. Ancora oggi, le cliniche in cui si pratica la medicina antroposofica, come la Lukas Klinic di Basilea, sono all’avanguardia nella cura di certe malattie come i tumori.

DISTACCO TRA MEDICINA E INIZIAZIONE

Dal Medioevo, quindi, inizia il distacco tra la medicina e l’iniziazione. E comincia ad essere difficile distinguere i ciarlatani dai veri medici, in quanto la Chiesa prima e le università poi, si erano arrogate il potere di farlo. Si era medici, cioè, non perché si curava, ma perché il potere rivendica la facoltà di distinguere chi avesse il diritto di curare e chi no. Esattamente come oggi.

DALL’OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

Nell’800 le università si specializzano sempre di più e il mondo della cura delle malattie inizia ad assumere la fisionomia che ha adesso. La medicina ufficiale, sempre più specializzata, prende sempre di più le distanze dal paziente inteso come un tutto unico, mentre la medicina naturale vien talvolta portata avanti nel segreto delle confraternite. Si pensi, ad esempio alla fratellanza di Miriam, fondata da Giuliano Kremmerz, che ad oggi conta migliaia di seguaci, anche tra i medici stessi. I Rosacroce, sia nella loro forma originale, sia in quella deviata, non solo curano i malati senza compenso, ma tentano anche di infiltrare la medicina ufficiale per reindirizzarla a fini spirituali, cosa che fanno ancor oggi. Occasionalmente alcuni medici ufficiali fanno parte della confraternita, ma in generale continua ad esserci un netto distacco tra i due tipi di medicina: quella vera, di chi cura veramente, e quella degli incompetenti.

MEDICINA UFFICIALE INTERESSATA AL DENARO E NON ALLA SALUTE DEL PAZIENTE

La situazione è ben esplicata in un romanzo di fine ’800, “La vita eterna” di Marie Corelli, dove uno dei personaggi, volendo guarire davvero da una malattia grave, si rivolge a naturopati, e cura molto l’alimentazione e la pratica spirituale, rifiutando le cure mediche ufficiali, a suo dire soltanto dannose. La medicina ufficiale, cioè, viene vista come un fenomeno interessato soli ai soldi, e non alla salute del paziente; uno spaccato della medicina di allora, che era esattamente come oggi, ed esattamente come nel 1500 di Paracelso. Decisivo, al fine di inquinare definitivamente la pratica medica e allontanarla dalla spiritualità e dalla natura, è la nascita degli ordini professionali, che in Italia sono disciplinati con legge a partire dal dopoguerra.In teoria gli ordini professionali dovrebbero garantire la serietà e la correttezza nell’esercizio delle varie professioni; ma purtroppo non c’è alcuna garanzia che i membri e i presidenti di questi ordini siano veramente iniziati ed esperti nella professione da loro esercitata. Spesso infatti tale garanzia è data solo dall’essere in possesso di una laurea; laurea che, come abbiamo visto, garantisce solo una preparazione settoriale. Gli interessi economici e personali fanno quindi sì che gli ordini dei medici tengano più al mantenimento del loro status quo professionale e finanziario, che non alla salute del paziente e alla ricerca.

ASSENZA DI OGNI FORMAZIONE SPIRITUALE NEI NUOVI MEDICI

Dalla fine dell’800 in poi il distacco tra iniziazione e percorso spirituale, e medicina, diventa definitivo. Il medico è tale se ha un pezzo di carta che attesta che ha fatto degli studi (e chi se ne frega poi se ha preso la laurea col minimo dei voti, senza interesse, e se ignora completamente alimentazione, erbe e tutto ciò che riguarda la prevenzione). Inizia ad essere completamente assente la formazione spirituale, e si perde il contatto con la parte divina dell’essere umano, che viene visto solo come un corpo materiale che reagisce meccanicamente agli stimoli. Le statistiche confermano quanto appena detto.

IL BUBBONE DEI TUMORI IN CRESCITA ESPONENZIALE NEI PAESI SOGGETTI A CURE MEDICHE DEVE FAR RIFLETTERE

Se prendiamo il tumore, uno dei mali più gravi e diffusi del nostro secolo, possiamo constatare che anziché diminuire, aumenta sempre di più, evidenziando che qualcosa non torna nel modo di intendere la medicina oggi. I paesi nel mondo dove i tumori sono meno diffusi sono alcuni paesi dell’Africa, dove la medicina dovrebbe essere più arretrata (Botswana, Niger, Namibia, Eritrea). Mentre i paesi dove la percentuale è più alta sono proprio quelli in cui, teoricamente, la medicina è più avanzata (Italia, Francia, Usa e Giappone sono quelli col tasso più alto di mortalità).

LA LAUREA SERVE MA NON BASTA

La situazione attuale, dunque, non è diversa da quella che è sempre esistita nei secoli. I veri medici, erano quelli che curavano le persone, ma non necessariamente la cura delle persone coincideva, e coincide ancora oggi, con l’avere una laurea in medicina. In generale, il medico dovrebbe dirsi tale quando conosce non solo la medicina ufficiale insegnata nelle università, ma anche le altre tradizioni (cinese, ayurvedica, ecc.). E dovrebbe essere competente non solo in materia di farmaci, ma anche in materia di alimentazione, erbe, e tecniche di ogni tipo.

LE CASE FARMACEUTICHE INVESTONO SUI FARMACI E SUI VACCINI CHE RENDONO E NON SUI RIMEDI NATURALI

Ciò non avviene, però, a causa di due fattori che sono i soldi e la settorializzazione. La ricerca medica è finanziata dalle università, o dalle case farmaceutiche. È assolutamente logico quindi che i soldi delle case farmaceutiche vengano investiti in ricerche per farmaci che possano garantire un profitto, e vengano trascurate proprio quelle che invece potrebbero diminuire tali profitti (come il ricorso a rimedi erboristici, o a trattamenti complementari come agopuntura e shiatsu).

LA LAUREA IN MEDICINA IGNORA L’ALIMENTAZIONE ED IGNORA LE FORZE CHE SCATURISCONO DALLA MENTE E DALLO SPIRITO

La settorializzazione degli studi specialistici, che ha fatto perdere di vista il trattamento globale del paziente (la cosiddetta visione olistica) e ha staccato completamente lo studio della medicina dal percorso spirituale di un individuo. Così, oggi, si arriva al paradosso che la laurea in medicina non prevede, se non come complementare, lo studio dell’alimentazione, e sia totalmente assente lo studio dei rapporti tra mente e medicina (vedi ad esempio il bellissimo libro “La mente supera la medicina” di Lissa Rainkin).

RICORSO A DECRETI IN CASO DI DIFFICOLTÀ

Quando i poteri economici che ruotano attorno alla medicina si trovano in difficoltà, reagiscono a colpi di leggi e di provvedimenti penali o disciplinari privi di logica. Così, anni fa, venne resa obbligatoria la laurea in medicina per poter esercitare l’agopuntura, dando così un colpo mortale a questa disciplina millenaria proveniente dalla Cina. Talvolta per legge si impongono determinate quantità o qualità di un prodotto naturale troppo efficace, come è avvenuto per l’iperico o per la canapa.

INIZIATIVE DEMENZIALI SULLO SHIATSU

Anni fa alcuni parlamentari presentarono proposte di legge in materia di Shiatsu (un particolare tipo di digito-pressione che si basa sugli stessi principi dell’agopuntura, ma invece di usare aghi utilizza le dita), mentre nel contempo la Guardia di finanza faceva controlli a tappeto sugli operatori di questa disciplina. In quel caso fu sufficiente, per alcuni operatori, rinominare la loro attività digito-pressione e prepararsi, in caso di emanazione di una legge ad hoc, a ridenominare la loro attività, per scoraggiare il governo da un’iniziativa cosi demenziale.

LA VERA MEDICINA DI PRIMA SCELTA È QUELLA NATURALE

Nel frattempo si sviluppa in modo sotterraneo lo studio e lo sviluppo della medicina naturale, chiamata spesso, erroneamente, alternativa. In realtà ad essere alternativa è la medicina ufficiale, perché essa sostituisce ai rimedi naturali, che dovrebbero essere sempre preferiti come prima scelta, i rimedi artificiali della medicina allopatica. E a confermare lo stretto rapporto esistente tra la spiritualità e la medicina, c’è un curioso fenomeno che pochi hanno notato.

ITALIA MASSIMO CENTRO DELLA SOFISTICAZIONE MEDICA

La medicina naturale è riconosciuta e praticata liberamente in molte zone del mondo e, non a caso, se prendiamo come epicentro Roma, che è stato il fulcro, nei secoli, del tentativo di distruggere la spiritualità e la libertà di pensiero, man mano che ci si allontana dall’Italia la medicina naturale è sempre più diffusa. Da noi il servizio pubblico riconosce solo la medicina ufficiale, e per giunta solo per alcune cure.

L’ITALIA È IL PAESE DOVE SI STA PEGGIO PER ECCESSO DI MEDICINA SBAGLIATA

Avendo Roma come epicentro, in Italia la situazione è una delle peggiori al mondo. In Francia esiste una situazione simile alla nostra, mentre in Inghilterra esistono associazioni professionali che garantiscono la serietà della pratica della naturopatia. In Germania il servizio pubblico garantisce il ricorso alla naturopatia, prevedendo un apposito percorso formativo per i naturopati, ove la naturopatia è riconosciuta per legge e viene considerata alla stessa stregua e dignità della medicina ufficiale. La stessa cosa avviene in molti paesi europei dove è possibile curarsi tramite il servizio pubblico anche con l’omeopatia e altre discipline naturali (ad esempio in Olanda, in Danimarca e in Norvegia).

L’AMERICA ALMENO POSSIEDE ED APPLICA ALCUNE CONTROMISURE

Negli USA, il percorso formativo del medico naturale è garantito da un corso di 4 anni, in cui i primi due anni sono simili a quelli della facoltà di medicina per programma di studi. E i più importanti testi di medicina naturale, intesa come disciplina di studio scientifico, vengono proprio dagli USA (come l’Enciclopedia della medicina naturale di Murray e Pizzorno, o i testi di metamedicina di Claudia Rainville). Ogni stato ha legislazioni differenti, ma in linea di massima occorre superare degli esami di stato ad hoc per poter praticare la medicina naturale. In India, e nella maggior parte dei paesi orientali, esistono diverse “medicine”, perché è quella occidentale che si è venuta a sostituire a quella naturale tradizionale; e molti medici si formano con percorsi universitari simili ai nostri, accanto al percorso tradizionale in medicina naturale.

ITALIA MAGGIORE NEMICA PLANETARIA DELLA MEDICINA NATURALE

In sostanza, l’Italia è il peggior paese del mondo per quanto riguarda la medicina naturale, ed è anche logico che, per tradizione culturale, sia quella che osteggia maggiormente tutti coloro che provano a svolgere la loro professione medica in modo difforme da quanto viene imposto dalle case farmaceutiche. Non a caso molti dei nostri medici, radiati in Italia o i cui studi vengono ignorati, trovano riconoscimento all’estero, come nei casi di Simoncini e Di Bella. La situazione, insomma, è identica a quella dell’Ottocento. Si è perso completamente di vista il percorso spirituale nella formazione del medico, che oggi è tale solo per aver studiato a memoria una serie di libri su anatomia, farmaci, e malattie. Si trascura l’alimentazione, la prevenzione, lo studio delle energie e dei corpi sottili, ritenuti materie da ciarlatani New Age con la fissa dell’Oriente, si trascura la comparazione con altre tradizioni mediche, e c’è quindi una netta scissione tra medicina naturale e medicina allopatica ufficiale.

DIFFUSO PRECONCETTO POPOLARE CHE CURA VINCENTE SIGNIFICHI SOLO MEDICO LAUREATO IN MEDICINA

Nonostante i tentativi da parte di alcuni poteri di distruggere la medicina naturale e far prevalere gli interessi economici sulla salute dei pazienti, e nonostante la maggior parte della gente parta dal preconcetto che cura dei malati = medico = laureato in medicina, occorre ricordare che la laurea in medicina è solo uno dei tanti requisiti che si devono avere per poter curare, e neanche il più importante. Per quanto gli ordini professionali o la magistratura possano infliggere condanne e radiazioni, ciò toglie la possibilità di esercitare la professione di medico, ma non la cura dei pazienti per mezzo di altre forme né la ricerca nell’ambito della medicina naturale. Per giunta, radiazioni e condanne non tolgono valore alla laurea in medicina, che può essere esercitata in qualunque altro stato nel mondo.

LE RADIAZIONI ODIERNE EQUIVALGONO ALLE CONDANNE CHE SUBIVA PARASCELSO NEL CINQUECENTO

Oggi, come ieri, una radiazione ha lo stesso valore che avevano le condanne per Paracelso: il medico si trasferiva altrove, ed altrove continuava i suoi studi, le sue ricerche e le sue attività di cura. Oppure, semplicemente, cambiava nome alla sua professione lasciando inalterata la sostanza. Gli interessi economici prevarranno sempre sulla salute e la cura del paziente, ma sta ai singoli medici studiare coscienziosamente e integrare la medicina ufficiale con quella naturale, per sommare i benefici di entrambi. E sta al singolo paziente trovare il medico più adatto a se stesso, e discernere quelli che lo fanno con amore da quelli che lo fanno per soldi.

Personalmente, dice Franceschetti, i migliori medici che ho conosciuto erano tutti o iniziati, o comunque esperti anche di medicina orientale. Il migliore medico che abbia mai conosciuto è una anestesista rianimatrice in un ospedale pubblico che ha il dono di fare diagnosi sempre molto precise. In realtà questo medico è anche una veggente molto dotata, e la sua bravura nasce da una commistione dei suoi poteri con la preparazione universitaria. Viene anche da una tradizione di streghe ed è una strega ella stessa. Penso che un giorno sarà costretta ad abbandonare la medicina ufficiale, per intraprendere una personale strada che unisca più approcci, fondendoli in un metodo personale.

SE ESCE FUORI QUELLO CHE PENSO, SONO ROVINATO

Un altro medico molto bravo, che non a caso studia a livello scientifico gli effetti dell’Aloe nella cura del tumore, è un massone, un iniziato, che nella sua vita ha studiato di tutto, dalla medicina orientale a quella africana, proprio come Paracelso. Si definisce naturopata, pur essendo un professore universitario e un giorno che gli chiesi se credeva nella magia, mi disse: “Non è che hai un registratore, vero? Perché se esce fuori quello che penso davvero, sono rovinato”.

I MIGLIORI MEDICI SONO I MEDICI INIZIATI

Approfondendo la letteratura medica non ufficiale, ci si imbatte in medici che hanno scritto libri straordinari, come Rüdiger Dahlke e Thorwald Dethlefsen, autori di “Il destino come scelta”, “Malattia come simbolo”, “Malattia e destino”. Medici, sì, ma anche probabilmente dei Rosacroce, perché quando si leggono alcune loro opere minori, come un libro di mandala da colorare, si scopre che sono anche esperti di esoterismo e simbologia. Degli iniziati, quindi, altamente spirituali nel loro percorso di formazione. Come sempre è stato e sempre sarà.

LA GUERRA VERA RIMANE QUELLA TRA MATERIA E SPIRITO, TRA IGNORANZA ED EVOLUZIONE, TRA DENARO E ANIMA

Quando ci si domanda come siamo potuti arrivare a questa situazione, quindi, non è tanto la risposta ad essere giusta o meno. È la domanda stessa ad essere sbagliata, perché la situazione della medicina rispecchia quella di qualsiasi altro campo. Siamo di fronte a una guerra tra forze spirituali e forze antispirituali, tra denaro, e anima, tra ignoranza ed evoluzione, tra biechi interessi materiali, e interessi per la persona e la sua salute. Ma è una guerra che, cambiando forme, modalità, e ampiezza, caratterizza tutta la storia della medicina.

Paolo Franceschetti (Titolo e sottotitoli di Valdo Vaccaro)

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COMMENTO

Si nota chiaramente in molti punti che la visuale di Paolo Franceschetti, autore peraltro di vasta cultura e sensibilità, risente della sua pressoché totale ignoranza del fenomeno igienistico. Tuttavia il suo scritto apporta concetti che si sposano e si integrano bene con il nostro pensiero, ed è questo che conta di più. Di fronte a una persona che incontro, o di fronte a un autore che leggo, non mi sogno di chiedere a bruciapelo se è vegetariana e igienista o se mangia carne, oppure se è materialista o spiritualista. Cerco piuttosto di capire il tono, lo stile, la coerenza, la trasparenza, la sincerità, i valori, la buona educazione, l’apertura mentale e la bontà d’animo che essa esprime. Non è affatto vero che un vegano sia necessariamente buono e bravo, e che al contrario un onnivoro o un carnivoro sia necessariamente violento e cattivo, anche se è vero che in linea generale alimentarsi con cibi leggeri, digeribili ed innocenti comporta fortissimi miglioramenti sul piano salutare.

Quanto poi al profilo storico, caratteriale e comportamentale, non condivido che Roma Imperiale vada vista solo come potenza materialista ed anti-spirituale, capace solo di espandersi, di allargarsi territorialmente, di dominare, di vincere ed affermarsi, di costruire ponti, gallerie, colossei, strade, terme, templi, stadi, acquedotti e vespasiani. Roma non era affatto priva di valori morali e di principi religiosi e filosofici. Nessuno può sostenere che l’epicureismo e lo stoicismo di Roma antica fossero atteggiamenti di tipo prevalentemente materialistico. Nessuno può sostenere che personaggi come Giovenale, Cicerone, Seneca e Marco Aurelio siano espressione di un mondo sottosviluppato in termini di anima.

Aforisma deriva dal privativo greco “a” e dalla parola aphòrismos che sta per orizzonte, e significa separare dai concetti vasti, selezionare e sintetizzare. Aforisma strumento eccellente per ricominciare a pensare in grande, per mettere dei paletti di indicazione e e di illuminazione lungo il nostro incerto e tortuoso percorso. Aforismo dunque come massima, sentenza e definizione che in brevi, succose e veritiere parole riassuma e racchiuda il risultato di considerazioni, osservazioni ed esperienze fondamentali e non banali. Il fatto che oltre 2000 anni dopo continuiamo a citare questi autori dimostra quanto importanti essi siano per il pensiero e per l’anima.

Trovo semmai che serva molta spiritualità e molti buoni principi nell’ansia di costruire, di istruire, di migliorare, di diffondere leggi, ordine, stabilità e sicurezza sia all’interno che nei territori adiacenti. Non sto dicendo che l’espansionismo romano fosse tutto rose e fiori. I siracusani non amarono di certo l’accerchiamento marittimo da parte delle navi romane. I britanni non trovarono gradevole la penetrazione romana nella loro isola. Non sto nemmeno difendendo l’atteggiamento colonialistico in linea generale. Ma quelli erano i tempi e Roma Antica va soppesata in base alla situazione di allora. Roma Imperiale si ritrovò dopotutto in quelle circostanze storiche ai vertici mondiali, e si rese conto di svolgere un ruolo di capofila e di continuatrice di quanto trapelava di eccellente dalle antiche culture egizie-babilonesi-persiane e greche.

DIVERSI SECOLI DI ROMA IMPERIALE CON TANTA SALUTE E NIENTE MEDICI

Trovo anche che, storicamente parlando, non vada dimenticata la lezione antimedica implicita nei 600 anni ultra-sani di Roma Imperiale senza medici, con esplicito divieto di arte medica, dettaglio che Franceschetti sembra ignorare del tutto. Una civiltà senza chiese, senza campane e senza ospedali, e tuttavia capace di conquistare il mondo di allora e di imporsi per diversi secoli in termini di eccellenza.

Non si tratta di una leggenda ma di storia documentata. Non è che mancassero le conoscenze mediche. Si trattava di una autentica scelta, anche se la medicina odierna fa di tutto e di più per ignorare questa imbarazzante situazione. Ovvio che si praticava la medicina di emergenza per i feriti sul lavoro e per i feriti sui diversi campi di battaglia.

TORNANDO A OGGI È RISPUNTATA PIMPANTE UNA MAGNIFICA DONNA DI NOME LORENZIN

Mentre scrivo questo commento siamo al 25 aprile, festa della Liberazione, privi di governo e con prospettive quanto mai grame ed incerte per un accordo valido e stabile. Un paese impoverito e fratturato in due tra Lega e CinqueStelle. Ma stamattina al primo telegiornale, è apparsa pimpante e imperativa, più in sella che mai al suo Dicastero-Salute in stile renziano-gentiloniano, Beatrice Lorenzin, più determinata e fissata che mai a raggiungere e possibilmente superare l’immunità di gregge 95% che evidentemente la tiene sveglia anche di notte. Un obiettivo il suo che rappresenta il compito della vita. Qualcosa che non viene minimamente scalfito dalle vicende elettorali, dalle vicende occupazionali, dalle vicende economiche e politiche.
Anzi, l’Italia per crescere di più, per creare occupazione e Pil, deve diventare non solo la regina mondiale della Immunità di Gregge, ma anche Centro Commerciale e Produttivo e Divulgativo di vaccini, di mammografie, di chemioterapie, di cure staminali e di interventi spettacolari contro malattie rare ed incurabili, pur restando il fatto che siamo incapaci di guarire medicalmente non solo il diabete e il cancro, ma anche le più banali influenze, febbri, raffreddori e indigestioni.

ABBIAMO LO SCETTRO MONDIALE DEL PAESE PIÙ AMMALATO AL MONDO

Ed è proprio su questo che mi trovo allineato con Franceschetti. Italia paese più medicalizzato e più malato al mondo, sia nel fisico che nella mente, sia nel morale che nello spirito, tanto che stiamo battendo persino la super-patologica nazione americana. La stiamo battendo in termini di eccesso di cure mediche, eccesso di vaccini imposti per decreto da un magnifico e indissolubile connubio, da una santa alleanza tra i colossi del farmaco e un ministro della salute privo di laurea (ma questo non è necessariamente un crimine), nonché ispirato ad un Pasteur che era solo un chimico amico dei birrai e privo di ogni reale conoscenza medica.

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Leopoldo Tacchini on

    Caro Valdo, come ho già avuto modo di apprezzare, riporti lodevolmente autori anche diversi dalla tua visione, come Franceschetti, da me apprezzatissimo. Peccato che poi affermi come certezze idee e convinzioni personali. Ad esempio a me risulta che Franceschetti abbia una buona conoscenza dell’ igienismo, tanto è vero che ha raccontato diffusamente nei suoi blog e conferenze (in uscita un suo libro sul cancro) di come sia riuscito a fermare, lui non medico, il cancro di un amico medico, usando solo un regime dietetico e facendo applicare il metodo Di Bella. Peccato che poi la situazione è precipitata per l’interferenza di altri.
    In secondo luogo, sebbene sia convinto che il nostro Paese sia affetto da un degrado morale profondo (“potremmo mettere nella nostra bandiera una pistola e una testa di coniglio” questa espressione fu citata anni fa dal figlio avvocato di Di Bella) non mi sembra che ci siano le prove per affermare che la nostra sanità sia la peggiore del mondo. Ben è vero, e lo dico per aiutare quelle poche persone che mi leggono, che se continuiamo con questa follia delle vaccinazioni ci troveremo con un tasso di bambini autistici maggiore che negli Stati Uniti, ovvero più di uno su 100, mentre 50 anni fa eravamo a meno di uno su 5000. So quel che dico perché ogni anno parlo con almeno una famiglia il cui figlio è stato danneggiato dai vaccini. Esercito, ma non solo, l’attività di psicologo specializzato nei disturbi scolastici e dell’età evolutiva in genere.