SINDROME DI DIGEORGE E ARTRITE DEFORMANTE IN RAGAZZA DI 13 ANNI

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LETTERA

GATTONANDO CON LE GINOCCHIA GONFIE

Carissimo Valdo Vaccaro, complimenti per tutto ciò che scrive e divulga, lei si che è un grande uomo!!!! Volevo chiederle se può darmi un aiuto per mia nipote Sofia di 13 anni affetta da sindrome di DiGeorge diagnosticata un anno fa. È in cura al Bambin Gesù da quando aveva otto mesi poiché, gattonando, le se gonfiavano le ginocchia. Il responso è stato quello di artrite reumatoide deformante.

ASPORTAZIONE TIROIDE, OPERAZIONI AI PIEDI, DANNI AGLI ORGANI VITALI E SCIENZA CHE SI RIMETTE NELLE MANI DI DIO

Con le varie cure sperimentali ha subito asportazione della tiroide, operazione ai piedi per sistemare i tendini, sistema immunitario inesistente e danni a tutti gli organi vitali. Il primario ha comunicato che la “scienza” è arrivata fin qui e che la ragazzina è nelle mani di “Dio”. La ringrazio. Distinti saluti.
Catya

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RISPOSTA

BAMBINI CARATTERIZZATI DA UN QUADRO COMUNE CHIAMATO DISABILITÀ

Ciao Catya. Il tutto prende la mossa dal dr Angelo M. DiGeorge (1921-2009) pediatra-endocrinologo italo-americano, che nel 1965, osservò in un gruppo di bambini un quadro clinico comune, caratterizzato da difetti cardiaci, da anomalie facciali, da anomalie epatiche, da difficoltà di apprendimento, da artrite reumatoide, da tendenza alla schizofrenia, da immunodeficienza-T e da palatoschisi.

PALATOSCHISI, DIFFICOLTÀ DI DEGLUTIZIONE E DI LINGUAGGIO

Palatoschisi è una malformazione della volta palatale con fenditura che a volte si propaga fino al labbro (labi-palatoschisi), determinando non solo conseguenze estetiche ma anche difficoltà di deglutizione, di linguaggio, di articolazione dei diversi suoni.

DIVERSI TIPI DI IMMUNODEFICIENZA

Quanto all’immunodeficienza di tipo primitivo IDP, può essere caratterizzata da 1) Difetto di linfociti-B, con abnorme sensibilità ad infezioni da agenti piogeni ad invasività extracellulare (agammaglobulinemoia-X-recessiva, immunodeficienza comune variabile CVID, deficit di IgA, ipogammaglobulinemia transitoria), 2) Difetto di linfociti-T, con minore capacità di difesa contro germi e tossine a livello intracellulare, 3) Difetto di fagociti, con frequenti infezioni batteriche e fungine (esempio malattie granulomatose croniche), 4) Difetto associato a sindromi complesse tipo Aldrich e DiGeorge).

SINDROME DI DIGEORGE, SINDROME DI PARTIAL DIGEORGE E ADOZIONE DEL CROMOSOMA 22

Angelo DiGeorghe ha dato il suo nome a questa sindrome complessa, onnicomprensiva e tutto sommato cervellotica, viste le sue 180 sfaccettature e le sue infinite variabilità. Tanto complessa e vaga da determinare anche una sotto-sindrome chiamata “Partial DiGeorge”. Il più piccolo cromosoma umano in termini di grandezza è il cromosoma 22, con 50 milioni di nucleotidi. E la sottolineatura di problematiche genetiche, coinvolgenti il più piccolo cromosoma, non fa che aggiungere indeterminazione e genericità alla definizione di questa patologia.

L’OSSESSIONE DEL PIÙ-PICCOLO-DEL-NORMALE

Per quanto mi riguarda, nutro molte perplessità non solo sulla definizione e sui confini estensivi della patologia, ma soprattutto sull’uso culturale e terapeutico che se ne fa in campo pediatrico. Andando al concreto, nella pratica di ogni giorno, vediamo che in ogni ambulatorio vige l’ansia della misurazione, delle cordelle metrichee dei bilancini. Domina cioè l’ossessione dello “Smaller than normal”, ossia del bambino che sta anche leggermente sotto la norma.

RICADUTE SUL PIANO PRATICO

Ossessione che non rimane un fatto psicologico privo di conseguenze e di ricadute sul piano pratico. Ossessione che è alla base di tutte le scelte familiari e pediatriche, basate immancabilmente sulla sostanza, sulla carne, sui grassi, sui latticini e sui formaggi, oltre che sulla miriade di farmaci atti ad attenuare i sintomi delle malattie causate da quel tipo di diete. Ossessione che fa da alibi alle diete squinternate, macellatorie e rovina-bambini delle mense scolastiche.

SOTTO-DIMENSIONE È FENOMENO FISIOLOGICO E TEMPORANEO

Uno degli ingredienti giustamente o assurdamente inclusi in questa sindrome è per l’appunto una crescita inferiore alla media. Può anche essere che nel 2% dei casi di sotto-dimensione ci siano le condizioni “DiGeorge” o le condizioni “Partial DiGeorge”, ma questa miserabile percentuale non può condizionare il restante 98% di bambini normalissimamente sotto-dimensione in quanto caratterizzati da fisiologico sviluppo a posteriori, visto che ogni bambino ha i suoi tempi e modi di sviluppo e non scatta verso l’alto a bacchetta e a comando, in base alle inaffidabili tabelle usate dai pediatri.

PEDIATRIA MONDIALE PALADINA DEL GRASSO E DEL PROTEICO, DEL CASEIFICIO E DEL MACELLO

La filosofia del “grasso é bello”, “alto é bello”, “precoce è bello”, domina da decenni in campo pediatrico proprio in forza di queste patologie e pseudo-patologie, dove si guarda sempre ai pericoli della sotto-crescita e mai alle insidie ben più gravi della sovra-crescita, della obesità e della quasi-deformazione. È dimostrato dai fatti che fino a 18-20 anni è facile crescere ulteriormente e completare la propria evoluzione. Meno facile invece risulta invece la riduzione e il ridimensionamento.

IPOPLASIA TIMICA CONGENITA

“Ipo” sta per “sotto” in greco, e “plàsein” sta per “formare”, per cui ipoplasia significa parziale o mancato sviluppo di un organo. “A” sta invece per “privo-di” e “plasis” per forma, e quindi aplasia significa assenza totale di sviluppo. La sindrome di DiGeorge viene anche definita come ipoplasia timica congenita, dove si ha uno sviluppo incompleto del timo e delle ghiandole paratiroidi. A volte si usa anche il termine aplasia.

LE COSE VEROSIMILI TRASFORMATE IN ALTRETTANTI DOGMI

Le caratteristiche della sindrome di DiGeorge variano ampiamente e possono colpire vari organi e sistemi, tutti ricollegabili a testa, collo e mediastino (parte media del torace). Almeno sappiamo che vengono escluse le parti basse dell’organismo, ed è già qualcosa. È verosimile che in questa regione cromosomica siano localizzati i geni che contribuiscono allo sviluppo fisiologico degli organi colpiti, e che la loro assenza determini il quadro descritto dal dr DiGeorge? Sì lo è, dice la medicina.

LA CREDIBILITÀ DELLA MEDICINA È MOLTO BASSA

È forse credibile la medicina odierna? È forse credibile la genetica odierna? La risposta è del tutto negativa. Non lo è nei suoi dogmi, figurarsi nelle sue ipotesi e nelle sue supposizioni. Si parla infatti di delezione 22q11, che sta per assenza di un tratto di cromosoma e relativa perdita di materiale genetico in zona 22q11.2, vicino al centromero, causata forse da raggi-X, da sostanze chimiche o da altri elementi di disturbo. Spero solo che questa mail venga letta dall’amico Pietro Perrino del CNR Centro Nazionale delle Ricerche, docente di genetica a Bari e autorità prestigiosa in questo campo. Ogni suo commento apporterebbe illuminazione e aggiornamento.

BASTA UN MINIMO DI PRESUNTA CONOSCENZA PER PASSARE ALL’AZIONE

Ci si riempie la bocca di parole importanti, tipo aberrazioni cromosomiche e genetiche, tipo riagganciamenti e traslazioni tra un cromosoma e l’altro, prese a prestito dalla biologia, per mettere assieme una materia conoscitiva precaria ed approssimativa, ma comunque in grado di giustificare tecniche di intervento farmacologico e chirurgico ai limiti della sperimentazione su cavie.

LE CONFERME DI TAKAO E DI SHPRINTZEN, PRIVE PERO’ DI COINVOLGIMENTO GHIANDOLARE

Occorre dire che la sindrome di DiGeorge (DGS) ha trovato sponde e conferme nel gruppo medico giapponese guidato da Atsuyoshi Takao che, nel 1976, riportò presenza di caratteristiche facciali e di alterazioni cardiache simili, denominate CTAFS (cono-truncal anomaly facial syndrome), ed anche nel dr Robert J. Shprintzen, chirurgo plastico americano che nel 1978 individuò una nuova sindrome (sindrome di Shprintzen-Goldberg per l’appunto), che presentava anomalie del palato, nonché habitus marfanoide (Marfan, sindrome del sistema connettivo), più cardiopatia congenita e anomalie cranio-facciali, chiamate VCFS (velo-cardio-facial sindrome). Solo che in entrambi questi casi di Takao e Shprintzen non esistono alterazioni ghiandolari al timo e alla tiroide.

I DANNI SONO DANNI, POCO IMPORTA SE FIRMATI DA UN MEDICO ANONIMO O DA UN ILLUSTRE LUMINARE

L’ho tirata un po’ a lungo ma, se non si riflette un po’ di più sulla cosa di cui si parla, continuiamo a vagare nel buio. Affidare le nostre sorti a terze persone e a scatola chiusa, poco importa se medici o non medici, se ciarlatani con laurea in medicina o se ciarlatani privi di referenze. Farsi curare una patologia da qualcuno che non ne conosce con sicurezza le origini significa affidarsi a un pilota cieco che guida l’auto nel buio della notte. Essere rovinati non comoda a nessuno. Essere rovinati da un luminare della scienza medica non cambia di una virgola la questione. Chi rompe qui non paga affatto, e i cocci sono tutti tuoi!

QUI PARLIAMO DI AUTENTICI ATTENTATI ALLA SALUTE

“La scienza è arrivata fino qui, ed ora siamo nelle mani di Dio!” Questa frase è da incorniciare. La tua nipotina ha subito atroci attentati al suo corpo. Nessuno lo può provare? Mancano le prove e le controprove? In tutte le malattie esistono spiragli di recupero e di remissione spontanea. Già aver disturbato il sistema immunitario è autentico attentato. Già l’aver impedito al corpo di mettere in funzione i suoi strumenti auto-guaritivi è un attentato.

SIAMO ALLA SPERIMENTAZIONE SU CAVIE E AL TRADIMENTO DELLA MEDICINA BASATA SUL “PRIMO NON NUOCERE”

Già l’aver messo sottosopra organi, cellule, sangue con farmaci, strumentazioni diagnostiche e interventi invasivi di vario genere è un attentato. Come ho detto nei casi di sclerosi multipla e di globulonefrite cronica con dialisi, trattati nelle tesine di ieri e di stamane, la curomania del sintomo rappresenta non il rispetto, ma il tradimento della medicina vera ed originaria di Ippocrate, padre della scienza igienistica e non dell’avventurismo e della speculazione medica. La Natura è Sovrana Medicatrice di tutti i mali. Quando il medico pretende di sostituirsi ad essa, imbroglia se stesso, la sua dignità professionale e gli interessi della persona affidatagli in cura.

RECUPERO DALLA INVASIVITÀ GHIANDOLARE

Nel caso specifico, i 13 anni rappresentano un fattore positivo, per quanto la vitalità sia stata decapitata dalla asportazione tiroidea. Immagino che sia soggetta a farmaci Eutirox e a vari altri trattamenti. La si può certamente aiutare togliendo progressivamente, con le dovute precauzioni, ogni sostanza chimica. Una cura di recupero naturale implicherà l’adozione del mio schema nutrizionale vegan-crudista tendenziale del 16/4/11, adattato opportunamente ai gusti o e alle esigenze specifiche della paziente, con inserimento di una centrifuga al giorno di carote-sedani-mele, più pizzico di crescione, di rucola, di zenzero e di ortiche.

STRATEGIE ALIMENTARI PRO-TIROIDE

Spinacio, cavolo crudo, cavolini di Bruxelles semicotti, e farinaccio (erba fantastica che cresce nei campi ad aprile-maggio), più tutte le erbe primaverili (ortiche, tarassaco, acetosa, selene, valeriana, fitolacca, amaranto, luppolo, germogli di pungitopo), saranno di grande aiuto. Avocado, mirtilli, lupini siano spesso presenti. La crema di avena, con qualche spruzzo di germe di grano, non manchi. Semini di sesamo, mandorle, pinoli e noci, pop-corn, miglio e quinoa completino la dieta.

ARTRITE REUMATOIDE DA CARENZA DI VITAMINA-C NATURALE ED ECCESSO DI ACIDI URICI

L’artrite reumatoide è conseguenza diretta di dieta carente e sbagliata, esacerbata da stress, mancanza di sole, mancanza di respirazione profonda e carenza di esercizio fisico, con regolare carenza di vitamina-C naturale e sovrabbondanza di alti livelli di grassi e di acido urico nel sangue. La presenza di proteine animali, cariche di acidi nucleici che si trasformano in acidi urici, e la presenza simultanea di grassi che impediscono e rallentano lo smaltimento di acidi urici dal corpo, portano a queste pessime condizioni.

OSSIGENAZIONE PRECARIA

Il dr K. Lund-Oleson, esaminando nel 1970 i liquidi sinoviali di diversi pazienti afflitti da artrite reumatoide, scoperse una cosa importantissima. Il sangue e i fluidi linfatici contenevano soltanto il 30% dei normali livelli di ossigeno e, quando arrivavano al 25%, non riuscivano a sorreggersi sulle proprie gambe.

SOLITA DIETA VITALE

Per l’artrite reumatoide, infiammazione cronica dei giunti, serve sempre dieta vitale cruda, stando lontano da cadaverina, da zucchero, da cibi-junk e bevande-spazzatura. Per la centrifuga nulla di meglio che bietole rosse, sedano e carote, con le solite aggiunte di erbe amiche e frutti amici, tipo avocado, ananas, acetosa, asparago, banana, carciofo, cavolo, cetriolo, tarassaco, valeriana o dolcetti, fragola, semi girasole, mela, patata, pera, pomodoro, pompelmo, porro, ravanello, ribes, uva, crescione, finocchio, aloe. Così parla la scienza igienista associata all’erboristica.

SETTE PUNTI-CHIAVE PER CONTENERE L’ARTRITE REUMATOIDE E POSSIBILMENTE VINCERLA

1) Adottare una dieta spiccatamente pitagorica e basso-proteica, rispettosa del tetto proteico (non oltre 24 grammi/giorno, raggiungibili con 2 piatti di verdure crude a pranzo e cena, seguiti da secondi vegani a piacere e – volendo- leggermente cotti, con colazione e merenda fruttariane, con bicchiere giornaliero di centrifugato tuberi tipo carote-bietole-sedani-mele-ananas), 2) Puntare in ogni caso su pasti frequenti e preferibilmente crudi, cioè vitali, capaci di mantenere il sangue fluido e scorrevole, 3) Adozione di un moderato ma regolare piano di esercizi fisici progressivi, commisurati alle personali possibilità del paziente, e coinvolgenti anche una correzione attenta della respirazione secondo i criteri di massima funzionalità del sistema yoga, 4) Eliminazione sistematica di ogni fattore di stress e di disturbo, 5) Eliminazione di ogni fattore di inquinamento tipo rumore, aria viziata, fumi, alcol, farmaci, vaccini, integratori, 6) Esposizione al sole senza protezioni e senza occhiali, con la sola avvertenza della progressività, 7) Uso di cataplasmi esterni di fango e di foglie di cavolo crudo.

DOGMA ALLA MANO, LE MALATTIE METABOLICHE NON C’ENTRANO COL CIBO

Questa, per concludere è la miglior cura possibile per l’artrite reumatoide deformante, che è poi la cura ideale tipica per tutte le malattie metaboliche e del ricambio, comuni e non comuni, incluse le sindromi più strane e disastranti. Se vai sul blog e usi come motori di ricerca i termini artrite reumatoide, gotta, Marfan, connettivite, e altri termini simili, troverai diverse tesine. Per la medicina queste sono blasfemie, visto che le malattie metaboliche rare sono per lei, dogma alla mano, ad eziologia genetica e mai alimentare.

ESSERE NELLE MANI DI DIO E’ UN CONTO, ESSERE IN QUELLE DELLA MEDICINA È UN ALTRO CONTO

Ed è forse per questo che continuano a prescrivere e propinare disinvoltamente brodaglie di carne e menu stile poco-ma-di-tutto. dove il poco o niente sta nel crudo e il tutto sta nel pollo, nell’hamburger o nello spezzatino, le peggiori sostanze possibili per l’intestino dei sani e dei malati. Anche la scienza igienistica può dire che a questo punto “la ragazzina é nelle mani di Dio”. Con la differenza che nessuno si è sognato di asportarle degli organi vitali e di toglierle il terreno sotto i piedi.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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