SPREMUTE D’ARANCIA CARBURANTE VINCENTE PER L’ULTRARUNNER BERNASCONI

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LETTERA

SPREMUTE D’ARANCIA COME CARBURANTE VINCENTE

Ciao Valdo, ti invio il link con l’intervista al trail-man Michele Bernasconi, vegano crudista, arrivato terzo al trail Le vie di San Francesco di 173km nutrendosi di sola frutta. Qui spiega in dettaglio come la sua scelta, soprattutto a livello atletico, gli stia portando enormi soddisfazioni. Pensa che, in alcune gare lunghe, lascia uno spremiagrumi ai ristori per farsi delle ottime spremute di arancia durante le brevi pause.

UNA ENNESIMA SUPER-TESTIMONIANZA

Insomma una testimonianza meravigliosa che ancora una volta ci insegna come l’alimentarsi in modo naturale possa giovare a tutti i tipi di fisici e a tutti i tipi di attività. Io ne approfitto per ringraziarti della tua continua disponibilità, pazienza e passione. Mi hai cambiato la vita in positivo Valdo e non posso che essertene grata! Un abbraccio.
Elena
(https://www.dionidream.com/prestazioni-fisiche-e-crudismo-intervista-allultra-trail-runner-michele-bernasconi/)

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L’ELENCO DEI CAMPIONI VEGANI E VEGETARIANI PARLA CHIARO

L’unica persona al mondo ad aver vinto per 6 volte l’Ironman Triathlon è stato Dave Scott, vegetariano. Vegetariano come Miles, campione del mondo di tennis per 10 anni di seguito. Come Marianna Navratilova che a 47 anni ha vinto il suo 167° titolo in Australia, lasciando a secco formidabili tenniste ventenni, che potevano essere sue figlie. Come Billie Jean King, 6 titoli a Wimbledon, e migliore atleta donna del mondo nel 1967 e nel 1973. Come Walter Killer Kowalski, 6000 incontri vincenti di lotta libera e pluri-campione mondiale. Come Zbysko, pure lui pluri-campione mondiale di lotta libera. Come Emil Deriaz, record mondiale di tiro alla fune.

INTERVISTA ALL’ULTRA RUNNER MICHELE BERNASCONI

Questa intervista a Michele Bernasconi potrà risultare utile a chiunque sia impegnato in attività sportive intense e voglia nel contempo avvicinarsi al mondo del vegan-crudismo tendenziale.

DA QUANDO SEI VEGANO E QUALI LE MOTIVAZIONI CHE TI HANNO SPINTO A DIVENTARLO?

Sono vegano da quasi 4 anni e la motivazione iniziale è stata senza dubbio quella etica che tuttora resta la principale. A dir la verità dopo un paio di mesi da vegano ho letto Il Sistema di Guarigione della dieta senza muco di Ehret, ed è stato come un’illuminazione che mi ha spinto decisamente verso il fruttarismo prima ed il crudismo stile 80-10-10 in seguito. Da circa 3 anni seguo ormai il crudismo al 90-95%, con sgarri solo nelle occasioni sociali e sono felice così. Nelle settimane prima delle gare cerco invece di stare al 100% sul crudo.

SEI DUNQUE ORIENTATO VERSO IL CRUDISMO. QUALI LE RAGIONI DI QUESTA SCELTA?

Ragioni sicuramente salutiste. Non mi sono fermato ai libri di Ehret ma ho continuato a leggere, ad informarmi e a sperimentare, volevo capire come migliorare la mia salute che fin da piccolo è sempre stata molto fragile. Soffrivo di bronchiti croniche e perenni problemi alle vie respiratorie. Inoltre prendevo tutte le malattie possibili. Mia mamma mi ha sempre detto che non mi son fatto mancare nulla in termine di malattie. Adesso invece posso allenarmi in maglietta sotto la pioggia senza mai ammalarmi. Il crudismo in realtà non è una semplice dieta. È un viaggio da fare dentro se stessi alla scoperta delle proprie potenzialità nascoste. Ho capito che non aveva senso amare gli animali e continuare a farmi del male con il cibo, l’alcol e una vita da sbandato. Amare è amarsi!

QUALI CONSIGLI DARESTI A CHI VUOLE INTRAPRENDERE LA STRADA VERSO IL VEGAN-CRUDISMO?

Gli consiglierei di godersi questo viaggio senza fretta. Specialmente all’inizio, è facile farsi prendere dalla voglia di eliminare subito al 100% il cibo cotto. Ma la percentuale di crudo deve aumentare di pari passo con lo studio e le conoscenze al riguardo. Ascoltarsi non basta, il nostro corpo è una macchina perfetta che tende a nascondere e riparare fino all’ultimo i nostri errori. Non tutto ciò che è crudo fa bene, questa è una verità importante da comprendere. All’inizio si tende a non mangiare abbastanza o ad eccedere coi grassi come l’olio di oliva, l’avocado, le noci, i semi. Alla lunga questo tipo di crudismo non è sostenibile. È importante capire che frutta e verdura cruda sono il nostro cibo ideale ma non per questo bisogna imporsi un crudismo al 100%. Già con un buon 80% si ottengono risultati eccezionali. Una volta eliminate le proteine animali, le farine 00, lo zucchero, il sale e tutti gli alimenti industriali preconfezionati si è già a buon punto.

VEGAN-CRUDISMO E SPORT. QUALI LE RAGIONI PER CUI SI VA PIÙ FORTE?

La frutta fornisce il massimo dell’energia grazie al suo altissimo contenuto in carboidrati semplici. Inoltre, il fruttosio e il glucosio in essa contenuto richiedono una digestione minima che non sottrae energia all’organismo. La frutta alcalinizza l’organismo invece che mandarlo in acidosi come fanno le proteine animali. Questo permette di smaltire più velocemente l’acido lattico ed accorcia i tempi di recupero. Il crudismo fornisce la giusta quantità di vitamine, sali minerali, enzimi, fitonutrienti, antiossidanti da rendere totalmente inutili gli integratori. L’importante è non eccedere coi grassi che non devono superare il 10% del totale calorico giornaliero. Se presenti in quantità troppo elevata intrappolano gli zuccheri nel sangue favorendo picchi glicemici e diminuendo il trasporto di ossigeno alle cellule. Inoltre nella frutta e nella verdura cruda ci sono tutti gli aminoacidi essenziali per formare le proteine necessarie al nostro fabbisogno. Invito tutti a seguire gli insegnamenti del dr Graham autore della dieta 80-10-10.

PERCHÉ CREDI NEL CONNUBIO TRA ETICA E SALUTISMO?

È da stupidi non comprendere il potenziale incredibile di questo binomio. Finché le persone continueranno a credere che l’uomo necessiti delle proteine animali per vivere e che il veganesimo sia una semplice scelta di vita, troveranno sempre mille scuse per non cambiare. Ho visto persone passare vegan per motivi di salute, e comprendere in seguito l’aspetto etico, diventando poi convinti animalisti. Ne ho viste altre diventare vegan per etica, fallire e tornare a mangiare carne parlandone con una freddezza che lascia senza parole. Se chiedete a 100 persone cosa sia l’etica, probabilmente riceverete 100 risposte diverse, ma se fate comprendere loro che possono avere una vita migliore, più sana e piena di energia, allora di quelle 100 persone almeno venti vi staranno ad ascoltare.

COSA E QUANTO MANGI NELLA TUA GIORNATA-TIPO?

In questo periodo inizio con una spremuta d’arance di circa 1.5 litri. Malgrado il pensiero di molti, la colazione non è il pasto principale, ma l’interruzione del digiuno notturno, quindi molto meglio farlo con dei semplici liquidi che non appesantiscano l’organismo. Anche gli estratti vanno bene. Sia a pranzo che a merenda mi preparo un frullato verde di almeno due litri con banane, insalate sempre diverse e frutta di stagione. Verso sera ancora un po’ di frutta e, a cena, una mega insalata mista evitando condimenti grassi. Circa 6-7 kg tra frutta e verdura al giorno di cui almeno una ventina di banane ben mature.

COME GIUDICHI I TUOI RISULTATI E LA TUA STAGIONE?

Sono soddisfatto dalla mia stagione. Ho dimostrato che se mi alleno bene posso essere competitivo e in questo senso la decisione di essere seguito da un allenatore ha avuto un’importanza rilevante. Arrivare sul podio ad un ultra Trail è stato il coronamento di un sogno, ma quel che più conta è aver capito che il sacrificio paga mentre le scuse rendono più deboli. Fino all’aprile 2012 non avevo mai corso e non sapevo cosa fossero i trail. È stato il vegan crudismo a portarmi qui regalandomi queste emozioni. In futuro spero di poter ricambiare quello che sto vivendo promuovendo nello sport questa alimentazione assieme alla liberazione animale.

COME TI ALIMENTI DURANTE QUESTE GARE CHE DURANO PIÙ DI 24 ORE?

Sto ancora sperimentando molto ma, non usando integratori o gel, sto cercando la migliore soluzione possibile nella frutta. Sicuramente il frullato di datteri è un ottimo energetico, ma anche difficilmente trasportabile in grandi quantità. Quindi mi adatto mangiando la frutta che trovo ai ristori, soprattutto le banane che però essendo spesso poco mature e quindi poco zuccherine sono costretto ad intingere nelle marmellatine, tipo quelle delle colazioni in hotel, oltre che a mele e arance. Negli ultra trail dove è possibile lasciare una sacca nei punti vita metto molta frutta, soprattutto uva e arance, compreso lo spremiagrumi per farmi una spremuta rigenerante.

ASSIEME AD UMBERTO PAGOTTO SEI FONDATORE DEL RAW-VEGAN RUNNING TEAM. COSA VI PROPONETE DI OTTENERE?

Esattamente un anno fa ho conosciuto Umberto e la sua famiglia ad una cena. La sera stessa abbiamo deciso di fondare un Team 100% vegano per promuovere anche nello sport agonistico il rispetto verso ogni essere vivente. Fin dall’inizio è stato chiaro per entrambi che prima di tutto doveva venire l’interesse degli animali e solo in seguito quello personale, e così è sempre stato. Anche tutti gli altri ragazzi che si sono uniti a noi hanno subito compreso il progetto e con grande entusiasmo si stanno dando da fare mettendoci grande impegno e passione. Sta nascendo una grande squadra formata prima di tutto da atleti che credono nella causa e per questo possiamo guardare al futuro con grande ottimismo. Vedere così tante ragazze e ragazzi correre orgogliosamente con le nostre magliette è fantastico. Il potenziale di crescita è enorme e proprio in questi giorni grazie ai soldi guadagnati con la vendita delle magliette stiamo completando le faccende burocratiche per l’affiliazione alla UISP nel 2015. Nelle prossime settimane verranno comunicate molte novità, continuate a seguirci e sostenerci.

VUOI LANCIARE UN MESSAGGIO A CHI TI STA LEGGENDO?

Ne approfitto volentieri per rivolgermi a chi ancora non conosce questo mondo. Non abbiate paura a mettere in discussione quelle che per anni sono state delle finte convinzioni create ad arte da chi ha l’interesse che nulla cambi. Siate curiosi come dei bambini e non smettete mai di rimettervi in gioco.
Ai vegani invece dico di approfittare delle festività in arrivo e le cene in famiglia per essere dei leader a tavola. Mostrate che un altro mondo è possibile riempiendo le tavole di piatti vegani e crudisti, di cibi vivi e colorati che desteranno la curiosità dei presenti. L’esempio positivo e propositivo è ciò che distingue un vero leader da chi fa del semplice vittimismo. Vegan si può, vegan è fantastico!

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RISPOSTA

ANDIAMOCI PIANO CON LE BANANE

Ciao Elena. Complimenti a te per il tuo incessante ed entusiastico lavoro, e complimenti ovviamente a Michele Bernasconi. Ha detto e fatto tantissime cose egregie e sagge sulle quali non vorrei aggiungere o modificare nemmeno una virgola. Osservo soltanto che esiste un probabile eccesso cibario in quei 6-7 kg di frutta al giorno e, soprattutto, nelle 20 banane al giorno. Per quanto occorra prudenza e misura nel citare quantitativi giornalieri, visto che ogni persona ha capacità digestive e metaboliche personali e diversificate, oltre che esigenze caloriche commisurate alle sue attività e al suo consumo effettivo, non ritengo che si debba oltrepassare, in linea generale, la quota di 4-5 kg al giorno e di 3-5 banane al giorno, se non ancora di meno. Sarebbe interessante verificare con Michele questo dettaglio. Verificare cioè quanto a lungo è riuscito a mantenere quel tipo di dieta ad alta assunzione di banane. Si corre anche il rischio di una improvvisa crisi di rigetto.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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5 commenti

  1. ma che dici, Valdo, che cos'è questo timore per le banane, che sono (belle mature) il nostro cibo d'elezione; al contrario io direi di "esagerare" pure con le banane. Io ne consumo 6-8 al giorno, ma un atleta può consumarne tranquillamente anche il doppio o più. Io ho un fabbisogno calorico medio (o forse medio-basso) e ho un consumo quotidiano di 4-5 kg tra frutta e verdura, ma uno come Bernasconi ha sicuramente un fabbisogno di parecchio superiore al mio quindi può facilmente arrivare ai 6-7 kg. A me sembra uno che ha capito tutto, e gli faccio i miei complimenti. Un altro trail-man come lui è Davide Bertinetto, quello del metodo Matevo.

  2. Due osservazioni. Una è che la crisi di rigetto è capitata anche a me. Vi assicuro che non mi è più possibile mangiare avocados, che prima adoravo. Semplicemente non riesco più a mangiarne. Solo all'atto di immaginarne il sapore mi viene da vomitare. Questo perché all'inizio, specie con la perdita di peso rilevante….a dispetto delle calorie abbondanti, ne mangiavo molti. Un errore, certamente. Ora sto attento a diversificare la frutta.
    Torno invece ad essere scettico circa i risultati raggiunti da atleti presunti vegani. Valdo secondo me non si rende realmente conto di quanto doping giri nel mondo dello sport…..vegani o non vegani. Poi gli atleti dell'Europa dell'est, Navratilova in testa, erano maestri nell' assumere porcherie non certo "igeniste". Secondo me non conviene farvi riferimento o prenderli da esempio.

  3. Naturalmente tutto è da prendere con beneficio d'inventario, tanto più che si sa che che nel giro dello sport agonistico c'è anche parecchia slealtà e anche molta roba illecita. Ma non credo sia il caso di questi ultra trailer, praticanti di uno sport molto povero e dove la prova richiesta è secondo me al di là di ogni possibile trucco (ma anche qui lo dico con riserva). Lo dico anche sulla base della mia personale esperienza, vista la resa che riesco a dare senza peraltro mettere una particolare preparazione: l'estate scorsa potevo fare un'ora e mezza di corsa quasi senza stancarmi, pur senza aver fatto alcuna preparazione specifica, cosa che un tempo mi sarei sognato. E credo che il merito sia tutto della frutta (e verdura), della digestione leggera e della perfetta assimilazione di quel carburante divino e completo che è appunto la frutta/verdura. Per questo mi dispiace quando si guarda alle banane, o alle spremute di agrumi ecc., con diffidenza, cosa che succede anche nei nostri ambienti (igienisti) purtroppo. Quante messe in guardia contro la frutta, una volta per la glicemia, una volta per il freddo, una volta per la moderazione, spesso infine solo per far spazio ai cereali. Io ormai sono al riparo dal pernicioso influsso di ogni possibile raccomandazione contraria o semplicemente diffidente circa la frutta, e (come dice la canzone di Celentano) mi dispiace per gli altri, che sono tristi… E a proposito di allegria, ora chiudo baracca per un mese per vacanze. Ciao a tutti.

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  4. Ovviamente non mi riferivo a questo Bernasconi ma a tanti atleti professionisti presunti vegani quali la King, la Navratilova ed altri. Per es il tanto citato Carl Lewis fu pizzicato con le mani in pasta e subito graziato. Poi in seguito, chiusa l'attività agonistica, fece anche qualche ammissione anche se prontamente ritrattata.
    Bisogna anche tener conto del fatto che dire vegano non vuol dire nulla. Bisogna vedere cosa si vuol intendere, Ne conosco uno, ciclista amatore quarantenne , che ve lo raccomando. Si imbottisce di integratori, vitamine sintetiche e sali minerali da banco….con la scusa dello sport. E' poi da vedere se è tutto qui o c'è qualcos'altro.
    Puntuali i caffè, il cotto e talvolta i dolciumi. Il tutto senza tener conto della qualità dei cibi assunti. Chiaro che un tipo del genere non può contare su molti dei vantaggi che sono a disposizione di un vegano crudista serio.
    Ciao, Francesco, buon divertimento. Beato te. Se chiudessi baracca io, forse mi crollerebbe in testa. Per il momento mi tocca tenerla ben aperta…..al limite in stand by. Mi rifarò quando tornerà il bel sole.

  5. Io che consumavo 5-6 banane al giorno, ho dovuto ridurre la quota a 2 o 3 al massimo e non più tutti i giorni. Avevo sintomi da eccesso di potassio (tachicardia) che in questo modo sono poi scomparsi. C'è da dire che io consumo – anche se non durante lo stesso pasto – anche cereali integrali con olio extravergine d'oliva, insomma non sono fruttariana. E alcuni fruttariani sostengono sia l'ingestione di grassi a produrre paradossalmente problemi in chi consuma molta frutta. In ogni caso io posso solo riportare la mia testimonianza, da persona che in inverno non può fare più di 30-45 minuti di camminata al giorno. Credo che diversificare sia la frutta che la verdura (e per quel che mi riguarda anche semi e frutta secca) sia la scelta migliore.