STOP ALL’INSUFFICIENZA RENALE

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LETTERA 1

La mazzata tremenda di un medico poco accorto

Egregio dr Vaccaro, ho scoperto di lei cercando su internet un aiuto per mio marito, 69 anni, affetto da insufficienza renale cronica. Dopo una visita fatta un anno fa, abbiamo finito di vivere.
Il medico ci ha talmente spaventati minacciando una dialisi imminente.
Mio marito ha perso ogni speranza e ogni vitalità.
Sia per me che per lui, il vivere si è trasformato in una attesa piena di terrore.
Finiti i progetti, finito tutto.

Creatinina a livelli alti, dieta e farmaci

Per farle capire meglio l’intera vicenda, ecco la situazione.
Dieci anni fa creatinina a 2. Oggi, ed è il valore stabile da un anno, creatinina a livello 4 (contro il range di 0,6-1,2 mL/dL).
Dieta prescritta per la mattina: 200 g di latte di riso, 80 g di pane aproteico e marmellata.
Per mezzogiorno 100 g di carne o pesce, 200 g di verdura, un frutto e 50 g di pane.
Per la sera 100 g di pasta aproteica con verdure, un frutto e 50 g di pane.
Farmaci in aggiunta: ziloric 100 una compressa, e difix una compressa a giorni alterni.

Insufficienza renale cronica ed irreversibile, con zero speranze

Da un anno la creatinina è stabile, ma i medici insistono a non darci nessuna speranza.
L’insufficienza renale cronica può solo peggiorare! Sei mesi, un anno e poi la dialisi.
Lei è il primo che ci fa intravvedere un filo di luce.
Davvero si può migliorare la funzione renale? Cosa dobbiamo fare? Siamo in grande attesa di un suo consiglio. Cibi diversi, erbe, o altro. Ci aiuti, la prego.
Ho cercato le sue tesine sull’argomento ma non sono riuscita a trovarle, e mi perdo nella marea di internet. La ringrazio di cuore se vorrà rispondermi. La saluto.
Lorena Vucinich

*****

LETTERA 2

Felice e disorientata

La ringrazio tantissimo per la risposta che non mi aspettavo così tempestiva. Ieri sera ho stampato le tesine che mi ha mandato, e ho fatto le ore piccole per leggerle tutte. In attesa di potermi recare alla Feltrinelli per il suo libro, mi sono fatta un’idea su come nutrire mio marito.
Sono molto contenta e nel contempo disorientata. Contenta perché per la prima volta ho almeno una speranza di aiutarlo. Disorientata perché il cambio di alimentazione è talmente radicale che non so se riuscirò a farlo accettare. Questa mattina sono uscita subito ad acquistare una centrifuga, ma non sarà semplice.

Sto cercando di ristrutturare la dieta, non senza qualche difficoltà

Mio marito è alto 1,87 e pesa attualmente 85 kg (prima di iniziare la dieta medica indicata nella precedente mail ne pesava 93). Ha sempre avuto ed ha tuttora un fortissimo appetito, e ho dovuto faticare non poco a frenare le mie spiccate doti culinarie. Ora le cose devono cambiare ancora e mi trovo in difficoltà. Temo di non riuscire a fargli mantenere una dieta così drastica.
Ho pensato di iniziare al mattino con una centrifuga di carote e mele, oppure con una ciotola di frutta a pezzi, più 150 g di latte di riso e 50 g di pane fatto in casa, con sesamo e semi di lino. A mezzodì gli ho preparato una insalata mista, con cicoria trevigiana verde, carota e pomodori, più 30 g di pane e 80 g tra farro, orzo, riso, conditi con salsa casalinga di pomodoro, e una mela.
Tra poco gli darò un’altra centrifuga o della frutta.

I timori relativi alla frutta e alla verdura

Questa sera, dopo la solita insalata, pensavo a 80 g di pasta con una dadolata di verdure, 50 g di pane e un frutto, dato che ha l’abitudine di chiudere i pasti con della frutta.
Cosa ne dice? La mia grande paura è che tanta frutta e tanta verdura possano alterare i valori degli elettroliti (potassio, sodio, magnesio) che ora sono di poco entro i limiti.
Se mio marito potesse vedere un miglioramento, anche minimo, sono certa che la sua volontà diverrebbe ferrea. Ma se qualcosa peggiorasse … Lo so che la dieta da me elaborata non è il massimo, ma forse solo un inizio. Lei cosa ne pensa? Mi dica dove sbaglio. Spero di trovare qualche idea in più nel testo Alimentazione Naturale che andrò a leggere. Ringrazio la sorte che mi ha fatto imbattere nel suo blog.
Lorena

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LETTERA 3

Cambiamenti in corso, ma sempre con tanti dubbi

Mi spiace averla disturbata mentre era in partenza, e la ringrazio di avermi risposto comunque.
Vorrei esprimerle alcuni dubbi. Da 9 giorni sto cercando di nutrire mio marito secondo i suoi suggerimenti.
Alle 8.30, centrifuga di 2 carote e una mela, più tazza di latte di riso e 50 g di pane integrale casalingo.
Alle 13, insalata (oggi cetriolo, cavolo, finocchio) più 80 g di cereali bolliti con salsa di pomodoro casalinga.
Alle 18, melone giallo più arancia o altra frutta di stagione.
Alle 20.30, pasta con verdure (80 g) e una mela. Con questa dieta perde 100 g di peso al dì.

Conteggi, valori, proteine e semini

Poiché ogni alimento contiene delle proteine, anche se poche, ho fatto un po’ di conteggi e ho visto che, pur avendo eliminato completamente ogni alimento di origine animale, la somma delle proteine è superiore ai 30 g giornalieri prescritti per una creatinina pari a 4 e un VFG pari a 15.
Cosa devo fare? Usare della pasta aproteica? Mi sembra di vederla inorridire. Altro dubbio. Vedo dal suo libro che lei consiglia caldamente l’uso di semi.
A mio marito sono stati vietati per i troppi minerali. Certo, sarebbero utili per aumentare un po’ le calorie, ma non vorrei dimagrisse troppo. Che debbo fare?

Non dormo la notte

In questo momento mio marito mi ha chiamata. Alla TV parlavano del ferro e dell’anemia sideropenica cui vanno incontro le persone vegetariane per mancanza di vitamina B12.
Già lui ha una leggera mancanza di eritrociti. Non starò sbagliando?
Debbo fargli consumare dei fagioli e delle lenticchie, ma so che hanno parecchie proteine.
La prego mi aiuti a mettere un po’ di ordine. Sono piena di dubbi e non dormo la notte.

Abbia pietà, sono una donna terrorizzata

Ha ragione a rimproverarmi, ma deve capirmi. Per me è tutto assolutamente nuovo. Sono stata letteralmente terrorizzata da un medico primario, che alla prima visita mi ha persino chiesto di che gruppo sanguigno ero, per un eventuale trapianto, anche se poi ha chiarito che si può fare ricorso al rene preso da un cadavere.
Questo le dà solo una pallida idea di come ci siamo sentiti io e mio marito, e di come tutto questo abbia rovinato la nostra vita.
Le chiedo di perdonarmi se la importuno. Nei suoi scritti, per la prima volta in un anno pieno di paure e di momenti di disperazione, ho trovato un po’ di speranza. Grazie di tutto.
Lorena

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RISPOSTA GLOBALE

Nessun rimprovero ma solo un richiamo alla calma e alla logica

Ciao Lorena, hai ovviamente tutta la mia comprensione e non intendevo affatto fare dei rimproveri, ma solo stimolarti ad essere più razionale e ad usare la testa, senza lasciarti guidare dal panico e dall’ansia che complicano soltanto la situazione.
La prima cosa da farsi nelle emergenze è chiudere il rubinetto veleni, quel rubinetto che è rimasto aperto per anni e anni, causando la situazione patologica attuale.
Già facendo questo si ottiene qualche risultato importante perché il corpo, messo in grado di funzionare senza il carico velenoso, tende anche se lentamente al riequilibrio, al recupero e al ripristino delle condizioni normali.

Se ridiamo vitalità al corpo esso non la utilizza contro se stesso ma solo a favore

C’è in ognuno di noi il fattore autoguaritivo chiamato sistema immunitario.
Più lo aiutiamo e lo mettiamo in condizione di funzionare e più ci aiuta a sconfiggere lo squilibrio esistente.
Se poi intraprendiamo un’azione sinergica, e immettiamo nel sistema i succhi crudi contenenti i minerali allo stato organicato e l’acqua biologica delle piante, rivitalizziamo lentamente l’organismo e piano piano andiamo ad esorcizzare le crisi e gli scenari spaventosi prospettati dalla medicina.

Senza idee chiare e senza ferrea determinazione non si ottiene nulla

Per fare tutto questo occorre ferrea determinazione e idee chiare, respiro lungo e ritmato, come ogni volta che ci si prefigge un importante obiettivo strategico.
Non c’è posto per dubbi e incertezze.
Elmetto e baionetta contro i veleni, contro i farmaci, contro la lista precisa e sicura dei cibi e delle bevande proibite.

Non chiedo atti di fede a nessuno. Ognuno deve usare la proria testa e la ragione.

Non pretendo atti di fede nei miei riguardi personali. La Natura è sovrana medicatrice dei mali, è un principio eterno ed universale tratto dal testamento di Ippocrate.
Da igienista posso soltanto invitarvi a fare i passi giusti e ad assumervi tutte le responsabilità del caso.
Non mi pare che stiate affrontando la situazione con la dovuta serenità e fiducia.
Il solito problema della inadeguata preparazione igienistica.
Tutti i sani principi travolti e condizionati dalla cultura medicofila imperante.
Un bel lenzuolo sul televisore vi renderebbe meno disinformati e meno ansiosi.

È da 150 anni che ammoniamo il mondo di non superare i 30 grammi di proteine al giorno!

Non si procede intanto coi bilancini, con i conta-grammi e i conta-calorie.
Le proteine che creano problemi sono quelle di origine animale, inadatte al corpo umano.
È da 2500 anni che Pitagora ammonisce il mondo di stare alla larga dalle proteine!
È da 150 anni che la scienza igienistica ammonisce medici e nutrizionisti che superando i 30 grammi di proteine al giorno si va in zona proibita e in acidificazione del sangue!
Quanta gente è finita in ospedale o al camposanto in grande anticipo sui tempi, grazie agli spropositi della FDA, e grazie alle diete low-carb (Scarsdale, Atkins, Zona-Sears, Gruppi Sanguigni-D’Adamo, SouthBeach-Agatson, Indici glicemici-Montignac)?

Occorre puntare a una alimentazione coerente, armonizzata col nostro corpo fruttariano

Lo dicevamo anche negli anni ’70, quando la FDA raccomandava 300 grammi di proteine al giorno!
Lo diciamo anche oggi, quando le piramidi alimentari della FDA continuano a includere formaggi, prosciutti, uova e hamburger, in ossequio ai soci della McDonald’s.
Se uno sta sulla dieta crudista non ci sono problemi per le proteine vegetali, che non creano putrefazioni e disbiosi. Non si corre dietro poi alle vitamine singole o alla B12, e non intendo qui spendere altro tempo per la cobalamina.
Si insegue invece un sistema di alimentazione coerente, armonizzato col corpo umano, ricco di principi rivitalizzanti e di acqua biologica, e pertanto una dieta tendenzialmente crudista.

Una scelta di campo tra medicina ed igienismo è indispensabile

Se pensiamo di saltellare tra medicina e igienismo, prendendo un po’ da una parte e un po’dall’altra, si finisce per fare una frittata infernale e non si risolve alcun problema.
Facciamo dunque una chiara scelta di campo e seguiamone le indicazioni.
La medicina è un insieme di tecniche umane cariche, spesso se non sempre, di contraddizioni e di controindicazioni.
L’igienismo è scienza sopraffina e non stregoneria.
Non siamo guaritori, non siamo curomani e non siamo ciarlatani.
Detto questo, torniamo all’insufficienza renale. A come stopparla e debellarla.

Funzioni dell’apparato emuntorio

L’apparato emuntorio umano, formato dai reni e dai canali escretori, ha quattro funzioni ben precise:

1) Il mantenimento costante dell’equilibrio salino nel corpo (sodio, cloro, potassio, fosforo, calcio,
magnesio, boro).
2) La separazione-eliminazione delle scorie organiche e inorganiche ossia dei cataboliti (urea, acido
urico, ammoniaca, fosforo, ecc), da scaricarsi nelle urine e nel sudore, similmente all’anidride
carbonica che viene scaricata con l’espirazione.
3) Il mantenimento dell’equilibrio acqueo nel corpo.
4) La produzione di ormoni surrenali come la renina (regolatrice della pressione), della eritropoietina
EPO (aumenta la produzione di globuli rossi stimolando il midollo), la vitamina D e l’aldosterone,
potente vasocostrittore e regolarizzatore della pompa sodio-potassio (facilitante l’entrata del sodio e
l’uscita del potassio).

Reni, glomeruli, tubuli e nefroni

I reni, più di qualsiasi altro organo, sono fondamentali per mantenere costante l’equilibrio biochimico del corpo.
La filtrazione del sangue avviene tramite i glomeruli, microscopici ciuffi di capillari contenuti nei nefroni.
I nefroni, strutturati con molti pori, sono permeabili a tutti i materiali meno che le proteine colloidali del sangue.
Acqua, glucosio, sali e scorie azotate entrano nel rene con il flusso sanguigno.
Tutti gli ingredienti ritrovati poi nelle urine sono stati prelevati dal sangue tramite ultrafiltrazione glomerulare, e questo meccanismo richiede un notevole livello di pressione.

Il parenchima renale

La massa di tubicini, calici e orifizi si chiama parenchima renale ed è formata dalla zona esterna corticale (glomeruli di Malpighi) e da quella interna midollare (tubuli uriniferi o piramidi di Malpighi).
I glomeruli sono degli ultrafiltri che setacciano il sangue che passa (500 litri nelle 24 ore), eliminando circa 1,5 litri di urina e 1,5 litri di sudore al giorno, trattenendo i materiali a molecola più grossa e lasciando passare acqua, sali, glucosio, ecc.

La GFR (Glomerulal filtration rate), ovvero la velocità di filtrazione glomerulare

Le cellule dei tubuli (si parla di una rete tubulare lunga decine di km) riassorbono per osmosi l’acqua, il glucosio e le altre sostanze come sodio, calcio, cloro e aminoacidi, mentre gli scarti azotatri (urea, acido urico e creatinina, vengono espulsi).
Il rene, attraverso un sistema di autoregolazione, è in grado di mantenere costante la GFR (glomerulal filtration rate), ossia la filtrazione glomerulare, coi glomeruli che fanno da ultrasetacci del sistema.
La funzionalità renale viene espressa anche col termine VFG (velocità di filtrazione glomerulare), che si misura con la formula di Cockroft-Gault:

(140 – età) x peso__ (per l’uomo) (140 –età) x peso__ x 0,85 (per la donna)
72 x creatina sierica 72 x creatina sierica

La clearance della creatinina, variante a seconda dell’età

Con la pressione arteriosa inferiore a 50 mmHg, la GFR è quasi nulla, mentre tra i 50 e i 70 la filtrazione è ridotta di un terzo.
La clearance media approssimativa della creatinina (mL/min) è di 110 per i maschi tra i 20 e 29 anni, 97 tra i 30 e i 39 anni, 88 tra i 40 e i 49, 81 tra i 50 e i 59, 72 tra i 60 e i 69, 64 tra i 70 e i 79, 47 tra gli 80 e gli 89, e 34 tra i 90 e i 99.

L’ipoperfusione renale o SER (sindrome epato-renale),

L’ipoperfusione renale, chiamata anche SER (sindrome epato-renale, con cirrosi e ascite o raccolta esterna liquidi, e scarso afflusso di sangue agli organi), e il relativo riassorbimento tubulare di sodio e di acqua, sono causa di oliguria (riduzione volume complessivo di urina emessa nella giornata), con ridotta natriuresi (eliminazione sodio nelle urine) e aumento dei livelli plasmatici di azotemia e di creatininemia.

Cos’è che porta alla IRA (insufficienza renale acuta)

Le principali alterazioni emodinamiche responsabili di IRA ossia di insufficienza renale acuta sono riconducibili a:

1) Volume ridotto di sangue (per emorragie, perdite renali e gastroenteriche)
2) Disordini cardiaci e vascolari, aritmie, infarti, embolie polmonari.
3) Vasodilatazioni periferiche, farmaci anti-ipertensivi, statine.
4) Aumento resistenze vascolari renali (interventi chirurgici, anestesie, sindrome epato-renale, inibitori delle prostaglandine, farmaci vaso-costrittori).

La NTA, o necrosi tubulare acuta, costituisce il 75% delle insufficienze renali

L’insufficienza renale acuta parenchimale, correlata a glomerulonefrite, a nefrite interstiziale, a vasculiti, a nefropatie vascolari, comporta danni spesso irreversibili e necrosi all’endotelio, che tende a non rigenerarsi più.
La NTA, o necrosi tubulare acuta, costituisce poi il 75% di tutte le insufficienze renali.

Il passaggio da IRA funzionale a NTA, che è una IRA non-funzionale

Se i meccanismi responsabili dell’ipoperfusione renale o SER (sindrome epato-renale con cirrosi e ascite) non vengono corretti, e se l’ischemia renale (assenza di sangue) persiste, si avrà il passaggio peggiorativo da IRA funzionale a NTA. La NTA può essere ischemica, derivata da persistente scarsità di afflusso sanguigno al rene, oppure tossica (derivata da farmaci immunosoppressori e chemioterapici, da mezzi di contrasto radiologici, da vaccinazioni (metalli pesanti come piombo, mercurio, cadmio).

Diagnosi medica e parametri

Il principio interpretativo dei vari indici urinari si basa sulla capacità del tubulo di concentrare le urine e di riassorbire selettivamente elettroliti quali sodio, potassio e cloro.
Per la diagnosi, la medicina si basa su alcuni parametri fondamentali che sono:

1) Anamnesi, mediante informazioni ottenibili dal paziente su assunzione di farmaci, interventi chirurgici, esami radiologici, scompensi cardiocircolatori.
2) Osservazione attenta del soggetto, se è ipoteso o iperteso, se è disidratato o iperidratato.
3) Esame delle urine, del sedimento urinario, del rapporto tra creatinina urinaria e plasmatica, e del livello di escrezione del sodio.

Le terapie mediche si basano sui seguenti obiettivi:

1) Ripristinare (con trasfusioni e soluzioni saline) la volemia, ovvero il volume dei liquidi persi.
2) Ripristinare e mantenere una diuresi adeguata (uso di farmaci diuretici come il mannitolo ipertonico e la furosemide, un farmaco che presenta una pagina intera di gravi effetti collaterali). In corso di NTA o IRA ischemica o nefrotossica, l’obiettivo è quello di aumentare il flusso renale plasmatico. Si usa dopamina a basse dosi per ottenere una dilatazione endorenale e si usano calcio-antagonisti per i loro effetti cito-protettivi sulle cellule tubulari renali.
3) Controllare l’equilibrio acido-basico (somministrando bicarbonato di sodio).
4) Controllare l’equilibrio idrico-elettrolitico (infusione di calcio, di bicarbonato, di glucosio più insulina e di resine).
5) Instaurare una adeguata terapia nutrizionale, con l’obiettivo di fornire sufficienti calorie per evitare il catabolismo e la chetoacidosi da denutrizione, minimizzare la produzione di residui azotati e regolare l’apporto di sodio e di acqua. Le necessità caloriche vanno da 35 kcal a 50 kcal/giorno, con proteine “ad alto valore biologico” e con la maggior parte delle calorie fornite da carboidrati.
6) Instaurare una terapia farmacologica antinfettiva.
7) Iniziare una terapia sostitutiva (dialisi precoce) se la funzione renale non è in grado di assicurare una adeguata eliminazione dei cataboliti azotati.

L’IRC o insufficienza renale cronica, che porta spesso all’uremia terminale

L’IRC o insufficienza renale cronica è una condizione caratterizzata da un progressivo ed irreversibile deterioramento della funzione renale. È un processo insidioso che si sviluppa lentamente nel corso di mesi e anni, conducendo il soggetto in modo logico e inesorabile alla uremia terminale, ossia allo stadio finale di IRC con completo esaurimento funzionale dell’organo. Poiché i reni possiedono una grande riserva funzionale e ricostitutiva, nella prima fase della IRC vengono messi in atto dei meccanismi compensativi. Ma, con la progressiva riduzione del numero di nefroni funzionanti e il declino del filtrato glomerulare (meno di 40 ml/minuto o di 2,4 litri/ora), si accumulano nel sangue sostanze tossiche.

La diminuzione della clearance di creatinina e di urea

Caratteristica dell’IRC è la costante diminuzione della clearance (escrezione) della creatinina e dell’urea, con corrispondente aumento dei livelli plasmatici di azotemia e creatinemia.
La creatinina proviene prevalentemente dal metabolismo delle proteine endogene, e la sua concentrazione non pare molto influenzata dall’apporto proteico esogeno.
Con la riduzione della GFR a 40 ml/minuto, non solo la creatinina, ma anche la concentrazione plasmatica di acido urico, di potassio e di fosforo aumentano, mentre diminuiscono i livelli di calcio.

Il bilancio calcio-fosforo e l’ipocalcemia

Il bilancio calcio-fosforo è regolato da PTH (parathyroid hormone) e dalla vitamina D che agiscono sinergicamente per mantenere stabili i livelli di calcio plasmatico.
Nell’IRC, con la riduzione della GFR, si riduce la quantità filtrata di fosfati e l’escrezione urinaria di fosforo.
Ne consegue un aumento dei livelli plasmatici di fosforo e una riduzione della calcemia indispensabile a mantenere costante il rapporto calcio-fosforo. L’ipocalcemia stimola la secrezione di PTH e si instaura un iperparatiroidismo secondario che porta ad una anemia normocitica normocroma.

L’accumulazione di sodio e la ritenzione idrica

Il rene gioca un ruolo chiave nell’equilibrio acido-basico attraverso il riassorbimento tubulare prossimale di bicarbonati e l’escrezione di ioni di idrogeno.
Con la riduzione del GFR si instaura una progressiva acidosi metabolica.
Nella fase iniziale dell’IRC ci sono i soliti sintomi della nefropatia di base (proteinuria, microematuria, cilindruria). Col progredire dell’IRC aumenta il carico di soluzione filtrata per singolo nefrone funzionante.
Nella fase più avanzata dell’IRC l’eliminazione renale di sodio diventa insufficiente.
Il sodio si accumula nell’organismo determinando l’espansione del volume extracellulare.

I sintomi di IRC sono i seguenti:

1) Manifestazioni cardiovascolari. L’ipertensione, presente nell’80% dei casi, con sviluppo di cardiopatie e vasculopatie, rappresenta fattore aggravante poiché accelera l‘evoluzione dell’IRC verso la fase dell’uremia terminale. L’ipertensione deriva da A) Ritenzione idrico-salina, B) Aumentata increzione di renina ed eccessiva secrezione di aldosterone, C) Aumento del tono simpatico, D) Diminuita produzione di ormoni vasodepressori, E) Eccessivo rilascio di fattori natriuretici vasocostrittori.
2) Manifestazioni polmonari (il polmone uremico è caratterizzato da edema interstiziale).
3) Alterazioni gastroenteriche (vomito, alitosi, singhiozzo, ulcere gastriche e duodenali).
4) Alterazioni ossee (osteite fibrosa, osteosclerosi, osteomalacia, calcificazioni extraossee o metastasiche dei tessuti molli, per deposito di fosfati di calcio).
5) Alterazioni ematologiche (anemia normocromica normocitica, con pallore, astenia, affaticabilità dovuta alla ridotta produzione di eritropoietina o EPO, da parte del rene compromesso).
6) Alterazioni dermatologiche (colorito pallido o giallastro per deposizione cutanee di urocromi, prurito generalizzato per elevati livelli di fosforo, lesioni da grattamento, petecchie, porpora, capelli secchi e fragili).

I trattamenti medici puntano inizialmente a terapie conservative, tese a rallentare almeno la progressione della patologia:

1) Controllo dell’ipertensione (se non basta la sola restrizione del sodio nella dieta, si ricorre ai farmaci anti-ipertensivi, ai diuretici, ai beta-bloccanti).
2) Controllo dell’iperparatiroidismo (oltre alla riduzione di apporto di fosfati nella dieta, si ricorre all’apporto di vitamina D e di chelanti del fosforo (calcio carbonato, calcio acetato e calcio citrato).
3) Correzione degli squilibri elettrolitici (quando il GFR scende sotto 30 mL/min è consigliabile correggere l’acidosi somministrando alcali o bicarbonato di sodio, a correzione di una bicarbonatemia scesa sotto i mEq/l e quando il pH è inferiore a 7.3.
4) Correzione dell’anemia (l’attuale disponibilità di eritropoietina EPO permette una rapida correzione dell’anemia).
5) Correzione della dieta (ricorso a dieta ipoproteica non supplementata).

Dialisi renale, ossia depurazione artificiale del sangue, a causa di un filtro renale che non filtra più

Quando la terapia conservativa non è più in grado di contrastare la sintomatologia uremica, bisogna avviare il paziente verso una terapia sostitutiva che si chiama dialisi oppure, al limite, trapianto renale.
La dialisi consiste in una depurazione artificiale del sangue, allo scopo di eliminare le sostanze tossiche non più rimuovibili dai reni, allontanare l’acqua ristagnante dell’organismo, ripristinare l’equilibrio acido-basico e i normali livelli di elettroliti, immettere nel sangue sostanze di cui l’organismo è carente.
La dialisi può essere effettuata con emodialisi (rene artificiale) o con dialisi peritoneale, dove si usa introdurre una soluzione dializzata nella cavità perineale, mediante un catetere.
Le complicazioni tipiche e i decessi capitano per complicanze cardiache e per complicanze ipotensive, mentre crampi e squilibri osmotici sono pure da mettere in conto normalmente.

Il trapianto renale rappresenta l’ultima spiaggia

Il trapianto renale rappresenta l’ultima frontiera della terapeutica medico-nefritica.
Nonostante i progressi tecnici esistono ancora molte cose che non quadrano.
Senza le terapie immunodepressive avviene infatti il rigetto, caratterizzato da febbre, indolenzimento, ingrossamento del rene trapiantato, contrazione della diuresi e peggioramento della funzione renale.
La sopravvivenza nei trapianti da cadavere sta al 90% dopo un anno e al 50% dopo 5 anni, mentre nel caso di trapianti da vivo la percentuale aumenta.
Almeno così dicono le statistiche mediche ufficiali.

Spiegate le posizioni della medicina sulle malattie renali, passiamo a quelle dell’igienismo

E quanto scritto finora riguarda ovviamente le considerazioni e le proposte ufficiali della medicina, così come si trovano sui vari manuali in circolazione.
Chiaro che non siamo affatto d’accordo con tali impostazioni.
Il rimedio veramente efficace nell’IRA, nell’insufficienza renale acuta, rimane infatti la prevenzione, l’identificazione dei pazienti a rischio, l’identificazione delle cause pre-renali che conducono alla IRA.
Ma soprattutto c’entra l’educazione civica, l’educazione morale, l’educazione salutistica, l’educazione alimentare, tutte cose totalmente assenti nella società civile odierna, dove la scuola ha abdicato al suo ruolo, demandando ogni insegnamento alla capziosa e fuorviante pubblicità televisiva.

In poche settimane di alimentazione naturale crudista il corpo si trasforma

L’igienismo parla soprattutto di un radicale miglioramento della circolazione sanguigna, che si ottiene riducendo drasticamente la viscosità del sangue. Il sangue fluido porterà più ossigeno alle cellule. Questo è di vitale importanza per il sistema. Ed è ottenibile con una dieta rigorosa in pochi giorni.
Un miglioramento del metabolismo in generale richiede qualche settimana a base di dieta crudista e di esercizi ginnico-aerobico-respiratori.
E osserviamo subito che serve molto sale, ma non quello da cucina o altri simili, di tipo inorganico e puramente minerale. Serve sale giusto, come quello che si trova nel sedano, nelle verdure amare, nel crescione, nel cavolo crudo, nelle rape piccanti, nelle ortiche.

I miracoli della dieta rigorosamente fruttariana

Modificando la chimica corporale, il blocco intasante delle arterie e dei tessuti viene gradualmente eliminato.
Una dieta di sola frutta viva fornisce, al contrario di quanto la medicina pensa, ritiene e racconta, proteine e grassi sufficienti in tutte le circostanze, ha dichiarato il dr Harper, chairman della Nutritional Sciences della Wisconsin University of Madison (The Health Revolution, Ross Horne, Southwood Press-Australia).

Il segreto per sconfiggere tutte le patologie, inclusa quella renale

La digestione delle proteine animali, a confronto della digestione dei carboidrati naturali, richiede 7 volte più acqua per smaltire i sali azotati, e questo porta a disastrosa disidratazione interna.
Mangiare frutta da mattina a sera, ogni 2 ore, fino a raggiungere la quota calorica massima!
Questo è il segreto per sconfiggere tutte le patologie dell’organismo, inclusa quella renale.
Non è che esistano poi piante magiche e sostanze magiche.
Ma frutta e verdure crude hanno la caratteristiche di mettere il nostro corpo a proprio agio, e di potenziare il sistema immunitario, il solo a poter vantare reali poteri terapeutici e autoguaritivi.

L’esempio dello zucchero, con un balzo mostruoso della produzione negli ultimi 160 anni

Il consumo mondiale di zucchero, che era nel 1850 di 1,5 milioni di tonnellate, schizzava a 70 milioni del 1970, e attualmente viaggia a oltre 100 milioni di tonnellate/anno.
Uno dei maggiori produttori mondiali è l’Eridania, appartenente alla Banca Vaticana IOR.
Nessuno si attenda dunque un discorso anti-zucchero da parte del Papa.
Stesso discorso più o meno per il caffè, il the, il sale e la cadaverina in tutte le sue forme.
I cibi naturali dopanti, i cibi crudeli da mattatoio, i cibi innaturali, concentrati, sintetici, conservati, imbottigliati, inscatolati, stanno mettendo a durissima prova la resistenza, la tolleranza, la salute e la felicità umana.

Lo scandalo delle diete alto-proteiche

Le diete alto-proteiche già condannate duramente dal grande Pitagora, sono la costante assurda di tutto il nutrizionismo medico colluso mostruosamente con le industrie alimentari, con le multinazionali dei farmaci, dei vaccini e degli integratori.
Le diete alto-proteiche portano alla proliferazione di batteri anaerobi nel colon e a gravi disbiosi intestinali.

Un fegato fuori uso finisce per demolire anche il sistema renale

L’intestino a quel punto diventa fabbrica di materiale tossico e di costipazione cronica.
I fluidi biliari rientrano dal colon e dai reni al fegato carichi di tossine velenosissime che dovrebbero essere neutralizzate dall’organo epatico e poi eliminate per via renale.
Ma questo non accade, perché il nostro fegato fruttariano ha dei limiti di sopportazione, e quindi la massa ematica velenosa viene rimandata ai reni, demolendo i nefroni come fossero dei birilli.

I poveretti in fila alla dialisi sappiano almeno chi ringraziare

Le nefriti, il Bright’s disease, i calcoli renali, la policisti renale, sono tutti causati dalla criminale ed omertosa alleanza tra la politica, le televisioni, la medicina, le università, le scuole alberghiere, i cuochi, la ristorazione, le religioni, il calcio, la formula uno, gli agroalimentari, i macellatori di mare e di terra.
Carne, pesce, formaggi, caffè, cole e cacao sono tra i principali accusati.
Aspirine, vaccini, farmaci, fumo, alcol, bevande zuccherate e gassate, succhi di frutta pastorizzati e marmellate, carboidrati cotti, verdure stracotte e cibi cotti in pentola pressione e al micro-onde, completano il quadro satanico della situazione.
La corruzione, o quanto meno l’ignoranza più nera, dominano e stradominano sul pianeta Terra.
Sappiano dunque almeno, i poveretti che si trovano di fronte alla macchina per la dialisi o alla sala operatoria-trapianti, a chi devono le loro disgrazie.

Due modi totalmente opposti di affrontare le malattie

Le malattie umane, nella stragrande maggioranza, sono momenti di scarico tossine e di recupero salute.
Basta capirle, cambiare ritmo, correggere alcuni errori comportamentali e dietologici.
Basta chiudere il rubinetto veleni.
Riposare e digiunare per qualche giorno.
Trattate invece in modo farmacologico e chemioterapico dalla medicina moderna, le malattie tendono a diventare croniche, inguaribili, auto-immuni e iatrogene.

La barbarie mediatica del Codex e della cricca sanitaria mondiale

Le invasioni barbariche di Attila, dei Lanzichenecchi di Carlo V, dei Turchi, di Tamerlano e di Gengis Khan, hanno fatto meno guasti all’umanità della barbarie mediatica, politica ed educativa che ci arriva dal Codex Alimentarius e dalla cricca sanitaria OMS-CDC-FDA, sorretta da CasaBianca-Vaticano-Bilderberg.

Il microfono e gli schermi televisivi ce li hanno in esclusiva gli inseminatori di patologie croniche

L’igienismo è una vocina dispersa e sommersa dalla melma dei prosciuttai, dei formaggiai, dei fabbricanti di panettone e di cioccolatini al caffè, e dei cuochi di Gusto e di Cotto e Mangiato, traviatori di coscienze e di intelletti, inseminatori seriali di diabete, di cancro e di insufficienza renale.
Non vogliamo creare illusioni a nessuno.
Ribadiamo però alla gente, disperata e spaventata a morte da certi medici irresponsabili, che fin quando un corpo ha un minimo di funzionalità, nessuna malattia è da considerarsi terminale ed irreversibile, a condizione di cambiare radicalmente, senza tante titubanze, mentalità e abitudini di vita.

Non esistono malattie inguaribili, se facciamo piazza pulita dei veleni

A condizione di eliminare dalla propria vita il fumo e l’aria viziata, i farmaci e i vaccini, le bevande fermentate, le cole, le gazzose e le aranciate, le carni, il pesce, i salumi tutti, i brodi e i dadi di carne, il the, il caffè e gli alcolici, il grana e tutti i formaggi (specie se cotti, che sono la stragrande maggioranza), il sale e lo zucchero in tutte le forme evidenti e nascoste, gli integratori e le vitamine sintetiche in tutte le forme evidenti e nascoste, gli aspartami e tutte le sostanze chimiche.
A condizione di evitare il più possibile ogni cibo conservato, inscatolato ed imbottigliato.
A condizione di non demordere, di credere in se stessi, di rispettare i principi e le regole della natura, non esistono malattie inguaribili.

Lo sbalorditivo recupero delle funzioni renali non è cosa rara in campo igienistico

Un giovane che era sul punto critico della dialisi, è entrato con la forza della disperazione in una dieta vitale ferrea, bevendo un quarto di litro di infuso concentrato di malva al giorno, associato a dieta basata su meloni e succhi freschi di frutta, su centrifugati di carote, sedani e ananas, su costanti esercizi fisici e respiratori, su esposizione al sole ogni volta che il tempo lo consentiva, su bagni caldi e freddi a stimolazione delle importantissime funzioni escretorie della cute (sistema renale aggiunto del corpo).
In soli 3 mesi lasciò a bocca aperta i medici che, strumentalmente, verificarono un recupero renale del 75%, a cui seguì una normalizzazione totale.
Questo episodio viene citato dal dr Stan Malstrom (Own your own body, Keats Publishing, Conn.-USA).

La malva, la dieta vitale e i cereali nobili (miglio, grano saraceno, riso nero e avena)

Una delle migliori piante che la natura offre per la regolarizzazione del sangue e dei problemi renali è sicuramente la malva, che cresce selvatica negli orti e nei giardini.
Ma la vera panacea rimane una dieta vitale a base di verdure crude e di frutta, con poche e limitate concessioni al compromesso, basato sui migliori cereali che sono indubbiamente il miglio, il grano saraceno e il riso nero (in termini di bassa acidificazione) e l’avena (in termini di ricchezza nutritiva).

Gli innumerevoli regali della natura

Altri prodotti naturali da inserire stabilmente nella dieta? L’avocado, il limone, le arance e tutti gli agrumi. Mele e pere, incluse le mele indorate al forno, e incluso le mele centrifugate con le radici amarognole (rape, zenzero, topinambur, bietole, patate, patate dolci, carote, sedani, ecc).
Verdure tipo tutte le cicorie e le lattughe, i cavoli e i cavolfiori, il crescione, i germogli di alfa-alfa, il tarassaco, la bieta, gli spinaci, l’acetosella, la valeriana, l’ortica, il prezzemolo, l’equiseto (coda cavallina), la piantaggine, gli asparagi, i germogli di pungitopo, i germogli di luppolo, la salvia, il sambuco (fiori e frutti), la rosa canina (frutti), le prugne fresche e secche, i gambi di ciliegia (infuso), le cipolle, i porri e l’aglio (entro certi limiti), le ciliegie e i frutti di bosco, le pesche, le pesche noci, i kaki, le nespole giapponesi e le nespole germaniche, i fichi e i fichi d’India.

Le zuppe di verdure, la pasta e le pizze

I frutti orticoli come il cardo, il carciofo, il finocchio, il cetriolo, il peperone, il pomodoro, le zucchine, le melanzane e la zucca. I legumi freschi vanno pure bene, come del resto i cereali in preammollo, prima della cottura conservativa. Le noci, le noccioline, i pinoli e le mandorle.
Le zuppe di verdure cotte al minimo dei 16 minuti.
Pasta integrale con abbondante verdura e pizzette sottili alle verdure fresche e inserite a fine cottura, sono pure accettabili, a condizione di non esagerare con le quantità e con la frequenza.

Sta per succedere un cataclisma planetario chiamato Codex Alimentarius

A partire da Aprile 2011, l’Unione Europea approverà la legge capestro che impedirà di dire e di scrivere a tutti noi, e che vieterà la raccolta, l’uso, e persino la coltivazione, di piante biodiversificate e selvatiche, in quanto il mondo intero finirà nelle grinfie e nelle pastoie legali della Monsanto e del Codex, per cui le cure saranno standard, le operazioni saranno standard, le dialisi saranno standard e i trapianti saranno standard.

La gente pare non accorgersene.
L’importante è non perdersi Grande Fratello.

Aspirine, statine, psicofarmaci, eutirox, insuline e nuove supervaccinazioni saranno imposte al popolo come routine, e il potere politico passerà totalmente dai parlamenti ai ministeri della sanità, alle cliniche e agli ambulatori medici.
E tutto questo mentre la gente continua a guardare beata, gioconda e ignara, le partite, le corse, il Grande Fratello, e le boiate propinate a getto continuo dai canali televisivi, massima scuola di diseducazione e di disinformazione, nonchè tribuna ufficiale di tutte le congregazioni massoniche, e di tutti gli illuminati clintoniani e sorosiani del mondo, foraggiati dai Rotschild, dai Rockefeller e dai reali più danarosi e manovratori del globo che stanno notoriamente sull’asse Londra-Amsterdam.
Tutti allegramente nelle mani illuminate del Nuovo Ordine Mondiale.
Tutti intrappolati come dei tonni ammaestrati nelle reti delle tonnare.

L’insufficienza non è soltanto renale

Insufficienza renale?
Il male è molto più serio.
I reni sono soltanto il punto terminale degli spropositi umani in fatto di cibi e di bevande.
L’insufficienza è di tipo generale, e possiamo parlare di insufficienza respiratoria, gastrica, epatica, pancreatica, ematica, immunitaria.
Per non dire dell’insufficienza culturale, mentale, etica, estetica e spirituale.

I loschi commerci di parti umane

La dialisi, cioè la separazione delle sostanze buone dai veleni, dovrebbe dunque essere condotta per ciascuna delle insufficienze citate, ricordando però che il trapianto non serve ai malati ma solo ai trapiantatori e ai loschi commercianti di parti umane, sempre in cerca di nuovi mercati di approvvigionamento, di giovani squattrinati pronti a farsi macellare per vendere un rene per quattro palanche.
Il creatore non ha previsto e non ha approvato queste false scorciatoie, e lo dimostrano le naturali reazioni di rigetto, che nessun immunosoppressore al mondo è in grado di esorcizzare, se non a prezzo di gravi effetti collaterali.

Il Regime Sanitario Mondiale ha in serbo per noi anche il trapianto dell’anima

Ma il regime sanitario mondiale non conosce divieti.
Se non riuscisse a condurre in porto la fluorificazione di tutte le acque, per rendere ogni cittadino in totale balia delle sue direttive.
Se non riuscisse a condurre in porto la vaccinazione per il controllo di tutti gli abitanti mediante microchips.
Se non riuscisse a eliminare abbastanza gente con scie chimiche, cambiamenti climatici, allagamenti, desertificazioni, terremoti e tsunami scatenati a tavolino, avrebbe in serbo per noi anche il trapianto dell’anima.

Valdo Vaccaro

*****

Qui l’aggiornamento di Lorena del 08/2014.

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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