UN MOSTRO DI MALATTIA CHIAMATA MCS, FIBROMIALGIA, CFS, VESTIBOLITE, SINDROME DEL PIRIFORME

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LETTERA

Persino Costacurta nel mio percorso terapeutico

Gentile dr Valdo Vaccaro, conosco Federica Cannas Nannucci per telefono.
Quando si è ammalata, mi ha chiamata per sapere qualcosa di questa malattia.
Io, diversamente da lei, non prendo farmaci.
Sono 25 anni che mi curo con l’omeopatia.
Iniziai il mio percorso terapeutico leggendo i libri del professor Luigi Costacurta.
Mi successe persino di parlare con lui al telefono.
In tale occasione mi raccontò un episodio in cui ebbe una colica renale e dovette andare in ospedale, dove gli diedero un antidolorifico per calmare il dolore.

Troppi imbrogli e troppi guaritori mangia-soldi

Il dr Costacurta mi disse già a quel tempo di stare attenta che in giro c’erano molte persone che si spacciavano per naturopati, che seguivano la sua dottrina igienistica, ma che poi si rivelavano degli imbroglioni, per cui serviva essere prudenti.
A quel tempo, il primo naturopata consultato fu il dottor Fierro, poi il dr Pugnaloni, ed infine il dr Ieraci.
Quest’ultimo mi diede una cura che mi dava seri problemi, con abbassamenti della pressione che sfociavano in attacchi di panico.
Andai da lui parecchie volte, spendendo molti soldi e senza mai risolvere un bel niente.

Sto lottando contro un mostro di malattia chiamato MCS

E fu allora che mi tornarono alla mente gli ammonimenti di Costacurta.
Fu da allora che cominciai a non fidarmi più dei medici.
Ho soltanto continuato a curarmi omeopaticamente.
Oggi mi ritrovo a dover lottare con questo mostro di malattia, che viene denominata in vari modi, da MCS (sensibilità chimica multipla) a CFS, a fibromialgia, a vestibolite, a sindrome del piriforme.

Il mondo è stracolmo di sostanze volatili che non riesco a sopportare

Vivo a Roma, ed è da più di 4 anni che ho scoperto di avere questa grave patologia che mi sta portando alla disperazione.
Non tollero le sostanze chimiche.
Profumi, detersivi, smog, fumo di sigaretta, fumo dei camini, odore dei cibi cucinati, diventano tutti per me dei veleni che mi provocano bruciori alla bocca e alla gola.
Vorrei sapere cosa ne pensa.

I medici sguazzano letteralmente nel buio

I medici non ne capiscono letteralmente nulla.
Chi è ammalato, come me, non fa altro che peggiorare.
Da quello che ho letto sento che lei è una brava persona, ma purtroppo ne sono rimaste ben poche in circolazione.
Leggerò tutti i suoi scritti con molta attenzione.
La saluto cordialmente e la ringrazio.
Beatrice Gullaci

*****

RISPOSTA

Sono solo un cultore della salute, un outsider sui generis, di difficile classificazione

Ciao Beatrice, ti ringrazio di avermi collocato tra i pochi buoni rimasti.
Tutto sommato non penso di essere facilmente collocabile ed etichettabile.
Non sono medico e non sono terapeuta nel senso stretto della parola.
Sono un outsider e un caso tutto sui generis.
Sono stato dal primo giorno della mia vita cosciente, sino a questo momento, un cultore della salute e della forma fisica. Un lettore attento e curioso di me stesso e della realtà che mi circondava.
Un libero ricercatore che ha sempre usato il suo corpo come laboratorio e come centro sperimentale.

Sbruffonate di gioventù, ma anche dimostrazioni educative

Anche un dimostratore pratico di forza e salute psicofisica.
Non penso che esista al mondo un singolo caso di un calciatore che fa tre partite nella stessa giornata, una amichevole, una di campionato di serie A (singaporiana d’accordo, ma sempre impegnativa e competitiva, perché sul terreno di gioco, nessuno ci sta a perdere) e una di coppa, segnando 12 reti, colpendo 3 pali e sbucciandosi a sangue entrambi i piedi, riservandosi pure alla fine di tale maratona una bella premiazione erotico-sessuale.
Sbruffonate di gioventù? Sì, lo ammetto.
Sbruffonate però di un giovanotto di 40 anni che combatteva sul campo contro ragazzotti muscolari e veloci di 18-20 anni, vincendo le sue sfide in continuazione.

L’obiettivo fisso dell’equilibrio fisico, mentale e spirituale

Più che fare lo sbruffone, volevo capire fino a quale punto potevo spingere la mia macchina.
E mi premeva anche di far vedere agli amici e ai conoscenti che il vegetarianismo non significa affatto debolezza e fiappezza, ma tutto il contrario.
Sono sempre stato un operatore e un dimostratore della salute.
Pur avendo avuto soddisfazioni non indifferenti nella mia professione di marketing researcher o analista di mercato, di giornalista, di public relation, il mio vero obiettivo è stato sempre l’equilibrio fisico, mentale e spirituale.

La giusta collocazione sociale e culturale

La Silvana, una cara amica di Tavagnacco che mi conosce da quando eravamo ragazzi, essendosi sposata con uno dei miei più grandi amici del posto, ha centrato il problema.
Mi ha telefonato un giorno del 2009 per dirmi che, con quanto sto ora facendo tra libri, tesine e conferenze, ho trovato finalmente la mia giusta dimensione, la mia vera collocazione sociale e culturale.
Mi ha poi regalato un antico libro di Frate Indovino, che a quel tempo le avevo donato con dedica e con diversi appunti scritti a mano, e del quale più nemmeno mi ricordavo.

I meccanismi autoguaritivi del sistema immunitario

Scusa se ti ho parlato di me, divagando tra i ricordi.
Torniamo ai tuoi problemi che hanno importanza e urgenza ben diversa.
Ho appena terminato di scrivere la tesina La malattia di Huntington, che ti spedisco all’istante, e che ti invito a leggere.
Contiene infatti molte considerazioni sul meccanismo autoguaritivo del sistema immunitario, che sono perfettamente applicabili al tuo caso personale e a quello della Federica.

Il concetto di inguaribilità

Non intendo riandare ai dettagli della tua patologia, che ho già trattato nella tesina MCS, ossia sensibilità chimica multipla, malattia del 21° secolo.
Parliamo piuttosto del concetto di inguaribilità che la medicina va usando in continuazione, e che pure tu, da brava medicalizzata, hai inevitabilmente assorbito.
Come dice Manuel Lezaeta, esistono solo due categorie di infermi inguaribili.
I primi sono gli infermi dalla nascita.
I secondi sono quelli avvelenati con iniezioni o mutilati nei loro organi nobili, e qui vanno incluse le vittime del radium, dei raggi X, delle lesioni prodotte con l’elettricità.

Le leggi della natura parlano tutte a favore della autoguaribilità.
Il problema basilare è di detossificare urgentemente il liquido che ci portiamo addosso.

Non dobbiamo mai dimenticare che esistono precise e immutabili leggi della natura.
Il corpo che funziona non va mai contro se stesso, è una di esse.
Finché c’è vita, e finché c’è un sistema immunitario attivo, tutte le malattie sono curabili, è una seconda.
Il corpo è unità integrale e indivisibile, non una somma di organi separati, dice un terzo principio.
Sulla base di ciò, si evince che una persona dal sangue puro e fluido, rimette a posto ogni cellula del corpo, nessuna esclusa.
Il problema centrale rimane dunque quello di detossificare urgentemente il liquido rosso che ci portiamo appresso di giorno e di notte.

Le battute sulla inefficacia delle cure mediche si sprecano

Dio! Liberami dalla medicina, che dalle infermità mi libero io, disse un medico di nome Alfredo Helsby.
Felice quell’infermo che, a causa della sua povertà, non ha potuto pagare il medico, e si è visto obbligato a cercare aiuto negli agenti naturali per guarire, scrisse Padre Taddeo di Wiesent, il maestro di Lezaeta.

Gli insuccessi della medicina spiegati da Lezaeta in sette punti

Gli insuccessi della medicina sono presto spiegati.
Primo, è incapace di purificare il sangue, che è gravemente alterato in tutti gli infermi, come rivelato in tutta chiarezza dall’esame iridologico dell’occhio.
Secondo, è incapace di normalizzare la circolazione sanguigna, la funzionalità epidermica e la congestione delle viscere.
Terzo, l’infermo ha bisogno esclusivo di salute, ovvero di un regime diretto a mantenere buone digestioni ed attiva eliminazione cutanea, e non certo interventi estranei, invasivi e penalizzanti.
Quarto, tutti gli infermi rivelano osservando l’iride una irritazione congestiva ed infiammatoria all’intestino, con surriscaldamento e febbre locale. Il fattore basilare del processo digestivo corretto è la temperatura costante e diffusa sotto i 37 °C. E la medicina difetta di mezzi per ristabilire la digestione dell’infermo, unico cammino obbligato verso la salute.
Quinto, la medicina ignora totalmente il fattore temperatura corporale generalizzata, e non va oltre il proprio naso, prendendo col termometro la sola temperatura locale, che non evidenzia il grave processo infiammatorio in atto nell’intestino.
Sesto, perché la medicina, quando c’è febbre esterna verificata, parte con la lancia in resta ad attaccarla, impiegando mezzi farmacologici per paralizzare tale energia, per mettere fuori uso le difese organiche ed immunitarie.
Settimo, perché la medicina non conosce l’arte di normalizzare le basilari funzioni di nutrizione ed eliminazione del corpo umano.

La MCS non è un mostro da stroncare, ma una semplice reattività di un corpo che è già troppo inquinato per sopportare altri insulti chimici

Tornando alla MCS, essa non è affatto il mostro che si vuole far vedere.
L’intolleranza micidiale agli odori è soltanto il sintomo di un disagio che sta a monte.
Un disagio determinato da un eccesso di tossiemia che ha reso evidentemente precario il margine concesso alla sopportabilità e alla tolleranza dei veleni.
Una spia rossa che si accende in continuazione, essendo stato superato il limite massimo di concentrazione tossine.
Un disagio derivante dall’inquinamento chimico-farmacologico, che è peggiore ancora degli altri tipi di avvelenamento, essendo esso più concentrato, elaborato, sofisticato, ed anche più difficile da smaltire.

L’omeopatia non ti ha apportato giovamento. Non può darti quello che non ha.

Il ricorso alla omeopatia non ti è stato a mio avviso di alcun giovamento particolare, se non a livello di effetto placebo.
Non si cura l’avvelnamento con altro avvelenamento, magari a piccole dosi. Sono contrario a quella dottrina e nessuno mi convincerà facilmente a cambiare opinione, pur sapendo che molti omeopati hanno un’anima igienistica nascosta dietro le loro targhette metalliche di omeopati.

È d’obbligo il digiuno e una alimentazione virtuosa alla ripresa delle ostilità digestive

La detossificazione da farmaci e da antichi veleni passa obbligatoriamente per la strada del digiuno ad acqua leggera.
Passa obbligatoriamente attraverso la strada di una alimentazione fruttariana al termine di tale digiuno e una vegana-crudista nella fase successiva, arrivando magari alla forma crudista tendenziale, quella che prevede qualche forma di ragionevole compromesso col pane integrale, la pasta integrale, la pizza e qualche amidaceo naturale cotto, e qualche proteina vegetale cotta, dove per cotto si intende cottura conservativa e mai al micro-onde.

Occorre riattivare tutti i fattori possibili di guarigione

La detossificazione passa attraverso un apporto massiccio di linfa biologica viva da frutti al naturale.
Passa attraverso una attivazione drammatica del processo respiratorio rimasto per anni inattivo, sbiadito ed inefficiente.
Passa attraverso una riattivazione della circolazione linfatica, ottenibile mediante incremento del movimento e della traspirazione cutanea, attraverso l’esposizione al sole.
Passa attraverso una ribellione interna al male e ai pensieri negativi.
Serve lo scoccare di una scintilla interna. Serve un atto di fede verso se stessi e verso il creatore.

La salvezza e la guarigione sta dentro di noi, mai fuori

Non un miracolo da cercarsi nelle acque di Lourdes o da altre parti.
Un miracolo da cercarsi al proprio interno.
Una oliata di tutti i meccanismi intimi messi a disposizione dal nostro fabbricante divino.
Un ripristino sistematico di tutti i nostri corpi visibili ed invisibili, della parte fisica, sensoriale, sensuale, eterea, elettrica, mentale e spirituale.
Smettiamola di cercare testardamente soluzioni esterne che non esistono.
Nessuno guarisce nessuno.
Non esistono piante strane, lozioni miracolose, supertecnologie strabilianti. Non ci sono scorciatoie.

Conoscerci ed accettarci

L’unico modo per guarire è riconquistare il proprio corpo e la propria anima.
Sapersi guardare all’interno.
Capire che la lingua è la continuazione dello stomaco, dell’intestino, del colon, dell’orifizio anale, e degli organi sessuali.
Capire che i batteri che ci avvolgono a miliardi sono i nostri soci, e che i detriti cellulari provenienti dalle nostre cellule non sono altro che pezzi microscopici di noi medesimi, e non mostriciattoli virali pronti a saltarci addosso come degli ossessi.
Capire il tutto senza scandalo, senza vergognarci di noi stessi, ma amandoci per quello che siamo e per come siamo.
Comprenderci ed accettarci nei nostri eroismi, ma anche nelle nostre manchevolezze e nelle nostre ridondanze, per le quali dovremo in ogni caso mettere mano alla colla e alla lima.
Se non amiamo noi stessi, se non abbiamo cura di noi stessi, il disinteresse patologico sarà pure verso il prossimo

Sapere che il sangue è la continuazione della nostra anima, e che se intossichiamo il sangue intossichiamo pure lo spirito.
Amare i nostri liquidi interni, il nostro sperma, i nostri organi sessuali, i nostri impulsi e i nostri desideri, benedetti e mai maledetti dal Creatore, nella misura in cui non ledono i desideri e gli interessi degli altri.
Amare la natura ed anche il destino che ci riserva la vita ed anche la morte corporale, la salute ed anche la malattia ripristinante.
Amare il meccanismo divino che ci staccherà dalle cose terrene per rilanciarci in una nuova avventura esistenziale sperabilmente migliore e più costruttiva di quella attuale, spesso caratterizzata da errori e limiti, da lati oscuri e nebbiosi.

Il nostro corpo sa esattamente cosa fare.
Siamo noi male-acculturati a non capire che dobbiamo stare al mondo da signori e non da briganti.

Spero con questo di non essere caduto nella retorica e nell’oratoria dei preti, che non ho mai potuto soffrire.
Più serenità e più armonia, dicevo.
Diamo al nostro corpo modo e tempo per rimettersi a posto.
Lui sa benissimo cosa fare e come muoversi. Lui possiede tutta la saggezza incontaminata.
Siamo noi male-acculturati ad avere il cervello della gallina scema.
Siamo noi i male-informati.
Siamo noi che dobbiamo modificare il nostro modo di pensare, di respirare, di amare, di rapportarci col prossimo umano ed animale.
Siamo noi che dobbiamo imparare il modo di stare al mondo da signori e da galantuomini, non da schiavi e da briganti.

Vietato andare contro le pale dei mulini a vento

Non serve andare scioccamente contro le pale dei mulini a vento, ma dobbiamo sfruttare in modo costruttivo tale preziosa fonte energetica.
Non dobbiamo combattere demenzialmente i 10 mila sintomi di 10 mila patologie diverse, quando le motivazioni causative sono sempre noiosamente le stesse, e consistono nel fatto di avere a disposizione una macchina 100 volte migliore di un bolide di formula uno, senza nemmeno sapere che tipo di benzina e di olio ci va dentro il motore.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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