UNA SFIDA IMPARI ALLA POLICITEMIA E AL MIDOLLO ALTERATO

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RICHIESTA

Gentilissimo Dott. Vaccaro, sono un’affezionata lettrice del suo blog e ho iniziato a leggere il primo dei suoi due volumi dedicati all’alimentazione naturale.

Ho 69 anni e ho una storia di tiroidite Hashimoto e ipertensione arteriosa in trattamento farmacologico (eutirox 75mg die, sequacor 2,5mg die e lodicand 8mg die).

Sono affetta da Policitemia Vera JAK2 V617F mutata dal 2015, trattata positivamente con salassi fino al 2019.

Nel giorno 22/05/2019 ho eseguito una Biopsia Osteomidollare il cui esito è risultato “compatibile con una neoplasia mieloproliferativa cronica tipo Policitemia Vera con cariotipo normale”. Il referto continua affermando che “il burden allelico della mutazione V617F del gene JAK2 è pari a 27,59% su sangue periferico”.

La mia patologia è stata definita ad alto rischio vascolare per la mia età, per cui mi è stata prescritta una terapia a base di Oncocarbide 500 mg 1 cps/die associata a Cardioaspirina 100 mg cp/die.

Da vario tempo seguo una dieta prevalentemente vegetariana e faccio molto esercizio fisico (camminate e ballo), anche se in vari momenti della giornata avverto una forte stanchezza fisica e crampi muscolari alle gambe.

In riferimento alle sue teorie, ho avuto molti dubbi nell’intraprendere la terapia che ho sopra riportato poi, sotto pressione dei medici, ho avuto timore e l’ho iniziata.

Ho interrotto la terapia con l’Oncocarbide dopo tre mesi per i devastanti effetti collaterali: riduzione drastica del numero di piastrine, dolori diffusi invalidanti, nausea e vertigini. In seguito ad una visita cardiologica e successivo elettrocardiogramma sotto sforzo mi è stata diagnosticata una angina pectoris, e, a breve dovrei effettuare una coronografia.

Vorrei chiedere, gentilmente, quale tipo di dieta settimanale potrei seguire e come conciliarla con i farmaci in atto (riportati al primo capoverso). Soffro di frequenti gonfiori all’intestino e periodi di stitichezza.

Grazie per la cortese attenzione. Cordiali saluti.

Rossana


RISPOSTA

BASE DI PARTENZA PIUTTOSTO SFAVOREVOLE E COMPROMESSA

Qui si parla di una persona sottoposta già da anni a trattamento farmacologico. Lodicand è un anti-ipertensivo, Sequacor è un betabloccante contro l’insufficienza cardiaca, Eutirox è il noto regolatore farmacologico della tiroide, insostituibile per alcune pazienti (“Meno male che l’hanno inventato”), mentre in tante altre pazienti è causa di depressione, di sbalzi di umore, di ipertensione, di sovrappeso e di cortisolo alto. Farmaci insidiosi, prescritti praticamente a vita.

DEFINIZIONE DI POLICITEMIA

Dal 2015 al 2019 c’è una condizione di Policitemia vera. Poli=abbondanza, cito=cellule, emia=del sangue, il termine è chiaro. Eccesso di globuli rossi o eritrociti nel sangue.

Normalmente i globuli rossi rappresentano il 40% del nostro sangue. Essere policitemici significa possedere un ematocrito alto, con alta percentuale di globuli rossi e di emoglobina nel sangue. Chiaro che tale condizione non arriva a caso, ma in forza dei precedenti trattamenti.

La Policitemia viene trattata con dei salassi, altra cura invasiva, oltre che non risolvente, in quanto mirata nuovamente al sintomo e non alla causa. Metodo antico oggi riproposto spesso nel caso di eccesso di ferro nel sangue e di ipertensione arteriosa cronica. In genere si effettua una sottrazione giornaliera di sangue da 350-400 ml.

NEOPLASIA MIELOPROLIFERATIVA

L’ultima biopsia dello scorso anno conferma una condizione di Policitemia vera, con l’aggiunta di neoplasia mieloproliferativa cronica, ad alto rischio vascolare per questa età. Myelòs in greco significa midollo.

Quando si parla di malattie mieloproliferative si parla di midollo spinale, e in particolare di disturbo della emopoiesi, ovvero della produzione di cellule e corpuscoli del sangue.

Si ha una alterazione dei meccanismi di nascita e maturazione della cellula staminale emopoietica dalla quale originano i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine.

I medici si sono dati da fare, scomodando pure la genetica, cosa pretendere più di così. I geni cambiano in proporzione al cambio delle nostre scelte. Ma qui i farmaci sono l’unico dato fisso e intoccabile. Non manca pure l’angina pectoris confermata da elettrocardiogramma.

I CAMPANELLI D’ALLARME NON MANCANO

Fatto sta che i sintomi tipici della Policitemia ci sono tutti, tachicardia, affaticamenti, debolezza, vertigini, nausea, gonfiori intestinali, stitichezza alternata a dissenteria.

Fastidi che si fanno sentire in concomitanza con l’esercizio fisico e il ballo, cose che per il resto non dovrebbero far male a nessuno.

CURE FARMACOLOGICHE IN AGGIUNTA ALLE PRECEDENTI

Quanto alle cure, nessuna modifica a quelle precedenti, salasso a parte. Tutte mantenute, perché non si sa mai. Interruzione e astinenza da una droga possono sempre essere imprevedibili, e giocare dei brutti scherzi.

Ecco allora cure addizionali a base di Oncocarbide, depressivo midollare (effetti collaterali: leucopenia, anemia, piastrinopenia, disturbi gastroenterici), tanto da essere interrotta dopo 3 mesi, e a base di cardiospirina, anti-ipertensivo. Tanto, l’aspirina è una specie di pane quotidiano, con un consumo annuo di oltre 40.000 tonnellate nelle sue diverse forme.

LE CAUSE PARE NON INTERESSINO A NESSUNO

In tutta la questione si nota l’assenza totale del fattore chiave, ovvero delle possibili cause di malattia. Le ipotesi includono stato infiammatorio, disidratazione, insufficienza renale, ostruzioni urogenitali, consumo di caffeina-teina e cole, consumo di alcol, fumo attivo e passivo, consumo di farmaci e di aspirine in particolare.

CURA ZONALE E CURA SUL SINTOMO

Non vorrei fare delle prediche anti-mediche rituali o di maniera. Occorre però dire che in tutta questa storia esiste un filo conduttore.

I trattamenti medici A) Condotti su determinati compartimenti del corpo come sangue-cuore-tiroide, e B) Condotti con l’intento di regolare e modificare dei sintomi corporali, vanno entrambi contro le regole del vivere normale e virtuoso, dove il corpo è un tutt’uno integrale e interconnesso tra le parti, e dove ogni disfunzione è determinata da cause specifiche che vanno individuate e risolte.

Mai che la paziente si sia posta sinceramente la domanda sul perché dei suoi problemi. Nessuno dei medici coinvolti pare essersi scomodato a chiedersi la medesima cosa, vale a dire nome e cognome delle cause di malattia e non dei sintomi di allarme.

Fatto sta che, a queste incongruenze curative tipiche del sistema sanitario convenzionale, fanno seguito sempre nei nuovi segnali di pericolo e di sofferenza.

IL VERO PROBLEMA STA TUTTO NEL SANGUE VISCOSO

Avere un ematocrito alto (oltre 52% nei maschi e oltre 46% nelle femmine) significa che la frazione solida del sangue è troppo elevata rispetto ai valori standard.

Significa pure che il sangue è meno fluido di quanto dovrebbe (vedi il celebre motto del Medico-cappuccino bavarese Padre Taddeo, per il quale nessuno al mondo muore di cardiopatia ma tutti di sangue grasso e viscoso che non scorre). Il problema di base sta dopotutto nella correzione rigorosa degli stili di vita.

TUTTO STA NEL LIBERARSI DALLA SPORCIZIA INTERNA ACCUMULATA

Tiri via caffè-tè-cole-alcol-fumo e già sei a buon punto, tiri via carni e latticini, tiri via cibi stracotti e cibi in scatola, tiri via dipendenze ed assuefazioni farmacologiche, stringendo i denti con fiducia e senza paura, e per magia il sangue si fluidifica e la pressione si abbassa.

Prendi sole in abbondanza e la pressione si abbassa. Alimentati con citrullina (melone-cocomero-cetriolo), con finocchio e sedano, con cachi e fragole, uva, biancospino, aglio, ravanelli, biancospino, riso integrale e funghi, e la pressione si abbassa.

Minestrine di verdura, patate, patate dolci, legumi, piselli, spinaci, germe di grano, cavoli, bietole, agrumi, frutta acquosa lontano dai pasti, verdure crude a inizio dei due pasti principali completano il quadro.

GUARDIAMO AI LATI POSITIVI

La Rossana ha commesso di sicuro molti errori nella vita, per cui rimane distante dalle condizioni ideali, rimane un soggetto a rischio, ma chi non è a rischio in questo vivere carico di tensioni quotidiane?

Nel frattempo lei sta dando prova di grande temperamento. Non si dà per vinta. Legge e studia, si muove e balla, mangia vegetariano e continua ad assumere nel contempo farmaci (cosa da non fare).

Ascolta i medici e consulta nel contempo un insegnante di scuola igienista (altra cosa da non fare). Non ha ancora capito che occorre una scelta netta tra due concetti diametralmente opposti, per cui se credi nel farmaco e nel medico li segui senza tante storie, e se credi nella alternativa natural-igienista ti armi di coraggio e tagli di netto con i trattamenti sul sintomo.

Fa sicuramente della confusione ma, nell’assieme, dimostra una autentica voglia di venirne fuori, e sappiamo come il pensiero determinato sia la molla più efficace per rimediare a tutte le sventure, a qualsiasi età.

QUESTO HA IL SAPORE DI UN FORMIDABILE BANCO DI PROVA

Non dò per scontato che la Rossana non abbia le qualità e le doti per condurre la sua personale battaglia e per venirne fuori vincente. Potrebbe essere addirittura il suo mitico banco di prova per la vita.

Avviare cioè quel progetto che mai prima d’ora aveva mai immaginato e concepito. Ovvio che la chiave di volta per una autentica ripresa sta nella detossificazione e nella de-farmacodipendenza, con relative crisi eliminative e capacità di sostenerle e sopportarle.

Tutto sembra giocarle contro. Sessantanove non sono 19 e neanche 39. Un motivo in più per non piegarsi e non soccombere. La sua è una autentica sfida.

Faccio decisamente il tifo per lei. Perché negarle la possibilità di assurgere a protagonista, a pescare pure lei nella riserva universale di energie eteriche-sottili-nascoste? (vedi mia tesina “Vivere non è un bene, vivere bene è un bene”).

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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