ATROFIA MULTISISTEMICA VERSIONE PARKINSONIANA E VERSIONE CEREBELLARE

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LETTERA

INFORMAZIONI SULL’ATROFIA MULTISISTEMICA

Salve, complimenti per l’Università Health Science e tutte le iniziative che finalmente si stanno capillarizzando. Consapevole della sua mole di lavoro e del poco tempo, avrei bisogno di informazioni dal suo blog sul tema “Atrofia multisistemica di tipo cereberrale”. Grazie infinite e complimenti per la congruenza e onestà che dimostra. Splendida giornata.
Beppe

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RISPOSTA

SIAMO NEL CAMPO DELLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE

Ciao Beppe. L’Atrofia Multi-Sistemica o MSA (Multi-Systemic Atrophy) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da insufficienza del sistema nervoso centrale ed autonomo, caratterizzata dall’interessamento di più sistemi nervosi oltre al sistema extrapiramidale coinvolto nella malattia di Parkinson. I pazienti oltre ai normali sintomi caratteristici del Parkinson, come rigidità e rallentamento dei movimenti, possono presentare perdita dell’equilibrio, diminuita coordinazione dei movimenti, diminuzione della pressione arteriosa nel passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta, incontinenza urinaria, impotenza, difficoltà nell’articolare le parole e nel deglutire.

MSA-P PARKINSONIANA E MSA-C CEREBELLARE

La terapia medica a base di Levodopa e simili può migliorare i sintomi nelle fasi iniziali ma tende a perdere efficacia nel tempo. La MSA tipo parkinsoniano (MSA-p) è prevalente nell’emisfero occidentale, mentre la MSA tipo cerebellare (MSA-c) è diffusa nell’emisfero orientale. La malattia è ugualmente distribuita tra i due sessi.

SINTOMI DELLA MSA

La MSA è una malattia che esordisce nell’età adulta, dai 30 anni in avanti e più spesso nella media di 55-60 anni. I segni clinici comprendono:

  • Insufficienza del sistema nervoso autonomo (ipotensione ortostatica, sincope),
  • Deficit respiratori (apnea nel sonno, stridore e sospiri inspiratori),
  • Costipazione,
  • Disfunzione della vescica (incontinenza urinaria precoce),
  • Disfunzione erettile nei maschi,
  • Sindrome di Raynaud, ovvero restringimento delle arterie periferiche e conseguente fenomeno delle mani e dei piedi freddi,
  • Segni piramidali (iperreflessia generalizzata e segno di Babinski positivo).

SINTOMI DELLA MSA-p PARKINSONIANA

La MSA-p, una forma di MSA con prevalenti segni di parkinsonismo, è caratterizzata da:

  • Bradicinesia  (difficoltà neurologica con rallentamento nella velocità di esecuzione di alcuni movimenti),
  • Rigidità,
  • Tremore posturale irregolare a scatti e posture anomale. I pazienti con MSA-p possono sviluppare distonia cranio-cervicale e oro-facciale indotta dal Levodopa.

SINTOMI DELLA MSA-c CEREBELLARE

La MSA-c è una forma di MSA con segni cerebellari predominanti come

  • Atassia agli arti, dal greco ataxiā = disordine di moto, disturbo consistente nella mancanza di coordinazione muscolare che rende difficoltoso eseguire i movimenti,
  • Disfunzione oculomotoria,
  • Disartria, da dys= difficile e àrthron=articolazione,
  • Atassia, da Ataxis=assenza di ordine nella parola,
  • Afasia, ovvero mutismo,
  • Segni Parkinsoniani progressivamente ingravescenti,
  • Segni neuropsichiatrici,
  • Disturbi del sonno, che comprendono apatia, ansia, depressione.

FATTORI CAUSANTI COME AL SOLITO IGNOTI

L’eziologia della MSA non è nota alla medicina, ma un segno patologico caratteristico è la presenza di aggregati citoplasmatici di alfa-sinucleina nell’oligodendroglia, in combinazione con la neurodegenerazione delle strutture nigro-striatali e olivo-ponto-cerebellari. La diagnosi di una probabile MSA richiede la presenza del parkinsonismo associato ad una ridotta risposta alla Levodopa o segni cerebellari associati all’insufficienza grave del sistema autonomo. La diagnosi differenziale della MSA-p si pone con la malattia di Parkinson e le altre malattie parkinsoniane atipiche (paralisi sopranucleare progressiva, sindrome corticobasale). Non è disponibile una terapia neuroprotettiva efficace.

IPOTESI FANTASIOSE ELEVATE AL RANGO DI SCIENZA

Uno studio della Loyola University dell’Illinois mostra come, una volta entrata in un neurone, l’alfa-sinucleina agisca sui lisosomi, componenti digestivi della cellula. Un processo che è simile, sempre nella visuale costantemente distorta della medicina ufficiale pasteuriana, a quello promosso dal virus del raffreddore quando entra in una cellula durante l’infezione. L’individuazione di questo meccanismo potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie per ritardare l’insorgenza del morbo di Parkinson o arrestarne e indebolirne la progressione.

ALFA-SINUCLEINA DESTABILIZZATRICE DELLA CELLULA

L’alfa-sinucleina svolge un ruolo importante nel normale funzionamento dei neuroni sani. Nei pazienti affetti da Parkinson, la proteina si aggrega in ciuffi che portano alla morte dei neuroni nella zona del cervello responsabile del controllo motorio. La ricerca statunitense ha svelato che la proteina destabilizza i lisosomi, piccole strutture che collettivamente agiscono come sistema digerente della cellula.
 La rottura di queste strutture simile a bolle, chiamate vescicole, rilascia enzimi lisosomiali che sono tossici per le altre parti della cellula.

MEDICI FUORI ROTTA MA ALLA RICERCA DI NOTORIETÀ E DI FONDI GOVERNATIVI

Il nostro commento da igienisti è che i ricercatori americani sono di nuovo fuori rotta. Primo perché il comune raffreddore non è stato ancora capito, interpretato e risolto dalla medicina. Secondo perché se l’alfa-sinucleina agisce davvero come un virus, nulla può fare se non al massimo intasare il corpo, ostruirlo e rallentarlo, comprometterne la vitalità, come fatto tutti i detriti cellulari in accumulo, morti e privi di azione, ma a valenza negativa nella misura in cui non vengono prontamente espulsi.

TUTTO PARTE DAI MEDESIMI PROBLEMI

Ricordiamo che Parkinson significa squilibrio circolatorio implicante un rallentamento della fase metabolica, e quindi una imperfetta pulizia cellulare ed una insufficiente nutrizione cellulare, con degenerazione cronica e progressiva di alcune strutture del sistema extrapiramidale, cioè di un’area del sistema nervoso centrale, detta substantia nigra. La substantia nigra è un nucleo nervino situato a livello del mesencefalo, in cui viene prodotta la dopamina, un neurotrasmettitore di carattere inibitorio, una specie di sostanza frenante, essenziale per il controllo dei movimenti corporei.

ESORDIO CLINICO SOTTO IL MEZZO MILIONE DI NEURONI DOPAMINEERGICI

Il ruolo della dopamina è dunque fondamentale. Quando il numero di neuroni dopaminergici scende del 20-30% sotto il normale livello di 500.000, si ha esordio clinico. La presenza di pigmento (neuromelamina) nei nervi della substantia nigra e del locul ceruleus costituisce un indizio importante in quanto il pigmento è dovuto alla dopamina. I farmaci non risolvono nulla al di fuori di una temporanea sospensione della crisi, mentre le motivazioni causanti rimangono intatte ed indiscusse al loro posto. Fattore degno di nota è che, col Parkinson, cresce la concentrazione patologica di ferro inutilizzato nel cervello. Finché il ferro è legato ed imprigionato, ovvero assimilato, risulta innocuo ma, se viene liberato, porta alla formazione di radicali liberi. I malati di Parkinson hanno un livello di ferro libero notevolmente maggiore di quello delle persone sane.

TENDENZA MEDICA IRRESISTIBILE A MOLTIPLICARE IL NUMERO DI MALATTIE

Una considerazione finale va assolutamente fatta. La medicina, per sue scelte, sue tendenze e suoi interessi, tende a diversificare e suddividere ogni specifica disfunzione, ogni sindrome, in tante patologie diverse. In mancanza poi di correlazioni specifiche chiare, logiche e comprensibili, la ricerca medica va a cercare ipotesi, congetture e supposizioni nei punti meno indicati, come nei geni che cambiano, nelle distrazioni o negli eccessi di azione immunitaria, o nella belligeranza continua di batteri e virus. Ovvio che questo porta la medicina fuori rotta e fuori dal seminato, impedendole anche di trovare adeguate e semplici soluzioni, costringendola a issare bandiera bianca e a definire molte sindromi come inguaribili.

IL PUNTO CHIAVE RIMANE LA LIPOTOXEMIA E LA BIOCHIMICA INTERNA ALTERATA

In realtà, la base di partenza rimane invariabilmente la lipotoxemia, ovvero:

  • quella condizione di sangue denunciata da Nathan Pritikin che porta anche alla cardiopatia e al cancro, ovvero
  • quella condizione di mucosità, di acidificazione e di sporcizia interna inimmaginabile sottolineata da Arnold Ehret, ovvero
  • quell’ambiente biochimico interno tossico e patologico definito da Claude Bernard come Milieu Interieur, ovvero
  • quella condizione corporea micidiale chiamata da Padre Taddeo da Wiesent sangue guasto, causa reale di tutti i decessi, al di là del nome e delle etichette formali che gli vogliamo attribuire.

ESISTE SOLO UNA CAUSA PATOLOGICA CHE ESPRIME SE STESSA SOTTO DIVERSE FORME

Vale più che mai la considerazione del grande Louis Kuhne (1835-1901), espressa nel suo best-seller The New Science of Healing”. “There is only one cause of disease and there is only one disease, which shows itself under different forms” (Esiste solo una causa di malattia e c’è soltanto una malattia che evidenzia se stessa sotto diverse forme).

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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