BRONCHITE E POLIMIALGIA NELLA LOGICA STRINGENTE DELLE CRISI ELIMINATIVE

da 8 Nov 2015Bronchite, Patologie muscoloscheletriche e connettivali

LETTERA

UN MESSAGGIO DALLA CATALOGNA

Caro Valdo, ti conosco da dicembre 2014, e ti ho voluto subito bene! Ho 69 anni e sono della provincia di Alessandria, ma da due anni vivo nella regione Spagnola della Catalogna. Ho seguito tutto il tuo percorso su internet, le tue tesine, i tuoi video e ti confesso che ho esitato molto a scriverti, perché ho visto che sei sempre molto disponibile con gli altri, con molta fatica da parte tua. Questo mi dispiace molto, devi pensare un po’ a te stesso!

CAMBIAMENTO IN DIREZIONE VEGAN-CRUDISTA  E GROSSI MIGLIORAMENTI NEL GIRO DI 4 MESI

Ora veniamo al motivo che di questa mia email. Da dicembre 2014 ho incominciato a seguire una alimentazione vegana corretta, e già ad aprile 2015 mi sentivo benissimo, inattaccabile, avevo persino recuperato il piacere di sentire i profumi, poiché sono stata operata 3 volte al naso per deviazione del setto nasale e polipi vari. Insomma mi sentivo rinata!

BRONCHITE A GIUGNO CON INDOLENZIMENTI VARI

A giugno ho avuto una bronchite per la prima volta in vita mia, con febbre alta che mi sono curata senza medici e senza medicine. A luglio ho incominciato a sentire male ai muscoli delle gambe e delle braccia, con leggera febbre 37- 37,5 solo alla sera e non sempre. In seguito ad esami vari scopro che ho i bronchi di una fumatrice, pur non avendo mai fumato. La diagnosi medica parla di broncopneumpopatia cronica diffusa, di fattore reumatopide 68, di VES 70 e di proteina C reattiva 2.61.

CEDIMENTO AI FARMACI A SETTEMBRE CON RISULTATI ABERRANTI

A settembre ho ceduto alle cure tradizionali con Augmentin per 10 gg, e Deltacortene 25mg per 20gg, ma ad ottobre tutto è ritornato come prima, anzi peggio di prima, perché si sono aggiunti i veleni  delle medicine che mi hanno lasciato bocca amara e inappetenza totale, in più ho una lingua a chiazze che non ho mai avuto, sonnolenza, stanchezza ed altri fastidi ancora.

DIAGNOSI DI POLIMIALGIA REUMATICA E RICHIESTA DI ULTERIORI ESAMI

Sono stata successivamente da un reumatologo in Italia, che mi ha diagnosticato una polimialgia reumatica ma prima di iniziare la cura, con un minimo di 6 mesi a cortisone, mi ha richiesto ulteriori esami per escludere ulteriori patologie. Tieni presente che non ho quasi mai fatto esami perché ho il terrore di scoprire malattie, e tutte queste TIC-TAC varie mi mandano in tilt solo a sentirle.

VORREI RIPRENDERE PESO

Sono alta 1,70 e prima di essere vegana crudista pesavo 58 chili. Ora non mi peso più da quando sto sotto i 50 kg. Ovviamente non ho più appetito e tutti mi accusano. Vorrei la cura della non cura, ma ho le idee confuse! Sono curiosa di sapere se qualcuno riesce ingrassare da vegano-crudista. Io vi vedo tutti magretti. Alla mia età 8 chili in meno è come avere 10 anni in più! Poiché sono una donna
ti lascio immaginare come mi sento.

NON RIESCO A CAPIRE COME MAI IN CONCOMITANZA COL MIGLIORAMENTO DIETA MI SONO AMMALATA PER LA PRIMA VOLTA IN VITA MIA

Quello che non riesco a capire è che mi sono ammalata per la prima volta da quando seguo l’alimentazione naturale. Forse non ho capito niente! Grazie per avermi letto e, se hai qualche nutrizionista della tua scuola in grado si seguirmi, lo contatterei volentieri per evitare di disturbarti troppo. Cordialmente.

Maruccia

*****

RISPOSTA

INCAPACITÀ GENERALIZZATA NEL COMPRENDERE I MECCANISMI DEPURATIVI

Ciao Maruccia. Hai detto una frase importante e carica di verità, oltre che di umiltà: “Forse non ho capito niente”. In effetti sei caduta pure tu nel difetto generale di non capire come funziona il corpo umano, nel difetto di non interpretare correttamente il ruolo amico e depurativo della malattia. Ovvio che i primi a non comprendere tutto questo sono i medici, grandi nemici di tutti i sintomi e pronti a intervenire contro di essi tramite la loro curomania farmacologica ed asportativa.

ASSERIRE CHE ERI PERFETTA PRIMA DEL CAMBIO DIETA NON È ESATTO

Dici che non ti sei mai ammalata prima del cambio-dieta, ma in realtà tu stessa hai citato 3 operazioni al naso e la perdita dell’olfatto. Qualcosa c’era dunque. In ogni caso, anche se tu non avessi davvero mai sperimentato delle alterazioni, questo non ti autorizzerebbe a demonizzare il cambio-dieta attribuendogli dei peggioramenti dello stato di salute.

IL PARADOSSO DEGLI EFFETTI ELIMINATIVI

Sappiamo benissimo che ogni cambiamento radicale della dieta in direzione virtuosa e vegan-crudista comporta per paradosso degli effetti fastidiosi ma utili. Sappiamo che ogni miglioramento comportamentale di contorno, cioè più sole, più aria buona, più relax, più sonno, più esercizio produce per paradosso degli effetti fastidiosi ma utili. Succede infatti che il sistema protettivo, chiamato immunocompetenza, procede in queste circostanze speciali all’instaurazione nel corpo di un vero e proprio cantiere di restauro e di ripristino con tanto di cartello tipo “Lavori in corso”. Tale cantiere viene gestito e diretto in piena saggezza ed intelligenza dal sistema immunitario.

LA LOGICA DELLA DEPURAZIONE

La logica che sottintende a tale fenomeno è quella della depurazione e della disincrostazione accelerate dei veleni accumulati negli anni per scelte quotidiane inopportune ed autolesionistiche in termini di alimentazione e di comportamento, e per veleni assorbiti al di là delle proprie colpe, tipo fumo passivo, tipo aria inquinata delle città, tipo stress e inquietudini di tipo sociale e politico, e per cure mediche sbagliate con relativi farmaci assunti.

LO STOCK TOSSICO SE NE DEVE ANDARE

I veleni non si dissolvono nel nulla per magia. Ogni volta che si introduce nel corpo una qualsiasi sostanza, gli strumenti percettivi la definiscono immediatamente come sostanza valida ed assimilabile o come sostanza tossica da espellere, per cui non esistono vie di mezzo. Le sostanze tossiche vengono inviate dal fegato agli organi escretori, depurativi ed emuntori, ed in particolare ai reni. Ma l’immunocompetenza renale spesso rifiuta di filtrare tali sostanze che sarebbero capaci dato il loro potere corrosivo di danneggiare i delicati filtri glomerulari, per cui i veleni vengono rimandati al fegato che, a quel punto, li deve risistemare in qualche modo all’interno del sistema, nei punti più convenienti come il sottograsso, gli interstizi, le acque di ritenzione, il sangue (che diventa grasso, viscoso e guasto) e il linfatico (che diventa pigro e lento).

UNA PATINA DI VELENI INCROSTATI ED UNA SCIA TOSSICA COSTANTE

Questo materiale tossico, rimanendo nel corpo, continua a rilasciare una scia di veleno in lentissima disgregazione notturna, grazie alla fase digiunistica obbligata e gestita dall’ipotalamo a cavallo tra i due cicli circadiani (ciclo assimilativo 20-4am e ciclo ripulitivo 4 am-12). Alla fine, non c’è modo di vivere al riparo dalle tossine e delle crisi eliminative che si innescano nella fase espulsiva delle tossine stesse, allorquando le stesse tossine devono rifare il percorso inverso. Tutti i veleni contenuti nei farmaci e nei vaccini formano infatti una patina incrostata che permane all’interno per decine di anni. Stessa cosa accade per i minerali inorganici degli integratori, per la caffeina del caffè e delle cole, per la theina e per i sali inorganici.

INDISPENSABILE MANTENERE IN PERFETTA EFFICIENZA GLI ORGANI EMUNTORI

Il corpo dell’individuo medio  è afflitto internamente da una sporcizia inimmaginabile, soleva dire il dr Arnold Ehret. Per stare bene e in salute è indispensabile gestire al meglio lo stock tossico accumulato, dando modo all’organismo di far lavorare al meglio gli organi emuntori mediante un buon ricambio, una buona filtrazione renale e una buona essudazione cutanea. Ma per la funzionalità tossico-espulsiva serve un sistema immunitario attivo e potente, sorretto da carica vitale ed energetica, da cibo acquoso, vivace, e vibrante, vale a dire alto sulla scala Simoneton. E serve un cibo leggero e digeribile come quello della frutta e delle verdure fresche e al naturale, masticate al meglio, cariche dei propri enzimi auto-digerenti e pertanto assimilabili a costo digestivo minimo.

IL CORPO NON PUÒ TRASFORMARSI IN UN CAMPO MINATO

Stare bene al riparo delle crisi eliminative chiamate erroneamente malattie, è sicuramente una cosa auspicabile, ma solo a patto che non esistano e non si mantengano bombe tossiche a scoppio ritardato nell’organismo, e solo a patto che il sistema cellulare si rinnovi costantemente facendo in modo che i propri detriti cellulari, i miliardi di cellule morte che ogni giorno fanno posto a quelle nuove diventando virus endogeni e scorie organiche, vengano ripulite prontamente e non diventino materiale ostruttivo e devitalizzante all’interno del corpo. Chi pretende di vivere senza dolorini, e con del materiale tossico e ritentivo al suo interno, è un povero illuso che non conosce le leggi della natura e le regole di causa ed effetto. È un ingenuo che non conosce se stesso e che non sa fare i conti nemmeno col pallottoliere.

SALUTE E MALATTIA APPARTENGONO AL MEDESIMO GOMITOLO

Nel caso specifico, nessuna intenzione di arrecare offesa alla Maruccia. Ma la sua avversione verso gli esami diagnostici, per dichiarata paura che essi rivelino delle malattie, è tutt’altro che cosa rara. È anzi il tipico frutto della diseducazione medica nei confronti della massa. Chi non ha paura della salute non deve nemmeno aver paura della malattia. Salute e malattia fanno parte dello stesso bagaglio umano fatto di equilibrio e squilibrio, di alti e bassi, di intasamento e di depurazione.

CIBI DI QUALITÀ E BUONA ASSIMILAZIONE GARANTISCONO L’EQUILIBRIO PONDERALE

Mettere su peso non è un problema in campo igienistico e nel vegan-crudismo. La nostra non è affatto una dieta dimagrante. Sovrappeso e sottopeso sono per noi sintomi e non obiettivi. L’equilibrio ponderale si raggiunge semplicemente puntando al riequilibrio salutistico in linea generale, puntando non tanto ad immettere più cibo ma a migliorarne la qualità e ad incrementarne l’assimilazione. L’inserimento di più patate non irradiate e di più carote non irradiate, di germogli, di un paio di cucchiai di germe di grano al giorno, con più mandorle e semini, con minestre di orzo e fagioli, polenta e funghi, panini integrali con verdure, olio extravergine di qualità, estratto a freddo, farà il miracolo, a patto che non manchino migliore respirazione, più sole e più relax.

PUNTIAMO A RENDERE LA GENTE CONSAPEVOLE, AFFRANCATA ED EMANCIPATA

Quanto al cercare assistenza da parte di nutrizionisti o igienisti, anche se sono attorniato da persone valide e preparate, preferisco non fare dei nomi per non creare discriminazioni. L’obiettivo che mi sono posto col mio blog non è quello di rendere la gente insicura, incerta, confusionata e dipendente dall’igienismo, ma quello di affrancarla e di emanciparla, di liberarla da ogni dipendenza medica ed extra-medica.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni presenti su questo sito hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

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Commenti

11 Commenti

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  1. Francesco

    Confermo, Mariuccia, non hai capito proprio niente. Quando ci si mette a crudo, parte subito la detox, cioè le crisi eliminative che non sono altro che malattie con le quali il corpo guarisce sè stesso, malattie che hanno una duplice funzione: da un lato smaltire il vecchio carico tossico accumulato, e dall'altro apportare tutte le necessarie riparazioni all'organismo. Se, per un soggetto di 20 o 30 anni, la detox può essere poco più che una passeggiata, per un soggetto di 69 anni è più facile che essa sia una vera e propria odissea. E questo perchè l'accumulo tossico è sicuramente maggiore, e soprattutto perchè alla tua età è assai probabile che le patologie e i danni con cui fare i conti siano molto più pesanti. E non si tratta solo di patologie e danni noti, ma anche di quelli a noi sconosciuti ma tuttavia presenti e in fase di incubazione, che il corpo conosce invece benissimo, e che non appena è messo in condizione di mettervi riparo, esso inizia subito a riparare scatenando appunto la detox. Detox che tu non hai saputo correttamente interpretare e che hai cercato di contrastare ricorrendo alle cure mediche. Le quali non servono a nulla se non a peggiorare la tua situazione. Ora sei di nuovo punto e a capo, ma nel frattempo la situazione è alquanto degenerata, perchè sei scesa di peso in misura eccessiva, e questo non va assolutamente bene, perchè un corpo in grave sottopeso non è in grado di far fronte alla detox, non è in grado di reggerla, e rischia solo di fare una brutta fine. Quindi il primo passo dev'essere assolutamente quello di riportare il tuo peso in zona sicurezza, che è sicuramente sopra i 50 chili (meglio sarebbe almeno 55). Non dico che tu debba rimetterti a mangiare le schifezze di un tempo, ma certamente devi aumentare le quantità, sforzandoti di farlo (tieni presente che meno mangi e più aumenta la detox, che tu però in questo momento devi cercare di contenere il più possibile). Inoltre non devi esagerare col crudo, perchè più aumenti il crudo e più dai spazio alla detox, cosa che non va bene nel tuo caso. Quindi potresti fare così: mangiare diverse banane, che non sono eccessivamente depurative, mentre la frutta acquosa lo è molto di più; e fai almeno un pasto cotto (ad esempio a base di patate, tipo patate e carciofi; o una bella zuppa di verdure con patate e legumi; al limite va bene anche un pasto di cereali senza glutine). Ottimo il succo di carote. Ottimi i carciofi, anche cotti (al limite anche surgelati).
    Quando ti sarai riportata in zona sicurezza, ne riparleremo. Iniziare una dieta crudista a 70 anni può essere un azzardo davvero pericoloso, perchè non sappiamo in che reali condizioni è il nostro organismo: magari c'è qualche malattie degenerativa in fase di avanzata incubazione, forse anche un cancro che ancora non si manifesta, ma che il nostro corpo conosce benissimo, e se gliene diamo la possibilità di autoripararsi grazie alla dieta, il corpo si mette subito all'opera scatenando una detox molto virulenta che poi non siamo in grado di gestire.

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  2. Francesco

    Quando vedo casi di questo genere, non posso fare a meno di pensare che forse servirebbe più cautela nel consigliare la dieta vegan crudista e la cura della non cura: in particolare si dovrebbe informare chi abbraccia questa disciplina dei rischi connessi alla detox, che è un processo eliminativo che si manifesta sotto forma di qualche malattia. Nei casi normali i rischi relativi a tale malattia sono limitati e facilmente gestibili, ma ci sono anche i casi fuori della norma: parliamo di soggetti in su con gli anni, o comunque di soggetti molto malandati di salute, e anche dei casi di eccessiva magrezza. In questi casi la gestione della detox può davvero presentare seri problemi, sarebbe meglio saperlo prima di intraprendere questo percorso. Dopo di che uno farà la sua libera scelta, assumendosene anche l'eventuale responsabilità. Ma il caso di Mariuccia è un esempio di totale mancanza di informazione. Ed ora lei sta rischiando seriamente, senza neppure rendersene conto. Perchè è chiaro che ora lei è entrata in fase di emergenza, e dovrà stare molto attenta a tenersi più lontana che può dalla detox, che non è evidentemente in grado di reggere, perchè la detox di un corpo esaurito e stanco non é soggetta a nessun "confine" o barriera protettiva interna, se "esplode" puo' fare letteralmente collassare il sistema. In questi casi infatti il cuore spesso non regge a una febbre o infiammazione repentina.

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  3. Emanuela Nuzzi

    Allora sarebbe come dire che e' meglio continuare con l'alimentazione sbagliata, complicata e tossica di sempre? Ridicolo, secondo me. Mio padre diceva che non si puo' andare in paradiso in carrozza…

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  4. Francesco

    Infatti, non si può andare in paradiso in carrozza, specie se hai 70 anni, questo però bisognerebbe saperlo prima di intraprendere il percorso igienista, occorre sapere cioè che la guarigione passa attraverso una fase anche molto lunga e travagliata di detox, ciò che normalmente non viene detto con la dovuta sottolineatura dei rischi, qui non si tratta di banali crisi eliminative, ci sono rischi veri. Rischi che possono amplificarsi se poi la detox non viene gestita correttamente, come nel caso di Mariuccia, che ora si trova ad avere un corpo deperito ed esaurito, che forse non è in grado di reggere la fase acuta della detox. Io mi auguro di sbagliarmi a proposito di Mariuccia, e cioè che i margini di riequilibrio siano ancora ampi e gestibili, se pongo l'accento sui rischi in misura che mi auguro eccessiva e fuori luogo, è solo per mettere in guardia Mariuccia da questa eventualità forse un pò estrema ma reale. Anzi mi rendo conto di aver certamente calcato la mano con Mariuccia, dicendole che ha sbagliato tutto e che ora si è messa in un bel pasticcio, le cose vanno dette con più tatto, specie quando, come nel caso di Mariuccia, i margini di recupero sono ancora grandi e percorribili. La verità, forse, è che sono un pò incazzato con una certa faciloneria che circola in ambito igienista nel mostrare i miracoli della cura della non cura senza sottolineare abbastanza i rischi della detox. Questo è un dato generalizzato, con la sola eccezione della terapia Gerson, che invece tiene in altissimo conto i rischi della detox, prevedendo anche specifiche forme d'intervento per gestirne le conseguenze (vedi clisteri di caffé).
    Mi scuso ancora con Mariuccia, per i miei toni eccessivi, e comunque ribadisco che la via d'uscita esiste, e non sta, come mi rimprovera Emanuela, nel tornare alle vecchie abitudini, ma sta piuttosto in una più attenta composizione della propria dieta, che dev'essere adeguata in termini quantitativi (quindi niente digiuni e semidigiuni o anche solo poco cibo, tutte cose che fanno schizzare la detox) e pure in termini qualitativi (maggior quota di cotto con le verdure cotte amidacee, patate, broccoli, carciofi, zucca, carfote, bietola rossa ecc.; preferenza per la frutta zuccherina piuttosto che per quella acquosa, quindi più banane e cachi, mele pure o.k. accompagnate da qualche dattero (senza esagerare con quest'ultimi), buona anche la frutta cotta. Buone le zuppe di verdura e legumi, ottimi i carciofi (esempio carciofi e patate), ottimo il succo di carote, anche mescolato al succo di agrumi (esempio succo di carote con succo di arancia e pompelmo al mattino o nel corso della mattinata). Tutta roba buona, come vedi, Emanuela, niente a che vedere con le vecchie schifezze, vorrai concordare. Un grosso in bocca l lupo a Mariuccia.

    Rispondi
  5. Elisabetta

    Mariuccia, credo si debba ricordare il principio fondamentale per cui un corpo malato non ha principalmente bisogno di un cibo diverso da quello di un corpo sano. Quindi restando in ambito vegan crudista quello che sarebbe meglio tu facessi sarebbe di prestare molta attenzione alle reazioni del tuo corpo e alle sue necessità. Non si sottolinea mai abbastanza il tema della consapevolezza del proprio corpo, che va ascoltato e rispettato, sempre. Non su base settimanale, e nemmeno giornaliera, ma momento per momento. Per capire se stai mangiando troppo poco o troppo leggero. Ovviamente mi riferisco sempre ad un regime alimentare vegan crudista. Fiducia al corpo e a sé stessi, ma fiducia basata sull' attenzione e la preparazione non su un illusorio ottimismo. Non sono favorevole a sospettare chissà quali malattie nascoste e pronte a scoppiare, perché significa vivere nella paura che già di per sé peggiora la situazione. Oltretutto con nessuna dieta potresti evitare una malattia, anzi, accelereresti anche bevendo molti caffé sia infiammazioni che problemi cardio circolatorii, e questo riguarda purtroppo ogni età. Si leggono testimonianze di ragazzi americani nemmeno ventenni che hanno passato detox colossali. Ma non credo tu sia arrivata a 69 anni senza gravi malattie fino ad ora a forza di hamburger e cheescake. Quindi coraggio. Hai capito che per prendere un po' di forze e di peso puoi mangiare cereali integrali senza glutine (incluso il pane), patate e carciofi, banane e cachi, persino qualche dattero. Sempre un milione di volte meglio e più disintossicante di qualunque dieta onnivora o vegetariana cotta e stracotta. Propendo per una o due bottiglie di succo di carota da consumarsi durante la giornata a partire dalla mattina subito dopo un bicchiere di acqua tiepida con limone. Poi ti gestisci a seconda di come ti senti. Niente di forzato o di traumatico. In bocca al lupo:)

    Rispondi
  6. Elisabetta

    Quello che mi preme sottolineare è che è FONDAMENTALE sapere che il corpo cerca sempre di disintossicarsi e guarire, in qualunque condizione, questo bisogna tenerlo a mente. Il corpo cerca di fare sempre del suo meglio e noi dobbiamo fare altrettanto, una volta compreso questo, si comincia a percorrere la strada della libertà. Lo ribadisco perché credo che senza questa convinzione sia difficile impegnarsi in una alimentazione vegan crudista. Per me è stata un' enorme scoperta e libertà sapere che il mio corpo è dalla mia parte e che io posso fare altrettanto con le mie scelte alimentari e non solo. Se non si attua questa presa di coscienza, stiamo qui a discutere spaventatati di mirtilli e patate e cosa mai sarà meglio? Io parlo naturalmente di quella che è stata la mia personale esperienza. Si possono conoscere calorie e nutrienti di ogni singolo alimento a menadito ma non si sarà mai felicemente liberi, non ci si sentirà mai forti in se stessi senza questa conoscenza, senza migliorare consapevolmente il rapporto col proprio corpo.
    Per chi osserva con una certa attenzione non è così difficile capire la connessione tra i polipi di Miariuccia e la conseguente bronchite. Io che non sono un medico, potrei portare decine di esempi di persone che sono passati da una malattia più "esterna" e leggera (in questo caso i polipi) ad una poi più grave e interna (bronchite, sempre apparato respiratorio). Questo perché si è scelta la strada dello stop ai sintomi, farmaci dieta sbagliata e interventi invece di cambio di alimentazione. Altro caso frequente è quello di donne con "banali" interventi di rimozione di polipi all' utero o miomi che poi hanno avuto problemi alle ovaie (stesso apparato ma problema più grave e più interno). Per concludere, a me pare che la strada per stare bene sia sempre e da sempre la stessa. Lasciamo stare la paura e concentriamoci sulla vera conoscenza e sulla voglia di vivere a lungo e bene.
    Un abbraccio a tutti.

    Rispondi
  7. Francesco

    Come mettere in guardia, allertare, senza creare allarmismi non solo inutili ma sovente dannosi. Certo il modo c'è, e io probabilmente non l'ho saputo cogliere nei confronti di Mariuccia. Però il modo non è neppure quello di nascondere tutto sotto il tappeto, dicendo che dobbiamo sempre saper ascoltare i messaggi del nostro corpo, il quale lavora indefessamente per noi senza mai sbagliarsi. In questo momento il corpo di Mariuccia le sta dicendo di non mangiare, e la ragione è sempre la stessa: perchè il corpo è sempre orientato a suscitare qualche crisi eliminativa, la detox, che è l'unico strumento di guarigione che il corpo conosce, e che lui applica in qualsiasi caso. Ma non è detto che la cosa funzioni sempre: se funziona bene e ci sarà la guarigione, se non funziona vorrà dire, detto col senno di poi, che non c'era più nulla da fare (prima o poi questo succede per tutti). E infatti succede che nei casi normali la cosa in genere funziona, proprio perchè si tratta di casi normali, mentre nei casi non normali questo non funziona, cioè la detox non fa il suo dovere di guarire. La mia ipotesi è che il caso di Mariuccia possa essere uno di questi casi fuori della norma, nei quali è alto il rischio che la detox non funzioni, perchè l'organismo è troppo debole e deperito per reggere all'impatto della detox. Può darsi che mi sbagli, anzi me lo auguro, ma non mi sentirei la coscienza a posto se facessi finta di nulla e non la mettessi in allarme. Io non me la sento di dire a Mariuccia "o.k. il tuo corpo ti fa sentire inappetente quindi non mangiare". Io penso che nei casi non normali si debba tentare una strada diversa dalla detox, alla detox ci penseremo più avanti, quando la situazione si sarà normalizzata; per il momento bisogna solo pensare a mettersi in sicurezza, e la prima cosa da fare per farlo è proprio quello di bloccare la detox, perchè un organismo deperito rischia di non poterla reggere. So che questo è contrario ai principi dell'igienismo, ma, ripeto, qui siamo (o per lo meno ci sono forti sospetti che qui si sia) fuori della normalità. Il corpo conosce una sola strategia di guarigione, che è la detox, ma noi ne conosciamo una più del diavolo: se la detox funziona, nulla di meglio della detox, ma se la detox non funziona, allora è del tutto legittimo tentare con qualche strategia diversa, mettendo la detox in castigo.

    Rispondi
  8. Elisabetta

    Francesco, a parte il fatto che io non stavo rispondendo a te e – come spesso ti capita – ti senti tirato in ballo anche quando non lo sei, io non ho scritto "segui il tuo appetito", le ho detto di ascoltare il corpo, che non è solo lo stomaco e che ovviamente risulta indebolito dal dimagrimento. E le ho suggerito cibi "ingrassanti" consentiti che danno energia, non certo una detox estrema. Al contrario, ho detto che il corpo cerca sempre di detossificarsi quindi non c'è bisogno di fare niente di forzato e pesante. Diciamo che oggi, come altre volte con altri, sei incavolato per i fatti tuoi e non ti sei fatto grossi problemi per risultare sgradevole. Si deve sempre finire per lasciar perdere e lasciarti l' ultima parola o guai a dire qualcosa che contrasta con ciò che dici tu. Magari il problema è tuo e tale dovrebbe rimanere, non degli altri.

    Rispondi
  9. Francesco

    o.k. Elisabetta, te l'ho già detto che sono incavolato con certa superficialità in casa nostra (cioè igienista); però adesso non vedere tutto in questa chiave di lettura, forse a volte nei miei commenti c'è anche qualche cosa di utile e di buono, a me sembra di portare anche qualche argomentazione, o per lo meno mi sforzo di farlo. So che questo a volte comporta qualche battibecco, ma purtroppo questo fa parte del normale confronto di idee: che devo fare, rinunciare a dire il mio punto di vista per non apparire sgradevole a chi si sta confrontando con me? Non mi pare una buona soluzione. Comunque sul caso di Mariuccia, ho già ammesso di non aver avuto tatto, spero di aver in qualche modo rimediato, cercando di spiegare il mio punto di vista.

    Rispondi
  10. Elisabetta

    Sei spesso ringraziato per il tuo contributo, ma il tuo modo di esprimere il tuo legittimo punto di vista, nel modo in cui "rintuzzi" gli altri, a me spesso sembra inutilmente scortese. Tutto qui.

    Rispondi
  11. Angelo

    Mi sto avvicinando da poco all'approccio vegan-crudista…Commenti molto interessanti… mi piacerebbe sentire anche l'opinione di Valdo. 🙂

    Rispondi

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